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sefora

Trecentoquarantadue - Daniele Riccioni [Comitato di lettura]

Post raccomandati

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Editore: Aporema Edizioni

Anno edizione: 2017

Pagine: Brossura

EAN: 9788894218220

€13,90

 

Trama

 

Il romanzo narra alcuni anni della vita di Fabio, pianista trentenne che ha rinunciato a suonare e svolge l'insolito lavoro (precario, manco a dirlo) di collaudatore di scooter.

Il titolo si riferisce al numero di chilometri percorsi nel suo giro quotidiano, spesso notturno, dall'officina all'arbitrario punto X e ritorno.

Anche la vita Fabio gira in certo senso a vuoto, nella non compagnia del padre vedovo, fino all'incontro con la giovane Dana.

L'amore ricambiato non riuscirà a dargli il coraggio di seguirla e il suo rassegnato fallimento, accentuato da una relazione di ripiego, sembra destinato a durare per sempre. Ma...

 

Contenuti

 

La “depressione” generazionale fa da sfondo ai temi che si intrecciano nel romanzo: il lavoro privo di senso, l'amore insicuro, le frustranti  relazioni familiari.

Fabio ritiene normale la sconfitta.  Non si è certo impegnato a fondo per utilizzare le sue competenze musicali; si convince in fretta dell'impossibilità di trovare una casa in cui vivere con Dana; compie deboli sforzi per superare il muro dell'incomunicabilità con il padre.

 

Ambientazione e personaggi

 

L'ambientazione è accurata. Risulta evidente che l'autore conosce bene le cittadine, i paesi e le campagne, tra Toscana ed Emilia, in cui fa svolgere la storia, e riesce a condurvi il lettore. Avviene anche per la musica, inserita con naturalezza nella narrazione.

Quanto ai personaggi, eccezion fatta per la più positiva Dana, nel romanzo prevalgono figure perdenti. Ciò induce il lettore a opportune considerazioni sulla tristezza dei tempi, ma ostacola l'empatia o, meglio, suscita una (voluta?) reazione “interventista”. Viene voglia di scuotere il protagonista, rassegnato antieroe fin troppo convincente, per indurlo a comprendere quel che sembra sfuggirgli e ad agire di conseguenza.

La caratterizzazione risulta comunque efficace, specialmente dei due protagonisti maschili e di alcuni personaggi secondari. Meno riuscita, quasi sfuggente, a parte il profumo, quella della ragazza.

 

 

Stile e forma

 

Lo stile è un po' diseguale. Troviamo infatti squarci paesistici attraenti e riflessioni esistenziali significative, ma anche insistenze talvolta ripetitive su particolari poco significativi della quotidianità e della vita sentimentale.

Malgrado qualche pesantezza, la forma appare in genere scorrevole, con sprazzi di originalità. Ma ho sofferto i gergali “godersi” e “fumarsi” seguiti dal complemento oggetto!

 

 

Giudizio finale

 

Pur con le riserve prima espresse, il giudizio è positivo. Il romanzo riesce di gradevole lettura e offre l'occasione di riflettere sui temi, attuali quanto impegnativi, cui accennavo nei “contenuti”.

La condizione avvilente di tanti giovani d'oggi e il rapporto padre-figlio sono resi con realismo e finezza.

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Premetto di essere un po' di parte, avendo collaborato come "editor secondario" alla rifinitura del romanzo. Oltretutto io sono innamorato della Toscana, della musica e alla fine... mi sono pure innamorato del modo di scrivere di @Daniele R.:)!  Il mio giudizio quindi non può assolutamente essere imparziale, come quello di @sefora, che nella sua analisi ha fornito spunti davvero utili all'autore per migliorarsi: conoscendolo di persona, sono certo che ne saprà fare buon uso.

Alle 3/3/2018 at 19:34, sefora ha detto:

Quanto ai personaggi, eccezion fatta per la più positiva Dana, nel romanzo prevalgono figure perdenti. Ciò induce il lettore a opportune considerazioni sulla tristezza dei tempi, ma ostacola l'empatia o, meglio, suscita una (voluta?) reazione “interventista”. Viene voglia di scuotere il protagonista, rassegnato antieroe fin troppo convincente, per indurlo a comprendere quel che sembra sfuggirgli e ad agire di conseguenza.

Credo che lo scopo di un libro sia sempre quello di suscitare reazioni, a volte anche negative, se è il caso, e in questo senso l'autore ha raggiunto il suo scopo. Anche a me, in alcuni punti, è venuta voglia di dare una bella scrollatina a Fabio, se l'avessi avuto tra le mani. Poi però mi sono reso conto che non c'era autocompatimento nel suo modo di vivere o di analizzarsi e alla fine ho preferito stargli semplicemente accanto, come un buon amico dovrebbe sempre saper fare, senza dare consigli, ma fiducia... sì fiducia, nei suoi mezzi e nelle sue capacità di venir fuori da situazioni solo all'apparenza irrisolvibili.
Una lettura che consiglio non solo alla generazione dei precari, ma anche a quella dei loro genitori o parenti. 
A parer mio ci sono spunti, brani, riflessioni che da soli valgono il "prezzo del biglietto", espressione quanto mai opportuna, visto il curriculum musicalcinematografico di Daniele. Però, lo ripeto: io sono di parte ed è giusto che lo sappiate;).

Modificato da Alexmusic

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Ringrazio @Alexmusic per le parole e @sefora  per le sue considerazioni. Credo che le critiche, quando costruttive, siano sempre uno stimolo per migliorarsi. E cercare di crescere è l'unica cosa sensata da fare. Sempre.

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4 ore fa, Alexmusic ha detto:

non c'era autocompatimento nel suo modo di vivere o di analizzarsi

Vero. Non lo dico, infatti:  "ritiene normale la sconfitta". Il che, ripensandoci,  oltre alla voglia di "scrollatina",  può suscitare empatia nei  (non pochi, dati i tempi) lettori a vario titolo coinvolti in contesti analoghi.

Quanto ai consigli,  ho evitato spoiler sulla parte conclusiva, ma la vedrei più graduale.

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