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Niko

Che sta succedendo all'editoria?

Post raccomandati

55 minuti fa, Mathiel ha detto:

@Sarinsaretta, finalmente un tuo intervento davvero utile. Grazie.

Direi che gli interventi di @Sarinsaretta sono stati un po' "fastidiosi", ma quasi tutti utili. Ci ha spiegato il criterio con cui un editore importante seleziona i testi da pubblicare. Noi possiamo contestare, protestare, dire che non è giusto e opportuno, che è eticamente scorretto, ma così stanno le cose. La casa editrice bada alle vendite e, se un libro fa schifo ma va a ruba, è comunque un bestseller. Il giudizio non verte sul bello o brutto, o buono o cattivo: interessa solo il si vende o non si vende e, soprattutto, quanto si vende? Sarinsaretta non è un critico letterario, ma un valutatore della commerciabilità. 

Ah, volete sapere perché Sarinsaretta ci ha fatti arrabbiare e i suoi interventi ci hanno infastidito? Perché ha detto solo la verità! Brutta la verità, eh?

Dopo ha girato il ferro nella piaga insistendo sulle nostre frustrazioni da scrittori bravissimi e incompresi. Sì, perché noi tutti un po' ci crediamo: il mio lavoro non funziona perché non sono un tizio famoso, e Fabio Volo vende solo perché è Fabio Volo. No, Fabio Volo vende perché qualcuno apprezza i suoi libri e perché il mercato vuole quel tipo di prodotto. Sarinsaretta, temo che tu abbia lanciato un'idea pericolosa: sarai presto sommersa da diari di pedofili assatanati!

La realtà è questa: se vuoi vendere, scrivi ciò che la gente vuol leggere.

Altrimenti, bada a scrivere e non stare a lamentarti!

 

Però, Sarinsaretta, non ci hai spiegato ancora come mai se qui sul forum...

E grazie, comunque, per averci reso edotti...

 

Un'ultima riflessione: sono un lettore, e detesto i libri del genere "Fabio Volo", come quelli di Zucchero e di Pupo, i manuali di cucina scritti da chi non sa cucinare, i giornaletti scandalistici, i diari dei pedofili, il porno gratuito per adolescenti arrapati e tanti di quei prodottini analoghi che, adesso, affollano gli scaffali delle librerie. Lo so, sono una mosca bianca, una pecora nera e destinata a finire in bocca al lupo. Sto leggendo e selezionando i romanzi inediti che partecipano a un concorso. Ne ho iniziato uno bellissimo, scritto da un'autrice molto brava e che, per me, sarebbe meritevole di pubblicare con un ottimo editore. 

Ma cosa intendiamo per "ottimo" editore?  Chi pubblica i diari dei pedofili? 

 

Ciao, Sarinsaretta, buonanotte e... grazie ancora!

 

Modificato da Fraudolente
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1 ora fa, Sarinsaretta ha detto:

10) Fraudolente, l'unica cosa davvero degna di nota l'hai scritta tu ma sotto forma di provocazione. "Allora io scrivo il diario di un pedofilo".

Magari!

Un titolo simile, io lo valuterei molto attentamente.

Ovviamente dovrebbe contenere un messaggio sensato.

Perchè sono un pedofilo? Cosa mi è successo? Ho rimorsi? Cosa penso quando metto in atto simili crimini?

Da chi mi sono fatto aiutare? A chi si dovrebbe rivolgere chi pensa di essere in questa orribile condizione? 

Si, mi interesserebbe.

 

Ci credo! Però non è che possiamo diventare tutti pedofili per arrivare a pubblicare. Almeno spero...

 

43 minuti fa, Sarinsaretta ha detto:

E la colpa di chi questo passo falso di chi è?

Di Fabio Volo? Del suo agente? Della casa editrice?

Siamo così sicuri che questa operazione sia stata ideata e voluta da Fabio Volo o per doveri contrattuali lui ha invece dovuto subirla?

 

Infatti la casa editrice va sempre citata insieme al nome dell'autore (Mondadori, lo ricordo ancora una volta). Però rimane il dubbio che ci sia chi non fa troppo lo schizzinoso con l'uso del proprio nome e cognome sulle copertine di certi orrori. 

 

Comunque grazie per il post articolato che hai scritto. Sia pure con scivolata finale, dove affermi:

1 ora fa, Sarinsaretta ha detto:

Come vedete, non esiste la ricetta magica per essere pubblicati ma esiste invece la presunzione (di chi si sente scrittore) di non essere capito e compreso e quindi a torto snobbato.

Non è così.

 

Questo ragionamento è vero nella gran parte dei casi, ne sono sicuro, ma non è vero sempre. La storia della letteratura abbonda di scrittori diventati mostri sacri a tutti gli effetti dopo essersi visti sbattere in faccia porta dopo porta. Da gente che lavorava in CE e che, convinta di sapere tutto, magari gli rispondeva di non avere la presunzione di non essere capito e di mettersi l'anima in pace. L'umiltà è dote utile a tutti, qualunque ruolo si ricopra.

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6 minuti fa, Fraudolente ha detto:

sono una mosca bianca, una pecora nera

 

Mosca bianca o pecora nera? Insomma, deciditi! ;)

Se invece volevi dire zebra bianconera, benvenuto nella grande famiglia. :)

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1 minuto fa, L'antipatico ha detto:
9 minuti fa, Fraudolente ha detto:

sono una mosca bianca, una pecora nera

 

Mosca bianca o pecora nera? Insomma, deciditi! ;)

Se invece volevi dire zebra bianconera, benvenuto nella grande famiglia. :)

Cambiando l'ordine dei colori il risultato non cambia: si vince comunque lo scudetto!

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Antipatico...ovviamente io scrivo considerando "la gran parte dei casi" non certo le eccezioni.

 

Fraudolente...sono su questo forum per un motivo specifico, ormai evaso, che non penso interessi a nessuno.

E se leggi bene io non parlo mai di libri belli o brutti.

Parlo di libri che regalino emozioni. Circoscritte e rivolte ad un pubblico definito.

 

"Il diario del pedifilo" era solo un esempio. Ovviamente.

 

Buonanotte 

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4 ore fa, Alexmusic ha detto:

E vi dirò di più. Io sono convinto che neppure le aziende "normali" (non le CE, intendo) possano sottostare unicamente alle leggi dell'economia e del mercato, fregandosene bellamente di tutto il resto, ovvero etica, morale, rispetto del prossimo e dell'ecologia; perché altrimenti i risultati li possiamo già vedere e sono sotto gli occhi di tutti: sfruttamento indiscriminato dei lavoratori e inquinamento ambientale, tanto per citarne due.
Ma un cattivo editore che pubblica pessimi libri può far di peggio: può avvelenare le menti, invece dell'aria, dell'acqua o della terra.

E per questo tipo di contaminazione non esistono depuratori.

Concordo in pieno

 

1 ora fa, Sarinsaretta ha detto:

Se un libro vende, quello è un buon libro. Indiscutibilmente.

Invece affermazione molto discutibile. Fermo restando che una ce è anche impresa commerciale che deve fare profitti, un libro che vende non è per forza un buon testo, al massimo è un buon prodotto. Come ho detto più sopra non riconosco l'equazione: maggioranza = verità (o ragione)

 

Per quanto riguarda i libri che avvelenano la mente te ne cito due al volo:

Guarire con il metodo Gerson di Charlotte Gerson, Macro Edizioni

Sposati e sii sottomessa di Costanza Miriano, Sonzogno e/o Vallecchi

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Ma in fondo alla radio si sentono rap italiani con testi da decerebrati, in tv impazza l'isola e uomini e donne con la Cipollari regina dell'audience, il best seller del momento lo ha scritto una youtuber diciannovenne allora di che stiamo a parlare? La gente vuole quello. Noi al limite facciamo parte di quell'uno per cento che non condivide certi gusti però basterebbe che si cercasse tra gli scaffali qualcosa di interessante ai nostri occhi. Semplice. E saranno scrittori da uno per cento del mercato, che venderanno cento libri a fronte dei diecimila della cara Iris. In fondo però devo ammettere che leggo solo romanzetti alla Patterson perciò forse per molti non potrei parlare. Devo in ogni caso confessarvi che in fondo sono contento così. La letteratura "alta" non fa per me, io leggo per puro diletto e passatempo e delle esperienze di vita degli altri non mi interessa nulla. Come vedete ognuno ha i suoi gusti e il bello, il brutto, il valido o la schifezza è molto relativo. In questo scambio di idee per la prima volta mi trovo in accordo con Sarinsaretta, della quale tuttavia continuo a detestare l'avatar.

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Heigtbox....il mio avatar è bellissimo. Punto.

 

Battute a parte, hai colto il senso: la letteratura "alta" non fa per te, e sei onesto a dirlo, e in effetti, non fa quasi per nessuno. E una casa editrice seria non può e non deve mirare a vendere pochissime copie a quei "quasi nessuno" altrimenti non dovrebbe fare la casa editrice.

 

Spartaco, Sposati e sii sottomessa non solo è un libro ma è un best seller.

Un best seller tradotto in più lingue e ripubblicato più volte.

La tua opinione, uguale a quelli che l'hanno bruciato in piazza vale ESATTAMENTE come le centinaia di migliaia di persone che l'hanno acquistato e apprezzato.

Con la differenza però che io (come donna, come Sara) posso mettermi ore e ore a discuterne con te e alla fine darti ragione, ma come editrice considerare la tua opinione del tutto irrilevante e anzi dispiacermi per non averlo pubblicato io.

Vogliamo pretendere che l'editore sia sempre d'accordo e la pensi allo stesso modo con i testi che pubblica? Stiamo scherzando?

E poi l'editore chi è? Una persona? Gli azionisti? I dipendenti?

E dovrebbero essere tutti, tutti d'accordo?

 

Mi spiego in un modo che più chiaro non si può: come editore (che mira alle vendite) mi piacerebbe fare uscire lo stesso giorno "Sposati e sii sottomessa" e "Sposati, tradiscilo, rubagli tutto e sii felice" ed organizzare l'incontro con gli autori nella stessa libreria e nello stesso orario.

 

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Allora. Comincerò dalla fine.:D

Punto.

Di seguito.

Non mi stupisce che in questa discussione siano emersi vizi arcaici e rovinosi.

Il primo.

Un atteggiamento feudale, simile al feudalesimo finanziario anni '80 targato Mediobanca, secondo cui i voti si pesano non si contano.

Atteggiamento travolto in finanza dagli stramiliardi cinesi e in letteratura dai like del web.

Il secondo, ancora peggiore.

La supponenza di concepire il lettore (l'elettore) soggetto da educare.

Atteggiamento che ha condotto alla rovina una intera classe politica. Quando è emerso chiaramente che è il popolo a educare chi lo governa. 

Al pari che è il lettore a educare lo scrittore e l'editore.

Tutto ciò, gli sconfitti chiamano "populismo".

O "Vaffa dey" della letteratura.:P

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8 ore fa, Spartaco per Tempesta Ed. ha detto:

Per quanto riguarda i libri che avvelenano la mente te ne cito due al volo:

Guarire con il metodo Gerson di Charlotte Gerson, Macro Edizioni

Sposati e sii sottomessa di Costanza Miriano, Sonzogno e/o Vallecchi

Aggiungiamoci magari l'intramontabile "Mein Kampf" di Hitler o tutti quei libri che negano l'olocausto. Intendiamoci, io non dico che non debbano esser pubblicati, perché anche il male assoluto deve essere testimoniato e per principio sono contrario a qualsiasi genere di censura; ma accanto a quel genere di testi devono trovar spazio altri volumi, che, con argomentazioni logiche e documentate, sbugiardino le pseudo verità dei primi. E tali volumi devono esser pubblicati, anche se magari non è tanto conveniente farlo, perché la ricerca della verità è uno dei doveri della Letteratura, che, come accade per gli esseri umani, non può accampare solo diritti.

7 ore fa, heightbox ha detto:

Ma in fondo alla radio si sentono rap italiani con testi da decerebrati, in tv impazza l'isola e uomini e donne con la Cipollari regina dell'audience, il best seller del momento lo ha scritto una youtuber diciannovenne allora di che stiamo a parlare? La gente vuole quello

E quindi? Diamoglielo? E allora questo forum questo cosa esiste a fare? Per ricordarci che, più che dei sognatori, qui siamo tutti semplicemente degli illusi, per non dir di peggio? E tutti quelli che nella vita di ogni giorno provano a fare gli educatori, che sia la loro professione o meno, cosa sono? Dei perfetti imbecilli, perché combattono una guerra persa in partenza? Forse. Ma è soprattutto grazie a questi imbecilli che l'umanità non è ancora giunta all'autodistruzione e, a volte, molto ma molto lentamente, progredisce. E' facile, e fa anche figo, fare i disincantati, che sputano sentenze sulla pochezza mentale della maggior parte delle persone. Ma i veri eroi sono quelli che non ci appaiono come tali, quelli che lavorano nell'ombra, provando a riempire quella pochezza, sapendo che in cambio del loro lavoro non riceveranno encomi, ma al limite insulti e ingratitudine.
Oggi buona parte del pianeta vive in un relativo benessere materiale e ne attribuisce tutto il merito al "progresso scientifico", dimenticandosi che dietro a quel progresso ci sono stati uomini e donne in carne e ossa e che molti di loro non sono stati sempre osannati per le loro ricerche, ma spesso sono stati derisi, vilipesi, perseguitati, incarcerati e talvolta anche uccisi. E la tanto decantata democrazia di cui, anche in questa discussione, ci si riempie la bocca? Da dove credete che arrivi? Pensate che sia un dono del Cielo? Pensate che chi deteneva il potere l'abbia concessa gratis et amoris dei? No, c'erano idee e idealisti (già, i tanto sbeffeggiati idealisti!) dietro la battaglia per ottenerla. E per diffondere tali idee, oltre che di manifesti e comizi, c'è stato bisogno di libri; ma per fortuna non c'era alcun algoritmo a dirci che non era conveniente stamparli.

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Beh io penso che il discorso sia questo comunque. I grandi editori devono badare alla commerciabilità perché devono vendere. I piccoli editori non venderebbero una mazza nemmeno se pubblicassero libri commerciali, perciò già che ci sono possono permettersi di rischiare di più. Quindi per fortuna che esistono. 

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Secondo me stiamo attingendo a sbafo a concetti che non c'entrano niente con la discussione. Questi idealismi, queste "missioni", questa presunzione di voler/poter diffondere un esempio.... torniamo con i piedi per terra...

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12 ore fa, Sarinsaretta ha detto:

Fraudolente, l'unica cosa davvero degna di nota l'hai scritta tu ma sotto forma di provocazione. "Allora io scrivo il diario di un pedofilo".

Magari! Un titolo simile, io lo valuterei molto attentamente. Ovviamente dovrebbe contenere un messaggio sensato.

Perchè sono un pedofilo? Cosa mi è successo? Ho rimorsi? Cosa penso quando metto in atto simili crimini?

Da chi mi sono fatto aiutare? A chi si dovrebbe rivolgere chi pensa di essere in questa orribile condizione? Si, mi interesserebbe.

E qui si dimostra quanto il fattore umano alla fine conti più dei calcoli matematici. Peccato però che, quando si è trattato di pubblicare un libro testimonianza davvero unico nel suo genere (meno di dieci persone in Italia avrebbero potuto scriverlo) la maggior parte delle grandi case editrici se lo sia lasciato sfuggire, proprio per aver provato ad alterare la genuinità del messaggio che l'autore voleva trasmettere.

 

 

Modificato da Aporema Edizioni

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...ben detto @Mauro Barbarito  io come pesta tastiere mi accontento di sfornare romanzi gradevoli, ben scritti, credibili e coinvolgenti. Vorrei intrattenere piacevolmente qualche ora il mio lettore e alla fine lasciarlo soddisfatto del tempo e degli eventuali soldini che mi ha dedicato. Non una lenticchia di più. La letteratura non fa per me e non credo ci sia bisogno di difenderla. Libri impegnati con profondi messaggi credo ce ne siano a bizzeffe e CE che li pubblicano, anche. Quanti se ne vendano non lo so perché il mondo dell'editoria è tanto contorto che nemmeno esistono dati ufficiali di vendita. Il problema non è cosa sta succedendo all'editoria semmai è: "ma cosa diavolo vuole leggere la gente?" oppure "perché Patterson vende milioni di libri e dei miei che sono altrettanto piacevoli se ne vendono ventitré?". Lo ammetto sono un materialista.

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12 ore fa, Sarinsaretta ha detto:

 

Prima ho chiesto il titolo di un libro pessimo che avvelena la mente e nessuno ha scritto nulla. E sapete perchè? Perché non esiste.

 

Guarda, sui libri che "avvelenano la mente" potrei persino darti ragione. Mi sembra un concetto troppo forte e troppo ristretto. Il Mein Kampf, per fare un esempio, è sicuramente veleno, ma non è che leggendolo oggi, da adulto, diventerei nazista. Anzi, proprio perché è veleno andrebbe letto nelle scuole (al liceo), per consentire ai giovani di sviluppare degli anticorpi adeguati.

 

Di libri pessimi, invece, ne esistono quanti ne vuoi. Io non ho né il tempo né la voglia di immergermi in simili letture, per cui devo fidarmi delle recensioni di youtuber e lettori, delle anteprime disponibili su internet e delle poche pagine che mi capita di sfogliare in libreria.

Ne cito tre, ma sono sicuro che si potrebbe altrettanto facilmente arrivare a trenta.

1) Federico Moccia: essenzialmente tutti quelli che ha scritto. Se proprio vuoi un titolo, va bene Tre volte te, edito da Nord (2017). Titolo di recensione più bello: «Tre volte no».

2) Mirko Alessandrini, in "arte" Cicciogamer89, Io, me e me stesso (bel titolo, vero?), edito da Mondadori Electa (2017). Sembra scritto da un bambino di dieci anni. Peccato che il tizio in questione ne abbia quasi trenta.

3) Giulia Valesi, Tre metri sotto un treno, edito da Piemme (2017). Notare il furbesco ammiccamento all'"opera prima" (vabbè) del Moccia prima citato. Qui siamo al trash puro, che non necessita di tanti approfondimenti. E non stiamo parlando della classica diciassettenne che tenta di tramutare in euro i like che ha su facebook o non so dove, senza averne la capacità. L'autrice ha 28 anni e si presenta come «laureata in architettura, che ama leggere ed è appassionata di scrittura creativa.» Davvero?

 

Come vedi, non ho faticato molto a proporti tre libri semplicemente orrendi, tutti pubblicati da CE importanti, le cui pagine sono un'offesa sia alla lingua italiana che all'intelligenza umana.

Ma qui veniamo al vero problema, al vero punto del contendere. Non ho idea di quante copie abbiano venduto i libri da me citati. Suppongo che almeno i primi due ne abbiano vendute parecchie. A te basterebbe questo per considerarli ottimi libri, come da tua risposta a @Spartaco per Tempesta Ed. . A noi no.*

*Noi vuole comprendere tre categorie: lettori forti, aspiranti scrittori non per diritto divino di "fama", editori con un senso più alto del tuo del lavoro dell'editore.

 

Continuate pure a vendere Moccia et similia a vagonate. È un vostro diritto e, a quanto pare, ne avete bisogno per campare. Io, poi, sono assolutamente contrario a qualsiasi forma di censura, per cui ritengo che si abbia il diritto sia di pubblicare che di leggere tutto, ma proprio tutto. Infine, abbiamo già convenuto che sono i gusti dei lettori a imporre cosa finisce sugli espositori delle novità "importanti" e cosa, invece, sull'ultimo scaffale in alto, a vari metri da terra, dove nessuno lo vedrà mai. 

Però, pretendere di far passare il nulla cosmico per buona letteratura, questo no, è davvero troppo. Accontentatevi di sopravvivere con gli spiccioli che milioni di analfabeti funzionali sono disposti a concedervi, quelli che avanzano dopo l'acquisto dell'ultimo modello di smartphone e del decimo paio di Nike, ma astenetevi cortesemente dal fare ai cosiddetti "idealisti" la morale filosofico-capitalistica. Quella non la accetto.

 

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10 ore fa, Spartaco per Tempesta Ed. ha detto:

Per quanto riguarda i libri che avvelenano la mente te ne cito due al volo:

Guarire con il metodo Gerson di Charlotte Gerson, Macro Edizioni

Sposati e sii sottomessa di Costanza Miriano, Sonzogno e/o Vallecchi

 

50 minuti fa, Alexmusic ha detto:

Aggiungiamoci magari l'intramontabile "Mein Kampf" di Hitler o tutti quei libri che negano l'olocausto.

 

Bestseller già pubblicato e che avvelena il corpo e la mente:

Come vivere 120 anni, del noto giornalista Adriano Panzironi.

Se volete approfondire: https://www.iene.mediaset.it/2018/news/diabete-panzironi-dice-una-cazzata-video_347.shtml

 

@Sarinsaretta, se vuoi invece un inedito promettente e di sicuro successo, assecondando i canoni che ci hai illustrato, potresti dare una letta qui: https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/uno-bianca-fabio-savi-libro-1.2793213

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12 minuti fa, L'antipatico ha detto:

Come vedi, non ho faticato molto a proporti tre libri semplicemente orrendi, tutti pubblicati da CE importanti, le cui pagine sono un'offesa sia alla lingua italiana che all'intelligenza umana. Ma qui veniamo al vero problema, al vero punto del contendere. Non ho idea di quante copie abbiano venduto i libri da me citati. Suppongo che almeno i primi due ne abbiano vendute parecchie. A te basterebbe questo per considerarli ottimi libri, come da tua risposta a @Spartaco per Tempesta Ed. . A noi no.*

*Noi vuole comprendere tre categorie: lettori forti, aspiranti scrittori non per diritto divino di "fama", editori con un senso più alto del tuo del lavoro dell'editore.

Continuate pure a vendere Moccia et similia a vagonate. È un vostro diritto e, a quanto pare, ne avete bisogno per campare. Io, poi, sono assolutamente contrario a qualsiasi forma di censura, per cui ritengo che si abbia il diritto sia di pubblicare che di leggere tutto, ma proprio tutto. Infine, abbiamo già convenuto che sono i gusti dei lettori a imporre cosa finisce sugli espositori delle novità "importanti" e cosa, invece, sull'ultimo scaffale in alto, a vari metri da terra, dove nessuno lo vedrà mai. 

Però, pretendere di far passare il nulla cosmico per buona letteratura, questo no, è davvero troppo. Accontentatevi di sopravvivere con gli spiccioli che milioni di analfabeti funzionali sono disposti a concedervi, quelli che avanzano dopo l'acquisto dell'ultimo modello di smartphone e del decimo paio di Nike, ma astenetevi cortesemente dal fare ai cosiddetti "idealisti" la morale filosofico-capitalistica. Quella non la accetto.

Semplicemente, grazie @L'antipatico , a nome nostro e di tutti quelli che, oltre a un cervello, hanno un cuore.

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Quello che non capisco è perché sarinsaretta vuole farci intendere che le grandi CE puntano solo al guadagno e al trash, quando invece non è vero. E abbiamo prove su prove che invece rilasciano anche letteratura forte e seria.

 

A me pare che sia lei che sta cercando di sminuire e denigrare l'editoria italiana, facendola sembrare peggiore di quel che è. E lo dice uno che di sicuro non la ama, ma ne riconosce diversi meriti.

 

Mah. 

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@JPK Dike

15 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Quello che non capisco è perché sarinsaretta vuole farci intendere che le grandi CE puntano solo al guadagno e al trash, quando invece non è vero. E abbiamo prove su prove che

 

Trovo difficile pensare ad aziende che non pensano al profitto, anche perché con il ricavo pagano i flop.

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Però scusate, perché accanirsi gli uni contro gli altri quando coesistere non danneggia nessuno? Ci sono CE che preferiscono certi argomenti come Neri Pozza, altre come la PIEMME ne prediligono altri. Ci sono in circolazione molti romanzi di letteratura, di formazione, di impegno sociale e ci sono i gialli, i rosa e i comics. Perché sempre a guardare chi ce l'ha più... profumato? Abbiamo i mezzi e i modi di scegliere quello che ci piace e se coloro i quali condannano certi autori e desiderano educare i pecorelloni (appena coniato!) amanti del Moccia postino recensioni positive sui romanzi di spessore e li consiglino al popolo. C'è posto per tutti, e la tolleranza tanto inflazionata in questi tempi dovrebbe trovare grande spazio in forum come questi. Sara pensa e agisce da imprenditore e non è detto che sia ciò che intimamente desidera, ma è il suo lavoro. Qui (in alcuni casi) c'è passione, è diverso.

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3 ore fa, Sarinsaretta ha detto:

Spartaco, Sposati e sii sottomessa non solo è un libro ma è un best seller.

Un best seller tradotto in più lingue e ripubblicato più volte.

La tua opinione, uguale a quelli che l'hanno bruciato in piazza vale ESATTAMENTE come le centinaia di migliaia di persone che l'hanno acquistato e apprezzato.

 

Che questo libro sia un best seller non fa che aumentare le mie perplessità e preoccupazioni su un grande numero di essere umani. Sul fatto che la mia opinione valga quella della "massa" che ha comprato questo libro scusa ma la mia "presunzione" mi fa dire no, non ha lo stesso valore. "punto"

.

1 ora fa, Alexmusic ha detto:

non dico che non debbano esser pubblicati, perché anche il male assoluto deve essere testimoniato e per principio sono contrario a qualsiasi genere di censura;

 

Sono d'accordo che non ci debba essere censura, ma il fenomeno di vendite di certi libri mi fa molto preoccupare. Noi, a prescindere da quante copie ci farebbero vendere, non li pubblicheremmo mai...

 

51 minuti fa, L'antipatico ha detto:

Però, pretendere di far passare il nulla cosmico per buona letteratura, questo no, è davvero troppo. Accontentatevi di sopravvivere con gli spiccioli che milioni di analfabeti funzionali sono disposti a concedervi, quelli che avanzano dopo l'acquisto dell'ultimo modello di smartphone e del decimo paio di Nike, ma astenetevi cortesemente dal fare ai cosiddetti "idealisti" la morale filosofico-capitalistica. Quella non la accetto.

 

Applausi!

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17 minuti fa, delon ha detto:

@JPK Dike

 

Trovo difficile pensare ad aziende che non pensano al profitto, anche perché con il ricavo pagano i flop.

 

Non ho detto questo. Ho detto che di fianco al profitto a tutti i costi, pubblicano anche lavori di qualità. E che la qualità non è nemica di vendite e soldi.

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Sconforta leggere tante banalità.

Moccia pubblica pessimi libri? 

Questo vuol dire non capire nulla ma mettersi su un piedistallo e voler fare la morale agli altri.

Tutte le ragazzine che leggono i libri di Moccia lo trovano incredibilmente bravo e preparato. Lui ha il suo pubblico e vende milioni di libri e tu ti permetti di criticare lui e il suo pubblico? Ragazzini tredicenni così come LO SEI STATO TU.

Moccia=pubblico di ragazzini.

Moccia è un genio.

 

Spartaco, la tua opinione vale esattamente come quella di coloro che non condividono le tue idee. Non è che perchè tu lavori nell'editoria e passi le giornate su questo forum hai più ragione degli altri. Questa è distorsione della realtà. 

 

Finchè vi ponete culturalmente su un piano più elevato degli altri vuol dire che vi sentite parte di una nicchia e i vostri scritti non potranno che parlare ad una nicchia.

 

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31 minuti fa, Sarinsaretta ha detto:

Sconforta leggere tante banalità.

Scusa, @Sarinsaretta , ma con quale diritto te ne esci con questa affermazione? Che cosa ti fa credere che pure le tue non siano "banalità"? Non ti rendi neppure conto di tutte le contraddizioni che semini nei tuoi post! Prima ammonisci gli altri a non "mettersi su un piedistallo",  affermi che la loro opinione vale tanto quanto la tua o quella di qualsiasi altro, e poi giudichi "banalità" quello che scrivono? Ti sembra corretto? Ti sembra onesto? A me no, e personalmente mi sento ferito da simili atteggiamenti. Fino a questo punto, anche se i toni della polemica erano e rimangono accesi, mi pare che nessuno avesse ancora offeso nessuno: ora tu ti appresti a varcare questa soglia.
 Ti piace insultare? Fallo pure, ma fuori da qui. In questo forum, che ti piaccia o meno, esistono delle regole, prima fra tutte quella di rispettare gli altri.

Modificato da Alexmusic
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Vabbè, si è passati dalla narrativa alla politica. I saggi o i manuali sono una cosa e i romanzi un'altra. Se volete bruciare i libri di revisionismo storico e poi lamentarvi del nazismo imperante (?) fate pure, ma non credo che ciò attenga allo stato dell'editoria.

Ho l'impressione che nessuno, qui, abbia un'idea chiara del mondo che vorrebbe. Si è arrivati a monopolizzare la discussione con il problema algoritmi, prima, che non è un problema da alcun punto di vista ma semmai una delle tante implicazioni del problema, a difendere la letteratura "bassa" da quella "alta" e i gusti del pubblico.

 

I presupposti, secondo me, sono del tutto errati. Non esiste "bassa" o "alta" letteratura, ma buona narrativa e pessima narrativa. Un buon romanzo è gradevole da leggere, contrariamente all'idea che si è fatto qualcuno. Ne ho già parlato quando ho accennato a Universalità e Ricchezza a ad alcuni aspetti che rendono un romanzo degno di merito. E no, per quanto sia ricca, meravigliosa, fondamentale a livello storico eccetera, nessuno leggerebbe l'intera Commedia di Dante, oggi, se non qualche pazzoide. Per la sensibilità odierna, non è piacevole per niente. Perciò un buon romanzo deve essere piacevole, coinvolgente, e ricco, profondo, cioè lasciare qualcosa al lettore. Per chi avesse mai aperto un libro del bistrattato Volo, egli non possiede nessuna di queste qualità. A differenza per esempio di Jack London o Robert Silverberg, che le hanno entrambe (non nell'intera produzione, sia chiaro).

 

E così torniamo ai gusti del pubblico. I gusti vanno formati? No. I gusti si formano da soli. Chi ama Volo ha formato il suo gusto? No, perché non ha letto un'emerita mazza in vita sua. Idem per chi legge Sole. Per avere delle preferenze bisogna poter fare paragoni. Il problema, quindi, non è "formare" i gusti del pubblico, ma permettere al pubblico di formarseli da solo, cioè dargli la possibilità di leggere tante cose diverse e non solo quelle di cui abbiamo parlato.

 

Il fatto che i libri esistano non significa che il 90% delle persone lo sappia. I circuiti di marketing e i lanci editoriali delle Big, che detengono il mercato quasi per intero alla faccia di chi crede che ciò non danneggi nessuno, fanno sì che i media, gli addetti e le librerie propongano sempre gli stessi nomi, e che gli altri (quando ci sono) siano relegati nelle nicchie che solo quelli come noi spulciano in una libreria. Sbagliano? In parte, perché è una strategia fallace a lungo termine e che deprime il mercato invece di ampliarlo; in parte no, perché fa fare cassa sicura e subito e le Big diversificano pubblicando anche narrativa di qualità e lanciando esordienti.

 

Il problema reale, ripeto, è a monte. È qui che dovrebbe svilupparsi la discussione, cioè: come far aumentare il numero di lettori, come far sì che le scuole creino un senso della narrativa nei giovani invece di inibirli alla lettura, come sviluppare un modello editoriale alternativo a quello delle Big, come raggiungere gli adulti che non leggono, come contrastare il fenomeno della pessima narrativa dal punto di vista mediatico e divulgativo, come scrivere meglio per piacere di più, come agire a livello legale (per ridurre l'usura dei distributori, abbassare l'Iva degli ebook al 4%...) eccetera eccetera.

 

Altrimenti, che senso ha chiedersi lo stato dell'editoria? La risposta ce l'abbiamo: lo stato è quello che è. Fine?

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Ospite

Scusate, per me rimane un problema di ruoli: il lettore paga per leggere, l'editore vende quello che il lettore paga, lo scrittore scrive quello che l'editore vende. Mi sembra di capire che il problema sia sulla qualità di quello che il lettore vuole leggere. E che problema è? Lo scrittore che vuole vendere scriverà quello che si vende, un altro scrittore che invece vuole alzare l'asticella, comporrà quello che ritiene essere il suo miglior prodotto. Per me la misura non è il denaro che il libro produce, ma la profondità del solco che questo lascerà nella storia, la misura è il tempo.

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Per me l'univa colpa di @Sarinsaretta è quella di spiattellare una realtà che fa a cazzotti con l'ego di qualcuno che crede di essere su un livello superiore nella società.... io sono un Ingegnere, ho un lavoro in cui sono conosciuto e apprezzato e aspiro a scrivere. Ebbene per me i vari youtuber e tutti coloro che secondo qualcuno rientrano nella spazzatura sono dei geni. Non per il loro QI, ma perchè hanno recepito ciò che il pubblico voleva, facendone un businness. Così come i proprietari delle pagine FB con milioni di follower che postano immagini demenziali. La gente ha il bisogno di evadere e queste persone rispondono a quel bisogno con i loro "prodotti". Chi ha la presunzione di ritenere la maggior parte dei lettori come un branco di pecore da istruire, dimostra soltanto un ego smisurato...

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 Piccate risposte di persone intelligenti, rendono inutile la conversazione. Peccato. Ognuno la pensi come crede, purché in maniera costruttiva.

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