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Miss Ribston

Progettare un libro stampato: design tipografico

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Ciao a tutti,

 

questa discussione vuole trattare in sintesi gli aspetti di progettazione di un libro cartaceo: come viene scelta la rilegatura, tipo di copertina, tipo di carta e grammatura, struttura dell'impaginato... e l'ho aperta in onore di @queffe che me la chiese:

Cita

Sarebbe una sintesi molto interessante, però...

ma la mia risposta sarebbe stata oltremodo OT nell'altra sezione. ;)

 

Introduzione a parte, ecco una breve sintesi iniziale sui vari aspetti della progettazione di un libro, che spero possano essere discussi e, dove sia richiesto, integrati.

Trovo che il modo più semplice per introdurre il progetto di un libro, sia partire dalla definizione stessa di libro (metodo da professore, scusate):

Cita

Un libro consiste in un insieme di fogli inseriti nelle sguardie in una rilegatura creata separatamente; le pagine possono essere stampate o lasciate in bianco; possono essere incollate o cucite nella copertina. In qualsiasi altra forma, diversa da quella citata, e qualunque ne sia il contenuto, si chiamerà fascicolo o brochure… [Jost Horchuli, Come si fa un libro]

La definizione si basa, quindi, in particolare sul tipo di rilegatura con cui sono messe insieme le pagine. Ce ne sono di tanti tipi, ma perché un libro possa essere definito tale la sguardia (foglio di carta incollato da un lato sulla copertina e dall’altro alla pagina del libro) deve essere presente e la rilegatura creata in un secondo passaggio, una volta che il corpo del volume è stato stampato e ha preso forma. Il volume si compone in vari modi, ma sempre si arriverà ad avere come risultato un "blocco" cartaceo in cui le segnature (foglio macchina che, una volta piegato, porta l’indicazione nella parte inferiore di un numero, o un segno) sono riunite nell'ordine corretto.

I principali tipi di rilegatura utilizzabili per comporre un libro sono i seguenti:

  • Brossura a capitello: le segnature vengono cucite e incollate a una striscia di garza e quindi incollate nelle copertine rigide.
  • Brossura fresata: dopo che tutte le segnature sono state riunite, il dorso viene fresato per creare una superficie piana, dopodiché viene incollato a una copertina di carta.
  • Filo refe: le segnature vengono cucite e poi incollate come per una brossura fresata.
  • Rilegatura piatta: le segnature vengono preparate come per una brossura fresata. La copertina viene incollata al libro a ciascun lato del dorso che si separa in due sezioni, mediante una sezione interna sottile che permette una maggiore flessibilità.

Bene, ma come scegliere la rilegatura, viste le possibilità?

Sostanzialmente in base al tipo di copertina e al numero di pagine, il tutto subordinato al costo, nel mondo reale, perché poi il libro bisogna venderlo. Perciò, la maggior parte dei volumi che si trovano in libreria sono rilegati con brossura fresata e hanno una copertina morbida. Questa è la soluzione più economica, meno durevole in termini di vita del volume (si rovina), e più pratica: adattabile a un numero infimo di pagine, così come a un numero piuttosto elevato (anche se un buon numero di pagine danno l'inconveniente che dalla quarta rilettura in avanti, essendo ottimisti, il dorso rischia di spaccarsi a metà).

Ho fatto cenno al tipo di copertina e numero di pagine. Giusto per continuare il procedimento logico, che è tutto il contrario del processo di realizzazione, darò una piccola infarinata riguardo le copertine, che vengono scelte di pari passo alla rilegatura:

  • Copertina rigida: di cartone o cartoncino, che può essere rivestita anche con pelle o simil pelle. Si adatta alle rilegature a capitello (dizionari, enciclopedie e libri di pregio), così come alla filo refe (libri con un buon numero di pagine, di solito non economico-tascabili, o comunque edizioni che puntano alla durata del prodotto nel tempo) o alla rilegatura piatta.
  • Copertina morbida: di cartoncino, di solito sui 300g. Quasi sempre utilizzata in coppia con la brossura fresata, per i libri un po' più spessi può essere abbinata anche alla filo refe.

Ok, a questo punto si viene al numero di pagine.

Il numero di pagine di un libro deve essere un multiplo di quattro, con la possibile eccezione per i libri che si vogliono rilegare in brossura fresata con stampa digitale su foglio singolo: il risultato di una scelta tipografica del genere è che le pagine si staccano con una facilità sorprendente o, nel peggiore dei casi, il libro si spacca del tutto (mi è capitato). In ordine, però, di avere un prodotto buono, il multiplo di quattro per le pagine deriva dal quartino, ossia sul foglio macchina vengono stampate quattro pagine, due in bianca e due in volta, che piegate assieme danno quattro pagine. Sempre nella stessa ottica, il foglio macchina può essere stampato anche in sedicesimi, trentaduesimi... credo che questo fatto sia il più ostico da spiegare senza l'ausilio di immagini.

Il numero di pagine è subordinato al numero di battute, scelta della griglia e della gabbia dell'impaginato, scelta del font, dimensione del font, interlinea, rientri.

La griglia è la linea guida del progetto dell'impaginato, mentre la gabbia è la sezione di griglia riservata al testo.

Riguardo il font, per la stampa si utilizza un serif proporzionale; il Garamond (nelle sue varianti) viene definito il font più scorrevole in assoluto.

L'interlinea deve essere sempre di almeno un punto maggiore rispetto la dimensione del carattere: es. carattere 12pt, interlinea almeno 13pt.

I rientri per i paragrafi servono a guidare meglio l'occhio nella lettura.

Oltre al numero di pagine, però, la dimensione del volume cartaceo, dipende anche dal tipo di carta utilizzato. La più comune è la usomano avorio 80g, che ha un buon rapporto leggibilità-peso-costo.

 

Bene. Un po' di cose le ho dette. Se c'è bisogno di altro, vedrò di spiegare di più/meglio... (in tono ironico: nei limiti del segreto professionale ;))

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@Miss Ribston Dovrò provare a mettere le mani su un programma professionale per i prossimi. Soprattutto per i margini e l'asimmetria del blocco di testo i programmi come calibre lasciano un po' il tempo che trovano.

 

 

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3 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Dovrò provare a mettere le mani su un programma professionale per i prossimi.

QuarkXPress o Adobe InDesign. Io mi trovo meglio con il primo, quando si tratta di libri con solo testo e poche immagini. Il secondo, invece, lo trovo buono per il contrario, vista l'eccellente compatibilità con gli altri Adobe. ;)

Con XPress puoi gestire anche gli e-book... con InDesign non lo so: ammetto di non aver mai guardato per scarsa esigenza, ma credo che sia possibile anche lì.

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8 ore fa, riccamaz ha detto:

Io utilizzo LaTex per costruire il pdf. Secondo me è il meglio in assoluto, ed è anche gratuito.

Dato il gratuito, per il prezzo non c'è molto da dire in quanto a concorrenza ;), ma cito dallo stesso sito latex-project.org

Cita

LaTeX is not a word processor! Instead, LaTeX encourages authors not to worry too much about the appearance of their documents but to concentrate on getting the right content. [...] LaTeX is based on the idea that it is better to leave document design to document designers, and to let authors get on with writing documents.

Quindi sì, puoi creare PDF, ma non è un software atto all'impaginazione in prima mano, lo dicono loro stessi. A quanto ho visto: ti complichi la vita in un modo non necessario.

Utile come programma quando devi comporre delle equazioni da esportare in .pdf, per poi seguire l'impaginato del testo metematico-scientifico su un software apposito, ma per tutto il resto è davvero un pestarsi i piedi da sé. :)

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20 ore fa, Miss Ribston ha detto:

QuarkXPress o Adobe InDesign. Io mi trovo meglio con il primo, quando si tratta di libri con solo testo e poche immagini. Il secondo, invece, lo trovo buono per il contrario, vista l'eccellente compatibilità con gli altri Adobe. ;)

Con XPress puoi gestire anche gli e-book... con InDesign non lo so: ammetto di non aver mai guardato per scarsa esigenza, ma credo che sia possibile anche lì.

 

Puoi esportare eBook sia in formato ePub2 che ePub3 a layout fluido e fisso, ma prima della pubblicazione o distribuzione consiglio di passarlo sotto l‘occhio vigile del validatore e del tuo su più device di lettura. Purtroppo inDesign non è molto affidabile quando si tratta di esportazione in formato ePub.

Comunque, per la produzione di PDF per la stampa, io lo consiglio caldamente. Sì, è a pagamento, ma spesso le tipografie se non va bene il pdf (soprattutto in caso di libri con immagini) ti possono richiedere il file aperto per correggere loro stessi i colori delle immagini. Correzioni utilissime!

Poi effettivamente per libri di solo testo, forse pagare la licenza di indesign diventa un po’ uno spreco; dipende sempre per cosa serve.

 

Alle 4/2/2018 at 11:35, Miss Ribston ha detto:

Il numero di pagine di un libro deve essere un multiplo di quattro, con la possibile eccezione per i libri che si vogliono rilegare in brossura fresata con stampa digitale su foglio singolo: il risultato di una scelta tipografica del genere è che le pagine si staccano con una facilità sorprendente o, nel peggiore dei casi, il libro si spacca del tutto (mi è capitato).

 

 

Devono aver usato una colla scadente! Io mi trovo bene con la stampa in digitale e la rilegatura in brossura. Economica, veloce e soprattutto non devo stare troppo attento al numero di pagine. Certo, non la consiglio sempre. Comunque, bisogna anche scegliere bene la tipografia a cui si affida il lavoro di stampa e rilegatura. Chiedere il modello di stampante, la carta e farsi spedire una stampa di prova per testare il prodotto.

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2 ore fa, espedientieditoriali ha detto:

Purtroppo inDesign non è molto affidabile quando si tratta di esportazione in formato ePub.

Come ho detto, per scarsa necessità nemmeno ci avevo provato. Grazie per l'informazione!

 

2 ore fa, espedientieditoriali ha detto:

Comunque, per la produzione di PDF per la stampa, io lo consiglio caldamente. Sì, è a pagamento, ma spesso le tipografie se non va bene il pdf (soprattutto in caso di libri con immagini) ti possono richiedere il file aperto per correggere loro stessi i colori delle immagini. Correzioni utilissime!

Poi effettivamente per libri di solo testo, forse pagare la licenza di indesign diventa un po’ uno spreco; dipende sempre per cosa serve.

Io mi trovo meglio con XPress, ma per abitudine, scioltezza dell'interfaccia e velocità di esportazione e stampa, non perché costi di meno: la licenza InDesign la paghi mensile o annuale, XPress lo paghi tutto una volta sola ed è tuo per sempre, ma ha la sua bella cifra. Se non ti serve per lavorare, non conviene. InDesign l'ho in licenza assieme agli altri Adobe, quindi non saprei fare un raffronto. Inoltre, fra tutti gli Adobe è quello che utilizzo meno: quando posso sto sull'altro programma ;)

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Ospite
10 ore fa, Miss Ribston ha detto:

Dato il gratuito, per il prezzo non c'è molto da dire in quanto a concorrenza ;), ma cito dallo stesso sito latex-project.org

Quindi sì, puoi creare PDF, ma non è un software atto all'impaginazione in prima mano, lo dicono loro stessi. A quanto ho visto: ti complichi la vita in un modo non necessario.

Utile come programma quando devi comporre delle equazioni da esportare in .pdf, per poi seguire l'impaginato del testo metematico-scientifico su un software apposito, ma per tutto il resto è davvero un pestarsi i piedi da sé. :)

  @Miss Ribston      Personalmente ho impaginato e stampato in Self due libri con LaTex, con risultati tipografici pari a quelli di edizioni professionali. Rispetto però pareri diverso dal mio. Ritengo comunque utile suggerire di provarlo.

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1 minuto fa, riccamaz ha detto:

Personalmente ho impaginato e stampato in Self due libri con LaTex, con risultati tipografici pari a quelli di edizioni professionali. Rispetto però pareri diverso dal mio. Ritengo comunque utile suggerire di provarlo.

Se sei riuscito nell'impresa, allora hai la mia stima: ho provato il software ed è davvero un "come complicarsi la vita", almeno per me, abituata agli altri due programmi.

Per un neofita, però, magari con una discreta conoscenza di informatica e con i dovuti rudimenti di design tipografico, può riuscire: non lo escludo ;)

Come hai detto: quantomeno è gratis. Se non sei del mestiere, provare non costa nulla!

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