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bicca56

Fantasy di moda

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Probabilmente non c'entra con il topic, ma è una domanda sempre relativa al self. Il fantasy è di vari tipi, qual'è il tipo di fantasy che va in questo momento? Voi che fantasy scrivete e pubblicate ? E come vendete ?

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11 minuti fa, bicca56 ha detto:

Probabilmente non c'entra con il topic, ma è una domanda sempre relativa al self. Il fantasy è di vari tipi, qual'è il tipo di fantasy che va in questo momento? Voi che fantasy scrivete e pubblicate ? E come vendete ?


Non sarebbe meglio aprire una discussione nuova? 

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Vi ho spostato io.

 

@bicca56, cerca di porre più attenzione sull'argomento delle conversazioni: ci sono più di 30000 discussioni, se iniziamo a scrivere dove capita è il caos.

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Partiamo dalla premessa che il fantasy ha avuto il suo boom qualche anno fa con l'uscita della trilogia cinematgrafica del Signore degli Anelli, ma che in Italia è stato bruciato per la scarsa qualità delle pubblicazioni fatte dalle ce del nostro paese di autori emergenti nazionali e adesso è qualcosa di nicchia.

Il fantasy che diciamo vende in questo momento è quello stile Martin a seguito del successo della serie del Trono di Spade: quindi storie con pochi elementi fantastici, ma con tanti tradimenti, intrighi, sotterfugi, violenza, sesso e il mostrare la parte più oscura dell'animo umano. Un altro autore sulla stessa onda (ma con uno stile diverso) è Abercrombie; aggiungerei anche Morgan, ma che ha avuto meno successo dei due precedenti in Italia.

Soprattutto ora va il fantasy young adult, basti pensare a Stroud oppure a Rick Riordan con la sua saga sugli dei, che vedono come protagonisti degli adolescenti. Purtroppo questo non è solo di adesso: il fantasy è stato spesso visto solo come una lettura d'evasione per ragazzini; è vero, come tutta la letteratura c'è la parte dedicata ai più giovani, ma non è solo per loro, può dare tanto anche agli adulti se lo conoscessero davvero a fondo.

Rispondendo alla tua seconda domanda, anche se le tag sugli store indicano fantasy, io scrivo di fantastico; a parte una, le altre opere scritte (esclusa quella di saggistica) non sono puro fantasy: anche se hanno elementi del fantasy, utilizzano anche elementi della distopia, della fantascienza, dell'horror, del postapocalittico a cui va aggiunta anche l'introspezione. Anche se apprezzate, le vendite non fanno sfracelli, vuoi perché non ho investito soldi sulla promozione come fanno tanti e sono limitato dal non usare i social, vuoi perché è un genere che ora va poco, e si deve per giunta avere a che fare con un certa ritrosia verso gli autori autopubblicati. 

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1 minuto fa, Mister Frank ha detto:

@M.T. tutti gli autori più importanti sono anglofoni.

 

 

Sì, diciamo di sì, anche se tutti non hanno lo stesso successo in Italia, nonostante il loro valore, basta pensare a Kay, Erikson e Sanderson.

Nel fantastico aggiungerei pure Murakami.

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Grazie mille per le prime informazioni. Ho una discussione aperta con degli amici scrittori di fantasy divisi in due categorie ben distinte. Da un lato quelli per il quali il fantasy è il genere di Tolkien, un altro gruppo che afferma che oramai è superato, ora va il fantasy metropolitano. Poiché di fantasy non me ne occupo sono stata designata come giudice imparziale.

Quindi pare che il mio parere sarà vincolante :asd: ed ho pensato di chiedere a voi. Chi più di voi mi può aiutare. Datemi informazioni a più non posso, giudizi e pareri. Cercherò di capirci qualcosa. Una sola preghiera, non mettetemi il nome di uno scrittore senza indicare il suo genere. Già così mi perdo :S figuriamoci senza capire che cosa scrive :D

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

è

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1 ora fa, bicca56 ha detto:

Ho una discussione aperta con degli amici scrittori di fantasy divisi in due categorie ben distinte. Da un lato quelli per il quali il fantasy è il genere di Tolkien, un altro gruppo che afferma che oramai è superato, ora va il fantasy metropolitano.

Il fantasy stile Tolkien è quello "classico" a cui tanti si sono ispirati: ora è passato di moda, ma non verrà mai superato. Anzi, direi che è una delle basi da cui partire per conoscere il genere. Il Signore degli Anelli è diventato così famoso non solo grazie ai film, ma anche grazie alla sua bontà che non solo risiede nell'elemento magico, ma perché l'autore ha trasmesso nelle sue esperienze di vita: l'amore per i cavalli, per sua moglie, l'esperienza di guerra, la perdita degli amici, il vedere come l'era industriale avrebbe distrutto la natura. Tanti hanno emulato Tolkien, ma senza mettere "vita" nell'opera non hanno mai potuto minimamente arrivare al suo livello: sono stati come dei corpi senz'anima. Belli, ma vuoti.

Adesso si parla di vecchio e nuovo, ma per me è un errore: si dovrebbe parlare di ciò che ha qualcosa da dare e quello che non ha nulla da dare.

Si può cambiare l'ambientazione, il sistema magico, ma se l'autore non trasmette qualcosa che sente davvero, qualcosa di vivo, l'opera, anche se ben scritta e strutturata, sarà mancante e sarà qualcosa che si sente.

Questo è il mio pensiero. Se poi si vuole analizzare la moda, allora è tutto un altro discorso, perché la massa è influenzabile e ha una mentalità differente, che segue quello deciso dalla maggioranza.

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Tolkien è il padre-fondatore del genere Epic Fantasy. Nessuno potrà mai superarlo. 

Oggi è necessario mischiare più sottogeneri per dar vita a qualcosa di nuovo.

Io scrivo epic fantasy, quindi sono un po' di parte.  

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18 ore fa, M.T. ha detto:

 

Si può cambiare l'ambientazione, il sistema magico, ma se l'autore non trasmette qualcosa che sente davvero, qualcosa di vivo, l'opera, anche se ben scritta e strutturata, sarà mancante e sarà qualcosa che si sente.

 

 

D'accordissimo. Il "world building" nel fantasy per me è alla base di tutto, che sia tolkeniano, "martiniano", urban o quello che è.


Riguardo alla domanda originale: nell'ottica del self-publishing e della piccola editoria forse quello che "tira" di più, almeno a livello di vendite, è l'urban fantasy nelle sue varie sfumature, soprattutto se strizza l'occhio al romance e quindi al pubblico femminile. Detto questo, esistono tante nicchie di pubblico e, dal momento che la scrittura e la pubblicazione di un libro richiedono tempo, non è affatto facile inseguire le mode :P

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22 ore fa, bicca56 ha detto:

Datemi informazioni a più non posso, giudizi e pareri. Cercherò di capirci qualcosa. Una sola preghiera, non mettetemi il nome di uno scrittore senza indicare il suo genere.

Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin. Ambientazione medievale. Regni in lotta tra loro. Intrighi politici e tradimenti in primo piano. Non ci sono elfi o nani, ma ci sono draghi e non-morti. Magia poca. Punto di forza: lo stile di scrittura e la caratterizzazione dei personaggi. Punto debole: Martin ha perso le briglie della sua creazione e i fan aspettano da anni che vada avanti.

 

Il mondo di la Prima legge di Abercrombie. Ambientazione medievale, dove ci sono anche i cannoni. Magia poca. Niente elfi, nani, draghi o creature magiche. Trama e mondo non molto caratterizzati. Punto di forza l'approfondimento dei personaggi (Abercrombie ha fatto studi di psicologia).

 

Le opere di Riordan vedono come protagonisti gli dei dell'antichità, i loro figli e le creature del mito nella società attuale. Carina l'idea, caratterizzazione dei personaggi al minimo, se non quasi assente.

 

Le opere di Jonathan Stroud. Ho letto le storie di Bartimeus, non quelle di Lookwood: carine, ambientate prevalentemente a Londra. Magia ce n'è un bel po', con maghi, jinn, golem, pentacoli e altra roba magica.

 

La saga di Harry Potter. Questa penso che la conoscano anche i non addetti del fantasy ;) 

 

Il Libro Malazan dei Caduti di Erikson. Saga molto ampia (dieci volumi), molto ricca, articolata e complessa. Mondo Medioevale dove si usa anche la polvere da sparo. Dei, magia, creature magiche di ogni tipo. Il suo punto di forza è la vastità del mondo e degli eventi, la cura della storia. Punto debole: c'è tanto da ricordare ed Erikson non dà la pappa pronta al lettore.

 

La Ruota del Tempo di Jordan. Altra saga monumentale (quindici volumi). Mondo mediovale/rinascimentale con uso di armi da fuoco (cannoni). Storia epica, molto ricca e dettagliata. Punto debole: la prolissità e la ripetitività di Jordan in diversi libri. Alla sua morte la saga è stata conclusa da Sanderson.

 

Brandon Sanderson. Autore poliedrico per quanto riguarda il fantasy: spazia dall'epico ai supereroi all'ambientazione western. Stile buono, sistemi magici originali e interessanti, buona caratterizzazione dei personaggi.

 

Terry Brooks. Autore di cui vanno recuperate le sue prime opere. Conosciuto per il mondo di Shannara (mondo medioevale sorto dalle ceneri di un mondo moderno) sono validi i primi due cicli. Ha scritto anche la saga di Landover, un mondo magico acquistato da una persona che vive nel nostro tempo: valida fino quinto volume, il sesto è una boiata. Trilogia del Verbo e del Vuoto: ambientazione urban che vede la lotta tra i Cavalieri del Verbo e i Demoni; valida.

 

La serie della Torre Nera di Stephen King. Serie che unisce horror/fantasy/western/urban/ricerca graaliana (anche se non è il graal ciò che si ricerca, ma serve per dare un'idea dello spirito): narra le avventure di Roland, un pistolero alla ricerca della Torre Nera che viaggia attraverso mondi diversi. Serie che si collega a tante altre opere di King.

 

Queste sono alcune serie che hanno venduto negli ultimi anni, tra le più conosciute e vendute; l'argomento è molto ampio, questo è solo un passaggio veloce, ma è per darti un'idea di cosa è andato letto e che è di un certo livello qualitativo. Logicamente ti ho parlato di quello che conosco.

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Grazie mille a tutti ma in particolar modo a @M.T. che mi ha fatto una disamina accurata e precisa . Sarò un giudice decisamente di parte. In primis conosco bene solo Tolkien e tutto, proprio tutto, Harry Potter, Terry Brooks letto in epoca lontana non mi ha stregata. Martin mi ha fatto impazzire con la miriadi di nomi, non me ne ricordavo uno. Amo Stephen King, ma non nella Torre nera. IO li avevo avvisati, loro hanno voluto rischiare :asd:.

 

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Comunque altra domanda per chi scrive i fantasy. Non sono mai riuscita a fare le famose scalette di cui parlano tutti, personaggi, ambientazione, ruoli, non ci riesco è più forte di me. I personaggi vengono fuori da soli. Nel fantasy occorre scrivere prima una trama che poi andrà sviluppata ? o anche qui è possibile andare un po a braccio ?

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15 minuti fa, bicca56 ha detto:

Martin mi ha fatto impazzire con la miriadi di nomi

E non hai letto Erikson :asd:

 

13 minuti fa, bicca56 ha detto:

Nel fantasy occorre scrivere prima una trama che poi andrà sviluppata ? o anche qui è possibile andare un po a braccio ?

Per me valgono le regole che si usano per qualsiasi altro genere; ogni autore ha il suo metodo: se funziona, lo può applicare ovunque.

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6 ore fa, M.T. ha detto:

Il mondo di la Prima legge di Abercrombie. Ambientazione medievale, dove ci sono anche i cannoni. Magia poca. Niente elfi, nani, draghi o creature magiche. Trama e mondo non molto caratterizzati. Punto di forza l'approfondimento dei personaggi (Abercrombie ha fatto studi di psicologia).

Di Abercrombie ho letto Il sapore della vendetta, confermo quanto dice @M.T. per la caratterizzazione dei personaggi, che sono la cosa migliore.

Su Martin il mio pensiero è che sia sopravvalutato, ne ho letto uno e non sono riuscito a finirlo (mi sarà capitato di non finire un romanzo 4 o 5 volte in decenni di letture), una noia mortale.

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1 minuto fa, Plata ha detto:

Su Martin il mio pensiero è che sia sopravvalutato, ne ho letto uno e non sono riuscito a finirlo (mi sarà capitato di non finire un romanzo 4 o 5 volte in decenni di letture), una noia mortale

 

Io ho provato a iniziare più volte ma non è mai stato il “momento giusto”.

 

Un paio di puntate del Trono di spade mi hanno poi fatto passare definitivamente la voglia. :sss:

 

 

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20 minuti fa, Plata ha detto:

Di Abercrombie ho letto Il sapore della vendetta,

Il mio libro preferito è The Heroes, a mio avviso l'opera migliore appartenente a questo mondo.

 

21 minuti fa, Plata ha detto:

Su Martin il mio pensiero è che sia sopravvalutato,

Martin o si ama o si odia; ho preferito altri lavori dell'autore. In questo caso la creazione gli è andata fuori controllo: inizialmente doveva essere una trilogia, poi, avendo successo, ha continuato, ma senza avere un'idea precisa s'è perso. Al contrario di Erikson, che ha saputo organizzarsi e sapeva dove voleva andare a parare: infatti ha pubblicato quasi un libro l'anno della saga Malazan (e si parla di tomi dove il più corto è sulle 660 pagine).

 

22 minuti fa, swetty ha detto:

Io ho provato a iniziare più volte ma non è mai stato il “momento giusto”.

 

Un paio di puntate del Trono di spade mi hanno poi fatto passare definitivamente la voglia. :sss:

Però bisogna riconoscere che come serie è stata davvero ben curata, sia come recitazione, sia come scenografia e costumi.

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14 ore fa, swetty ha detto:

 

Un paio di puntate del Trono di spade mi hanno poi fatto passare definitivamente la voglia. :sss:

Mi associo, che noia. Mai letto.

Sotto suggerimento del nostro buon Niko ho iniziato a leggere la Hobb, che, a quanto dicono, scrive molto meglio di Martin (oltre a essere arrivata prima). Per carità, non male, ma ancora non penso sia il fantasy che fa per me.

Io son rimasta ferma a Tolkien.

 

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7 ore fa, Thea ha detto:

Sotto suggerimento del nostro buon Niko ho iniziato a leggere la Hobb

Forse dipende dal libro con il quale hai iniziato a seguire la scrittrice: è altalenante, almeno stando a quanto mi è stato riferito da chi ha seguito tutta la sua produzione.

 

7 ore fa, Thea ha detto:

non penso sia il fantasy che fa per me.

Io son rimasta ferma a Tolkien.

Se lo riesci a trovare in italiano, perché è stato pubblicato tanti anni fa (ma se leggi in inglese tanto meglio), allora potrei suggerirti Guy Gavriel Kay con la trilogia di Fionavar. Se non conosci questo autore, è quello che ha aiutato a concludere Il Silmarillion di Tolkien.

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1 ora fa, M.T. ha detto:

Forse dipende dal libro con il quale hai iniziato a seguire la scrittrice: è altalenante, almeno stando a quanto mi è stato riferito da chi ha seguito tutta la sua produzione.

 

Se lo riesci a trovare in italiano, perché è stato pubblicato tanti anni fa (ma se leggi in inglese tanto meglio), allora potrei suggerirti Guy Gavriel Kay con la trilogia di Fionavar. Se non conosci questo autore, è quello che ha aiutato a concludere Il Silmarillion di Tolkien.

Infatti la sto leggendo in inglese proprio perché la traduzione in italiano del primo che ho letto non mi era piaciuta.

Non lo conosco, me lo segno, grazie.

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34 minuti fa, Thea ha detto:

Non lo conosco, me lo segno, grazie.

Se leggi la trilogia in inglese, hai solo da guadagnarci :) 

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Mi associo ad altri che hanno scritto prima di me, ho provato a leggere Martin, ma niente, fallimento totale. Mentre la serie mi piace e la guardo con i libri ho dovuto mollare, trovo il suo stile irritante in una maniera insopportabile tanto che ho rimosso il poco che ho letto.

Nonostante la mia unica opera intera sia un fantasy ne leggo pochissimo perchè pochissimi superano la mia severità di giudizio, non so a quando risale il mio ultimo fantasy letto (a parte Harry Potter), sono meno esigente con l'urban fantasy. Purtroppo per me il fantasy è Tolkien ed è difficile trovare qualcuno che regga il paragone.

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Da semplice lettore provo a dire la mia su quello che è stato per anni il mio principale genere d'interesse.

Al momento è innegabile il successo planetario della serie ''Game of Thrones'', successo che ha trainato anche i libri facendoli esplodere e elevandoli a capolavoro fantasy del nuovo secolo.

Seppur distante dalla definizione di capolavoro o seconda venuta di Tolkien l'opera di Martin ha il pregio di essere la più conosciuta di un sottogenere che sta riscuotendo un ampio successo: il grimdark.

All'Epic-fantasy tolkeniano che era stato declinato in ogni modo concepibile si è sostituita questa nuova creatura. Un fantasy nero, ''dark'' , che rovescia i clichè (protagonista buono, l'aiutante, The hero's journey), distrugge la mitologia tolkeniana e le sue razze relegandole a comparse o rimuovendole dalla scena principale e riveste il tutto di un'ambiguità morale inconsueta per il genere.

Ed è ecco che subito dopo il clamoroso successo di ASOIAF nascono nuovo autori/valletti di Martin: Joe Abercrombie (La prima Legge è un esempio lampante, un grimdark ancora più estremo), Mark Lawrence.
Menzione anche per l'autore polacco Andrzej Sapkowski (portato alla fama mondiale da un adattamento videoludico)

Questo direi che è il genere più seguito al momento o perlmeno quello che riscuote il successo più grande.

Basti pensare che lessi tempo fa un libro, Half Bad, che era dichiaratamente una versione ''dark'' di Harry Potter. 

Il grimdark, un movimento che sembra muoversi con l'intento di scrollare di dosso al fantasy la nomea di genere per ragazzi,  immergendosi nel sangue come nelle più cruente storie horror.

 

Del fantasy epico rimane qualche traccia con Brandon Sanderson che dopo aver ultimato le opere di Robert Jordan è impegnato nella stesura di due trilogie (Mistborn e un altra) e con Rothfuss che sono quello che di più ''classico'' si può sperare di ottenere dal fantasy odierno.

 

L'altro genere che negli ultimi dieci anni è stato declinato con alterni successi è l'urban fantasy, l'unione tra un immaginario magico e il mondo moderno. Esempi più o meno di successo sono: Harry Potter, Percy Jackson, Shadow Hunters.

 

Poi c'è Gaiman autore particolare che varia di sottogenere in sottogenere, forse tra i migliori della sua generazione e forse il meno contaminato da questa ondata di ''tragicità''.

Anche se poi il grimdark è tutto tranne che tragico.


Se hai qualche curiosità basta chiedere, purtroppo non è un discorso che si può limitare a poche pagine.

______
Per il mondo italico.
Purtroppo qui da noi paghiamo ancora il disastro commerciale/qualitativo del fantasy made in Italy e negli cinque anni penso di non aver visto nulla di dichiaratamente fantasy e autctono uscire da una delle 'CE' maggiori.


Scusa per eventuali errori di stesura e/o di forma.

Saluti, Doria. ;)

 

 

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