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Niko

Favola per Sognatori Perduti - Simona Pafundo [Comitato di lettura]

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[A cura del Comitato di lettura]

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Titolo: Favola per Sognatori Perduti
Autore: Simona Pafundo

Casa editrice: Blonk
ISBN: 9788897604594 (cartaceo) - 9788897604518 (digitale)

Data di pubblicazione: 31 Gennaio 2018
Prezzo: 12,00€

Genere: Narrativa

Pagine: 118

 

  • Trama

Il protagonista (di cui non farò il nome, visto che si scoprirà solo alla fine) è un ragazzo che soffre di problemi psichiatrici (attacchi di panico, stress lavorativo ed emotivo, eccetera) e che per "staccare la spina" si reca in vacanza a Quietavalle, un paesino descritto dal nome stesso: quieto, situato su una valle a ridosso del bosco e delle montagne. Il ragazzo si perde continuamente nei pensieri, in un'onda oscura fatta di ansie, preoccupazioni, confusione e irrequietezza, fino a quando incontra nel bosco prima Bucaneve, una bimba che lo rapisce con uno sguardo, e poi Luna, la madre della piccola.

Avvolto da un luogo rilassante, un paesino cordiale e la presenza effimera di Bucaneve e Luna, comincia per lui un percorso alla scoperta di sé stesso.

 

  • Contenuti

Questa breve storia ha due livelli di interpretazione.

Il primo, quello più ovvio e che rimane in superficie, è l'aspetto "fiabesco". Ambientazione, incontri e dialoghi possono essere interpretati per quello che sono, cioè l'incontro di un ragazzo normale con il mondo fatato del bosco di Quietavalle e la successiva riscoperta di valori fondamentali che credeva perduti (o che ignorava).

Il secondo livello, più profondo, è quello dei messaggi che l'autrice vuole lanciare attraverso i dialoghi durante la storia. Lotta al consumismo sfrenato, all'indottrinamento dei giovani, al ritmo di vita delle grandi città, alle aspettative della società e alla mancanza di fantasia di quella stessa società che costruisce "binari" generici per vite uniche (da tutto questo derivano i problemi del protagonista).

La storia e il messaggio che l'autrice vuol passare sono insomma lodevoli e personalmente apprezzati; tutto questo, però, è sbiadito e opacizzato da una scrittura ancora immatura, uno stile imperfetto, a tratti ridondante e pesante; su questo punto approfondirò nel paragrafo apposito.

 

  • Ambientazione e personaggi

L'ambientazione del romanzo è il paesino di Quietavalle e i boschi circostanti. Nel finale l'ambientazione cambia, ma è qualcosa di fuggevole e descritto in maniera sommaria, quindi possiamo decisamente parlare di ambientazione unica. Le descrizioni dell'autrice sono per la maggior parte delle volte ben condotte e portano il lettore per mano all'interno ora della piazza del paese, ora per i suoi vicoli e poi lungo il bosco e il fiumiciattolo che lo lambisce.

I personaggi sono pochi: il protagonista, Bucaneve e Luna, la signora che gli offre la colazione in albergo, Federico (il cameriere del ristorante); ci sono poi altri personaggi marginali come Elena (la fidanzata del protagonista), il padre del ragazzo e un cane, che appare di quando in quando nella storia. Personaggi sempre sulla bocca del protagonista ma mai veramente approfonditi.

Questo non è un male: di Elena, Federico e della signora dell'albergo bastano poche pennellate per capire chi sono (e averli, di conseguenze, in simpatia o antipatia). Il padre del protagonista rimane invece forse troppo sullo sfondo e non si riesce a capire bene quale sia il suo carattere, a dispetto del ruolo ben chiaro che ha nella storia.

Luna e Bucaneve sono ben descritte sia fisicamente che caratterialmente, anche perché rappresentano l'essenza del racconto; il protagonista invece rimane indefinibile o quasi dal punto di vista fisico, mentre molto (fin troppo) approfondito dal punto di vista psicologico. Il lettore viene fiondato nella sua mente instabile fin dalle prime righe.

 

  • Stile e forma

Questo è il vero punto dolente del libro.

Sebbene l'autrice mostri una spiccata sensibilità nel descrivere emozioni e luoghi, la fluidità e la scorrevolezza del testo sono messe a dura prova da uno stile caratterizzato dalla sola presenza di punti e di virgole (pochissime le eccezioni di altri segni d'interpunzione), periodi brevi e secchi, sintassi troppo semplice e poca complessità di forma.

Inoltre, si nota una tecnica narrativa poco sviluppata e ancora acerba: i pensieri del protagonista sono spesso ridondanti (se da una parte rispecchiano la sua situazione psicologica anormale, dall'altra annoiano il lettore), la storia è fin troppo "placida", come Quietavalle, e quasi priva di colpi di scena o picchi emergenti, poiché tutto il cambiamento essenziale è racchiuso nella mente del protagonista, nei suoi problemi e nella sua (soprattutto iniziale) mancanza di carattere, di "verve".

Non si riescono ad apprezzare appieno, quindi, nemmeno i messaggi del secondo livello d'interpretazione cui ho fatto riferimento nel paragrafo sui contenuti, poiché spesso i dialoghi sono comunque poco originali o, nel caso vogliano comunicare pensieri più articolati, scollegati dalla situazione in sé, come se l'autrice avesse voluto inserire considerazioni e riflessioni profonde anche quando non era il momento giusto per farlo.

 

  • Giudizio finale

Come si evince da quanto suddetto, il libro è completo solo da un lato e molto acerbo dall'altro. L'autrice sembra aver ben chiaro cosa comunicare e l'essenza della storia, ma il modo di raccontarla e di svilupparla non sono all'altezza delle aspettative.

Favola per sognatori perduti lascia qualcosa? Decisamente, certo; come ho detto, ho apprezzato i messaggi dell'autrice e anche alcuni spunti su ambientazioni e descrizioni proposte. Potrebbe fare di più? Senza dubbio, lavorando su stile e forma, l'autrice potrà esprimere al meglio le sue potenzialità.

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  • Grazie 1

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Ringrazio molto per la recensione.

Grazie per la dettagliata analisi, farò tesoro delle critiche, che vedo come punti di partenza per migliorarmi.

Ancora grazie.

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