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Marco Scaldini

Ma le agenzie sono davvero utili?

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Quanti sono in Italia gli autori di successo? E con successo non intendo grandi cifre, diciamo quelli che superano regolarmente la soglia delle diecimila copie vendute per ogni loro uscita. Dieci? Venti? Trenta? Quaranta? Sicuramente meno di cinquanta, considerate le asfittiche dimensioni del mercato librario italiano. Eppure soltanto qui sul Writer's sono censite parecchie decine di agenzie letterarie, e altre ne esisteranno ancora. Partendo dal presupposto che, non dico per far soldi ma almeno per campare, un'agenzia debba avere in scuderia almeno un paio di autori di successo, i conti non tornano. Se l'Italia è il paese con più scrittori che lettori, sembra essere anche quello con più agenzie che scrittori. Di cosa campano allora tutti questi signori? Una buona parte deve per forza sopravvivere grazie ai servizi a pagamento per gli aspiranti scrittori. A mio modesto avviso, l'utilità di un servizio a pagamento da parte di un'agenzia è simile se non uguale a quella di un editore a pagamento; come quest'ultimo non ha alcun interesse a distribuire il libro stampato, perché ha già ottenuto il suo lauto guadagno, così l'agenzia non si sbatte certo per piazzare un'opera su cui ha già lucrato.

Però, ripeto, è un parere mio e forse mi sbaglio.

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Ospite Mirtillasmile

Il ruolo dell'agente sarebbe quello di piazzare il tuo manoscritto. In Inghilterra, per esempio, gli invii spontanei non sono concepiti, ci si muove solo tramite agente.

In Italia non so se siano veramente 'utili'. Ci sono tantissime CE che accolgono invii spontanei e che pubblicano, MatRai è l'esempio più fresco. La maggior parte  pesca dai blog o dal self publishing.

C'è una testimonianza di una persona rappresentata che ha ricevuto la stessa identica risposta di rifiuto dell'invio spontaneo. 

Vero anche che ci sono autori che hanno trovato una collocazione editoriale tramite agente.

 

46 minuti fa, Marco Scaldini ha detto:

Una buona parte deve per forza sopravvivere grazie ai servizi a pagamento per gli aspiranti scrittori

E'ovvio, per quelli che propongono un servizio a pagamento, che tale spesa sia un introito per l' azienda. 

 

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Ospite Mirtillasmile
14 minuti fa, Bango Skank ha detto:

La risposta è: tantissimo, visto che a volte è solo tramite agenzia che si può arrivare sulle scrivanie delle grandi CE ed esser letti

Non sono assolutamente d'accordo. Ad oggi il vero quid che fa la differenza sono i blog, i social network e i follower. Molte volte gli agenti stessi pescano in questo mare per trovare potenziali clienti. 

e i premi bandi della stesse CE. 

Io Scrittore 

Neri Pozza

Mursia

Giallo Mondadori ect... 

 

In Italia l'agente è un intermediario tra lo scrittore e la CE. Non svolge funzioni di marketing, esclusi i propri canali, che spettano all'ufficio stampa. Né l'essere rappresentati, anche per scrittori di un certo calibro, è garanzia di pubblicazione. 

E'senza dubbio una figura utile, professionale che lavora per il bene del cliente e per il suo e che  aiuta lo scrittore 

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@Marco Scaldini E' un mah grosso come una casa. Le agenzie dovrebbero servire agli autori veramente big, che in Italia non esistono, per gestire l'immagine, i contratti, fare filtro tra il mondo editoriale e l'autore... etc...

 

Ma a cosa vuoi che serva un'agenzia a una autore che vende 10.000 copie all'anno in Italia. A buttare via soldi di sicuro.

 

E anche se riuscissero per una strana congiunzione astrale a farti entrare nel catalogo di una grande CE, poi la sicurezza delle vendite e del successo non esiste.

 

Quindi se dovesse contattarti una grande agenzia dovresti accettare? Certo che sì, ma altrimenti non ci perdere tempo. Scrivi! Che se poi vali la pena ti vengono a cercare loro.

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Ospite Mirtillasmile
16 minuti fa, Bango Skank ha detto:

Io parlo di "scrittori", non di blogger, youtuber o influencer.

Ma cercano sempre più persone che sono blogger, youtuber perché hanno già un seguito. Sono tantissime le testimonianze di persone anche rappresentate che sono state rappresentate o pubblicate  perché avevano già un seguito e non mi riferisco a vincitori di reality o mezzi vip.

Concretamente tu sei rappresentato, io sono una blogger con 10.000 follower, stai sicuro che la priorità verrà data al mio manoscritto.

 

16 minuti fa, Bango Skank ha detto:

perché i concorsi ti fanno leggere solo da chi li ha banditi (escluso il Calvino).

Vero ma per la CE è un investimento sicuro e virtualmente gratuito, che li permette di gettare uno sguardo sull'inedito (e questo non è poco, non dimentichiamoci che sono editori) senza costi aggiuntivi. 

 

8 minuti fa, JPK Dike ha detto:

poi la sicurezza delle vendite e del successo non esiste.

questa certezza esiste solo se la tua pubblicazione viene pubblicizzata tramite un'adeguata campagna marketing che non ha nulla a che vedere con l'agente.

 

Poi c'è da dire anche questo che ci sono Agenti e agenti. come ci sono CE e ce. 

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Per me, autrice esordiente ungherese-spagnola,  la mia agente (Silvia Meucci) è stata davvero utilissima. Senza un'agente, magari infatto non avrei mai pubblicato né in Spagna,  né in Italia,  né in America Latina.

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@Edelweiss

Correggimi se sbaglio, ma mi sembra che tu in Italia sia stata tradotta, quindi hai esordito all'estero. Si rientra quindi nel discorso di Bango Skank, che spiegava come le agenzie italiane campino in buona parte con l'acquisizione dei diritti dall'estero, più che con gli autori italiani.

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18 ore fa, Marco Scaldini ha detto:

@Edelweiss

Correggimi se sbaglio, ma mi sembra che tu in Italia sia stata tradotta, quindi hai esordito all'estero. Si rientra quindi nel discorso di Bango Skank, che spiegava come le agenzie italiane campino in buona parte con l'acquisizione dei diritti dall'estero, più che con gli autori italiani.

Hai ragione, è propprio stato così nel mio caso, il mio romanzo era venduto prima in Spagna (in spagnolo,  naturalmente) e tre mesi dopo a Sonzogno :-)

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Vivissimi complimenti a @Bango Skank , per la chiarezza e la completezza della sua analisi: è soprattutto grazie alla competenza e alla disponibilità di persone come lui, così come a quelle di tutti gli altri staffer, che questo forum si merita in pieno la propria ottima reputazione.

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Ospite Mirtillasmile

Nessuno mette in dubbio l'utilità dell'agente ma in Italia questa figura non ha la stessa importanza che ha in Inghilterra, per esempio,  dove se non hai un'agente non vai da nessuna parte. 

In Italia ci sono altri canali efficaci tra cui anche l'invio spontaneo. 

@MatRai esordirà a breve con Mondadori tramite invio spontaneo.

Si è appena concluso la finestra di invio per il Mursia Rtl. Elena Moretti, la vincitrice dell'anno scorso, si è vista pubblicata tramite concorso. 

23 ore fa, Bango Skank ha detto:

il problema è che per arrivare a questo livello si torna a quanto detto sopra.

concordo. 

Il vero problema è che tutti i canali sono strettissimi e difficili da superare, sia l'invio spontaneo , sia il concorso, sia la selezione dell'agente.

 

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Alle 15/3/2018 at 17:06, Mirtillasmile ha detto:

 

Concretamente tu sei rappresentato, io sono una blogger con 10.000 follower, stai sicuro che la priorità verrà data al mio manoscritto.

Dubito di questo punto. Io sono attivo sui social, alcuni miei post sono stati letti da due milioni di persone, ma mai avuto alcun tièpo di priorità.

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Ospite Mirtillasmile

@Lemmy Caution non è il singolo messaggio che fa la differenza, devi avere un nutrito numero di follower, come la Ferragni per esempio. 

Scegliere una persona con già un seguito è come pubblicare un VIP  ovvero vendite sicure. 

E’ la CE che va sul sicuro.

Ovviamente essere arrivo non basta bisogna vedere di cosa parli nei social: se nei tuoi post più gettonati parlavi del risultato sportivo ( è un esempio) o i temi da te trattati sono lo sport o le motociclette subito che una CE ti contatti ( ho esagerato a posta, non sto dicendo che parli di calcio

) quello che voglio dire è che devi avere un blog che sia appetibile per una CE.  

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12 ore fa, Mirtillasmile ha detto:

@Lemmy Caution non è il singolo messaggio che fa la differenza, devi avere un nutrito numero di follower, come la Ferragni per esempio. 

 

Ovviamente non ne facevo una questione personale. Era un mero esempio sul quale non proseguo, o si va OT.

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Discussione molto interessante quella sull'utilità delle agenzie. Innanzi tutto bisognerebbe chiarire cosa davvero sono. Se la loro è un'intermediazione solo contrattuale oppure no. Se l'agenzia si  occupa solo della parte contrattuale, allora sono utili, forse indispensabili. Ma non per autori esordienti. Per autori affermati, che cambiano editore, che hanno vendite assicurate, allora l'agente è alla stessa stregua del procuratore per i giocatori di calcio o dell'agente che segue gli attori (ultimamente anche i giornalisti che vanno in TV hanno il loro agente). Nel caso degli autori esordienti le agenzie dovrebbero effettuare scouting e lo scouting non può essere a pagamento. Si è mai visto qualcuno pagare per far visionare i suoi lavori ?

Io poi non credo alla balla supergalattica che ci sono più scrittori che lettori. Chi davvero riesce a scrivere un libro, che rispetti i canoni della pubblicazione. è una percentuale molto più bassa di quelli che scrivono. E stabilire se il libro c'è o non c'è è cosa di pochi minuti: basta uno scorcio alla sinossi e alle prime pagine. Per cui è inutile dire che le agenzie sono subissate di lavoro per cui devono farsi pagare anche la tassa di lettura. Diciamo, molto più sinceramente, che da agenzie letterarie si trasformano in agenzie di servizi editoriali (il confine è labile ed incerto) per cui il loro fatturato lo fanno appunto sui servizi (valutazione, schede, editing etc.). Per cui nulla da obiettare, ognuno è libero di accettare il servizio che viene proposto. Ma tale servizio dovrebbe essere esposto con chiarezza e senza alcuna ambiguità. Altrimenti ci troviamo di fronte ad un fenomeno che è quasi peggio dell'editoria a pagamento, ovvero la valutazione a pagamento. 

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Il 7/6/2018 alle 14:43, gierre13 ha detto:

Chi davvero riesce a scrivere un libro, che rispetti i canoni della pubblicazione. è una percentuale molto più bassa di quelli che scrivono. E stabilire se il libro c'è o non c'è è cosa di pochi minuti: basta uno scorcio alla sinossi e alle prime pagine

 

È la mia esatta opinione da sempre. Straquoto.

Senza considerare che quasi tutte le CE lavorano secondo canoni di genere ben precisi, per cui una valutazione sui manoscritti pervenuti dovrebbe essere semplice e rapida.

 

Il 7/6/2018 alle 14:43, gierre13 ha detto:

Diciamo, molto più sinceramente, che da agenzie letterarie si trasformano in agenzie di servizi editoriali (il confine è labile ed incerto) per cui il loro fatturato lo fanno appunto sui servizi (valutazione, schede, editing etc.). Per cui nulla da obiettare, ognuno è libero di accettare il servizio che viene proposto. Ma tale servizio dovrebbe essere esposto con chiarezza e senza alcuna ambiguità

 

E faccio il bis su quest'altro punto.

Aggiungo che, personalmente, non sottoporrò mai un mio lavoro a un agente letterario (agenzia di servizi letterari) per ottenerne una scheda di valutazione a pagamento. Cosa volete me ne importi della valutazione, sulla cui qualità in questo forum possiamo leggere i giudizi più diversi, da parte di un agente che non intende rappresentarmi? Ti mando un mio lavoro per essere rappresentato da te presso le CE, si spera di un certo valore: se ti senti di rappresentarlo significa che sei convinto del suo potenziale (e possiamo anche lavorarci, dopo che ci siamo messi d'accordo sulla rappresentanza). Se non ti è piaciuto o lo consideri debole o poco vendibile, pace e bene. Cosa me ne faccio di una tua opinione, più o meno professionale, che può differire sia da quella di qualunque altro agente che da quella di qualsiasi responsabile di CE, cosa di cui abbiamo ampia testimonianza qui nel WD? E per questo dovrei pure pagarti? Ma vattinne, va...

Semmai, preferisco sottoporre il testo a un editor professionista di provata esperienza, che mi dia un suo giudizio di qualità e lavori sul testo aiutandomi a migliorarlo. Mi sembrano soldi meglio spesi.

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Questa piattaforma ha contribuito e non poco a chiarirmi come si muove il panorama editoriale e la trovo utilissima se non indispensabile per tutti gli esordienti come me che navigano fra la necessità di comprendere se ciò che hanno scritto sia un lavoro valido e quella di trovare qualcuno che li guidi nella fase "ora ho un valido manoscritto pronto come posso farlo rendere al meglio". (Cosa c'entra questo con l'argomento? Nulla,  volevo sottolinearlo prima di andare al punto, visto che si parlava delle necessità degli esordienti).

 

Per quanto riguarda l'utilità dell'agenzia, ritengo che, con un buon manoscritto nel cassetto, ci si debba chiedere quale potrebbe essere la sua eco letteraria.

Faccio un esempio: ho un valido manoscritto  su un personaggio di rilevanza non solo nazionale (anzi direi più oltreoceano che italiana), di certo  mi darei da fare per trovare soprattutto un'agenzia che mi aiuti a valorizzare il progetto sia su territorio nazionale ma anche e soprattutto all'estero.

 

Ecco, direi che in questo caso un'agenzia seria ( e per questo oltre ad affidarmi al Writers Dream's, consiglio l'ebook di Franco Forte sulle agenzie letterarie), rappresenti un passo essenziale per la sua diffusione su tutti i mercati editoriali 

 

E comunque concordo con @Bango Skank quando dice che serve soprattutto a chi vuole scrivere come professione, non a piazzare un romanzo occasionale.

<3 Ez

 

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Il 15/3/2018 alle 15:59, Bango Skank ha detto:

il punto è proprio quello di riuscire a capire, in anticipo, prima di spenderci soldi (ammesso ovviamente che non si sia interessati ai servizi di valutazione ecc ecc, per i quali a mio avviso è giustissimo pagare, anche se personalmente pagherei professionisti del settore, non agenti) se l'agenzia a cui ci si sta rivolgendo [...]

Scusatemi, non so se è lecito estrapolare da un contesto una sola frase e chiedere info su quella ma questa "quotata" la trovo veramente interessante :hm: Essendo io "nuovo" di questo mondo conosco le CE e le agenzie letterarie, appunto, ma non saprei a chi altro rivolgermi per una valutazione del testo fine a se stessa. Nella parte riportata l'utente parla di "professionisti del settore", qualcuno ha voglia/tempo di accennarmi qualcosa a proposito? Non credo si tratti di semplici correttori di bozze...o sì? :umh:

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13 ore fa, Bango Skank ha detto:

Insomma: hai l'imbarazzo della scelta. Ti consiglio, nel caso, di passare qualche settimana a informarti per bene, spulciando qui sul forum e in rete, cercando di capire se il professionista  a cui ti affiderai è, in effetti, un professionista e se - pur essendolo - è il professionista che fa per te (non farei valutare un horror splatter da chi lavora con i romance e viceversa, per intenderci).

un saluto

 

Ci vorrebbe un professionista che ci  aiuti a capire di che tipo di professionista abbiamo bisogno... :-)

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1 ora fa, Lemmy Caution ha detto:

Ci vorrebbe un professionista che ci  aiuti a capire di che tipo di professionista abbiamo bisogno... :-)

Quello, oppure solo tanta pazienza :)

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7 ore fa, Niko ha detto:

Quello, oppure solo tanta pazienza :)

 

Comincio ad avere un'età, mica ho tutto questo tempo :D

Allora, cercando di apportare anche un minimo contributo alla discussione. Non sempre è facilissima l'individuazione di quella giusta tra quelle che sono le quattro principali scelte (se non ne dimentico qualcuna):

- Scheda di valutazione

- Editing

-Agenzia di rappresentanza

- Editore contattato direttamente.

 

Ogni scelta ha pregi e difetti e spesso le funzioni dei professionisti sono miste. Credo che sia fondamentale un distacco per sapersi valutare da soli per capire se il proprio testo sia pronto o meno. Ma non sempre la cosa è facilissima.

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Personalmente ho chiesto perchè proprio non sapevo che esistesse qualcuno che valuta "e basta", ho sempre pensato che fosse un servizio esclusivo delle agenzie letterarie (sono in questo mondo da poco, scusatemi). 

Buono a sapersi quindi, soprattutto perchè il prezzo di una valutazione si abbassa di molto se viene realizzata da un professionista e non da un'agenzia.

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1 ora fa, MarcoG ha detto:

Personalmente ho chiesto perchè proprio non sapevo che esistesse qualcuno che valuta "e basta", ho sempre pensato che fosse un servizio esclusivo delle agenzie letterarie (sono in questo mondo da poco, scusatemi). 

Buono a sapersi quindi, soprattutto perchè il prezzo di una valutazione si abbassa di molto se viene realizzata da un professionista e non da un'agenzia.

Sì, c'è chi valuta e basta, a prezzi diversi. Se guardi nelle sezioni troverai, ad esempio Beretta Mazzotta o il quadrotto. Qui mi fermo per non andare in OT.

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3 ore fa, Lemmy Caution ha detto:

A che tipo di agenzia ti riferisci?

Alle agenzie che si occupano solo di rappresentanza. Credo che senza una intermediazione con le case editrici, per esempio quelle del gruppo mauri spagnol, è davvero difficile essere valutati e, nel caso, pubblicati.

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2 ore fa, Mister Frank ha detto:

Alle agenzie che si occupano solo di rappresentanza. Credo che senza una intermediazione con le case editrici, per esempio quelle del gruppo mauri spagnol, è davvero difficile essere valutati e, nel caso, pubblicati.

Sì, con alcune CE è necessario, con altre meno. Ovviamente le altre sono le più piccole, ma il guaio è che non è facile essere rappresentati e non sempre si sortiscono effetti. Io ho avuto due agenti e in tutti e duei casi non ho cavato un ragno dal buco.

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14 minuti fa, Lemmy Caution ha detto:

Sì, con alcune CE è necessario, con altre meno. Ovviamente le altre sono le più piccole, ma il guaio è che non è facile essere rappresentati e non sempre si sortiscono effetti. Io ho avuto due agenti e in tutti e due casi non ho cavato un ragno dal buco.

Mi spiace @Lemmy Caution

io non ho un agente letterario, quindi osservo da "esterno".

La mia convinzione dell'utilità degli agenti letterari nasce dal fatto che moltissime pubblicazioni degli editori maggiormente presenti sul mercato sono state editate grazie a loro (è sufficiente leggere il colophon per rendersene conto). 

Condivido il pensiero sulla difficoltà di essere rappresentati, anche perché sono convinto che non sia sufficiente una bella prosa e una bella storia, in quanto anche il genere letterario ha il suo peso (discorsi commerciali, insomma). Scrivo questo perché un agente letterario mi ha scartato a causa del genere letterario di nicchia (storico-biografico) per un esordio. Quindi, al momento, sto provando a scrivere un romanzo non di genere, contemporaneo, come consigliatomi.

:) 

 

 

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Nel caso del mio agente (che lavora per gli autori spagnoli rappresentati dalla Meucci Agency), posso dire che all'inizio, se lui è davvero interessato e ha richiesto il manoscritto completo, fa una scheda di valutazione abbastanza minuziosa (per essempio: osservazioni sulla trama, la struttura, i personaggi, l'evoluzione, il ritmo, lo stile... Nel mio caso ha letto due dei miei romanzi storici e gli piaceva tutto (ma uno per adulti più dell'altro, che era per lettori bambini e adolescenti); ma secondo lui il romanzo che preferiva, essendo un romanzo di nicchia per il tema, il tempo e il luogo storico, non era assai commerciale (come linguista, traduttore e interprete professionista, non ho avuto bisogno d'editing stilistico ne semantico fatto da un'altro). Quindi, prima di firmare con loro, e mi ha spiegato cosa dovrebbe essere cambiato per renderlo più vendibile. È stato un consiglio costruttivo e facile da seguire: ho fatto quello che mi ha detto, il risultato ci ha convinti entrambi, e abbiamo firmato.

 

Penso che la gamma di servizi offerti da ciascuna agenzia sia certo diversa, e forse anche individuale per ogni autore. Nel mio caso soggettivo, apprezzo non solo la rappresentazione, ma sopratutto l'orientamento di qualcuno che conosce "da dentro" le aspettative reali delle CE, che è flessibile e non si arrende mai, ma si adatta alla realtà oggettiva del mondo dell'editoria (e per il resto, se c'è compatibilità e buona volontà da entrambi, si puoi negoziare quasi tutto dal modus operandi con loro).

 

(Vi prego di perdonare i miei errori, l'italiano non è la mia prima lingua!)

 

 

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Già si guadagna una miseria se riesci a pubblicare con un editore SENZA passare dall'agente. Se ci metti pure l'agente alla fine quanto guadagneresti veramente? Tenendo conto che parecchi soldi li spenderai comunque per l'editing e altre spese. 
Con il self publishing si guadagna di più. Ovviamente devi essere tu a pubblicizzarti ma credi veramente che alla fine con la casa editrice(e ancor di più con l'agente) tu riesca a guadagnare più di quanto riusciresti a guadagnare auto pubblicandoti?

Poi...queste "presentazioni" del proprio libro nelle varie librerie o cafè o chissà dove….beh, mi sembrano inutili.
Ne ho conosciuti un paio dove alla fine, alla presentazione del suo libro, ci sono andati solo degli OVER-50 che non erano altro che gli amici dell'editore.
Di altri ho visto le foto delle loro ppresentazioni ed erano sempre 4 gatti(intorno a una decina).
Poi magari ti comprano il libro perché "oramai siamo qui e ci pare male andarcene senza averlo fatto".
Il punto è: ma alla fine, quando fai queste "presentazioni del libro" ti fai conoscere veramente a qualche nuovo acquirente?

L'impressione è che oramai il numero degli scrittori sia superiore al numero dei lettori.
In tanti stanno perdendo l'amore per la lettura però hanno il desiderio di vedersi pubblicare un libro e diventare famosi.

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@gidan73 , ti ricordo che il regolamento vieta l'uso di parole tutte in maiuscolo. :nono:

 

6 ore fa, gidan73 ha detto:

ma credi veramente che alla fine con la casa editrice(e ancor di più con l'agente) tu riesca a guadagnare più di quanto riusciresti a guadagnare auto pubblicandoti?

 

Se l'agente ti piazza in una casa editrice big, perché no? Diciamo che c'è una buona percentuale di possibilità.

 

6 ore fa, gidan73 ha detto:

Poi...queste "presentazioni" del proprio libro nelle varie librerie o cafè o chissà dove….beh, mi sembrano inutili.
Ne ho conosciuti un paio dove alla fine, alla presentazione del suo libro, ci sono andati solo degli OVER-50 che non erano altro che gli amici dell'editore.
Di altri ho visto le foto delle loro ppresentazioni ed erano sempre 4 gatti(intorno a una decina).
Poi magari ti comprano il libro perché "oramai siamo qui e ci pare male andarcene senza averlo fatto".
Il punto è: ma alla fine, quando fai queste "presentazioni del libro" ti fai conoscere veramente a qualche nuovo acquirente?

L'impressione è che oramai il numero degli scrittori sia superiore al numero dei lettori.
In tanti stanno perdendo l'amore per la lettura però hanno il desiderio di vedersi pubblicare un libro e diventare famosi.

 

Riflessione off topic, ne esistono alcuni in cui già se ne parla, se desideri discutere di questo argomento specifico puoi trovare delle discussioni apposite in "Varie ed eventuali", come questa e altre.

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