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qeimada

Diamo qualche numero?

Post raccomandati

Per quanto riguarda le KENP, basta sommarle e dividerle per il numero di pagine che Amazon attribuisce al tuo libro. Non mi pare complicato.

E poi: scusa ma io faccio sul serio. Ho dato un'occhiata ai tuoi libri. In 3 fanno 350 pagine circa. Non giudico la strategia, dico solo che io ho scritto un libro da 455 pagine. Non sforno libri come pagnotte. Ci impiego un anno o più. Quindi non puoi dire che hai scritto 3 libri e io uno solo e quindi non faccio sul serio e tu sì. Per me tu hai scritto 3 racconti, che insieme fanno un libro solo. Come me. Io non devo convincere nessuno, per ora mi basta solo che un lettore non chieda indietro ad Amazon i soldi spesi. Chiedevo solo numeri (che parlano) per un confronto.

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@JPK Dike sta dimostrando ampiamente quello che ho detto: non è il solo ad avere una mentalità terribilmente chiusa, alla "quello che faccio va bene, quello che fanno gli altri è falso o sbagliato", quindi capirai @qeimada che che affermazioni come queste:

16 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Sto dicendo che qualsiasi cosa mi si dica, o mi si mostri sulla questione, io non ci credo e continuerò a chiamarlo spam e/o scam.

Non spingono le persone a condividere, ma l'opposto.

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43 minuti fa, qeimada ha detto:

Per quanto riguarda le KENP, basta sommarle e dividerle per il numero di pagine che Amazon attribuisce al tuo libro. Non mi pare complicato.

E poi: scusa ma io faccio sul serio. Ho dato un'occhiata ai tuoi libri. In 3 fanno 350 pagine circa. Non giudico la strategia, dico solo che io ho scritto un libro da 455 pagine. Non sforno libri come pagnotte. Ci impiego un anno o più. Quindi non puoi dire che hai scritto 3 libri e io uno solo e quindi non faccio sul serio e tu sì. Per me tu hai scritto 3 racconti, che insieme fanno un libro solo. Come me. Io non devo convincere nessuno, per ora mi basta solo che un lettore non chieda indietro ad Amazon i soldi spesi. Chiedevo solo numeri (che parlano) per un confronto.

 

In realtà ne ho scritti due di libri, divisi in 4 volumi. Quella pagina amazon ci mette circa 1 mese ad aggiornarsi. Inoltre continui a viverla come un attacco nei tuoi confronti: la mia opinione sulla questione vendite, mi sembrava chiaro, era che non mi fido e quindi giudico negativamente questo tuo 3D e chi mette in bella mostra le sue vendite. Hai chiesto perché e io ho risposto. Se poi non ti piace la mia risposta non posso farci nulla.

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Io non la vivo come un attacco, solo che non condivido le tue opinioni. Ma va bene così, prendo atto del tuo giudizio negativo sul post (e su di me, parole tue), ma non sento la necessità di polemizzare oltre.

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A parte il botta e risposta che non porta, è evidente, da nessuna parte, chiunque voglia condividere i dati con @qeimada, che ha gettato per primo il sasso mostrando comunque la voglia di condividere, è il benvenuto :) 

@JPK Dike penso che il tuo parere sia molto chiaro, magari evita di rispondere a chiunque (se lo farà) condivida qualche dato, anche perché dici che non credi e non ti interessa e poi sei sempre qui a scrivere :P 

Lasciamo spazio anche ad altre opinioni, anche se divergenti :) 

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Per quanto mi riguarda un report dettagliato post pubblicazione sarebbe molto interessante. Noto che molti, se non quasi tutti, i post riguardano la scelta delle CE (prima), i comportamenti delle agenzie (prima) e molti altri aspetti dello scrivere un romanzo, ma prima che avvenga la pubblicazione. Dopo gli autori latitano. Perché? E' proprio il dopo che diventa importante e fondamentale nelle scelte. Quante presentazioni la mia CE ha organizzato? Quante copie dopo sei mesi ho venduto io e quante la CE, quante online, quanti e-book? Che tipo di iniziativa è stata più efficace? Quanto è stata partecipe e numericamente quanto ha inciso la distribuzione o le librerie amiche della mia CE? Quale era l'aspettativa del mio editore e dopo quanti mesi il romanzo ha cominciato a non vendere oppure dopo quanti sono iniziate le vendite con il passaparola? Quanto hanno inciso le recensioni e i blog? Ovviamente anche con numeri approssimativi, vicini alla realtà anche se non precisi alla copia esatta! Ecco, trovo ci sia un silenzio assordante dopo il periodo tanto chiacchierato del pre contratto. 

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A me jpk dike crede sicuro (:P), perché, come detto anche un'altra volta ho solo venduto 20 copie tra ebook e cartaceo, circa 700 pagine scaricate e un centinaio in gratuito in un anno e mezzo. Pochissima roba, quindi.

Io  però non faccio testo, secondo me. Non ho blog autore e nemmeno un banalissimo fb su cui postare o pubblicizzare, le persone a cui l'ho detto si contano sulle dita di una mano, non ho tanti amici e pochissima vita sociale. L'antitesi, proprio, di qualsiasi speranza di vendita.

Detto questo però capisco chi non voglia pubblicare i propri dati. Semplicemente a volte può sorgere un certo pudore se si sono raggiunte cifre analoghe alle mie a fronte di chi vende tremila copie o anche cinquecento. Ci sta. Capitelo.

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Non credo che vendere poche copie possa ritenersi un insuccesso. Penso che, come dici tu @naty, alcuni fattori contribuiscano in modo determinante a migliorare la visibilità e il gradimento dei potenziali lettori. Ecco, questo spazio dovrebbe servire per dare consigli utili ad altri aspiranti con numeri alla mano. Sarebbe bello conoscere anche l'operato delle tremila CE elencate all'inizio e di quelle con cui i vari dreamers hanno pubblicato. Ad esempio una CE ha venti librerie "amiche" ben disposte a tenere i suoi romanzi pubblicati? Sarebbe bello saperlo!

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11 ore fa, qeimada ha detto:

Mi spiace essere l'unico (o quasi) che si autopubblica e che pubblica dei dati reali di vendita. A questo punto mi chiedo e vi chiedo: come mai chi si autopubblica, non mette i risultati di vendita? Ipotizzo: uno ha scritto un libro talmente brutto che si vergogna di vendere tanto. Uno ha scritto un libro così bello che si vergogna di vendere così poco. Uno ha scritto un libro così brutto che si vergogna di vendere così poco. Altre ipotesi?

 Nel mio caso non li esplicito perché tanto sono miserrimi. Poi dopo aver letto i tuoi...  :asd: 

 

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Questa discussione è interessante a mio avviso. Io la penso come @heightbox: sarebbe molto utile scambiarsi informazioni sui risultati ottenuti. Non tanto per dare dei numeri in sé per sé, ma per mettere a confronto strategie ed esperienze. Capire cosa funziona e cosa no nella promozione/vendita dei libri. Alla fine gli strumenti per pubblicare ci sono: c'è l'autopubblicazione e ci sono molte piccole CE che se si trovano davanti a un testo accettabile lo pubblicano. Ma poi? Cosa succede? Questo sarebbe interessate capire.

 

Alla fine io penso che il successo/insuccesso per un autore non affermato alle sue prime pubblicazioni si misuri anche in base alle aspettative e all'impegno. È chiaro che se scrivo un libro in pochi mesi, me lo autopubblico alla svelta, è un conto. Magari ne vendo 80 copie e sono già contento. Se ci ho lavorato un anno o due, ho cercato di costruirmi un pubblico, l'ho promosso anche investendoci qualcosa, le aspettative si alzano. 

 

Chiacchiere a parte, io no ho problemi a portare la mia esperienza. Io non scrivo fiction. Ho pubblicato un solo libro che ha un taglio autobiografico e tratta di un tema di salute abbastanza sentito. Ho un blog nel quale scrivo da anni e ho costruito la mia mailing list. Ho autopubblicato con Createspace e Kdp, vendo solo su Amazon per il momento. Ho investito qualcosa in Facebook Ads (dopo avere studiato come funziona). In 10 mesi ho venduto 1.400 copie circa, la grande maggioranza cartaceo e molto meno per Kindle, e poche sono anche le pagine lette con KU (l'ho messo solo da gennaio). Non ho fatto promozioni gratis (ho valutato che nel mio caso non fossero utili), e il prezzo di listino è 11,75 del cartaceo (ma Amazon lo abbassa sempre) e 7.90 il Kindle. 

 

Non sono risultati eclatanti, da caso editoriale, ma io mi ritengo abbastanza soddisfatta. Alla fine mi sto convincendo di una cosa: l'idea di fare l'autore "classico" che scrive e poi si limita a pubblicare i suoi libri, è una strada difficile da praticare. Non dico che sia impossibile, probabilmente qualcuno ci riesce, ma è sempre più difficile. Invece ci sono margini per chi si mette in gioco su più fronti, e si rende visibile in modi diversi. Io per dire se faccio il conto del tempo che passo a scrivere (e correggere, editare, ecc. ecc.) probabilmente 1/3 è dedicato a produrre contenuti per il blog (che sono ovviamente gratis) e 2/3 per i libri (ne ho un secondo in cantiere). Però poi questo lavoro di produzione gratuita di contenuti mi aiuta perché così mi costruisco un pubblico a cui proporre i miei libri. 

E comunque pubblicare genere non fiction in questo momento secondo me dà maggiori possibilità. È più facile essere pubblicati ed essere letti perché  c'è meno concorrenza e alla fine se il tuo libro parla di un tema/problema/esperienza che sta a cuore a un certo numero di persone, è facile che quelle persone lo comprino.  Poi non è per tutti, la grande maggioranza di chi ama scrivere, vuole scrivere romanzi, e lo capisco perché è stata sempre anche la mia idea... però poi quando mi sono buttata sul serio ho capito di avere altre cose da dire, e le ho dette (anzi scritte). Ve lo dico perché magari uno non ci pensa, pensa che scrivere= fiction e invece c'è anche dell'altro in cui cimentarsi. E niente, la chiudo qui, spero di avere detto cose utili a qualcuno. 

 

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3 ore fa, Marina^ ha detto:

In 10 mesi ho venduto 1.400 copie circa

 

3 ore fa, Marina^ ha detto:

Non sono risultati eclatanti, da caso editoriale, ma io mi ritengo abbastanza soddisfatta

 

Dovresti ritenerti molto più che soddisfatta. Nove editori su dieci (esclusi solo i big) si venderebbero la nonna pur di avere tutti autori da 1.400 copie ciascuno.

 

3 ore fa, Marina^ ha detto:

la grande maggioranza cartaceo e molto meno per Kindle

 

Questo è comprensibile, avendo fissato un prezzo "folle" (come self) per la versione ebook: € 7,90 per 226 pagine, mentre il cartaceo si può avere a € 9,86 scontato. Sembrerebbe confermata l'ipotesi che gli ebook vendono solo quando fanno risparmiare un bel po' sul libro "vero", che è ancora il modo preferito di leggere di gran parte dei lettori.

 

Complimenti per il piccolo (neanche tanto) successo editoriale e anche per il blog, che mi sembra davvero ben fatto.

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18 ore fa, L'antipatico ha detto:

 

Questo è comprensibile, avendo fissato un prezzo "folle" (come self) per la versione ebook: € 7,90 per 226 pagine, mentre il cartaceo si può avere a € 9,86 scontato. Sembrerebbe confermata l'ipotesi che gli ebook vendono solo quando fanno risparmiare un bel po' sul libro "vero", che è ancora il modo preferito di leggere di gran parte dei lettori.

 

Complimenti per il piccolo (neanche tanto) successo editoriale e anche per il blog, che mi sembra davvero ben fatto.

 

Sì, il prezzo dell'e-book con il senno di poi l'avrei messo più basso, tra 5 e 6 euro. Non sapevo che Amazon avrebbe scontato il prezzo del cartaceo rendendo irrisoria la differenza tra i due. Probabilmente dopo l'estate lo abbasserò per vedere se migliorano le vendita dell'ebook.

 

E grazie,  al blog tengo molto. Richiede molto lavoro, ma è un po' il centro di tutte le mie attività di scrittura.

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Alle 19/5/2018 at 10:53, YumaKuga79 ha detto:

@Marina^ come hai fatto a pubblicizzarti per la vendita del cartaceo? Complimenti per il risultato. :D

 

Cartaceo oppure eBook i canali di promozione sono gli stessi. 

Come dicevo, curo il mio blog dal 2014, e ho una newsletter. Quando il libro è uscito avevo già un piccolo pubblico a cui proporlo. 

Poi uso la pubblicità a pagamento su Facebook. Anche qui avere il blog e una mailing list mi ha aiutato perché con un pubblico di riferimento di partenza la pubblicità su Facebook funziona meglio (ma bisogna studiarci, non è immediato capire come funziona).

Il resto l’ha fatto il passaparola e Amazon stessa che quando vede che c'è un certo livello di vendite e buone recensioni ti promuove (in maggio hanno messo l’ebook nell’offerta Kindle del mese, e la prima settimana ha venduto veramente bene, è stato anche nella top 100 per un giorno). 

Come dicevo nell’altro messaggio credo che per il settore non fiction sia un po’ più facile. Però resto convinta che se il libro è fatto bene, scritto come si deve, interessante e ben confezionato, alla fine non sia impossibile raggiungere risultati interessanti. Però c’è tanto lavoro. Non basta caricare il libro sulle varie piattaforme e metterlo in vendita. 

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Argomento interessante, sul quale in questi sei mesi di pubblicazione mi sono interrogato più volte. Quanto vendono gli altri?

Col mio romanzo, ubno storico-fantasy, che poi in realtà metà del primo romanzo, ho venduto:

- 40 cartacei, 2/3 dei quali a miei conoscenti; 

- 5 kindle.
- circa 1000 KENP lette, di cui ben 800 in questi due giorni (errore dle contatore?). 
Avendo la mamma genovese, non ho regalato copie - tranne due.

Ho ottenuto una recensione "5 stelle" da uno sconosciuto. Invece nessuna dai pochi amici che hanno preso il tomo. Che sto pensando di bannare come amici e relegare nel girone dei traditori. In compenso mi ha scritto  - in portoghese - una brasiliana, dicendo che ha usato il mio tomo per imparare l'italiano. E suggerendomi di aggiungere delle mappe, oltre ad informarsi quando uscirò la seconda parte.

Il tutto mi ha aperto varie domande. Penso, senza arroganza, di aver scritto comunque un buon libro. Sicuramente ostico, sia per pagine che per tematiche, ma non certo un'opera da scartare. E lo storico-fantasy può essere un mix non facilmente digeribile. Specie se di 700 e passa pagine. Cosa è mancato?

Probabilmente non l'ho "spinto" a dovere, lo ammetto. Ma qui si apre il rovescio della medaglia: come si spinge a dovere un libro autopubblicato? Ho scartato le presentazioni, il cui rapporto costo/efficacia mi sembra non ottimale, anche ammettendo che qualcuno mi accogliesse. Ho pure scartato le fiere: troppo costoso lo stand a priori, a fronte forse di dieci tomi venduti in una giornata.
E qui poi si apre l'altro mio impedimento: ho un buon lavoro come ingegnere, il week-end per me è sacro, da dedicare alla famiglia e ai miei tanti hobby. Impensabile buttare via una giornata per vendite che non cambierebbero la mia vita. Perchè la realtà è che per avere guadagni che incidano sensibilmente sulla mia vita (tipo posso andare in posti più belli in vacanza), dovrei vendere duecento copie al mese. Per avere una macchina di categoria superiore, dovrei vendere almeno seicento copie al mese. Tutti numeri irrealistici, penso anche per una CE piccola o media.

Amazon non promuove il mio libro a pagamento - credo lo faccia solo per i libri in inglese.  Né saprei se un inserzione a pagamento su riviste di settore (ne esistono?) avrebbero efficacia. Non mi resta che ripiegare su facebook. Apro la classica pagina e posto inserzioni. Poco si muove. Tre settimane fa pubblico un post a pagamento, con 15€ pubblico dieci pagine del mio tomo accompagnate da un'immagine: 206 reazioni, 35 condivisioni (???), 30 click sul link dello shop di amazon. Zero vendite.


Lo ammetto, non so realmente che pesci pigliare. Fermo restando che è per puro edonismo che vorrei vendere, più che per guadagni a dir poco irrealizzabili.
 

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2 ore fa, Vainamoinen ha detto:

Argomento interessante, sul quale in questi sei mesi di pubblicazione mi sono interrogato più volte. Quanto vendono gli altri?

Col mio romanzo, ubno storico-fantasy, che poi in realtà metà del primo romanzo, ho venduto:

- 40 cartacei, 2/3 dei quali a miei conoscenti; 

- 5 kindle.
- circa 1000 KENP lette, di cui ben 800 in questi due giorni (errore dle contatore?). 
Avendo la mamma genovese, non ho regalato copie - tranne due.

Ho ottenuto una recensione "5 stelle" da uno sconosciuto. Invece nessuna dai pochi amici che hanno preso il tomo. Che sto pensando di bannare come amici e relegare nel girone dei traditori. In compenso mi ha scritto  - in portoghese - una brasiliana, dicendo che ha usato il mio tomo per imparare l'italiano. E suggerendomi di aggiungere delle mappe, oltre ad informarsi quando uscirò la seconda parte.

Il tutto mi ha aperto varie domande. Penso, senza arroganza, di aver scritto comunque un buon libro. Sicuramente ostico, sia per pagine che per tematiche, ma non certo un'opera da scartare. E lo storico-fantasy può essere un mix non facilmente digeribile. Specie se di 700 e passa pagine. Cosa è mancato?

Probabilmente non l'ho "spinto" a dovere, lo ammetto. Ma qui si apre il rovescio della medaglia: come si spinge a dovere un libro autopubblicato? Ho scartato le presentazioni, il cui rapporto costo/efficacia mi sembra non ottimale, anche ammettendo che qualcuno mi accogliesse. Ho pure scartato le fiere: troppo costoso lo stand a priori, a fronte forse di dieci tomi venduti in una giornata.
E qui poi si apre l'altro mio impedimento: ho un buon lavoro come ingegnere, il week-end per me è sacro, da dedicare alla famiglia e ai miei tanti hobby. Impensabile buttare via una giornata per vendite che non cambierebbero la mia vita. Perchè la realtà è che per avere guadagni che incidano sensibilmente sulla mia vita (tipo posso andare in posti più belli in vacanza), dovrei vendere duecento copie al mese. Per avere una macchina di categoria superiore, dovrei vendere almeno seicento copie al mese. Tutti numeri irrealistici, penso anche per una CE piccola o media.

Amazon non promuove il mio libro a pagamento - credo lo faccia solo per i libri in inglese.  Né saprei se un inserzione a pagamento su riviste di settore (ne esistono?) avrebbero efficacia. Non mi resta che ripiegare su facebook. Apro la classica pagina e posto inserzioni. Poco si muove. Tre settimane fa pubblico un post a pagamento, con 15€ pubblico dieci pagine del mio tomo accompagnate da un'immagine: 206 reazioni, 35 condivisioni (???), 30 click sul link dello shop di amazon. Zero vendite.


Lo ammetto, non so realmente che pesci pigliare. Fermo restando che è per puro edonismo che vorrei vendere, più che per guadagni a dir poco irrealizzabili.
 

 

Dovresti spezzarlo in volumi da 100/150 pagine, e metterlo fuori ogni 2/3 mesi, ogni volume a 1 euro. Te a chi mette fuori un libro a 3/4 euro, e dopo 2 mesi è pompatissimo in classifica non devi credere. Per fare questo ci devi spendere tempo e crearti una reputazione e una serie di scritti facilmente spendibili, meglio se a ripetizione, dai lettori.

 

Per i commenti cominciano a pesare dopo il 15°. Però o li compri, o devi aspettare che un lettore te lo lasci di sua volontà, e l'attesa è lunga.

 

Nel mentre continua a scrivere e rilasciare a 1/2 euro.

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Il mio non è un romanzo che "si spezza", almeno non facilmente. Potrei tornare indietro e vendere in due pezzi quello che ho già pubblicato? Sì. Ma mi sembra una truffa. Inoltre con 18€ porti a casa 740 pagine, mi sembra value for money. Molto più che con 380-390 pagine a 10-11€. E in kindle  sono solo 2,99€.

Per i commenti aspetto quelli genuini. Ne ho visti di comprati, e irritano poi il lettore vero, che ti piazza poi una stella irritato per essere stato abbindolato.

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@Vainamoinen ho letto le prime pagine del tuo romanzo. Mi permetto di segnalare alcune cose che a me bloccano l'acquisto del tuo libro. Da lettore ti chiedo: ma perchè mettere tutta quella nota introduttiva e poi scrivere anche "questo è un fantasy". Perchè non lasciare al lettore il compito di scoprire questo libro? Hai scritto: Introduzione, premessa e nota importantissima. Se qui scrivi che: hai fatto tutto da solo, che ci saranno refusi etc... ti dai la zappa sui piedi. Scrivile alla fine eventualmente. Poi la copertina. A me sembra la copertina di un libro di liceo di storia. Scrivi che questo è il libro primo ed è già di 739 pagine. Sei il nuovo George Martin! Se Stephen King ha spezzato la Torre Nera in 10 libri, lo puoi fare anche tu. La sinossi che hai scritto non è una sinossi. Insomma ho già letto un sacco di parole e non so di cosa parla il tuo libro. Non mi aiuti a capire, anzi. Mi confondi. 

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Non siete fan dei volumi a 1 euro? xD Invece funzionano che è una meraviglia. Sono come le patatine, finito uno i lettori comprano subito quelli dopo. @Vainamoinen Fallo. Dividi il digitale in capitoli. Non solo è più facile leggere, ma ti rendi conto di quanti portano a termine la lettura.

 

 

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1 minuto fa, JPK Dike ha detto:

Non siete fan dei volumi a 1 euro? xD Invece funzionano che è una meraviglia. Sono come le patatine, finito uno i lettori comprano subito quelli dopo. @Vainamoinen Fallo. Dividi il digitale in capitoli. Non solo è più facile leggere, ma ti rendi conto di quanti portano a termine la lettura.

È quello che fa la Delos Digital per le sue uscite, per esempio.

È una buona tattica e sì, funziona la maggior parte delle volte, ma per uno storico la vedo difficile. Una cosa è spezzare un fantasy, un giallo, un thriller, un rosa, uno sci-fi e via discorrendo (si prestano anche bene, come generi, a una politica di questo tipo) un'altra è farlo con un mainstream, uno storico, un saggio...

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@Vainamoinen Ho dato anch'io un'occhiata all'anteprima del tuo libro, e devo ammettere che stavo per scrivere un post praticamente identico a quello di @qeimada . Poi ho lasciato perdere, perché non me la sento di fare il maestrino dal basso della mia scarsissima esperienza. Però a questo punto mi aggrego alle sue considerazioni. Te lo dico senza peli sulla lingua, non per offendere ma per aiutare (se posso): a metà della premessa mi ero già stufato di leggere! È un fantasy, perbacco! Trascina il lettore nell'ambientazione senza tanti preamboli e prova ad appassionarlo fin da subito alla storia, senza stordirlo preventivamente con un piccolo saggio. La "nota importantissima", poi, la eviterei come il fuoco.

Concordo con @qeimada anche per quanto riguarda la copertina: di primo acchito sembra un manuale.

La questione del prezzo, relativamente al cartaceo, è un altro problema non da poco, legato alle dimensioni massicce del tomo. Secondo i miei calcoli, nonostante la cifra non indifferente che sei costretto a chiedere al lettore, non ci guadagni quasi niente in termini di royalty. Questo non è bello, a mio avviso. E, sempre a mio avviso, temo che la considerazione sul value for money sia ininfluente quando si tratta di un esordiente autopubblicato. Conta solo l'esborso di 18 euro, che è più di quanto spendo io nel 90% dei casi per i libri che acquisto.

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5 minuti fa, Niko ha detto:

È quello che fa la Delos Digital per le sue uscite, per esempio.

È una buona tattica e sì, funziona la maggior parte delle volte, ma per uno storico la vedo difficile. Una cosa è spezzare un fantasy, un giallo, un thriller, un rosa, uno sci-fi e via discorrendo (si prestano anche bene, come generi, a una politica di questo tipo) un'altra è farlo con un mainstream, uno storico, un saggio...

 

Provare non costa nulla. La suspense esiste anche negli storici: Follet è un maestro, e ogni pagina tira l'altra che è un piacere. E a me gli storici non piacciono. Si parlava da altre parti di ipotassi e paratassi. Qui sta la bravura nel passare da una all'altra per rallentare o accelerare la narrazione nei punti giusti, e in questo caso nelle pagine precedenti allo stacco. E' uno storico, un po' fantasy, quindi ci saranno battaglie, azione, intrighi e omicidi. E sono solo alcuni dei cardini su cui si può giocare per creare attesa per il prssimo volume. O una volta che sono usciti tutti, per tirare la lettura da un volume all'altro. Non è un crimine usare tecniche come il foreshadowing per coinvolgere il lettore.

 

Altra nata positiva è la possibilità di non morire dietro a un libro di 300/400 pagine, nel tuo caso 700, ma lavorarci, editarlo e rilasciarlo a pezzi e frazionare il lavoro.

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3 ore fa, Vainamoinen ha detto:

Il mio non è un romanzo che "si spezza", almeno non facilmente. Potrei tornare indietro e vendere in due pezzi quello che ho già pubblicato? Sì. Ma mi sembra una truffa. Inoltre con 18€ porti a casa 740 pagine, mi sembra value for money. Molto più che con 380-390 pagine a 10-11€. E in kindle  sono solo 2,99€.

Per i commenti aspetto quelli genuini. Ne ho visti di comprati, e irritano poi il lettore vero, che ti piazza poi una stella irritato per essere stato abbindolato.

 

qualche considerazione di natura personale, da acquirente abituale di libri su amazon, tra cui molte autopubblicazioni:

 

  1. il prezzo dell'ebook va benissimo (anzi 2.99 forse sono fin troppo poco per 700 e rotti pagine) ma il prezzo del cartaceo secondo me e` troppo alto e scoraggia l'acquisto. Il tuo e` un prezzo da CE, quindi, come ti e` stato gia` suggerito, e` una buona idea dividere il libro in due e venderlo a 10-11-12€ (che e` pure un guadagno per te, credo).
  2. Ho letto l'intro del tuo libro: ma quante volte dici  "questo e` un fantasy"? Asciuga, asciuga moltissimo, dimezza la sinossi e buttaci dentro la trama. Meno name dropping (ma a chi frega sapere se questo e` o non e` Tolkien o Martin?) e piu` fuffa. Te lo dico da lettore, giuro non ho alcuna intenzione di fare il maestrino. Al di la` delle varie frasi acchiappa click, un lettore vuole qualcosa che lo spinga a leggere per lo meno le prime pagine.
  3. Come dice giustamente @qeimada , non darti la zappa sui piedi. Se dici che il tuo libro e` cosi` e cosa`, ma e` solo un'autopubblicazione, non solo lo stai sminuendo, ma stai anche dicendo al lettore che sei il primo a non fidarti della qualita` del tuo testo (che poi non e` affatto male, ho letto il primo paragrafo).
  4. Copertina atroce, ma probabilmente non sei peggio della media delle autopubblicazioni, quindi poco male. Cambierei il font probabilmente.
  5. Ribadisco, il tuo testo, per quel poco che ne ho letto, a me sembra valido. Hai solo da venderlo in giro. Io non sono un fan dei fantasy storici e non lo comprero`, ma credo sia un diamante grezzo. In bocca al lupo.

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@JPK Dike Se è un fantasy storico ci potrebbe stare il frazionamento, sì (non avevo approfondito).

 

@Vincenzo Valenti Scusa se vado un attimino off topic, ma posso chiederti la ragione del tuo modo sbagliato (ed esteticamente improbabile :asd: ) di inserire gli accenti? La tua tastiera ha dei problemi?

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2 minuti fa, Niko ha detto:

 

@Vincenzo Valenti Scusa se vado un attimino off topic, ma posso chiederti la ragione del tuo modo sbagliato (ed esteticamente improbabile :asd: ) di inserire gli accenti? La tua tastiera ha dei problemi?

nel 99% del tempo che passo su questo forum generalmente uso un laptop con tastiera UK. Naturalmente so come ottenere le lettere accentate tramite tastierino numerico, ma non avendolo ti assicuro che fare le accentate in italiano e` un notevole pain in the ass, come dicono da queste parti... quindi spero non sia un problema xD

 

P.S.: "ATTIMINO" :nuo:

 

 

  • Divertente 1

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@Vainamoinen rileggendo il mio intervento, mi è sembrato un po' troppo "duro". Non era mia intenzione, non faccio certo il maestrino, visto che anche io ho un libro autopubblicato. Un altro consiglio che ti do è quello di mettere il prezzo minimo all'edizione cartacea. Lo alzerai quando avrà successo. Lo stesso per il kindle. mettilo a 0.99 e poi lo alzerai. Per la copertina, a poche decine di euro ci sono in giro dei template ben fatti, se non sei un grafico, lascia perdere.

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Darei anche il mio modesto parere, perciò mi associo in toto a quanto detto da @L'antipatico . Viene ripetuto troppe, troppe volte che non è un fantasy, citati troppi esempi e la parte iniziale della premessa sul sole eccetera dopo trenta righe mi ha fatto desistere. Io sono un lettore semplice, compro un libro (intero, perché a pezzetti non ci penserei proprio) lo apro e inizio a leggere una storia. Succede qualcosa, la mia attenzione resta alta e se l'autore riesce a incuriosirmi continuo. Se un romanzo comincia con pagine e pagine di avvisi, avvertenze, consigli e spiegoni mi allontana irrimediabilmente.  Il discorso di farlo a pezzi. Ma come si fa a leggere qualcosa che non finisce e aspettare due mesi per il seguito? Io mi dimentico cosa ho letto ieri a volte! Per la copertina confermo anch'io che sembrerebbe un manuale di storia scolastico e non un romanzo. In ogni caso hai un grosso vantaggio: da auto pubblicato puoi correggere, cambiare, accorciare a piacimento. Buon lavoro!

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Per prima cosa un grazie a tutti per i suggerimenti,  e per il tempo speso per aiutarmi. :rosa::rosa: 

Alcuni suggerimenti non mi sono nuovi, mi sono stati indicati anche da altre fonti. Altri giungono inaspettati. Butto lì qualche ragionamento, più per me stesso che non per replica, e per fare un brainstorming.

1) L'introduzione "questo non è un fantasy" ha sempre diviso tutti. C'è chi l'ha apprezzato (la lettrice brasiliana), ma i più l'hanno bocciato. A me francamente piace, non perché l'ho scritto io, bensì per via del mio animo scientifico e razionale che vede la necessità di spiegare i pur minimi dettagli. La sospensione dell'incredulità a mio avviso va aiutata rendendo il più verisimile possibile ogni particolare della trama.
E' necessario leggere tale introduzione? No.
Serve tale introduzione? A parer mio sì. In un'ambientazione fantasy, quel che non c'è non esiste.
2) Toglierò sicuramente la "nota importantissima". Pensavo che l'onestà di ammettere un limite fosse utile. Ma al 99% mi avete convinto. Magari la sposto alla fine.
3) La copertina... ammetto che mi piace. Non so se sia una questione di gusti, ma la Battaglia di San Romano la trovavo più che mai adatta al testo. Se è impaginata male è un discorso, ma l'immagine ammetto mi sembrava quella corretta. Francamente non ne posso più di vedere di cancelli aperti nel vuoto e creature indefinite che si confondono con il colore della copertina. Né di specchi d'acqua o calici dorati, francamente privi di significato. O guerrieri svestiti e iper-muscolosi che lottano contro creature inverosimili. Certo, con 500€ mi portavo a casa una (vecchia) copertina disegnata da Giuseppe Rava. Ma era un investimento che trovavo (e tuttora trovo) ridicolo, per i volumi di vendita ai quali posso aspirare. Per l'impaginazione... non so che dire. Mi ha aiutato un amico, ma le indicazioni erano mie: forse sono io troppo legato ai testi di storia e poco ai romanzi.
4) Il prezzo mi sembra... congruo. I miei hobby mi portano a comprare libri da 40-50€, talvolta 90€. Ne trovassi a 18€! Però è vero che... non sono romanzi. In effetti le royalty sono 0.90€. Ma il mio guadagno è l'ultimo dei problemi. Pensavo che chi non volesse il cartaceo, poteva ripiegare sul kindle. 2,99€ è il prezzo minimo per metterlo anche Unlimited, 0,99€ è un prezzo non contemplato. Ma davvero la gente comprerebbe due romanzi a 11€ l'uno invece che un singolo volume a 18€?

A questo punto, val la pena dividerlo? Soprattutto, posso farlo? Dovrei trovare un nuovo titolo, e specificare che le due versioni sono acquistabili in un'unica soluzione come "Compagnia dell'Ariete". Mi sembra il minimo. Però non mi convince come soluzione, anche perché, se è vero che ci sono due momenti clou, è altrettanto vero che la vicenda narrativa si dipana bene in un unico tomo. 
Forse mi conviene pubblicare,m appena pronto, il secondo tomo (per ora 550 pagine), e poi vedere se dividere il primo in due.

Grazie in ogni caso ancora per i suggerimenti!(y)
 

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