Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Emy

[MI111] Un ricordo inaspettato

Post raccomandati

traccia Mezzogiorno 

commento 

 

 

Era in apparenza una giornata come tutte eppure la ricordo ogni volta che il cuore si azzarda a fare la corsa agli ostacoli.

Avevo l'appuntamento con Cristina al ristorante "Everest". Non la vedevo da un anno, da quando si era trasferita con Fabio a Berlino. Conduceva una vita movimentata, sempre in giro per il mondo a inseguire la carriera.

Ordinammo subito, lei un piatto di canederli, io gli spätzle. Il cameriere ci portò una caraffa di vino rosso e due bicchieri, per brindare al nostro rincontro, prima di perderci nelle solite chiacchiere tra amiche.

Cristina parlava, l'ascoltavo annuendo di tanto in tanto. Non avevo nulla da raccontare. La mia esistenza insignificante stentava a decollare. Non sapevo  ancora chi fossi né cosa avrei fatto da grande.

Dopo il pranzo mi avviai alla fermata di autobus, la testa pesante, le gambe molli. Un'occhiata distratta all'orologio, poi alla tabella con gli orari: i tempi d'attesa erano lunghi.

Una camminata mi avrebbe fatto bene, pensai.

Una ventina di passi. Boom boom.

Una trentina di passi. Boom boom boom.

Il primo incrocio. Boom boom boom boom.

Alla stazione di benzina. Boom boom boom boom boom.

Svoltai a sinistra, una mano sul petto, lo sguardo a terra.

In quel momento il nemico entrò in scena, inchiodando i piedi al suolo e la schiena al muro.

Paura. Tremore. Buio.

Nessun passante nelle vicinanze.

Paura. Tremore. Buio.

Una mano nella borsa in ricerca del cellulare, il numero di casa sempre occupato.

Paura. Tremore. Buio.

Un essere peloso a quattro zampe e una coda in continuo movimento mi guardava, la lingua penzoloni, la testa inclinata da un lato.

Non l'avevo mai visto prima. Non era uno del posto. Sembrava zoppicare mentre si avvicinava lentamente a me. Forse era ferito.

«Ciao, piccolo» sussurrai abbassandomi per accarezzarlo.

«Piccolo a me? Ma come osi, ragazza?»

Non poteva essere.

«I cani non parlano!»

«E tu che ne sai? Hai mai avuto un cane?»

«Io, veramente...»

«Certo che no! Si vede, sai, che non sei il tipo da animali domestici!» mi guardò con indignazione, il muso nell'aria.

«La casa non è spaziosa. La mia padrona è assolutamente contraria.»

«Tutte scuse!»

«Ma io amo i cani! Quando ero piccola ne avevo uno!»

«Racconta!»

Mi sembrava una pazzia. Parlare con un cane, nelle mie condizioni.

Paura. Tremore. Buio.

Eppure le parole mi scendevano dalla bocca impastata con facilità, come se non aspettassi di fare altro.

«Si chiamava Lilly, come la cagnolina del cartone e della favola che mi raccontava mia mamma per farmi addormentare la sera. Aveva il pelo folto bianco e marrone e due occhi enormi.»

«Sì, Lilly, e io sono Vagabondo!»

«A essere sincera, non gli assomigli molto, sai?»

«Insolente!»

«Scusa, non volevo offenderti!»

Paura. Tremore. Buio.

«E come era questa tua Lilly?»

«Bellissima! Dolcissima! Mi seguiva ovunque!»

Una sera di fine estate un uomo bussò alla porta di casa nostra, sottobraccio una scatola di cartone.

Ero accucciata dietro un ficus grande, nascosta quanto basta per non farmi scoprire. Mio padre andò ad aprire. Parlottò per qualche istante con l'ospite. Poi mi chiamò a voce alta.

«Tesoro! Corri a scartare il regalo!»

Alzai le braccia sopra la testa, scattando in piedi.

«Buon compleanno, amore!»

Sciolto il nastro rosso che avvolgeva la scatola, tolsi il coperchio. Somigliava a un batuffolo di lana tremante, gli occhioni luccicanti. Singhiozzava.

«Come la chiamerai?»

«È una femmina?»

«Sì, una femminuccia.»

«Lilly! Come Lilly e Vagabondo!»

La presi in braccio con delicatezza, accarezzandola dietro un orecchio. Era così morbida, come un peluche.

Mamma e papà comprarono un cesto di vimini, con un cuscino rosa sui era ricamato il suo nome, per farla dormire in soggiorno.

Ma lei, zitta zitta, ogni notte scappava in camera mia. Saltava sul letto e si accomodava sotto i piedi.

La mattina mi accompagnava in bagno. Si metteva sulle zampe posteriori e mi osservava mentre mi lavavo la faccia, i denti. Poi andavamo insieme in cucina, a fare la colazione.

Quando andavo a scuola, rimaneva da sola a casa. Ogni tanto combinava dei guai: sedie rovesciate, piante morsicate, figurine di porcellana rotte. Ma non avevo il cuore di sgridarla, e anche se l'avessi fatto non mi dava mai retta. Temeva soltanto mio padre.

Nei pomeriggi, dopo aver fatto tutti i compiti, andavamo al parco oppure al campetto di calcio del quartiere, dove le toglievo il guinzaglio. Correva con il vento in poppa, saltava inseguendo la pallina di tennis che portavo sempre in tasca e con cui amava giocare.

Domenica andavamo in montagna, a trovare i nonni. Lilly era sempre la prima a prendere il posto in macchina: le piaceva tanto viaggiare. Ai semafori, i passanti spesso la scambiavano per un giocatolo.

L'adoravano tutti.

Quando avevo quindici anni, delle persone ignote avvelenarono Lilly, lasciando un vuoto incolmabile nel mio cuore e una marea di foto a testimoniare di uno dei periodi più felici della mia vita.

Smisi di parlare.

Del cane di prima nessuna traccia.

Senza accorgermi mi ero staccata dal muro e camminavo in direzione del palazzo in cui vivevo.

Niente più paura. Niente tremori. Niente buio.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
10 ore fa, Emy ha detto:

In quel momento il nemico entrò in scena, inchiodando i piedi al suolo e la schiena al muro.

Attacco di panico? Credo dovresti farlo capire subito. Gli effetti sono descritti bene.

10 ore fa, Emy ha detto:

Una sera di fine estate un uomo bussò alla porta di casa nostra

Dovresti indicare meglio il salto temporale del ricordo.

 

Bel racconto Emy. Lilly e il Vagabondo. UAU. Ottimo il cane parlante.

Ciao:)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, camparino ha detto:

ttacco di panico? Credo dovresti farlo capire subito. Gli effetti sono descritti bene.

Sì, ma non mi sembrava il caso di spiegarlo. Anche perché, per come la vedevo, era una cosa che le capitava per la prima volta e forse, semplicemente, non sapeva quale nome darle se non un generico nemico. 

 

1 ora fa, camparino ha detto:

Dovresti indicare meglio il salto temporale del ricordo.

Perché? Credevo si capisse da qui: 

 

12 ore fa, Emy ha detto:

«Racconta!»

Mi sembrava una pazzia. Parlare con un cane, nelle mie condizioni.

Paura. Tremore. Buio.

Eppure le parole mi scendevano dalla bocca impastata con facilità, come se non aspettassi di fare altro.

Non volevo rendere tutto dialogato, anche perché per me quel cane era una proiezione della sua testa nel momento in cui subentra il panico. Il ricordo che ne segue, invece, un'ancora a cui si aggrappa per riuscire a far cessare l'attacco. 

Poi dice: 

12 ore fa, Emy ha detto:

Smisi di parlare.

Quindi per me era tutto chiaro. :asd: 

 

1 ora fa, camparino ha detto:

Bel racconto Emy.

Grazie. :) Hai visto che mi sono camparinezzata? Ho detto tutto in meno di 6000 caratteri :P 

Grazie per il passaggio e il commento gradito! 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
13 ore fa, Emy ha detto:

Dopo il pranzo mi avviai alla fermata di autobus, la testa pesante, le gambe molli

Emy, qui il ritmo e la scena mi sono sembrati spezzarsi durante la lettura.

 

13 ore fa, Emy ha detto:

Un essere peloso a quattro zampe e una coda in continuo movimento mi guardava, la lingua penzoloni, la testa inclinata da un lato.

 Anche qui è successo, però più lieve. 

Probabilmente è una scelta di stile :) 

 

Non dovresti chiudere i caporali quando la protagonista racconta la storia di Lily, secondo me.

Bel pezzo, comunque! A me è piaciuto molto <3 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Emy io avevo pensato ad un attacco di cuore boom boom e non ad un attacco di panico. Anzi, pensavo fosse svenuta e il cane fosse una sua invenzione, un sogno, il paradiso?

 

13 ore fa, Emy ha detto:

Smisi di parlare.

Del cane di prima nessuna traccia.

A me questa frase è piaciuta tanto. Tanto che toglierei il resto e chiuderei qui il racconto, ma tu sai che io sono di poche parole ;)

Io chiuderei poprio così: Smisi di parlare e del cane, nessuna traccia.

Così lascerei (a me lettore) la porta aperta per qualsiasi cosa.

 

Mi è piaciuta la dolcezza del tuo racconto, ma... perchè le persone ignote la avvelenano?

Non puoi non dirlo? :(. (Io amo il lieto fine) :)

13 ore fa, Emy ha detto:

L'adoravano tutti.

Quando avevo quindici anni, delle persone ignote avvelenarono Lilly,

Dai Emy, cambia questa parte, anch'io ho adorato la tua Lilly, cambiale la fine ;), per favore, dai, per favore.

 

Racconto scritto bene, secondo me manca di qualche virgola, ma sono la persona meno indicata per darti suggerimenti in merito. Io non ne imbrocco una! :asd:

Ciao.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
21 ore fa, Emy ha detto:

fare la corsa agli ostacoli.

a ostacoli

21 ore fa, Emy ha detto:

Avevo l'appuntamento con Cristina al ristorante "Everest".

Avevo un appuntamento con Cristina al ristorante. Che sia Everest ha poca importanza

21 ore fa, Emy ha detto:

lei un piatto di canederli, io gli spätzle.

anche questo non ha importanza

21 ore fa, Emy ha detto:

Il cameriere ci portò una caraffa di vino rosso e due bicchieri, per brindare al nostro rincontro, prima di perderci nelle solite chiacchiere tra amiche.

leverei quella virgola. Se no, levato l'inciso, resta: "Il cameriere ci portò una caraffa di vino rosso e due bicchieri prima di perderci nelle solite chiacchiere tra amiche."

21 ore fa, Emy ha detto:

alla fermata di autobus,

dell'autobus

21 ore fa, Emy ha detto:

la scambiavano per un giocatolo.

giocattolo

21 ore fa, Emy ha detto:

Quando avevo quindici anni, delle persone ignote avvelenarono Lilly

ci avrei giurato.

Trama esile, ma il racconto la risolleva.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Emy, molto dolce. A me sembra filare via bene, a parte qualche qualche indecisione sugli articoli, ma da quello che ho capito non li ami particolarmente. Come dice paolati, anche io eliminerei le ultime due frasi che fanno da spiegone, ma in realtà non sono utili al racconto e anzi, tolgono quel velo di fantasia che aveva portato il cane parlante. Mi piace anche come hai reso l'attacco di panico, e trovo che non ci sia bisogno di specificarlo prima; man mano che i boom si intensificano si capisce di cosa si tratta. Bel racconto, mi è piaciuto

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Emy ha detto:

la corsa agli ostacoli

ad ostacoli

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Emy ha detto:

Dopo il pranzo mi avviai alla fermata di autobus

dell'autobus

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 23:59, Emy ha detto:

Quando avevo quindici anni, delle persone ignote avvelenarono Lilly,

Al mondo ci sono e ci saranno sempre delle bestie umane bastarde: meriterebbero la stessa fine.

 

Racconto che mescola le due tracce. Avrei mostrato che cosa causa l'attacco di panico, magari legarlo alla morte di Lilly; non so, c'è un evento che inconsciamente le ricorda che cosa successe quel giorno e che gli scatena quella reazione. Un brano comunque gradevole.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Emy   eilá, Emy. Ieri sera, a causa di forza maggiore, sono dovuta andare a nanna, così ti ho letta ora.

La prima parte, secondo me, un po’ andrebbe rivista: troppe onomatopee che appesantiscono e la punteggiatura non sempre perfetta; il punto di forza è la tua Lilly: il cagnolino ideale che ognuno vorrebbe. Ho letto le dritte di Mac: io le seguirei una ad una. Alla prossima...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Emy potrebbe quasi sembrare un mashup. :D C'è anche la parte di fantasticheria. 

Lo stile ricalca il fuori concorso che ho letto per la scorsa tornata, e mi piace. Ritmico, moderno, veloce. L'ossessività con cui si ripetono alcune frasi, o si richiamano, descrive bene l'attacco di panico senza nominarlo direttamente.

Ci sono due appunti che però mi sento di muoverti. Il primo è più tecnico, il secondo strutturale.

La questione tecnica è che i tempi verbali della narrazione e del ricordo sono al passato remoto, entrambi, senza il rispetto della consecutio. Secondo me la scelta migliore sarebbe stata iniziare al presente, almeno nel ricordo ti eviti la rogna dei trapassati. Oltretutto è un tipo di stile che si presta bene al tempo presente.

La questione strutturale riguarda le battute immaginarie del cane: secondo me sono così stizzite e poco eleganti da costituire una caduta stilistica. In più – ma forse qui è una mancanza di comprensione mia – non capisco il nesso di tanto livore con le condizioni della protagonista. Uno spirito guida che la conduce nel ricordo avrebbe dovuto, a mio avviso, essere un traghettatore più profondo, magari duro ma non aggressivo, arrogante. Così smorza gran parte dell'atmosfera costruita dallo stile che metti in campo.

Al di là di questi due dettagli, nel complesso la lettura l'ho trovata molto gradevole. ^_^

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Alle 9/4/2018 at 13:19, Mister Frank ha detto:

Probabilmente è una scelta di stile :) 

 

Non dovresti chiudere i caporali quando la protagonista racconta la storia di Lily, secondo me.

Bel pezzo, comunque! A me è piaciuto molto <3 

Sì, era una scelta di stile. Non ho capito l'osservazione riguardo alla chiusura di caporali. Dove? Grazie per il passaggio e il commento gradito <3 

 

Alle 9/4/2018 at 13:39, paolati ha detto:

A me questa frase è piaciuta tanto. Tanto che toglierei il resto e chiuderei qui il racconto, ma tu sai che io sono di poche parole ;)

Io chiuderei poprio così: Smisi di parlare e del cane, nessuna traccia.

Così lascerei (a me lettore) la porta aperta per qualsiasi cosa.

Sai che non è per niente male come idea. Ci penserò nella revisione. 

 

Alle 9/4/2018 at 13:39, paolati ha detto:

ma... perchè le persone ignote la avvelenano?

Non puoi non dirlo? :(. (Io amo il lieto fine) :)

È successo, forse a qualcuno dava fastidio. Non ho pensato di specificare. 

Alle 9/4/2018 at 13:39, paolati ha detto:

Dai Emy, cambia questa parte, anch'io ho adorato la tua Lilly, cambiale la fine ;), per favore, dai, per favore.

Va bene, ci penserò. :) 

 

Alle 9/4/2018 at 21:39, Macleo ha detto:

Che sia Everest ha poca importanza

 

Alle 9/4/2018 at 21:39, Macleo ha detto:

anche questo non ha importanza

Sì, Mac, ma sai che amo dettagli. Sicuramente sono a volte inutili. 

Alle 9/4/2018 at 21:39, Macleo ha detto:
Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Il cameriere ci portò una caraffa di vino rosso e due bicchieri, per brindare al nostro rincontro, prima di perderci nelle solite chiacchiere tra amiche.

leverei quella virgola. Se no, levato l'inciso, resta: "Il cameriere ci portò una caraffa di vino rosso e due bicchieri prima di perderci nelle solite chiacchiere tra amiche."

Qui, a dire il vero, ero molto indecisa. Avevo cambiato la frase più volte. Credo sia meglio, infatti, togliere la virgola. 

Alle 9/4/2018 at 21:39, Macleo ha detto:

Trama esile, ma il racconto la risolleva.

È da un po' che non scrivo. Ho puntato sulla semplicità anche per riprendere la dimestichezza con il fattore temporale :) 

 

Alle 10/4/2018 at 10:11, Kikki ha detto:

A me sembra filare via bene, a parte qualche qualche indecisione sugli articoli, ma da quello che ho capito non li ami particolarmente.

Non è che non li ami; non avendo articoli nella mia madrelingua faccio sempre pasticci involontari. Prima o poi imparerò a gestirli meglio :) 

 

Alle 10/4/2018 at 10:11, Kikki ha detto:

Come dice paolati, anche io eliminerei le ultime due frasi che fanno da spiegone, ma in realtà non sono utili al racconto e anzi, tolgono quel velo di fantasia che aveva portato il cane parlante.

Avete entrambe ragione. Eliminerò nella fase di revisione. 

Alle 10/4/2018 at 10:11, Kikki ha detto:

Bel racconto, mi è piaciuto

Grazie  <3 

 

Alle 11/4/2018 at 02:08, M.T. ha detto:

Racconto che mescola le due tracce. Avrei mostrato che cosa causa l'attacco di panico, magari legarlo alla morte di Lilly; non so, c'è un evento che inconsciamente le ricorda che cosa successe quel giorno e che gli scatena quella reazione. Un brano comunque gradevole.

Niente male come suggerimento. Ci penserò nella revisione. Grazie per essere passato e per l'apprezzamento. 

 

Alle 11/4/2018 at 10:32, Ginevra ha detto:

La prima parte, secondo me, un po’ andrebbe rivista: troppe onomatopee che appesantiscono e la punteggiatura non sempre perfetta; il punto di forza è la tua Lilly: i

Sapessi che fatica tornare a scrivere a tempo dopo una lunga pausa. Ho litigato con un bel po' di cose xD Penserò a come sistemare nella revisione. Grazie Gin! <3 

 

18 ore fa, AdStr ha detto:

 

@Emy potrebbe quasi sembrare un mashup. :D C'è anche la parte di fantasticheria. 

 

Infatti, l'idea base era quella. xD 

18 ore fa, AdStr ha detto:

Lo stile ricalca il fuori concorso che ho letto per la scorsa tornata, e mi piace. Ritmico, moderno, veloce. L'ossessività con cui si ripetono alcune frasi, o si richiamano, descrive bene l'attacco di panico senza nominarlo direttamente.

Sì, ho cambiato stile ultimamente. Mi ci sono trovata. Non so se è soltanto una fase. Vedremo. 

18 ore fa, AdStr ha detto:

La questione tecnica è che i tempi verbali della narrazione e del ricordo sono al passato remoto, entrambi, senza il rispetto della consecutio. Secondo me la scelta migliore sarebbe stata iniziare al presente, almeno nel ricordo ti eviti la rogna dei trapassati. Oltretutto è un tipo di stile che si presta bene al tempo presente.

Infatti, come dicevo a Ginevra, ho litigato con un bel po' di cose, verbi compresi. 

18 ore fa, AdStr ha detto:

La questione strutturale riguarda le battute immaginarie del cane: secondo me sono così stizzite e poco eleganti da costituire una caduta stilistica. In più – ma forse qui è una mancanza di comprensione mia – non capisco il nesso di tanto livore con le condizioni della protagonista. Uno spirito guida che la conduce nel ricordo avrebbe dovuto, a mio avviso, essere un traghettatore più profondo, magari duro ma non aggressivo, arrogante.

Per come la vedevo, era tutta una proiezione della sua mente che vede che in quella apparizione quasi un nemico. È la prima volta che avverte l'attacco di panico e il cane, come l'avevo immaginato, doveva farla reagire. Ho pensato che una sorta di conflitto potrebbe innescare in lei la voglia di ribellione ed è proprio grazie a quel cane un po' sopra le righe che incappa in quel ricordo che la tranquillizza. Il cane parlante poteva essere anche una personificazione del panico che la paralizza. Ma forse non si è capito per niente e quindi è stato anche un errore mio. 

 

@Mister Frank @M.T. @Kikki @Macleo @Ginevra @AdStr@paolati grazie di cuore di essere passati e avermi fatto riflettere su alcune cose. A rileggerci. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

Ciao @Emy :love:

 

Ho letto con sorpresa che hai mantenuto lo stile veloce e snello del tuo precedente racconto, quello del Fuori Concorso. Mi piaci più "pop". ;) 

Un testo che mescola un po' entrambe le tracce senza creare divisioni tra le due, una scivola nell'altra in modo molto naturale. 

Inizialmente avevo pensato al cuore, un attacco cardiaco della protagonista. Poi ho capito. 

Mi ha colpito la dolcezza che emana dal racconto, sarà che quando pensiamo all'infanzia ci "ammollacchiamo". ;) A me, almeno, succede così. 

Ho notato un enorme miglioramento sugli articoli, che credo siano la tua battaglia più dura. Non mollare, perché l'hai già vinta. Continua così.

Per mero gusto personale, credo sia più incisivo il finale se togli le ultime due righe. Mi sembrano superflue alla chiusa. Però ripeto, sono gusti. :) 

Complimenti. Brava. Piacevolissima lettura. :love2:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, @Emy :D

Sono felice di ritrovarti. Era da tanto che non leggevo qualcosa di tuo e mi fa davvero piacere vedere che sei migliorata così tanto! Il racconto è molto tenero, mi è piaciuto!

Spero di rileggerti :P

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 ore fa, Rica ha detto:

Ho letto con sorpresa che hai mantenuto lo stile veloce e snello del tuo precedente racconto, quello del Fuori Concorso. Mi piaci più "pop". ;) 

Sì, sono nella fase "pop". E a essere sincera mi hai ispirato tu con le tue frasi brevi: prima, come ricorderai, ero molto più logorroica xD 

7 ore fa, Rica ha detto:

Mi ha colpito la dolcezza che emana dal racconto, sarà che quando pensiamo all'infanzia ci "ammollacchiamo". ;) A me, almeno, succede così. 

Anche a me! 

 

7 ore fa, Rica ha detto:

Ho notato un enorme miglioramento sugli articoli, che credo siano la tua battaglia più dura. Non mollare, perché l'hai già vinta. Continua così.

Sì, è vero. Sono migliorata, grazie a voi. Però era da tanto che non scrivevo a tempo e ammetto di essere andata un po' in crisi con gli articoli. Poi non ho avuto tempo per rileggermi. :) 

7 ore fa, Rica ha detto:

credo sia più incisivo il finale se togli le ultime due righe. Mi sembrano superflue alla chiusa. Però ripeto, sono gusti. :)

Sì, anche Paola e Kikki me l'hanno detto. Avete ragione, sono superflue. :) 

7 ore fa, Rica ha detto:

Complimenti. Brava. Piacevolissima lettura. :love2:

Grazie <3 @Rica :love:

 

@Gigiskan ciao Gigis! 

1 ora fa, Gigiskan ha detto:

Sono felice di ritrovarti. Era da tanto che non leggevo qualcosa di tuo e mi fa davvero piacere vedere che sei migliorata così tanto!

Felice anch'io! Sì, non ci leggiamo dalle OL ;) Grazie! :) 

1 ora fa, Gigiskan ha detto:

Il racconto è molto tenero, mi è piaciuto!

Sono contenta! A presto!

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Era in apparenza una giornata come tutte eppure la ricordo ogni volta che il cuore si azzarda a fare la corsa agli ostacoli.

Quest'incipit lo taglierei, anche perché a me sembra in contraddizione con quello che affermi subito dopo del racconto. Ovvero quel

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Avevo l'appuntamento con Cristina al ristorante "Everest". Non la vedevo da un anno, da quando si era trasferita con Fabio a Berlino.

Se non hai occasione di vedere per un anno intero una persona cara, già non appare più una giornata come tutte le altre.

 

In ogni caso, a me suonerebbe meglio qualcosa tipo -> Con Cristina, ci eravamo dati appuntamento all'Everest.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Non la vedevo da un anno, da quando si era trasferita con Fabio a Berlino. Conduceva una vita movimentata, sempre in giro per il mondo a inseguire la carriera.

farei notare anche qui la contraddizione delle due frasi. Che è più come dire che non la vede non tanto perché si è ormai trasferita lontana, ma più che altro perché è sempre in giro per il mondo.

Insomma, io farei così, poi vedi tu ->

 

Non la vedevo da un anno. Da quando, pur trasferitasi con Fabio a Berlino, conduceva in realtà una vita piuttosto movimentata, sempre in giro per il mondo a inseguire la carriera.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Il cameriere ci portò una caraffa di vino rosso e due bicchieri, per brindare al nostro rincontro

così sembra che il cameriere sappia del loro incontro, e gli abbia portato apposta il vino, in modo da permetter loro di brindare. Per evitare quest'equivoco, si potrebbe fare

 

-> Il cameriere ci portò una caraffa di vino rosso e due bicchieri, e ne approfittammo per brindare al nostro rincontro

-> Non appena il cameriere ci servì da bere, portando una caraffa di vino rosso e due calici, brindammo al nostro rincontro.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Cristina parlava, l'ascoltavo annuendo di tanto in tanto.

A parlare era soprattutto Cristina, io mi limitavo ad ascoltarla, annuendo di tanto in tanto

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

La mia esistenza insignificante stentava a decollare.

Non ero in grado di far decollare la mia insignificante esistenza.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Non sapevo  ancora chi fossi né cosa avrei fatto da grande.

a parte che ti è sfuggito uno spazio però io aggiungerei o un né o una virgola. Insomma, così:

 

-> Non sapevo ancora chi fossi, né cosa avrei fatto da grande.

-> Non sapevo ancora né chi fossi né cosa avrei fatto da grande.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

alla fermata di autobus, la testa pesante, le gambe molli.

alla fermata dell'autobus, con la testa pesante e le gambe molli.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

In quel momento il nemico entrò in scena

-> In quel momento il nemico si svelò

(in scena ci era entrato già al primo boom, quindi userei verbi tipo si svelò, si manifestò o qualche sinonimo)

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Non era uno del posto.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Sembrava zoppicare mentre si avvicinava lentamente a me

taglierei "lentamente a me" perché in realtà è un'informazione inutile: c'è solo il narratore in scena, oltre al cane, può avvicinarsi solo a lui/lei.

Se il cane sembra zoppicare, hai già messo in scena una camminata "lenta" da parte del cane verso la protagonista. Rimarcarlo con quel "lentamente" è superfluo.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

«Ciao, piccolo» sussurrai

sposterei la virgola dopo quel "sussurrai"

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

il muso nell'aria.

mi suona strana quest'espressione, la eliminerei.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

«Racconta!»

Un nipotino - forse - direbbe "racconta", detto in maniera così categorica.

Per me meglio qualcosa del tipo "Davvero? e che è successo dopo? Racconta!"

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Parlare con un cane, nelle mie condizioni.

Aveva solo mal di testa e gambe molli, eh. "Nelle mie condizioni" mi sembra eccessivo.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Eppure le parole mi scendevano dalla bocca impastata con facilità,

Eppure, nonostante la bocca impastata, le parole scendevano con facilità

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

La mia padrona

è solo la padrona di casa. Toglierei quel possessivo, altrimenti sembra che la protagonista sia una serva.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

«A essere sincera, non gli assomigli molto, sai?»

«Insolente!»

ha detto solo che non gli somiglia, mica l'ha offeso. Perciò, aggiungerei qualcosa che sottintenda un'offesa. Tipo

 

-> «A essere sincera, non gli assomigli molto, sai? Lui era più simpatico»

Se dicesse "lui era più simpatico" in qualche modo sottintende che il cane che ha di fronte è un po' antipatico. In quel caso la risposta "Insolente!" avrebbe senso.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Una sera di fine estate un uomo bussò (aveva bussato) alla porta di casa nostra, sottobraccio una scatola di cartone.

Io Ero (ero rimasta) accucciata dietro un ficus grande, nascosta quanto basta per non farmi scoprire. Mio padre andò (era andato) ad aprire. Parlottò per qualche istante con l'ospite. Poi mi chiamò a voce alta.

Diciamo che mi sforzerei di far capire l'anteriorità dell'episodio, dal momento che già la costruzione dell'incontro col cane è al passato remoto. Quantomeno nella parte iniziale del flashback.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Ma non avevo il cuore di sgridarla, e anche se l'avessi fatto non mi dava mai retta.

-> e anche se lo avessi fatto, non sarebbe servito a nulla

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

andavamo al parco oppure al campetto di calcio del quartiere

è un dettaglio inutile. I dettagli, se non li rendi vivi, rischiano di diventare ridondanti, come informazioni superflue (un giro col cane al parco o al campetto porta già il lettore inconsciamente a pensare "parco o campetto dei dintorni", e specificare che il campetto è di calcio è inutile, a meno che non crei immagini precise (tipo, il cane che si mette a pisciare tra i pali delle porte)

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Correva con il vento in poppa

-> Correva come una nave con il vento in poppa

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Domenica andavamo in montagna,

La domenica

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Ai semafori, i passanti spesso la scambiavano per un giocatolo.

Per un peluche? Perché? Così fai sembrare i passanti più che altro dei ficcanaso.

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

delle persone ignote

-> degli sconosciuti

 

La conclusione mi sembra un po' affrettata ma hai postato a mezzanotte, di certo tempo per migliorarla non ne avevi.

<la prima parte, quella dell'incontro con Cristina, serve poco al proseguo della narrazione, tanto valeva dedicarle meno attenzione e liquidare in poche parole il disagio che aveva suscitato alla protagonista sapere Cristina donna in carriera e giramondo mentre lei ancora non è riuscita a capire cosa farsene di quella che ritiene un'insignificante esistenza.

 

(forse il finale più adeguato sarebbe il cane che la convince a non ritenere la sua esistenza insignificante, ma non saprei, in realtà il finale potrebbe declinare in mille modo, ad aver tempo sufficiente per scriverlo)

 

L'idea di base la trovo carina, non sfruttata in maniera del tutto convincente però.  

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Emy ,

arrivo per ultima e ho poco da aggiungere a quello che ti hanno già fatto notare gli altri.

Anch'io avevo pensato all'attacco di cuore improvviso, ma poi tutto si chiarisce.

Forse troppi boom, che disorientano, ma in compenso il flash back sul passato è molto intenso.

Bella storia, che con un guizzo in più sarebbe diventata ottima.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Eudes! Grazie di cuore per il passaggio e soprattutto per i suggerimenti utilissimi sia per la revisione che per il miglioramento. 

Alle 12/4/2018 at 23:16, Eudes ha detto:

Quest'incipit lo taglierei, anche perché a me sembra in contraddizione con quello che affermi subito dopo del racconto. Ovvero quel

 

Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

Avevo l'appuntamento con Cristina al ristorante "Everest". Non la vedevo da un anno, da quando si era trasferita con Fabio a Berlino.

Se non hai occasione di vedere per un anno intero una persona cara, già non appare più una giornata come tutte le altre.

Dell'incipit non ero affatto contenta, a dire il vero. L'ho cambiato all'ultimo, un po' prima di pubblicare il racconto. Con una giornata come tutte le altre volevo dire che si vedevano abitualmente, ogni anno, quando lei rientrava nel paese, e quindi era una giornata quasi ordinaria. Ma forse hai ragione tu. Suona, in effetti, contraddittorio. 

 

Alle 12/4/2018 at 23:16, Eudes ha detto:

così sembra che il cameriere sappia del loro incontro, e gli abbia portato apposta il vino, in modo da permetter loro di brindare.

L'intenzione era quella, perché come ti dicevo poco su avevo immaginato che si incontrassero sempre allo stesso ristorante. Per questo motivo l'avevo anche nominato, non solo perché in genere amo i dettagli seppur possono sembrare superflui (e non necessari). 

Alle 12/4/2018 at 23:16, Eudes ha detto:

alla fermata dell'autobus, con la testa pesante e le gambe molli.

chiamala una licenza poetica (è anche un po' l'influenza di un'amica editor), ma quel con non mi piace particolarmente (anche se ogni tanto me lo suggerite :asd: )

 

Alle 12/4/2018 at 23:16, Eudes ha detto:

ha detto solo che non gli somiglia, mica l'ha offeso. Perciò, aggiungerei qualcosa che sottintenda un'offesa. Tipo

 

-> «A essere sincera, non gli assomigli molto, sai? Lui era più simpatico»

Se dicesse "lui era più simpatico" in qualche modo sottintende che il cane che ha di fronte è un po' antipatico. In quel caso la risposta "Insolente!" avrebbe senso.

Mi piace. Non ci avevo pensato, sai. Suona meglio.

 

Alle 12/4/2018 at 23:16, Eudes ha detto:

Diciamo che mi sforzerei di far capire l'anteriorità dell'episodio, dal momento che già la costruzione dell'incontro col cane è al passato remoto. Quantomeno nella parte iniziale del flashback.

Non ero sicura. Cioè per me la sua testa l'aveva trasportata in quel momento lì ed era come se l'avesse vissuto al momento stesso. Non so se si capisce. Però forse era meglio usare il trapassato, sarebbe stato più logico sicuramente. 

Alle 12/4/2018 at 23:16, Eudes ha detto:

è un dettaglio inutile. I dettagli, se non li rendi vivi, rischiano di diventare ridondanti, come informazioni superflue (un giro col cane al parco o al campetto porta già il lettore inconsciamente a pensare "parco o campetto dei dintorni", e specificare che il campetto è di calcio è inutile,

Lo so. A volte esagero con i dettagli, senza pensarci. Però questo è un ottimo consiglio e ti ringrazio. Lo terrò a mente. 

Alle 12/4/2018 at 23:16, Eudes ha detto:
Alle 8/4/2018 at 23:59, Emy ha detto:

i semafori, i passanti spesso la scambiavano per un giocatolo.

Per un peluche? Perché? Così fai sembrare i passanti più che altro dei ficcanaso.

Mi sono ispirata al mio cane d'epoca, Julie, e spesso si metteva dietro immobile, sembrava un peluche. Spesso ci capitava che i passanti si fermassero e chiedessero, se il finestrino era aperto, se era viva o era un giocattolo. :) 

Alle 12/4/2018 at 23:16, Eudes ha detto:

La conclusione mi sembra un po' affrettata ma hai postato a mezzanotte, di certo tempo per migliorarla non ne avevi.

Infatti, questo era il problema, e non partecipando da un po' ai MI sinceramente ero nel pallone. E la conclusione, infatti, non mi piace. 

 

Alle 12/4/2018 at 23:16, Eudes ha detto:

L'idea di base la trovo carina, non sfruttata in maniera del tutto convincente però.  

Concordo in pieno. :) 

 

A rileggerci. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, caipiroska ha detto:

Forse troppi boom, che disorientano, ma in compenso il flash back sul passato è molto intenso.

Bella storia, che con un guizzo in più sarebbe diventata ottima.

Hai ragione! Grazie @caipiroska! A rileggerci.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunitày. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×