Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Niko

Che sta succedendo all'editoria?

Post raccomandati

Ospite Alessandro Furlano
2 ore fa, Sarinsaretta ha detto:

Gli algoritmi funzionano. Punto.

Chi non lo capisce è fuori dal tempo.

 

Senti, le tue sentenze che terminano sempre con "Punto." si possono evitare? Sono sicuro di sì, grazie, non è un buon modo di conversare.

Come ti ripeto sono un ignegnere e mangio pane e informatica da 30 anni. Gli algoritmi li capisco e ne ho fatti a centinaia e so che li fanno gli uomini. Ci sono uomini capaci e uomini incapaci, a volte funzionano e a volte no.

Ora o ci spieghi come funziona esattamente questo geniale e infallibile algoritmo, oppure io con le tue sentenze col "Punto." finale mi ci faccio il pediluvio.

Lo decido io se l'algoritmo lo ritengo sensato con tanto di "Punto" oppure no. Ciò non toglie che lo continuerete ad usare e a ritenerlo infallibile, ne sono certo, ma solo io giudicherò se io lo ritengo sensato. E nessun altro al posto mio mi dirà come pensarla in proposito. Sono abituato così, scusa.

Spiegalo dunque, anche a grandi linee, con una bozza di flow chart raccontato a parole, senza simboli. Oppure non citarlo più, perché così la discussione è impari. Tu parli di qualcosa che conosci e noi no.

Magari è una figata pazzesca eh, ma finché non me lo spieghi per me rimane una stupidaggine, per partito preso.

 

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

@Alessandro FurlanoFurlano  scusa, ma anche se ti dà il codice per poterlo costruire, cosa ne faresti? Io me ne frego dell'algoritmo, perché già so che non mi metto a scrivere "50 cose di colore giallo", io posso scrivere solo quello che i miei occhi hanno visto e la mia mente ha immaginato. Pace se quello che scrivo non rientra nei parametri ottimali dell'algoritmo, me ne farò anche di questo una ragione

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 minuti fa, Alessandro Furlano ha detto:

 

Senti, le tue sentenze che terminano sempre con "Punto." si possono evitare? Sono sicuro di sì, grazie, non è un buon modo di conversare.

Come ti ripeto sono un ignegnere e mangio pane e informatica da 30 anni. Gli algoritmi li capisco e ne ho fatti a centinaia e so che li fanno gli uomini. Ci sono uomini capaci e uomini incapaci, a volte funzionano e a volte no.

Ora o ci spieghi come funziona esattamente questo geniale e infallibile algoritmo, oppure io con le tue sentenze col "Punto." finale mi ci faccio il pediluvio.

Lo decido io se l'algoritmo lo ritengo sensato con tanto di "Punto" oppure no. Ciò non toglie che lo continuerete ad usare e a ritenerlo infallibile, ne sono certo, ma solo io giudicherò se io lo ritengo sensato. E nessun altro al posto mio mi dirà come pensarla in proposito. Sono abituato così, scusa.

Spiegalo dunque, anche a grandi linee, con una bozza di flow chart raccontato a parole, senza simboli. Oppure non citarlo più, perché così la discussione è impari. Tu parli di qualcosa che conosci e noi no.

Magari è una figata pazzesca eh, ma finché non me lo spieghi per me rimane una stupidaggine, per partito preso.

 

 

 

 

 

 

E secondo te io mi metto a spiegare qui, pubblicamente, chi ci ha fornito e come funziona questo algoritmo?

Sei serio, si?

Io ho semplicemente scritto che noi da 4 mesi utilizziamo un algoritmo che ci permette di scremare i testi e ha la funzione di orientare la nostra scelta a livello commerciale e non di certo formativo.

Noi siamo una casa editrice che deve rispondere agli azionisti, e non supplire al lavoro di genitori e insegnanti.

Punto.

  • Mi piace 2
  • Non mi piace 5

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
21 minuti fa, Alessandro Furlano ha detto:

Ora o ci spieghi come funziona esattamente questo geniale e infallibile algoritmo, oppure io con le tue sentenze col "Punto." finale mi ci faccio il pediluvio.

Lo decido io se l'algoritmo lo ritengo sensato con tanto di "Punto" oppure no. Ciò non toglie che lo continuerete ad usare e a ritenerlo infallibile, ne sono certo, ma solo io giudicherò se io lo ritengo sensato. E nessun altro al posto mio mi dirà come pensarla in proposito. Sono abituato così, scusa.

 

Sei abituato molto male se pensi che il mio modo di conversare non sia bello e lo fai intimandomi di spiegarti per filo e per segno il funzionamento di questo algoritmo.

Che per la cronaca, io uso, ma di certo non ho creato, mi sembra abbastanza ovvio, no?

Noi abbiamo aumentato del 9% le vendite e questo è un dato enormemente positivo.

Per il resto, buon pediluvio.

  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non vedo perché @Sarinsaretta debba descrivere le funzionalità di un tool che usa per lavoro e che è stato pagato dalla sua CE. Se grazie a questo tool hanno avuto dei risultati vuol dire che funziona. Per la piega che ha preso questa discussione mi sento di esprimere un giudizio, pronto a ricevere tutti i feed negativi che ne seguiranno: state parlando di "educazione" del lettore, ovvero di insegnare a leggere contenuti di un certo livello, o di un certo pregio. Perfetto. Chi produrrà questi contenuti? Tutti i presenti (e mi ci metto anche io), sono in grado di regalare al mondo elaborati di spessore? Non credo. Leggo tra le righe una volontà di demonizzare il mercato per giustificare la difficoltà ad emergere. Un po' come la volpe e l'uva...

E ora massacratemi ;) 

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, Mauro Barbarito ha detto:

Non vedo perché @Sarinsaretta debba descrivere le funzionalità di un tool che usa per lavoro e che è stato pagato dalla sua CE. Se grazie a questo tool hanno avuto dei risultati vuol dire che funziona. Per la piega che ha preso questa discussione mi sento di esprimere un giudizio, pronto a ricevere tutti i feed negativi che ne seguiranno: state parlando di "educazione" del lettore, ovvero di insegnare a leggere contenuti di un certo livello, o di un certo pregio. Perfetto. Chi produrrà questi contenuti? Tutti i presenti (e mi ci metto anche io), sono in grado di regalare al mondo elaborati di spessore? Non credo. Leggo tra le righe una volontà di demonizzare il mercato per giustificare la difficoltà ad emergere. Un po' come la volpe e l'uva...

E ora massacratemi ;) 

Esatto.

Se poi consideriamo che l'amico con i piedi a molle è ingegnere, ha creato "centinaia" di algoritmi e lavora per una casa editrice concorrente il dado è tratto...

 

Per quanto riguarda la volpe e l'uva è esattamente così.

Noi abbiamo il dovere di rispondere agli azionisti e lo puoi fare solo se offri un prodotto (si, i libri sono prodotti) che il mercato compra.

Ripeto, i genitori e gli insegnanti devono formare i ragazzi, NON le case editrici.

  • Mi piace 1
  • Non mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Bango Skank ha detto:

Se volete prendervela con qualcuno per la situazione editoriale italiana, per il fatto che Volo venda così tanto, per il fatto che Muccino sia da poco uscito con... la Nave di Teseo, per il fatto che 50 sfumature sia diventato un best seller, per il fatto che se Cracco fa un libro vende 10 volte tanto il migliore degli autori esordienti italiani... be', potete e dovete prendervela solo con una categoria: i lettori.

La domanda è questa: perché i lettori "consumano" prodotti scadenti come tutte le varie sfumature suddette?

Perché ci si incanta estasiati davanti alla Tv spazzatura e la De Filippi imperversa?

 

2 ore fa, Sarinsaretta ha detto:

Ma...diciamola tutta...gridiamo al complotto dai e ammettiamolo: noi pubblichiamo volutamente schifezze per rincretinire la gente.

Siamo persone messe li a caso e non sappiamo cosa facciamo ma pubblichiamo solo raccomandati o amici degli amici.

Se volete, crdetelo pure!

Perché non approfittare della consulenza di un tecnico del settore?

Sarinsaretta, perché non ci fai una scaletta (scusa la rima) dei prodotti più vendibili?

Domandone: cosa e come dovrebbe scrivere un autore sconosciuto (lasciamo perdere le parodie della Parodi...) per riuscire a farsi pubblicare da un grande editore italiano?

 

2 ore fa, Sarinsaretta ha detto:

La verità è che le opportunità ci sono ma sono rivolte solo a chi le merita.

Cosa e come dovremmo scrivere per meritarci queste benedette opportunità? Quali sono le caratteristiche dei manoscritti che passano il turno e sui quali  l'algoritmo decide che valga la pena di investire? Cosa si vende senza problemi?

 

Guarda, tu te la sei presa per un dà con l'accento rimasto nella tastiera:  pensa cosa dovremmo dire noi,  poveri scribacchini sconosciuti, quando tu ci ricordi impietosamente che non siamo neppure degni di un'opportunità... 

Temo che sia questo atteggiamento altezzoso, da vigile urbano saccente e con la divisa nuova, ad avere causato  tutti i punti rossi che ti hanno appioppato. E se provassimo tutti a condividere senza punti e provocazioni?

 

Ancora una curiosità, Sarinsaretta: perché ti sei iscritta al forum? 

Naturalmente, viviamo in un paese libero, ed è lecito fare qualsiasi domanda. Ma, proprio perché siamo in un paese libero, non vige alcun obbligo di rispondere.

Scusa la mia invadenza.

 

Modificato da Fraudolente
  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
10 minuti fa, Sarinsaretta ha detto:

@Sarinsaretta

Ripeto, i genitori e gli insegnanti devono formare i ragazzi, NON le case editrici.

 

Voglio proprio pensarci bene a questa frase. Tecnicamente i ragazzi studiano, e lo fanno su mattoni di carta, la quale viene prodotta dall'editoria: certo su mandato della società e non dall'editore stesso. Nello stesso tempo se analizzo bene, mi viene in mente che la storia dell'umanità viene identificata dalla scrittura, partendo dai papiri, che sono l'embrione dell'editoria.

Io personalmente se voglio imparare qualcosa che mi affascina, devo per forza leggere. e spunta sempre un buon libro. Se Hitler bruciava i libri, e se i dittatori tengono nella ignoranza il popolo non dandogli istruzione, forse è perché hanno dato un peso all'editoria, e sulla formazione che può dare. Diciamo che hai ragione sul fatto che  le C:E: non hanno obblighi a tal merito, ma l'editoria le forma le persone: eccome. Quindi sta alla casa editrice che strada prendere, e che investimento dare al proprio marchio.

  • Mi piace 5

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Sarinsaretta Ho citato la Mondadori perché avevi detto tu di lavorarci, forse nella discussione del Trampolino, non ricordo. In ogni caso in pubblico.

Non vedo poi perché si parli di questa cosa come se fosse spionaggio internazionale; non stai dicendo niente sul funzionamento dell'algoritmo, quindi non ci vedo niente di male.

Apprezzo in generale i tuoi interventi che danno sicuramente una luce diversa, forse persino più chiara, di tutto l'ambaradan, però di chiedo di usare toni più consoni a una discussione civile, senza toni saccenti e accettando quelli che a te possono sembrare pareri ingenui dettati semplicemente dall'ignoranza in materia. O anche solo diversi punti di vista. Il bello di un luogo di discussione, in questo caso un forum, è proprio quello!

 

33 minuti fa, Sarinsaretta ha detto:

Ripeto, i genitori e gli insegnanti devono formare i ragazzi, NON le case editrici.

Sono quegli stessi ragazzi che poi formeranno le Case Editrici, non è che ci lavorano alieni, dentro... o no? Educare i ragazzi significa educare anche le CE del futuro, insieme ai lettori.

 

In ogni caso, invece di accanirci su questa cosa dell'algoritmo, direi che sarebbe utile ampliare il discorso, perché si rischia di ridurre la discussione a un dibattito su chi ha la testa più dura.

  • Mi piace 2
  • Divertente 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Però scusate, il thread cominciava con "che sta succedendo..." io risponderei : nulla. Ci lamentiamo che si scrive troppo e si legge poco, basta entrare in una libreria (sempre meno e sempre più catene oppure virtuali online) e scoprire centinaia di titoli di generi differenti. Ma perché tutti additano sempre sto povero Volo? Se vende sarà perché i lettori, e sottolineo i lettori o il popolo come dir si voglia, desiderano quello. Le grandi CE pubblicano quello che la gente vuole o che dimostra di cercare su internet. Romanzi di qualità ce ne sono tanti e mi sembra che qui ci si arrovelli sul perché magari vendono solo duecento copie. Forse perché nessuno li vuole, pochi li capiscono e pochi trovano piacevole e divertente leggerli. Dimentichiamo inoltre i best sellers tradotti. Comodi, sicuri, collaudati e privi di incognite. Credo che ci siano romanzi per tutti ma il problema, ammettiamolo, è che il 90% dei lettori è occasionale e poco incline a sorbirsi prodotti impegnativi. C'è poco tempo, poca cultura, poca concentrazione, troppi fastidi. Se poi aggiungiamo che pubblicare con Pippo editore che non è in libreria, non spende un euro in fiere e pubblicità non serve a nulla ecco dove va l'editoria. Sempre dalla stessa parte. Dove la portano... gli algoritmi.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, heightbox ha detto:

C'è poco tempo, poca cultura, poca concentrazione, troppi fastidi.

Ahimè, che piaghe vidi ne' lor membri...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 minuti fa, Niko ha detto:

@Sarinsaretta Ho citato la Mondadori perché avevi detto tu di lavorarci, forse nella discussione del Trampolino, non ricordo. In ogni caso in pubblico.

 

Mai.

Io non ho mai scritto in pubblico che lavoro per Mondadori.

Una persona sola, e non sei tu, (che te l'avrà riferito) sa dove lavoro e che carica rivesto.

Ribadisco: io non l'ho mai scritto, spulciati pure tutti i miei interventi.

 

Per quanto riguarda i toni, stasera proverò a rispondere a Fraudolente (e così a tutti) spiegando cosa dovrebbe fare "per me" uno scrittore esordiente al fine di farti pubblicare.

 

In ultimo, non confondiamo i libri di testo dai libri commerciali. Sono due cose ben diverse.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, Sarinsaretta ha detto:

 

Per quanto riguarda i toni, stasera proverò a rispondere a Fraudolente (e così a tutti) spiegando cosa dovrebbe fare "per me" uno scrittore esordiente al fine di farti pubblicare.

E ci farai un gran regalo... grazie! :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

...poi se@Fraudolente mi citi Dante e invece io leggendo "membri" penso alle 50 sfumature ecco spiegato dove va l'editoria moderna. E poi basta vedere un film italiano e ci si accorge che parlano tutti in semi-dialetto, che perfino gli attori più impegnati non masticano un italiano corretto e che i congiuntivi sono una moda in disuso (anche ogni tanto nel forum). Ma che si pretende, suvvia!

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 minuti fa, Sarinsaretta ha detto:

 

 stasera proverò a rispondere a Fraudolente (e così a tutti) spiegando cosa dovrebbe fare "per me" uno scrittore esordiente al fine di farti pubblicare.

@Sarinsaretta

 

E' una boccata d'ossigeno questa frase.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Sarinsaretta Ricordavo una risposta a Murgia che aveva tirato in ballo la Mondadori. Probabilmente ricordo male, ma lasciamo perdere anche perché ho fatto il pieno di quella discussione... :asd: 

In ogni caso, se ho detto qualcosa che non dovevo, scusami davvero, mi pareva fosse di dominio pubblico.

 

Attendiamo l'intervento con piacere: lo spirito del forum è proprio quello della condivisione e del dibattito (costruttivo). :) 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Sarinsaretta ha detto:

Ripeto, i genitori e gli insegnanti devono formare i ragazzi, NON le case editrici

Già, ci deve pensare sempre qualcun altro, basta che non sia io o l'azienda per la quale lavoro: logica ineccepibile. Io credo invece che a formare i ragazzi dovremmo pensarci tutti, ma proprio tutti, anche e soprattutto chi fa parte della cosiddetta industriale culturale. Sì, è vero dovrebbero badarci prima di tutto i genitori, per ovvio dovere di responsabilità, e gli insegnanti, perché è il loro mestiere. Ma dovrebbe pensarci anche il barista, dicendogli:  - La prossima volta che mi chiedi un caffè, aggiungici un bel "per favore", che te lo faccio meglio -. Dovrebbe badarci il portinaio, ricordandogli di non gettare mozziconi per terra e di non imbrattare il muro appena dipinto con pedate fangose. Dovrebbe badarci il vigile, invece di girare la testa dall'altra parte, quando li vede sfrecciare in due sul motorino, magari senza casco. E sì, non vedo perché no, dovrebbero preoccuparsene anche le case editrici, proponendo letture stimolanti, dove i ragazzi possano ritrovare valori fondamentali e ispirarsi a modelli davvero degni di questo nome. Perlomeno queste ultime, rispetto ai primi tre esempi, non rischierebbero ritorsioni fisiche violente.
Non so se nell'analfabetismo funzionale, oltre al non riuscire a capire ciò che si legge, rientri anche il non voler capirlo. Provo comunque a ribadire a livello personale ciò che già avevo cercato di far presente come rappresentante della mia CE.

Qui nessuno ha mai detto che un editore non debba badare all'aspetto commerciale del proprio lavoro, ci mancherebbe altro. E se per raggiungere i propri obiettivi di vendit, costui adopera i fondi del caffè, la sfera di cristallo o un algoritmo, poco ce ne cale. La prime due sono superstizioni, il terzo è scientificamente valido e quindi funziona? Buon per lui! Grazie alla scienza e alla matematica vende più libri? Grandioso! Anche un solo libro venduto in più è sempre un'ottima notizia: vuol dire che ci son serie possibilità che in giro vedremo meno studenti di terza media leggere facendo scorrere il ditino sulla riga, abitudine che una volta comportava serie punizioni corporali già in prima elementare.
Le "fazioni" in questa discussione alla fine si dividono quando si tratta di decidere se una casa editrice debba essere solo, o soprattutto, un'azienda come tutte le altre, o se non debba piuttosto ricoprire anche una funzione sociale. Io, pur rispettando i fautori della prima tesi, per un mio innato idealismo sposo la seconda.
E vi dirò di più. Io sono convinto che neppure le aziende "normali" (non le CE, intendo) possano sottostare unicamente alle leggi dell'economia e del mercato, fregandosene bellamente di tutto il resto, ovvero etica, morale, rispetto del prossimo e dell'ecologia; perché altrimenti i risultati li possiamo già vedere e sono sotto gli occhi di tutti: sfruttamento indiscriminato dei lavoratori e inquinamento ambientale, tanto per citarne due.
Ma un cattivo editore che pubblica pessimi libri può far di peggio: può avvelenare le menti, invece dell'aria, dell'acqua o della terra.

E per questo tipo di contaminazione non esistono depuratori.

  • Mi piace 6
  • Grazie 1
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, Alexmusic ha detto:

Ma un cattivo editore che pubblica pessimi libri può far di peggio: può avvelenare le menti, invece dell'aria, dell'acqua o della terra.

E per questo tipo di contaminazione non esistono depuratori.

E come si potrebbe non darti ragione?

Possibile che sia così faticoso conciliare profitto ed etica?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Alessandro Furlano

Va bene, vedo che non avete capito una mazza di quello che ho scritto.

A proposito di analfabeti funzionali, qui ne abbiamo in abbondanza vedo (e vi mettete pure l titolo di scrittori sotto, da spanciarsi dal ridere)

Ho detto di spiegarci con che filosofia lavora il programma, non di darmi il codice.

 

Lascio questa discussione ormai ridicola.

E' l'ennesima da un po' di tempo. Forse è ora che mi decida a rassegnarmi al fatto i forum, essendo lo specchio della società in cui viviamo,  non sono più posto per me.

 

2 ore fa, Sarinsaretta ha detto:

Esatto.

Se poi consideriamo che l'amico con i piedi a molle è ingegnere, ha creato "centinaia" di algoritmi e lavora per una casa editrice concorrente il dado è tratto...

 

Per quanto riguarda la volpe e l'uva è esattamente così.

Noi abbiamo il dovere di rispondere agli azionisti e lo puoi fare solo se offri un prodotto (si, i libri sono prodotti) che il mercato compra.

Ripeto, i genitori e gli insegnanti devono formare i ragazzi, NON le case editrici.

 

Ma mi spieghi dove ho scritto che lavoro per una CE concorrente?

Ho scritto che in passato ho collaborato esternamente tramite il mio portale con grossa CE.

 

Hai dei problemi di apprendimento veramente seri.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, heightbox ha detto:

Ma perché tutti additano sempre sto povero Volo?

 

Per quanto mi riguarda... 

1. Perché mi sta profondamente antipatico.

2. Perché veste da schifo.

3. Perché ha firmato con il suo nome una spudorata e rivoltante operazione commerciale come A cosa servono i desideri, cioè un libro fatto di niente (edito da Mondadori, giusto per fare i nomi). Non ho idea di quante copie siano riusciti a piazzare di quella porcheria. Mi auguro pochissime, ma, anche se così non fosse, almeno i lettori di Amazon hanno avuto la decenza di affibiargli (a Volo, al libro) le dovute recensioni, con media di due ridicole stelline.

4. Perché ogni volta che mi capita di sfogliare un suo (?) libro in libreria, tanto per, vi trovo esattamente quello che ho trovato nel libro appena citato: il nulla.

 

Pareri personali, ovviamente. Scritti in rigoroso ordine di importanza decrescente. :asd:

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
11 minuti fa, Alessandro Furlano ha detto:

 

Ma mi spieghi dove ho scritto che lavoro per una CE concorrente?

Ho scritto che in passato ho collaborato esternamente tramite il mio portale con grossa CE.

 

Hai dei problemki di apprendimento veramente seri.

A proposito dei toni da usare su un forum...

 

Comunque, caro Furlano, come puoi pensare di chiedermi delle risposte che so non leggerai mai perchè hai appena scritto che hai intenzione di lasciare questa ridicola discussione?

 

Sei Ingegnere, no?

1+1 fa sempre due.

Sei uno scrittore, no?

Le parole hanno un peso.

 

  • Non mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ok, @Alessandro Furlano, ho ripreso @Sarinsaretta per i toni e faccio lo stesso con te.

Dai, ragazzi, non cadiamo nel baratro delle offese e dei risentimenti e cerchiamo di parlare e capirci.

Evitiamo litigi fini a sé stessi, per favore.

 

E sì, hai ragione su una cosa: facciamo più attenzione a quello che scrivono gli altri e, aggiungo io, anche a quello che scriviamo in preda alle emozioni.

Reputo chiusa la discussione tra voi due, evitate di continuare o dovrò entrare in campo come arbitro e richiamare ufficialmente.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Una casa editrice seria deve dare spazio agli emergenti, non deve pubblicare solo i soliti noti ma cercare questi talenti e seguirli passo dopo passo in modo che possano esprimere la propria arte nel modo a loro più consono e attraverso i propri testi dare un messaggio culturalmente elevato.

Ogni scrittore ha una storia bellissima da raccontare, ma bisogna solo fare in modo che questa storia arrivi sugli scaffali di tutte le librerie italiane.

 

Ok, però ad un certo punto suona la sveglia e bisogna smettere di sognare.

Una casa editrice è un impresa privata e deve generare profitti.

I profitti non sono il male.

Se un libro vende, quello è un buon libro. Indiscutibilmente.

 

Prima ho chiesto il titolo di un libro pessimo che avvelena la mente e nessuno ha scritto nulla. E sapete perchè? Perché non esiste.

 

1) Se ti piace scrivere e ti senti uno scrittore il tuo fine deve essere solo quello di scrivere, non di essere pubblicato. Se scrivi per essere pubblicato, ricco e famoso hai 5 anni. O sei sciocco.

2) Se hai mandato il tuo manoscritto a diverse case editrici free e nessuno ti ha risposto, non sei un incompreso: il tuo libro non è piaciuto a nessuno.

A questo punto hai due strade, la prima è sfogare la tua frustrazione sugli autori e il mondo editoriale in genere mettendo punticini rossi sui forum e la seconda è migliorarti. Studia, frequenta un corso di scrittura, insomma se non hai talento puoi imparare a coltivarlo. Ma devi farlo per te, non per gli altri.

3) Le case editrici serie leggono OGNI manoscritto che viene a loro inviato. Il 96% è da buttare nel cestino.

4) Pensa bene al titolo che scegli per presentare la tua opera.

5) Non credere che eventuali errori ortografici o refusi siano chissà che.

6) Come ho scritto prima i libri che funzionano sono quelli che EMOZIONANO.

Una bella storia ben raccontata e scritta così così è mille volte meglio di una storia comune scritta benissimo.

7) Il tuo libro non deve mai essere spiegato. Le cose belle non si spiegano.

8) Inventiva. Un giorno un ragazzo anzichè spedire il manoscritto a noi, l'ha spedito direttamente all'attenzione dell'amministratore delegato. Non è stato pubblicato, ma è stato assunto.

9) Snobbare Fabio Volo (che vende tantissimo) è essere fuori dal tempo. Scrivi meglio di lui? Hai più carisma di lui? Sai emozionare più di lui?  Sei mai stato pubblicato? Chiediti il perchè.

Fabio Volo all'epoca del primo libro era una Iena. Mediaset=Mondadori e il gioco è fatto.

Raccomandato? Facilitato.

Dopo qualche anno Matteo Viviani, anche lui Iena ha seguito lo stesso percorso.

Risultato? Nullo.

Fabio Volo è un ottimo scrittore, prendine atto.

10) Fraudolente, l'unica cosa davvero degna di nota l'hai scritta tu ma sotto forma di provocazione. "Allora io scrivo il diario di un pedofilo".

Magari!

Un titolo simile, io lo valuterei molto attentamente.

Ovviamente dovrebbe contenere un messaggio sensato.

Perchè sono un pedofilo? Cosa mi è successo? Ho rimorsi? Cosa penso quando metto in atto simili crimini?

Da chi mi sono fatto aiutare? A chi si dovrebbe rivolgere chi pensa di essere in questa orribile condizione? 

Si, mi interesserebbe.

 

Come vedete, non esiste la ricetta magica per essere pubblicati ma esiste invece la presunzione (di chi si sente scrittore) di non essere capito e compreso e quindi a torto snobbato.

Non è così.

 

  • Mi piace 6
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 minuti fa, lucamenca ha detto:

Riguardo al "libroide" di Fabio Volo. xD


https://www.youtube.com/watch?v=bs-NonNs5C0

 

E la colpa di chi questo passo falso di chi è?

Di Fabio Volo? Del suo agente? Della casa editrice?

Siamo così sicuri che questa operazione sia stata ideata e voluta da Fabio Volo o per doveri contrattuali lui ha invece dovuto subirla?

 

Non sempre tutto è come sembra...

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, Sarinsaretta ha detto:

 

E la colpa di chi questo passo falso di chi è?

Di Fabio Volo? Del suo agente? Della casa editrice?

Siamo così sicuri che questa operazione sia stata ideata e voluta da Fabio Volo o per doveri contrattuali lui ha invece dovuto subirla?

 

Non sempre tutto è come sembra...

 

 

Il mio voleva essere un intervento di "alleggerimento" dopo i toni alti che si sono levati in questa discussione. Non è mia intenzione rintracciare colpevoli né scagliare pietre, e non punto il dito né contro Fabio Volo, né contro il suo agente né tanto meno contro la casa editrice.

Restando alla visione oggettiva dei fatti è stato pubblicato un libro che libro non è, dal prezzo non certo contenuto (la versione digitale costa 6,99€), con il nome di Volo stampato sopra e di cui si sono lamentati anche molti dei suoi lettori abituali, stando ai commenti che si leggono su Amazon e siti simili.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×