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Unius

[MI 111] Storia al crepuscolo

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Tema di mezzanotte

 

Commento

 

Fin da piccolo Nicolino era un bambino strano: preferiva passare lunghe ore nel cortile di casa, seduto davanti alle aiuole e osservare file di formiche nere e rosse, pozze d’acqua sporca che si formavano irrigando piante di arancio dal profumo stordente, sentire il  frinire dei grilli che d’estate facevano impazzire, ma lui no. Adorava sentire quel canto sdraiato all’ombra dei muri di blocchetti, guardando le lucertole passargli davanti lente e sospettose… gatti che si immobilizzavano a fissarlo con occhi gialli luccicanti.

L’unica alternativa in grado di distoglierlo dalle sue solitarie, incomprensibili  estasi era quando andava a scuola, ma anche lì i maestri avevano da dire sul fatto che si isolava al massimo, pur eccellendo spaventosamente negli studi.

Era avanti a tutti, ma disdegnava il lavoro di squadra. Quando gli assegnavano qualche ricerca da portare a termine in gruppo, dava evidenti segni di malessere, anche fisico. La vicinanza dei suoi simili, coetanei delle elementari, lo faceva vomitare.

– Ma perché non vuoi stare vicino ai tuoi compagnetti? – gli dicevano sorridenti le maestre.

– Ma sono tutti dei deficienti ignoranti! Ma come faccio a fare ricerche con un imbecille che mi ha detto se gli egiziani sono buoni da mangiare?

Nicolino studiava da solo e rendeva meglio di tutti. Fu sempre promosso a pieni voti, anche andando avanti negli studi, ma evitando il contatto con il prossimo, che lo ricambiava divertito.

Qualcuno cominciò a insinuare il sospetto che se proprio non era pazzo, qualcosa doveva avere in testa.

Tralasciamo l’interessante storia della sua prima giovinezza, che per quanto solitaria a uno sguardo superficiale era in realtà, come avremo appena modo di intuire, molto affollata. I primi veri problemi Nicolino li ebbe all’università, dove era riuscito ad andare, manco a dirlo, con una borsa di studio. Anche lì era sempre solo: Aula Magna e stanza alla Casa dello Studente. Nessuno lo aveva mai visto bighellonare in giro, nei luoghi normalmente frequentati da tutti gli studenti in libera uscita, né a una festa o anniversario. Alcuni dei suoi compagni ne dedussero che non era normale uno che riusciva  a portare avanti piani di studio pazzeschi, con voti sempre al massimo e una vita da recluso. Decisero di giocargli uno scherzo. Giusto per ridere. Si autotassarono e assoldarono una prostituta, facendogliela trovare in camera.  Spiarono Nicolino che rientrava come al solito nella sua stanza, una mole di libri sottobraccio. Entrava in camera.

Subito dopo si sentirono urla, oggetti scaraventati  e frantumati alle pareti. Accorsero delle persone. Nicolino uscì dalla stanza tenendo per il collo la prostituta e buttandola fuori a calci.

Intervennero i buoni compagnoni che difesero la pulzella e avevano anche le parvenze di stare nel giusto, come antiqui cavalieri,  ridendogli in faccia al contempo. Giunsero anche dei professori, i quali capirono fischi per fiaschi, facendogli la reprimenda.  Nicolino riuscì a mantenere la calma, anche se gliela avevano fatta perdere e si guardò intorno con un grande sforzo: erano tutti contro di lui. Lo erano sempre stati. Non aveva nessun senso stare a spiegare com’erano andate le cose. Non aveva nessun senso vivere in mezzo a gente simile. Nicolino se ne andò.

 

Passarono alcuni anni. Ora Nicolino indossava una divisa da soldato, in una caserma agli estremi confini della nazione. Non aveva faticato troppo a farsi trasferire in un luogo isolato, dove nessuno avrebbe voluto trovarsi.

Per lui era l’anticamera del paradiso. Per l’idea che ne aveva.

Anche per l’Esercito Nicolino era strano, ma conosceva a memoria tutti i regolamenti, tutte le leggi, tutti i nomi dei superiori fino allo Stato Maggiore; sapeva inoltre smontare e rimontare qualunque tipo di arma portatile e pesante, nonché usarle con una perizia e precisione unici, sapeva innescare e disinnescare tutte le  bombe, mine ed esplosivi che gli avevano fatto vedere,  seguiva tutte le lezioni e le riunioni e poi dopo era in grado di scrivere parola per parola quello che avevano detto i superiori… Era troppo in gamba, ma reputarono che uno così era meglio non andasse oltre i gradi di caporale. Se fosse andato avanti avrebbe fatto sfigurare troppi ufficiali.  Subì un’inchiesta interna perché gli trovarono nel suo zaino un piccolo gruzzolo di soldi. Riuscì a dimostrare che era solo la sua paga, accumulata mese dopo mese e della quale non spendeva quasi nulla, non avendo nessun desiderio.

Sbraitava soltanto quando gli facevano compilare il registro della guardia, perché aveva una bella calligrafia. Si arrabbiava nel vedere gli strafalcioni dei colleghi che lo avevano preceduto nella compilazione e che correggeva in rosso. Inutilmente il comandante lo richiamava dicendogli che non doveva  alterare nulla di quei documenti ufficiali.

 

Poi giunse l’epilogo. Doveva giungere.

Quando era di guardia Nicolino veniva messo nel punto più indesiderabile e lontano della caserma, vicino alla tramoggia rifiuti delle cucine. Bisognava andare avanti e indietro in un cortile, con al centro un’aiuola da dove emergeva un albero di fico, circondati da un lungo muro di pietra sormontato da filo spinato.

Spesso gli veniva dato il cambio con notevole ritardo, tanto non si lamentava mai e anzi: sembrava pure infastidito che venissero a rilevarlo.

Aveva sempre un’aria trasognata. Si pensò che si drogasse, gli fecero analisi ma non trovarono nulla. Nicolino amava fare la guardia al posto tramoggia, specie nei giorni di festa, che per lui non esistevano. Ma sentiva una sua festa.

Per un paio d’ore era perfettamente solo, senza nessuno che lo disturbasse.

La tramoggia unta dei rifiuti emanava un acre odore tropicale che la notte si acuiva; tutti i rifiuti dei cibi della mensa si mescolavano in un calderone esotico, stordente, che gli faceva immaginare una sala gremita di altri soldati intenti a mangiare, rumore di stoviglie, odori pesanti di cibo e uniformi, sudore, fumo, voci concitate di chi ordinava od obbediva… E lui a immaginare, osservare quel movimento, assaporarlo…

Moltitudini di gatti passavano nei pressi della tramoggia; alla luce appannata dei lampioni i loro occhi luccicavano negli angoli bui del muro di cinta. Camminava lentamente lungo chiazze d’acqua lasciate dalle prime piogge, vedeva specchiarsi la sua ombra;  macchie di nafta e olio lasciate a terra da qualche camion si sovrapponevano alle pozze d’acqua, assumendo striature arcobaleno, componendosi e scomponendosi alla leggera brezza del vento, formando mondi, isole, penisole, continenti; forse riflessi di mondi paralleli dove abitavano altre vite, altre situazioni…

In autunno cadevano le foglie del fico, il vento le disperdeva nel piazzale asfaltato, piccoli mulinelli le sollevavano e spostavano fino ai suoi piedi… Vedeva i colori dell’autunno, lunghi viali di foglie rossicce, popolati da uomini, donne, bambini felici che ridevano per la gioia del creato, non per deridere… E le nuvole… Quanto erano belle le nuvole all’alba e al crepuscolo! Specialmente in inverno! Guardava i contorni dei mondi che formavano, dai colori bianco cenere venati di nero, rosso, viola, fino alle violente tinte aranciate di fuoco, che tentavano di coprire il sole al tramonto, formando cieli che aveva potuto vedere e capire solo Raffaello… in forme sempre cangianti che facevano girare la testa, venire le vertigini… Cosa poteva esserci oltre! Respirare l’odore intenso della notte misto all’erba umida… Il frinire dei cari grilli! Inebriante! Nicolino non si sentiva più solo, aveva il sentore di essere amato, aspettato… Altrove…

Sentì le risate. Non si era accorto che era venuto il cambio. La muta di soldati era alle sue spalle, ridevano guardandolo.

Nicolino pensò che sarebbe stato meglio se non fossero venuti. Nessuno aveva il diritto di stare in quel posto se non lui. Aveva ancora molto da osservare. Ridevano.

Nicolino portava il fucile mitragliatore a tracolla sul petto. Tolse la sicura con gesto impercettibile. Sparò a raffica sui soldati.

 

 

 

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Ciao @Unius, trovo il tuo racconto molto diverso da quelli che ho letto fino ad ora. Come se non fossi stato ben sicuro di dove stavi andando, non so neanche se sia attinente alla traccia.

Ci sono alcune ripetizioni che avrei evitato, prima tra tutte la tramoggia (che ho dovuto cercare) e la parola stordente che, benché compaia solo due volte, mi sembra abbia un peso molto importante per presentarsi la seconda volta. Nicolino è caratterizzato perfettamente, mi ha stretto il cuore, poverino.

 

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Ciao @Kikki

Grazie per la lettura e il commento. Spero che sia attinente alla traccia, una "deviazione dai binari del reale" con la fantasia...

Sì, la parola "stordente" è molto importante, almeno per me, specie se riferita a una "immersione" nella natura...

 

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22 ore fa, Unius ha detto:

vicino ai tuoi compagnetti?

compagnetti?

22 ore fa, Unius ha detto:

Ma come faccio a fare ricerche con un imbecille che mi ha detto se gli egiziani sono buoni da mangiare?

Mi ha "chiesto"? In ogni caso non l'ho capita, qualcosa mi sfugge e magari è colpa mia

22 ore fa, Unius ha detto:

Tralasciamo l’interessante storia della sua prima giovinezza, che per quanto solitaria a uno sguardo superficiale era in realtà, come avremo appena modo di intuire, molto affollata.

Se non riformuli la frase, ti fai tre guardie di fila

22 ore fa, Unius ha detto:

Intervennero i buoni compagnoni che difesero la pulzella e avevano anche le parvenze di stare nel giusto, come antiqui cavalieri,  ridendogli in faccia al contempo. Giunsero anche dei professori, i quali capirono fischi per fiaschi, facendogli la reprimenda.

Ti piace Edoardo Bennato? A me molto.

22 ore fa, Unius ha detto:

Era troppo in gamba, ma reputarono che uno così era meglio non andasse oltre i gradi di caporale. Se fosse andato avanti avrebbe fatto sfigurare troppi ufficiali.

Era troppo in gamba e decisero che, uno così, era meglio non andasse oltre i gradi di caporale."

22 ore fa, Unius ha detto:

La muta di soldati era alle sue spalle, ridevano guardandolo.

Lo so che tecnicamente è giusto, ma dobbiamo ricordarci che oggi nessuno fa più il militare di leva e non capirà. Meglio chiarire il concetto di cambio della guardia.

22 ore fa, Unius ha detto:

Sparò a raffica sui soldati.

Adesso, però, cominci a preoccuparmi sul serio. Da te non mi sarei aspettata una reazione così violenta, anche se il bullismo fa incazzare sempre di più.

Bel racconto.

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Ciao @camparino

Grazie dell'apprezzamento. Gran bella (cioè brutta) scena quella del soldato di Full Metal Jacket. Io ho assistito veramente a una cosa uguale una vita fa. Sono ancora vivo perchè non ero un Sergente Maggiore kattivo.

 

Ciao @Macleo

1 ora fa, Macleo ha detto:

compagnetti?

Quando ero alle elementari le maestre ottocentesche venivano sempre a dirmi "Ma perchè non vai a giocare con i tuoi compagnetti?"

Le amo ancora perchè mi consideravano un essere umano come gli altri... Ma io volevo stare solo.

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

Mi ha "chiesto"? In ogni caso non l'ho capita, qualcosa mi sfugge e magari è colpa mia

No è colpa mia. "Chiesto" è il termine che dovevo usare. Mi è capitato davvero, in terza elementare. Un mio compagno di scuola mi chiese se gli egiziani erano qualcosa che si mangiava. Questo mi servì a  cominciare a capire che gli esseri umani avevano diversi gradi di comprendonio...

 

Alle 8/4/2018 at 20:16, Unius ha detto:

Tralasciamo l’interessante storia della sua prima giovinezza, che per quanto solitaria a uno sguardo superficiale era in realtà, come avremo appena modo di intuire, molto affollata.

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

Se non riformuli la frase, ti fai tre guardie di fila

Tralasciamo l'interessante storia della sua prima giovinezza che per quanto solitaria a uno sguardo superficiale era in realtà, come avremo appena modo di intuire, molto affollata.

Di meglio non riesco a fare, a meno di cambiare qualcosa e si può fare. Ho cercato di imitare Borges, ma lui, non capisco perchè, era molto più bravo in questi contorcimenti...:D

Bello fare la guardia, specia davanti alle tramoggie trasudanti rifiuti di cucina...

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

Ti piace Edoardo Bennato? A me molto.

Anche a me. Mi ha fatto compagnia nelle lunghe giornate di guardia, sotto il sole e sotto la neve...

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

Era troppo in gamba e decisero che, uno così, era meglio non andasse oltre i gradi di caporale."

Sì, ma io volevo far risaltare anche una assurda motivazione al fatto che doveva restare caporale, anche se ne ho messa una pazzesca e parzialmente verosimile...

 

Alle 8/4/2018 at 20:16, Unius ha detto:

La muta di soldati era alle sue spalle, ridevano guardandolo.

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

Lo so che tecnicamente è giusto, ma dobbiamo ricordarci che oggi nessuno fa più il militare di leva e non capirà. Meglio chiarire il concetto di cambio della guardia.

Sì, condivido. Per me è un termine naturale, connaturato nel mio linguaggio, come lo era in molti della mia... della nostra epoca... :D

Avrei dovuto spiegare troppo però, mi rendo conto che non tutti forse amano spiegoni, specie se riguardano divise e orribilità del genere...:D

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

Adesso, però, cominci a preoccuparmi sul serio. Da te non mi sarei aspettata una reazione così violenta, anche se il bullismo fa incazzare sempre di più.

Bel racconto.

Uno come Nicolino non poteva reggere alla stupidità organizzata. Io l'ho superata per un pelo, pur non rimanendo indenne completamente xD:D

Grazie per le notazioni e l'apprezzamento ;)

 

 

 

 

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Ciao @Unius ,

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 20:16, Unius ha detto:

Tralasciamo l’interessante storia della sua prima giovinezza, che per quanto solitaria a uno sguardo superficiale era in realtà, come avremo appena modo di intuire, molto affollata

il narratore che appare all'improvviso mi suona strano: perchè non inserirlo subito?

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 20:16, Unius ha detto:

Passarono alcuni anni. Ora Nicolino indossava una divisa da soldato,

Non sono sicura, ma Ora crea un pò di confusione con i tempi verbali, o no?...

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 20:16, Unius ha detto:

come antiqui cavalieri,

Refuso: antichi.

 

Storia di un bambino schivo e solitario che non ama interagire con gli altri chiudendosi nel suo mondo fatto di meravigliose, piccole cose.

Intenso e struggente con sbrocco finale a spiazzare il lettore.

Forse il fatto di voler narrare tutti i fatti salienti di una vita in 8000 battute appesantisce un pò il racconto, ma qui la fantasia si nutre molto bene del reale, filtrando tutto con la sensibilità un pò inquietante del tuo protagonista.

Piaciuto!

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Ciao @caipiroska

Grazie per la tua lettura, le notazioni e l'apprezzamento.

11 ore fa, caipiroska ha detto:

il narratore che appare all'improvviso mi suona strano: perchè non inserirlo subito?

 

Non saprei... mi pareva opportuno inserirlo a quel certo punto, per cambiare il tono...

 

Alle 8/4/2018 at 20:16, Unius ha detto:

Passarono alcuni anni. Ora Nicolino indossava una divisa da soldato,

 

11 ore fa, caipiroska ha detto:

Non sono sicura, ma Ora crea un pò di confusione con i tempi verbali, o no?...

Non ne sono sicurissimo. Ho contato sul fatto che inserisco Ora dopo il punto;  penso che nell'ambito di una nuova frase si possa cambiare il periodo temporale se cambia l'evento narrato.

 

Alle 8/4/2018 at 20:16, Unius ha detto:

come antiqui cavalieri, 

 

11 ore fa, caipiroska ha detto:

Refuso: antichi.

Ehm... no, non è un refuso. L' ho usato in senso ironico, parafrasando l'Ariosto quando declamava la gran bontà dei cavalieri antiqui nell'Orlando Furioso, mi pare...

 

Hai perfettamente ragione circa il fatto che può essere pesante inserire i fatti salienti di una vita in 8000 battute. Infatti i caratteri iniziali erano più del doppio...

Contento che però ti sia piaciuto.

 

 

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Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 20:16, Unius ha detto:

Fin da piccolo Nicolino era un bambino strano: preferiva passare lunghe ore nel cortile di casa, seduto davanti alle aiuole e osservare file di formiche nere e rosse, pozze d’acqua sporca che si formavano irrigando piante di arancio dal profumo stordente, sentire il  frinire dei grilli che d’estate facevano impazzire, ma lui no. Adorava sentire quel canto sdraiato all’ombra dei muri di blocchetti, guardando le lucertole passargli davanti lente e sospettose… gatti che si immobilizzavano a fissarlo con occhi gialli luccicanti.

Bell'incipit

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 20:16, Unius ha detto:

– Ma sono tutti dei deficienti ignoranti!

:D

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 20:16, Unius ha detto:

Ma come faccio a fare ricerche con un imbecille che mi ha detto se gli egiziani sono buoni da mangiare?

come faccio a fare ricerche con un imbecille che mi ha chiesto se gli egiziani sono buoni da mangiare?

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 20:16, Unius ha detto:

Spesso gli veniva dato il cambio con notevole ritardo, tanto non si lamentava mai, e anzi:

 

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 20:16, Unius ha detto:

Nicolino portava il fucile mitragliatore a tracolla sul petto. Tolse la sicura con gesto impercettibile. Sparò a raffica sui soldati.

Io metterei così. "Nicolino portava il fucile mitragliatore a tracolla sul petto. Tolse la sicura con gesto impercettibile e si girò."

 

Per me il racconto è riuscito e hai ben caratterizzato questo geniale ma solitario e sensibile protagonista, che si isola da un mondo sempre più grezzo e superficiale. Per me il finale era qualcosa d'inevitabile.

 

22 ore fa, Unius ha detto:

Un mio compagno di scuola mi chiese se gli egiziani erano qualcosa che si mangiava. Questo mi servì a  cominciare a capire che gli esseri umani avevano diversi gradi di comprendonio...

"Ho visto voi che voi umani..." :P Davvero a scuola si è visto di tutto: da orrori ortografici (h'ò) a deliri storici (Jacopo Ortis è esistito realmente, è sepolto in Santa Croce e ha appunto scritto Le ultime lettere di Jacopo Ortis, biografia della sua vita)....impossibile non mettersi a ridere :D (soprattutto vedendo il volto sconvolto della prof sentendo certe boiate :D )

 

 

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Ciao, @Unius :)

Il racconto mi è piaciuto, ma mi ha lasciato qualche perplessità. Forse sono troppo emotivamente coinvolto, ma non riesco ad accettare a pieno il gesto finale di Nicolino. Una soluzione del genere non rende alcuna giustizia e cancella il significato di violenze che sono in realtà indelebili. È sicuramente un atto coerente con l'indifferenza del protagonista, ma mi spinge a riflettere sul suo significato: se la letteratura può avere ancora una funzione "pedagogica", Nicolino verso quali valori ci porta?

Se lo avessi letto in un altro momento è probabile che avrei semplicemente detto che è un bel racconto. Quindi prendi il commento come una riflessione estemporanea.

Alla prossima :flower:

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UNIUS MI SI È BLOCCATO QUESTO POST. NON MI FA AGGIUNGERE NULLA. INVIO QUESTO E CENO, POI CONTINUO IN UN ALTRO: NON SO COSA SIA SUCCESSO :o E NON MI MANDA NEANCHE ACCAPO... Ma queste erano solo considerazioni sulla forma. Torno. Ciao @Unius

stavolta io ho optato per la vita! Tu invece vinci sui morti che facciamo nei nostri racconti! ;)

 

 

 

Ma perché non vuoi stare vicino ai tuoi compagnetti? – gli dicevano sorridenti le maestre.

Ma sono tutti dei deficienti ignoranti! Ma come faccio a fare ricerche con un imbecille che mi ha detto se gli egiziani sono buoni da mangiare?

 

Subì un’inchiesta interna perché gli trovarono nel suo nello zaino un piccolo gruzzolo di soldi. Riuscì a dimostrare che era solo la sua paga, accumulata mese dopo mese e della quale non spendeva quasi nulla, non avendo nessun desiderio.

 

Spesso gli veniva dato il cambio con notevole ritardo, tanto non si lamentava mai e anzi: sembrava pure infastidito che venissero a rilevarlo.

- Riformulerei la frase per la punteggiatura, mi stonano i due punti e quel "e anzi". Toglierei il primo.

 

Nicolino portava il fucile mitragliatore a tracolla sul petto. Tolse la sicura con gesto impercettibile. Sparò a raffica sui soldati.

- Metterei punto fermo dopo "sicura" e toglierei ciò che ho cancellato.

Modificato da Rica

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Eccomi @Unius scusa, ma non so cosa è successo al mio precedente post. ;(

 

Tenero Nicolino da piccolo, che percorso di crescita, però, eh!

È un racconto, a mio modestissimo parere, che non ci consegna il pathos di cui sei capace. Come se avessi avuto poco tempo per lavorarci. 

Considera che la parte irreale, tramoggia e il resto, non l'ho capita molto. Ma io sono una pessima lettrice di tutto ciò che non aderisce alla realtà (tranne troppi pochi esempi), pertanto anche una pessima commentatrice. Scusami.

Mi sembra che il finale, pur in linea con la personalità di Nicolino, sia affrettato. Come se la storia scivolasse lì senza tante ragioni. La sua stranezza diventa improvvisamente follia. E questo giustifica tutto, chiaro. Ma a me è sembrato precipitoso. Forse è solo una mia impressione, però. 

 

Sempre un piacere leggerti.

Alla prossima. :)

Modificato da Rica

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Ciao @Gigiskan

Grazie per il commento, capisco le tue perplessità. Amo le riflessioni. Forse troppo.

Anche a me certe storie mi coinvolgono. La vita mi ha coinvolto in storie del genere. Purtroppo (o forse no, non ho una risposta definitiva), tendo a scrivere quasi sempre storie senza alternative: o si sta da una parte o dall'altra.  O si da la caccia ai cristiani o si viene colpiti sulla via di Damasco. Io non vedo, non voglio vedere le sfumature di grigio che vedono gli altri. Mi ha sempre colpito, sia per esperienza diretta che tramite le vite degli altri il mistero della Morte, in tutti i suoi aspetti.

Discorso poco allegro e cupo, ma la Morte è l'unica cosa certa della Vita. Si tende a non parlarne, fare scongiuri di corna e bicorna, riderne e passare ad altro, ma quella avanza.

Deve farlo. Ho conosciuto tanti ragazzi sotto le armi, quando c'era la leva, e alcuni ne avevano passate di tutti i colori prima della naja. Qualcuno non riuscì mai a superare i traumi della sua vita e in aggiunta anche alla condizione militare non resse. In certi casi puntarono l'arma in dotazione verso se stessi, in altri casi verso altri, commilitoni, ragazzi che pensavano facesse parte della vita ridere di chi era strano, solitario, infelice... Questo non l'ho mai sopportato. Non sapevano di giocare con la Morte, non sapevano che non bisognava farlo.

Ne sono stato testimone diretto e ogni tanto rivedo quelle scene, quei camminamenti sempre uguali nei miei incubi.

Io non ho mai dimenticato e tantomeno sublimato il dolore, il mio e degli altri. Probabilmente avrei dovuto farmi psicanalizzare, ma la paga non era alta e non potevo permettermi di contrarre ulteriori debiti per la parcella dei medici...

Diciamo che oggi, leva militare a parte, che non esiste più, la situazione è anche peggiorata, in fatto di dolore, incapacità di vivere.

Ti chiedi quali valori possa portare il gesto di Nicolino, nell'ambito di una letteratura che possa ancora avere una funzione pedagogica?

In 8000 caratteri era difficile per le mie capacità renderlo, forse un filosofo o un teologo potrebbero dire qualcosa; io avrei voluto spiegare che gli esseri umani devono imparare a rispettarsi e a convivere, ma non è una risposta perfetta, perchè gli esseri umani non si sono mai rispettati fra di loro e non lo faranno mai, perchè sono imperfetti, per il solo fatto di esistere materialmente. Non tutti possono essere santi o aspirare a quella condizione. A parte sporadici casi di eroi laici che offrono volontariamente la loro vita per salvarne altre.

Mi rendo conto che questo panegirico potrebbe esternare nelle pieghe una personalità poco serena e armonica, nell'epoca del divertimentificio globale, ma io sono un tipo strano; da giovane, quando gli altri girovagavano per discoteche io girovagavo per chiese, musei e biblioteche, venendo classificato, di conseguenza, come "anomalo" :D

 

Se hai voglia e tempo leggi questo pensiero di Frank Herbert, l'immortale autore della saga di Dune,  (era anche un filosofo), che mette in bocca a uno dei suoi personaggi e che mi ha sempre colpito, perchè in fondo rappresenta i prodromi del mio pensiero.

Ciao e scusa la prolissità.

 

Spoiler

In tutte le cose c'è un ritmo che è parte del nostro universo. Ha simmetria, eleganza, grazia: le qualità in cui si coglie il vero artista. È il ritmo delle stagioni, il modo in cui la sabbia modella una roccia, sono le maree e il profilo delle foglie.

Noi cerchiamo di copiare questi disegni, di trasferirli nelle nostre vite e nella nostra società, di farne rivivere il ritmo, la danza che ci riconfortano.

E tuttavia un pericolo si nasconde nella perfezione finale. È chiaro che lo schema ultimo contiene la sua propria fissità.

In questa perfezione ogni cosa procede verso la Morte.

 

 

Ciao @Rica

Non preoccuparti per il post che non hai potuto concludere, ora ho letto l'altro e comunque è sempre un piacere un tuo commento :)

Non c'è pathos in questo racconto, ci poteva anche essere ma avrebbe dovuto essere  un racconto più lungo...

Come mai dici che la tramoggia è una parte irreale? :D Forse è la cosa più materiale di tutte: un enorme cassettone tipo vagone, dove vengono buttati davvero i rifiuti delle cucine, i grandi ristoranti e alberghi ce l'hanno, oltre che le grandi mense...

Amo il fantasy, pur avendo letto poco o nulla al riguardo, ma tutte le cose che Nicolino vede quando è di guardia, pur vedendole e capendole solo lui, trasfigurandole  certamente se vogliamo, sono tuttavia reali: macchie di benzina sull'asfalto, foglie secche, nuvole, frinire di grilli... Certo, lui ci vedeva un suo mondo, che può dare l'idea di fantasia, interpretando anche la traccia...

Prova a guardare sull'asfalto, in una giornata di sole, macchie di benzina, nafta oppure olio... i colori dell'arcobaleno li vedi davvero e così pure le forme delle chiazze che si allungano a formare strane mappe... se si ha tempo e voglia si vedono davvero cose strane... :D

In quanto alle nuvole... si possono passare delle ore a osservarle, ma da soli perchè se si è con altri svanisce tutto. Si provano le stesse vertigini che alcuni provano a osservare i cieli di Raffaello, che sono comuni a una prima occhiata, ma sono trasposizioni  su tela di un anima superiore, una sublimazione ideale di cielo,  come pure  per gli altri grandi pittori del Rinascimento e del Seicento...

Hai ragione che sul finale tenda a essere precipitoso, sempre questione di spazio...

1 ora fa, Rica ha detto:

La sua stranezza diventa improvvisamente follia. E questo giustifica tutto, chiaro.

Amo pensare che Nicolino non fosse pazzo. Forse era diverso, questo sì, nell'accezione più nobile del termine. Non c'è posto nel mondo per chi vede altri mondi nel formarsi di arcobaleni in una pozzanghera di acqua e nafta...:D

Ti ringrazio per il tuo commento, devo passare ancora da te...

 

 

 

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Ciao @Unius , premesso che la vita militare non mi appartiene affatto, premesso che ho abitato, come già ti ho detto, in una cittadina costruita da e per i militari e storie sul nonnismo ne ho sentite a bizzeffe, premesso che queste storie mi hanno sempre fatto molto soffrire e incazzare, premesso che il tuo Nicolino a me è piaciuto molto, ti voglio dire che il finale mi ha davvero spiazzata. Bellissimo!

Quando ho letto :

Alle ‎08‎/‎04‎/‎2018 at 20:16, Unius ha detto:

Tolse la sicura con gesto impercettibile

ho pensato: ecco fatto, questo si ammazza e invece... lo punta contro quegli stupidi. Bravo mi son detta, bravo tu a scriverlo e Nicolino a farlo.

Tra l'altro, mentre ti leggevo, e non so perché, mi è venuto in mente il film "Mediterraneo". Ti ricordi i fratelli Farina, quando vanno sulla montagna per vedere se arriva il nemico? E rimangono lassù per giorni e giorni senza che nessuno si faccia vivo, tranne poi la pastorella? 

Ecco, io credo esista un posto giusto per ogni uomo. Nicolino semplicemente non lo aveva trovato.

Bravo @Unius, è un piacere leggerti, certo, con il vocabolario a portata di mano. :lol:

 

Ma alla fine, gli egiziani, sono buoni da mangiare o no? ;)

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Ciao @paolati

Grazie per il tuo gradito commento e apprezzamento :)

Anchio ho vissuto, praticamente da sempre a parte ora, dentro delle caserme, fin da piccolo, poi è stata la mia vita...

Anche a me i vari nonnismi e bullismi che dir si voglia mi hanno sempre fatto incazzare, poco ma sicuro.

Non potevo permettere che un'apparente vittima come Nicolino si togliesse la vita per colpa di stupidi senz'anima... involucri vuoti con un tubo digerente da riempire di materia...:D

Ho visto diverse volte "Mediterraneo", una vera poesia...

8 minuti fa, paolati ha detto:

Ecco, io credo esista un posto giusto per ogni uomo. Nicolino semplicemente non lo aveva trovato.

Bellissima definizione.

 

9 minuti fa, paolati ha detto:

è un piacere leggerti, certo, con il vocabolario a portata di mano. :lol:

 

Dai... speriamo di no, anche se a volte sono tortuoso... xD

 

10 minuti fa, paolati ha detto:

Ma alla fine, gli egiziani, sono buoni da mangiare o no? ;)

Avrei voluto che lo fossero... La mia vita sarebbe stata più semplice...:)

 

Ciao e grazie ancora :)

 

 

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@Unius ciao, sono d'accordo con @Kikki, e altri, circa le ripetizioni, soprattutto con tramoggia (tre volte in pochissime righe), il racconto sembra il preludio per una storia che dovrà articolarsi in un dopo e che invece si esaurisce in fretta. Ho letto che era molto più lungo e questo - allora - spiega tutto, però se si deve snellire per fare entrare un racconto dentro un certo numero di battute, non è possibile sacrificare la storia meglio scriverne un'altra (mi sono sentita dire mille volte). Detto questo aggiungo che mi sarebbe piaciuto sapere quale fosse la verità circa la prostituta, la reazione violenta (a calci) non dice molto se non che è stato messo lì come preludio di quel gesto di follia che  chiude il racconto. Inutile dire che non è "scritto" male, eppure qualcosa manca e di sicuro è la parte che sei stato costretto ad eliminare.

Bene invece l'aria di solitudine, l'impossibilità di entrare in sintonia con gli altri e via così, le immagini ci sono, ma è proprio la trama quella che a me risulta traballante.   

 

Secondo me hai scritto meglio altre volte.

Amici come prima? Spero di sì.

Alla prossima

 

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Ciao @Adelaide J. Pellitteri

Grazie per il commento.

Sì, sono daccordo con te che la trama non è al massimo, a forza di tagliare...

La scena della prostituta mi sarebbe piaciuto descriverla meglio, per spiegare il personaggio e la sua 'follia'.

In effetti, uno che tratta così un 'regalo' deve essere folle...xD

Ma la sua follia consisteva nel fatto che non tollerava che un essere umano dovesse fare quel 'lavoro'...  e che la cosa fosse considerata normale, un regalo appunto, fatto sia per divertimento o altro... Davvero matto nè?

6 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Secondo me hai scritto meglio altre volte.

Amici come prima? Spero di sì.

Assolutamente sì... :D

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@Unius ciao...

 

Devo fare harakiri? Misà di sì.

Hai ragione sulla parte "fantasy".

La tramoggia. No, no. Non intendevo l'oggetto irreale, ho usato il termine per indicarti il passo in cui mi sono confusa. Perché ho fatto confusione. Colpa mia, sicuramente, forse ero stanca, non so. Ma ho riletto e tutto ciò che descrivevi, comprese le macchie "arcobalenate" nelle pozzanghere e le nuvole, con mutamenti che ancora oggi, da adulti, ci fermiamo a guardare e dai quali ci facciamo stregare, mi sembravano proiettati in una realtà parallela.

Il tutto dovuto, forse, alla trasfigurazione che fa delle visioni che ha. O da un pregiudizio dettato dalla traccia, in questo passaggio tra reale e irreale. Ora ho capito, però. Scusami. ;(

 

19 ore fa, Unius ha detto:

Non c'è pathos in questo racconto, ci poteva anche essere ma avrebbe dovuto essere  un racconto più lungo...

 

Ho letto qui sopra, ora, che lo era. È sempre difficile tagliare. Qualcosa dell'armonia di insieme si perde sempre, e in questo racconti " a tempo" è sempre un'operazione molto affrettata. ;) 

19 ore fa, Unius ha detto:

Amo pensare che Nicolino non fosse pazzo. Forse era diverso, questo sì, nell'accezione più nobile del termine.

 

Qui, però, a parte comprendere che il finale è dettato dai tagli e della fretta di chiudere, continuo a intravedere un'uscita di Nicolino dalla sua normalità pacata. Capisco cosa vuoi dire, e capisco la tua intenzione, ora.

 

Grazie per il chiarimento. ;) 

 

Ma tu lo sai quanto sono contenta di averti commentato, vero?

Sì. Tu lo sai...

E quanto sono contenta che hai commentato me. :sss:

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@Unius hai una scrittura che mi affascina sempre. Senza tempo, mi verrebbe da dire.

All'inizio ho avuto difficoltà nel far rientrare il racconto nell'ottica della traccia che ho proposto, ma poi ho capito. Le fantasie le ha Nicolino e le vede lui. Non noi che leggiamo. Noi vediamo quello che è al di fuori, le origini e il suo "tempio del sogno", e la causa dell'interruzione fatale. Per quanto ci sia attinenza col tema, quindi, avrei preferito entrarci nelle sue fantasie. Con questo stesso svolgimento che hai proposto, eh. È solo una questione di dove si posiziona il punto di vista.

Ora vengo al racconto in sé: l'ho gradito molto. La virata militare dopo l'università è il marchio distintivo. Mi è piaciuto come l'hai fatta entrare in scena, nel momento in cui non mi aspettavo più che si andasse in quella direzione.

Questo passaggio mi ha riportato alla mente degli episodi di un precedente MI :D :

Alle 08/04/2018 at 20:16, Unius ha detto:

Decisero di giocargli uno scherzo. Giusto per ridere. Si autotassarono e assoldarono una prostituta, facendogliela trovare in camera.  Spiarono Nicolino che rientrava come al solito nella sua stanza, una mole di libri sottobraccio. Entrava in camera.

Subito dopo si sentirono urla, oggetti scaraventati  e frantumati alle pareti. Accorsero delle persone. Nicolino uscì dalla stanza tenendo per il collo la prostituta e buttandola fuori a calci.

Intervennero i buoni compagnoni che difesero la pulzella e avevano anche le parvenze di stare nel giusto, come antiqui cavalieri,  ridendogli in faccia al contempo.

 

Quindi, al di là della questione "traccia", lo reputo un buon lavoro che ho letto con trasporto.

Ottimo finale.

Modificato da AdStr

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Ciao @Unius! Il racconto, come al tuo solito, è ben scritto e condotto. Ho imparato una nuova parola: tramoggia :asd: Nonostante un finale in apparenza frettoloso e per certi aspetti prevedibile (almeno per me) ma pur sempre in linea con gli accadimenti, è una storia godibile. Il personaggio di Nicolino è costruito in maniera perfetta e con tanta delicatezza. Mi sono meravigliata (e non è la prima volta) della tua capacità di dire molte cose in uno spazio ridotto: tutta una vita in 8000 caratteri, non è semplice.  Mi piace poi molto lo stile adoperato, quasi d'altri tempi, che dà un tocco di classe alla narrazione. All'inizio ero un po' scettica riguardo alla traccia, non trovando tanto collegamento con la fantasia vera e propria. Però, in fin dei conti, l'estraniamento di Nicolino, il suo voler stare sempre da solo, lo porta a pensare, a viaggiare con la fantasia   (lo dici chiaramente con quel "aveva l'aria trasognata"). Un bel racconto. Piaciuto. 

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@Unius eilà, Uni. Pensa, io, rara avis, so cos’è una tramoggia. Mio nonno aveva radunato tutti gli strumenti del contadino in una specie di museo dell’agricoltura e teneva carissima una macchina agricola che serviva durante la mietitura (non ricordo esattamente se per separare Il chicchi dal fieno o altro), ma la tramoggia era una specie di nastro trasportatore che portava il grano fino in cima. Non vorrei fare la capisciona, poi invece era tutt’altro che un nastro trasportatore...

Del tuo racconto ho apprezzato molto le descrizioni della natura vista con gli occhi di Nicolino; mi ha stretto il cuore il pensiero che una persona così, semplice e intelligentissima, amante del quieto vivere, fosse costretta a dividere i suoi pochi spazi con persone superficiali, inadatte a capirlo. 

Non posso approvare il suo gesto finale, ma ne intuisco la motivazione, la spinta ricevuta da dentro. 

Ciao.

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