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Commento

 

Ne arrivano tutte le sere, a volte di più, a volte meno, ma sempre piuttosto numerosi. Hanno modi di fare diversi: chi arriva costeggiando il marciapiede con l’auto a bassa velocità, ci squadra una per una, svolta l’angolo e quindi torna indietro dopo aver già scelto, chi va dritto dalla sua preferita, chi si ferma e contratta con tutte, chi ha solo intenzione di insultarci, chi non sceglie, troppo imbarazzato per farlo, va da quella di noi più in disparte e carica lei, senza averla neanche vista. Chi viene da noi guardingo e sospettoso, timoroso di essere scoperto dalla polizia o comunque da qualche conoscente, chi invece è del tutto gaio e disinibito, se non proprio ubriaco, desideroso solo di divertirsi.

Eppure non riesco a nutrire nessun rancore verso di loro.

 

Strano destino, quello degli uomini che ci caricano. Vengono da noi per non essere giudicati, ma siamo le prime a farlo. C’è chi li odia, come te, chi li disprezza per non disprezzare se stessa, a chi sono indifferenti e a chi fanno soltanto pena. Tutti questi anni a battere mi hanno persuaso che gli uomini siano diversi da come ce li raccontiamo. Oramai mi sono convinta che gli uomini non siano davvero né bastardi, né stupidi. Sono solo grandi fifoni, tutti. È la fifa che li muove, sempre, in ogni loro scelta: quando non hanno voglia di crescere, è la paura delle responsabilità a frenarli; quando si impegnano, è la paura di perdere quello che amano e di volerlo legare in qualche modo a loro; se si dedicano esclusivamente al lavoro, è per la paura di affrontare la vita. Persino quando vengono qui, è la fifa che li muove. In quel “dateci la fica e non stateci a rompere i coglioni” ci sono un sacco di paure: di essere giudicati, di confrontarsi, di sentirsi inferiori, della solitudine o la paura di amare.

Porci, pervertiti, egoisti, incapaci, odiosi e arroganti, a qualunque categoria appartengano restano tutti legati da un filo comune: scappano da qualcosa. Che sia la famiglia, una donna o le proprie paure, poco importa. Gli uomini, la maggior parte di loro, non fanno che scappare da se stessi. È per questo che ho smesso di odiarli. Ho capito che in fondo sono senza speranza. Come me.

 

Il mio corpo è invecchiato, i seni avvizziti, la mia pelle rugosa, il mio viso non suscita più desiderio ma arreca disgusto, e a nulla può servirmi abbassare le mie tariffe, tutti i trucchi e le creme del mondo non bastano più, ho scelto di far fortuna con il mio corpo ma il mio corpo ha ceduto, ed io non posso farci niente, sono invecchiata e devo prenderne atto. Possiamo lottare contro il tempo fin quando vogliamo, il tempo sa essere galantuomo ma se vuole anche un nemico paziente, gli basta aspettare per averla vinta, come la morte.

 

Eppure tu sei ancora bella, trentasette anni e non li dimostri, invidiata ed ammirata persino dalle più giovani di noi. Dimmi pure che sono una ingenua, una credulona, una sognatrice, ma sono convinta che il destino voglia darti una mano. Il nostro passato è per molte di noi un vicolo cieco, ma la tua bellezza può essere la tua via d’uscita. Ed allora approfittane. Che ci fai ancora tra noi?

 

Andiamo incontro ad una vita fatta di donne che ci disprezzano, uomini che ci maltrattano, destino che ci umilia e società che ci considera una piaga, come se il vero problema non fossero le centinaia di uomini che ci cercano ogni notte. Come se nascesse prima l’offerta e poi la domanda, quando l’economia insegna piuttosto il contrario. La stessa società che ci contesta di giorno, ci cerca di notte. Prendete un sacco di soldi e non pagate le tasse, non avete nessun diritto di lamentarvi. Così ci dicono. Come se i soldi comprino tutto, come se le mignotte non fossero donne, come se vendendo il proprio corpo ci si venda anche la dignità di sentirsi persone.

Mia cara Francesca, che ci fai ancora tra noi, tu che puoi uscirne?

 

Un uomo si è innamorato di te, e allora prenditelo, e lascia perdere il resto. Lascia perdere il fatto che non sia più attraente, che gli sia cresciuta la pancetta, ogni giorno diventa sempre più calvo, che non sia neanche ricco, ma scusami se ti ricordo che Richard Gere non passa di qui e poi Pretty Wowan è solo una favola per adulti non troppo cresciuti. I milionari, se ancora si divertono una notte con quelli come noi ci riportano indietro al mattino, fingendo di non conoscerci se mai capita loro di rincontrarci, cosi come fanno tutti gli altri, i principi azzurri non esistono più, lo hanno capito anche le principesse che oramai sposano gli orchi.

Prendi il tuo orco e lascia questa vita, perché se non lo fai, il passato ti brucerà sempre dietro le spalle. Lo so cosa stai pensando, che ti sto chiedendo di accontentarti del primo che ti si è offerto, ed hai ragione, è proprio quello che ti sto chiedendo di fare. Perché, per quelle come noi, non ne passano tanti, e potrebbe essere l’unico. Perché sei bella ma hai anche una figlia, e persino per una donna normale avere una figlia rappresenta un problema per trovare l’amore.

So quello che dico, anni fa ho avuto la stessa scelta ed ho fatto quella sbagliata. Conobbi un uomo non bello ma di una dolcezza infinita, il nostro mestiere non gli impediva di amarmi eppure non mi riuscì di ricambiarne l’affetto e mi sono sentita colpevole, gli stavo facendo un torto che non meritava. Lui capì, e mi lasciò andare. Quell’uomo mai amato resta oggi il mio più grande rimpianto.

 

Spoiler

Frammento di un romanzo - l'unico che abbia mai provato a scrivere - abbandonato nel 2006. Lo sento abbastanza immaturo per non aver voglia di continuarlo, però sarà che è l'unica storia lunga che abbia mai scritto, non riesco  comunque ad abbandonarlo del tutto. Insomma, non so che farci.

 

Terzo frammento postato sul wd. Gli altri sono qui e qui

 

 

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@Eudes ciao :D
 

55 minuti fa, Eudes ha detto:

galantuomo

metterei: galante

 

1 ora fa, Eudes ha detto:

una ingenua

un'ingenua

 

1 ora fa, Eudes ha detto:

Il nostro passato è per molte di noi un vicolo cieco, ma la tua bellezza può essere la tua via d’uscita. Ed allora approfittane. Che ci fai ancora tra noi?

molto bello questo passaggio

 

1 ora fa, Eudes ha detto:

donne che ci disprezzano, uomini che ci maltrattano,

io avrei messo: donne e uomini che ci disprezzano
Per rafforzare il suo pensiero... gli uomini sono i primi ad andarci e i primi a dirne male.

 

1 ora fa, Eudes ha detto:

destino che ci umilia e società che ci considera una piaga

i gigolò sono fighi invece... a detta della società:/

 

1 ora fa, Eudes ha detto:

con quelli

quelle?

 

1 ora fa, Eudes ha detto:

altri, i principi

metterei il punto al posto della virgola.

Mi è piaciuto molto questo frammento, sinceramente non l'ho trovato acerbo o immaturo, tutt'altro. Hai trattato una tematica molto delicata attraverso la voce di una donna (immagino dia nome al titolo) che scrive o pensa a Francesca, chiedendosi come mai non segua l'uomo che si è innamorato di lei, abbandonando quella vita fatta più di sofferenze che di altro.
Riesci sempre molto bene a metterti nei panni di una donna, secondo me. Poi certo, le tipologie sono tante, ma la parte dove descrivi gli uomini per me è molto ben resa nel pensiero di Aida. Non so che altro dire se non: postane altri!
Bravo, Eudes^^
 

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Buongiorno @Eudes

ho appena letto tutti e tre i frammenti e relativi commenti e mi dispiace che tu abbia deciso di non riprendere in mano il lavoro. A me sembra molto interessante. All'inizio ero un po' confusa, ma poi ho ritrovato la connessione con questa parte in Meno di niente e ora vorrei leggere anche il frammento di Francesca, o della figlia. Vorrei sapere se lascia la strada. Nei commenti a Meno di niente ho visto che ti hanno rimproverato di essere stato troppo intimo, come se stessi scrivendo una pagina di vita vissuta. Ultimamente è successo anche a me con un racconto e non sono riuscita a capire come quelli che a me sembravano complimenti potessero invece essere caratteristiche negative. Davvero, mi piacerebbe molto leggere altri pezzi di questo tuo libro non terminato, anche perché mi sto imbarcando in un'avventura simile, dal punto di vista dell'intimismo e della riflessione, non del gioco dei punti di vita (che trovo affascinante e mi sembra difficilissimo da gestire!).

Insomma, volevo solo dirti che mi è piaciuto il pezzo, che mi ha toccato nell'intimo perché scrivo spesso di prostituzione, e che è stata la ragione per cui sono andata a leggere anche gli altri due frammenti.

Grazie per averli condivisi.

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10 ore fa, Eudes ha detto:

persuaso

persuasa

 

11 ore fa, Eudes ha detto:

Eppure tu sei ancora bella, trentasette anni e non li dimostri, invidiata ed ammirata persino dalle più giovani di noi. Dimmi pure che sono una ingenua, una credulona, una sognatrice, ma sono convinta che il destino voglia darti una mano. Il nostro passato è per molte di noi un vicolo cieco, ma la tua bellezza può essere la tua via d’uscita. Ed allora approfittane. Che ci fai ancora tra noi?

Qui sembra sia subentrata un'altra donna, un'altra voce, ma non vedo le virgolette, anche il paragrafo successivo, mi ha fatto sorgere lo stesso dubbio.

 

11 ore fa, Eudes ha detto:

Come se i soldi comprino tutto

Comprassero

 

Il pezzo è intenso e ben scritto (vedo che fa parte di un lavoro più lungo che, anche secondo me, non dovresti abbandonare). 

L'incipit ci porta già sul luogo, vediamo i clienti, ascoltiamo il rumore delle loro macchine. Ogni frase predispone a quella successiva senza sbalzi temporali o di situazione, una bella coerenza di testo. Una giusta economia di parole. Forse appena appena lento, per un racconto, ma visto che in realtà non è un testo autoconclusivo (sebbene potrebbe esserlo), va più che bene.

Complimenti, alla prossima

@Eudes

 

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Buona sera @Eudes

 

:bash:ora spiegatemi tutti, nessun escluso, perchè fate sempre questi mini racconti.  Avete 80.000 caratteri, usateli.:bash: Che  nervi.

 

Che dire, scorrevole e ben  scritto. Sembra un monologo, non affatto immaturo che non abbandonerei. Io cambierei il titolo: "Per Aida" oppure  "Scappa che sei ancora in tempo". Spiegherei meglio chi scrive. L'amica di Aida? Qualche osservazione, piccolissima:

 

19 ore fa, Eudes ha detto:

I milionari, se ancora si divertono una notte con quelli come noi ci riportano indietro al mattino,

Io scriverei: con quelle come noi

 

19 ore fa, Eudes ha detto:

Possiamo lottare contro il tempo fin quando vogliamo, il tempo sa essere galantuomo ma se vuole anche un nemico paziente,

Non mi convince.  Scriverei:

Possiamo lottare contro il tempo fin quando vogliamo ma il tempo sa essere cambierei:galantuomo, ma se vuole anche un nemico paziente,

 

Ti ho segnato poco perchè sei bravo

:bash:mi puoi dire ferma,  se no continuo:asd:

Buona serata

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20 ore fa, Eudes ha detto:

Ne arrivano tutte le sere, a volte di più, a volte meno, ma sempre piuttosto numerosi.

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

chi invece è del tutto gaio e disinibito,

Quel "gaio" non mi convince granché, proverei qualcosa del tipo "estroverso".

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

Tutti questi anni a battere mi hanno persuaso che gli uomini siano diversi da come ce li raccontiamo. Oramai mi sono convinta che gli uomini non siano davvero né bastardi, né stupidi.

Cerchiamo di asciugare. "Tuttti...ce li raccontiamo, che non siano davvero né bastardi né stupidi". 

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

un sacco di paure: di essere giudicati, di confrontarsi, di sentirsi inferiori, della solitudine o la paura di amare.

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

Il mio corpo è invecchiato, i seni avvizziti, la mia pelle rugosa, il mio viso non suscita più desiderio

Qualche possessivo andrebbe eliminato. Ci sono anche altre parti con sovrabbondanza di possessivi.

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

e a nulla può servirmi abbassare le mie tariffe,

farei o "...può servire abbassare le mie tariffe" o "può servirmi abbassare le tariffe".

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

Possiamo lottare contro il tempo fin quando vogliamo, il tempo sa essere galantuomo ma se vuole anche un nemico paziente, gli basta aspettare per averla vinta, come la morte.

Se vuoi tenerlo, meglio metterlo come inciso tra virgole.

Non ho capito la similitudine con la "morte". Nell'accezione che gli stai dando, tempo che passa e morte non sono la stessa cosa? 

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

Eppure tu sei ancora bella, trentasette anni

meglio i due punti che la virgola.

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

ma la tua bellezza può essere la tua via d’uscita

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

come se vendendo il proprio corpo ci si venda anche la dignità di sentirsi persone

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

Un uomo si è innamorato di te, e allora prenditelo, e lascia perdere il resto. Lascia perdere il fatto che non sia più attraente, che gli sia cresciuta la pancetta, ogni giorno diventa sempre più calvo, che non sia neanche ricco, (punto) ma scusami se ti ricordo che Richard Gere non passa di qui e poi Pretty Wowan è solo una favola per adulti non troppo cresciuti.

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

ho avuto la stessa scelta ed ho fatto quella sbagliata

"ho avuto" la scelta non mi convince. Farei "mi sono trovata di fronte alla stessa scelta" o qualcosa di simile.

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

mi riuscii ricambiarne l’affetto e mi sono sentita colpevole,

 

20 ore fa, Eudes ha detto:

riuscì di ricambiarne l’affetto e mi sono sentita colpevole, gli stavo facendo un torto che non meritava

A livello di tempi verbali, c'è qualcosa che non va qui.

 

Ciao @Eudes. Ero curioso di leggere questo pezzo visto che ne avevi parlato in chat.

In tutta sincerità, devo dire che lo stile è un po' acerbo e la lettura mi è risultata a tratti faticosa. 

Vi sono periodi molto lunghi e spesso farraginosi che non sempre riesci a gestire al meglio.  

Il tuo stile è abissalmente diverso dal mio ma, in altre occasioni, ho avuto modo di apprezzare, e per certi versi invidiare, il tuo proseggiare. 

Qui, invece, credo, al netto delle tue caratteristiche come scrittore,  ci sia comunque bisogno di un bel lavoro di asciugatura. 

Anche per l'argomento trattato e per l'io narrante forse sarebbe preferibile uno stile  più secco, più asciutto, forse anche più sporco (vedrei bene anche qualche parolaccia, in tutta sincerità. Non che una prostituta di strada debba necessariamente avere un linguaggio da scaricatrice di porto ma un linguaggio così pulito e, per certi versi, aulico non mi sembra particolarmente realistico) 

Queste sono comunque mie considerazioni, assolutamente opinabili.

Valuta tu il da farsi ;) . 

 

 

 

 

 

 

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@Luna: qualche altro frammento potrei postarlo, giusto per rendere un po' meglio l'idea di storia e stile (però no, ti assicuro che complessivamente il romanzo è acerbo e si nota)

 

@Kikki

Alle 5/2/2018 at 08:51, Kikki ha detto:

non sono riuscita a capire come quelli che a me sembravano complimenti potessero invece essere caratteristiche negative.

Io, nonostante il tono fosse di rimprovero, l'ho preso comunque come un complimento. Le intenzioni dell'autore sono comunque arrivate, anche se al lettore non le ha trovate di suo gradimento. Il fatto che siano arrivate lo trovo positivo, il resto sono gusti e sui gusti si può fare ben poco, a meno che non si abbia intenzione di assecondarli.

 

Alle 5/2/2018 at 08:51, Kikki ha detto:

gioco dei punti di vista (che trovo affascinante e mi sembra difficilissimo da gestire!).

In realtà penso sia meno complicato di quanto possa sembrare, a patto di accettare che ci inoltreremo in una narrazione lenta. Perché ogni personaggio parlerà molto di sé (e se non lo facesse avrebbe poco senso continuare a cambiarli, e sarebbe anche più difficile renderli interessanti) ma muoverà poco la storia, giusto di quel tanto che riguarda la connessione tra lui e i protagonisti.

 

Alle 5/2/2018 at 08:51, Kikki ha detto:

Insomma, volevo solo dirti che mi è piaciuto il pezzo, che mi ha toccato nell'intimo perché scrivo spesso di prostituzione, e che è stata la ragione per cui sono andata a leggere anche gli altri due frammenti.

Grazie per i complimenti e per la lettura degli altri frammenti e auguri per il tuo lavoro. Posso chiederti se ti stai documentando con qualche saggio riguardo l'argomenti e, nel caso, quali?

 

@Adelaide J. Pellitteri

 

Grazie per l'apprezzamento, mi fa piacere il pezzo ti sia piaciuto.

 

@Floriana grazie per i suggerimenti. E anche per i complimenti, sebbene io non mi senta affatto bravo.

Alle 5/2/2018 at 18:49, Floriana ha detto:

ora spiegatemi tutti, nessun escluso, perchè fate sempre questi mini racconti.  Avete 80.000 caratteri, usateli.

Hanno esteso il limite a ottantamila caratteri? Bello, io ricordavo fosse di massimo 8000 (in questa sezione almeno)! Per quanto, come scritto nello spoiler, questo è solo un piccolo frammento di una storia leggermente più lunga.

 

@Andrea28 

Alle 5/2/2018 at 20:14, Andrea28 ha detto:

In tutta sincerità, devo dire che lo stile è un po' acerbo e la lettura mi è risultata a tratti faticosa. 

e pensa che è pure uno dei brani migliori del romanzo (mica postavo i più brutti, no?). Comunque condivido, e in ogni caso è stato scritto almeno 11 anni fa. Mi piacerebbe credere che nel frattempo la mia scrittura sia un po' migliorata ma in realtà io non ne sono affatto sicuro. Però ammetto che, a quei tempi, la sentivo più spontanea. 200 cartelle in sei mesi non le scriverò mai più, temo!

 

Sul linguaggio sporco potrei obiettare che, figurando altre prostitute nel romanzo e non potendo e volendo dare a tutte lo stesso registro, ci sta che qualcuna possa averlo più elevato rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare. E che, anche quello che ci si  potrebbe aspettare, resta un cliché. Perché il registro linguistico di una prostituta potrebbe dipendere non tanto e non sempre dal tessuto sociale che ha intorno quando da quello da cui proviene. Tuttavia quello di rendere credibili le varie voci dei personaggi è effettivamente uno (ma non il solo) dei problemi irrisolti del romanzo.

 

 

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@Eudes Ciao Eudes, è un racconto scritto molto bene.

Ti dico quello che, secondo me, non va:

Alle ‎04‎/‎02‎/‎2018 at 23:34, Eudes ha detto:

Eppure non riesco a nutrire nessun rancore verso di loro.

Qui lo vorrei più duro, tipo "Per me sono solo portafogli che camminano".

Alle ‎04‎/‎02‎/‎2018 at 23:34, Eudes ha detto:

Strano destino, quello degli uomini che ci caricano

Toglierei tutta la parte di considerazioni sugli uomini. Nel senso appunto che restano "portafogli che camminano" e basta.

Alle ‎04‎/‎02‎/‎2018 at 23:34, Eudes ha detto:

Il mio corpo è invecchiato, i seni avvizziti, la mia pelle rugosa, il mio viso non suscita più desiderio ma arreca disgusto, e a nulla può servirmi abbassare le mie tariffe, tutti i trucchi e le creme del mondo non bastano più, ho scelto di far fortuna con il mio corpo ma il mio corpo ha ceduto, ed io non posso farci niente, sono invecchiata e devo prenderne atto. Possiamo lottare contro il tempo fin quando vogliamo, il tempo sa essere galantuomo ma se vuole anche un nemico paziente, gli basta aspettare per averla vinta, come la morte.

 

Questo passo è molto bello.

Buone anche le considerazioni "sociali".

 

Quello che proprio mi stona è il finale.

Alle ‎04‎/‎02‎/‎2018 at 23:34, Eudes ha detto:

Un uomo si è innamorato di te, e allora prenditelo, e lascia perdere il resto.

E' di un antifemminismo desolante.

Vorrei sentire parole di "autostima", di "farcela da soli", di "sfruttare al meglio la bellezza", di "prendere tutto e non perderlo", di "ribaltare situazioni"... Insomma, la grinta di una donna che può farcela senza un uomo. E meglio di un uomo.

Qualcuna ci è riuscita.

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Ospite AndC

Ciao @Eudes

ho letto con piacere questo racconto che nel suo complesso mi sembra assai ben scritto.

Molto delicato e profondo, risalta molto il contrasto fra "vita da strada" e le riflessioni della protagonista, che appunto sono delicate, non esagerate, alla fine direi compassionevoli per tutti, clienti e colleghe.

In questo mi è piaciuto.

 

Lo stile l'ho trovato molto buono... a me piacciono le frasi lunghe, anche se in un paio di casi comunque le accorcerei...

Ti segnalo anche un paio di ripetizioni di termini che a mio gusto varierei e forse ripeto qualcosa che ti hanno già fatto notare negli altri commenti...

 

Varierei la ripetizione di "arrivare":

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

Ne arrivano tutte le sere, a volte di più, a volte meno, ma sempre piuttosto numerosi. Hanno modi di fare diversi: chi arriva

 

Questa lunga frase è più che altro un elenco... vedrei bene un punto e virgola per spezzarla da qualche parte, se non proprio un punto fermo...

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

chi arriva costeggiando il marciapiede con l’auto a bassa velocità, ci squadra una per una, svolta l’angolo e quindi torna indietro dopo aver già scelto, chi va dritto dalla sua preferita, chi si ferma e contratta con tutte, chi ha solo intenzione di insultarci, chi non sceglie, troppo imbarazzato per farlo, va da quella di noi più in disparte e carica lei, senza averla neanche vista.

 

All'inizio, non ho capito a chi si riferisse la protagonista narrante... per un attimo avevo pensato al lettore e non mi era piaciuto... poi si capisce che parla a Francesca... io presenterei il nome sin dalla prima battuta (volta) in cui appare la seconda persona singolare...

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

C’è chi li odia, come te,

 

"Varierei" anche la ripetizione di "scappare":

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

scappano da qualcosa. Che sia la famiglia, una donna o le proprie paure, poco importa. Gli uomini, la maggior parte di loro, non fanno che scappare da se stessi

 

Nuovamente, dividerei la frase con un punto prima di "ho scelto di far fortuna..."

Io sono della scuola di mettere virgola prima di "ma"... non è un errore non mettercela e in questo caso può star anche bene perché in qualche modo è un inciso fra le virgole... più avanti nel racconto, invece non mi ha convinto troppo...

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

Il mio corpo è invecchiato, i seni avvizziti, la mia pelle rugosa, il mio viso non suscita più desiderio ma arreca disgusto, e a nulla può servirmi abbassare le mie tariffe, tutti i trucchi e le creme del mondo non bastano più, ho scelto di far fortuna con il mio corpo ma il mio corpo ha ceduto, ed io non posso farci niente, sono invecchiata e devo prenderne atto.

 

Ad esempio in questo caso, aggiungerei virgola prima del "ma"...

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

Possiamo lottare contro il tempo fin quando vogliamo, il tempo sa essere galantuomo ma se vuole anche un nemico paziente,

 

Queste due frasi mi sono molto piaciute, rendono ottimamente i concetti, lo specchio di una società da questo punto di vista abbastanza ipocrita...

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

Come se nascesse prima l’offerta e poi la domanda, quando l’economia insegna piuttosto il contrario. La stessa società che ci contesta di giorno, ci cerca di notte.

 

Non so... per quanto un classico, questo rimando a Pretty Woman l'ho visto un po' fuori contesto, anche se è proprio questo il suo contesto, però forse davvero un po' troppo "scontato"... non so...

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

ma scusami se ti ricordo che Richard Gere non passa di qui e poi Pretty Wowan è solo una favola per adulti non troppo cresciuti.

 

Qui, già te lo hanno segnalato in tanti, il femminile ("quelle")  e non il maschile di "quelli"... mi appare poi e comunque un inciso un po' lungo, tanto che vedrei una virgola fra "noi" e "ci", a dividere la subordinata ipotetica... anche se in questo caso, tutta la frase potrebbe acquistare in macchinosità o lentezza...

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

I milionari, se ancora si divertono una notte con quelli come noi ci riportano indietro al mattino,

 

Questa ripetizione si può anche lasciare, comunque te la segnalo ("chiedendo")...

Alle 4/2/2018 at 23:34, Eudes ha detto:

che ti sto chiedendo di accontentarti del primo che ti si è offerto, ed hai ragione, è proprio quello che ti sto chiedendo di fare.

 

In generale, lo stile e il racconto mi sono molto piaciuti... complimenti!

 

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@AdStr

 

Alle 19/2/2018 at 14:36, AdStr ha detto:

Forse dovrei leggere di più di questo frammento, ma ho l'impressione che la tua voce sia fortemente compenetrata col punto di vista della protagonista, tanto da rischiare di spersonalizzarla.

 

Prima o poi pubblico un intero capitolo della storia, magari riuscirai a chiarirti meglio le idee. Per quanto, potresti avere ragione.

 

@Camparino:

non potrei rendere questo personaggio femminista, anche perché temo di non aver mai capito cosa sia (sul femminismo, ne ho sempre sentito dire tutto e il contrario di tutto, e nessuna opinione mi ha convinto). Poi questo è solo il frammento di un lavoro più lungo, e la Francesca a cui è rivolto è già lei una prostituta che ha una pessima opinione di tutti gli uomini. Il personaggio di Aida fa un po' da contrasto è, come ha detto AndC, una donna dai modi delicati e compassionevoli, nonostante il mestiere che si è scelto.

 

@AndC

Alle 20/2/2018 at 16:27, AndC ha detto:

All'inizio, non ho capito a chi si riferisse la protagonista narrante... per un attimo avevo pensato al lettore e non mi era piaciuto... poi si capisce che parla a Francesca... io presenterei il nome sin dalla prima battuta (volta) in cui appare la seconda persona singolare...

 

In realtà il capitolo inizierebbe con 

Spoiler

Ah, Francesca, amica mia, perché continui a farti del male?

Non lo vedi dove ti sta portando il tuo odio per gli uomini? A spingere tua figlia verso le donne. Sei così sicura che nel cambio lei ci guadagni? Come se anche noi non sapessimo essere crudeli, spietate, ciniche ed egoiste. Come te, quanti uomini ho conosciuto grazie a quel marciapiede!

infatti il nome verrebbe presentato dalle prime battute. Solo che questo paragrafo lasciava troppe spiegazioni in sospeso e ho deciso di tagliarlo, per rendere il pezzo più autonomo, diciamo.

 

Grazie per i numerosi suggerimenti!

 

@Mister Frank

Esagerato! Grazie

 

 

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Ospite Rica

Ciao @Eudes, buongiorno.

Ho letto diverse volte questo testo. Mi ha molto colpito il tema, anche perché io penso spesso di trattare la prostituzione, ma ancora non ho trovato la mia storia giusta, diciamo così. Mi trovo soprattutto in difficoltà con il linguaggio da dare alla protagonista, perché penso sempre di con conoscere il registro linguistico più verosimile per una "lucciola". Invece forse basta mettersi a scrivere, e magari ti fa sentire lei la sua voce. No so. 

Le pulci te le devo fare per forza, ti commento nel caso partecipassi al MI. ;) 

Saprai perdonarmi, lo so. :sss:

 

Il tuo testo a mio parere è scritto bene. Faccio presente che non ho letto i commenti precedenti, per non esserne influenzata, pertanto mi scuso se ripeterò delle cose. Credo sia tua volontà giocare con le ripetizioni e con le frasi molto lunghe. A volte, nella lettura, ho trovato inutili alcuni ripetizioni, e te le taglio, o ti invito a farlo, altre volte ti spezzo le frasi con una punteggiatura più sincopata.

Credo, però, di violare una tua volontà, quindi prendilo con le pinze.

In generale prendi tutto con le pinze, molto è dovuto al gusto personale, spero però che qualcosa possa serviti.

Un bel racconto, lucido e triste. Mi è piaciuto molto anche se a volte ho trovato troppo presente "che" e "chi". Ma anche qui ho l'impressione che sia stato voluto. 

Non riesco a capire se quanto ti ho segnalato rallenta a me la lettura o in generale lo faccia a prescindere dai miei gusti.

L'incipit, per quanto il mio intervento sembra devastartelo, mi è piaciuto molto. Ho apprezzato questa galleria di tipologie che riesci a racchiudere in poche righe, e con esse racconti non un solo mondo, ma due. in parallelo. Bravo.

 

 

Mi piace l'incipit. Te l'ho detto sopra il perché. Asciugherei un po' ed eliminerei quel "ne" iniziale. Mi stride. Formulerei la prima lunga frase con una punteggiatura che dia più spazio a qualche pausa. Ti faccio un esempio.

 

Ne a Arrivano tutte le sere, a volte di più, a volte meno, ma sempre piuttosto numerosi. Hanno modi di fare diversi: chi arriva costeggiando il marciapiede con l’auto a bassa velocità, ci squadra una per una, svolta l’angolo e quindi torna indietro dopo aver già scelto, (punto e virgola) chi va dritto dalla sua preferita, chi si ferma e contratta con tutte, chi ha solo intenzione di insultarci, chi non sceglie, troppo imbarazzato per farlo, va da quella di noi più in disparte e carica lei, senza averla neanche vista. Chi viene da noi guardingo e sospettoso, timoroso di essere scoperto dalla polizia o comunque da qualche conoscente, chi invece è del tutto gaio e disinibito, se non proprio ubriaco, desideroso solo di divertirsi.

Eppure non riesco a nutrire nessun rancore verso di loro.

- toglierei la riflessione sui modi di fare, inutile descriverli, li mostri subito dopo.

- il primo punto e virgola te lo segnalo, gli altri li metterei per ogni virgola che usi, tra una modo di fare e l'altro. Per separarli. Quindi dopo "preferita", "tutte", "insultarci"

– E continuerei con l'elenco separato dai punti e virgola. Non inizierei la seconda frase con Chi. 

Credo però che possa appesantirsi la struttura, e credo che il gusto personale incida molto nella scelta. ;) 

- La frase finale dell'incipit la toglierei. È come se svelasse subito qualcosa della protagonista in forte anticipo.

 

***

 

Strano destino, il loro. quello degli uomini che ci caricano. Vengono da noi per non essere giudicati, ma siamo le prime a farlo. C’è chi li odia, come te, chi li disprezza per non disprezzare se stessa, a chi sono indifferenti e a chi fanno soltanto pena. Tutti questi anni a battere mi hanno persuaso che gli uomini siano diversi da come ce li raccontiamo. Oramai mi sono convinta che gli uomini non siano davvero né bastardi, né stupidi. Sono solo grandi fifoni, tutti.

- "Uomini" e "caricano" li usi precedentemente. Non ripeterei i concetto che è, tra l'altro, molto chiaro. Ma se lasci la frase finale dell'incipit, allora hai la ripetizione di "loro" nell'esempio che ti ho fatto.

- Anche quel "come te" lo eliminerei. Perché stai facendo esempi, ma solo uno di questi affibbi a un personaggio. 

- Non so se è tua volontà la ripetizione della parola "uomini". Io te la snellisco. Vedi come ti suona. :) 

- metterei punto fermo dopo "fifoni".

 

***

È la fifa che li muove, sempre, in ogni loro scelta: quando non hanno voglia di crescere, è la paura delle responsabilità a frenarli; quando si impegnano, è la paura di perdere quello che amano e di volerlo legare in qualche modo a loro; se si dedicano esclusivamente al lavoro, è per la paura di affrontare la vita. Persino quando vengono qui, è la fifa che li muove. In quel “dateci la fica e non stateci a rompere i coglioni” ci sono un sacco di paure: di essere giudicati, di confrontarsi, di sentirsi inferiori, della solitudine o la paura di amare.

Porci, pervertiti, egoisti, incapaci, odiosi e arroganti, a qualunque categoria appartengano restano tutti legati da un filo comune: scappano da qualcosa. Che sia la famiglia, una donna o le proprie paure, poco importa. Gli uomini, la maggior parte di loro, non fa(non) che scappare da se stessi. È per questo che ho smesso di odiarli. Ho capito che in fondo sono senza speranza. Come me.

- metterei punto fermo dopo "scelta". 

- metterei punto fermo dopo "solitudine".

- toglierei qualche ripetizione di "paura"

 

***

 

Il mio corpo è invecchiato, i seni avvizziti, la mia pelle rugosa, il mio viso non suscita più desiderio ma arreca disgusto, e a nulla può servirmi abbassare le mie tariffe, tutti i trucchi e le creme del mondo non bastano più, ho scelto di far fortuna con il mio corpo ma il mio corpo ha ceduto, ed io non posso farci niente, sono invecchiata e devo prenderne atto. Possiamo lottare contro il tempo fin quando vogliamo, il tempo sa essere galantuomo ma se vuole anche un nemico paziente, gli basta aspettare per averla vinta, come la morte.

- metterei punto fermo dopo "tariffe".

- metterei punto fermo dopo "più".

- secondo me, nel momento in cui afferma di essere invecchiata, ne ha preso atto.

***

Eppure tu sei ancora bella, trentasette anni e non li dimostri, invidiata ed ammirata persino dalle più giovani di noi. Dimmi pure che sono una ingenua, una credulona, una sognatrice, ma sono convinta che il destino voglia darti una mano. Il nostro passato è per molte di noi un vicolo cieco, ma la tua bellezza può essere la tua via d’uscita. Ed allora approfittane. Che ci fai ancora tra noi?

- la d eufonica non mi piace, ma sono gusti.

- Ecco, io introdurrei qui il personaggio a cui si rivolge la voce narrante. 

***

 

Andiamo incontro ad una vita fatta di donne che ci disprezzano, uomini che ci maltrattano, destino che ci umilia e società che ci considera una piaga, come se il vero problema non fossero le centinaia di uomini che ci cercano ogni notte. Come se nascesse prima l’offerta e poi la domanda, quando l’economia insegna piuttosto il contrario. La stessa società che ci contesta di giorno, ci cerca di notte. Prendete un sacco di soldi e non pagate le tasse, non avete nessun diritto di lamentarvi. Così ci dicono. Come se i soldi comprino (comprassero, credo) tutto, come se le mignotte non fossero donne, come se vendendo il proprio corpo ci si venda anche la dignità di sentirsi persone.

Mia cara Francesca, che ci fai ancora tra noi, tu che puoi uscirne?

metterei punto fermo dopo "piaga".

- bella la frase sottolineata

- l'ultima frase suona retorica.

 

***

 

Un uomo si è innamorato di te, e allora prenditelo, e lascia perdere il resto. Lascia perdere il fatto che non sia più attraente, che gli sia cresciuta la pancetta, ogni giorno diventa (diventi, credo) sempre più calvo, che non sia neanche ricco, ma s Scusami se ti ricordo che Richard Gere non passa di qui e poi Pretty Wowan è solo una favola per adulti non troppo cresciuti. I milionari, se ancora si divertono una notte con quelli come noi ci riportano indietro al mattino, fingendo di non conoscerci se mai capita loro di rincontrarci, cosi come fanno tutti gli altri, i principi azzurri non esistono più, lo hanno capito anche le principesse (virgola) che oramai sposano gli orchi.

quelli refuso, quelle

- la frase sottolineata la riformulerei e metterei punto fermo a "altri"

 

Prendi il tuo orco e lascia questa vita, perché se non lo fai, il passato ti brucerà sempre dietro le spalle. Lo so cosa stai pensando, che ti sto chiedendo di accontentarti del primo che ti si è offerto, ed hai ragione, è proprio quello che ti sto chiedendo di fare. Perché, per quelle come noi, non ne passano tanti (,) e potrebbe essere l’unico. Perché sei bella ma hai anche una figlia, e persino per una donna normale avere una figlia rappresenta un problema per trovare l’amore.

So quello che dico, anni fa ho avuto la stessa (opportunità/occasione)scelta ed ho fatto quella la scelta sbagliata. Conobbi un uomo non bello ma di una dolcezza infinita, il nostro mestiere non gli impediva di amarmi eppure non mi riuscì di ricambiarne l’affetto e mi sono sentita colpevole, gli stavo facendo un torto che non meritava. Lui capì, e mi lasciò andare. Quell’uomo mai amato resta oggi il mio più grande rimpianto.

 

- sulla sua bellezza ti sei espresso chiaramente precedentemente, "anche una figlia" prende forza secondo me tagliando "sei bella".

- qui mi sembra troppo forbito il suo linguaggio.

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Ciao, Rica. Sul dubbio

 

2 ore fa, Rica ha detto:

Mi trovo soprattutto in difficoltà con il linguaggio da dare alla protagonista, perché penso sempre di con conoscere il registro linguistico più verosimile per una "lucciola". Invece forse basta mettersi a scrivere, e magari ti fa sentire lei la sua voce.

 

 

Io continuo a pensare che non esista un unico stile verosimile.

Si può scegliere o essere costrette a prostituirsi per tanti motivi, e prima di allora aver vissuto nei modi più disparati. E da questi restino tracce di lingue, culture e atteggiamenti che il mestiere più antico del mondo forse non annullerà mai del tutto. 

Quello della battona cafona e dai modi volgari e spicci rischia di essere uno stereotipo (da utilizzare qualora sia quello con cui si vuole costruire il personaggio, non a tutti i costi).

Perciò direi che sì,  forse basta mettersi a scrivere, e magari ti fa sentire lei la sua voce.

 

Grazie per i numerosi suggerimenti. Probabilmente non li seguirò tutti (per esempio, la frase finale dell'incipit dici che anticipa qualcosa del carattere del personaggio. Ma essendo questo una parte di una storia più complessa e ricca di personaggi, se la sua anima traspare al lettore fin dalle prime battute, credo possa essere una cosa positiva) ma molti sì. Sempre che mi rimetta davvero a correggere la storia, e non ceda alla pigrizia come al solito.

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Ospite Rica
26 minuti fa, Eudes ha detto:

Io continuo a pensare che non esista un unico stile verosimile.

Si può scegliere o essere costrette a prostituirsi per tanti motivi, e prima di allora aver vissuto nei modi più disparati. E da questi restino tracce di lingue, culture e atteggiamenti che il mestiere più antico del mondo forse non annullerà mai del tutto. 

Quello della battona cafona e dai modi volgari e spicci rischia di essere uno stereotipo (da utilizzare qualora sia quello con cui si vuole costruire il personaggio, non a tutti i costi).

Perciò direi che sì,  forse basta mettersi a scrivere, e magari ti fa sentire lei la sua voce.

 

Concordo! ;) 

 

26 minuti fa, Eudes ha detto:

Grazie per i numerosi suggerimenti. Probabilmente non li seguirò tutti

 

Concordo anche con questo. E fai bene! :eheh:

 

27 minuti fa, Eudes ha detto:

(per esempio, la frase finale dell'incipit dici che anticipa qualcosa del carattere del personaggio.

 

Sì, ma io credo che ogni autore dai commenti deve prendere ciò che più gli serve a raccontare la sua storia, non quella del lettore. Quindi fai davvero bene, non sono ironica, ad allontanare ciò che devia dalla tua idea, dal tuo sentire e dal tuo esprimerti. Davvero.

 

Bene, ti lascio che sto provando a scrivere per il MI. Se partecipi ci vediamo al MI e continuiamo a commentarci lì. ;) 

 

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Ospite

Ciao Eud. Del progetto di romanzo si è già parlato e ti ho già espresso anche i miei dubbi e quelli che considero i punti forti e degni di interesse.

Non so quanto questo frammento sia ancora d'attualità, ma dato che ho ancora il debito da saldare, gli faccio le pulci come a un racconto qualsiasi.

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

Ne arrivano tutte le sere, a volte di più, a volte meno, ma sempre piuttosto numerosi. Hanno modi di fare diversi: chi arriva costeggiando il marciapiede con l’auto a bassa velocità, ci squadra una per una, svolta l’angolo e quindi torna indietro dopo aver già scelto, chi va dritto dalla sua preferita, chi si ferma e contratta con tutte, chi ha solo intenzione di insultarci, chi non sceglie, troppo imbarazzato per farlo, va da quella di noi più in disparte e carica lei, senza averla neanche vista. Chi viene da noi guardingo e sospettoso, timoroso di essere scoperto dalla polizia o comunque da qualche conoscente, chi invece è del tutto gaio e disinibito, se non proprio ubriaco, desideroso solo di divertirsi.

questo paragrafo iniziale mi piace, ma secondo me meriterebbe di essere ristrutturato per dare più risalto a ogni categoria, mostrare lo sguardo di lei e il suo etichettare il succedersi di clienti sempre uguale ogni sera. Con questa serie di virgole, diventa elenco ripetitivo, non attira l'attenzione che merita dal lettore.

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

Eppure non riesco a nutrire nessun rancore verso di loro.

 

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

Strano destino, quello degli uomini che ci caricano. Vengono da noi per non essere giudicati, ma siamo le prime a farlo. C’è chi li odia, come te, chi li disprezza per non disprezzare se stessa, a chi sono indifferenti e a chi fanno soltanto pena. Tutti questi anni a battere mi hanno persuaso che gli uomini siano diversi da come ce li raccontiamo. Oramai mi sono convinta che gli uomini non siano davvero né bastardi, né stupidi. Sono solo grandi fifoni, tutti. È la fifa che li muove, sempre, in ogni loro scelta: quando non hanno voglia di crescere, è la paura delle responsabilità a frenarli; quando si impegnano, è la paura di perdere quello che amano e di volerlo legare in qualche modo a loro; se si dedicano esclusivamente al lavoro, è per la paura di affrontare la vita. Persino quando vengono qui, è la fifa che li muove. In quel “dateci la fica e non stateci a rompere i coglioni” ci sono un sacco di paure: di essere giudicati, di confrontarsi, di sentirsi inferiori, della solitudine o la paura di amare.

Porci, pervertiti, egoisti, incapaci, odiosi e arroganti, a qualunque categoria appartengano restano tutti legati da un filo comune: scappano da qualcosa. Che sia la famiglia, una donna o le proprie paure, poco importa. Gli uomini, la maggior parte di loro, non fanno che scappare da se stessi. È per questo che ho smesso di odiarli. Ho capito che in fondo sono senza speranza. Come me.

sono.

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

Il mio corpo è invecchiato, i seni avvizziti, la mia pelle rugosa, il mio viso non suscita più desiderio ma arreca disgusto, e a nulla può servirmi abbassare le mie tariffe, tutti i trucchi e le creme del mondo non bastano più, ho scelto di far fortuna con il mio corpo ma il mio corpo ha ceduto,

al limite "lui" o "adesso", non ripeterei il mio corpo, non serve.

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

come se vendendo il proprio corpo ci si venda anche la dignità

si vendesse

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

Mia cara Francesca,

forse sbaglio, ma io l'avrei presentata prima, perché i qualche "tu" che comparivano prima mi lasciavano abbastanza perplessa: il lettore? Un'ipotetica lucciola giovane cui si rivolge per parlare con se stessa? Se il nocciolo del racconto è motivare Francesca che esita a cogliere un'occasione, secondo me Francesca dovrebbe entrare in scena prima.

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

e persino per una donna normale avere una figlia rappresenta un problema

più che normale userei "per bene" o "raccomandabile"

 

Il finale non mi convince del tutto, ma forse perché non è davvero un racconto auto conclusivo quanto l'incipit di un romanzo. Però questa chiusura sembra ribaltare tutto: quella che sembrava un sermone filosofico e l'interesse di una prostituta anziana per l'avvenire di una collega più giovane e ancora in tempo a "salvarsi" in realtà è l'amaro rimpianto di chi ora si mangia le mani per una scelta passata. È davvero pensando a Francesca che parla, o piuttosto, come fanno anche molti genitori, vorrebbe che Francesca "vendicasse" un suo errore, realizzasse una cosa che lei non ha saputo realizzare?

 

Sul tono, conservo i miei dubbi che sembri non tanto una prostituta stanca a parlare quanto come un uomo ritiene che una prostituta pensi e parli. Ma sai già che sono eccessivamente ossessiva sulla verosimiglianza, il realismo eccetera ed è un difetto solo mio, mentre un testo di fiction non deve essere un documentario, né un trattato scientifico.

Dopo queste ennesime palabras inutili, chiudo.

( più che 3 commenti pegno :))

Modificato da Ospite

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I miei commenti sono ingenui...una lettrice inesperta che cerca di dare il suo parere...quello che mi sento di dirti e' che avrei voluto sapere di piu' sulla tua storia. Trovo il racconto frettoloso nel finale. Ma come sempre ti faccio i miei complimenti ( a te e a tutti quelli che si mettono in gioco condividendo quello che scrivono).

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Ti hanno già strafatto le pulci, ma qualcosina l'ho trovata anch'io. Cose di poco conto.

 

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

ma arreca disgusto

Non so esattamente perché, ma "arreca" qui mi stona, sembra troppo forbito.

 

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

servirmi

Qui metterei semplicemente "servire"

 

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

Pretty Wowan

Pretty Woman - un piccolo refuso

 

Il 4/2/2018 alle 23:34, Eudes ha scritto:

con quelli

con quelle - minirefuso

 

Non ho letto gli altri frammenti.

Questo l'ho sentito come fosse raccontato da una voce fumosa roca di stanchezza, da una voce rassegnata, ma non disperata, una voce ancora in grado di vedere le opportunità che la vita può offrire.

Aida é una donna che ha fatto le sue scelte e ne porta le conseguenze con dignità e saggezza, é una donna che vuole mettere a frutto la propria esperienza almeno per qualcun altro. Trovo che sia un personaggio ben delineato, di carattere forse spigoloso ma di base onesto.

Da tutto questo frammento si intuisce la pesantezza della vita di strada. Una pesantezza fisica, psicologica e sociale, in continuo contatto con le miserie e le ipocrisie umane. Il tuo stile di scrittura contribuisce in maniera perfetta con la lunghezza delle frasi, con alcune ripetizioni a dare l'idea che l'interlocutrice, Francesca, la ascolti, ma non troppo. Sembra che Francesca non creda del tutto a quello che le racconta Aida, sembra che abbia bisogno di venire convinta.

Gli uomini escono pesti dal tuo racconto, figure dalla voce grossa e cuore piccolo. Tranne due eccezioni, l'occasione perduta di Aida e quella in essere di Francesca.

Hai descrito anche loro due con poche precise parole. Li ho visti proprio: due qualunque signor nessuno con i loro difetti ma con il grande pregio di saper ancora amare. Aida ha rinunciato per troppa onestà incapace di ricambiare il sentimento offertole, vorrebbe peró che Francesca capisse il valore della possibilità di uscire da quella vita anche per sua figlia.

Per quanto triste, a me il tuo racconto é piaciuto moltissimo. L'ho trovato delicato e sentimentale. Mi ha colpito molto come sei stato capace di dare voce a una donna così particolare, una cosa non facile.

Grazie, é stata una lettura molto gradevole.

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