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Aspirante Scrittore

Far tradurre il proprio romanzo in inglese e autopubblicarlo come e-book?

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Salve a tutti,

 

In attesa che agenzie e CE mi diano un feedback sul romanzo da poco sottoposto alla loro attenzione, mi sto ponendo questo quesito: consapevole dell'originalità del romanzo che ho scritto e del suo elevato potenziale commerciale soprattutto all'estero, potrebbe valere la pena farlo tradurre in inglese e venderlo in formato e-book nel vasto mercato di lingua anglosassone? (oltre che in versione italiana nel nostro paese). Cosa ne pensate? In tal caso, dove potrei reperire un traduttore in gamba e a quanto potrebbe ammontare la spesa per la traduzione di un romanzo di 400 cartelle? Grazie 

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@Aspirante Scrittore Posso dirti, in primis, che il solo tradurre il libro non ti garantirà un aumento delle vendite. Anche su un mercato proporzionalmente più ampio come quello degli scritti anglofoni, starà sempre a te promuovere l'opera, altrimenti resterà nell'oblio come molte altre. Detto questo, se ti rivolgi a delle agenzie preparati ad avere richieste che vanno dai 2000 ai 4000 euro. Io ho fatto diverse ricerche e, alla fine, ho trovato una professionista che ha fatto un buon lavoro per un prezzo onesto. Ma ricorda che è un investimento importante che darà i suoi frutti se e solo se 1) L'opera vale davvero, 2) hai la possibilità di pubblicizzarla a dovere.

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@Aspirante Scrittore Guarda, se davvero sei convinto della qualità e originalità della tua opera, una volta fornito di traduzione professionale (che credo anch'io non verrebbe a costare meno di 3-4.000 euro), ti consiglio vivamente di rivolgerti all'estero alle maggiori agenzie letterarie. Come dice @Mauro Barbarito , buttare il libro sul mercato degli ebook da autopubblicato rischierebbe di darti solo grandi delusioni, in termini di numeri. E poi, sotto quale nome lo pubblicheresti? Il tuo o hai in mente uno pseudonimo anglofono? Te li immagini un americano o un inglese acquistare il libro di un perfetto sconosciuto italiano che si autopubblica in inglese? Io no.

 

Per cui, ripeto: se sei convinto di avere per le mani un testo davvero vincente e sei in grado di finanziarne la traduzione, vale davvero la pena di  contattare gli agenti editoriali anglosassoni di fama, che quasi sempre sono agenzie grandi e strutturate, che comprendono fino a una ventina di agenti, ciascuno con i suoi settori specifici di expertise. Tieni conto che le notissime "big five", cioè i cinque maggiori gruppi editoriali al mondo, tutti con sedi a New York e Londra, sono irraggiungibili per gli autori. Nessuna di loro, infatti, accetta invii diretti non sollecitati che non provengano da agenti professionisti. La via dell'agente, in questo caso, è obbligata, con il vantaggio che codesti signori di solito sono molto più rapidi nelle risposte e più chiari nelle modalità di collaborazione con l'autore rispetto a chi fa lo stesso mestiere in Italia. E nessuna delle agenzie serie offrirebbe mai una scheda di lettura a pagamento. Nessun editore (perlomeno tra quelli associati alle "big five") prenderebbe mai in considerazione un'opera sottoposta da un'agenzia di cui si sa che offre servizi a pagamento, al di là della commissione sui guadagni (che abitualmente ammonta al 15% dei ricavi dell'autore).

 

In bocca al lupo! :)

 

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@L'antipatico Per quanto concerne gli agenti, sarebbe sicuramente un'ottima cosa. Il problema è conoscerli! Personalmente ho tradotto uno dei mie libri in self e l'ho proposto sul mercato, "affittando" spazi pubblicitari negli USA. Ci vorrà un po' di tempo per conoscere i feedback in termini di vendita, ma sono dei test che sto facendo consapevole delle limitazioni. Sapresti indicarci come/dove trovare agenti affidabili all'estero?

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Altra domanda (e intanto grazie :) ) L'ideale sarebbe poter inviare il dattiloscritto del romanzo in italiano a una grossa agenzia internazionale con potere di traduzione, o almeno la sinossi in inglese, a un'agenzia anglofona "cazzuta" per capire se è interessata a scommetterci, coprendo eventualmente i costi di traduzione (se non esistesse ancora ce ne vorrebbe davvero una!)

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@Aspirante Scrittore Mi spiace deluderti, ma dubito che qualche agenzia estera decida di puntare su di uno scrittore straniero "sconosciuto" e sobbarcarsi i costi di traduzione. L'unica è partecipare a fiere come quella di Francoforte, ovviamente portati da una CE. Se tu fossi un'agenzia anglofona "cazzuta" (cit.), investiresti su si uno sconosciuto senza sapere cosa ti sta fornendo in valutazione (la sinossi in inglese non credo proprio basti)?

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31 minuti fa, Mauro Barbarito ha detto:

Sapresti indicarci come/dove trovare agenti affidabili all'estero?

 

Sul web si trovano vari elenchi. Uno, per esempio, è questo, che contiene 100 nominativi:

 

https://literaryagencies.com/list-of-literary-agents/top-literary-agencies/

 

Conoscendo il nome dell'agenzia, è facile risalire al sito, dove si trovano regolarmente nomi e contatti (spesso anche foto!) di tutti gli agenti che fanno parte del team, con specifica di quali generi trattano. Nessuna perdita di tempo, né per loro né per gli autori, e nessun bisogno di spedire alla mezzanotte del 29 febbraio degli anni dispari entro lo scoccare del primo rintocco dell'orologio a cucù che regola i tempi degli esperimenti sulle particelle subatomiche al CERN, insomma... ;)

Da notare che tutti gli agenti esortano a porre la massima attenzione nella stesura della lettera di presentazione: anche loro sono subissati di invii, a maggior ragione per via della politica delle "big five" poc'anzi enunciata, per cui non esiteranno a cestinare tutti gli autori che non cureranno amorevolmente la loro "query letter", cioè quelle poche righe che rappresentano la vostra (nostra) unica possibilità di farvi notare e indurre l'agente a leggere qualche pagina del vostro lavoro. Sintetizzato da una editor professionista:

The main objective of a query is simple: Make the agent care enough about your protagonist and your plot that she wants to read more.

 

Al link seguente si trova un utile esempio di query letter comme il faut, con i vari punti commentati dall'agente che poi ha accettato di rappresentare l'autrice, accompagnandola fino alla pubblicazione: http://www.writersdigest.com/online-editor/how-to-write-the-perfect-query-letter

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9 minuti fa, Mauro Barbarito ha detto:

Se tu fossi un'agenzia anglofona "cazzuta" (cit.), investiresti su si uno sconosciuto senza sapere cosa ti sta fornendo in valutazione (la sinossi in inglese non credo proprio basti)?

 

La risposta, ha ragione Barbarito, è un no secco.

 

7 minuti fa, Aspirante Scrittore ha detto:

L'ideale ovviamente sarebbe poter disporre del proprio romanzo tradotto in inglese...

 

Non è l'ideale: è imprescindibile per partire direttamente sul mercato internazionale. L'unica altra modalità è che tu sia già pubblicato in Italia e la tua CE italiana riesca a piazzare i diritti dell'opera all'estero. Le grosse agenzie internazionali, come accennavo prima, fanno le agenzie e nient'altro. Forse anche per questo sono considerate serie. 

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Allora non ci resta che sperare che anche in Italia ci siano agenzie altrettanto "serie". Il problema è che, per ottenere udienza presso la maggior parte di loro, nel mio caso dovrei pagare non meno di 450€, avendo scritto un romanzo di 400 cartelle. Nel caso della T.I.L.A.  dovrei sborsare oltre 840€ e richiedere un preventivo personalizzato, avendo superato i 720.000 caratteri... :( 

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Guarda, confermo che una traduzione professionale e certificata costa sui 4.000,00€ ma che puoi trovarla anche tramite annunci locali per 1500,00€. La differenza credo sia chiara, però, a prescindere da questo, la difficoltà principale è comunque piazzare il prodotto. Non credere che andando sul mercato estero tu possa vendere quanto John Grisham.

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Alle 12/02/2018 at 14:01, Aspirante Scrittore ha detto:

Salve a tutti,

 

In attesa che agenzie e CE mi diano un feedback sul romanzo da poco sottoposto alla loro attenzione, mi sto ponendo questo quesito: consapevole dell'originalità del romanzo che ho scritto e del suo elevato potenziale commerciale soprattutto all'estero, potrebbe valere la pena farlo tradurre in inglese e venderlo in formato e-book nel vasto mercato di lingua anglosassone? (oltre che in versione italiana nel nostro paese). Cosa ne pensate? In tal caso, dove potrei reperire un traduttore in gamba e a quanto potrebbe ammontare la spesa per la traduzione di un romanzo di 400 cartelle? Grazie 

:noo: Non uccidetemi... ma un libro va tradotto veramente seriamente e bene, NO e-book! Prima cerca casa editrice estera e sottoponilo a loro in entrambe le lingue. E allora avrai la vera distribuzione mondiale. 

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Alle 13/02/2018 at 11:56, Marco ML ha detto:

Guarda, confermo che una traduzione professionale e certificata costa sui 4.000,00€ ma che puoi trovarla anche tramite annunci locali per 1500,00€. La differenza credo sia chiara, però, a prescindere da questo, la difficoltà principale è comunque piazzare il prodotto. Non credere che andando sul mercato estero tu possa vendere quanto John Grisham.

Ne è così sicuro dei costi? E ne è così sicuro delle vendite in lingua inglese se distribuito mondialmente?
Io perdoni il tono mi accerterei prima di parlare. O almeno non sparerei cifre a casaccio specialmente se non nel settore e non nel mercato estero dell'editoria.
Cordialmente.

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Alle 12/02/2018 at 15:48, Aspirante Scrittore ha detto:

L'ideale ovviamente sarebbe poter disporre del proprio romanzo tradotto in inglese... 

Non sempre è d'obbligo, se si ha a che fare con case editrici internazionali e non solo nazionali (ossia limitate alla sola nazione es: Francia, Belgio, Italia etc.)

 

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A chi ha messo il voto sfavorevole, non ci sono problemi, ma invito solamente a verificare in ogni caso tutto sempre e mai dare per scontato tutto prima di dire le cose. Per il resto a me del voto favorevole o sfavorevole non mi interessa, dico solamente e sempre solo quello che penso nella piena onestà intellettuale e nel rispetto altrui.
Se poi qualche persona vuole per forza dire e voler imporre la propria parola... Fate Vobis.

Dalla Scozia

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@Wolf Graham salve. Anche sono ha citato me direttamente, per esperienza DIRETTA posso confermarle che quasi tutte le agenzie mi hanno chiesto tra i 1800 e i 3000 euro per la traduzione di un romanzo di 150 pagine. A dire il vero non capisco il senso dei suoi interventi, ovvero dubita delle parole degli altri utenti, ma non mi sembra di leggere una sua versione. Potrebbe illuminarci? Sia chiaro, non è assolutamente polemica, ma è un discorso che mi interessa.

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17 minuti fa, Mauro Barbarito ha detto:

@Wolf Graham salve. Anche sono ha citato me direttamente, per esperienza DIRETTA posso confermarle che quasi tutte le agenzie mi hanno chiesto tra i 1800 e i 3000 euro per la traduzione di un romanzo di 150 pagine. A dire il vero non capisco il senso dei suoi interventi, ovvero dubita delle parole degli altri utenti, ma non mi sembra di leggere una sua versione. Potrebbe illuminarci? Sia chiaro, non è assolutamente polemica, ma è un discorso che mi interessa.

Mi scuso con lei ma forse l'ho taggata inavvertitamente, io mi riferivo alle cifre dei 4000 (accettabile per un saggio con termini scentifici difficili o romanzo da 800pg) per quelli certificati (che anche lì avrei dei dubbi sulla qualità di traduzione viste le esperienze editoriali).
I miei interventi sono espressi in quanto a quel che mi risulta ci si è rivolti al solo servizio che si trova sul mercato italiano, ma avete mai provato a sentire le case editrici estere internazionali che distribuiscono in varie lingue mondialmente? Solitamente fanno anche le traduzioni e i prezzi sono diversi e se il manoscritto è importante e interessante potrebbe essere anche free.
Non volevo essere scortese con nessuno, ma a volte non capisco perché ci si soffermi a aggenzie o ad agenti e non si provi altri canali :D . 
Io consiglio sempre comunque di sentire la casa editrice perché a volte poi la stessa (come nel nostro caso) deve rilavorare sul testo perché tradotto male in poetica e sostanza.

Chiedo ancora scusa se posso essere sembrato scortese, non era mia intenzione.

 

 

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Alle 12/02/2018 at 15:45, Mauro Barbarito ha detto:

@Aspirante Scrittore Mi spiace deluderti, ma dubito che qualche agenzia estera decida di puntare su di uno scrittore straniero "sconosciuto" e sobbarcarsi i costi di traduzione. L'unica è partecipare a fiere come quella di Francoforte, ovviamente portati da una CE. Se tu fossi un'agenzia anglofona "cazzuta" (cit.), investiresti su si uno sconosciuto senza sapere cosa ti sta fornendo in valutazione (la sinossi in inglese non credo proprio basti)?

Se il testo lo ritengo buono sì anche se non Caz......to! Ma si distribuirebbe meglio che in Italia e si farebbe conoscere meglio l'autore.

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2 minuti fa, Mauro Barbarito ha detto:

@Wolf Graham come ho detto, il mio intervento non era polemico, e non aveva taggato me, ma avendo preso parte alla discussione ero interessato. 

Ci mancherebbe caro, nemmeno io ero polemico :D, mi piacerebbe che comunque gli autori imparassero a aprire di più gli occhi e guardare oltre le case editrici famose, che quelle se non hai uno staff a seguito non ca..no nessuno (specie se non hai  un MPs che ti spinge).

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@Wolf Graham credo che la maggior parte degli utenti di questo forum abbia pubblicato con CE medio-piccole o in self. Io, per esempio, ho pubblicato sia con CE che in self, e ho anche fatto tradurre le mie opere in inglese. Leggendo le info date in merito alla BWE&P, dite di essere una CE a doppio (triplo?) binario, di distribuire in tutto il mondo, ma personalmente solo in UK, mentre lasciate agli altri distributori il resto dei territori. Questo vuol dire che i vostri autori possono avere la garanzia di avere i libri "fisicamente" disponibili nelle librerie in UK?

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1 minuto fa, Mauro Barbarito ha detto:

@Wolf Graham credo che la maggior parte degli utenti di questo forum abbia pubblicato con CE medio-piccole o in self. Io, per esempio, ho pubblicato sia con CE che in self, e ho anche fatto tradurre le mie opere in inglese. Leggendo le info date in merito alla BWE&P, dite di essere una CE a doppio (triplo?) binario, di distribuire in tutto il mondo, ma personalmente solo in UK, mentre lasciate agli altri distributori il resto dei territori. Questo vuol dire che i vostri autori possono avere la garanzia di avere i libri "fisicamente" disponibili nelle librerie in UK?

Abbiamo un solo e unico distributore mondiale e non a molti altri quindi trattiamo direttamente con lui, oltre noi in UK, gli accordi e i contratti sono diversi da quelli che sono fatti in Italia e vengono rispettati!

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9 minuti fa, Mauro Barbarito ha detto:

@Wolf Graham credo che la maggior parte degli utenti di questo forum abbia pubblicato con CE medio-piccole o in self. Io, per esempio, ho pubblicato sia con CE che in self, e ho anche fatto tradurre le mie opere in inglese. Leggendo le info date in merito alla BWE&P, dite di essere una CE a doppio (triplo?) binario, di distribuire in tutto il mondo, ma personalmente solo in UK, mentre lasciate agli altri distributori il resto dei territori. Questo vuol dire che i vostri autori possono avere la garanzia di avere i libri "fisicamente" disponibili nelle librerie in UK?

Dimenticavo, la garanzia dei libri in libreria... Altra cosa oscura che tutti gli autori o pseudo tali pensano che sia obbligo per le librerie detenere... Ebbene vi devo deludere... Nessuna libreria (bookseller) ha l'obbligo di avere in fisico il vostro libro, ma solo l'obbligo essendo in catalogo di ordinarlo, l'obbligo giunge quando vi sono contratti firmati fra le parti, e allora lì deve essere presente il libro. Noi abbiamo accordi firmati con 20.000 booksellers (Indipendenti e non) nel mondo che detengono i nostri titoli in fisico (pochi perchè solo in europa ce ne sono 110.000).
Nei restanti se viene fatto l'ordine il distributore o noi stesi inviamo.
Poi se volete credere alle favole del marketing credeteci pure. Io rimango con i piedi per terra  voglio che i miei autori facciano lo stesso senza far loro sognare valanghe d'oro come i grandi autori costruiti.
Ora massacratemi dite pure di no, ma lavoro nel settore da 25 anni e di cose ne ho viste.

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24 minuti fa, Wolf Graham ha detto:

Dimenticavo, la garanzia dei libri in libreria... Altra cosa oscura che tutti gli autori o pseudo tali pensano che sia obbligo per le librerie detenere... Ebbene vi devo deludere... Nessuna libreria (bookseller) ha l'obbligo di avere in fisico il vostro libro, ma solo l'obbligo essendo in catalogo di ordinarlo,

questa è la prassi a cui siamo avvezzi ;)

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3 ore fa, Wolf Graham ha detto:

io mi riferivo alle cifre dei 4000 (accettabile per un saggio con termini scentifici difficili o romanzo da 800pg) per quelli certificati (che anche lì avrei dei dubbi sulla qualità di traduzione viste le esperienze editoriali).

 

Esattamente, quindi non parta dal presupposto che gli altri scrivono sciocchezze, grazie. Detto questo, amici come prima.

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Ciao @Aspirante Scrittore e un saluto a tutti!

 

Ho letto velocemente la discussione, non so se può essere utile o ci sono già delle altre discussioni che parlano di questo. Se ho capito bene come è stata posta la questione, si tratterebbe di far tradurre la propria opera in altra lingua per poi pubblicarla in self-publishing... poi ho visto che il discorso si è spostato su agenzie letterarie e case editrici...

 

Comunque, volevo solo aggiungere che esistono siti che propongono traduzioni inizialmente gratuite in molte lingue per poi pubblicare in self... i traduttori vengono pagati in eventuali royalty sulle vendite di libri in ebook... cose di questo tipo...

 

Qualora interessi questa direzione, credo che facendo una ricerca in internet escano fuori questi siti... ne trovai uno un po' di tempo fa, ma non l'ho mai testato né potrei assicurarne la validità... è poi scontato che trattandosi di self-publishing, scrivere in inglese (o avere la propria opere tradotta in tale lingua) non equivale a vendere a libri... il discorso sulle vendite è sempre lo stesso, forse con un maggior canale di utenze, ma altrettanto di concorrenza...

 

Nuovamente un saluto!

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