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Alberto Tosciri

Passeggiata di Jaffhè

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un quadrato di ghiaia con ai lati delle aiuole una fontana di pietra in un angolo, con la testa di leone.

Sbaglio o manca una virgola o una 'e' tra aiuole e fontana?

accudiva alle aiuole per passare il tempo

accudiva LE aiuole

così nitido e azzurro che faceva male gli occhi a guardarlo

male AGLI occhi

bisognoso di qualcosa da fare di materiale, di un qualche contatto.

Non mi piace tanto questa frase. Potrebbe essere una particolarità del tuo stile, ma io vedrei meglio "avvertendo il bisogno di adoperare le mani per distrarre la mente".

Le seguì con lo sguardo, andavano a perdersi in una crepa alla base di un’aiuola.

Meglio se metti o un punto o un mentre al posto di quella virgola.

E' chiaro che il brano fa riferimenti ad eventi e passi che posso solo immaginare, dato che non ho letto il resto icon_wink.gif Non posso capire il contesto in cui è calato il povero Jaffhé, nè comprendere a fondo i suoi dubbi esistenziali, ma tutto sommato il frammento si fa leggere. A volte trovo difficile seguire il filo del discorso, dovresti alleggerire un po' le frasi. Metti più punti.

Non è il massimo della fluidità, ma l'ho letto con interesse.

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Ti ringrazio Altair, le tue giuste notazioni mi hanno fatto ripensare alla troppa fretta con cui ho postato, sai, non vedevo l'ora di mettere, anche se come frammento dissociato dal contesto ovviamente, qualcosa a cui sto lavorando da molto tempo e a cui tengo in modo particolare, per vedere se era leggibile.

Il fatto che tu, fluidità a parte l'abbia letto con interesse, mi auguro che sia di un certo buon auspicio.

Grazie.

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Il momento che sta vivendo il personaggio si sente bene, anche se in poche righe c'è stato lo spostamento da me a Jaffhè, quindi mi pare che funzioni.

I nomi dei posti e di chi nomina mi hanno fatto ridere... ma mi capita sempre nei pochi fantasy che ho letto. E' più che altro un problema mio.

Seduto un paio di gradini sotto la porta di accesso al suo quartiere, guardava il cortile, piccolo e chiuso da alti muri di pietra, un quadrato di ghiaia con ai lati delle aiuole una fontana di pietra in un angolo, con la testa di leone.

La frase iniziale non è scorretta, ma l'ho riletta due volte prima di visualizzare, te lo segnalo.

Lo stile si adatta bene a questo momento descritto, mi piace, è ben scritto e scorrevole.

Mi piace soprattutto il finale, mi invoglia a continuare.

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Seduto un paio di gradini sotto la porta di accesso al suo quartiere, guardava il cortile, piccolo e chiuso da alti muri di pietra, un quadrato di ghiaia con ai lati delle aiuole una fontana di pietra in un angolo, con la testa di leone. In fondo una pianta di melograno che a quell’ora del pomeriggio proiettava la sua ombra unendola a quella del muro, oltre il quale stava tramontando il sole.

L'avevo letta ieri sera questa frase e l'avevo trovata un po' pesante. Però ero stanca e ho riporvato stamattina, ma la sensazione è la stessa. Forse troppo descrittiva per essere un attacco.

niente di faticoso o essenziale

In che senso? Ciò che è essenziale non è faticoso: se faccio l'essenziale in casa come mestieri, faccio il poco per tenere in ordine. Qui lui dice che ha solo pochi fiori, non è essenziale?

Guardava in alto il pezzo di cielo oltre il muro, così nitido e azzurro che faceva male gli occhi a guardarlo,

Ripetizione guardava/guardarlo

“Se Maja Perja vivrà qui e sarà così, io me ne devo andare.”

Ma poteva esserci un’alternativa.

“Pensavo che uomini come il Majore Mannu potessero sapere tutto. Se fosse stato così sarebbe già intervenuto.”

Ma poteva anche essere il contrario.

“Forse sa tutto e non vuole intervenire. In entrambi i casi succederanno brutte cose per Umpt’Um e la sua gente. Perché?”

Queste continue riflessioni più che dubbi sembrano essere confusione. Troppi se e troppe domande senza spiegazione.

Sarà che io non amo il fantasy, ma l'intromissione di quei nomi un po' assurdi l'ho trovata forzata. E' come se mi descrivi qualcosa che fa parte della quotidianità, un uomo anziano nel cortile di casa sua, poi di colpo c'è il nome strano per far capire che è un altro mondo. Può essre la mia lontanaza dal fantasy, oltre al fatto che questo è solo un frammento, ma secondo me manca un po' di atmosfera.

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Sarò sincera, nel complesso non mi ha entusiasmato molto. Di positivo c'è l'atmosfera, perchè comunque si riesce a percepire che c'è qualcosa in questa storia e che il personaggio ha delle preoccupazioni. Per il resto, beh, a me personalmente non ha dato una gran impressione.

Hai detto che avevi fretta di postare, quindi spero che sia questo il motivo per cui non ho apprezzato particolamente il modo in cui è scritto: rileggendolo più volte probabilmente avresti riscritto alcune frasi, spostato qualche virgola e via dicendo.

Riguardo al luogo, non so se sia una cosa mia, ma non sono riuscita a capire bene come sia il cortile. Cioè, al centro c'è un quadrato di ghiaia, ai quattro lati delle aiuole, ma la fontana? Cosa vuol dire che è in un angolo? Non ho capito se ci sono quattro fontane o se ce n'è solo una in un angolo a caso. E la pianta di melograno dove è collocata? Chiarisco che non amo essere polemica, quindi se dico una cosa è per chiarire, non certo per attaccarti. :)

La cosa che mi ha fatto davvero storcere il naso comunque è questa:

In fondo una pianta di melograno che a quell’ora del pomeriggio proiettava la sua ombra unendola a quella del muro, oltre il quale stava tramontando il sole.

(...)

Guardava in alto il pezzo di cielo oltre il muro, così nitido e azzurro che faceva male gli occhi a guardarlo,

O_o

Boh, magari nel tuo mondo fantasy quando il sole sta tramontando lascia il cielo nitido e azzurro, ma capisci che un lettore comunque non può saperlo.

Un'ultima cosa: ma il luogo deve proprio chiamarsi "Umpt’Um"? XD Va beh, avrai i tuoi motivi. XD

Il mio consiglio comunque è di rileggere più volte il brano e di chiarire meglio alcuni punti. Per il resto, sulla trama e sul personaggio non ho nulla da dire (anche perchè in un frammento non riesco a valutare questa cosa).

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Ho fatto bene a postare questo frammento, vi ringrazio tantissimo per tutti gli errori e le incongruenze che mi avete fatto notare e che mi erano assolutamente sfuggite per la fretta. Non bisogna mai avere fretta.

Alla luce delle vostre considerazioni rivedrò il pezzo. Non sono un espertissimo di fantasy, pur amandolo e comunque quello che sto tentando di scrivere si dissocia di parecchio, forse sarebbe più giusto definiro mondo parallelo trasformato.

In quanto ai nomi che fanno ridere... eh eh, mi rendo conto, ma non volevo assolutamente mettere nomi anglosassoni.

Alcuni, come "Umpt'Um" "Maja Perja" e Jaffhè", sono assolutamete inventati da me, il primo è il nome dell'isola dove si svolge l'azione, gli altri sono nomi di persone. Gli altri nomi sono: "Trigu Krogo", trigu = grano; Krogo = giallo. Sono parole nel mio dialetto e io le ho trasformate nel nome di una città, che prende il nome da immensi campi di grano che la circondano. La "Ucca Arsa" vuol dire la "bocca arida" , con qualche libertà dal sardo, ed è un'enorme voragine vulcanica al centro dell'Isola, attraverso la quale e in particolari condizioni si può accedere ad altre dimensioni.

Il "majore" il primo di tutti, era una sorta di giudice-podestà nell'antica Sardegna medievale, ci ho aggiunto "mannu", che vuol dire grande a specificare che comanda su tutti gli altri "majores minores", invenzione mia.

Maja Perja fa parte delle Janas, streghe, ma molto particolari e io le ho rese ancora più particolari creando un nuovo termine per indicare il loro popolo, "Janassja", mutuando dalla lingua araba che aggiungendo il suffisso "ja" a certe parole denota una sorta di consorteria, assembramento e unione del tutto, come il "farmaco" sta in "farmacia" , la "droga" (spezie) in "drogheria", il "salame" in "salumeria" e così cantando.

Ah, in questo mio romanzo compare anche un personaggio particolare, che mi sta molto a cuore e che ho inventato fin nel nome. Si chiama Unius. Non è bellissimo e non libera principesse da draghi e orchi: ha un'altra missione, proprio come me, assieme ad altri personaggi particolari.

Lo so, ho fatto una gran confusione. Perdonatemi. :facepalm:

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Ospite

Leggendolo ho immaginato qualcosa tipo il chiostro di Monreale con la fontana a un angolo, ma non proprio piccolo.

Monreale_1823-08-55-31-4299.jpg

Se è piccolo lo immagino con un pavimento di pietra dolcemente reclinate verso il centro in modo di far confluire l'acqua piovana in una cisterna sottostante

museo.jpg

ma niente fontana.

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Ho fatto bene a postare questo frammento, vi ringrazio tantissimo per tutti gli errori e le incongruenze che mi avete fatto notare e che mi erano assolutamente sfuggite per la fretta. Non bisogna mai avere fretta.

Beh, l'importante è che tu adesso abbia imparato. ^^

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anarchist_anger il tuo commento è insufficiente per poter postare un brano nella sezione Narrativa. Migliorarlo arricchendolo o il tuo topic resterà chiuso.

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Ospite
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