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caipiroska

[MI 111] il consigliere

Post raccomandati

 

Tema di Mezzogiorno

 

 

 

“Bene.”

Corinna dette un ultimo sguardo agli uomini seduti intorno al grande tavolo di cristallo. I bagliori del tramonto che entravano dalla vetrata brillavano nell’aria come coriandoli infuocati, mentre negli angoli della sala iniziavano ad annidarsi ombre scure e grevi. La riunione si era protratta più del previsto e a lei non piaceva prendere decisioni importanti di notte.

“Devo consultarmi con il mio consigliere. Ci aggiorneremo domani.”

Gli uomini, come ubbidendo a un ordine silenzioso, si alzarono tutti insieme tenendo un po' la testa china. Un lacchè scostò con discrezione la sedia e lei con calma si alzò, lasciando che i suoi occhi taglienti dagli indefinibili riflessi dorati si posassero cupi su tutti loro, soffermandosi un attimo in più su mister Marvey. Lui percepì lo sguardo della donna su di sé e si sentì a disagio. La donna passò tra di loro camminando piano, accompagnata dal fruscio della veste scura che seguiva la cadenza dei suoi passi come un’onda nera, ombreggiando il suo cammino sul marmo chiaro del pavimento. Sulla soglia si voltò e salutò tutti con un cenno del capo. Gli uomini risposero al saluto quasi insieme e la videro sparire dietro la porta d’ebano. Non era bella, né giovane, né carismatica: il suo fascino era racchiuso nell’alone di mistero che la seguiva, nel suo intuito infallibile e nelle scelte spregiudicate che era solita fare, spiccando su tutto e su tutti in maniera unica e inquietante come una macchia di sangue sul vestito di una sposa.

 

Quando arrivò alla sua dimora era notte. Corinna congedò la servitù e senza aspettare oltre entrò nel suo studio avvicinandosi al grande specchio, compose la combinazione segreta e s’intrufolò nell’apertura che si era creata davanti a lei. Appena la porta si richiuse alle sue spalle la donna proseguì lungo il corridoio, oltrepassò altre stanze fino a giungere nel salone circolare. Sorrise e si avvicinò al mobile versandosi da bere.

“Sono tornata” disse.

Dall’altra parte della stanza una selva di piante tropicali ricreava un selvaggio ambiente naturale, e tra quelle frasche due fessure azzurre sbirciarono dalla penombra.

“Vieni qua, accanto a me” ordinò, mentre si sdraiava sul divano candido. Nel sottobosco qualcosa frusciò.

Corinna si sdraiò sul divano e chiuse gli occhi. Quasi subito sentì qualcosa toccarle il braccio, una carezza lasciva che risalì fino al collo, solleticandola. Sorrise.

“Ti sono mancata, eh?” e per risposta fu investita da un sibilo agghiacciante. Quando aprì gli occhi l’enorme serpente nero era salito sul divano, si era arrampicato sul suo corpo e la stava sovrastando con le fauci spalancate. Lei lo accarezzò lungo il corpo liscio.

“Sì, lo so, ho fatto tardi…” e spostandolo da una parte si alzò dal divano iniziando a camminare per la stanza.

“Quegli incompetenti!” e raccontò al rettile cosa era stato detto alla riunione.

“E poi quel Marvey! Sospetta qualcosa…”

Il serpente scese dal divano e si diresse verso lo scaffale, indugiò un attimo e, afferrata una boccetta tra le spire la offrì alla donna.

“Veleno? Credi che sia la soluzione giusta per lui? In fondo è un ottimo elemento…” il serpente scosse la testa di qua e di là, si alzò sulle spire e sibilò piano al suo orecchio.

“Credi che avvelenando i suoi figli lo terrò in pugno? Forse non è una cattiva idea.” Il serpente le girò attorno solleticando la pelle della donna con la sua lingua biforcuta e, avvinghiandola alla vita la fece distendere sul divano. Le fauci si spalancarono sul volto di lei, lasciando scivolare lingue di bava pestifera.

“Sì, hai fame, lo so. Vieni, saziati” e così dicendo tirò indietro la testa e spalancò la bocca. Il serpente strisciò lungo il corpo della donna e s’intrufolò tra le sue labbra aperte, spingendosi lungo il cavo orale frustando intorno con la lingua e scendendo giù, sempre più giù a saziarsi con un brandello dell’anima di Corinna. Era stato il serpente di molte donne nella sua lunga vita, e aveva dato loro tutto quello che avevano chiesto in cambio solo della loro anima inquinata. Aveva percorso gli anni, rincorso i secoli, passando da donna a donna fin da quando Eva lo aveva destato dal suo torpore accettando i suoi consigli e risvegliando la sua insaziabile fame.

“21 grammi” pensò Corinna mentre l’animale raggiungeva la microscopica scintilla che aveva da qualche parte dentro di sé “Sono un prezzo equo da pagare per essere la donna più potente del mondo”.

Un’anima che, tra l’altro, non aveva mai creduto di avere veramente.

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Mamma mia! Adesso chi dorme? Veramente raccapricciante. Originalissimo e condotto in modo magistrale. L’unica pecca è, a mio avviso, qualche incertezza nella punteggiatura. Molto brava.

3 ore fa, caipiroska ha detto:

Corinna dette un ultim

Diede?

Filo a nanna. Ciao.

 

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Ciao @caipiroska mi è piaciuta molto la parte di Corinna che torna a casa dal consigliere e la descrizione che fai della loro mutua dipendenza. Avrei voluto sapere di più della posta in gioco però, sia all'inizio nella riunione con cui comincia il racconto che in quello che si gioca la protagonista alleandosi con il serpente. Secondo me c'è poco peso sullo scambio, anima per potere, forse per il fatto che per Corinna conta così poco. Lo trovo un buon frammento, ma lo sento appena accennato, poco approfondito. Il serpente è fantastico e molto inquietante, oltre che disgustoso, molto ben descritto.

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12 ore fa, caipiroska ha detto:

spiccando su tutto e su tutti in maniera unica e inquietante come una macchia di sangue sul vestito di una sposa.

Questa mi piace, immagine morbosa come tutto il resto 

 

12 ore fa, caipiroska ha detto:

o e la stava sovrastando

E la sovrastava

secondo me dovresti tagliare qualche fastidioso gerundio, ne usi troppi

 

12 ore fa, caipiroska ha detto:

Il serpente scese dal divano

Avrei utilizzato scivolò dal divano o qualcosa di simile 

 

12 ore fa, caipiroska ha detto:

Un’anima che, tra l’altro, non aveva mai creduto di avere veramente.

Bella la frase con cui chiudi, tra l'altro dona profondità alla personalità della donna. 

 

Il racconto mi è piaciuto, cupo e cinico, scritto in maniera adeguata alla storia. La traccia è presa in pieno, secondo me centri anche quella di mezzanotte. 

A presto. 

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Ciao Ginevra,

la punteggiatura... questa sconosciuta!

Anche se ci sto attenta qualche errore ci scappa sempre...uffa!

 

Grazie del passaggio!

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@Kikki

Sono pienamente d'accordo con le tue osservazioni, stamani rileggendo ho visto che l'intera storia si basa su radici, diciamo, poco profonde...

Ma il bello del MI è proprio questo: lo staff da 12 ore di tempo, ma nella realtà sono mooolte meno!

E, insomma, qualche pezzo è rimasto nel pc!

Grazie dell'osservazione!

 

@Plata

Uffa questi gerundi!

E pensa che non piacciono nemmeno a me, ma scappano via da soli! Ci devo stare più attenta!

Grazie della dritta.

 

@Ginevra

Ops, mi è sfuggita la tua tag!

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@caipiroska ciao. Il racconto è molto originale, hai avuto davvero una bella intuizione. Andrò controtendenza, ma credo che non accennare all'argomento della riunione sia stata una scelta azzeccata, sposta l'attenzione sul rapporto tra la donna e il serpente. 

Piaciuto, a rileggerti.  

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Ciao @caipiroska,

ti confesso che quella vecchia solfa sessista di Eva e il serpente non l'ho mai mandata giù, ma questo non toglie nulla al piacere che ho provato nel leggere il tuo racconto. Forse, come hanno già detto altri, specificare un po' di cosa si trattasse, di quali cose siano in gioco in queste negoziazioni, quale potere abbia acquisito, cedendo l'anima, potrebbe dare ancora più forza al tutto, ma il racconto è già molto riuscito così. "21 grammi sono un prezzo equo" è una bellissima conclusione. Bello.

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21 ore fa, caipiroska ha detto:

Credi che avvelenando i suoi figli lo terrò in pugno? Forse non è una cattiva idea.

Questa non l'ho proprio capita, probabilmente è colpa mia.

Bel racconto inquietante, altro che quote rosa!

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@caipiroska ciao! Devo evitare di leggerti la sera, mi metti tanta inquietudine addosso con ogni tuo racconto! Per non parlare che ho una paura tremenda dei serpenti. Ben scritto, a parte quei gerundi fastidiosi che potresti limare un pochino. Molto bella la frase finale. Quel non sapere nulla sul potere acquisito non è una cattiva scelta, secondo me, perché dà al lettore la possibilità di immaginare cose a suo piacimento. Io ho pensato, forse ingannata da quel "avvelenare i suoi figli" che Corinna diventa lei stessa il serpente. Non è il mio genere preferito però mi è piaciuto. Brava. p.s. Se stanotte avrò incubi ti faccio la causa! :P 

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Ciao @caipiroska anche a me il tuo racconto è piaciuto. Il serpente mi ha affascinata parecchio, è descritto benissimo, piaciuto molto il finale.

Brava!

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Ciao @Befana Profana

quando si parla di Eva si attraversa sempre un percorso minato, ma va bè...

Sono d'accordo che la storia zoppichi un pò, e mi dispiace di non essere riuscita a scriverla come l'avevo in mente.

Grazie del passaggio!

 

Ciao@Macleo,

hai citato credo, il pezzo più tirato via del racconto: doveva essere allo stesso tempo la prova della spregiudicatezza di lei e una punizione per Marvey, ma alla fine non è niente dei due, e galleggia lì, solo soletto, in attesa di chiarezza.

Però, sei proprio un cecchino, tu!

 

Ciao @Emy ,

Sono d'accordo: vietiamo i gerundi!

Spero davvero di non averti rovinato il sonno...

 

Ciao @paolati ,

grazie! 

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Carissima @caipiroska

 

 


 

Nel tuo racconto, per altro assai affascinante per il tema che propone e a mio parere scritto anche con mano eccellente, si trovano numerosi spunti di riflessione.

Uno di essi, che appena sfiori, è quello dello ”Specchio” con le secolari simbologie che ci rimanda, nella sua valenza di “gate” tra due dimensioni.

La letteratura da “Alice nel paese delle meraviglie” di L. Carroll, alla “Biancaneve dei Fratelli Grimm, vede lo specchio come elemento di racconti fiabeschi, i quali sottendono sempre un ambiguità di significato sul margine tra favola infantile e dimensione diabolica.

Cito a questo proposito alcuni passaggi dall'articolo di S. User - “Specchio e Simbologia”:

“Il motivo riflesso è il contenuto principale dell'immagine, che è presentata nella cosmogonia e cosmologia; Dio ha creato il mondo per vederlo riflesso, il mondo quale riflesso della divinità, non identico ad esso, ma a sua somiglianza, immagine.
Lo specchio è associato a una distesa d'acqua, alla luna e a una donna.

Questo, come l'acqua, ha una superficie riflettente (potete vedere anche l’immagine di uno sconosciuto).
Poiché riflette solo le immagini di altri oggetti, senza la propria, come la luna che fa da specchio, riflettendo la luce del sole, priva della propria, con la sua natura modificabile, "abitata" e “deserta”, apportatrice dei simboli lunari e femminili.

Per la sua capacità di riflettere le sembianze umane e la realtà circostante, lo specchio, costantemente, è messo in relazione con la coscienza e con il pensiero; è uno strumento di auto-conoscenza e di riflessione dell'universo; il concetto di "riflessione" porta la mente allo specchio.

L’immaginazione, il prodotto delle immagini del mondo, trova sostegno di realizzazione nello specchio.

La riflessione dell'uomo nello specchio, venerata in alcune culture, come la sede dell'anima, e per tale motivo, le persone che non si riflettono allo specchio, sono considerate maledette; hanno venduto la loro anima al diavolo.

A volte, lo specchio è visto come la porta di un altro mondo, l’aldilà.
Secondo una leggenda cinese di J.L. Borges: un tempo, il mondo degli specchi e il mondo degli uomini non erano, come adesso, cioè non comunicanti.
I due mondi erano molto diversi: non coincidevano né gli esseri, né i colori, né le forme.
I due regni, lo speculare e l'umano, vivevano in pace e attraverso gli specchi si entrava e si usciva.
Una notte gli appartenenti allo specchio invasero la terra, irrompendo su quest’ultima con ingenti forze.
Dopo sanguinose battaglie, le arti magiche dell'Imperatore Giallo prevalsero.
Egli ricacciò gli invasori, l’imprigionò negli specchi, e impose loro il compito di ripetere, come in una specie di sogno, tutti gli atti degli uomini.

Li privò della forza e della propria figura, riducendoli a meri servili riflessi.
Un giorno, tuttavia, essi si scuoteranno da questo letargo magico…"loro usciranno dalla prigione e inonderanno la terra".
A sostenere una simile idea, il romanzo di L. Carroll: "Alice nel paese delle meraviglie".
Nelle molteplici tradizioni il nesso mistico è tra l'immagine speculare e l’oggetto fonte dell’immagine.
Inoltre, allo specchio è associata la capacità di concentrarsi, memorizzare e trasformare energia, il potere spirituale (i primi esseri umani sono stati realizzati su specchi di metallo, ottone o rame; tutti simboli che in parte, ancora oggi, abbiamo ereditato); questa visione ha consentito la nascita di una serie di costumi.
Ad esempio, si ritiene che uno specchio rotto presagisca sventure; in casa del defunto, è necessario che gli specchi siano coperti.
Spesso, lo specchio è anche usato nelle pratiche magiche (in particolare, per comunicare con degli spiriti); e a esso, per la divinazione, sono attribuite capacità simili a quelle della sfera di cristallo.

Nell'Europa medievale, lo specchio, da un lato, è percepito in modo negativo quale bene di lusso, un’esaltazione della vanità, del narcisismo, e come immagine della follia; ma al tempo stesso, è stato visto come un simbolo della contemplazione, della conoscenza di sé e della verità, e in tal senso paragonato all'occhio umano.
La natura è stata interpretata come specchio del disegno divino; lo specchio è anche un simbolo della parola di Dio.
Nell'antica Grecia, le streghe di Tessalya scrivevano le loro predizioni, con il sangue umano, su degli specchi.

Già dall’era delle primitive società si credeva, come si crede ancora  oggi, che gli specchi riflettano l'anima e devono essere protetti, altrimenti l'anima muore.
Questi timori sono accostati alle pratiche superstiziose, cioè oscurare gli specchi dopo la morte, per evitare che il fantasma del defunto prenda un’anima viva.
Secondo un'altra superstizione, se qualcuno si guarda allo specchio durante la notte, può vedere il diavolo.
Lo specchio, nel folklore russo, è l'invenzione del diavolo, che ha il potere di estrarre l'anima dal corpo.
Secondo un'altra leggenda, le streghe non avevano un'anima e quindi come i vampiri non si riflettevano negli specchi.”

 

Complimenti e a presto rileggerti :D

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Ciao @Nightafter ,

molto belle e suggestive le informazioni che hai dato sullo specchio e la sua simbologia, grazie di aver condiviso!

La porta dietro lo specchio sicuramente ha il suo significato (tra l'altro lei non si ferma un attimo a guardare il suo riflesso, e questo concorda su quello che affermi tu: non ha un'anima).

Gli specchi sono talmente affascinanti...

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Ciao, @caipiroska :D

Bel racconto, mi è piaciuto tanto. Molto bella la rappresentazione della femme fatale moderna e bello il tono cupo che hai usato.

A rileggerci :flower:

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Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

bava pestifera

non mi suona bene.

 

Racconto ben scritto, da brividi (leggere la scena in cui il serpente si sazia).

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@caipiroska è un piacere ritrovarti in un contest senza intoppi e problemi tecnici. :D 

Hai avuto un'idea molto carina e alternativa ai soliti animaletti pucciosi. E soprattutto hai creato un contesto assurdo, quasi caricaturale, con una vena di fantasia assurda che mi ha colpito in positivo.

A livello di stile, però, è un po' pasticciato. Poca ricchezza di vocaboli, punteggiatura da rivedere e uso massiccio del gerundio.

Sono sicuro che i problemi che ho riscontrato siano dovuti alla scrittura frettolosa imposta dal MI, ma giacché sono qui ti faccio delle annotazioni nello specifico, magari ti possono tornare utili.

 

Alle 08/04/2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

Gli uomini, come ubbidendo a un ordine silenzioso, si alzarono tutti insieme tenendo un po' la testa china. Un lacchè scostò con discrezione la sedia e lei con calma si alzò, lasciando che i suoi occhi taglienti dagli indefinibili riflessi dorati si posassero cupi su tutti loro, soffermandosi un attimo in più su mister Marvey. Lui percepì lo sguardo della donna su di sé e si sentì a disagio. La donna passò tra di loro camminando piano, accompagnata dal fruscio della veste scura che seguiva la cadenza dei suoi passi come un’onda nera, ombreggiando il suo cammino sul marmo chiaro del pavimento.

Qui all'inizio ho già notato la raffica di gerundio. Intendiamoci, non aderisco alla corrente "gerundio ammorte" ma cerco solo di perseguire l'equilibrio. :D Il punto è che con l'uso del gerundio le frasi tendono ad assumere tutte una forma simile, a discapito della varietà espositiva.

 

Alle 08/04/2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

Corinna congedò la servitù e senza aspettare oltre entrò nel suo studio avvicinandosi al grande specchio

Questo gerundio invece è scorretto al livello grammaticale. Non c'è contemporaneità tra le due azioni: prima entra e poi si avvicina allo specchio.

 

Alle 08/04/2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

“Vieni qua, accanto a me” ordinò, mentre si sdraiava sul divano candido. Nel sottobosco qualcosa frusciò.

Corinna si sdraiò sul divano e chiuse gli occhi. Quasi subito sentì qualcosa toccarle il braccio, una carezza lasciva che risalì fino al collo, solleticandola. Sorrise.

“Ti sono mancata, eh?” e per risposta fu investita da un sibilo agghiacciante. Quando aprì gli occhi l’enorme serpente nero era salito sul divano, si era arrampicato sul suo corpo e la stava sovrastando con le fauci spalancate. Lei lo accarezzò lungo il corpo liscio.

“Sì, lo so, ho fatto tardi…” e spostandolo da una parte si alzò dal divano iniziando a camminare per la stanza.

“Quegli incompetenti!” e raccontò al rettile cosa era stato detto alla riunione.

“E poi quel Marvey! Sospetta qualcosa…”

Il serpente scese dal divano e si diresse verso lo scaffale, indugiò un attimo e, afferrata una boccetta tra le spire la offrì alla donna.

Ci sono un pochino di occorrenze della parola "divano".

Al posto di "stava sovrastando" ti suggerisco un semplice "sovrastava": in questo caso l'eliminazione del gerundio migliorerebbe di molto la forma.

Nell'ultima frase citata c'è una virgola, prima di "afferrata", che è scorretta così: o la si toglie, o ne si aggiunge un'altra dopo "spire". In ogni caso tutta la frase risulta un po' scolastica e macchinosa. Ti suggerisco una sua riformulazione, magari separandola in due periodi.

 

Alle 08/04/2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

il serpente scosse la testa di qua e di là, si alzò sulle spire e sibilò piano al suo orecchio.

Ritorna la parola "spire" dopo che l'hai usata appena sopra.

 

Alle 08/04/2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

Il serpente le girò attorno solleticando la pelle della donna con la sua lingua biforcuta e, avvinghiandola alla vita la fece distendere sul divano.

Una virgola truffaldina come quella che ho segnalato prima.

 

Alle 08/04/2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

Le fauci si spalancarono sul volto di lei, lasciando scivolare lingue di bava pestifera.

“Sì, hai fame, lo so. Vieni, saziati” e così dicendo tirò indietro la testa e spalancò la bocca.

Altra ripetizione.

 

Alle 08/04/2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

Aveva percorso gli anni, rincorso i secoli, passando da donna a donna fin da quando Eva lo aveva destato dal suo torpore accettando i suoi consigli e risvegliando la sua insaziabile fame.

Anche qui c'è un copioso gerudiare.

 

Alle 08/04/2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

“21 grammi” pensò Corinna mentre l’animale raggiungeva la microscopica scintilla che aveva da qualche parte dentro di sé “Sono un prezzo equo da pagare per essere la donna più potente del mondo”.

Un’anima che, tra l’altro, non aveva mai creduto di avere veramente.

Ottimo finale.

 

Se si limano questi aspetti, tua la prosa ha il pregio di restare ben impressa. Sono stato troppo duro? :D Vedila solo come una proposta d'aiuto non richiesta.

Alla prossima!

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Ciao @Gigiskan ,

grazie del passaggio!

 

Ciao @M.T. ,

diciamo che "bava pestifera" è una licenza poetica...

Grazie per i tuoi brividi!

 

Ciao @AdStr ,

grazie davvero per i suggerimenti, le correzioni e il tempo che hai dedicato a farle!

La scusa del tempo non regge, perchè alla fine il tempo è quello per tutti... Diciamo che sono io che non ho abbastanza occhio critico, e lascio andare via per il mondo questi racconti pieni di pecche e sbavature. Ma infatti sono qui con voi per migliorare, e non sai quanto per me sia utile un commento come il tuo!

 

P.S.: io ho partecipato a tutti i MI da dicembre, se però non appaiono i miei racconti la colpa è della mia imbranataggine che raggiunge livelli imbarazzanti...

 

Cercherò di mettere in pratica i preziosi consigli di tutti, dopodiché siete autorizzati all'eliminazione fisica dell'autrice!

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Ospite Rica

@caipiroska

 

Riguardo al brano, ho letto i commenti che mi precedono. Sono in ritardo sulle letture dei del MI e evito di ripetermi, così non ti annoio nemmeno. :) 

 

Mi sono piaciute molto alcune sequenze descrittive, rendono molto bene l'ambiente sopratutto. Anche la tua Corinne, sembra di vederla! Lo spazio dietro lo specchio mi ha riportato per un istante a un tuo precedente brano. Quello del quadro. È un testo cupo che sembra costruito su un simbolismo che si rincorre, ma anche qui, ci ha pensato @Nightafter con il suo bellissimo intervento.

 

Concordo con le osservazioni che ti sono state già fatte riguardo ai gerundi (per me sono anche una questione di gusto personale) e alla forma un po' frettolosa, con alcune ripetizioni e qualche ritocchino alla punteggiatura. Ma queste sono mancanze endemiche dei brani del MI. Il tempo non aiuta.

Toglierei il "Bene" iniziale, e farei partire il brano dalla frase successiva. @AdStr ti fornisce preziosi consigli in cui mi ritrovo, avendo fatto lui già un prezioso lavoro, mi accodo alle sue parole. xD

 

Un testo che se pulito un po' diventa interessante. Brava. Complimenti per le tue visioni. Anche a me piacerebbe scrivere qualcosa del genere, chissà che un giorno non mi cimenti...

Alla prossima. :sss:

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Ciao @caipiroska, ;) concordo con chi mi ha preceduto riguardo il bisogno di una revisione del testo, sia per limitare i gerundi, che le ripetizioni ma, oltre questo, non modificherei quasi nulla. La carenza di informazioni riguardo il ruolo di Corinna, a differenza di altri, la trovo una scelta azzeccata: permette la messa a fuoco sul rapporto tra il serpente e la protagonista, tra quei 21 grammi mai nutriti e quindi pure sottopeso, :asd: e la sete di potere.

Mi è piaciuto tanto.  Brava!

 

Ti lascio qualche impressione...

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

Corinna si sdraiò sul divano e chiuse gli occhi. Quasi subito sentì qualcosa toccarle il braccio, Una carezza lasciva sul braccio che risalì fino al collo, solleticandola. Sorrise.

Corinna già sa che sarà raggiunta dal rettile,  quindi quel sentì qualcosa toccarle il braccio, lo eliminerei e riformulerei la frase.

 

Cita

 

Quando aprì gli occhi l’enorme serpente nero era salito sul divano, si era arrampicato  era sul suo corpo e la stava sovrastando con le fauci spalancate. Lei lo accarezzò lungo il corpo liscio.

Eviterei di spiegare le modalità :asd: e passerei direttamente al momento in cui il serpente si trova sopra di lei.

 

Cita

“Sì, lo so, ho fatto tardi…” e spostandolo da una parte si alzò dal divano iniziando a camminare per la stanza.

“Quegli incompetenti!” e raccontò al rettile cosa era stato detto alla riunione.

Questa parte invece la eliminerei proprio perché non aggiungi nessun'altra info al riguardo. In questo modo viene meno la necessità di sapere l'oggetto della riunione e di conseguenza quella di avere ulteriori informazioni sul suo lavoro.

 

Lascerei solo il dubbio su Marvey, che ti è utile per proseguire.

Cita

“E poi quel Quel Marvey sospetta qualcosa…”

Questa non ha nulla a che vedere con ciò che lei fa, perché si riferisce al dubbio che dietro il suo potere ci sia una "presenza" e, quindi, secondo me ci sta.

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

 

Il serpente scese dal divano e si diresse verso lo scaffale, indugiò un attimo e, afferrata una boccetta tra le spire la offrì alla donna.

“Veleno? Credi che sia la soluzione giusta per lui? In fondo è un ottimo elemento…” il serpente scosse la testa di qua e di là, si alzò sulle spire e sibilò piano al suo orecchio.

“Credi che avvelenando i suoi figli lo terrò in pugno? Forse non è una cattiva idea.”

Questa parte tu la trovi buttata là, ma se oltre al veleno Corinna possedesse anche l'antidoto, allora il ricatto diverrebbe credibile, non credi?

 

Complimenti e alla prossima :)

 

 

Modificato da Sira

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Bel pezzo @caipiroska

solo un appunto pratico:

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

Un lacchè scostò

 

I lacchè sono figure abbastanza datate o appartenetti al mondo dell'aristocrazia, non a quello della finanza o della moderna organizzazione aziendale. Credo che sarebbe più opportuno dire 'inserviente', senza togliere nulla alla resa finale.

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

La donna passò tra di loro camminando piano, accompagnata dal fruscio della veste scura che seguiva la cadenza dei suoi passi come un’onda nera, ombreggiando il suo cammino sul marmo chiaro del pavimento

Questo periodo è intenso ma troppo carico di secondarie. Alleggerirei un poco, onde evitare di far sentire il peso dei dettagli: più breve e immediato = più efficace.

 

Un bel pezzo, rapido e inquietante, che gioca bene su di un'idea originale: una rivisitazione del mito di Eva e il serpente tentatore in chiame decisamente moderna. La parte in cui descrivi Corinne nella sua veste di donna al comando mi è sembrata tuttavia un po' fiacca: la mancanza di dettagli pratici sul suo ruolo e sulle sue effettive doti 'tecniche' rende difficile accettare l'ambientazione. Suggerirei un paio di consigli pratici per dare un taglio più netto alla sua figura e professione. Ad esempio:

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 21:58, caipiroska ha detto:

La riunione si era protratta più del previsto e a lei non piaceva prendere decisioni importanti di notte. C'erano ancora cinque ore prima che i mercati d'oltre oceano riaprissero e in quelle cinque ore, di certo non dedicate al sonno, i suoi uomini avrebbero dovuto concentrarsi sui suoi ordini. Ognuno secondo la propria mansione, secondo un complesso gioco di meccanismi ad incastro: dal direttore finanziario delle holding cinesi, agli agenti delle agenzie di rating. A Corinne sarebbe bastato allungare una mano, sfiorare alcuni tasti e quegli uomini/strumenti si sarebbero attivati, speculando, deprezzando. Distruggendo e ridisegnando le vite di milioni di esseri viventi, soggiogati dalle catene del sistema. 

 

Ecco, una cosa del genere.

 

La buona @Sira ti aveva proposto per il WTF, ma in tutta onestà trovo questo pezzo molto di più.

Tuttavia una nomination è una nomination e se te la senti di accettare il WTF, inserirei il tuo racconto nell'archivio alla voce 'WTF socio-psicologico' :asd:

A rileggerci

 

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Ciao @Nerio ,

lacchè mi suonava abbastanza strano da accostare alla mia Corinna ( che è abbastanza strana di suo...) e l'ho messo. Non c'è un vero e proprio perchè...

D'accordissimo sul "periodo intenso ma troppo carico di secondarie".

La parte che suggerisci di inserire la metto insieme a tutte le parti che non ho inserito ma che avrei voluto/dovuto inserire...

 

Va bè lo confesso: sono un bradipo, lentissimissima nel riordinare le idee e buttare giù qualcosa. 

Quando partecipo al Mi praticamente mi faccio violenza: vengono fuori cosette monche e zoppicanti, ma mi diverto troppo!

 

Grazie del passaggio e delle preziosissime dritte!

 

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Uno inquietante WTF 2018, dove viene rivisitato un mito biblico come quello di Eva e il serpente, in chiave financial hard-boiled thriller horror real-politic

(chissà che cazzo ho scritto...)

 

Premio WTF

OhMyGodOmyGodOhMyGod this is some real Weird Creepy Shit!

WTFaprile2018.png

Aprile 2018

 

Per aver ridisegnato una celebre scena appartenente alla cultura religiosa occidentale, proponendola in un contesto orrifico vicino e sensibile alla nostra percezione moderna. Il demonio c'è ed è qui: è finanza, è politica, è potere o comando estremi. E' nel gioco dei grandi e ricchi, di coloro che siedono dietro a scrivanie prestigiose e premendo un tasto, annientano le vite di chiunque, persino e soprattutto dei loro collaboratori prossimi.

Un plauso e un ohmygodohmygodohmygod da tutti e in particolare dal vostro dolce anarchico staffer :love: 


Ringraziamo la psiche violentata di @Sira che ha percepito il disagio e non ha chiamato la polizia postale (spero... vero che non l'hai chiamata, eh?! O_-)

 

 

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@Nerio

Giammai, Sir! La mia psiche ha elaborato e superato il trauma grazie a una nuova terapia: la WTF :asd:

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