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Niko

Casa editrice o Self Publishing? È questo il problema

Post raccomandati

@nemesis74 Per sapere se un libro è piaciuto o no devi considerare i commenti, i contatti, le vendite di quelli successivi... il modo c'è. 

 

I ratings di un telefilm si leggono nel complesso della stagione, se aumentano o diminuiscono. Quindi hai anche quelli di gradimento.

 

 

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4 minuti fa, nemesis74 ha detto:

Ma le ce "orientano" il mercato. Se invece di cinque varietà di arancio, ne porti solo una, io sarò costretto a mangiare ( e leggere) solo quella.

 

Quello era un tempo il loro lavoro e il loro potere. Potevano decidere cosa far passare e cosa no. Ormai però anche questo potere lo hanno perso, e anche in Italia lo stanno perdendo. E le cose son due: o fanno come le CE del resto del mondo (cominciano a cercare e pubblicare roba di qualità), oppure possiamo fargli un bel ciaone.

 

Ho pubblicato nella sezione 3D l'ultimo servizio che Amazon ha portato in Italia e che riguarda Prime. L'accesso al mercato è cambiato e il consumatore può benissimo andare a cercarsi il prodotto dove più gli aggrada, e non deve più subire passivamente l'operato delle CE. Ed è una cosa che in letteratura sta avvenendo ora, ma che per il cinema e la televisione succede ormai da almeno 15 anni.

 

Un tempo potevamo guardare solo ciò che Rai e Mediaset ci propinavano, poi è arrivato sky, poi internet e ora Netflix e Amazon. E abbiamo completa libertà di guardare di tutto di più. éresto sarà così anche con la letteratura.

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3 ore fa, M.T. ha detto:

Non le ce: le ce hanno fallito in questo.

Non credo si tratti di fallimento.  

Prima dell'avvento della stampa digitale (mi avventuro in un campo di cui ho pochissima conoscenza, ma credo sia così) che ha abbassato i costi, una casa editrice non poteva permettersi di ragionare sui cinquanta parenti dell'autore per stabilire se le conveniva o no pubblicare un libro ed era costretta a fare una vera selezione, basata sulla qualità dell'opera e le possibilità del mercato.  Il numero spropositato di porcherie in circolazione al giorno d'oggi (tra "finte" case editrici e self publishing) era inimmaginabile solo vent'anni fa.

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Come dicevo prima il discorso è interessante, ma complicato da dibattere qui. Rischiamo di andare off topic.

 

18 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Un tempo potevamo guardare solo ciò che Rai e Mediaset ci propinavano, poi è arrivato sky, poi internet e ora Netflix e Amazon. E abbiamo completa libertà di guardare di tutto di più. éresto sarà così anche con la letteratura.

Riparto da qui.  La magioranza continua a guardare solo rai e mediaset. Per dire, già Sky sta pensando di mollare F1 e MotoGp, non ci rientra con gli investimenti. O chiederà la collaborazione delle dua già citate, rivendendogli parte dei diritti.

Nel nostro paese, composto sempre più di anziani, questo discorso vale fino a un certo punto. I numeri non sono dalla loro parte.

La penso nello stesso modo per l'editoria. Per ora il potere ce l'hanno eccome. Quanto lo manterranno non lo so. Ma il lettore medio entra in una grande catena e pesca dal mucchio l'autore pubblicato da "Mondazzoli" e se straniero meglio perché fa più figo!

Nel lungo termine puoi aver ragione tu. Nel presente no. Ma non ho svolto ricerce così approfondite da averne la certezza. Perdo troppo tempo a scrivere libri :)

Leggerò quello che hai pubblicato a proposito di Amazon.

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3 minuti fa, nemesis74 ha detto:

Come dicevo prima il discorso è interessante, ma complicato da dibattere qui. Rischiamo di andare off topic.

 

Riparto da qui.  La magioranza continua a guardare solo rai e mediaset. Per dire, già Sky sta pensando di mollare F1 e MotoGp, non ci rientra con gli investimenti. O chiederà la collaborazione delle dua già citate, rivendendogli parte dei diritti.

Nel nostro paese, composto sempre più di anziani, questo discorso vale fino a un certo punto. I numeri non sono dalla loro parte.

La penso nello stesso modo per l'editoria. Per ora il potere ce l'hanno eccome. Quanto lo manterranno non lo so. Ma il lettore medio entra in una grande catena e pesca dal mucchio l'autore pubblicato da "Mondazzoli" e se straniero meglio perché fa più figo!

Nel lungo termine puoi aver ragione tu. Nel presente no. Ma non ho svolto ricerce così approfondite da averne la certezza. Perdo troppo tempo a scrivere libri :)

Leggerò quello che hai pubblicato a proposito di Amazon.

 

Beh gli under 40 ci vanno tranquillamente di Internet, netflix e youtube. E soprattutto netflix sta sfondando anche nelle famiglie. Comunque no, non sul breve periodo. Ci vorrà ancora un po'. E io come già detto posso parlare solo di amazon: mercato c'è, così come lettori, e i soldi si fanno e si faranno sempre meglio. Bisogna farsi trovare pronti quando ci sarà l boom.

 

Ma lo sai che in Germania ai primi 100 autori con maggiori letture in kindle unlimited Amazon garantisce un bonus mensile che va da 300 ai 1700 euro? E se lo fa è perché mensilmente ci guadagna uno sproposito dal programma KU. No, dico: Germania.

 

Leggi anche l'articolo che ho postato fino in fondo.

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Le CE: "Ci piace collaborare con persone dinamiche e intraprendenti" (ovvero, fai il venditore porta a porta, il rappresentante dei tuoi libri come fossero aspirapolvere), con allegate foto di autrici-editor con la grinta delle tigri del ribaltabile...

Ma che roba è? Che poi io dinamico proprio zero quindi ciao, ma gli autori dinamici e intraprendenti devono esserlo nella scrittura.

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1 ora fa, JPK Dike ha detto:

M.T. ma cosa te ne frega. Anche se le CE falliscono i lettori rimangnono, e te a loro devi puntare.

Giusto. Ma li devi raggiungere, i lettori, e per farlo occorre che conoscano, abbiano sentito parlare delle opere che hai scritto: se hai una grossa ce che ti pubblicizza, hai delle possibilità, se sei un self ne hai molto meno. La conoscenza del prodotto è importante perché venda. Poi occorre che sia di qualità (la metterei al primo posto, ma io e il mercato parliamo lingue diverse) perché se il prodotto è scarso dopo ti bruci il mercato. Tanti si sono rivolti al self perché le ce non gli hanno dato nessuna opportunità e non perché hanno scritto mediocrità.

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1 ora fa, Marcello ha detto:
4 ore fa, M.T. ha detto:

Non le ce: le ce hanno fallito in questo.

Non credo si tratti di fallimento.  

In ambito fantasy, sì, è stato proprio così.

 

1 ora fa, Marcello ha detto:

Prima dell'avvento della stampa digitale (mi avventuro in un campo di cui ho pochissima conoscenza, ma credo sia così) che ha abbassato i costi,

Avrà abbassato i prezzi, ma trovi e-book che costano quanto il cartaceo: a questo punto ci si domanda che ne è stato dell'abbattimento dei cosi e si capisce che le ce vogliono guadagnarci più di quel che dovrebbero.

 

1 ora fa, nemesis74 ha detto:

Riparto da qui.  La magioranza continua a guardare solo rai e mediaset. Per dire, già Sky sta pensando di mollare F1 e MotoGp, non ci rientra con gli investimenti. O chiederà la collaborazione delle dua già citate, rivendendogli parte dei diritti.

Nel nostro paese, composto sempre più di anziani, questo discorso vale fino a un certo punto. I numeri non sono dalla loro parte.

La penso nello stesso modo per l'editoria. Per ora il potere ce l'hanno eccome. Quanto lo manterranno non lo so. Ma il lettore medio entra in una grande catena e pesca dal mucchio l'autore pubblicato da "Mondazzoli" e se straniero meglio perché fa più figo!

Nel lungo termine puoi aver ragione tu. Nel presente no.

Questo è vero. C'è da contare sull'arretratezza delle infrastrutture italiane: chi abita in grandi città non ha problemi di connessioni veloci, ma ci sono ancora tante province che non hanno ancora neppure l'adsl e quindi certe cose se le scordano e si devono accontentare di quello che passa il convento.

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Ospite Mirtillasmile
3 ore fa, Andrea.Dee ha detto:

 

In realtà il lettore vero, quindi quello che compra nelle librerie e al massimo il cartaceo su amazon, non sa e non gli frega niente di capire cosa è buono e cosa non lo è.

 

sinceramente, come lettrice accanita, mi sento un po' offesa.  Cosa intendi per  'non sa e non gli frega di capire cosa è buono e cosa no?' insinui che il lettore legga quello che le CE gli propinano?

 

Ma la scrematura l'ha sempre fatta e la farà sempre il lettore. Sarà lui a decidere cosa diventerà un bestsellers, e cosa si perderà nel dimenticatoio. Con tutte le sfumature che ci sono nel mezzo a questi due estremi. @JPK Dike concordo.

 

2 ore fa, JPK Dike ha detto:

Anche se le CE falliscono i lettori rimangnono, e te a loro devi puntare. Che il tuo libro piaccia o no alla CE non ti cambia nulla.

Concordo. 

il mercato sta cambiando e l'auto pubblicazione in digitale sta rosicchiando i muri inespugnabili delle CE. Le CE propongono un'offerta che non sempre combacia con il gusto dei lettori. Ripeto, nella mia esperienza, ho visto tante persone gironzolare per la libreria prendere in mano un libro, leggere qualche pagina e poi rimetterlo a posto. Informarsi su un determinato genere, leggere qualche quarta di copertina e poggiare il testo. Uscire insoddisfatta dalla libreria. 

Quelle persone come ha già detto @JPK Dike si buttano nel bacino economico, aspetto da non sottovalutare, e variegato dell'auto pubblicazione. 

Fanno male? 

No, perché anche in quel mondo possono trovarsi dei veri gioielli. 50 sfumature e After sono due fenomeni da vendite stellari che sono usciti dall'auto pubblicazione. 

L'obbiezione: stiamo parlando di 50 sfumature e After, due porcate. Non lo so se sono porcate, non avendole mai lette, ma è questo che il pubblico cerca. Alle storie strappalacrime di pseudo intellettuali, a mainstream super commerciali spacciati per capolavori, il pubblico preferisce 50 sfumature.

Io, se fossi un editor, mi porrei una domanda.

O c'è qualcosa che non va nei lettori, o c'è qualcosa che non funziona nell'editoria.

 E qui ritorniamo al punto di partenza.

 

In Italia tutti lamentano la carenza di pubblicazione di libri fantasy. Si propongono fantasy ma gli editori rispondono che in Italia per il fantasy non c'è mercato, così pubblicano libri contemporanei. Risultato: il lettore va su Amazon a leggersi libri fantasy.

 

 

 

 

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3 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

In Italia tutti lamentano la carenza di pubblicazione di libri fantasy. Si propongono fantasy ma gli editori rispondono che in Italia per il fantasy non c'è mercato, così pubblicano libri contemporanei. Risultato: il lettore va su Amazon a leggersi libri fantasy.

 

Non sai quanto sia vero. Amazon sta aumentando i suoi lettori semplicemente mettendo in contatto autori e lettori. Punto. Non sta facendo altro. Al resto ci pensano le politiche fallimentari delle CE (magari non tutte eh).

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4 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

50 sfumature e After sono due fenomeni da vendite stellari che sono usciti dall'auto pubblicazione. 

L'obbiezione: stiamo parlando di 50 sfumature e After, due porcate. Non lo so se sono porcate

Basta prenderli in mano in libreria, leggere qualche pagine a avere conferma di quello che chiedi :D

 

5 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

O c'è qualcosa che non va nei lettori, o c'è qualcosa che non funziona nell'editoria.

In Italia, entrambe le cose.

 

5 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

In Italia tutti lamentano la carenza di pubblicazione di libri fantasy. Si propongono fantasy ma gli editori rispondono che in Italia per il fantasy non c'è mercato,

Gli editori non vogliono dire che il mercato è stato bruciato e se questo è accaduto è stato anche per colpa loro per mancanza di conoscenza e preparazione. Insomma, le ce non vogliono ammettere la loro responsabilità e la loro ignoranza.

 

Prima si è accennato ai prezzi: ecco una cosa di cui discutere.

Il punto di forza dei self è poter decidere i prezzi; avere dei prezzi bassi è stato uno dei fattori che invogliavano a comprare i prodotti dei self. Quest'anno Amazon ha deciso di cambiare politica: le royalty per l'autore sono alte se vende a un prezzo superiore i 2.99 E, mentre se vende a meno gli spetta il 25%. Considerando che il self si accolla tutto il lavoro di una ce (revisione, creazione e-book e cartaceo, promozione, ecc), il 25 % è poco e quindi aumenta il prezzo, ma così rischia di vedere diminuire le vendite, perché ci sono tanti che reputano un 2.99 E una spesa esagerata per un self (anzi, tanti sono dell'idea che i self dovrebbero distribuire le loro opere gratis). Ma non prendono in considerazione che ci sono ce che vendono in e-book racconti di dieci pagine a 1.99 E e i romanzi anche a 17 E.

Quindi un self cosa dovrebbe fare in questi casi? Alzare il prezzo per mantenere le vecchie royalty e avere meno vendite, oppure tenere il prezzo basso ma perdere una grossa fetta della sue percentuale sulle vendite?

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20 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

Ripeto, nella mia esperienza, ho visto tante persone gironzolare per la libreria prendere in mano un libro, leggere qualche pagina e poi rimetterlo a posto. Informarsi su un determinato genere, leggere qualche quarta di copertina e poggiare il testo. Uscire insoddisfatta dalla libreria.

Ma no, quello accadeva anche trent'anni fa...

Non sempre chi entra in libreria lo fa per comprare: molti fanno un giro in cerca di idee, per vedere se è uscito un libro nuovo dell'autore preferito, perché amano i libri, perché cercano di rubarli...

Poi dipende dall'offerta della libreria, ovviamente: se sugli scaffali ci sono diecimila volumi o quarantamila fa la sua differenza.

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Ospite Mirtillasmile

@Marcello chi entra per idee, ha comunque un intento costruttivo. Certo sono d’accordo con te che uno entra anche per curiosità, ma il mio post nasce dall’ insoddisfazione di chi voleva comprare e non ha trovato. Chiedeva, lo indirizzavi e rimaneva deluso. 

Non era la maggioranza, quella è rappresentata dal lettore occasionale di best-seller, ma c’erano e se prima si dovevano accontentare di quello che offrivano le CE o la scelta di non leggere proprio, adesso quelle persone vanno su Amazon. 

 

Sono d’accordo con @M.T.. La riduzione dei lettori è stata causata anche da una scelta non sempre ponderata delle CE, loro non possono lamentarsi che non ci sono lettori. Sono loro i detentori del ‘saper leggere’ e devono saper gestire questa cosa.

Uscite editoriali basate sulla moda del momento es i vampiri, le beghe famigliari, il rapporto madre-figlio, i travagli interiori, con il risultato che il marcato è un mare piatto, ripetitivo e monotono.

 

 

 

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Considerate sempre la crisi, la gente non spende piú 15-20 euro nemmeno per i grandi autori. Preferisce comprare gli stessi libri a prezzi inferiori, di solito a 2-3 euro nei mercatini e bancarelle, dopo qualche anno dall'uscita.

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1 ora fa, M.T. ha detto:

Quest'anno Amazon ha deciso di cambiare politica: le royalty per l'autore sono alte se vende a un prezzo superiore i 2.99 E, mentre se vende a meno gli spetta il 25%. Considerando che il self si accolla tutto il lavoro di una ce (revisione, creazione e-book e cartaceo, promozione, ecc), il 25 % è poco e quindi aumenta il prezzo, ma così rischia di vedere diminuire le vendite, perché ci sono tanti che reputano un 2.99 E una spesa esagerata per un self (anzi, tanti sono dell'idea che i self dovrebbero distribuire le loro opere gratis). Ma non prendono in considerazione che ci sono ce che vendono in e-book racconti di dieci pagine a 1.99 E e i romanzi anche a 17 E.

Quindi un self cosa dovrebbe fare in questi casi? Alzare il prezzo per mantenere le vecchie royalty e avere meno vendite, oppure tenere il prezzo basso ma perdere una grossa fetta della sue percentuale sulle vendite?

 

Ma per chi non è KDP. Io continuo a prendere il 35%.

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1 ora fa, JPK Dike ha detto:
2 ore fa, M.T. ha detto:

Quest'anno Amazon ha deciso di cambiare politica: le royalty per l'autore sono alte se vende a un prezzo superiore i 2.99 E, mentre se vende a meno gli spetta il 25%. Considerando che il self si accolla tutto il lavoro di una ce (revisione, creazione e-book e cartaceo, promozione, ecc), il 25 % è poco e quindi aumenta il prezzo, ma così rischia di vedere diminuire le vendite, perché ci sono tanti che reputano un 2.99 E una spesa esagerata per un self (anzi, tanti sono dell'idea che i self dovrebbero distribuire le loro opere gratis). Ma non prendono in considerazione che ci sono ce che vendono in e-book racconti di dieci pagine a 1.99 E e i romanzi anche a 17 E.

Quindi un self cosa dovrebbe fare in questi casi? Alzare il prezzo per mantenere le vecchie royalty e avere meno vendite, oppure tenere il prezzo basso ma perdere una grossa fetta della sue percentuale sulle vendite?

 

Ma per chi non è KDP. Io continuo a prendere il 35%.

Che è comunque meno di quando si era partiti.

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49 minuti fa, M.T. ha detto:

Che è comunque meno di quando si era partiti.

 

Da quando ci sono io è sempre stato 35%. Comunque tanto comincioa fare i libri unici a 3/4 euro e passo al 70%. Tanto ora i lettori spendono lo stesso prezzo solo diviso in più volumi, e aloronon cambia niente. Tranne avere un unco file, invce di 3 o 4.

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Ho appena visto il topic, non sono esperto ma posso paragonare due situazioni: la mia e quella di uno scrittore straniero (che conosco) e che autopubblica il suo romanzo.

 

Romanzo pubblicato con una CE:

 

Prodotto scelto tra altri, selezionato per una certa fetta di mercato.

Testo letto e migliorato da editor professionisti, impaginazione professionale con font ad hoc.

Copertina illustrata da un grafico.

Carta di buona qualità.

Nessuna spesa per l'autore (personalmente, evito le Editrici a Pagamento)

Promozione assicurata presso stampa, lit-blog ecc.

Promozione eventi (presentazioni) presso stampa, siti speciali ecc.

Possibilità di essere presente allo stand della CE per le fiere del libro.

L'Ufficio Stampa comunica allo scrittore l'esistenza di premi per libri editati, buono per la promozione e la carriera del suddetto.

 

Autopubblicazione:

 

l'autore è padrone di se stesso.

Costi varie a spese dello scrittore (stampa, pagare l'editor, il grafico ecc.)

Fase di editing spesso non fatta da uno(a) professionista.

Copertina con l'immagine scansionata e/o pixellizzata (come si possono trovare su Amazon).

Rilegatura e carta di qualità media.

I font utilizzati sono spesso quelli automatici del programma di videoscrittura (Times New Roman)

Impaginazione amatoriale

Pubblicità fai-da-te su blog e FB, difficoltà a inserirsi nel mercato.

Spese aggiuntive per contattare la stampa e testate giornaistiche, lit-blog ecc.

 

Personalmente, mi trovo benissimo con la mia CE. Ma so che non è il caso di tutti gli autori. E' chiaro che con una CE, si pensa spesso che non si guadagna un granché, ma dobbiamo considerare tutte le spese che fa per noi. Ho citato l'esempio di un'autoproduzione francese, non so com'è in Italia. Però, quando vedo alcuni libri autopubblicati su Amazon, assomigliano a delle tesine  e mi chiedo allora se non valga la pena di lavorare con una CE.

 

 

 

 

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@Inchiostronoir In Italia non è che certi autori non vogliono avere a che fare con le ce, ma che le ce non vogliono avere a che fare con gli esordienti. Non vogliono rischiare, vogliono andare sul sicuro e seguono la moda del momento, pensando a ottenere guadagno: la qualità e la profondità di un'opera sono un optional e quindi ricercano opere similari al prodotto del momento (es. le varie sfumature). Gli autori che si autopubblicano lo fanno per cercare di avere quell'opportunità che le ce non gli hanno dato.

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1 ora fa, Inchiostronoir ha detto:

Ho appena visto il topic, non sono esperto ma posso paragonare due situazioni: la mia e quella di uno scrittore straniero (che conosco) e che autopubblica il suo romanzo.

 

Romanzo pubblicato con una CE:

 

Prodotto scelto tra altri, selezionato per una certa fetta di mercato.

Testo letto e migliorato da editor professionisti, impaginazione professionale con font ad hoc.

Copertina illustrata da un grafico.

Carta di buona qualità.

Nessuna spesa per l'autore (personalmente, evito le Editrici a Pagamento)

Promozione assicurata presso stampa, lit-blog ecc.

Promozione eventi (presentazioni) presso stampa, siti speciali ecc.

Possibilità di essere presente allo stand della CE per le fiere del libro.

L'Ufficio Stampa comunica allo scrittore l'esistenza di premi per libri editati, buono per la promozione e la carriera del suddetto.

 

Autopubblicazione:

 

l'autore è padrone di se stesso.

Costi varie a spese dello scrittore (stampa, pagare l'editor, il grafico ecc.)

Fase di editing spesso non fatta da uno(a) professionista.

Copertina con l'immagine scansionata e/o pixellizzata (come si possono trovare su Amazon).

Rilegatura e carta di qualità media.

I font utilizzati sono spesso quelli automatici del programma di videoscrittura (Times New Roman)

Impaginazione amatoriale

Pubblicità fai-da-te su blog e FB, difficoltà a inserirsi nel mercato.

Spese aggiuntive per contattare la stampa e testate giornaistiche, lit-blog ecc.

 

Come tirare acqua al proprio mulino xD Non si può parlare di queste cose e tapparsi gli occhi e le orecchie ignorando il mondo attorno. Perché è evidente che non conosci, o non vuoi conoscere il mondo indipendente. Basta fare una ricerchina e autori indipendenti, italianissimi, che ti smontano questa tua lista ne trovi abbastanza. Serve un po' di equilibrio.

 

Una fra tutti:

 

Spoiler

Rita Carla Francesca Monticelli

 

Se lei è una dilettante, come si evince dalla tua lista, allora anche gran parte delle CE italiane sono fatte di dilettanti.

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@M.T.

Spesso le CE vogliono un prodotto che segua una moda, ma non tutte sono così! Capisco che un autore di cui manoscritti sono rifiutati perché "non c'è mercato" voglia autopubblicarsi e non ho niente in contrario, ho solo fatto l'elenco di quello che ho visto. Non faccio una lista "uno e buono, l'altro no".

 

 

@JPK Dike

Dico solo quello che ho visto e le differenze che ho notate tra CE e indipendenti, tutto qui. Ho visto dei risultati che non mi sono piaciuti da autori "fai da te", ma non escludo che ci possano essere bei libri e non penso di aver detto il contrario, visto che ho raccontato solo quello che ho visto.Poi, non scaglio la pietra a nessuno e non ho parlato di "dilettanti".

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Faccio solo un paio di esempi:

 

Primo: meno di una settimana fa mi capita tra le mani un libro fantasy relativamente conosciuto (per lo meno nei gruppi di FB che frequento dedicati al fantasy e che contano svariate migliaia di membri) di una CE medio/piccola (che non nominero`), di quelle che, secondo molti anche in questo forum, sono "oneste", ovvero offrono editing, impaginazione e quant'altro.

Ebbene:

  • Copertina con solita matassa di font "pseudo fantasy" (il nome dell'autore in un font, il titolo in un altro, il sottotitolo in un altro ancora), il tutto sbattuto sopra il solito disegnino col guerriero in posa 
  • Costruzione dei periodi contorta, imbarazzante, da diario delle medie
  • Alla seconda pagina gia` il primo, grossolano refuso
  • Lasciamo stare la trama, ma se io fossi stato un editor, avrei usato direttamente l'alabarda spaziale di Goldrake
  • Alla quinta pagina avevo il latte alle orecchie piu` che alle ginocchia, e ho dovuto chiudere per non farmi venire un attacco di bile. L'editor, se ha avuto in mano questo libro, di certo non lo ha nemmeno aperto. Oppure bisogna pensare che la CE, disonestamente, non ha effettuato alcun editing.

Secondo esempio: vedo su FB pubblicizzato un libro da parte di una CE che definirei per lo meno media: poco piu` di un centinaio di pagine (illustrate, con il tocco di classe che alcune sono state lasciate VOLUTAMENTE vuote, da far riempire al lettore) a 17,50€ (siamo abbondantemente sopra l'euro e cinquanta ogni 10 pagine, incluse quelle bianche). Si tratta di (parere squisitamente personale) una di quelle colossali p*&^%$£"!anate modaiole tipo lista di cose strambe da leggere in treno; dal punto di vista letterario ci aggiriamo intorno a un livello che sta in bilico tra le spigolature della settimana enigmistica e le curiosita` sui personaggi famosi che si trovano su wikipedia, con l'aggiunta della battutina sagace perche`, you know, letteratura radical chic.

 

Cosa voglio dire con tutto cio`?

 

due cose:

 

1) Se vuoi le cose fatte bene, fattele da te. Oppure aspetta una chiamata da Mondadori.

 

2) Le CE che si prendevano dei rischi si sono estinte poco prima dell'uccello dodo.

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Alle 4/4/2018 at 16:14, JPK Dike ha detto:

Leggi anche l'articolo che ho postato fino in fondo.

Letto, tutti e due.

Che dire... mi lascia molto perplesso. Leggi gratis(che poi proprio gratis non è) e caleranno le vendite. Va bene se vendi tanto già di tuo, gli altri...

Però l'approccio è innovativo. Per giudicare realmente come si svilupperà aspetterei almeno sei mesi.

Ma tornando al discorso di prima ( il nostro paese, l'anzianità, etc) sono molto scettico.

Ma sarebbe da sciocchi non monitorare attentamente la situazione. Le cose cambiano in fretta. ;)

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10 minuti fa, nemesis74 ha detto:

Letto, tutti e due.

Che dire... mi lascia molto perplesso. Leggi gratis(che poi proprio gratis non è) e caleranno le vendite. Va bene se vendi tanto già di tuo, gli altri...

Però l'approccio è innovativo. Per giudicare realmente come si svilupperà aspetterei almeno sei mesi.

Ma tornando al discorso di prima ( il nostro paese, l'anzianità, etc) sono molto scettico.

Ma sarebbe da sciocchi non monitorare attentamente la situazione. Le cose cambiano in fretta. ;)

 

Legge gratis ma solo l'abbonato prime, per tutti gli altri il libro resta a pagamento. Sì vediamo come va, ma dalle recensioni di altri autori indie inglesi e americani dà un bel boost di visibilità all'autore inserito. Bisogna anche considerare quanti libri saranno inseriti nel programma. In America sono circa 1000. In Italia probabilmente meno.

 

Vediamo come va.

 

Comunque la flat fee malaccio non fa xD Anche se è minima in Italia, ho visto quanto paga in altri paesi ad autori indie affermati. Son buoni soldi.

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Alle 4/4/2018 at 16:05, Marcello ha detto:

Il numero spropositato di porcherie in circolazione al giorno d'oggi (tra "finte" case editrici e self publishing) era inimmaginabile solo vent'anni fa.

Mi sto "dilettando" con la lettura di alcuni romanzi di esordienti, emergenti e "dilettanti".

Posso assicurare che il livello medio dei brani pubblicati sul forum è "alto". Non è così per i libri che sto leggendo, e solo pochi sono quelli buoni.

Un esempio:

un tizio impiega alcune pagine, in perfetto italiano, per spiegare a me come dovrei ambientare e leggere il suo romanzo. Finito lo sproloquiato prologo, inizia una altrettanto impegnativa e pedante "avventura", scritta in una lingua, aulica e dotta, da professore di lettere degli inizi del secolo scorso. 

Gli scrittori decenti sono un'eccezione e, solo molto di rado, qualcuno eccelle. Ecco perché è difficile vendere i "nostri" libri, e perché è necessario l'intervento di un buon editore per selezionare...

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Ospite Mirtillasmile

@Fraudolente nessuno mette in dubbio il valore aggiunto che uno staff di persone competenti apporta ad un manoscritto. Il compito della CE è quello di far diventare un diamante grezzo un diamante splendente. 

Ma a questo punto è di dovere una domanda: le CE  sono tutte in grado di compiere questo miracolo?

 

Dati alla mano direi di no (Non mi riferisco a nessuna CE in particolare,Il nostro forum è pieno zeppo di testimonianze) . Tantissime CE sono realtà gestite da persone amatoriali che non hanno una vera preparazione, ossia non hanno fatto quella che prima veniva chiamata 'la gavetta'. Spinti dall'amore per i libri si sono cimentati in questo mestiere ma l'amore per i libri fa di una persona qualunque un editore?

Allora chiedo che differenza c'è tra un self su Amazon e un libro pubblicato dalla CE Pippo, Pluto e Paperino?

 

34 minuti fa, Fraudolente ha detto:

una altrettanto impegnativa e pedante "avventura", scritta in una lingua, aulica e dotta, da professore di lettere degli inizi del secolo scorso. 

Questo non significa che il libro sia un pessimo libro e sopratutto che sia scritto male. E'solo in uno stile che tu reputi pesante. 

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28 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

Allora chiedo che differenza c'è tra un self su Amazon e un libro pubblicato dalla CE Pippo, Pluto e Paperino?

con Pippo quasi nessuna, con Pluto alcune sostanziali differenze e con Paperino dal giorno alla notte...

Un piccolo o anche piccolissimo editore non necessariamente deve essere un editore improvvisato che non sa fare un editing.  Ce ne sono per carità, ma farne tutte dei Pippo mi sembra ingiusto e, soprattutto, non veritiero.

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Ospite Mirtillasmile

@Marcello non basta essere romantici per rendere valida una CE. 

Non sto generalizzando, c'è per esempio la Elliot o la NN editore, che sebbene siano nate praticamente ieri, sono  CE di tutto rispetto. 

Ma leggendo le varie esperienze dei nostri colleghi, che si sono fidati di realtà più o meno sconosciute, la conclusione è stata sempre la stessa: delusione. (Non mi dilungo ad approfondire. Ci sono i topic appositi).

17 minuti fa, Marcello ha detto:

Un piccolo o anche piccolissimo editore non necessariamente deve essere un editore improvvisato che non sa fare un editing

Se vado sul loro sito e non trovo riferimenti al loro passato lavorativo per me sono persone che si sono improvvisate.

Chi ha un curriculum lo scrive. 

 

Un' altra questione. Il piccolo o piccolissimo editore ha fatto la gavetta, quindi sa il suo mestiere, ma di solito ha un budget così risicato che tutti quei servizi che dovrebbero far brillare il manoscritto (editing, copertina, impaginazione) sono costosi e lui non se li può permettere. Quindi le scelte sono due: o paghi o a livello grafico il tuo lavoro, pubblicato da una CE, sarà in tutto e per tutto simile ad uno auto pubblicato.

 

P.s Pippo, Pluto e Paperino è il nome della CE. xD

Modificato da Mirtillasmile
Aggiunta.

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19 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

Non sto generalizzando, c'è per esempio la Elliot o la NN editore, che sebbene siano nate praticamente ieri, sono  CE di tutto rispetto

NN è nata ieri ma i soci sono nell'editoria da un mare di tempo e nascono con mezzi potenti a livello economico e di contatti. Elliot è di Castelvecchi...

 

20 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

Chi ha un curriculum lo scrive. 

Cos'è, un comandamento?

 

21 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

Il piccolo o piccolissimo editore ha fatto la gavetta, quindi sa il suo mestiere, ma di solito ha un budget così risicato che tutti quei servizi che dovrebbero far brillare il manoscritto (editing, copertina, impaginazione) sono costosi e lui non se li può permettere.

Trovo che generalizzare sia brutto e superficiale. Sicuramente ci sono una marea di ce che "cavalcano l'onda" e si improvvisano, ma scivere certe affermazioni mi sembra un po' scorretto...

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Ospite Mirtillasmile

@Spartaco per Tempesta Ed. Mi dispiace che ti sia sentito offeso, non era questo il mio intento. Ho specificato che non sto generalizzando ma, se ti prendi la briga e leggi le testimoniaze nella sezione CE free, allora forse comprenderai cosa voglio dire.

 

Un comandamento no ma sicuramente inserire le proprie referenze è un atto di professionalità. Non a caso quando ci si candida per un posto di lavoro si presenta un curriculum .

 

Modificato da Mirtillasmile
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