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Nightafter

Il sogno dell’odio – Pt. 3

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La sorpresa gli procurò uno sfrigolio di spilli gelidi al cuoio capelluto.

Strizzò incredulo gli occhi per scacciare la visione, non poteva credere a ciò che stava osservando.

Aveva fatto malissimo a bere quella vodka gelata dopo il pesce crudo e quello schifo di birra giapponese con cui aveva pasteggiato.

Il miscuglio doveva aver causato quella nefasta reazione: il suo corpo si stava ribellando a quell'oltraggio culinario procurandogli quell'allucinazione.

Di questo si trattava, ne era certo, in qualche modo questa convinzione era anche tranquillizzante, un disturbo transitorio, non poteva essere altrimenti: una stupida allucinazione.

Nel garbuglio di ipotesi che in quel momento gli affollavano la mente, pensò che il pesce del sashimi non fosse di prima scelta.

“Chissà cosa ti propinavano nel piatto quei musi gialli, con quell'aria cerimoniosa e deferente?”

Aveva poi letto che nella cucina giapponese si impiegava il temibile pesce palla.

Il quale, se non ripulito e preparato con la dovuta attenzione, eliminandone le parti velenose, poteva avere, all'ingestione, risultanze fatali .

Forse qualche frammento venefico aveva contaminato il piatto.

Certo, non in dose da ucciderlo, ma in grado di procurargli quella singolare distorsione della realtà: come accadeva con le sostanze oppiacee o con l'acido lisergico.

Una bella segnalazione ai N.A.S. a quegli avvelenatori dagli occhi a mandorla, non gliela avrebbe levata nessuno.

Nel mentre l'uomo aveva selezionato sul display il nuovo rifornimento: immobile, con la pistola d'erogazione in mano la osservava indeciso su cosa farne.

Sembrava non rammentare a che servisse e la stessa ragione per cui si trovasse in quel luogo, nudo, davanti alla pompa di benzina.

La piazzola di rifornimento, pareva un'isola luminosa annegata nel silenzio e nel buio della notte.

La luce delle grandi lampade al neon, di una fredda dominante acida, si stendeva sulle cose, proiettando ombre nette sulla massicciata dell'area: tutto in quell'inerzia artefatta risultava surreale.

Lui era impietrito, incapace di reagire alla follia della situazione, scisso tra accettare quanto attestavano suoi occhi o liquidarlo come un delirio della mente.

Il tempo stillava frazioni di attimi, gocce di cera bollente in un catino d'acqua gelida, dilatandosi, esasperando la sua misura, soffocando il ciclo del suo respiro.

La realtà prigioniera di un maleficio si era assopita in una sorta di letargia terminale.

L'uomo prese vita: si voltò lentamente nella sua direzione, il corpo era percorso da un tremito, la distanza tra loro non consentiva di leggere le emozioni del suo sguardo, ma l'assenza della sua mente era percettibile nei suoi gesti.

Con movimento d'automa sollevò il braccio e portò la pistola verso la bocca che aveva spalancato, poi eseguì un analogo movimento con l'altra mano, accostandola al viso.

Nella mano stringeva un piccolo oggetto, da lì non era possibile comprendere cosa fosse.

Nel silenzio irreale lo scatto del grilletto spezzò il sortilegio del tempo: la luce della pompa segnò l'attività del congegno, seguì il rumore liquido della benzina che sgorgava copiosa.

La bocca dell'individuo si colmò in un soffio, il corpo ne fu investito come sotto il getto di un idrante, una pozza lucente e oleosa si allargava intorno ai piedi nudi, mentre l'odore aggressivo del carburante ammorbò rapido la piazzola.

Tutta la scena si stava svolgendo rapida ed irreale come nella pellicola accelerata di una moviola, troppo rapida perché la sua ragione riuscisse ad abbracciarne il senso.

Era impazzito! Cazzo, quello era pazzo come un cavallo! Oppure era lui che stava dando di matto?

L'idea della benzina nella gola dello sconosciuto gli procurò un conato di vomito, dovette portare entrambe le mani alla bocca per contenerlo, mollò a terra l'erogatore, per trattenere lo stimolo.

L'uomo, annaspando, nella sua follia, mosse la mano in cui stringeva l'oggetto non identificato, a lui non bastò il tempo di formulare il pensiero “accendino”.

Una vampata esplosiva avvolse lui, la Volvo e i cinque metri di perimetro intorno.

L'uomo, l'auto e la pompa di benzina ardevano in una unica fiammata blu, alta come tre piani di una casa, l'intera area venne illuminata a giorno, facendo danzare ombre mobili e inquietanti sulle carreggiate che le correvano ai fianchi.

Una colonna di fumo nero e denso saliva da quella scena apocalittica, incendiando il cielo stellato, all'odore del benzene bruciato si univa l'olezzo ributtante della carne arsa, un urlo straziato di orrore coprì il crepitio delle fiamme.

Era la sua voce quella che sentiva scuotergli il petto, strappargli le corde vocali e lacerargli i timpani.

Era lui che urlava quella disperazione cieca e sorda, davanti ad un terrore che gli violentava gli occhi di uomo inerme, annientato da un'ira divina che, nel fuoco, inceneriva quell'essere sciagurato sotto i suoi occhi.

A quello non era sfuggito un solo gemito, rattrappito, in ginocchio, col corpo inarcato all'indietro in una posa scomposta, bruciava scosso da un tremito agonizzante, un riflesso di nervi che friggevano.

Doveva muoversi, le fiamme lo lambivano, non c'era tempo, tra poco sarebbe esploso tutto.

Il calore era divenuto violento, insopportabile: doveva fuggire, chiedere aiuto, trovare una cabina telefonica, chiamare la polizia, i pompieri, il 118.

Cercò le gambe: erano piombo fuso in un blocco di cemento inchiodato al terreno.

Il fumo gli bruciava i polmoni e urticava gli occhi, in una convulsione soffocata di tosse acida sputò la bava annerita che aveva in gola.

Sentì caldo lungo l'interno delle cosce, la sua vescica si stava svuotando senza la sua volontà, sentiva d'essere sul punto di perdere i sensi.

Si piegò in avanti per la vertigine, con uno sforzo della volontà, dettato dall'istinto di sopravvivenza, per non stramazzare a terra poggiò le mani sul cofano della Golf e svuotò lo stomaco della cena non digerita.

 

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Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

casa

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

era anche tranquillizzante. 

Toglierei "anche" mi sembra di troppo. 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

 un disturbo transitorio, non poteva essere altrimenti

Chiuderei con un punto al precedente "Tranquillizzante" per riprendere poi con un "doveva essere un disturbo..." 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Il quale, se non ripulito

A inizio frase così non mi convince, eviterei il punto a favore di una virgola. 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

risultanze

Non mi convince, molto formale. In generale la frase mi pare molto "tecnica"...pesce palla e lo sapevano tutti che se non era pulito a dovere poteva farti secco in pochi morsi". Vedrei piu una cosa del genere. 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

non in dose da uccidere

Mi convince poco "non tanto da uccidere"? La parte seguente sugli oppiacei mi sembra lievemente ridondante. 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

e la stessa ragione per cui si trovasse 

Non trovo sia chiarissimo come passaggio. 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

rifornimento, 

Sposterei la virgola a prima di "annegata" 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

attestavano

Non mi convince nella situazione presente, un banale "vedevano"? 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

investito

Metterei una virgola subito dopo 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

contenerlo, 

Toglierei la virgola per una "e" toglierei anche quella seguente 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

L'uomo, annaspando, nella sua follia, 

Troppe virgole secondo me. "nella sua follia l'uomo, con movimenti quasi convulsi..."?

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

a lui non bastò il tempo

Macchinoso, un "non ebbe nemmeno il tempo di..."?

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

casa, 

 Metterei un punto 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

stellato, 

Punto o punto e virgola secondo me 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

 Che gli violentava gli occhi di uomo inerme 

A parte il doppio "gli" la frase non mi finisce, la trovo vagamente eccentrica, qua preferirei qualcosa di più asciutto. 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Senza la sua volontà

Lo toglierei, é già chiaro 

 

Ho potuto fare solo correzioni spiccie, dal cellulare devo fare l'amanuense perché non mi fa riportare le parti di frasi. Mi piaceva e continua a piacermi, non ho ancora inquadrato lo stile, ma credo sia un problema mio. 

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Intanto carissima @AnnaL.

 

moltissime grazie per la pazienza di avermi letto e commentato, rivedrò senz'altro in fase di riscrittura le indicazioni che hai avuto la bontà di segnalarmi.

Attendo quindi con grande piacere le altre che mi preannunci di volermi aggiungere.

 

Un grazie ed un saluto, a presto rileggerti :D

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Ciao caro socio @Nightafter :)

a me continui a piacere sempre, riesci a creare in me gran curiosità perchè la tua mente mi intriga.

Vorrei stare qui a commentarti, ma ho poco tempo. Ripasserò.

Bravo!

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@Nightafter ecco i di nuovo qui spero non ti dispiaccia il racconto mi piace molto anche se devo ancora inquadrare bene il tuo stile di scrittura :)

Cita

Chissà cosa ti propinavano nel piatto quei musi gialli, con quell'aria cerimoniosa e deferente?”

Domanda: questo è il pensiero che fa il ragazzo? Se si io lo metterei in corsivo così si capisce che è un pensiero oppure scriverei aveva pensato il ragazzo o qualcosa del genere. 

Cita

scisso tra accettare quanto attestavano suoi occhi 

Qui hai dimenticato un I. Scisso tra accettare quanto attestavano I suoi occhi. 

 

Cita

Era impazzito! Cazzo, quello era pazzo come un cavallo! Oppure era lui che stava dando di matto?

Anche qui metterei il corsivo oppure come ti ho già detto di sopra. 

Cita

In una unica fiammata blu

Non so se sbaglio ma qui non sarebbe meglio così : in un'unica fiammata blu 

Cita

lui non bastò il tempo di formulare il pensiero “accendino”.

Io metterei non ebbe il tempo di formulare il pensiero "accendino" 

 

Cita

davanti ad un terrore che gli violentava gli occhi di uomo 

Non sarebbe così : davanti ad un terrore che violentava gli occhi di uomo. 

Cita

Si  piegò in avanti per la vertigine, con uno sforzo della volontà

Si piegò in avanti per la forte vertigine e con uno sforzo di volontà. Così secondo me sarebbe meglio. 

Tutto sommato mi piace molto questo racconto, leggerò anche il seguito se non ti dispiace :D

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Ciao @Gioia92

 

grazie ancora  di leggermi, prendo nota delle tue indicazioni, in effetti molte sono frutto di una svista (a forza di leggere quello che scrivi finisci col non vedere gli errori più lampanti)

 

3 ore fa, Gioia92 ha detto:

Tutto sommato mi piace molto questo racconto, leggerò anche il seguito se non ti dispiace :D

 

 Figurati se mi dispiace carissima, continua pure fin che vuoi :D

 

Un abbraccio.

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:yupphi:Rieccomi nuovamente. :DBuon pomeriggio @Nightafter

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

La sorpresa gli procurò uno sfrigolio di spilli gelidi al cuoio capelluto.

Gli procurò uno sfrigolio di spilli gelidi al cuoio capelluto. Cioè? Purito?

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Aveva fatto malissimo a bere quella vodka gelata dopo il pesce crudo e quello schifo di birra giapponese con cui aveva pasteggiato.

Non mi piace pasteggiato

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Nel garbuglio di ipotesi che in quel momento gli affollavano la mente, pensò che il pesce del sashimi non fosse di prima scelta.

Secondo me è troppo pesante

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Nel mentre l'uomo aveva selezionato sul display il nuovo rifornimento: immobile, con la pistola d'erogazione in mano la osservava indeciso su cosa farne.

Sembrava non rammentare a che servisse e la stessa ragione per cui si trovasse in quel luogo, nudo, davanti alla pompa di benzina.

La piazzola di rifornimento, pareva un'isola luminosa annegata nel silenzio e nel buio della notte.

Scena scorrevole e ben scritta.

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

La luce delle grandi lampade al neon, di una fredda dominante acida, si stendeva sulle cose, proiettando ombre nette sulla massicciata dell'area: tutto in quell'inerzia artefatta risultava surreale.

Per me questa frase è pesante.

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Il tempo stillava frazioni di attimi, gocce di cera bollente in un catino d'acqua gelida, dilatandosi, esasperando la sua misura, soffocando il ciclo del suo respiro.

Interessante.

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

La realtà prigioniera di un maleficio si era assopita in una sorta di letargia terminale.

Che vuol dire letargia terminale?

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

L'uomo prese vita: si voltò lentamente nella sua direzione, il corpo era percorso da un tremito, la distanza tra loro non consentiva di leggere le emozioni del suo sguardo, ma l'assenza della sua mente era percettibile nei suoi gesti. Non andrei a capo Con movimento d'automa sollevò il braccio e portò la pistola verso la bocca che aveva spalancato, poi eseguì un analogo movimento con l'altra mano, accostandola al viso. Neanche qui andrei a capo Nella mano stringeva un piccolo oggetto, da lì non era possibile comprendere cosa fosse.

Nel silenzio irreale Virgola lo scatto del grilletto spezzò il sortilegio del tempo: la luce della pompa segnò l'attività del congegno, seguì il rumore liquido della benzina che sgorgava copiosa.

Scorrevole.

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

La bocca dell'individuo si colmò in un soffio Cioè?, il corpo ne fu investito come sotto il getto di un idrante, una pozza lucente e oleosa si allargava intorno ai piedi nudi, mentre l'odore aggressivo del carburante ammorbò rapido la piazzola.

Un pò confuso.

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Tutta la scena si stava svolgendo rapida ed irreale come nella pellicola accelerata di una moviola, troppo rapida perché la sua ragione riuscisse ad abbracciarne il senso.

Bello.

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

L'uomo, annaspando, nella sua follia, mosse la mano in cui stringeva l'oggetto non identificato, a lui non bastò il tempo di formulare il pensiero “accendino”.  Non mi convince

 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Una colonna di fumo nero e denso saliva da quella scena apocalittica, incendiando il cielo stellato, all'odore del benzene bruciato si univa l'olezzo ributtante della carne arsa Qui ti consiglio un punto. Un urlo straziato di orrore coprì il crepitio delle fiamme.

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Era la sua voce quella che sentiva scuotergli il petto, strappargli le corde vocali e lacerargli i timpani. Io scriverei: Lui che urlava in quella disperazione cieca e sorda, davanti ad un terrore che gli violentava gli occhi di uomo inerme, annientato da un'ira divina che, nel fuoco, inceneriva quell'essere sciagurato sotto i suoi occhi.

 

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

A quello non era sfuggito un solo gemito, rattrappito, in ginocchio, col corpo inarcato all'indietro in una posa scomposta, bruciava scosso da un tremito agonizzante, un riflesso di nervi che friggevano.

A quello chi?

Periodo troppo lungo.

 

Alle 23/3/2018 at 21:43, Nightafter ha detto:

Cercò le gambe: erano piombo fuso in un blocco di cemento inchiodato al terreno.

Non mi piace: cercò le gambe

 

III°Conclusione: In questo testo noto un ritmo troppo lento, frasi troppo lunghe - consiglio più punteggiatura - . Non segnalo particolari refusi. Alcune frasi sono difficili da capire per la presenza di nuovi termini. (:asd:son ignorante) Forse trovo un pò piatto questo capitolo. Racconti di un suicidio ma secondo me in un modo lento e lagnoso. E' vero che è una continuazione ma oltre al "suicidio del pazzo" fa accadere qualcos'altro.

Spero di esserti stata utile.

:yupphi:A presto.

Floriana

 

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Grazie mia dolce  @Floriana ,

 

Farò tesoro dei tuoi suggerimenti, puntuali e pertinenti come sempre.

In fase di revisione del testo ne terrò senz'altro conto.

 

Grazie di continuare a leggere questo mio povero raccontino.

 

Un saluto e un abbraccio :D

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Ciao, Nightafter.

bando alle ciance, vengo subito alle annotazioni, avendo, ormai, poco tempo per rimanere qui. Del resto, sai che cosa penso.

 

[…] "Strizzò incredulo gli occhi per scacciare (sarebbe stato interessante anche "scacciarne", scacciare dagli occhi) la visione, non poteva credere a ciò che stava osservando."

"nefast a"

"a quell'oltraggio culinario" (non c'è accordo sul significato di questo aggettivo: per i più, non pare comprendere le bevande e la loro mescita. Vedi tu...).

"Nel garbuglio di ipotesi che in quel momento gli affollavano la mente." Bello!

[…] "ingestione, risultanze fatali ." Refuso: spazio prima del punto

"Certo, non in dose da ucciderlo". Letale.

"Nel mentre l'uomo aveva selezionato sul display". Quadrante, visore...

"La piazzola di rifornimento, pareva un'isola […]" bella l'immagine, ma togli la virgola.

"[…] scisso tra l'accettare quanto attestavano suoi occhi o il liquidarlo come un delirio della mente."

"Il tempo stillava frazioni di attimi". Splendido!

"L'uomo riprese vita:"

"Nella mano stringeva un piccolo oggetto, da lì non era possibile comprendere cosa fosse." A mio gusto, sostituirei la virgola con un punto e virgola.

"Era impazzito! Cazzo, quello era pazzo come un cavallo!" Prova a togliere "cazzo": vedrai che non serve.

 

Scusa la fretta. Alla prossima...

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Ciao@cld

 

Non posso che ringraziarti (li faccio qui anche per tutti gli altri miei racconti che hai riccamente commentato) e ripetere che mi sento davvero gratificato dai giudizi benevoli che mi dedichi e che stento a credere di meritare :D

 

Mi auguro di non deluderti con le prossime puntate.

 

Grazie ancora e a presto rileggerti. Ciao.

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