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Torba

Il vile denaro (Parte 2/5)

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4 ore fa, Flavio Torba ha detto:

ma la banconota esercitava su di lui un magnetismo quasi visibile.

ripetizione di "banconota" un paio di righe sopra

 

4 ore fa, Flavio Torba ha detto:

con un sorriso abbozzato che nelle intenzioni originali avrebbe dovuto ispirare fiducia.

sostituirei con un più semplice "che, nelle sue intenzioni, avrebbe..."

 

4 ore fa, Flavio Torba ha detto:

L’idiozia gli si era avvicinata senza che Daniele se ne accorgesse,

Sarò lenta io, ma questa frase non riesco a capirla.

4 ore fa, Flavio Torba ha detto:

aveva imparato da anni di esperienza personale

metterei semplicemente "aveva imparato da solo..."

 

4 ore fa, Flavio Torba ha detto:

si era lordato di sangue prepotente

metterei "del sangue di un prepotente" si capisce un po' di più secondo me.

 

4 ore fa, Flavio Torba ha detto:

Dopo che la musica dei freni si spense, il guidatore scese dal mezzo con le mani tra i capelli,

sposterei l'inciso qua "spense il guidatore..., con le mani fra i capelli, in mezzo..."

 

4 ore fa, Flavio Torba ha detto:

allo spettacolo della morte.

un po' retorico secondo me, credo basti "spettacolo".

 

4 ore fa, Flavio Torba ha detto:

su gambe tremanti, incapace di pensare ad altro.

"reggendosi appena sulle gambe..."? Che ne dici? Quel "su" da solo non mi convince.

 

Questo secondo capitolo mi ha convinto un po' meno, Daniele crede nel potere di quel segno? Sì o no? E perchè? Avrei approfondito un poco tutta la questione. Qua sembra stranamente mansueto, non si libera del Cinese, chiaramente importuno, in malo modo, dice che era abituato ad essere pestato, allo spacciatore si limita a gridare un insulto quando questi ha già attraversato, ma nell'altro capitolo si dice che l'amico lo chiamava Denny Death perchè se non fosse stato per la musica avrebbe potuto essere un serial killer. O giù di lì. Da questo commento mi ero fatta l'idea di un uomo più fisico, più incline alla violenza e, a dirla tutta, con una vena oscura dentro. In queste righe, invece, ho visto un ragazzo nella media e sono rimasta del tutto spiazzata. ^_^

 

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Daniele crede che il segno abbia un potere per i presagi che gli ha procurato. Per quanto riguarda il suo carattere, è un ragazzo che non è abituato a reagire e che sfoga la sua frustrazione attraverso la musica. Se non avesse quella, non avrebbe come impiegare la sua rabbia repressa. Effettivamente su questo tema devo lavorare ancora un po'. Grazie per i consigli!

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Ciao @Flavio Torba

anche a me questo secondo capitolo ha convinto di meno, non tanto per la storia - che invece prende bene piede e fluisce con coinvolgimento - quanto per lo stile forse un po' meno curato.

Nel complesso è scritto comunque bene e la storia mi piace!

 

Mi ritrovo poi nell'osservazione di @AnnaL. per cui da questo capitolo fuoriesce un'immagine del protagonista un po' confusionaria o in contraddizione con quanto poteva apparire nel capitolo precedente; dove invece Daniele sembrava appunto più rude o sicuro di sé.

 

In questo capitolo viene descritto più come un ragazzo appunto insicuro, abbastanza giovane... viene appellato con termini di "zecca" (che in qualche modo si  ricollega all'"eskimo" del capitolo precedente)... nel dialogo con Toni (prima di scoppiare nel suo impeto), Daniele abbozza molto... dici anche che ogni tanto "pesa" economicamente sulle spalle dei genitori... trovo il tutto un po' in contraddizione con l'immagine di un metallaro che lavora nei cantieri edili stradali, ossia un lavoro comunque manuale e pesante... (non che non sia impossibile, ma mi stona)...

 

Stilisticamente, in questa parte hai usato molti "si" riflessivi per le azioni... in alcuni casi non mi convincono...

 

Ecco il primo... scriverei solo "rigirando la banconota..." in maniera transitiva e non riflessiva:

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

rigirandosi la banconota tra le dita.

 

Nuovamente: "si sentì" va bene (anche se comunque si potrebbe togliere il "si")... "si guardò" in giro, ugualmente, io toglierei il "si" che comunque non è necessario...

"Quello che in zona..." è un po' "brutto" riferendosi a una persona (sembra una cosa, un luogo)... aggiungerei-modificherei qualcosa tipo: "il tale, il personaggio, il senzatetto... che in zona chiamavano..."

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

«Dio ti benedica» si sentì dire. Si guardò in giro e vide soltanto quello che in zona chiamavano semplicemente “il cinese”.

 

Specificherei meglio che "la benzina" è "il combustibile interiore"... per un attimo mi sono chiesto a cosa gli servisse la benzina... poi ho compreso che il senso era metaforico...

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

fino a quando non rimaneva senza benzina e si metteva in cerca di spiccioli come un cane da tartufo.

 

Quello che dicevo sopra, sul "dar conto ai genitori" quando lavora nei cantieri...

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Qualche panino e un pacchetto di sigarette per tirare avanti ancora per qualche sera senza dar conto ai suoi genitori.

 

"Marchio" non mi suona bene, cercherei un altro termine:

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Eppure la voglia di liberarsi di quel marchio che lo faceva sentire sporco era più forte.

 

Con "venti euro", si sarebbe comprato più di una bottiglia... ma è un puntiglio di annotazione...

Ti risottolineo il "si" riflessivo, anche per rimarcare quanto spesso lo usi:

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Nulla probabilmente: si sarebbe comprato una bottiglia, se la sarebbe scolata alla sua salute - posto che alla fine del giorno fosse in grado di ricordare il suo volto - e il giorno dopo avrebbe ripreso a mendicare.

 

Nuovamente un "si" che toglierei, anche perché grammaticalmente e nel leggere veloce, potrebbe essere collegato a Daniele e non al cinese... ovviamente, togliendolo, riformulerei aggiungendo anche il soggetto:

"Daniele pensò che il cinese (o l'uomo) fosse stufo di aspettare..."

Oppure, va bene anche "si fosse stufato", ma metterei prima il soggetto:

"Daniele pensò che il cinese si fosse stufato di aspettare..."

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Daniele pensò che si fosse stufato di aspettare una sua decisione

 

Questa volta, nuovamente lo toglierei: "protesse gli occhiali"...

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Si protesse istintivamente gli occhiali e allungò la mano a offrire la banconota:

 

Qui non si capisce subito che il cinese fugge senza prendere la banconota (al'inizio avevo capito che la prendeva) e a causa  dell'arrivo di Toni... senza svelare troppo, aggiungerei  un sentimento o una parvenza di "fuga" o repentinità... forse sono quei "già" che mi hanno tratto in inganno... solamente togliendoli, secondo me suona meglio...

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Il barbone però aveva già scavalcato il basso muretto del lungofiume, cui era rimasto appoggiato per tutta la discussione, e già discendeva (aggiungerei "velocemente" o simili) la scarpata sollevando polvere e terriccio.

 

Troncherei "fare" in "far"... mi sembra possa scorrere meglio nel parlato:

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

che non si deve fare vedere da queste p-parti,

 

Varierei le ripetizioni di "esperienza" e di "testa".

Questa frase di "avrebbero detto quelli che lo conoscevano"... anticipa il futuro del personaggio in maniera prima certa (avrebbero detto / quando finalmente si sarebbe deciso) e poi incerta (qualche irreparabile cazzata)... dai quindi l'immagine di uno scenario certo nello sviluppo della trama, tanto che a questo punto avrei definito con certezza anche quale fosse stata la sua irreparabile cazzata...

Ciononostante, tutto questo cozza con il finale del capitolo, dove la fine certa di Toni e tutt'altro che un qualcosa dipendente da un suo "uscire di testa" o qualche cazzata...

Lasciando la la frase, valuterei di metterla tutta in maniera ipotetica-possibilistica, del tipo: "avrebbero potuto dire... /sarebbe potuto uscire di testa..."

Rifletterei sul che la frase può andare in contraddizione con la trama finale del capitolo...

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Sembrava sincero, ma Daniele aveva imparato da anni di esperienza personale che Toni era più viscido di una sanguisuga. Una testa calda, avrebbero detto un giorno quelli che lo conoscevano, quando finalmente si sarebbe deciso a uscire di testa e sarebbe finito sui giornali per qualche irreparabile cazzata. La balbuzie che si portava dietro da sempre poteva impietosire, ma Daniele sapeva per esperienza che aveva il male nelle vene.

 

Il discorso sulle "zecche" l'ho fatto sopra...

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Lo so che voi zecche

 

Vedo troppi possessivi "sua":

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

alla sua superiorità. La sua considerevole mole stava per muoversi, con l’intento di punire quello sgorbio insignificante per la sua insolenza, ma non ne ebbe il tempo.

 

Metterei un inciso di virgole:

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Un furgoncino bianco (virgola) in ritardo per qualche vitale consegna (virgola) era sbucato da una via secondaria e il suo candore metallizzato si era lordato di sangue prepotente.

 

"Musica" non mi convince né relativo ai freni (che stridono, musica è molto dolce, piacevole) né relativo alla drammatica situazione:

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Dopo che la musica dei freni si spense

 

"Prepotente" mi stona... in questo caso mi è piaciuto il suggerimento che ti ha fatto @AnnaL. nel suo commento...

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

e il suo candore metallizzato si era lordato di sangue prepotente

 

Durante il dialogo con Toni, Daniele sembra dire che non fuma o non ha mai fumato erba... forse solo per liberarsi della "scocciatura"... sul finale sembra comunque conoscere non solo la sostanza, ma in particolare quella che spaccia Toni (da cui prima emergeva di non averne mai comprato direttamente)... o magari questa è una riflessione della voce narrante e non di Daniele?

Alle 28/2/2018 at 16:04, Flavio Torba ha detto:

Per di più, quella di Toni valeva meno della camomilla.

 

Mi è piaciuto come in questa parte hai descritto i personaggi secondari, in particolare quello di Toni ha un ottimo spessore...

 

Al prossimo capitolo!

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48 minuti fa, AndC ha detto:

Daniele sembra dire che non fuma o non ha mai fumato erba... forse solo per liberarsi della "scocciatura"

effettivamente sa già che l'era che vende Toni vale meno della camomilla, ma lo spacciatore sa bene la verità. Migliorerò questo punto che in effetti è poco chiaro.

 

A quanto pare dovrò lavorare parecchio in fase di revisione! :super:

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