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Nightafter

[MI 111 Fuori concorso] L'ascensore Pt. 2

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Signetti cambiò nervosamente posizione e le sfuggì un gemito di dolore.

- Lei non sente dei crampi alle gambe Martini? -

- E' il caldo Signetti, provi a mettersi in piedi e batta con forza I talloni al pavimento, dovrebbero passare. - La senti fare ciò che avevo suggerito: sospirava penosamente ad ogni botta del piede.

- Wow! Funziona! - esclamò con sollievo – Va molto meglio, grazie. -

- Si figuri, è un trucco del nostro allenatore di calcetto, è molto efficace con questo genere di crampi. -

- Gioca a calcetto Martini? Uhm...Non sapevo fosse uno sportivo. -

- Niente di che, qualche amichevole con amici, una o due volte al mese, nulla di serio, mi creda. -

- Bèh! Non faccia il modesto, a ben pensarci ho notato un suo certo portamento atletico. -

- Ma no, cerco solo di non mummificarmi prima del tempo. Anche lei, se è per questo, si tiene in ottima forma. -

- Si, palestra, massaggi e piscina tre volte alla settimana: mi piace muovermi, sentirmi dinamica. Mi creda: nulla come questa inattività mi rende nevrastenica.-

“Certo!” Mi venne da pensare: “Qui non c'è nessuno da licenziare o a cui fare un servizietto per scalare la piramide societaria”. La stanchezza e il caldo mi rendevano cinico e rancoroso fino alla misoginia.

Rivoli di sudore mi correvano lungo la schiena, la camicia era fradicia, l'avrei potuta strizzare e stendere su un filo con due mollette.

- Mi scusi Signetti, ma io mi levo la camicia. Perdonerà la poca eleganza del gesto, ma non riesco più a tenerla addosso bagnata così. -

- Faccia pure Martini. Non mi formalizzo per così poco. Del resto, per quello che si vede qui dentro, fossimo anche nudi, chi mai se ne accorgerebbe? Anzi sa che le dico? Sto morendo dal caldo. - rispose con un sospiro di sfinimento. - Data la situazione possiamo permetterci qualche libertà: quindi mi alleggerisco un po' anch'io. -

Gli occhi, in quelle tenebre, coglievano solo l'impronta nera della sua sagoma: stava sbottonando il vestito, altri movimenti e fruscii lasciavano intuire che stesse sfilando le braccia dall'abito, alla fine si fermò, poggiando le spalle denudate alla parete di specchio dietro noi.

L'idea che fosse rimasta col solo il reggiseno, mi procurò un turbamento che mi distolse dall'urgenza della mia vescica.

È incredibile come il nostro corpo reagisca in maniera del tutto involontaria anche nelle situazioni più estreme. Nonostante la singolarità della situazione, l'idea di ciò che era avvenuto in quel buio, a poca distanza, mi creò un rimescolio interno: il sangue accelerò le pulsazioni e mio malgrado mi ritrovai in erezione.

Mi sentivo colpevole senza una ragione, con un riflesso di pudore irrazionale coprì l'inguine con le mani: ero grato all'oscurità che nascondeva il mio imbarazzo e il resto.

- Cosa c'è Martini, la sento nervoso? - C'era una nota divertita nella sua voce.

Quella donna possedeva una sensibilità diabolica, di certo aveva percepito una variazione nel mio umore.

- Nulla Signetti, è solo questo maledetto caldo.- Controllavo il respio, temevo percepisse le varaizioni tachicardiche nel mio petto, o che mi leggesse il pensierio.

- Si, Martini, fa troppo caldo. Non le nascondo che sarei tentata di spogliarmi del tutto.-

Il suo profumo mi stordiva e quelle parole azzerarono la mia salivazione.

- Ma non abbia timore, non lo farò, non vorrei scandalizzarla. -

Seguì una sonora risata: evidentemente trovava l'idea spassosa.

- Scandalizzarmi di che? Ma quando mai? Si figuri Signetti. -

La voce usciva incerta, dovetti tossire per schiarirla.

- Anzi, se vuole, per non crearle imbarazzo, mi volto dall'altra parte. -

- Ahahah!… - Una nuova scrosciante risata.

- Sembriamo immersi in un catino di pece. Non sia ridicolo, che vuole voltarsi a fare? Mica avrà agli infrarossi nello sguardo? O per caso ci vede di notte come i gatti? Questa si che sarebbe una bella sorpresa. -

- Ma no, via, era per dire…- Altro colpo di tosse.

- Quindi non si scandalizza Martini? Un uomo navigato come lei, volevo ben dire.- Era ironica, stava giocando.

- La trovo molto riservato e galante sa? Ma come mai è sempre così controllato nelle sue cose? Altri, in questa situazione, con una donna seminuda al fianco…beh, forse non terrebbero lo stesso distacco. -

Immaginavo l'espressione beffarda che sicuramente aveva in volto.

- Non è che mi sarà un po' timido con le donne Martini? -

Cazzo! Che stronza, eravamo allo sfotò dichiarato.

- Boh? Signetti, in fondo non è una situazione molto diversa dal trovarsi discinti in spiaggia al mare. Giusto, no?. -

- In spiaggia al mare?…Ahaha! Già mi figuro noi a giocare con secchiello, paletta e formine. Questa è bella davvero! -

- Se ci riflette, nella sostanza, cosa cambia? Si tratta solo di convenzioni sociali. -

- Martini la sottovalutavo sa? Lei oltre che sportivo è anche filosofo. Doveva capitarci questa seccatura perché lo scoprissi. - Nel parlare, si era fatta comunque più vicina.

- Quindi l'idea di noi due qui, soli al buio, seminudi... Dica la verità, davvero la lascia indifferente? -

Stava sussurrando. Un tono di voce suadente, di cinque gradi più bollente dell'atmosfera che ci conteneva.

- Si! Cioè, no. Nel senso, ecco, volevo dire: lei è una gran bella donna. Davvero. Ma io non mi permetterei mai. Assolutamente…Cioè, ho il massimo rispetto…Però appunto intendevo dire...-

Dovevo fare uno sforzo per riuscire a esprimermi in maniera sensata. Mi pareva di camminare sui carboni ardenti come un fachiro, mi stava mandando nel pallone.

- Peccato, pensavo che tra noi ci fosse un po' di simpatia. Forse non proprio confidenza, ma che, in qualche modo, non le fossi del tutto indifferente. È evidente che mi sbagliavo, vero Martini? - Ora il tono pareva dispiaciuto.

- Ma no! Che dice Signetti? Lei non mi è indifferente, tutt'altro. Poi ripeto: è sicuramente una donna splendida. Però ho sempre guardato a lei come ad una collega di lavoro, anzi un mio superiore, un dirigente.-

- Via Martini, siamo alla fine del ventesimo secolo, c'è stata la Rivoluzione d'Ottobre lo sa? Abbiamo da anni lo Statuto dei Lavoratori, mentre lei mi pare ragioni ancora con categorie sociali di un secolo fa. Qui, ora, non ci sono superiori: lei ne vede qualcuno? Si rilassi, su, da bravo. -

Rideva di gusto! Cazzo aveva da ridere? Era chiaro che mi provocava. Perché lo faceva? Per farmi sentire un coglione?

Potevo sentire l'aura calda del suo corpo, ci stavamo quasi sfiorando.

- Cosa c'è che non le piace in me Martini?…Su, me lo dica? Qualcosa nel mio viso? Oppure è il mio corpo? Non sono il suo tipo? - La sua voce era un sussurro caldo e accattivante.

Una tensione incandescente correva lungo la mia spina dorsale, dovetti rabbrividire per fermarla.

- Come è il suo tipo Martini? Una donna come sua moglie? O ha in mente un genere diverso? Chessò, qualcuna del suo passato, magari ora più lontana? -

Che significava? Cosa stava insinuando? Non capivo dove volesse arrivare, o meglio credevo di capirlo benissimo e questo non mi piaceva affatto.

- Non parla Martini? Non mi dice nulla? Cosa non le piace di me Martini, forse il mio profumo? -

Tacevo e grondavo sudore, avrei perso almeno cinque chili in quella sauna, accidenti a lei e al suo profumo.

- No ma si figuri Signetti, cosa dice? Il suo profumo è…è…-

- Su, lo dica Martini, non sia timido. Come è il mio profumo?…Me lo descriva. -

Si era avvicinata al mio orecchio, era un soffio, un bisbiglio lascivo.

- Lo sa che ha un buon odore Martini? Sono pochi gli uomini che sudando così mantengono un odore gradevole. Lei sa di uomo, di maschio, ma buono, come muschio di sottobosco. -

Avvertì l'umido delle sue labbra sfiorarmi il lobo dell'orecchio.

Era il diavolo fatto femmina questa donna. Cazzo, se lo era.

- Mi ascolti, la prego: lei è una donna molto attraente, il suo profumo mi da le vertiginei Se dovessi immaginare un tipo di donna desiderabile, mi creda, il suo sarebbe il primo che mi verrebbe in mente…Ma veda…-

- Ma vedo cosa, Martini? Cosa dovrei vedere in questo buio? Lo dica. -

Le sue dita percorrevano lente la base del mio collo, poi scesero delicate, sfiorarono la peluria sul petto, mi graffiò piano un capezzolo, ci giocò provocante con la punta delle unghie.

Il mio sesso ormai tendeva il cotone dei pantaloni, era una reazione pulsante, quasi dolorosa.

- Signetti, la prego, io non sono per queste cose, non sono libero. Mi comprenda: sono un uomo sposato. -

Era quasi una invocazione, mendicavo la sua comprensione, tentavo ancora di salvarmi, annaspavo come un gatto in un pozzo.

Inutile, non mi ascoltava: la sua mano scendeva più in giù, a cercare la zip dei miei pantaloni.

- Anche io sono sposata Martini. Non è una scusa. Ne cerchi un'altra. -

La sua bocca sigillò la mia. Il tempo delle parole era finito.

La lingua morbida e frenetica mi cercava: cedetti schiudendo le labbra, era viva e dolce, baciava da sturbo.

Possedeva labbra soavemente carnose, gliele morsi piano, le avviluppai con le mie prendendole la testa tra le mani.

Mi tirò a sé, strusciava i capezzoli eretti sul mio petto.

Gli presi il seno tra le mani, a stento ne contenevo il volume, carezzai, ghermii, succhiai il turgore dei capezzoli, il sapido della sua pelle risvegliava pulsioni ferine.

Aggredivo quei seni con voracità, passando da uno all'altro con la bocca spalancata, li mordevo con foga, poi giocavo con la lingua, mescolando saliva e sudore.

La stringevo con forza, con cattiveria voluta, lei gemeva, mi leccava il collo, il viso, ansante come un cucciolo digiuno.

Sentì le sue unghie rigarmi la schiena, le schiaffeggiai le tette, poi succhiando e mordendo coprivo di labbra avide ogni spazio della sua epidermide. Aveva estratto il mio sesso, lo stringeva carezzandomi, infine scese per cercarmi con la bocca, buttai in avanti il bacino, lei fece correre labbra e lingua lungo la mia carne congestionata.

Aggrappata alle mie natiche con le mani mi traeva a sé con rabbia, quasi temesse di perdermi, un animale ansioso di cibo, mi accoglieva ingorda, annegata nella sua stessa bava vischiosa.

Respiravamo con frequenza di mantici, le narici dilatate al limite della capacità di assorbire l'ossigeno dell'esigua scatola che ci conteneva.

Affondai in viso nella sua intimità, la fragranza inebriante del suo sesso mi colmò le narici, il suo sapore liquido la bocca.

Sentivo martellare le tempie, gli occhi nel buio catturavano bagliori rossi che esplodevano nel campo visivo.

Ci chiamavamo con epiteti turpi, scambiandoci le parole oscene del sesso.

Colmavamo lo spazio di rantoli, sussurri e urla improvvise: liberi, privi di ritegno e esitazioni, nessuno poteva udirci e il buio amniotico favoriva quell'abbandono sfrenato.

Non c'era tregua, rotolavamo sulla moquette ispida e abrasiva, era una lotta cruenta, animale, lei ansimava mentre frugavo la carne frolla del suo sesso.

Cercavamo golosi i sapori dei nostri fluidi, inseguivamo le scie dei nostri odori segreti in ogni piega della carne, umori liquidi si spandevano sulla superficie madida delle nostre pelli bollenti.

- Sei un porco Martini! Lo sapevo che eri così. Dai fottimi. Fotti la tua puttana. -

La presi, da dietro, con un colpo rabbioso fui in lei.

Aggressivo e martellante, le imposi un amplesso da violenza carnale.

Un uggiolio rauco, delirante, si levava dalle sue labbra sotto l'impeto impietoso di quegli assalti.

La schiacciai sotto colpi brutali, immaginavo il suo viso deformarsi in una tensione di piacere dolorosa e scomposta. Le colpivo le natiche con schiaffi violenti e sonori che avrebbero lasciato segni per giorni. A ogni affondo la sua fronte urtava la superficie nera dello specchio che aveva in fronte.

Poggiava le mani su quella superfice, cercava appiglio per sorreggersi in maniera febbrile, disperata: i palmi umidi strisciavano il cristallo, scivolando in quella presa vana.

Piegata in ginocchio spingeva le natiche all'infuori per resistermi, per attutire la violenza delle mie spinte, pareva un volatile ferito che si dibatteva per sfuggire alla cattura della trappola. Ma non poteva nulla mentre l'orgasmo veniva a scuoterla come le fronde di un piccolo albero perduto nell'uragano.

Avevo una foga rabbiosa che sapeva di rancore, di vendetta, brama di punire e sottomettere.

Alla fine si arrese, si accasciò, in un abbandono disfatto, esalò un gemito di belva ferita che vede sfuggire l'ultimo bagliore di vita.

Allora la seguì, mi lasciai precipitare nel suo calore, persi consapevolezza di me, del luogo, del mondo ed esplosi nelle sue viscere.

Avevamo combattuto, ora la lotta era finita, il mio sesso disciolto si ritirava da lei, domata, resa mansueta nella sua natura più fragile e animale.

Restavamo in quel teatro di guerra, bagnati, abbandonati ai nostri respiri ansanti come galata morenti.

Ora non parlava, non rideva più, persa nel suo silenzio con la mente lontana da noi.

Era vinta. Ma ero io, a sentire d'aver perso.

 

- Sveglia Martini! Sono venuti a prenderci. -

Sobbalzai, spalancai gli occhi nel buio, si sentiva il rumore dei cavi vibranti, la cabina si muoveva, ero confuso e ubriaco.

Non c'era ancora luce, ma ci stavano calando al piano con una manovra manuale.

- Era ora che si accorgessero di noi, pensavo quasi di doverci passare la notte qua dentro.- La Signetti aveva il solito tono spazientito e incalzante.

Mi sentivo stordito, compresi che dovevo essermi assopito.

- Coraggio Martini, si riprenda, sono due ore che mi russa nelle orecchie. Poi lo sa che quando dorme si agita come un forsennato e dice anche un sacco di cose sconce? Ma sua moglie non si lamenta? -

Non sapevo cosa rispondere, ma a che punto di quella storia mi ero addormentato?

L'ascensore giunse al piano, le porte si aprirono, la luce morente del tardo pomeriggio mi fece stringere le palpebre.

 


(fine)

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@Nightafter se non vai in over 18, questa volta ti cacciano! ;)

Splendido.

Alla fine ci sono rimasta malissimo. Non me lo aspettavo proprio fosse un sogno, me lo ero dimenticata, volevo vedere la faccia di quei due alla luce di una lampadina accesa. :)

Mi sarebbe piaciuto molto mi raccontassi quei due, post orgasmo.  Post uscita ascensore. 

Devo dire che sei sconcio e bravissimo secondo me. Ci sai fare davvero, manipoli l'italiano a tuo piacimento e smuovi le viscere del lettore. Lo prendi per mano (il lettore) e lo porti là dove tu vuoi andare.  Diciamo che riesci a modificare i corpi, non solo dei tuoi personaggi. Diciamo che sei anche molto bravo a farlo.

Io adesso per sicurezza ti do la mia mail, non vorrei perderti proprio ora che siamo soci ;)

Che dirti se non bravo, bravo e bravo?

Scrivi sempre caro Nightafter e vedi di non farti cacciare, mi raccomando.

:rosa:

 

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13 minuti fa, paolati ha detto:

Scrivi sempre caro Nightafter e vedi di non farti cacciare, mi raccomando.

 

Mia deliziosa @paolati ( nonché socia, lettrice e critica letteraria )

 

Tutti questi complimenti per i miei raccontini non fanno che confondere lo spirito di questo insipiente scribacchino.

Come vedi le sti tentando tutte per farmi cacciare, ma poiché qui a leggermi (sui raccontini zozzi) ci sei praticamente solo tu, la cosa per ora non avviene.

Ci sono dei vantaggi come vedi ad avere una magra redemption e io ovviamente ne approfitto :D

 

Grazie come sempre per le incoraggianti parole :D

 

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Ciao @Nightafter

ecco dunque la seconda parte...

 

Prima di iniziare, effettivamente (come tu stesso avevi presupposto) questa parte del racconto potrebbe essere più adatta alla sezione over 18 del WD... non che sia così spinta... ma ti chiedo per favore di segnalarti allo Staff domandandolo... (in caso ti sposteranno di sezione e probabilmente dovrai dividere questa parte in due per il limite di caratteri)...

 

In quanto al racconto in sé e tenendo conto  anche della prima parte, mi è piaciuto e qui acquista il suo senso.

 

Nello spoiler, la mia considerazione sul finale:

Spoiler

Il finale, sinceramente, è la parte che mi è piaciuta di più perché giocato fra l'ironico, l'onirico e sopratutto il dubbio... 

 

Qui sei stato molto bravo... è successo veramente? Forse sì, forse no... ben scritto... il che lo rende molto originale.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

Non sapevo cosa rispondere, ma a che punto di quella storia mi ero addormentato?

 

 

 

Per il resto, in questa parte, ho trovato solo qualche piccolo refuso, nulla di grave. 

Ma sopratutto e in generale, devi ancora controllare meglio gli spazi fra la punteggiatura (trattini di fine dialogo e tre puntini di sospensione) che spesso ti sfuggono. Nuovamente sono sciocchezze.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

La senti fare ciò che avevo suggerito

"Sentì".

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

, la camicia era fradicia, l'avrei potuta strizzare e stendere su un filo con due mollette.

Questa immagine mi è piaciuta.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

che stesse sfilando le braccia dall'abito

Direi più il contrario: "che stesse sfilando l'abito dalle braccia..." comunque anche come hai scritto è corretto.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

nelle situazioni più estreme. Nonostante la singolarità della situazione,

Eviterei la ripetizione di "situazione".

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

Controllavo il respio,

"Respiro".

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

. Non le nascondo che sarei tentata di spogliarmi del tutto.-

Spazio prima del trattino.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

- Ahahah!… -

Lo rifarai anche dopo, ma non sono affatto convinto di mettere i tre puntini di sospensione dopo un punto esclamativo o interrogativo... mi sembra un eccesso di punteggiatura, tra l'altro tutto attaccato...

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

Ma no, via, era per dire…-

Spazio dopo i puntini.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

volevo ben dire.-

Ugualmente spazio prima del trattino.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

- Quindi non si scandalizza Martini? Un uomo navigato come lei, volevo ben dire.- Era ironica, stava giocando.

- La trovo molto riservato e galante sa? Ma come mai è sempre così controllato nelle sue cose? Altri, in questa situazione, con una donna seminuda al fianco…beh, forse non terrebbero lo stesso distacco. -

- Nuovamente degli spazi mancanti (prima del trattino, dopo i tre puntini)

- Essendo sempre lei a parlare, non andrei a capo per i "due" dialoghi...

 

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

Giusto, no?. -

Punto interrogativo e poi punto semplice (da eliminare).

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

mare?…Ahaha!

Nuovamente la "doppia punteggiatura" (interrogativo-puntini). Spazio dopo i puntini...

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

Assolutamente…Cioè, ho il massimo rispetto…Però appunto intendevo dire...-

Sempre spazio dopo i puntini.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

un dirigente.-

Spazio.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

Martini?…Su,

Lo spazio e doppia punteggiatura.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

Il suo profumo è…è…-

Spazi.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

Come è il mio profumo?…Me lo descriva. -

Spazio e doppia punteggiatura.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

suo profumo mi da le vertiginei Se dovessi immaginare un tipo di donna desiderabile, mi creda, il suo sarebbe il primo che mi verrebbe in mente…Ma veda…-

Refuso per "vertigini" e manca il punto.

Accento su "".

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

Non è una scusa. Ne cerchi un'altra. -

Questa mi è piaciuta.

 

Alle 11/4/2018 at 00:58, Nightafter ha detto:

qua dentro.- La Signetti aveva

Spazio.

 

 

Nel complesso, un buon racconto e - a parte queste piccolezze - ben scritto.

 

(Capisci se va spostato di sezione)!

 

A presto!

 

 

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Moltissime grazie@AndC

 

per avermi nuovamente letto e per le note sui refusi e le sviste (molteplici e ripetute) di cui è cosparso il testo.

Grazie infine per la clemenza incoraggiante con cui lodi questo modesto raccontino.

 

I tuoi consigli e le indicazioni così precise mi sono di grande aiuto e te ne sono sinceramente grato.

Parlerò con lo Staff per l'eventuale spostamento della seconda parte nella sezione Over 18, in effetti mi sono trovato nell'imbarazzo di un testo legato (pur fuori concorso) ad un contest in concomitanza con la lunghezza del racconto, data la limitazione del numero di carattere richiesta nelle varie sezioni non sapevo bene dove pubblicarlo senza doverlo frazionare in almeno tre parti.

 

Proverò a chiedere se sia possibile aprire una sezione Over 18 che possa accogliere testi oltre il limite attuale.

 

Grazie ancora e un saluto.

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Niente male, Nighafter. Ambientazione comune e minimale allo stesso tempo, valida per il finale a sorpresa. Non me lo aspettavo.

Ovviamente non ti segnalo i refusi, già segnalati da@AndC , con attenzione. Nulla da eccepire a riguardo della cadenza della narrazione e dell'uso della lingua. Ma non mi piace "wow", non è un fumetto o, meglio, in qualche modo lo è, ma non ne ha le caratteristiche. 

Rispetto ai personaggi, mi è piaciuto il contrasto tra la fantasia, irruentemente dominata dal testosterone, del maschio, e la figura di lei,  incorreggibile e nevrastenica donna in carriera. A rischio maschilismo, direi, se non per qualche frase, qui e là, che lascia intendere che non lo sei e poi, infine, quando nell'incoscienza del sogno fai dire al tuo personaggio: "Era vinta. Ma ero io, a sentire d'aver perso".

Bravo, mi è piaciuto. Grazie.

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Ciao @cld

 

ti ringrazio per esserti fermato a leggere il mio racconto e per le parole di apprezzamento.

 

3 ore fa, cld ha detto:

A rischio maschilismo, direi, se non per qualche frase, qui e là, che lascia intendere che non lo sei

 

Posso dirti che è la nota caratteristica di quasi tutti i miei racconti, questo calcare la mano su un genere maschile sempre in bilico tra misoginia e machismo deteriore.

Questo perché sono convinto che sovente sotto la patina del politically correct e dell'ugualitarismo di genere si nasconda nel maschio questa natura atavicamente cavernicola.

Mi piace indagare e disegnare la psicologia di questi maschi vieppiù messi in crisi dall'emergere di una figura femminile competitiva e vincente.

Queste donne capaci, preparate, intraprendenti e biologicamente performanti, che devono essere declassate ad arriviste o troie per giustificarne i trionfi.

No, non sono maschilista, ma sono un maschio, quindi conosco bene il gregge in cui pascolo.

 

Grazie ancora, a presto rileggerti.

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