Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Mundi Viator

[MI 112] Quindici anni dopo

Post raccomandati

L'ultimo boccone di patata insaporita dall'ottimo chili raggiungeva la bocca di Steven, mentre i suoi occhi spenti osservavano le altre pietanze di fronte a lui. La spessa e succosa bistecca di Black Angus al sangue, il roseo filetto di salmone agli agrumi adornato da una ricca composizione di ortaggi freschi e la generosa porzione di dolce al formaggio ricoperta di denso cioccolato fondente avevano un aspetto meraviglioso e, assieme ai deliziosi tuberi ripieni con contorno di asparagi ormai terminati, sarebbero quasi apparsi come un regale pasto a chiunque altro se li fosse trovati davanti; era proprio ciò che Steven aveva in mente quando aveva richiesto quelle portate, godersi il pranzo come il sovrano di un fugace impero, infinitamente breve rispetto ai lunghi anni di confusione, rabbia e dolore, ma di una gloria tale da riscattare e allietare lo spirito almeno per quei pochi minuti. La speranza si era rivelata vana.

Il falso re sbirciò l'orologio da muro, bevve mezzo bicchiere d'acqua, poi si dedicò alla carne. Dopo averne mangiato un terzo si fermò, con lo sguardo fisso nel vuoto e l'impassibile espressione tetra sul volto.

«Non mangi più?»

«Non ho più fame.»

«Allora tornerai in cella.»

Steven guardò di nuovo l'ora.

 

L'agente Parnell osservava gli appunti sul taccuino. «Quindi, se ho capito bene, ha trovato la ragazzina ancora in vita e ha tentato di fermare l'emorragia, sporcandosi così gli abiti di sangue.»

«Sì... sì, esatto.»

Il giovane era pallido e tremava. L'investigatore lo squadrò con attenzione.

«Per adesso può bastare. Ora le daremo un cambio, lei si spoglierà e consegnerà i suoi indumenti alla scientifica, poi potrà andare. Cerchi di riprendersi dallo shock e magari per un po' di tempo rimanga nei dintorni, nel caso dovessi farle altre domande.»

«Non... non si preoccupi, per un settimana ancora alloggerò al... allo Yosemite Hotel.»

«Non è molto vicino. È venuto in auto?»

«Ho preso il... il bus.»

L'altro parve riflettere per un attimo. «Senta, se vuole le do un passaggio, così non dovrà aspettare alla fermata e se ci fermiamo prima al distretto potremo mettere subito per iscritto la sua testimonianza completa. Che ne dice?»

«Va bene, è... è una buona idea.»

 

Quando le guardie arrivarono a prelevarlo, Steven era disteso supino sul letto. Aveva passato le ultime ore in quella posizione, con la stessa espressione priva di emozioni che aveva sfoggiato durante il suo ultimo pasto e lo sguardo vacuo diretto verso il soffitto, grigio specchio della sua anima annientata.

«Alzati, è giunto il momento.»

 

Il giovane era disperato. «Sentite, vi ho detto tutto, e se... e se non vi basta, non dirò nient'altro senza il mio avvocato!»

«Pare che lui sia bloccato nel traffico, quindi dovrai aspettare ancora un po' e stare in silenzio di certo non ti aiuterà», fece Parnell con tono pacato.

L'agente Scalise si unì alla discussione: «Scusaci se ci è difficile crederti, ma nel bosco non abbiamo trovato altre tracce oltre alle tue, inoltre non abbiamo rinvenuto impronte digitali, quindi l'aggressore indossava guanti e guarda caso i tuoi sono imbrattati di sangue.»

L'interrogato sbarrò gli occhi. «Ma... ma io... ho cercato di fermare il sangue, l'ho già spiegato al suo collega e... e quelli sono guanti da arrampicata, non li portavo per uccidere qualcuno!

«Dunque eri lì per aiutare, ma da quanto ci risulta non sei stato tu a chiamare l'ambulanza.»

«Non c'era campo, ve l'ho già detto, io...»

«Da come hai definito i tuoi guanti sembrerebbe che fossi al parco per scalare qualche parete naturale, giusto?»

«Sì, ero.. ero là anche per quello.»

«Di solito si usano dei chiodi particolari, vero?»

«Chiodi da roccia, sì, ma... io non ne faccio uso, mi arrampico solo per qualche metro, non... non sono così esperto.»

«È per questo che non ne avevi con te, oppure è perché li hai nascosti da qualche parte dopo averli usati per seviziare quella bambina?»

In un attimo il volto di Scalise si accese e la sua voce divenne tuono: «Perché è questo che è successo! Un porco bastardo l'ha violentata con un corpo affilato e poi, non contento, l'ha pugnalata più volte!»

Di fronte a quello scatto Steven si ritrasse spaventato, Parnell cercò di placare il collega: «Calmati, non dobbiamo essere troppo duri, in fondo potrebbe essere davvero innocente e magari anche se non lo fosse potrebbe semplicemente aver bisogno d'aiuto.»

L'accusato lo guardò incredulo.

«Pare che tu sia un tipo piuttosto solitario, vero? Sei venuto in vacanza da solo, sul cellulare hai pochi contatti, non ha mai avuto una ragazza...»

«Cosa vorrebbe insinuare?»

«La solitudine può far male, si sa, e in alcuni casi...»

La rabbia travolse l'interlocutore: «Io non sono un dannato psicopatico, capito?! Io non le ho fatto niente e non dovete neanche permettervi di accusarmi di una cosa del genere, oppure io...»

Lo sfogo si fermò di colpo, Parnell sfoggiò un sorriso beffardo: «Oppure cosa, Steven?»

 

Dopo quindici anni di attesa il condannato si ritrovò di fronte al pubblico dell'atto finale della sua vita: giornalisti curiosi, agenti di polizia soddisfatti, tra cui ovviamente Parnell e Scalise, e familiari della vittima, carichi di un duraturo disgusto tanto avvelenato e penetrante da scuotere addirittura l'apatia cronica di Steven. Questi si distese, le guardie lo legarono e chi di dovere gli infilò il fatidico ago nel braccio.

La prima sostanza venne iniettata: la coscienza iniziò a traballare, gli sguardi dalla platea si deformavano, le sensazioni si confondevano e poi la luce brillò. In una tiepida giornata di primavera il sole illuminava un giovane ragazzo spensierato in mezzo ai boschi; a un tratto l'escursionista udì un grido e precipitandosi trovò una bambina singhiozzante riversa in una pozza di sangue; provò a bloccare l'emorragia, ma gli occhi della vittima si spensero per sempre, come si spensero quelli di Steven quindici anni dopo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Mundi Viator!

Che dire. Una morte ingiusta, come spesso è la giustizia (perdona il gioco di parole).

Sembrava di vedere una scena di CSI, così ben strutturata, coerente dall'inizio alla fine. Il testo è assolutamente scorrevole e il finale, amaro, è semplicemente perfetto.

Complimenti davvero! :)

 

a presto!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao,

23 ore fa, Mundi Viator ha detto:

il roseo filetto di salmone agli agrumi adornato da una ricca composizione di ortaggi freschi e la generosa porzione di dolce al formaggio ricoperta di denso cioccolato fondente avevano un aspetto meraviglioso e, assieme ai deliziosi tuberi ripieni con contorno di asparagi ormai terminati,

Questa prima frase è a parere mio troppo lunga. Dopo "un aspetto meraviglioso" metterei un punto. Niente congiunzione e poi riprenderei: "Assieme ai deliziosi tuberi ripieni..."

A proposito mi hai fatto venire fame.

23 ore fa, Mundi Viator ha detto:

Dopo quindici anni di attesa il condannato si ritrovò di fronte al pubblico dell'atto finale della sua vita

"Dopo quindici anni di attesa il condannato fu offerto al pubblico per l'atto finale della sua vita" Che ne dici? A me da più l'idea di uno spettacolo macabro e di un rituale pagano.

 

E' una storia che lascia aperte molte domande e permette molti spunti di riflessione, tra cui, primo fra tutti, l'opportunità della pena di morte.

Detto fra noi, la decisione di abrogarla non può essere dettata dalla possibilità dell'errore giudiziario. La legge è fatta dagli uomini per gli uomini e pertanto fallace. Se si vuole arrivare a destituirla, deve essere prima di tutto una scelta morale. Scusa, sto divergendo, ma mi andava di dirtelo e, dopotutto, è stato il tuo racconto a portarmi a questo.

Il testo ha poco ritmo; mi sta bene il flash-back ma avrei messo la scena in cui le guardie vengono a prendere il prigioniero subito prima della frase del pubblico. Non avrebbe spezzato il filo di tutta la storia.

Comunque un buon lavoro.

Alla prossima

 

Edison 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Mundi Viator Il pezzo mi sembra scritto molto bene eppure avresti potuto (o dovuto) gestire meglio il finale, così (a parte il fatto che non mi convincono del tutto i tempi verbali, non perché errati, più che altro non adatti alla tensione di cui necessita l'epilogo) mi sembra più spiegato che  raccontato. 

23 ore fa, Mundi Viator ha detto:

le sensazioni si confondevano e poi la luce brillò

questo è il momento clou, è corretto fare seguire la frase successiva senza andare a capo, ma avresti dovuto approfittare e fare rivivere la scena al personaggio in diretta. Avresti coinvolto di più il lettore.  

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Edison

8 ore fa, Edison ha detto:

"Dopo quindici anni di attesa il condannato fu offerto al pubblico per l'atto finale della sua vita"

Sì, suona molto meglio.

 

8 ore fa, Edison ha detto:

Il testo ha poco ritmo; mi sta bene il flash-back ma avrei messo la scena in cui le guardie vengono a prendere il prigioniero subito prima della frase del pubblico. Non avrebbe spezzato il filo di tutta la storia.

Il fatto è che avendo gestito male i tempi (credo di aver scritto metà racconto in mezz'ora e di solito io mi prendo molto più tempo :asd:), non mi sono giostrato bene con i flashback, che per la mia idea originale dovevano mettere in luce la fretta da parte degli investigatori di mettere qualcuno dietro le sbarre, evitando di dilungare troppo le indagini (queste cose succedono, ad esempio non so se conosci la vicenda dell'omonimo Steven Avery). Purtroppo mi son trovato a scrivere di getto e ho dovuto abbandonare in parte la mia idea.

 

@Adelaide J. Pellitteri  Anche tu sul finale hai perfettamente ragione. Ho cercato di usare la manciata di minuti rimasta nel miglior modo possibile, ma l'ora tarda non ha contribuito :asd:. Domenica notte ero così fuori che ho mancato la sezione in cui postare il racconto: non so se sia stato accettato nel contest per miracolo o per qualche "errore giuridico", per rimanere in tema.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Mundi Viator Qualche imperfezione già segnalata (l'incipit un po' troppo pesante in primis) però il cuore del racconto è molto bello. Non un'idea originalissima, se vogliamo essere pignoli, però reso in modo abbastanza efficace.

Devo dire che a me ha emozionato, quindi l'obiettivo è stato raggiunto!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buonasera @Mundi Viator

 

Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

L'ultimo boccone di patata insaporita dall'ottimo chili raggiungeva la bocca di Steven, mentre i suoi occhi spenti osservavano le altre pietanze di fronte a lui. La spessa e succosa bistecca di Black Angus al sangue, il roseo filetto di salmone agli agrumi adornato da una ricca composizione di ortaggi freschi e la generosa porzione di dolce al formaggio ricoperta di denso cioccolato fondente avevano un aspetto meraviglioso e, assieme ai deliziosi tuberi ripieni con contorno di asparagi ormai terminati, sarebbero quasi apparsi come un regale pasto a chiunque altro se li fosse trovati davanti; era proprio ciò che Steven aveva in mente quando aveva richiesto quelle portate, godersi il pranzo come il sovrano di un fugace impero, infinitamente breve rispetto ai lunghi anni di confusione, rabbia e dolore, ma di una gloria tale da riscattare e allietare lo spirito almeno per quei pochi minuti. La speranza si era rivelata vana.

Il falso re sbirciò l'orologio da muro, bevve mezzo bicchiere d'acqua, poi si dedicò alla carne. Dopo averne mangiato un terzo si fermò, con lo sguardo fisso nel vuoto e l'impassibile espressione tetra sul volto.

«Non mangi più?»

«Non ho più fame.»

«Allora tornerai in cella.»

Steven guardò di nuovo l'ora.

a qualcuno non è piaciuto l'incipit, a me sì anche se non subito. Stavo per finire di leggere e pensavo "ma serve tutta 'sta descrizione di un pasto?" e alla fine ho capito perché ti sei dilungato

 

Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

«Ma... ma io... ho cercato di fermare il sangue, l'ho già spiegato al suo collega e... e quelli sono guanti da arrampicata, non li portavo per uccidere qualcuno!

non hai chiuso le caporali

 

Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

«Pare che tu sia un tipo piuttosto solitario, vero? Sei venuto in vacanza da solo, sul cellulare hai pochi contatti, non hai mai avuto una ragazza...»

come fa Scalise a capire che l'accusato non ha mai avuto una ragazza dal telefono? Se sta solo ipotizzando dovrebbe dire magari non hai mai avuto una ragazza o qualcosa di simile

 

Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

capito?!

:nono:

 

Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

i familiari della vittima,

 

Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

Dopo quindici anni di attesa il condannato si ritrovò di fronte al pubblico dell'atto finale della sua vita: giornalisti curiosi, agenti di polizia soddisfatti, tra cui ovviamente Parnell e Scalise, e familiari della vittima, carichi di un duraturo disgusto tanto avvelenato e penetrante da scuotere addirittura l'apatia cronica di Steven. Questi si distese, le guardie lo legarono e chi di dovere gli infilò il fatidico ago nel braccio.

La prima sostanza venne iniettata: la coscienza iniziò a traballare, gli sguardi dalla platea si deformavano, le sensazioni si confondevano e poi la luce brillò. In una tiepida giornata di primavera il sole illuminava un giovane ragazzo spensierato in mezzo ai boschi; a un tratto l'escursionista udì un grido e precipitandosi trovò una bambina singhiozzante riversa in una pozza di sangue; provò a bloccare l'emorragia, ma gli occhi della vittima si spensero per sempre, come si spensero quelli di Steven quindici anni dopo.

è un vero peccato che non ti sia soffermato un altro po' sul finale, perché il racconto mi piace, è quadrato e pecca solo di qualche sttigliezza dovuta dalla fretta.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Plata

Grazie per le segnalazioni!

 

28 minuti fa, Plata ha detto:

come fa Scalise a capire che l'accusato non ha mai avuto una ragazza dal telefono? Se sta solo ipotizzando dovrebbe dire magari non hai mai avuto una ragazza o qualcosa di simile

Siamo a un punto avanzato dell'interrogatorio e anche prima Parnell aveva avuto occasione di parlare con Steven, quindi nella frase si dà per scontato che l'informazione sia già trapelata.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Mundi Viator, il tuo racconto mi è piaciuto molto, anche se concordo con chi ti ha detto che avresti potuto gestirlo meglio, specie nel finale troppo sbrigativo.

Ti lascio alcune osservazioni:

 

Alle ‎22‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

generosa porzione di dolce al formaggio ricoperto di denso cioccolato fondente

Forse non è formalmente scorretto, ma a mio parere il verbo andrebbe riferito a "dolce" (come parte integrante della descrizione) e non a "porzione".

 

Alle ‎22‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

sarebbero quasi apparsi come un regale pasto a chiunque altro se li fosse trovati davanti

Qui puoi alleggerire.

 

Alle ‎22‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

«Non... non si preoccupi, per un settimana ancora alloggerò al... allo Yosemite Hotel.»

«Non è molto vicino. È venuto in auto?»

«Ho preso il... il bus.»

L'altro parve riflettere per un attimo. «Senta, se vuole le do un passaggio, così non dovrà aspettare alla fermata e se ci fermiamo prima al distretto potremo mettere subito per iscritto la sua testimonianza completa. Che ne dice?»

«Va bene, è... è una buona idea.»

Se usi i puntini di sospensione per indicare le esitazioni nel parlare (io, leggendo, ho interpretato così) mi sembra ce ne siano un po' troppe. Immaginando il dialogo " a voce alta" l'ho trovato eccessivamente spezzato da queste pause. Forse potresti descrivere il suo disorientamento in un altro modo.

Inoltre, occhio ai termini ridondanti troppo vicini.

 

Alle ‎22‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

potrebbe essere davvero innocente e magari anche se non lo fosse potrebbe semplicemente aver bisogno d'aiuto

 

Alle ‎22‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

Io non sono un dannato psicopatico, capito?! Io non le ho fatto niente e non dovete neanche permettervi di accusarmi di una cosa del genere, oppure io

Qualche soggetto si potrebbe lasciare sottinteso. La punteggiatura ti è già stata segnalata ;)

 

Alle ‎22‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

Dopo quindici anni di attesa il condannato si ritrovò di fronte al pubblico dell'atto finale della sua vita: giornalisti curiosi, agenti di polizia soddisfatti, tra cui ovviamente Parnell e Scalise, e familiari della vittima, carichi di un duraturo disgusto tanto avvelenato e penetrante da scuotere addirittura l'apatia cronica di Steven. Questi si distese, le guardie lo legarono e chi di dovere gli infilò il fatidico ago nel braccio.

La prima sostanza venne iniettata: la coscienza iniziò a traballare, gli sguardi dalla platea si deformavano, le sensazioni si confondevano e poi la luce brillò. In una tiepida giornata di primavera il sole illuminava un giovane ragazzo spensierato in mezzo ai boschi; a un tratto l'escursionista udì un grido e precipitandosi trovò una bambina singhiozzante riversa in una pozza di sangue; provò a bloccare l'emorragia, ma gli occhi della vittima si spensero per sempre, come si spensero quelli di Steven quindici anni dopo.

Leverei uno dei due riferimenti temporali, secondo me è una ripetizione superflua.

 

A livello di coerenza, come Plata ho notato il dettaglio del "non hai mai avuto una ragazza", che in quel punto non torna perché si suppone che, essendo stato Steven appena fermato, non ci sia stato il tempo per delle indagini così approfondite nella sua vita. Oppure sì? In questo caso penso che dovresti esplicitarlo; fare riferimento solo al telefono è fuorviante.

 

Non ho apprezzato la lunghezza di alcune frasi, che appesantisce la lettura, e qualche parte dei dialoghi che mi sono parsi a tratti poco verosimili, e un tantino stereotipati.

Tuttavia, come ho già detto, nel complesso ho trovato il tuo scritto piacevole e accattivante. Hai rispettato il tema in un modo particolare, facendo osservare al lettore due differenti flussi di tempo interconnessi (ma questo si capisce solo a un certo punto, ed è un bel colpo di scena!) per giungere allo stesso istante.

Bravo, a rileggerti!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Ciao @Mundi Viator, prima volta che ti leggo. :)

 

A differenza di alcuni commenti che hai ricevuto finora, io trovo l'incipit il momento migliore del racconto. È il vero momento cristallizzato: l'ultimo pasto di un condannato a morte. Il falso re, per inciso, è una definizione vincente rispetto alle frasi che la precedono, una felice intuizione.

 

La parte centrale direi che nel complesso va bene per com'è resa, però mi permetto di darti un consiglio: eliminala del tutto. Prima di urlarmi contro permettimi di spiegarti cosa intendo.

 

Credo tu abbia la storia ideale per la "descrizione di un attimo". E allora sfruttala concentrando l'intera narrazione (eccezion fatta per il già citato incipit, che secondo me devi mantenere) sul momento in cui Steven si trova nella sala dell'iniezione letale. È lì, in quel momento, che puoi rallentare il tempo, alternando i suoi ricordi degli interrogatori, delle accuse, degli anni in carcere, fino a sublimare il tutto nel momento in cui sveli al lettore che era innocente.

 

Penso che così facendo tu possa ottenere un racconto più coinvolgente, più sfaccettato dal punto di vista narrativo, più intrigante a 360 gradi. Se te la sentirai di provare a fare questo cambiamento, fammelo sapere perché sarei ben lieto di rileggerti. Ovviamente prendila come una semplice idea che ho messo sul tavolo in un'ottica di confronto e scambio di opinioni, niente di più. ;)

 

Sul testo, a parte ciò che ti hanno indicato, vorrei farti un unico appunto.

 

Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

La prima sostanza venne iniettata: la coscienza iniziò a traballare, gli sguardi dalla platea si deformavano, le sensazioni si confondevano e poi la luce brillò.

 

È il momento cruciale, quello del passaggio tra la vita e l'incoscienza che precede la morte. Anche dal punto di vista narrativo è lo snodo principale del testo. Le tre immagini che ti ho evidenziato in grassetto secondo me non sono abbastanza efficaci. Suonano un po' generiche. Vale sempre la pena, col tempo a disposizione - che non si ha per il MI -, di dedicarsi alla ricerca di immagini più potenti, più vivide, più definite. Se possibile anche più originali nell'associazione di parole e verbi o aggettivi, in modo che si fissino con ancora maggior forza nel lettore, costretto a un pensiero laterale.

 

Spero di averti fornito qualche spunto utile. Un buon lavoro nel complesso che puoi sicuramente portare a un altro livello se vorrai lavorarci su.

 

A rileggerti!

 

Modificato da Ospite

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Rica
Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

L'ultimo boccone di patata insaporita dall'ottimo chili raggiungeva la bocca di Steven, mentre i suoi occhi spenti osservavano le altre pietanze di fronte a lui. La spessa e succosa bistecca di Black Angus al sangue, il roseo filetto di salmone agli agrumi adornato da una ricca composizione di ortaggi freschi e la generosa porzione di dolce al formaggio ricoperta di denso cioccolato fondente avevano un aspetto meraviglioso metterei punto fermo e, assieme ai deliziosi tuberi ripieni con contorno di asparagi ormai terminati, sarebbero quasi apparsi come un regale pasto a chiunque altro se li fosse trovati davanti; Metterei punto fermo. era proprio ciò che Steven aveva in mente quando aveva richiesto quelle portate, godersi il pranzo come il sovrano di un fugace impero, infinitamente breve rispetto ai lunghi anni di confusione, rabbia e dolore, ma di una gloria tale da riscattare e allietare lo spirito almeno per quei pochi minuti. La speranza si era rivelata vana.

 

Trovo l'incipit molto efficace e bello. Ma ha sempre affascinato, inoltre, la descrizione del cibo. Ti ho proposto una punteggiatura diversa, perché a mio avviso si ha bisogno di maggiori pause. Ma è solo il mio gusto e non vuol dire molto, eh! 

La frase che ti taglio è solo perché, a mio avviso, sembra una digressione. Concentrarsi su un'unica cosa, il cibo, ora, renderebbe più efficace l'incipit. E mi sembra che la frase successiva si attacchi magistralmente al "sovrano del fugace impero", visto che comincia: "Il falso re..." e descrive l'atto di consumare il pasto. Vedi tu se ti serve qualcosa. di quanto suggerisco. Altrimenti, cancella tutto! xD

 

 

Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

La prima sostanza venne iniettata: la coscienza iniziò a traballare, gli sguardi dalla platea si deformavano, le sensazioni si confondevano e poi la luce brillò. Andrei accapo.

In una tiepida giornata di primavera il sole illuminava un giovane ragazzo spensierato in mezzo ai boschi; metterei punto fermo a un tratto l'escursionista udì un grido e precipitandosi trovò una bambina singhiozzante riversa in una pozza di sangue; provò a bloccare l'emorragia, ma gli occhi della vittima si spensero per sempre, come si spensero quelli di Steven quindici anni dopo.

 

Svilupperei con immagini più ricercate il momento del trapasso. 

 

ciao @Mundi Viator 

i miei complimenti per la trama e l'idea. L'incipit con le descrizioni del pasto è molto bello. Hai condito la storia con elementi che la arricchiscono con eleganza, anche quelli che usi per descrivere quest'uomo solitario sono molto efficaci.

Hai toccato un tema che mi sta molto a cuore, scontare una pena pur essendo innocenti è qualcosa a cui penso sempre con spavento,  e l'hai esasperata con la scelta della pena di morte. 

Il racconto mi è piaciuto molto. 

Ora, non avendo tu specificato la traccia, non so se racconti di uno scheletro nell'armadio (questa morte non per mano sua, che però segna la sua vita) o se racconti l'attimo. Nella seconda ipotesi, mi concentrerei maggiormente su questo aspetto e dilaterei al massimo la scena, cristallizzandola.

 

È stato un piacere leggerti.

Alla prossima. :sss:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Alle ‎22‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

«Ma... ma io... ho cercato di fermare il sangue, l'ho già spiegato al suo collega e... e quelli sono guanti da arrampicata, non li portavo per uccidere qualcuno!

mancano le virgolette di chiusura

 

Un racconto triste che mi ha ricordato sotto certi aspetti Il miglio verde di King. Ti hanno già segnalato diverse cose; l'unica cosa che mi viene da suggerirti è, se deciderai di revisionare il testo, di cercare un po' più di equilibrio tra le parti, ovvero dare egual spazio alle parti che descrivi (soprattutto al finale: pensa, se hai letto il libro che ho citato o il film che ne è stato tratto, alla scena in cui eseguono la condanna di John Coffey)

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Mundi Viator, in sostanza concordo con ciò che è stato detto sopra.

Io addirittura non starei a fare flashback, ma narrerei secondo la logica dello svolgimento temporale, cambiando un po'. All'inizio sembra che la polizia gli creda, poi pian piano sorgono dubbi e lui non sa difendersi sino a quando non lo fanno fuori.

 

Scritto molto bene senza nessuna indecisione. Cambierei qualcosa solo qui:

Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

familiari della vittima, carichi di un duraturo disgusto tanto avvelenato e penetrante da scuotere addirittura l'apatia cronica di Steven

Disgusto è un po' debole, meglio "odio".

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Mundi Viator storia tristissima, scritta molto bene secondo me. Siamo umani e possiamo sbagliare. Anzi, sbagliamo di continuo. Solo che se vendiamo salumi, possiamo tagliare due fette in più di mortadella al limite, se siamo medici possiamo operare la gamba destra al posto della sinistra e se siamo giudici stabiliamo colpevoli e innocenti in base ai dati che abbiamo.

Tu sei uno scrittore, puoi decidere della vita e della morte dei tuoi personaggi e lo fai con garbo e giusto distacco. Bravo! :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno @Mundi Viator bellissimo il falso re, mi è molto piaciuto. Ho qualche cosa da segnalarti che mi è saltata all'occhio mentre leggevo e mi ha dato l'idea di forzato 

Alle 23/4/2018 at 00:59, Mundi Viator ha detto:

come un regale pasto

avrei invertito, pasto regale

Alle 23/4/2018 at 00:59, Mundi Viator ha detto:

per un settimana ancora alloggerò al

io non direi mai alloggerò, forse lo scriverei, ma non in un dialogo

Alle 23/4/2018 at 00:59, Mundi Viator ha detto:

è giunto il momento.

toglierei giunto

Alle 23/4/2018 at 00:59, Mundi Viator ha detto:

Pare che lui sia bloccato nel traffico,

toglierei lui

Alle 23/4/2018 at 00:59, Mundi Viator ha detto:

l'aggressore indossava guanti

dei guanti

Alle 23/4/2018 at 00:59, Mundi Viator ha detto:

per scalare qualche parete naturale, giusto?

toglierei qualche parete naturale

Alle 23/4/2018 at 00:59, Mundi Viator ha detto:

un giovane ragazzo spensierato in mezzo ai boschi;

toglierei ragazzo

A me è piaciuto, bel racconto. Ho notato che usi molto gli aggettivi prima del sostantivo, qualche volta disturbano, qualche volta no. Attento ai tempi verbali, c'è qualcosa che non va, ma non lo colgo di preciso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Alle 22/4/2018 at 23:59, Mundi Viator ha detto:

La spessa e succosa bistecca di Black Angus al sangue, il roseo filetto di salmone agli agrumi adornato da una ricca composizione di ortaggi freschi e la generosa porzione di dolce al formaggio ricoperta di denso cioccolato fondente avevano un aspetto meraviglioso e, assieme ai deliziosi tuberi ripieni con contorno di asparagi ormai terminati, sarebbero quasi apparsi come un regale pasto a chiunque altro se li fosse trovati davanti;

Non so se tu abbia voluto far venire l'acquolina in bocca ai lettori (con me ci sei riuscito alla grande), ma secondo me hai un pochino esagerato con tutti questi dettagli, a mio avviso troppi. E in tutta sincerità appesantiscono non poco l'incipit.

 

La storia triste di un'ingiustizia, che ricorda leggermente Il miglio verde di King. Lo stile sempre buono, però trovo che le parti siano squilibrate, e questo, insieme al finale sbrigativo, dà la sensazione di una narrazione spezzettata. Visti i tempi stretti del MI, non è semplice equilibrare tutto (anch'io ho fatto lo stesso sbaglio). È una buona prova, ma con una revisione e un allungamento ne verrebbe fuori un ottimo racconto.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×