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Niko

Casa editrice o Self Publishing? È questo il problema

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@flambar, @Ace, vi ho spostati in una discussione più pertinente l'argomento trattato, così da lasciare libero il topic del libro di @Aporema Edizioni alle recensioni e opinioni sullo stesso :)

 

3 ore fa, flambar ha scritto:

la cosa più importante del libro è la sua presentazione cioè come è impaginato, allora mi sono chiesto: ci sarà qualcuno nel  Wrter's Dream che sarà cosi bravo a impaginarlo da sembrare un capolavoro. La mia attenzione e caduta su la signora Beatrice Spada alias  @Miss Ribston che gentilmente ha accettato di aiutarmi ed io ringrazio con tutto il cuore.

Grazie a te, @flambar per la considerazione e l'apprezzamento. È stato un vero piacere progettare il tuo libro :rosa:

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2 minuti fa, Miss Ribston ha scritto:

Vi ho spostati in una discussione più pertinente.

Benfatto, grazie. :)

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Non pensavo che le parole fossero cosi potenti da fare sfuggire una lacrima  ad un soggetto come  della mia specie abituato alle maniere rozze dopo aver consumato una vita intera in mare  e porre a repentaglio se stesso per farsi valere. Grazie @Ace grazie di cuore 

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10 minuti fa, Vanessa99 ha scritto:

semplicemente ho smesso di comprare libri alla Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, le ho cancellate dalla mia vita perché non voglio alimentare il loro business e modo di fare editoria
[...]
oppure compro libri che vengono provati a vendere un ultima volta da Libraccio prima di finire al macero 


Libraccio (così come IBS) è gestito per metà da Messaggerie, che controlla il secondo gruppo editoriale italiano, e per metà da Feltrinelli. 
Purtroppo, in un modo o nell'altro, si rientra in quel business e si finisce per alimentare quel modo di fare editoria... 
 

Quota

Un conto è dire a un parente, un amico o sconosciuto incontrato in negozio "Ehi, ho scritto libro pubblicato da Pincopalla", un altro è dire "Lo sai che su Amazon trovi il mio ebook a €2?". Nel primo caso anche se vendi poche copie la gente ti vede in un certo modo e ti considera con più facilità un autore/scrittore, nel secondo caso, invece, sei un "manoscrittaro" incallito di cui molti si prenderanno gioco. Questo è l'effetto che si fa alle persone. 


In realtà ormai la confusione regna sovrana, e Amazon ha contributo a confondere le acque. Un comune lettore fatica a cogliere la differenza tra un libro auto-pubblicato su Amazon, e un libro pubblicato da un editore che (tramite il distributore) lo vende anche su Amazon. Vede entrambi i libri su Amazon, e gli sembra che sia la stessa cosa. 

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@Vanessa99
 

Credo che, tecnicamente, non sia così diversa la percentuale di guadagni nei due casi che poni. Se compri a una libreria Feltrinelli un libro Adelphi che costa 15 euro, allora quelle 15 euro sono ripartite tra Feltrinelli (come libraio), tra Messaggerie Libri (come distributore di Adelphi), tra Adelphi (che prende circa il 50%) e tra l’autore. Se invece compri un vecchio libro usato (di editore X) su Libraccio, che costa 5 euro, e che altrimenti sarebbe destinato al macero, credo che quei soldi li prende tutti l’azienda, o quasi. Quindi, possibilmente, in entrambi i casi Messaggerie guadagna più o meno la stessa cifra, che in entrambi in casi è ripartita con Feltrinelli.
 

Al di là di questo, purtroppo la situazione italiana attuale è quella di un’editoria in mano a tre-quattro gruppi, che possiedono diversi maschi editoriali ciascuno, e che vendono i loro servizi a tantissimi altri. La concorrenza in realtà c’è – ed è principalmente quella tra gruppo Mondadori e gruppo Messaggerie – ma è una concorrenza tra colossi, che esclude a priori tutti gli altri (tranne Feltrinelli e Giunti, che sono sempre più consorziati con Messaggerie). In parte, questi tre-quattro gruppi finiscono per controllare e condizionare tutte le altre case editrici indipendenti (almeno quelle che contano), perché l’unica speranza di sopravvivenza dei piccoli e medi editori è di coalizzarsi e di appoggiarsi sulla rete di distribuzione dei colossi, acquistandone i servizi. Se consideri che per ogni libro il distributore guadagna circa il 25%, allora si può avere l'idea di quanto guadagna il gruppo Messaggerie da centinaia di piccoli e medi editori italiani. E si tratta dello stesso gruppo che, tra le altre cose, controlla GeMS, quindi che possiede Longanesi, Guanda, Garzanti, e tanti altri. 
 

Come uscire da questa situazione ad oggi non è ben chiaro, ma di certo quello che si vede al di là del nostro paese non è per nulla più rassicurante (vedi la nascita di Penguin Random House, in confronto a cui i nostri colossi editoriali sono dei nani). Inoltre, chi crede che pubblicando in Self-publishing su Amazon stia facendo l'autore "indipendente dal sistema", in realtà sta sovvenzionando Amazon, e non ha le idee chiare su quanto Amazon sia più potente rispetto ai nostri gruppi editoriali. 

Tutto sommato, come scrittore, io preferisco che sul mio libro guadagni di più Messaggerie – che è un’azienda italiana – e meno Amazon, che è un colosso americano che condiziona la politica mondiale, producendo enorme ricchezza ed enorme povertà in giro per il mondo. 

Poi come lettore in generale sono d'accordo con te, sui libri usati e sottocosto, anche perché io leggo quasi esclusivamente classici e considero l'85% dei nuovi libri inutile ciarpame da ombrellone. Ma preferisco comprare quei libri in qualche bancarella, in qualche mercatino, in qualche libreria vintage: almeno si sovvenziona una piccola azienda locale che rischia il fallimento, e i soldi non finiscono sempre nelle casse degli stessi. 

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