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Tempi terribili - Sergio L. Duma [Comitato di lettura]

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Nome Romanzo: Tempi Terribili

Autore: Sergio L. Duma 

Editore: Teomedia

Genere: Thriller 

Pagine: 216 

Disponibilità del formato: e-book

 

Recensione (a cura del comitato di lettura):

"I tempi terribili arrivarono non appena finii di fare sesso con Gesù Cristo." Un incipit del genere ti stende al tappeto e rappresenta il giusto assaggio di quello che sarà il banchetto. Si capisce subito: non si tratterà di un pasto insipido, delicato, di quelli ai quali il palato si abitua immediatamente e che una volta finito di mangiare ti senti uguale a prima, eccezion fatta per la pancia piena. Tempi terribili è un romanzo che pizzica la lingua e brucia il palato, salatissimo e dall'odore fortissimo; ad alcuni potrebbe risultare un po' puzzolente, bisogna ammetterlo, ma probabilmente lo stesso autore ne è consapevole e forse se ne compiace.

Infatti, il lettore che si aspetta stile e contenuti canonici non potrà che restare deluso. Tempi terribili ammica al lettore che cerca roba forte e che apprezza coraggio e un pizzico (forse più di un pizzico) di scortesia in ogni aspetto.

 

Innanzitutto, per ciò che riguarda la scrittura. Dal punto di vista stilistico, infatti, il romanzo è sì prova di un autore di indubbia capacità, che salta da un tempo verbale a un altro o dalla prima persona alla terza senza alcuna esitazione, ma è anche un giro di giostra vorticoso che a qualcuno potrebbe causare qualche vertigine, poiché il ritmo è per effetto di questi repentini cambi di direzione molto veloce, a tratti schizofrenico. In aggiunta, l'autore non si fa mancare passaggi ad alto grado di sperimentazione. Ce ne sono tanti con intere pagine di chat e post sui social (con tanto di orrori ortografici), oppure con preposizioni apparentemente senza senso (che un senso lo hanno per il personaggio che le esprime) o con monologhi composti da catene di frasi legate da nessi di parole, in particolare dalla corrispondenza tra la finale e l'iniziale di ciascuna. Per non parlare degli spot pubblicitari e delle scene in stile sceneggiatura. Stilisticamente, il romanzo è l'espressione di una moderna convergenza mediale, dove metodi comunicativi e strumenti diversi si mescolano e si sfidano. Per chi apprezza un'approccio del genere (come nel caso di chi recensisce), questo aggiunge al romanzo un valore molto importante. 

 

Nei contenuti, poi, il grado di insolenza è ancora più alto: omofobia, violenza, antisemitismo, oscenità, pornografia e blasfemia sono solo alcuni dei temi toccati. D'altronde, basta dare un'occhiata ad alcuni dei personaggi principali del romanzo per farsi un'idea: un serial killer bisex che si fa chiamare Gesù Cristo, ossessionato dal nome di una band musicale e con uno strano potere; un poliziotto nazifascista e omofobo sulle sue tracce; una cantante rock inzuppata di droghe; uno scrittore dalle idee alquanto controverse; l'ex frontman di una famosa band (indovina quale?) alle prese con una casa produttrice troppo "protettiva"; tre uomini misteriosi immersi in una dimensione onirica; un regista di film molto molto sui generis. E poi c'è S...

La narrazione, strutturata con maestria per invogliare il lettore a formulare ipotesi su ipotesi e a girar pagina velocemente, segue in alternanza le vicende di ciascuno di essi, in un groviglio di fili che si intrecciano, si spezzano e si allungano senza un'apparente criterio logico. Definire una trama lineare diventa improbabile, eppure per tutto il romanzo non mancano elementi che legano gli eventi e i personaggi, elementi variegati e difficilmente prevedibili, come parole impronunciabili, omicidi sovrannaturali, misteriose lucertole (sì, lucertole!), Armageddon, scatole cinesi e misteriose strutture. E impossibile diventa (ovviamente) richiudere l'intera matassa all'interno di una categoria ben precisa. Sebbene nella scheda il romanzo venga definito come thriller (e di sicuro del thriller vi troviamo l'atmosfera, la tensione, gli omicidi e il mistero), è giusto avvisare il lettore che non si tratta di una comune thrilling-story, bensì di un miscuglio di generi che spazia dal fantasy allo splatter, dallo psicologico al grottesco, dal filosofico al pulp, dal surreale al metaromanzo.

Tempi terribili è dunque una gigantesca matrioska con le calze a rete, il pacco grosso, la bacchetta magica e uno spinello in bocca. È un viaggio senza una destinazione conosciuta, un continuo punto interrogativo. Pur essendo un romanzo dai toni sporchi e pesanti, non mancano però passaggi puliti, poetici e filosofici.

In conclusione: consigliato a chi ama storie del tutto fuori dal coro e costruite con ingegno e fantasia (ce n'è tanto di entrambi); a chi ama non capire quasi nulla di ciò che sta accadendo davvero fino alle ultime pagine. Consigliatissimo a chi ha pelo sullo stomaco e non vuole peli sulla lingua (eccetto magari quelli pubici). E a chi, in questi tempi terribili, ama perdersi in labirinti molto intricati.

 

 

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