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simone volponi

[N2017 - F] Jones sogna topi alieni

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commento

 

Jones era rosso, il che rimarcava il suo essere furbo più di chiunque altro, di certo più di un gruppo di operai e raffinatori.

Era bravo ad adattarsi. Aveva imparato a sentirsi a suo agio nelle case sempre più piccole e strette che frequentava il suo amico Brett, ma nonostante i tanti viaggi intrapresi ancora faticava ad accettare il letto freddo dell’ipersonno. E tutto quel black-out del cervello che ne conseguiva.

Come al solito, l’ultimo ricordo prima di iniziare il viaggio era stato il vetro della capsula che si appannava sotto la spinta del respiro. Poi solo un lungo buio inframezzato ogni tanto da qualche vaga immagine.

Il risveglio arrivò improvviso. Jones non capì nulla per un po’ di minuti e vomitò un breve schizzo di saliva mista a succhi gastrici. Cercò con lo sguardo Brett, lo vide attraverso il vetro che si alzava con la faccia stravolta e una certa incazzatura di fondo.

Il capitano Dallas si grattava la barba pensieroso e discuteva con Parker. Quel bestione di negro aveva sempre da ridire. L’ufficiale Ash era già al computer di bordo per raccogliere dati; a lui l’ipersonno non dava mai problemi, ne usciva sempre fresco e lucido. Jones si chiese se gli altri dell’equipaggio si erano resi conto che Ash era un androide.

Saltò fuori dalla capsula e capì al volo che la Nostromo non era affatto tornata sulla Terra, ma si trovava ancora nello spazio. Sentì Ripley e Lambert che ne discutevano: sembrava che la cara vecchia Mother avesse cambiato rotta e li avesse risvegliati in anticipo sui tempi a causa di un segnale, una richiesta d’aiuto. Bisognava intervenire.

Ordine della compagnia. Come sempre.

Cose che non riguardavano Jones. In quel momento gli interessava solo mettere qualcosa nello stomaco. Aveva sognato topi alieni.

 

Brett gli passò un piatto di sbobba calda mentre Dallas, Lambert e il vice Kane erano usciti per farsi un giro sul satellite da dove era partito il segnale. Jones aveva recuperato il controllo delle zampe, quindi pensò di lasciare gli umani ai loro doveri e gironzolare per il Nostromo.

Il pavimento era freddo e duro, e quando Jones saltava sulle pareti e atterrava sui tubi gli artigli stridevano tanto da dargli i brividi. Era anche troppo buio per i suoi gusti. Ci vedeva alla grande, era un gatto, ma il suo essere rosso lo rendeva svogliato e non gli andava di sforzare troppo la vista.

Scese al livello inferiore dove era stivato il carico di minerali e si mosse con pigrizia evitando i getti di vapore che ogni tanto uscivano da qualche punto oscuro della nave. Chissà se c’era qualche topo alieno da mangiare. Prima ci avrebbe giocato un po’, se ne avesse trovato uno.

Tubi, fiamme, Brett in raffineria. Tutto sempre uguale. Jones sgroppò per un paio di metri dando zampate a un bullone prima di riprendere il suo passo lento e felpato fiutando l’aria. Poi optò per i condotti; lì poteva nascondersi qualche bel topo, e inoltre era divertente muoversi per quel labirinto di corridoi stretti e scuri.

Drizzò appena le orecchie nel sentire Ripley discutere con Ash, al quale prima o poi Jones avrebbe dato un graffio su una mano, giusto per il gusto di smascherarlo. Ma era più interessante cercare qualche topo.

 

Kane era morto e c’era un’ altra bestia nel Nostromo. E non era un topo.

Jones riusciva a sentirne l’odore nei condotti, un odore per lui nuovo, ma assolutamente pericoloso.

Annusò e diede una lappata al sangue di Kane quando portarono via il corpo, e dal sapore intuì che l’animale misterioso era stato dentro Kane.

Scelse allora l’isolamento, giù in raffineria. Lo spazio era largo e offriva una buona visuale, inoltre poteva nascondersi dietro il carico di minerali e, in caso di pericolo, saltare sulle tubature per infilarsi in un condotto.

Mandarono il suo amico Brett a cercarlo, dannazione. Jones lo sentì arrivare, sentì che lo chiamava, preoccupato. Ma sentì anche i movimenti dell’intruso che venivano da sopra.

Brett si avvicinava, l’intruso si avvicinava.

Lo raggiunsero insieme.

Jones fece capolino, indeciso. Poteva saltare tra le braccia di Brett, ma quello non era mai stato un tipo sveglio ed era probabile che non avrebbe avuto i riflessi per scappare. Perché bisognava scappare, o restare nascosti.

Brett sembrò sollevato nel veder spuntare il faccione di Jones e con gli occhi gli stava già promettendo un piatto di sbobba calda. Ma Jones non pensò minimamente di avvicinarsi.

C’era la bestia, quell’intruso enorme che calava sopra l’amico.

Spiacente Brett, non muovo una zampa nemmeno per tutti i topi dello spazio.

Jones soffiò senza troppa convinzione, poi vide Brett afferrato per la testa e trascinato via in un condotto.

Jones socchiuse gli occhi, aveva sonno.

 

Quatto e silente, si era tenuto alla larga da qualsiasi contatto, umano e non, e aveva passato il tempo tra un sonnellino e una breve caccia a qualche topo alieno. Ma ascoltava e si teneva aggiornato su tutto. Aveva sentito urlare Ripley, poi il rumore di una zuffa, la voce di Ash che si era fatta strana, e il soffio del fuoco sparato da quell’aggeggio che usava di solito Parker.

I condotti erano ormai pregni dell’odore di quella bestia, ma il fiuto di un gatto rosso è imbattibile, non lo si frega facilmente. Bastava andare dalla parte opposta, non ci voleva poi molto, anche perché l’intruso lasciava in giro come segno del suo passaggio delle pozze di roba appiccicosa.

Non usava la lettiera come il bravo Jones.

La capacità di camminare in equilibrio lungo le tubature era un vantaggio di cui non potevano usufruire gli amici umani, altrimenti avrebbe suggerito loro di seguirlo.

Vide nel laboratorio la testa di Ash separata dal resto del corpo e capì che le cose stavano andando a male. La curiosità di annusare l’interno dell’androide lo fregò, perché Ripley lo raggiunse e se lo portò tra le braccia.

Era sollevata e felice di averlo trovato. Jones invece era preoccupato di non essere più libero di battersela, ma non gli dispiacevano un po’ di coccole. Al massimo, se la bestia si fosse presentata, avrebbe dato una zampata alla faccia di Ripley e sarebbe saltato via. Con dispiacere per la mancanza di rispetto verso quella brava donna, ovvio.

Ma quando Ripley lo infilò dentro la cassa, Jones pensò che fosse la mossa più sbagliata dell’universo: sapeva come mettersi al sicuro da solo. Grazie per la prigionia, Ripley!

Specie dopo che Parker e Lambert erano appena stati smembrati dalla bestia.

 

C’era aria di evacuazione. La Nostromo fumava e lampeggiava, Madre faceva la conta al contrario, e Ripley puzzava di paura. Jones si era rassegnato ad acciambellarsi nella cassa e a sopportare gli strattoni mentre la donna correva verso la navetta di salvataggio. Dove, ovviamente, c’era la bestia ad attenderli.

Ecco come vanno a finire le cose mettendole nella zampe di un umano. Dritto in bocca al pericolo! Jones ne aveva sentito l’odore fino ad avere la nausea, ma Ripley niente.

E quando la donna lo abbandonò dentro la cassa, proprio difronte al nemico, avvertì per la prima volta un senso di panico. E in cuor suo maledì Ripley per averlo mollato proprio in prossimità delle fauci sbavanti della bestia.

Cos’altro può fare un gatto chiuso nella cassa senza la possibilità di sfruttare la sua agilità per filarsela?

Rizzò i peli, gonfiò la coda e soffiò. Non troppo convinto.

Ma funzionò! Il bestione scavalcò la cassa senza nemmeno tentare di sfondarla. Jones provò un certo senso di orgoglio per le sue capacità dissuasive.

Una volta nella scialuppa, lasciò che Ripley lo adagiasse nella capsula pronto per l’ibernazione. Finse di non provare rancore per l’abbandono di poco prima. Ma fece fare a lei il lavoro sporco, dato che il nemico li aveva seguiti anche lì dentro. Ripley era una donna sveglia, e Jones era fiducioso.

 

L’ipersonno, un vero shock per un gatto, anche se rosso e furbo. Il black out arriva e copre tutto, lasciando come ricordi le ultime immagini viste: Ripley che spara l’arpione, il portello che si apre, la bestia nemica che vola fuori. Ricordi che si fecero vaghi nella mente di Jones.

Preferiva sognare topi alieni.

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Spoiler

Questo racconto è un bignami di Alien riletto attraverso la prospettiva di Jones. Se non avete mai visto Alien, oltre a dovervi mettere in ginocchio sopra i ceci, forse non capirete molto, perciò non commentate con il vostro "gne gne non si capisce niente".

È la storia di un gatto. Al limite Wiki salva parecchie vite.

 

Modificato da simone volponi

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27 minuti fa, simone volponi ha detto:

Aveva sognato topi alieni.

 

Nella fretta avevo letto tope aliene nel titolo. Direi che non mi sarebbe dispiaciuto.

 

Gne gne gne non si capisce niente :D 

 

Scherzi a parte, sono già in ginocchio sui ceci. Amo il cinema ma odio la fantascienza, quindi Alien e Star Wars non rientrano nelle mie corde (non ho visto ancora nemmeno Avatar). Alien però almeno ne ho visto un po' prima di addormentarmi. Ti stavo per scrivere che ci sono troppi nomi per un racconto piccolo ma poi ho capito che è una fan fiction e allora ci stanno tutti. Il genere non rientra nelle mie corde. Però:

 

E' scritto benissimo, e stavolta, caro il mio bananone ti devo dire che :appoggio: 

 

 

 

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6 minuti fa, Ghigo ha detto:

ne ho visto un po' prima di addormentarmi

O_O

Anzi:

hqdefault.jpg

 

Comunque per me è lo stesso con Star Wars, e Avatar non lo vedrò mai :)

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2 minuti fa, simone volponi ha detto:

Comunque per me è lo stesso con Star Wars, e Avatar non lo vedrò mai

 

Qualcuno farà mettere pure te sui ceci :D Io amo ogni genere ma non fantascienza e fantasy. Mi piacciono perfino le commedie romantiche e i sentimentali (ma non troppo), quelli di guerra dipende. Horror, thriller e commedie i miei preferiti.

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12 ore fa, simone volponi ha detto:

Jones si chiese se gli altri dell’equipaggio si erano resi conto

fossero

12 ore fa, simone volponi ha detto:

Scese al livello inferiore dove era stivato il carico di minerali e si mosse con pigrizia evitando i getti di vapore che ogni tanto uscivano da qualche punto oscuro della nave

Una virgola dopo "pigrizia", altrimenti si va in apnea.

12 ore fa, simone volponi ha detto:

Jones sgroppò per un paio di metri dando zampate a un bullone prima di riprendere il suo passo lento e felpato fiutando l’aria.

Inutile che io ti annoi ancora con la mia poca propensione per i gerundi (che negli ultimi tempi si sta trasformando in una vera e propria fobia O_O), però quel "fiutando" non mi piace, o perlomeno non mi piace in quella posizione.  Se lo vuoi tenere ti consiglierei di spostarlo all'inizio:  Jones sgroppò per un paio di metri fiutando l'aria e dando zampate a un bullone, prima di riprendere il suo passo lento e felpato.  Questa mi pare l'unica costruzione della frase in cui ci sta bene.

12 ore fa, simone volponi ha detto:

Jones lo sentì arrivare, sentì che lo chiamava, preoccupato. Ma sentì anche i movimenti dell’intruso che venivano da sopra.

Troppi questi tre "sentì".  Puoi sostituire uno dei primi due a scelta con "udì" e il terzo con "percepì"

12 ore fa, simone volponi ha detto:

anche perché l’intruso lasciava in giro pozze di roba appiccicosa come segno del suo passaggio delle pozze di roba appiccicosa.

 

Avresti forse dovuto inserire lo spoiler all'interno del topic del racconto: ho intuito subito che tutti quei personaggi facevano parte di un "qualcosa" ma, causa il mio rifiuto per la fantascienza, non sapevo di cosa si trattasse.  A fine lettura poi ho visto lo spoiler e ho saputo.

Ti dirò che, nonostante un lettore come me non sappia a chi corrispondano quei nomi, il racconto è perfettamente godibile lo stesso.  Non so cos'è l'ipersonno? Ok, ma lo intuisco e non mi crea nessun problema d'interpretazione.  Rimane forse qualche dubbio su come hai inteso sfruttare la prospettiva: io credo che vada inteso come il punto di vista del gatto, anziché quello degli umani, ma una nota forse avrebbe aiutato.

Il racconto è scritto molto bene (a differenza di quello della semifinale che, ti confesso, avevo faticato a leggere fino in fondo) e il genere fantascientifico rimane sullo sfondo: l'avventura del gatto, a bordo di quella che immagino sia un'astronave, è comunque un'avventura "felina" e la si legge con grande facilità, pur se non si è appassionati del genere.  

Jones rimane un gatto e pensa e agisce da gatto, nonostante i topi che sogna siano alieni, anziché quelli che siamo abituati a vedere.  Tu ti sei calato bene nella sua mentalità e ne risulta un racconto credibile e piacevole da leggere.

Bella prova.

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15 ore fa, simone volponi ha detto:

Jones non capì nulla per un po’ di minuti

per alcuni minuti

 

15 ore fa, simone volponi ha detto:

Saltò fuori dalla capsula e capì al volo che la Nostromo non era affatto tornata sulla Terra, ma si trovava ancora nello spazio. Sentì Ripley e Lambert che ne discutevano

mi ricordano qualcosa...

 

15 ore fa, simone volponi ha detto:

gironzolare per il Nostromo.

astronave o nave spaziale, quindi per la Nostromo

 

15 ore fa, simone volponi ha detto:

nel Nostromo

idem

 

15 ore fa, simone volponi ha detto:

Jones aveva recuperato il controllo delle zampe

è chiaro che si tratti di un gatto, ma allora preché Jones? Non può essere fuorviante per un lettore poco attento?

Cita

effettivamente postresti rispondere: cazzi suoi :P

 

15 ore fa, simone volponi ha detto:

Ma sentì anche i movimenti dell’intruso che venivano da sopra.

Brett si avvicinava, l’intruso si avvicinava.

essere al posto di uno dei due

 

15 ore fa, simone volponi ha detto:

Il black out arriva e copre tutto, lasciando come ricordi le ultime immagini viste: Ripley che spara l’arpione, il portello che si apre, la bestia nemica che vola fuori.

questo cambio temporale (passato-presente) non mi convince: la seconda parte ci sta visto che si tratta di immagini del gatto, ma la parte prima dei due punti secondo me, no

Il black out arrivò e coprì tutto, lasciando come ricordi le ultime immagini viste: Ripley che spara l’arpione, il portello che si apre, la bestia nemica che vola fuori.

 

Bravo Volpone, l'idea di raccontare una storia famosissima da una prospettiva diversa è vincente, anche se intrinseco viene fuori l'unico vero difetto del racconto: si sa già come va a finire. La traccia è bella ma infida: frega anche il finale del mio, di racconto.

Un'altra cosa è la cassa in cui viene chiuso Jones: come fa da lì a sentire gli odori e capire ciò che accade? non sarebbe stato meglio una gabbia?

Bella anche la resa dei personaggi, soprattutto Ripley, uno dei personaggi femminili più fighi della storia del cinema.

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1 ora fa, Marcello ha detto:

fossero

Eccolo, il dubbio malefico :facepalm: Che poi avevo optato per il "fossero", ma poi mi sono incasinato e ho proprio pensato a lei Soverchio (volevo mettere una nota a margine "prego Marcello di verificare"!)

1 ora fa, Marcello ha detto:

Troppi questi tre "sentì".  Puoi sostituire uno dei primi due a scelta con "udì" e il terzo con "percepì"

17 ore fa, simone volponi ha detto:

Qui la ripetizione era voluta, per dare un certo senso al passaggio... magari "udì" andava bene per l'uomo che si avvicina nello stesso vano dove si trova il gatto, mentre "percepì" era più adatto all'alieno che si muoveva in contemporanea nel condotto di sopra.

 

Sì, la prospettiva è intesa nel rileggere la storia dal punto di vista del gatto (che in effetti nel corso del film sparisce, poi lo ritrovano, poi sparisce di nuovo... chissà cosa ha fatto nel frattempo che l'alieno ammazzava l'equipaggio?)

Mi fa piacere che, pur non amando il genere e non conoscendo il film, sia comunque leggibile. Il rischio c'era...

La tua fobia per i gerundi è un po' come la mia con i "questo-quello-quel-questi etc.", quando ne leggo troppi vado in iperventilazione :D

Grazie per la lettura e il commento. 

 

1 ora fa, Plata ha detto:

per la Nostromo

Ero convinto di averlo cambiato prima di postare :grat:

1 ora fa, Plata ha detto:

è chiaro che si tratti di un gatto, ma allora preché Jones? Non può essere fuorviante per un lettore poco attento?

Cita
Spoiler

razzi-maglietta-150x300.jpg:D

 

1 ora fa, Plata ha detto:

Il black out arrivò e coprì tutto, lasciando come ricordi le ultime immagini viste: Ripley che spara l’arpione, il portello che si apre, la bestia nemica che vola fuori.

 

In effetti è meglio così.

Il presente intendeva dire in due parole che tipo di sensazione si vive nell'ipersonno... o prima di esso... ora che ci penso, non sono mai stato in ipersonno.

 

1 ora fa, Plata ha detto:

Un'altra cosa è la cassa in cui viene chiuso Jones: come fa da lì a sentire gli odori e capire ciò che accade? non sarebbe stato meglio una gabbia?

 

Non sottovalutare il fiuto di un gatto, specie se rosso :P

 

1 ora fa, Plata ha detto:

Ripley, uno dei personaggi femminili più fighi della storia del cinema.

<3 E c'è chi non sa chi sia... tristezza!

 

Grazie del passaggio socio, poi passo a leggerti, che adesso c'è più tempo (creto).

Modificato da simone volponi

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4 minuti fa, simone volponi ha detto:

E c'è chi non sa chi sia... tristezza!

Se alludi a me, ti confesso allora che io pensavo a un uomo, finché non lo hai accordato al femminile.  :asd:

L'unico Ripley che conosco è il protagonista del romanzo della Highsmith: Il talento di Mr Ripley, bellissimo.  E nella versione cinematografica, quella sì che l'ho vista, lui è Matt Damon...

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8 minuti fa, Marcello ha detto:

io pensavo a un uomo

:facepalm:

Però ricambio, Il talento di Mr Ripley non l'ho mai visto, né letto il romanzo... palla al centro :D

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2 minuti fa, simone volponi ha detto:

Il talento di Mr Ripley non l'ho mai visto, né letto il romanzo... palla al centro

:asd:

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18 minuti fa, Marcello ha detto:

Se alludi a me, ti confesso allora che io pensavo a un uomo, finché non lo hai accordato al femminile.  :asd:

L'unico Ripley che conosco è il protagonista del romanzo della Highsmith: Il talento di Mr Ripley, bellissimo.  E nella versione cinematografica, quella sì che l'ho vista, lui è Matt Damon...

:aka:

Mi permetto un consiglio al sommo soverchio: serata con pop corn e birra e visione multipla dei primi due Alien.

Spoiler

Per la prima visione è consigliata una scorta massiccia di carta igienica

 

Modificato da Plata

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4 minuti fa, Plata ha detto:

Per la prima visione è consigliata una scorta massiccia di carta igienica

Allora aspetto ancora un po': magari quando avrò bisogno del pannolone...

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2 minuti fa, Marcello ha detto:

Allora aspetto ancora un po': magari quando avrò bisogno del pannolone...

:idontgiveafuck:

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44 minuti fa, Marcello ha detto:

L'unico Ripley che conosco è il protagonista del romanzo della Highsmith: Il talento di Mr Ripley, bellissimo.  E nella versione cinematografica, quella sì che l'ho vista, lui è Matt Damon...

 

C'era anche Jude Law :D E con Fiorello cantavano Tu vo fa l'americano (visto anch'io). Il libro è come tutti quelli della Highsmith molto psicologico e bello (è quella di delitto per delitto del grande Alfred, che oltretutto pagò una cavolata per i diritti fregando Patricia)

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7 minuti fa, Ghigo ha detto:

del grande Alfred, che oltretutto pagò una cavolata per i diritti fregando Patricia

:lol: questa non la sapevo!

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Ho visto Alien nel 1980. Non mi ha entusiasmato. E non mi entusiasma il remake con un gatto "pel di carota". Ma devo solo giudicare la scrittura. Quindi direi "pollice alto". Ovviamente non comprendo il desiderio di Jones di imbattersi in topi alieni, ma forse la citazione è Do Androids Dream of Electric Sheep?. Inoltre non saprei se "prospettiva" e "punto di vista" siano proprio sinonimi. Di solito si dice "in prospettiva di..." intendendo una previsione, un'aspettativa. Ma non sta a me giudicare se la parola chiave sia stata correttamente interpretata o meno.

 

A rileggerti

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2 ore fa, Ljuset ha detto:

la citazione è Do Androids Dream of Electric Sheep?

Yes! Citazione modesta.

 

2 ore fa, Ljuset ha detto:

Inoltre non saprei se "prospettiva" e "punto di vista" siano proprio sinonimi.

Di solito si dice "guardala dalla mia prospettiva" (cioè, non di solito, però si dice) quindi ho dato questa lettura.

 

Thanx :)

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bell'idea per un volpone mettere le cose dal punto di vista di un gatto

Scherzi a parte, Alien è un grandissimo film e la tua versione condensata dal punto di vista di Jones è davvero bella. Soprattutto sei riuscito a restare gatto durante tutta la vicenda, è molto facile infatti quando si scrive dal punto di vista di animali scivolare in personaggi umanizzati, ibridi disneyani.

Invece qui Jones è un gatto, sente e agisce da gatto.

Mi piace.

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Non amo la fantascienza, non ho visto Alien. Di solito vado in crisi se ci sono tanti personaggi e faccio tante, a volte troppe, domande se non tutto mi è chiaro. Qui, non so se è il merito del gatto, mi sono lasciata portare dalla corrente ed è stata una lettura godibile fino alla fine. Ogni scena, ogni piccolo o grande frammento, si incastra bene come fosse un puzzle. 

Alle 13/1/2018 at 22:07, simone volponi ha detto:

per il Nostromo.

Prima dici la Nostromo. Ho notato che ogni tanto mettevi al maschile, ogni tanto al femminile. Se ti riferisci all'astronave, dovrebbe essere sempre la Nostromo. Il termine maschile significa altro. 

 

Alle 13/1/2018 at 22:07, simone volponi ha detto:

Spiacente Brett, non muovo una zampa nemmeno per tutti i topi dello spazio.

Se questo è un pensiero del gatto, come credo, lo metterei in corsivo. 

 

Alle 13/1/2018 at 22:07, simone volponi ha detto:

Grazie per la prigionia, Ripley!

Anche qui userei il corsivo. 

 

Alle 13/1/2018 at 22:07, simone volponi ha detto:

Ecco come vanno a finire le cose mettendole nella zampe di un umano. Dritto in bocca al pericolo!

Idem.

 

Alle 13/1/2018 at 22:07, simone volponi ha detto:

difronte al nemico

di fronte, refuso

 

Alle 13/1/2018 at 22:07, simone volponi ha detto:

L’ipersonno, un vero shock per un gatto, anche se rosso e furbo. Il black out arriva e copre tutto, lasciando come ricordi le ultime immagini viste: Ripley che spara l’arpione, il portello che si apre, la bestia nemica che vola fuori. Ricordi che si fecero vaghi nella mente di Jones.

 

Non piace il passaggio brusco dal passato al presente. Non ne vedo il motivo. Secondo me, qui si va sul gusto personale, suona meglio nel passato. 

 

Bella prova, gemelloh. Sei stato bravo a immedesimarti nel gatto, mantenendo sempre il suo POV e non è facile. Nemmeno incuriosire qualcuno che non è amante del genere. Il racconto mi è piaciuto molto, specie alla seconda lettura (nella prima, ammetto, non avevo afferrato tutti i passaggi). Bravo. Promosso questa volta. :P 

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Racconto carino soprattutto perché il punto di vista è quello di un gatto (e se c'è un gatto non posso fare a meno che apprezzare :yupphi:)

 

 

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