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Federico72

[MI 112] Sole al mondo per un istante

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23 minuti fa, Federico72 ha detto:

Siamo solo io e Giulia, fuse in un nuovo abbraccio, diverso da quello che ci siamo date per nove mesi.

bellissima <3 

 

E io piango. Sarà per lo sfrenato desiderio di maternità, o per la bravura con il quale hai descritto un momento così intimo, unico. Un attimo che genera una felicità indescrivibile, ma che tu hai mostrato con semplicità e naturalezza.

I miei più sentiti complimenti :) 

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Ciao @Federico72. Un delicato spaccato di un momento indimenticabile.

 

Raccontato con un tocco leggero, sognante anche quando entri nella concretezza del parto. Interessante per un uomo calarsi nei panni della partoriente, analizzandone le sensazioni. Posso chiederti se hai riusato quelle della tua esperienza personale di papà? Dopotutto immagino che le sensazioni interiori siano assai simili. La mia è una semplice sensazione, magari non hai figli quindi è campata per aria :asd: di sicuro quei momenti sono resi con l'accortezza e il trasporto di chi li ha vissuti o ha una capacità di immaginarli assai vividamente.

 

Ti lascio qualche nota sul testo.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

Il mio braccio, fuori dalle coltri, è stretto in un freddo pungente.

 

Ho fatto una ricerca per il termine "coltri". 

Definizione: Coperta pesante da letto, per lo più imbottita di lana o di piume: starsene al caldo sotto le coltre

 

Parrebbe quindi che tu possa usare coltre al posto di coltri.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

Accanto a me Roby dorme della grossa

 

Nulla di errato, però rileggendo il testo trovo quel "della grossa" un po' fuori registro. Ti suggerirei di modificarlo, magari con un "profondamente".

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

Il suo allarmato: «Che succede?», seguito dal sorriso provocato dalla mia spiegazione, è il miglior conforto che possa ricevere.

 

Una virgola dopo spiegazione.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

«Non preoccuparti amore, tra poco saremo in ospedale»

 

Secondo me è evitabile la parte che ho cancellato. Poche righe prima e poche righe dopo parli dell'ospedale, inserirlo nel dialogo è superfluo.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

vuole evitarmi manovre brusche e sobbalzi

 

Più che le manovre, penso voglia evitarle sobbalzi.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

Sorrido,. Una fitta al basso ventre cancella il sorriso senza riguardi.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

A rassicurarmi è quel tamburino veloce che sento provenire dalla macchina accanto al letto:.

«il cuore della piccola è bello vispo», rivela l’ostetrica facendomi l’occhiolino.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

Sono passate quattr’ore. [...] Sono in travaglio non so più da quanto

 

Un po' contraddittorio.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

ma la sua aria tesa mi fa capire che è preoccupato.

 

Qui, più che l'aria tesa, punterei a un'immagine, un gesto, che faccia comprendere la sua preoccupazione. Altrimenti è un doppio tell.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

«Coraggio signora, vedo un capino nero…». Queste parole mi danno nuovo vigore.

 

Capino non l'avevo mai sentito. :) 

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

«Bravissima, signora! È stata davvero in gamba!», le parole dell’ostetrica.

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

Un vagito prorompe.

 

Mi piace l'accostamento con un verbo così forte come il "prorompere". 

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

Il mondo, il tempo si sono fermati. Come se volessero omaggiare la mia principessa e premiare il mio sforzo per metterla al mondo.

 

Per evitare la ripetizione, magari potresti utilizzare un'altra espressione al posto di "metterla al mondo".

 

22 ore fa, Federico72 ha detto:

Siamo solo io e Giulia, fuse in un nuovo abbraccio, diverso da quello che ci siamo date per nove mesi.

 

Molto bella.

 

Nel paragrafo finale c'è una doppia occorrenza di "travaglio", evitabile.

 

A rileggerci, Federico!

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Ciao,

questa è la prima volta che leggo un parto descritto da un uomo. Secondo me c'è molta esperienza personale in queste righe (se fosse così, congratulazioni, papà!).

Per quanto le impressioni e le sensazioni di una nascita sono unicamente femminili, le hai rese davvero molto bene.

Il momento è unico e soave e traspira tutta la bellezza del miracolo della creazione.

Molto buono.

Alla prossima.

 

Edison

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Ciao @Federico72,

il racconto è molto carino, tenero e fa bene al cuore (è un’espressione vecchia e abusata ma quando ci sta ci sta). 

Se devo trovare un difetto, la narrazione di contrazioni e parto sono un po’ « algide »: sono poco sofferte, sembra che quando cambia sedia e le dicono che si vede la testa vada da sé. In realtà quei minuti sembrano infiniti e le contrazioni... che dolore in ogni fibra del corpo. Non per rompere su un uomo non può capire, figurati, il racconto è davvero riuscito, però avrei reso un po’ vivide quelle sensazioni molto fisiche. 

Sul finale, sappi che mi hai strappato un sorriso molto « vissuto »: quando mi hanno posato addosso il mio secondo pupattolo, gli ho accarezzato la testolina e, prima che scendessi più giù con la mano, l’ostetrica mi ha detto: « ferma, no, che si sporca: sta facendo la cacca! ». Il suo bentrovata, mamma! :lol:

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Alle 22/4/2018 at 19:38, Federico72 ha detto:

Hai marcato il territorio, amore mio. Sono indiscutibilmente tua.

Segnalo solo questo perché è come la ciliegina sulla torta. Una singola frase (anche se sono due in realtà) mista di semplicità, spontaneità, ironia, quintessenza.

Posso dirlo? Ho partorito anch'io. Un'emozione.

Complimenti.

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Ciao @Federico72 ma lo sai che anch'io avevo pensato di descrivere quell'attimo? Quell'attimo in cui nasce tua figlia e il mondo improvvisamente cambia?

Tu sei stato bravo, ma siccome ci avevo già pensato anch'io, mi sono trovata involontariamente a fare confronti.

Il mio racconto sarebbe stato più carnale, avrebbe parlato di corpo, di sudore e sangue.

Un ricordo indelebile, bellissimo e naturale e pieno pieno di emozioni, di particolari che rimangono appiccicati alla memoria, la musica in sottofondo, lo sguardo dell'ostetrica fra le cosce, il soffitto bianco, i calzettoni, le voci... e poi quella piccola creatura appoggiata per la prima volta addosso. Non più dentro, ma addosso... il miracolo della vita. :)

Grazie Federico per aver "osato" raccontarlo e anche bene.

 

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Proprio bravo, @Federico72, un bel racconto.

 

come unica osservazione, condivido una che ti è già stata fatta:

Alle 22/4/2018 at 19:38, Federico72 ha detto:

Il primario, con la consueta pacatezza, suggerisce di passare dalla sedia ginecologica a quella gestatoria.

Aiutata da Roby e dall’ostetrica passo alla nuova seduta. Sto meglio. Mi pare che la forza di gravità sostituisca la mia, ormai latitante, prosciugata da ore di sforzi.

«Coraggio signora, vedo un capino nero…» queste parole mi danno nuovo vigore. L’energia che pareva avermi abbandonata torna a fluirmi nei muscoli indolenziti dalle contrazioni.

La sento, la sto avvolgendo in un primo abbraccio che precederà i mille che non vedo l’ora di regalarle.

«È nata, amore! È bellissima!»

Qui dovevi insistere con il dolore, come avrai visto mille volte nei film. Non dimenticarti che poi le donne, per almeno dieci anni, si raccontano quel momento, quel lunghissimo momento prima che si veda il capino nero.

 

Poi una vera cretinata

Alle 22/4/2018 at 19:38, Federico72 ha detto:

Intorno a me sento le voci di Roby e del personale, le sento rilassate ma distanti, come se dissolte in un’altra linea temporale, parallela alla nostra.

per favore, levami il "se". 

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@Federico72, forse è la prima volta che ti leggo, è stato un piacere.

Devo dire che ti sei infilato in una strada difficile: parlare di una sensazione che per noi uomini è, sostanzialmente, inimmaginabile. Il risultato non mi è affatto dispiaciuto, anche se, come ti hanno già fatto notare, manca qualcosa nella descrizione del dolore fisico. 

Credo che il brano risponda abbastanza bene alla traccia, con qualche dettaglio in più sarebbe stato perfetto. 

Per concludere, consentimi di ammettere che dettagli come quelli citati da @paolati :

Alle 24/4/2018 at 00:50, paolati ha detto:

sguardo dell'ostetrica fra le cosce, il soffitto bianco, i calzettoni, le voci...

difficilmente vengono in mente a noi uomini... 

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@M.T. @camparino @Macleo @camparino @paolati @Vincenzo Iennaco @Befana Profana @Edison @Luca Trifilio @Sarettyh

 

Grazie a tutti per passaggio, apprezzamento, critiche e consigli.

 

Per rispondere alle varie domande:

ebbene sì, è la storia della nascita della mia prima figlia (anche se ho voluto inserire il periodo invernale della nascita del secondogenito, per par condicio) con i nostri nomi cambiati per espressa richiesta della mia signora che, chissà perché, in certe cose mostra un buffo pudore... (ho tradito la sua volontà di riservatezza, tanto lei qui non ci viene mai... :lol:)

 

La critica maggiore che mi è stata mossa è stata la mancanza di una corposa sezione del racconto dedicata al dolore.

Avete ragione... in effetti è una mancanza che ho trascurato. Pensavo di aver penetrato l'incredibile mistero che una gravidanza rappresenta per noi maschietti mariti o compagni, che accompagniamo voi puerpere in quella che è una vera e propria missione da eroine!

Senza capirci veramente una mazza... se non dopo anni e anni di riflessioni (e comunque qualcosa rimane sempre fuori, come dimostra il mio racconto)

 

Come sempre, è stato un piacere scrivere con voi...

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@Federico72 un racconto che regala attimi di dolcezza, è vero manca la sofferenza cruda del parto, ma credo che tu abbia voluto prediligere (magari inconsciamente) la dolcezza del momento più che l'ansia, il dolore e il sudore. La frase finale ne è la dimostrazione. 

Bravo, ci hai regalato un delizioso acquerello.  

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@Federico72

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Ok. 

Se scrivi questo racconto, cosi potente e cosi umano, è perché (credo) tu abbia sperimentato anche solo in seconda persona la sconvolgente e terrificante emozione del parto. E se hai sperimentato il parto, sai anche che il cervello umano va un po a quel paese dopo la nascita di un pupo. 

Perché siamo biologicamente predisposti ad amare i nostri figli e per estensione, anche tutti i bambini del mondo. E una volta che si diventa genitori, si cambia per sempre.

 

Scrivo questo per dire due cose fondamentali: la prima è che credo che la scelta sia stata azzeccatissima perché nessun momento umano può essere più assoluto e cruciale di quello, la seconda è che non posso essere imparziale nella valutazione,perchè il mio cervello si è fottuto da quando anche io sono diventato padre :)

 

Il frammento è bello perché immediato e diretto. Non sembra ci sia finzione letteraria,ma anzi venga direttamente dal vissuto personale. Una forma di realismo puro e duro.

Avrei speso giusto qualche descrizione in più per sottolineare la forma di sospensione che cala sulla protagonista dopo il parto.

A me è piaciuto, ma perché ci ho rivisto molto del mio vissuto personale :love:

 

No, decisamente faccio fatica ad essere imparziale...

Gran bel pezzo!

 

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Ospite Rica

@Federico72 buongiorno!

Finalmente ho capito il titolo! Continuavo a pensare al sole, e mi chiedevo cosa volesse dire! :asd:

Dovevo leggere il brano per capirlo.

 

Ti hanno detto tutto sulla forma. Mi unisco a chi pensa che manchi al brano la descrizione del dolore e anche uno sguardo più intimo della donna. Non so. Piccoli dettagli. Piccoli piccoli.

 

Certo deve essere una grande emozione per voi uomini... constatare quanto serviate a poco in quel momento! xD

 

Fede, si gioca. Rido.

Buona giornata caro. :sss:

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Ciao @Federico72, bel racconto, anzi non racconto, ma filo diretto con il parto. Sei stato molto bravo a descriverlo, anche io avrei parlato più di corpo e di fisicità e mi sarei soffermata di più sul momento in cui mamma e figlia si incontrano, quello era l'attimo della traccia credo. Trovo però che non abbia avuto un'attenzione maggiore di altri momenti della storia. Nel complesso molto bello, nel particolare, mi sarei soffermata di più.

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Non ci capisco nulla di donne, di coppie, di figli e di parti, @Federico72 . xD E comunque qualcosa ci ho intravisto nelle tue righe, anche se è una fase della vita che non ho vissuto. E su cui mi sono interrogato poco. Emozionante e stilisticamente valido, il racconto ha la tendenza – per i miei gusti – a insistere sulle spiegazioni per il lettore disattento, che però un po' frenano il flusso di sensazioni e distolgono dalla magia e dalla forza del momento.

Faccio qualche esempio:

 

Alle 4/22/2018 at 19:38, Federico72 ha detto:

Accanto a me Roby dorme della grossa, ignaro che forse è arrivato il momento che attendiamo da tempo.

Secondo me basta "il momento". Lanci un sassolino. Tanto le cose si chiariscono abbondantemente in poche righe.

 

Alle 4/22/2018 at 19:38, Federico72 ha detto:

Nonostante anche per lui sia tutto nuovo, ha intuito che stanno arrivando i primi dolori e vuole evitarmi manovre brusche e sobbalzi.

Tutta questa frase è una spiegazione che eviterei. Lascia parlare il momento, che di suo si esprime molto bene.

 

Alle 4/22/2018 at 19:38, Federico72 ha detto:

Sono in travaglio non so più da quanto e la piccola non vuol saperne di separarsi da me.

Anche qui eliminerei la prima parte per lasciar parlare i fatti. Che fosse lì a provarci da un po' si capiva già bene, secondo me.

 

È comunque vero che trovare equilibrio tra il detto e il non detto è una bella sudata. E nei tempi del MI la cosa si complica di più.

 

Mi permetto di tirare in ballo una nota autrice quando afferma:

Alle 4/26/2018 at 08:18, Rica ha detto:

Certo deve essere una grande emozione per voi uomini... constatare quanto serviate a poco in quel momento!

:D:D:D:D 

Fosse solo in quel momento, mi accontenterei pure.

 

Coraggiosa l'idea di calarti nei panni "più utili" di una donna, insomma. xD

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Ospite Rica
4 minuti fa, AdStr ha detto:

Fosse solo in quel momento, mi accontenterei pure.

No dai, a qualcosa servite. :sonofigo:

@Federico72 si scherza. Eh! :P

 

PS: per la nota autrice, va bene... Ti perdono. xD

Modificato da Rica

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@Federico72 Ciao Fede! Sulla forma te l'hanno già detto tutto e quindi evito di ripetermi.   Il racconto è molto dolce, sentito. Si vede che c'hai messo il cuore e la tua voce da genitore. Qualche dettaglio in più avrebbe sicuramente giovato alla storia, ma è bella lo stesso e l'emozione arriva ai lettori. Piaciuta. 

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