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Niko

Casa editrice o Self Publishing? È questo il problema

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13 ore fa, Fraudolente ha detto:

 

@JPK Dike, è giusto, ma una cosa è essere un bravo autore, e un'altra cogliere l'opportunità di uscire dalla "mediocrità". Potresti essere un eccellente scrittore, ma non un "imprenditore" capace e fortunato. E l'imprenditore dovrebbe essere il tuo editore...

 

Si è chiaro esistono CE che possono far fare davvero il salto di qualità, ma la maggior parte giocano comunque nella mediocrità. Anche diverse tra le big. Sei tu come autore che devi diventare un professionista, ben prima di essere contattato o proporti. E infatti una stessa CE ha bei libri italiani, e pessimi libri italiani. Proprio perché il materiale di partenza su cui costruire il successo è l'autore, e se il materiale è scadente in partenza anche una big può farci poco poco.

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20 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Sei tu come autore che devi diventare un professionista, ben prima di essere contattato o proporti.

In effetti, un esordiente può essere ottimo come scrittore ma, se non sa come proporsi e promuoversi presso editori e lettori, allora son guai...

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1 ora fa, Fraudolente ha detto:

In effetti, un esordiente può essere ottimo come scrittore ma, se non sa come proporsi e promuoversi presso editori e lettori, allora son guai...

 

E lo dico perché in futuro vorrò provare a mandare qualcosa a una CE. Dopotutto il più grande problema di ora è la diffidenza verso il self, che porta chi visita le mie pagine nemmeno a dare uno sguardo alla preview. Una CE metterebbe sui miei lavori un marchio di qualità che farebbe moltiplicare le vendite. Perché non c'è dubbio nella mia testa, se così vendo 450 pagine a 4 euro, con un buon marchio di garanzia non c'è motivo di non venderle almeno al triplo.

 

Dopotutto come dicono in diversi sul forum: il marchio di una CE è la cosa che pesa di più nella scelta di acquisto di un prodotto. E sebenne la consideri una prassi sbagliata e dannosa, funziona così e mi devo adattare.

 

Quindi non è nemmeno un problema self o non self. Ma di possibilità e opportunità.

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5 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Quindi non è nemmeno un problema self o non self. Ma di possibilità e opportunità.

(y) Sì, tutto ok!

Ma, se non sai scrivere, o scrivi testi che non hanno mercato, le possibilità e opportunità servono a ben poco.

 

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8 ore fa, Mauro Barbarito ha detto:

@Lorenzo Manara sinceramente non capisco queste tue affermazioni. Che tra l'altro fanno a cazzotti con quanto si evince dalla tua pagina e dalle tue pubblicazioni. E non capisco il discorso secondo cui il self sarebbe un tramite per le CE. Questo ragionamento è più una eccezione che una regola....

Non fraintendermi. Battute a parte, credo che l'autopubblicazione sia una libera scelta solo per quanto riguarda il mercato in lingua inglese.

La maggior parte degli autori autopubblicati italiani che raggiungono un minimo di successo non esitano neppure un istante a passare all'editoria tradizionale.

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Ospite Andrea.Dee

Le opere di piccole e medie case editrici sono già arte indipendente. Anche i Velvet Underground lo erano, anche al Sundance vengono presentati lavori indipendenti. Non è che se preferisci spendere soldi e fare tutto da solo allora sei l'artista d'elitè indipendente che nessuno capisce, ma che tra dieci anni riceverà il giusto merito.

Modificato da Andrea.Dee

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Alle 30/3/2018 at 11:02, Niko ha detto:

si dovrà quindi imparare a impaginare un testo, creare un ebook, capire quali piattaforme online possono distribuire ecc.

Sono out per il self, incapace a tutti i livelli.

E comunque preferisco, nel caso, una CE che si occupi di tutto il cocuzzaro.

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Il problema è anche che il confine tra le microscopiche ce e il self, che dovrebbe essere molto marcato,  può diventare molto labile.

Sono troppi i se che dovrebbero differenziare le due cose. Se la piccola ce fa questo... se fa quest'altro... se...

Ma spesso non fa. Il se è stato proprio eliminato.

Ho parlato con diversi librai ultimamente e il loro giudizio sulla stragrande maggioranza delle micro ce... è meglio non riferirlo! Lo dovrei censurare.

Fortuna che ci sono quelle che lavorano bene e con passione. Ma le testimonianze che ho letto, ascoltato, raramente sono positive. E spesso ti portano a dire: ma allora non era meglio andare in self?

Sempre felice di leggere di qualche mosca bianca. :)

Il problema, credo, sta nel fatto che per una piccola ce che lavora bene, altre nove lavorano... maluccio?

Forse è anche colpa nostra che mandiamo testi impresentabili ( mi ci metto per primo), creiamo la domanda, si sviluppa l'offerta delle micro ce.

Ero contrario al self, ma ora lo sto guardando con occhi diversi.

 

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14 ore fa, nemesis74 ha detto:

Forse è anche colpa nostra che mandiamo testi impresentabili ( mi ci metto per primo), creiamo la domanda, si sviluppa l'offerta

 

Questa è una innegabile legge di mercato, caro Nemesis74... con l'aggiunta che quando l'offerta aumenta, creiamo domanda e la qualità dei servizi offerti cala... 

;(

 

G.

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19 ore fa, nemesis74 ha detto:

Ho parlato con diversi librai ultimamente e il loro giudizio sulla stragrande maggioranza delle micro ce... è meglio non riferirlo! Lo dovrei censurare.

 

Il problema, credo, sta nel fatto che per una piccola ce che lavora bene, altre nove lavorano... maluccio?

Forse è anche colpa nostra che mandiamo testi impresentabili ( mi ci metto per primo), creiamo la domanda, si sviluppa l'offerta delle micro ce.

 

In effetti anche a me, dovessi parlare della maggioranza delle librerie, dovrebbero censurarmi... ;)

 

Comunque è vero che l'offerta di testi è talmente alta che sono nate e nascono tantissime ce che cercano di "cavalcare l'onda" e guadagnare col minimo rischio e sforzo...

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Ospite Andrea.Dee

Le librerie ricordiamo sono quelle che sei distribuito da Libro.Co/Messaggerie e

no il tuo testo non lo vedo

lo vedo ma non è ordinabile

noi abbiamo un nostro distributore

la tua casa editrice non è neanche distribuita

le cavallette mi hanno mangiato il terminale

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Io penso che l'invasione di autori che fanno i selfie dei propri romanzi sia una forza devastatrice del mercato, oltre a far considerare dalle CE tutti noi emergenti senza nome come dei mentecatti.

Modificato da simone volponi
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Ospite Mirtillasmile

@simone volponi i numeri strabilianti di alcuni best seller scovati dalla classifiche amazon ti smentiscono.

 

4 minuti fa, simone volponi ha detto:

CE tutti noi emergenti senza nome come dei mentecatti.

Non sono d'accordo. La Rizzoli, per dirne una ma non è assolutamente la sola, è una CE che pesca nel mare delle classifiche delle auto pubblicazioni (testimonianze nella discussione Rizzoli). 

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5 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

@simone volponi i numeri strabilianti di alcuni best seller scovati dalla classifiche amazon ti smentiscono.

 

Se sono così strabilianti, allora perché ci lamentiamo che non ci sono lettori? Mumble...

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Ospite Mirtillasmile

I lettori ci sono. Io ho lavorato in una libreria e la gente compra i libri. Ci sono generi  che vanno per la maggiore, e generi che vanno per la minore. Poi ci sono i best seller frutto di una splendida campagna pubblicitaria.

Se non ci fossero lettori, le CE non pubblicherebbero e sopratutto non nascerebbero nuove CE e agenti. Si potrebbe leggere di più,? Ovviamente sì. Leggere più classici e meno best seller, anche. Ma i lettori ci sono. 

 

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1 ora fa, Mirtillasmile ha detto:

Ma i lettori ci sono. 

Ma non sono proporzionati al numero di titoli che escono quotidianamente.

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Ospite Mirtillasmile

@Marcello sono in parte d'accordo con te ma non sulla quantità dei lettori quanto sulla qualità dei testi e anche degli argomenti che spesso non rispecchiano il gusto di coloro che leggono. Esperienza personale: ho visto tante persone uscire dalla libreria perché insoddisfatta.

 

 

Modificato da Mirtillasmile

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2 ore fa, simone volponi ha detto:

Se sono così strabilianti, allora perché ci lamentiamo che non ci sono lettori? Mumble...

 

Perché è più facile dare la colpa al lettore, piuttosto che ammettere con se stessi di avere scritto qualcosa di non sufficiente. Cosa trall'altro normalissima che succede a tutti. Ma invece di scrivere altro, cercando di fare meglio, si preferisce restare fermi e gridare allo scandalo quando il nostro capolavoro incompreso non viene comprato e letto.

 

Io non posso parlare del mercato editoriale tradizionale, ma solo di quello Amazon. E ti posso assicurare che è un mercato in fase di crescita continua, con amazon che sta lavorando per equipararlo a quello degli altri paesi europei. Ad esempio sarebbe bello se anche l'Italia avesse una sua tabella di pagamenti KDP Select All-Stars. Chissà se in futuro riuscirà a farla anche da noi.

 

Se posso pubblicherò una cosina inedita in self tanto per dare un'idea delle potenzialità che Amazon può offrire con l'evolversi del suo mercato italiano.

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Alle ‎31‎/‎03‎/‎2018 at 14:44, Fraudolente ha detto:

Ma, se non sai scrivere, o scrivi testi che non hanno mercato, le possibilità e opportunità servono a ben poco.

Questo è vero, soprattutto per la seconda; per la prima, per me, gli autori di questa categoria si eliminano da soli.

 

Alle ‎02‎/‎04‎/‎2018 at 18:25, nemesis74 ha detto:

Forse è anche colpa nostra che mandiamo testi impresentabili

è vero che arrivano testi impresentabili, ma è anche vero che le ce ci vanno molto con i piedi di piombo, selezionando opere che si allineano al genere di prodotto che in un determinato periodo vende.

 

1 ora fa, Marcello ha detto:
3 ore fa, Mirtillasmile ha detto:

Ma i lettori ci sono. 

Ma non sono proporzionati al numero di titoli che escono quotidianamente.

Vero: fra un po' in Italia ci sarà più gente che scrive che gente che legge (e che si stima di aver scritto un libro senza aver mai letto un libro...)

 

 

Modificato da M.T.
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4 ore fa, Spartaco per Tempesta Ed. ha detto:
Alle 2/4/2018 at 18:25, nemesis74 ha detto:

Ho parlato con diversi librai ultimamente e il loro giudizio sulla stragrande maggioranza delle micro ce... è meglio non riferirlo! Lo dovrei censurare.

 

Il problema, credo, sta nel fatto che per una piccola ce che lavora bene, altre nove lavorano... maluccio?

Forse è anche colpa nostra che mandiamo testi impresentabili ( mi ci metto per primo), creiamo la domanda, si sviluppa l'offerta delle micro ce.

 

In effetti anche a me, dovessi parlare della maggioranza delle librerie, dovrebbero censurarmi... ;)

 

Non posso darti torto, succede anche quello. A me però succede solo con le catene. I librai indipendenti no.

4 ore fa, Spartaco per Tempesta Ed. ha detto:

Comunque è vero che l'offerta di testi è talmente alta che sono nate e nascono tantissime ce che cercano di "cavalcare l'onda" e guadagnare col minimo rischio e sforzo...

Esatto e questo porta a essere stampati; nè più nè meno come nel self. Le differenze diventano poche nel momento in cui una micro ce non fa la ce ma la tipografia.

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3 ore fa, Marcello ha detto:

Ma non sono proporzionati al numero di titoli che escono quotidianamente.

Ognuno può pubblicare la sua roba in libertà, magnifico, ma è pieno di immondizia che nessuno leggerà mai e che, di riflesso, fa storcere ancora più il naso del lettore quando si trova davanti un signor nessuno. Anche se pubblicato da CE.

Serve scrematura, e non può farla solo il lettore.

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15 ore fa, simone volponi ha detto:

Ognuno può pubblicare la sua roba in libertà, magnifico, ma è pieno di immondizia che nessuno leggerà mai e che, di riflesso, fa storcere ancora più il naso del lettore quando si trova davanti un signor nessuno. Anche se pubblicato da CE.

Serve scrematura, e non può farla solo il lettore.

Sì, serve una scrematura e non può farla solo il lettore.

Chi allora?

Non le ce: le ce hanno fallito in questo. Ne è esempio lampante quanto avvenuto col il fantasy negli anni scorsi: l'editoria italiana durante il boom ha pubblicato tanti autori esordienti. Ha pubblicato il meglio?

No.

Ha semplicemente pubblicato quello che secondo lei andava per la maggiore, ha pubblicato la moda, non ha pubblicato il meglio. Ed ha fatto così perché miope e perché priva di conoscenze del genere.

Risultato: mercato bruciato.

Per effettuare la scrematura occorre conoscenza e preparazione, ma se non si possiede un'educazione culturale adeguata fin da piccoli, non si ha una mentalità obiettiva, si rimarrà sempre a questo livello. Tuttavia, essendo in un sistema fallimentare, è difficile far nascere una cultura diversa e si rimane sempre impantanati (e non solo in editoria: ormai è palese che l'Italia è un paese fallito); è un cane che si morde la coda.

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Ospite Andrea.Dee

Conoscenza e preparazione le piccole CE spesso non ce le hanno. E le grosse pubblicano di pari passo autori di valore, i soliti autori bestseller che scrivono con il pilota automatico e tonnellate di immondizia che fa cassa.

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Ma la scrematura l'ha sempre fatta e la farà sempre il lettore. Sarà lui a decidere cosa diventerà un bestsellers, e cosa si perderà nel dimenticatoio. Con tutte le sfumature che ci sono nel mezzo a questi due estremi.

 

Il fatto che le CE non siano più capaci di capire cosa va e cosa no, se non con il famoso algoritmo XD, a noi non dovrebbe fregarcene nulla. Tanto a rimetterci soldi sono loro.

 

 

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29 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Ma la scrematura l'ha sempre fatta e la farà sempre il lettore. Sarà lui a decidere cosa diventerà un bestsellers, e cosa si perderà nel dimenticatoio.

Questo un po' preoccupa perché si è abbassato (e non poco) il livello di distinguere cosa è valido da cosa non lo è.

 

30 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Il fatto che le CE non siano più capaci di capire cosa va e cosa no, se non con il famoso algoritmo XD, a noi non dovrebbe fregarcene nulla.

Purtroppo questo un po' frega perché le ce poi non pubblicano cose che possono interessare al lettore. E il lettore, se poi vuole leggere quello che gli interesse, deve imparare a leggere nella lingua originale dell'autore che vuole seguire, se straniero.

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Ospite Andrea.Dee

In realtà il lettore vero, quindi quello che compra nelle librerie e al massimo il cartaceo su amazon, non sa e non gli frega niente di capire cosa è buono e cosa non lo è.

Primo perché l'unico parametro oggettivo è la correttezza grammaticale, un contenuto magari è originale ma a molti può non piacere. Fate leggere Il Lercio a uno qualunque e poi vediamo cosa ne pensa.

Secondo perché il lettore (di cui sopra, che rappresenta la quasi totalità del mercato che fa cassa) compra la roba mainstream. Dal super mainstream come Dan Brown al mainstream appena appena di qualche autore comunque pubblicato da una casa di rilievo. Che una piccola casa editrici pubblichi (con editing vero) un piccolo capolavoro, non frega niente a nessuno.

Modificato da Andrea.Dee

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1 ora fa, JPK Dike ha detto:

Sarà lui a decidere cosa diventerà un bestsellers, e cosa si perderà nel dimenticatoio. Con tutte le sfumature che ci sono nel mezzo a questi due estremi.

Sono d'accordo con te. Ma le sfumature sono tante. Se ragioniamo in termini di vendita, sì il lettore decide. Ma... gli è piaciuto oppure no? Non esiste un vero indice di gradimento. E alle ce (grandi in questo caso) no gli interessa sapere se ti è piaciuto, ma solo che lo hai comprato.

Un po' come per la tv con l'indice di ascolto. Una volta c'era l'indice di gradimento. Ora non gli frega nulla di sapere se ti è piaciuto, ma solo che lo hai visto, perchè conta quanto puoi incassare con gli spot. Più gente vede, più lo sponsor paga, più io incasso.

2 ore fa, M.T. ha detto:

Tuttavia, essendo in un sistema fallimentare, è difficile far nascere una cultura diversa e si rimane sempre impantanati (e non solo in editoria: ormai è palese che l'Italia è un paese fallito); è un cane che si morde la coda.

Straquoto. Il pubblico andrebbe anche educato, se si va verso l'appiattimento totale ci si abitua a comprare robaccia.  Si comprano libri e diventano seller meno best solo perchè pompati da campagne pubblicitarie, cartonati, esposizioni etc. Se poi il libro ti ha fatto schifo, rimane comunque un libro venduto che fa numero e ne incrementa la popolarità.

Ma è un discorso lungo e complesso da affrontare in un post e non riguarda solo l'editoria.

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Ora siamo a distinguere lettore vero da quello finto che legge solo digitale? Il secondo non vale? E sei sicuro che non faccia cassa?

 

E poi non capisco cosa ci sia di male in Dan Brown. Ce ne fossero italiani come lui, si starebbe tutti meglio. 

 

M.T. ma cosa te ne frega. Anche se le CE falliscono i lettori rimangnono, e te a loro devi puntare. Che il tuo libro piaccia o no alla CE non ti cambia nulla. Te devi piacere al lettore e basta. Che poi mi sembrerebbe anche una cosa normale: te crei l'offerta, e loro sono la domanda. Le CE sono la filiera che porta l'arancio dalla Sicilia al Veneto. Lo possono fare bene o male, ma il prodotto è tuo, e sei te che lo crei e è il lettore che lo giudica. 

 

 

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1 minuto fa, JPK Dike ha detto:

Le CE sono la filiera che porta l'arancio dalla Sicilia al Veneto. Lo possono fare bene o male, ma il prodotto è tuo, e sei te che lo crei e è il lettore che lo giudica. 

Ma le ce "orientano" il mercato. Se invece di cinque varietà di arancio, ne porti solo una, io sarò costretto a mangiare ( e leggere) solo quella.

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