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Nightafter

Il sogno dell’odio – Pt. 2

Post raccomandati

 

 

La serata era stata una vaccata, una di quelle da dimenticare.

Lei lo aveva trascinato in una vecchia chiesa sconsacrata, in centro, a metà della via Dell'Arcivescovado, dove si teneva un concerto di musica medievale e già quello era stato mettere a dura prova la resistenza delle sue palle.

Dopo il concerto, durante il quale si era violentato per tutto il tempo, nel tentativo di trattenere gli sbadigli, aveva voluto cenare in un ristorante giapponese, uno aperto da poco, di cui si diceva entusiasta.

Lui non conosceva nulla di quella cucina e per non fare la figura del “grezzo”, aveva mandato giù tutto, deglutendo senza quasi masticare o sentirne il gusto, benché il pesce crudo gli facesse senso.

Aveva ricordato che lo faceva da bambino, quando sua madre gli propinava un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo disgustoso, sostenendo che lo irrobustiva.

In realtà anche quella era una cazzata, oltre a fare schifo lui era cresciuto esile e asciutto come un giunco. A scuola quei bastardi dei suoi compagni di classe, per sfotterlo quando tirava vento, gli riempivano lo zainetto di sassi per zavorrarlo, affinché la Tramontana non se lo portasse via.

Durante la cena aveva chiesto della birra per accompagnare il pasto: lei lo aveva incenerito con uno sguardo, l'avesse visto sputare in chiesa sarebbe apparsa meno ripugnata. Lui se ne era fregato e a fine cena, come digestivo, si era bevuto anche una vodka-lemon.

Stronza. Era al quarto anno di Università: Lettere con indirizzo Storico, per questo si sentiva raffinata, di cultura, se la tirava come fosse venuta su cagando in cessi d'oro massiccio. - Ma va fanculo!- E pure lui coglione a starle dietro. Per cosa poi?

Avevano girato in macchina sentendo musica classica sull'impianto dell'auto, lei aveva chiesto di mettere Radio 3, musica classica a go-go. Trasmettevano la Sinfonia n° 7 di Gustav Mahler, cinque movimenti per un'ora e venti di durata: il pesce crudo, agonizzante nello stomaco, aveva preso a vivere una seconda esistenza.

Aveva reclinato il sedile, le piaceva tenere gli occhi chiusi ascoltando la musica mentre andavano, diceva che la rilassava, era rimasta muta come il pesce mangiato: si e no tre parole durante tutto il percorso.

Si erano fatti il giro panoramico della collina: dal Ponte Isabella fino a Chieri, in seconda per i tornanti ripidi di Villa Genero col motore della Golf che bestemmiava, poi ancora su più in alto, come rocciatori free climbing fino al colle della Maddalena e oltre.

Alla fine si era fatto tardi e voleva essere riaccompagnata, l'indomani mattina c'era una lezione importante sul presto, lui tirando giù i santi mentalmente l'aveva riportata a casa.

Adesso era solo in auto diretto a nanna e incazzato nero, la radio, sintonizzata su una stazione come Dio comanda, trasmetteva una vecchia canzone degli Stones: “Street of love”, una delle sue preferite.

La voce rauca ed energetica di Mick Jagger vibrava carezzante nelle casse dell'impianto, l'abitacolo si riempiva di una struggente malinconia notturna.

Aveva sperato che la serata si chiudesse almeno con un pompino fatto alla veloce in qualche piega solitaria della collina, ma non c'era stata trippa per gatti, non aveva rimediato neppure una leggera pomiciata.

Ora quasi gli veniva da piangere per la depressione, avrebbe fatto meglio ad andare al calcetto con gli amici. Che serata di merda.

Era sulla via di casa, percorreva il corso Unione Sovietica, abitava al fondo: Torino Sud, in una traversa con i palazzoni popolari.

Gli piaceva viaggiare a quell'ora, il traffico era inesistente, strada libera, in giro giusto quattro randagi come lui che filavano verso un letto caldo.

I semafori erano programmati in ”onda verde”, se beccavi verde il primo e tenevi una velocità costante di cinquanta orari, in teoria trovarli il verde per tutta la percorrenza del lunghissimo corso: della via Sacchi alla reggia di Stupinigi. In pratica, per ottenere quella fortunata sequenza, avevi le stesse probabilità quante di sbancare la roulette con un numero fisso .

Gli era accaduto di beccare il verde per quattro semafori di fila, solo una volta nei dieci anni di possesso della patente. Infatti anche quella sera la sfiga non mancava un colpo: ogni rosso era suo, non ne mancava uno manco per sbaglio.

La spia rossa della benzina brillava nella fluorescenza verdastra del cruscotto, ci mancava anche questa, era in riserva. Cazzo! Chissà da quanto si era accesa e non se ne era accorto.

Sulla strada, più avanti, dopo Largo Caio Mario c'era un self service Esso, se non restava a secco prima d'arrivarci, poteva fare venti euro di carburante.

Certo che ne aveva macinati di chilometri quella sera, scorrazzando in lungo e in largo quella stronzetta con la puzza al naso, alla fine, oltre avergli sputtanato la serata, gli aveva anche prosciugato il serbatoio.

Sulla grande piazzola di servizio c'erano sei pompe disposte su tre file, due sulla fila centrale per Diesel e GPL, le restanti quattro per la benzina.

Una delle file per la benzina aveva le due pompe impegnate da mezzi che si rifornivano: una Ford Escort sulla prima e una Volvo V70 su l'altra. Lui si fermò alla fila libera, scese per inserire le banconote nel selettore delle erogazioni. Cercò nel portafoglio un biglietto da venti euro, ma scoprì di averne solo tre da cinque e uno da cinquanta.

Imprecò mentalmente, il self service accettava solo tagli da dieci in su.

Decisamente quella non era la sua serata: ficcare dentro cinquanta euro gli seccava un casino, era domenica notte e lui usava la macchina solo nei week end, lungo la settimana, per andare al lavoro o sbrigare commissioni, prendeva il tram più comodo ed economico. Con quella cifra nel serbatoio ci girava almeno cinque settimane, era un immobilizzo di capitale decisamente eccessivo, inoltre era quasi fine mese e un po' di liquidi in tasca gli facevano comodo.

Aprì lo sportellino per la benzina, girò la chiave inserita nel tappo e svitò, lo posò sul tetto dell'auto, quindi prese la pistola dalla pompa e ne inserì il becco nel bocchettone del serbatoio. La Ford Escort aveva già terminato, la vide fare manovra per immettersi nel corso. La Volvo, invece, se la prendeva comoda, aveva la portiera aperta e le luci dell'abitacolo accese, il proprietario seduto al volante, come se attendesse qualcosa.

Affaccendato, notò la cosa poiché era evidente che il rifornimento fosse terminato: non si udiva il ronzio dell'erogatore in funzione e la luce che segnalava l'attività era spenta.

Per un attimo gli venne il dubbio che l'altro avesse fatto un coccolone e fosse rimasto stecchito sul sedile in lussuosa pelle Connolly, poi comprese da un movimento della testa che era ancora in vita. Probabile che si fosse fermato un momento a riflettere sui fatti suoi. - Buon per lui. - Pensò.

A malincuore per l'esborso, inserì la banconota nel ricettore, selezionò l'importo, scelse la pompa da cui servirsi e premette il tasto per azionare il getto.

Qualche secondo di attesa, ma nulla, neppure un lieve fruscio. - Puttana Eva! - Ci mancava solo che quell'arnese gli “ciucciasse! cinquanta “cucuzze” senza dargli la broda, sarebbe stata la perfetta ciliegina sulla torta di merda di quella giornata.

Mentre smoccolava si accorse che si era accesa la luce della pompa alle sue spalle.

- Cazzo! - Comprese di aver sbagliato a scegliere la pompa, con tutti quei tasti era un casino, si era confuso a schiacciare e aveva scelto quella dietro.

Preso da furia per la nuova seccatura, sfilò rapido la pistola dal serbatoio, la riagganciò alla pompa, saltò in macchina, avviò e in retromarcia si posizionò al fianco della pompa giusta.

Si accorse che il tappo della benzina, lasciato sul tetto dell'auto, era rotolato a terra da qualche parte. - Fanculo!- Lo avrebbe recuperato dopo, ora doveva pensare solo a essere rapido come un fulmine, prima che il timer dell'erogatore esaurisse il tempo di funzionamento e la pompa si intascasse il suo cinquantino senza dargli un tubo. Recuperò la nuova pistola, la inserì nella bocca del serbatoio, azionò il grilletto e la benzina iniziò a fluire con un ronzio rassicurante, tirò un sospiro di sollievo.

La Volvo non si era ancora mossa, in compenso il guidatore ora era sceso a terra e stava armeggiando col selettore del distributore, apparentemente si accingeva a fare un secondo rifornimento, solo che ora era nudo come la mamma l'aveva fatto.

Lui sgranò gli occhi e restò a bocca aperta, per poco non gli cascò di mano la pistola.

 

(Continua)

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Ciao @Nightafter , bello. Mi è piaciuto lo stile e il linguaggio. Comincio a conoscerti. Comincio a sentire la tua voce e mi piace quello che racconti. Sei divertente, vivace, ti si legge che è un piacere e questa volta non mi hai neanche scossa fin nelle viscere. Bene!

Ecco, diciamo che sei riuscito a sorprendermi anche questa volta, con questa lettura da... da panchina la definirei (nel senso che avrei potuto leggerti anche in mezzo a degli sconosciuti, senza fare occhi o facce strane :asd:). Certo, quel (continua) alla fine, con l'uomo nudo che si aggira al distributore non preannuncia nulla di buono :P, ma fino a qui...

Domani te lo commento con calma. Ho voglia di sottolinearti le chicche che ho trovato splendide e anche alcuni eccessi.

Ciao @Nightafter scrivi, scrivi sempre, scrivi tanto, mi raccomando :rosa:

 

 

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Eccomi qua @Nightafter

premetto che questa volta non ci sono refusi, nemmeno uno. ;) (Il che mi conferma la mia teoria: tu lo fai apposta ^^. Qui infatti non c'è nulla con cui sporcarsi le mani, non avrebbe senso sbagliare :asd:).

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

La serata era stata una vaccata, una di quelle da dimenticare.

Bellissimo inizio, parti già alto, primo sorriso.

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

si era violentato per tutto il tempo, nel tentativo di trattenere gli sbadigli,

bella espressione. Un po' forte, ma proprio per questo mi è piaciuta.

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

lei lo aveva incenerito con uno sguardo, l'avesse visto sputare in chiesa sarebbe apparsa meno ripugnata. Lui se ne era fregato e a fine cena, come digestivo, si era bevuto anche una vodka-lemon.

poche parole per suscitare in me la simpatia per lui, neanche un po' per lei, la stronza.

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

il pesce crudo, agonizzante nello stomaco, aveva preso a vivere una seconda esistenza.

meraviglioso!

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

era rimasta muta come il pesce mangiato:

simpatico!

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

c'era una lezione importante sul presto, lui tirando giù i santi mentalmente l'aveva riportata a casa.

quel sul non mi piace. Musicalmente stona. E anche l'italiano, secondo me, avrebbe qualcosa da dire.

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

trasmetteva una vecchia canzone degli Stones: “Street of love”, una delle sue preferite.

la sto ascoltando :) ottima scelta per concludere una serata, in auto, asfalto, fanali...

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Aveva sperato che la serata si chiudesse almeno con un pompino fatto alla veloce in qualche piega solitaria della collina, ma non c'era stata trippa per gatti, non aveva rimediato neppure una leggera pomiciata.

Perfetta, la frase perfetta, ma no trippa per gatti! toglie la poesia del pompino fatto alla veloce. Credo che tutte le espressioni a cui siamo abituati, distolgano la nostra attenzione perché le abbiniamo a un ricordo, anche senza volere, almeno a me accade e mi dispiace, perché la tua frase merita tutta l'attenzione del mondo. Non devo pensare ad altro, se non a quello che leggo. Trippa per gatti è in più, non aggiunge niente, anzi.

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

I semafori erano programmati in ”onda verde”

bello!

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

in teoria trovarli il verde per tutta la percorrenza del lunghissimo corso:

c'è un il in più, o qualcosa che non va.

 

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Con quella cifra nel serbatoio ci girava almeno cinque settimane, era un immobilizzo di capitale decisamente eccessivo,

Bravo, mi piace come tratti gli argomenti, con leggiadria e ironia.

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Ci mancava solo che quell'arnese gli “ciucciasse! cinquanta “cucuzze” senza dargli la broda,

troppo, ecco qui ho trovato troppo di tutto. Ciucciasse va bene, cucuzze anche, la broda non mi piace ma ci sta, ma non tutto insieme. Questo tipo ascolta i Rolling Stones, sa chi sono, ha anche una canzone preferita, non può esprimersi così. L'ho trovato eccessivo.

Non è naturale.

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Preso da furia per la nuova seccatura, sfilò rapido la pistola dal serbatoio, la riagganciò alla pompa, saltò in macchina, avviò e in retromarcia si posizionò al fianco della pompa giusta

Non so come, ma sei riuscito a cambiare il ritmo, a mettere fretta, a trasmettere fretta, bene.

 

Alle ‎16‎/‎03‎/‎2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

n compenso il guidatore ora era sceso a terra e stava armeggiando col selettore del distributore, apparentemente si accingeva a fare un secondo rifornimento

quell'ora lì mi confonde. Allora: lui arriva e vede le due auto che stanno facendo benzina. Quindi il tipo che dopo è nudo prima era vestito? O non era mai sceso dall'auto? Non ho chiaro questi passaggi. Ho riletto, ma non capisco. Prima come faceva lui ad essere certo che entrambi le auto si stessero rifornendo? E poi, se ora era nudo, quando lo aveva visto seduto non se ne era accorto?

Il color pelle si vede da lontano :P

 

Ecco fatto caro @Nightafter mi piace come scrivi tu.

You're awful bright ;)

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Ciao mia dolcissima amica @paolati

come sempre tu rispondi ai miei eccessi di scrittura con degli eccessi di complimenti ed io (vanitoso come una scimmia) non posso che colpevolmente gongolare.

Per me, affinché migliori in ciò che scrivo occorrono le frustate e non le coccole, altrimenti mi monto la testa e non evolvo dalla mia mediocrità di un solo millimetro. Ahahahah! :D

 

Registro tutti gli appunti molto giusti che mi fai e nella riscrittura del pezzo ne farò tesoro.

Devo confessarti che molte delle cose che mi rimproveri : 

50 minuti fa, paolati ha detto:

ma non c'era stata trippa per gatti

 

50 minuti fa, paolati ha detto:

“ciucciasse! cinquanta “cucuzze”

appartengono al mio slang ("cuccato" in età giovanile) di uso quotidiano, al quale attingo per dare carattere alla scrittura quando voglio fare il duro. 

Concordo che devo iniziare ad usare un maggior autocontrollo e limitarne l'impiego.

 

La situazione forse non è molto chiara, se necessita di una spiegazione, non è un buon segno, sarebbe la seguente:

la prima delle file (con due pompe per benzina, a poca distanza una dall'altra) è impegnata dalle due auto che si stanno rifornendo.

C'è poi una fila con altre due pompe (una per diesel, l'altra per GPL) posta nel mezzo.

Infine c'è una terza fila, anche questa dedicata al rifornimento di benzina, che è completamente sgombra e lui si ferma sulla pompa in testa delle due. Infatti avendo sbagliato a selezionare la pompa, deve rapidamente spostarti indietro su quella alle sue spalle.

 

Ha modo di vedere che la prima auto ha terminato di rifornirsi poiché la vede lasciare la postazione e immettersi in strada.

Non si accorge di cosa sta facendo l'altro poiché dalla sua posizione ( sono distanti quasi 10 metri date le posizioni delle pompe)

non vede esattamente cosa stia facendo l'altro, il fatto che stia fermo nell'auto a pensare ai fatti suoi è solo una distratta congettura del protagonista che reputa ( senza molto rifletterci) che l'altro stia perdendo del tempo.

 

Il fatto che ad un certo punto se lo ritrovi nudo (visto di spalle) mentre apparentemente sembra voglia ripetere il rifornimento, mi nasce dall'idea che il nostro sfigato protagonista sia molto distratto per via delle cose frustranti c he gli passano in mente, infine anche dalla concitata necessità di spostare l'auto velocemente per posizionarsi al fianco della pompa corretta.

 

Comunque cercherò di rimettere mano al brano per renderlo più comprensibile e credibile.

 

Per ora ti ringrazio infinitamente e ti do appuntamento per il seguito del racconto di imminente pubblicazione.

 

Un grande abbraccio ciao :D

 

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4 ore fa, Nightafter ha detto:

Per me, affinché migliori in ciò che scrivo occorrono le frustate e non le coccole,

:) quando sarà necessario useremo la frusta, ma se mi piaci mi piaci, c'è poco da frustare qui.

4 ore fa, Nightafter ha detto:

al mio slang ("cuccato" in età giovanile) di uso quotidiano, al quale attingo per dare carattere alla scrittura quando voglio fare il duro. 

fai bene ad usare questo slang, va bene, ma il troppo stroppia. Non stroppiare :P

4 ore fa, Nightafter ha detto:

Il fatto che ad un certo punto se lo ritrovi nudo (visto di spalle) mentre apparentemente sembra voglia ripetere il rifornimento, mi nasce dall'idea che il nostro sfigato protagonista sia molto distratto per via delle cose frustranti c he gli passano in mente, infine anche dalla concitata necessità di spostare l'auto velocemente per posizionarsi al fianco della pompa corretta.

 

guarda, tutte le cose che mi hai rispiegato, si capiscono già nel racconto, che comunque trovo credibile. Continuamente nelle pompe di benzina, di notte si aggirano uomini nudi :P e non solo nelle pompe di benzina.

Comunque aspetterò il seguito, con ansia, una frusta e una carezza già in mano. :asd: 

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@paolati

34 minuti fa, paolati ha detto:

Continuamente nelle pompe di benzina, di notte si aggirano uomini nudi :P e non solo nelle pompe di benzina.

 

ahahahahaah!!!  Buon Dio ma dove vivi?

Vero è che talvolta la realtà supera ogni più fervida fantasia :D

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@Nightafter ciao ho letto anche questo. Ma secondo me all'inizio dovresti mettere quanto è passato se non erro nel capitolo precedente è un bambino. Ci dovresti scrivere 5 anni dopo oppure 10 anni dopo per far capire che ora è un ragazzo.

Cita

, oltre a fare schifo lui era cresciuto esile e asciutto come un giunco.

Non so cosa sia un giunco? 

Cita

tronza. Era al quarto anno di Università: Lettere con indirizzo Storico, per questo si sentiva raffinata, di cultura, se la tirava come fosse venuta su cagando in cessi d'oro massiccio. - Ma va fanculo!- E pure lui coglione a starle dietro. Per cosa poi?

Avevano girato in macchina sentendo musica classica sull'impianto dell'auto, lei aveva c

 

Questa ragazza un nome c'è là? Chiamarla troppe volte lei dopo un po' il lettore si stufa. 

 

Cita

Aveva sperato che la serata si chiudesse almeno con un pompino fatto alla veloce in qualche piega solitaria della collina, ma non c'era stata trippa per gatti, non aveva rimediato neppure una leggera pomiciata.

Invece che trippa per gatti non è meglio non c'è stato nulla da fare? 

 

Cita

I semafori erano programmati in ”onda verde”, se beccavi verde il primo e tenevi una velocità costante di cinquanta orari, in teoria trovarli il verde per tutta la percorrenza del lunghissimo corso: della via Sacchi alla reggia di Stupinigi. In pratica, per ottenere quella fortunata sequenza, avevi le stesse probabilità quante di sbancare la roulette con un numero fisso .

 

Questa parte non lo capita bene. 

Cita

puzza al naso, 

Con la puzza sotto il naso forse volevi dire. 

 

Mi è piaciuto rispetto al 1 Capitolo anche se qualche errore c'è, scusami se non ho scritto bene ma sono tramite cellulare :)

 

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Ciao carissima @Gioia92

 

Grazie anzitutto per continuare a leggermi e donarmi il tuo tempo per commentarmi :D

 

Andiamo con ordine:

 

8 ore fa, Gioia92 ha detto:

se non erro nel capitolo precedente è un bambino. Ci dovresti scrivere 5 anni dopo oppure 10 anni dopo per far capire che ora è un ragazzo.

Non l'ho scritto poiché non è lo stesso ragazzo.

8 ore fa, Gioia92 ha detto:

Non so cosa sia un giunco? 

Male! Con un semplice vocabolario potresti scoprirlo facilmente :D

8 ore fa, Gioia92 ha detto:

Questa ragazza un nome c'è là? Chiamarla troppe volte lei dopo un po' il lettore si stufa. 

Questa ragazza è un elemento accessorio e transitorio del racconto, da qui in avanti non se ne sentirà mai più parlare, quindi essendo del tutto ininfluente per il resto del romanzo, resterà una "stronza" anonima.

9 ore fa, Gioia92 ha detto:

Invece che trippa per gatti non è meglio non c'è stato nulla da fare? 

 

No, perché sarebbe una forma un poco scialba che toglierebbe peso ed incisività alla frase. Al più si potrebbe sostituire "trippa per gatti" con "non si è battuto chiodo!", ci rifletterò :D

9 ore fa, Gioia92 ha detto:
Cita

I semafori erano programmati in ”onda verde”, se beccavi verde il primo e tenevi una velocità costante di cinquanta orari, in teoria trovarli il verde per tutta la percorrenza del lunghissimo corso: della via Sacchi alla reggia di Stupinigi. In pratica, per ottenere quella fortunata sequenza, avevi le stesse probabilità quante di sbancare la roulette con un numero fisso .

 

Questa parte non lo capita bene. 

Guarda non fartene un cruccio, sono più di trent'anni che faccio sta strada in auto e non ho ancora capito neppure io come funzionano sti semafori.

9 ore fa, Gioia92 ha detto:

Con la puzza sotto il naso forse volevi dire. 

No no, proprio "puzza al naso" è una variante stilistica voluta.

 

Grazie ancora, ciao alla prossima :D

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@Nightafter Ciao, grazie per le risposte, per il giunco darò un'occhiata al vocabolario xD

 

Ecco, non avevo capito che era un altro ragazzo, però in qualche modo dovresti farlo capire ai lettori altrimenti fanno il mio stesso errore :)

Appena posso leggo anche il seguito :D 

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Buondì @Nightafter eccomi di nuovo:D pronta a rileggerti. Proseguo :yupphi:nelle narrazione oscura

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

La serata era stata una vaccata, una di quelle da dimenticare.

:asd:

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Lei lo aveva trascinato in una vecchia chiesa sconsacrata, in centro, a metà della via Dell'Arcivescovado, dove si teneva un concerto di musica medievale e già quello era stato mettere a dura prova la resistenza delle sue palle.

Chiaro, scorrevole, lindo.

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Dopo il concerto, durante il quale si era violentato per tutto il tempo,

Perchè violentato? Non mi piace

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Lui non conosceva nulla di quella cucina e per non fare la figura del “grezzo”, aveva mandato giù tutto, deglutendo senza quasi masticare o sentirne il gusto, benché il pesce crudo gli facesse senso.

Lui mi assomiglia molto:asd:

Cancellerei: benché il pesce crudo gli facesse senso. Oppure costruisci un'altra frase:  Il pesce crudo ecct

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

In realtà anche quella era una cazzata, oltre a fare schifo lui era cresciuto esile e asciutto come un giunco.

Cioè?

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

lei lo aveva incenerito con uno sguardo, l'avesse visto sputare in chiesa sarebbe apparsa meno ripugnata Non capisco questa frase

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Si erano fatti il giro panoramico della collina: dal Ponte Isabella fino a Chieri, in seconda per i tornanti ripidi di Villa Genero col motore della Golf che bestemmiava, poi ancora su più in alto, come rocciatori free climbing fino al colle della Maddalena e oltre.

Non mi piace: Si erano fatti. Suggerisco : Hanno fatto \ Avevano girato la collina

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Alla fine si era fatto tardi e voleva essere riaccompagnata, l'indomani mattina i Meglio qui: sul presto c'era una lezione importante sul presto, lui tirando giù i santi mentalmente l'aveva riportata a casa.(Perchè, posso immaginare:arrossire:?)

Adesso era solo in auto diretto a nanna e incazzato nero Inserirei un punto . La radio, sintonizzata su una stazione come Dio comanda, trasmetteva una vecchia canzone degli Stones: “Street of love”, una delle sue preferite.

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Era sulla via di casa, percorreva il corso Unione Sovietica, abitava al fondo: Torino Sud, in una traversa con i palazzoni popolari.

Suona male:  abitava al fondo

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

I semafori erano programmati in ”onda verde”,

Simpatico.

 

Alle 16/3/2018 at 18:23, Nightafter ha detto:

Mentre smoccolava si accorse che si era accesa la luce della pompa alle sue spalle.

- Cazzo! - Comprese di aver sbagliato a scegliere la pompa, con tutti quei tasti era un casino, si era confuso a schiacciare e aveva scelto quella dietro.

Preso da furia per la nuova seccatura, sfilò rapido la pistola dal serbatoio, la riagganciò alla pompa, saltò in macchina, avviò e in retromarcia si posizionò al fianco della pompa giusta.

Si accorse che il tappo della benzina, lasciato sul tetto dell'auto, era rotolato a terra da qualche parte. - Fanculo!- Lo avrebbe recuperato dopo, ora doveva pensare solo a essere rapido come un fulmine, prima che il timer dell'erogatore esaurisse il tempo di funzionamento e la pompa si intascasse il suo cinquantino senza dargli un tubo. Recuperò la nuova pistola, la inserì nella bocca del serbatoio, azionò il grilletto e la benzina iniziò a fluire con un ronzio rassicurante, tirò un sospiro di sollievo.

Un  pò sfigato?Eh.

 

II°Conclusioni: testo ben scritto, scorrevole e senza refusi. Mi sto domandando soltanto una cosa: C'è un collegamento con il primo capitolo? dov'è il bambino  con il suo ratto? :asd:Lo so chiedo troppo. Questo testo appare più chiaro. Mi è piaciuto anche se non "fa paura" almeno per il momento. Qui secondo me, ti sei divulgato troppo in azione, ben descritte ma che non fanno collegare allo scopo del titolo. Almeno per ora. Continuerò a leggere.

Buona giornata:rosa:

Floriana

 

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Ciao @Floriana

 

grazie di aver la pazienza di continuare a leggermi e commentarmi :D

 

6 ore fa, Floriana ha detto:

Perchè violentato? Non mi piace

Perché come avrai compreso, il personaggio in oggetto, ha una spiccata tendenza ad esprimersi per concetti "estremi"

6 ore fa, Floriana ha detto:
Cita

In realtà anche quella era una cazzata, oltre a fare schifo lui era cresciuto esile e asciutto come un giunco.

Cioè?

Cioè, sua madre quando gli propinava l'olio di fegato di merluzzo, lo faceva sostenendo che fosse per il suo bene, infatti si diceva che tale intruglio possedesse qualità di ricostituente, che fosse un toccasana per far crescere i bambini in salute, vigore e imponenza fisica.

La cosa in realtà non succedeva praticamente mai, era una leggenda metropolitana.

 

6 ore fa, Floriana ha detto:

lei lo aveva incenerito con uno sguardo, l'avesse visto sputare in chiesa sarebbe apparsa meno ripugnata Non capisco questa frase

Lei che era una ragazza colta e raffinata, trovava che chiedere una birra per accompagnare la cucina giapponese, fosse una sorta di sacrilegio.

Pertanto lo aveva fulminato con un'occhiataccia. Lui aveva pensato che lei non lo avrebbe guardato con maggior disprezzo e disgusto, neppure se lo avesse visto per l'appunto sputare sul pavimento di una chiesa.

 

6 ore fa, Floriana ha detto:

Un  pò sfigato?Eh.

Diciamo che se la cava, non gli manca niente :D

 

6 ore fa, Floriana ha detto:

Mi sto domandando soltanto una cosa: C'è un collegamento con il primo capitolo? dov'è il bambino  con il suo ratto? :asd:Lo so chiedo troppo. Questo testo appare più chiaro. Mi è piaciuto anche se non "fa paura" almeno per il momento. Qui secondo me, ti sei divulgato troppo in azione, ben descritte ma che non fanno collegare allo scopo del titolo. Almeno per ora

 

Si hai ragione, il prologo è un po' lungo, ma in un romanzo di 250 pagine, si può cazzeggiare un po' prima di entrare nel focus delle storia.

Ci vuole pazienza amica mia.

 

Ciao, un abbraccio e a presto rileggerti :D

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Ciao,

Ho letto questo frammento con piacere (quasi godimento).

Lo stile è fantastico (scusate la scarsa professionalità del termine). Semplicemente perfetto secondo me. Schietto, diretto, vivace. 

Il linguaggio popolare non fa che aumentare il realismo già dato dai piccoli dettagli che potrebbero sembrare insignificanti ma che sono invece molto utili a immergere nella scena.

Poi i pensieri del protagonista e le situazioni in cui si trovano sono talmente azzeccati e veritieri da ispirare simpatia.

Davvero un buon lavoro

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Ciao @Thobs

 

Grazie molte di avermi letto, i tuoi complimenti mi fanno quasi arrossire, avere un lettore tanto entusiasta (ben sapendo di non meritare tanta gratificazione) è un'esperienza alla quale non sono abituato.

Che dire, spero che il proseguo della mia storia continui a darti lo stesso piacere di lettura :D

 

Ti ringrazio nuovamente e ti porgo un caloroso saluto.

A presto rileggerti amico mio.

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Ciao @Nightafter, rieccomi. Non ti scriverò che la tua padronanza della narrazione è pregevole, perché te l'ho già detto ed è sotto gli occhi di chiunque. Però, questo racconto, mi è piaciuto meno di altri.

Parere del tutto personale, s'intende, nel cui giudizio hanno influito due aspetti: il fatto che mi sia parsa più una cronaca che un racconto e l'uso di parole triviali laddove non servivano. Certo che se una fellatio sarebbe stata  fuori posto, un pompino è un pompino, come una stronza è una stronza - e su questo non si discute -, la vaccata in prima riga e qualche cazzo in giro, a mio giudizio di troppo, mi hanno lasciato perplesso. Avresti saputo dirlo in ben altro modo.

Osservazioni:

-  "avesse fatto un coccolone": nel senso di ictus, avrei scritto che "aveva avuto un coccolone". L'ictus, quale che sia, si subisce, non si fa.

-  "la puzza al naso" fa un po' Ariosto. Credo che si consideri più corretto dire "sotto il naso", seppure sia sbagliato (ma, alla Crusca, la fisiologia dell'odorato non la conoscono).

-  "Il fatto che ad un certo punto se lo ritrovi nudo (visto di spalle) mentre apparentemente sembra voglia ripetere il rifornimento". Tre cosette: toglierei la "d" eufonica; "visto alle spalle" lo sposterei, tra virgole, dopo "il fatto che", giacché, altrimenti, pare che visto con altra angolatura non lo sia; mentre apparentemente (manca, quindi, la certezza) sembra (rimarchi il punto di vista soggettivo) volesse.

 

Ciao, Nighafter, alla prossima.

 

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