Ciao! Non capisco se la tua poesia mi possa piacere o meno. Se non altro fa riflettere...Trovo che la tua poesia sia interessante, in quanto possiede un carattere esistenziale ( ti poni spesso delle domande sull'essere, sul tempo, sullo spazio e magari ti stai chiedendo qual'è la distinzione tra realtà e finzione).  A questa domanda ti risponderei: Perchè qualcun altro allora? Perchè semplicemente è e basta. Senza fine o meta in un futuro lontano. Se ti interessa il tempo, il destino e il ruolo che essi hanno nelle nostre vite, ti consiglierei di leggere Nietzsche - Così parlò Zarathustra. Se vuoi ho anche fatto un lavoro di maturità su di lui. Potrei inviarti il tutto, così da alimentare le tue idee.   In generale mi sono piaciute le parole che hai usato : sogno, illusione, assurdità, disperso. Parole che mi suscitano un senso di confusione, una specie di distorsione della realtà. Questi primi 3 versi li trovo così semplici, e proprio perchè semplici sono stupendi. Anche la ripetizione di "io" lungo tutta la poesia ha fomentato in me un senso di estraneazione. Come se dovessi ripetere in continuazione "io" per ricordarmi che esisto, che sono qui, che mi pongo delle domande che forse non hanno risposta, che insomma "chi sono io?"