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Alberto E. Long

Io, e noi tutti...

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Commento

 

Questa è una delle poesie di cui sono meno convinto, perciò invito chiunque passi di qui a lasciare anche solo una breve impressione ed un paio di consigli, grazie.

 

Io, e noi tutti...

 

E io
qui
solo
io, coscienza dispersa
nell'Universo,
tra miliardi d'anime
- anime? -
coscienze,
io e perché non altrui...?
io misera coincidenza
di spazio e di tempo,
penosa illusione
per Caso voluta,
io a credermi qualcuno,
io che son nessuno...
io qui a chiedermi
che assurdità è mai questa...?
io
che sono...?
e che sogno è la mia vita...?

 

io,
e quant'altri
nell'Universo...?
 

 

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Secondo me la poesia in questione ti lascia dubbioso,dubbio che anch'io condivido.

Mi piacciono le tue poesie,questa un pò di meno e ti spiego il perchè.

Forse stai leggendo troppo Leopardi e quindi vuoi scrivere qualcosa di leopardiano,ma imitare i maestri è difficile,per te,per me, per tutti.

La tua è una poesia riflessiva,il che non è male,però le riflessioni in questione sono poste in forma di poesia,quando sembrerebbero più efficaci proposte in forma di prosa.

O meglio il mistero dell'esistenza può essere posto in forma di poesia,ma deve essere più simbolista,ermetico,folgorante,consolati ci riescono in pochi.

 

''E io
qui
solo
io, coscienza dispersa
nell'Universo,
tra miliardi d'anime
- anime? -
coscienze,
io e perché non altrui...?

 

Quando noi guardiamo il cielo notturno queste sono le domande che ci poniamo,eppure il mistero si fa spettacolo,quel mistero nel cielo notturno e vuoto crea un senso di smarrimento e come viene scritto nella poesia Leopardiana ''m'è dolce naufragare in questo mare''.

Diciamo che manca un climax poetico a cui far seguire la riflessione filosofica,per creare qualcosa di pienamente Leopardiano,ma Leopardi è Leopardi e noi facciamo fatica a creare quel climax poetico,per cui le riflessioni rimangono prosa.

Secondo me tu hai un tuo stile e devi cercarlo e raffinarlo,la lettura del maestro Leopardi può risultare negativa se si cerca di seguire le sue orme perchè ti fa perdere il tuo stile e ti avventuri in un'imitazione che è difficile da compiere.

Più che un giudizio negativo sulla poesia,è un consiglio.

I monaci zen dicevano:se incontri Buddha uccidilo.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che i maestri vanno sì studiati (e i monaci zen li studiavano),ma poi alla fine ognuno ha il suo cammino personale,per cui metaforicamente per realizzarsi si deve ''uccidere il maestro''.

 

 

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@Ginseng, a dire la verità non leggo Leopardi da tantissimo tempo (non leggo più niente se non i libri universitari dall'inizio dell'Università purtroppo). E tanto meno cerco di imitarlo, anzi: io penso che ognuno si debba esprimere con la massima libertà, senza cercare l'originalità e senza cercare di raggiungere determinati modelli. E così faccio io, scrivo quel che mi passa per la mente: se cogli qualcosa di leopardiano nelle mie poesie sappi che è sempre qualcosa di involontario, probabilmente dovuto al fatto che tutta la mia riflessione filosofica è nata dalla lettura, l'ultima volta quasi un anno fa, di Leopardi. Credo che questa sia già la mia voce, che naturalmente deve essere affinata (ho scritto ancora poco e ho tanta voglia di migliorare: io vado per la mia strada, senza preoccuparmi di imitare o raggiungere certi grandi poeti. 

Detto questo, non so se il problema sia quello che tu dici, e cioè che in poesia una riflessione filosofica di questo genere ha bisogno necessariamente di un contorno poetico. Dipende dalle occasioni diverse e dai diversi autori. Personalmente dò un'ambientazione alle mie poesie solo quando è dall'ambientazione stessa che traggo spunto per la mia riflessione. In questo caso non è successo e non mi disturba la cosa.

Secondo me il problema in questa poesia è che non sono riuscito ad esprimere appieno la mia riflessione, quel senso di vertigine che si prova nel rendersi conto di quanto sia labile il confine tra la propria coscienza ed il nulla. E quel poco che ho spiegato l'ho spiegato forse in maniera quasi ridicola. Spero di essere stato chiaro invece in questa sede. Cosa ne pensi?

Grazie ancora, ma sinceramente, per essere sempre il primo (e a volte l'unico) a commentarmi. 

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Ciao @Alberto E. Long:flower:

 

mi piace la tua poesia, è particolare. Unica! La definirei un'analisi profonda del tuo essere al mondo.Tanti punti di domanda come se si ha bisogno per forza delle risposte. I tuoi versi mi trasmettono una determinazione celata dalla solitudine. Ora mi viene in mente la pubblicità della povera particella di sodio < C'è qualcuno?>

Qualche appunto:

 

Alle 6/5/2018 at 01:09, Alberto E. Long ha detto:

nell'Universo,

Perchè u maiuscola?

 

Alle 6/5/2018 at 01:09, Alberto E. Long ha detto:

penosa illusione
per Caso voluta C maiuscola?  Sottolinei per caso qualcosa?

Che vuol dire questa parte?

 

Alle 6/5/2018 at 01:09, Alberto E. Long ha detto:

E io
qui
solo
io, coscienza dispersa

La modificherei così:

 

E io qui,

solo io

coscenza dispersa.

 

A rileggerti.

Floriana

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Premetto che sono iscritto da poco al sito, ed è la prima volta che lascio un mio commento, dunque se esso non venga trovato abbastanza pertinente farò in modo che gli altri lo siano di più.

Ho scelto la tua poesia, Alberto, semplicemente perché è un pensiero che condivido, e che viaggia spesso anche nella mia mente; non è una cosa facile da spiegare ed esprimere, né a voce, né tanto meno per iscritto.

"E io
qui
solo"

Personalmente questo punto mi trasmette l'intensità di pensiero più grande di tutta la poesia, a partire dai versi molto brevi e le pause tra loro, che appunto iniziano da subito a creare un'atmosfera intensa, alle parole anch'esse brevi, che sembrano dare un'impressione di piccolezza ed "impotenza" nei confronti di tutto quello che viene dopo.

"io, coscienza dispersa
nell'Universo,
tra miliardi d'anime
- anime? -
coscienze,
io e perché non altrui...?"

Ecco "tutto quello che viene dopo", frasi che racchiudono buona parte di ciò che è il tema principale, il più grande mistero esistente.
Dico subito che non ho fatto a meno di notare la maiuscola in "Universo", ma non la stessa cosa in "anime"; potrei sbagliarmi, ma ciò mi fa pensare, Alberto, a quanto tu ci tenga a cercare di esprimere il tuo pensiero basandoti più su una dimensione spaziale e temporale, direi anche "di creazione", anziché alla vera e propria esistenza, all'essere di ognuno di noi; tema che comunque introduci dopo, seppur affiancando al punto di vista filosofico, un'aria, mi sembra, strettamente personale:

"io misera coincidenza
di spazio e di tempo,
penosa illusione
per Caso voluta,
io a credermi qualcuno,
io che son nessuno...
io qui a chiedermi
che assurdità è mai questa...?
io
che sono...?
e che sogno è la mia vita...?"

Dunque, "penosa illusione", "per caso voluta", "io a credermi qualcuno, io che son nessuno..." tutte forme che a mio parere riflettono su un tuo stato d'animo attuale, oltre al tema trattato;
forse ti senti in contrasto con qualche scelta recente che hai fatto, ma su ciò non mi dilungherò di più, essendo una cosa, appunto, molto personale e quindi delicata.

"io,
e quant'altri
nell'Universo...?"

Se la mia interpretazione è corretta, apprezzo molto il significato di questa conclusione. Qui cerchi qualcuno, o meglio, provi a pensare se esista qualcuno, come te, che condivida questo tuo stesso pensiero e ragionamento, ed è il motivo per cui la tua poesia si trova qui, su questo sito.

Per concludere, ci tenevo a dire la mia sulla "questione Leopardi"; io non ho notato una ricerca di ispirazione o imitazione dal Leopardi
o da qualsiasi altro maestro, può esserci una minima influenza di stile, ma niente di più, ho notato semplicemente un intenso stato d'animo, espresso nel modo che ritenevi più opportuno. Sono d'accordissimo con te sull'espressione libera e personale, purché sia sensata e riesca a trasmettere qualcosa, e a mio parere la tua poesia è un buon esempio di ciò. Dunque, complimenti!
 
PS: "per Caso voluta", mi incuriosisce sapere se la maiuscola era intenzionale e legata ad un significato (sempre "creazione" e quindi "Universo"?) oppure sia solamente un.. caso!

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@Floriana, sono 

contento che ti sia piaciuta la mia poesia e questa volta mi sembra che tu abbia compreso decisamente quel che volevo dire. Grazie anche per i consigli!

@Francesco2004, grazie infinite anche a te per il commento! Se sei del 2004 come il tuo nick lascia intuire, e già ti ritrovi a formulare simili pensieri, i miei complimenti, sei molto maturo. Io 6 anni fa, cioè quando avevo la tua attuale età (ma penso che siano gli anni in cui si matura di più, almeno questo è valso per me), mi limitavo a grattarmi il naso di fronte a chi tentava di convincermi che qualche riflessione forse è opportuno farla nella propria vita.

Veniamo al tuo commento. Innanzitutto non hai certo da temere che per qualche motivo sia inopportuno: è un commento molto dettagliato e acuto.

Rispondo alle parti del tuo commento che non mi sconfinferano tanto: tutte le parti che non cito sono decisamente azzeccate.

 

1 ora fa, Francesco2004 ha detto:

Dico subito che non ho fatto a meno di notare la maiuscola in "Universo", ma non la stessa cosa in "anime"; potrei sbagliarmi, ma ciò mi fa pensare, Alberto, a quanto tu ci tenga a cercare di esprimere il tuo pensiero basandoti più su una dimensione spaziale e temporale, direi anche "di creazione", anziché alla vera e propria esistenza, all'essere di ognuno di noi;

Devo dire che non ho ben capito cosa tu intenda, ma ti posso dire che cosa intendevo io. la U di Universo è maiuscola perché vuole essere non una personificazione ma quasi: l'Universo è quel vastissimo grumo di materia che ci rende tutti così piccoli: non è forse lui (uso questo pronome consapevole del fatto che dovrebbe essere riferito ad esseri senzienti) uno dei colpevoli della nostra impotenza. E poi l'Universo è così grande che non posso trovare altro espediente grafico che ne sottolinei la vastità, se non l'iniziale maiuscola.

 

1 ora fa, Francesco2004 ha detto:

Dunque, "penosa illusione", "per caso voluta", "io a credermi qualcuno, io che son nessuno..." tutte forme che a mio parere riflettono su un tuo stato d'animo attuale, oltre al tema trattato;
forse ti senti in contrasto con qualche scelta recente che hai fatto, ma su ciò non mi dilungherò di più, essendo una cosa, appunto, molto personale e quindi delicata.

Mi spiace, ma direi che qui hai preso un granchio. Quelle due persone che mi conoscono bene su questo forum sanno che la mia vita è felice e non ho scelte sbagliate da rimpiangere. Forse per questo ho così poco a cui pensare che mi metto a scrivere queste castronerie filosofiche!:asd: Questi versi non denotano una condizione mia personale; o meglio, denotano una condizione mia personale che però, io credo, è personale per tutti. Ciò che intendo esprimere, come ho detto anche a Ginseng, è quel senso di vertigine che si prova nel rendersi conto di quanto sia labile il confine tra le nostre coscienze ed il più assoluto nulla. Per questo ritengo che l'esistenza sia un'illusione: è troppo labile, evanescente, incomprensibile, instabile e chi più ne ha più ne metta, per essere reale. Eppure è reale: tu hai commentato la mia poesia, io son qui seduto su di una panchina nel cortile della mia università a risponderti. Non so se mi sono spiegato. Ma insomma, è una riflessione che riguarda tutti, non solo me, motivo per cui il "noi tutti" non vuole chiamare solo chi formula pensieri simili al mio, ma per davvero tutti gli esseri, umani e non, che popolano l'Universo, perché la sorte, io credo, è la stessa anche per chi non ci pensa.

La C di Caso è maiuscola per un motivo simile a quello che ho esposto per la U di Universo: non è forse il Caso che ci getta quaggiù, su questo granello di sabbia? Non per tutti, ma dato che io non credo nè in un dio, nè in un destino, per me è il caso.

Spero di essere stato chiaro e di non perdere il tuo favore dopo queste spiegazioni. Grazie ancora, ma davvero tanto, per il tuo maturo commento: il tuo apprezzamento mi dà conforto.

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Alle 9/5/2018 at 17:04, Alberto E. Long ha detto:

@Floriana, sono 

contento che ti sia piaciuta la mia poesia e questa volta mi sembra che tu abbia compreso decisamente quel che volevo dire. Grazie anche per i consigli!

@Francesco2004, grazie infinite anche a te per il commento! Se sei del 2004 come il tuo nick lascia intuire, e già ti ritrovi a formulare simili pensieri, i miei complimenti, sei molto maturo. Io 6 anni fa, cioè quando avevo la tua attuale età (ma penso che siano gli anni in cui si matura di più, almeno questo è valso per me), mi limitavo a grattarmi il naso di fronte a chi tentava di convincermi che qualche riflessione forse è opportuno farla nella propria vita.

Veniamo al tuo commento. Innanzitutto non hai certo da temere che per qualche motivo sia inopportuno: è un commento molto dettagliato e acuto.

Rispondo alle parti del tuo commento che non mi sconfinferano tanto: tutte le parti che non cito sono decisamente azzeccate.

 

Devo dire che non ho ben capito cosa tu intenda, ma ti posso dire che cosa intendevo io. la U di Universo è maiuscola perché vuole essere non una personificazione ma quasi: l'Universo è quel vastissimo grumo di materia che ci rende tutti così piccoli: non è forse lui (uso questo pronome consapevole del fatto che dovrebbe essere riferito ad esseri senzienti) uno dei colpevoli della nostra impotenza. E poi l'Universo è così grande che non posso trovare altro espediente grafico che ne sottolinei la vastità, se non l'iniziale maiuscola.

 

Mi spiace, ma direi che qui hai preso un granchio. Quelle due persone che mi conoscono bene su questo forum sanno che la mia vita è felice e non ho scelte sbagliate da rimpiangere. Forse per questo ho così poco a cui pensare che mi metto a scrivere queste castronerie filosofiche!:asd: Questi versi non denotano una condizione mia personale; o meglio, denotano una condizione mia personale che però, io credo, è personale per tutti. Ciò che intendo esprimere, come ho detto anche a Ginseng, è quel senso di vertigine che si prova nel rendersi conto di quanto sia labile il confine tra le nostre coscienze ed il più assoluto nulla. Per questo ritengo che l'esistenza sia un'illusione: è troppo labile, evanescente, incomprensibile, instabile e chi più ne ha più ne metta, per essere reale. Eppure è reale: tu hai commentato la mia poesia, io son qui seduto su di una panchina nel cortile della mia università a risponderti. Non so se mi sono spiegato. Ma insomma, è una riflessione che riguarda tutti, non solo me, motivo per cui il "noi tutti" non vuole chiamare solo chi formula pensieri simili al mio, ma per davvero tutti gli esseri, umani e non, che popolano l'Universo, perché la sorte, io credo, è la stessa anche per chi non ci pensa.

La C di Caso è maiuscola per un motivo simile a quello che ho esposto per la U di Universo: non è forse il Caso che ci getta quaggiù, su questo granello di sabbia? Non per tutti, ma dato che io non credo nè in un dio, nè in un destino, per me è il caso.

Spero di essere stato chiaro e di non perdere il tuo favore dopo queste spiegazioni. Grazie ancora, ma davvero tanto, per il tuo maturo commento: il tuo apprezzamento mi dà conforto.

Alberto non hai perso assolutamente il mio favore, siamo qui apposta per le spiegazioni, e apprezzo molto il tuo modo di esprimerti. Riguardo al nick, spero di non deluderti ma 2004 sta per 20/04, una data per me importante e simbolica; non ho dunque quattordici anni ma ventuno.
Mi voglio scusare per il granchio che ho preso, in effetti non era un pensiero sicuro, ma una supposizione; ho afferrato e capito la tua spiegazione e te ne ringrazio, posso così farmi un quadro completo e sicuro del significato della tua bella poesia.
Saluti

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Buonasera, è la prima tua poesia che leggo quindi non conosco il tuo stile, però, in linea di massima, l’ho apprezzata. Mi trovo a farti solo due appunti: il ritmo, troppo frammentato, non riesce a far immedesimare il lettore in interrogativi comuni ma mai banali; inoltre, ma questo credo sia un gusto personale, non amo molto l’abuso di punteggiatura nella poesia, esattamente come non ho molto apprezzato il ripetersi del pronome personale “io” che, a mio parere, doveva creare continuità ed invece ha solo spezzato la musicalità. Il lessico utilizzato è d’impatto, per nulla banale, io curerei solo un po’ la forma. Un caro saluto.

 

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Alle 12/5/2018 at 13:02, Francesco2004 ha detto:

Riguardo al nick, spero di non deluderti ma 2004 sta per 20/04, una data per me importante e simbolica; non ho dunque quattordici anni ma ventuno.

Ah beh, allora mi scuso, in effetti mi pareva strano che un ragazzo così giovane fosse già così maturo.:asd:

 

@Lea2509, grazie mille per i consigli, ne farò buon uso!

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Ciao!

Non capisco se la tua poesia mi possa piacere o meno. Se non altro fa riflettere...Trovo che la tua poesia sia interessante, in quanto possiede un carattere esistenziale ( ti poni spesso delle domande sull'essere, sul tempo, sullo spazio e magari ti stai chiedendo qual'è la distinzione tra realtà e finzione).

Alle 6/5/2018 at 01:09, Alberto E. Long ha detto:

io e perché non altrui...?

 A questa domanda ti risponderei: Perchè qualcun altro allora? Perchè semplicemente è e basta. Senza fine o meta in un futuro lontano.

Se ti interessa il tempo, il destino e il ruolo che essi hanno nelle nostre vite, ti consiglierei di leggere Nietzsche - Così parlò Zarathustra.

Se vuoi ho anche fatto un lavoro di maturità su di lui. Potrei inviarti il tutto, così da alimentare le tue idee.

 

In generale mi sono piaciute le parole che hai usato : sogno, illusione, assurdità, disperso. Parole che mi suscitano un senso di confusione, una specie di distorsione della realtà.

Alle 6/5/2018 at 01:09, Alberto E. Long ha detto:

E io
qui
solo

1

Questi primi 3 versi li trovo così semplici, e proprio perchè semplici sono stupendi. Anche la ripetizione di "io" lungo tutta la poesia ha fomentato in me un senso di estraneazione. Come se dovessi ripetere in continuazione "io" per ricordarmi che esisto, che sono qui, che mi pongo delle domande che forse non hanno risposta, che insomma "chi sono io?"

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