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  Attraverso un bicchiere conico, il verde dell’assenzio brillava inquietante. La luce gelida di un giorno morente disegnava geometrie sul pavimento di marmo nero. Seduta all’unico tavolino, Leonora gettava davanti a sé uno sguardo deciso e insieme distante. Le sue gambe, irrequiete, cambiavano posizione di tanto in tanto.

  Al centro della sala deserta, vide se stessa ballare in modo audace su di un cavallo d’acciaio. Il suo volto era tanto seducente e sfrontato da incutere timore. Si muoveva allusivamente, al ritmo di una musica immaginaria, come se non avesse mai fatto altro che degli striptease.

  D’un tratto, la scena si complicò, con una coppia danzante. Accavallando le gambe, osservò se stessa e Claudio ballare un silenzioso walzer attorno alla spogliarellista. Stavolta, infiocchettata com’era in un abito di tulle rosa pesca, sembrava una bambola di porcellana. Il fidanzato ne guidava le membra senza vita, guardandola con aria seriosa e infatuata.

  Presa da disgusto, Leonora buttò giù un gran sorso dell’intruglio smeraldino, ma la sua presa delicata non resse il calice, i cui frantumi scintillarono in terra come diamanti. Lo schianto, cristallino e sordo al contempo, si propagò nella spoglia sala da ballo, interrompendo il sogno.

  «Che orrore…» mormorò la ragazza, abbandonando il suo delirio onirico «Claudio ama un manichino, non me. Non si accorge di nulla, non capisce che io sono…» e non finì la frase, sentendosi quasi come se avesse davvero ingurgitato assenzio. Doveva sciogliere quel vincolo insensato, ma come?

 

  «Ah, però! Cos’è, il nuovo idolo delle femministe? Dove l’hai vista la modella, al cinematografo?» disse il padre di Leonora bonariamente, mentre si abbottonava i polsini della camicia.

  «Semmai “cinema”, papà» rispose lei senza voltarsi «Parla meno vecchio di quel che sei, fai uno sforzo!» e continuò a lavorare al cavalletto, senza poter trattenere un sorrisino.

  «Comunque tu dovevi studiare arte, dico sul serio… Io, se avessi incontrato una tale bellezza, avrei perso la testa: altro che tua madre!»

  Risero insieme. «Certo, però, che è un po’ troppo spudorata. Fa quasi paura…» aggiunse l’uomo.

  Leonora si alzò per guardare meglio la figura dipinta, e pensò di averle dato la sua stessa personalità, ma un’apparenza somigliante a Roberta. Ne sorrise divertita, poi rispose: «Cosa vuoi, “le streghe son tornate”!»

  «D’accordo, tu pensa a fare l’incantesimo di venderli, ‘sti capolavori, che una figlia famosa in casa fa sempre comodo» disse lui accarezzandole la testa prima di uscire.

 «Preferisco restare un’artista incompresa» scherzò lei «vuoi mettere lo charme maledetto? Ciao, a dopo».

  Rimasta sola, si affacciò alla finestra per togliersi di dosso quella leggerezza ostentata, l’unico modo sensato di interagire con suo padre. Il freddo umido dell’aria e l’ottusità della nebbia la rimandarono nel suo mondo interiore. Tornò poi a dipingere il suo personaggio, ora intenta soprattutto a rifinirne il corpo.

  Dalla tela, una ragazza mozzafiato sfidava l’osservatore col suo sguardo nerissimo ed un lieve sorriso provocante. I suoi capelli corvini ricadevano lisci e lucenti sulle spalle scoperte. Leonora ne carezzò col pennello i seni, a malapena coperti da un gilet di cuoio sfrangiato, poi scese sul solco dell’ombelico.

  Sì, sembra proprio Roberta, si disse mentre firmava con un monogramma, tranne che lei è biondiccia, e ha l’aria più dozzinale. Dovrebbe imparare a vestirsi, e a muoversi come una donna. Poi rise di se stessa, pensando che sembrava di sentire sua madre.

  Lavando i pennelli, rifletté che il fascino di Roberta stava proprio nella sua sottile androginia, soprattutto della voce. E che era un peccato che il dipinto non si sarebbe asciugato in tempo per il suo appuntamento col pittore misterioso.

 

 

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@Anna Magic Ciao Anna.

A me come pezzo a se stante è piaciuto. Attenzione a non diventare troppo estetizzante, tralasciando la trama.

Per adesso si ha l'impressione di un soggetto costruito più sulle sensazioni che sulle azioni.

Un po' squilibrato, intendo. Anche il pezzo "sensuale" tendeva all'estetizzante, meno al racconto.

Per me dovresti spingere sulla trama. Ce l'hai già in mente? E sui dialoghi, soprattutto.

A presto:)

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9 ore fa, camparino ha detto:

@Anna Magic Ciao Anna.

A me come pezzo a se stante è piaciuto. Attenzione a non diventare troppo estetizzante, tralasciando la trama.

Per adesso si ha l'impressione di un soggetto costruito più sulle sensazioni che sulle azioni.

Un po' squilibrato, intendo. Anche il pezzo "sensuale" tendeva all'estetizzante, meno al racconto.

Per me dovresti spingere sulla trama. Ce l'hai già in mente? E sui dialoghi, soprattutto.

A presto:)

Sì, hai perfettamente ragione. Sono cosciente del fatto che non funziona come romanzo, ma posso scrivere in santa pace solo qualche ora di domenica pomeriggio e questo mi è uscito. Sia la sezione n.4 sia la 5 non hanno quasi alcuna rilevanza narrativa. Però mi sono divertita un mondo a scriverle, ahahah! Questo mi fa molto riflettere sul fatto che prima o poi verterò su un'altra forma di scrittura. In ogni caso, essendo classificato come testo narrativo, devo darmi una mossa e far succedere qualcosa, lo so. Volevo già farlo, ma sono lenta e non mi bastava il ritaglio di tempo. Qualche idea per avanzare ce l'ho (riguardante l'incontro con l'artista, Roberta ecc.), anche se non così definita. Probabilmente deluderò ancora, ma scrivo prima di tutto quello che mi va. A questo punto non so se sia il caso di continuare a pubblicare in una sezione destinata al feedback. Ho l'impressione di far perdere tempo a chi legge, come te. A me, invece, ricevere critiche costruttive fa piacere, se non altro per capire che sto facendo tutto all'incontrario, lol. Però non ho lo slancio e l'energia per metterle a buon frutto subito. Scrivere mi diverte, ma mi sto dedicando soprattutto ad altro e al momento non ho le mie migliori energie per migliorarmi in questo. Scegli tu, come gli eventuali altri utenti, se continuare a seguirmi o no. Non voglio mancare di rispetto al contributo di nessuno. Comunque sono contenta che tu abbia apprezzato qualcosa dell'atmosfera. Ciao e grazie

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@Anna Magic Cara Anna. Certamente il personaggio è più importante della trama. Si parte da lì. Un personaggio deve poter vivere tante trame. La tua Leonor può funzionare in un rosa, in un mainstream, in un giallo, in un noir. Non dico che puoi spararla nello spazio. Ma, perché no?

Una trama con personaggi funzionali al racconto non funziona, non ha spessore. Fa solo effetti speciali.

Quindi hai fatto la cosa più importante. devi solo inventarti una storia.

Ciao:)

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