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Matteo Zanini

ABEditore

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Nome: ABEditore

Generi trattati: Narrativa, Poesia, Saggistica, Musica, Arti in generale

Modalità di invio dei manoscritti:  http://www.abeditore.it/pubblica-con-noi   invio del manoscritto a mezzo mail all'indirizzo manoscritti@abeditore.it

Distribuzionehttp://www.abeditore.it/distribuzione   A.L.I. Agenzia libraria international

Sitohttp://www.abeditore.it

Facebookhttps://www.facebook.com/abeditore.editore/

Modificato da ElleryQ

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Al momento sono alla ricerca di testi brevi (minimo 80.000 caratteri - massimo 150.000 caratteri)

Hanno aperto una nuova collana editoriale: piccoli mondi moderni.

 

Spoiler

A me, i loro libri piacciano moltissimo! Sono curati nei minimi dettagli.

 

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Link verificati e integrati, attendiamo risposta.

 

Alle 27/3/2018 at 12:35, YumaKuga79 ha detto:

Anno di Nascita?

 

@YumaKuga79 , dovrebbe essere 2010.

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Non so quanto questa mia riesca a dire sulla politica dell'editore in questione, né se possa essere in qualche modo utile ma, in quanto da me classificata come "esperienza bizzarra", mi fa piacere condividerla.

Nei pressi della fine di marzo del corrente anno invio una raccolta di racconti in esame, a inizio giugno mi viene risposto che : "Siamo spiacenti di comunicarle che dopo una prima valutazione la sua opera è risultata non essere di interesse per la nostra CE"... e fin qui tutto bene, o perlomeno "nella norma".

Oggi ricevo una mail in cui innanzitutto mi si ringrazia per aver sottoposto la mia opera alla loro attenzione, quindi, tra le altre cose, mi si fa gentilmente presente che: "...Quel mondo (n.b. quello dell'editoria), per ovvi interessi dei “pochi”, suddiviso a metà. Quello degli editori “a pagamento” e quello degli editori non a pagamento. I primi equiparati al “male”, i secondi invece catalogati come i “buoni”. Noi siamo tra i buoni, non chiedendo nessun compenso ai nostri autori. E pure qui, direte voi (ma pure io) tutto ok. Continua, però, a sfuggirmi il senso ultimo della missiva che sto leggendo. Proseguendo scopro che: "Le dirò di più, abbiamo ideato una terza classificazione" (O_O) che più in la spiegherà essere "un’apposita vetrina rivolta a tutti coloro i quali desiderano promuovere la propria opera e, al contempo, cercano di ottenere un modesto guadagno".

Accomiatandosi, il firmatario della mail, mi invita, per chiarire meglio la questione, a "visionare l’area dedicata qui: https://www.abeditore.com/autori-selfpublishing?_rdr, e, se interessato, a rivolgermi a lui per ulteriori informazioni.

Come noterete, il link non apre nulla (il dominio dell'editore è .it, questo è .com O_-)... ma soprattutto contiene un termine che lascia in qualche modo presagire la natura (di cui, almeno non attraverso me che non ho interesse ad approfondire la questione, mai sapremo la reale valenza) della "terza classificazione" da loro ideata...

Vi lascio con un quesito di un certo spessore: avranno mica inventato il selfpublishing?

 

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Un modus operandi che mi ricorda parecchi editori (più o meno free)... di certo non è nulla di innovativo.

Come detto, senza offesa per nessuno, non m'ispira la volontà di approfondire, quanto quella di guardare oltre.

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Ho ricevuto giusto ieri una mail identica alla tua @dfense. La cosa quasi mi sembrava assurda visto che per un buon quarto d'ora mi sono domandato dove e quando avessi inviato del mio materiale a questo editore, salvo forse ricordare, come te, di aver spedito diversi mesi fa una breve antologia di racconti e di aver ricevuto un rifiuto.

La cosa mi sembra abbastanza bizzarra perché se già loro hanno rifiutato di pubblicarmi significa che, in un modo o nell'altro, non mi ritengono all'altezza (e qui non lo dico in modo polemico, infatti non avevo grandi aspirazioni per quei racconti, nonostante ci tenga ancora molto), però mi domando perché propormi la terza strada del selfpublishing. Insomma, non sono un editore, sono semplicemente un modesto artigiano di parole, perciò avrei necessità di persone che sappiano cosa significa pubblicare e prima ancora correggere un testo, editarlo, impaginarlo, creare una grafica per il libro ecc. ecc. Quindi, anziché andare come un dilettante allo sbaraglio contro mulini a vento, meglio attendere un editore che preferisca puntare su di me, che un pochino creda nelle mia capacità e decida di pubblicarmi in maniera tradizionale, cartacea o digitale che sia.

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