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simone volponi

[N2017 - S] Due pianeti color nocciola

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commento

 

Il paese era scivolato fuori dall’estate bagnato solo dal sudore e dalle bestemmie, e si preparava a penetrare nell’autunno molle e fiacco come un pugile che le aveva prese per quindici round di fila. L’attesa della pioggia era diventata febbrile, fronti sudate puntavano verso il cielo nella speranza di vedere arrivare un bel grappolo di nuvole viola.

Il campo di Enzo era uno dei più aridi della zona, dove i raccolti nelle fattorie avevano subito una batosta. Ed era tra quelle zolle dure e secche che Silvestro aveva scelto di scavare.

La punta del badile iniziò a scheggiare il marrone grumoso, a tagliarlo per aprire un varco dove spingersi. A Silvestro dava l’idea di avere tra le mani un grosso cucchiaio che raccoglieva del caffè in polvere per poi farne un cumulo. Solo che lì in mezzo c’erano vermi e lumache morte che la terra non aveva avuto la forza di digerire. Le braccia magre di Silvestro si fecero pesanti dopo pochi minuti.

«Va bene, con calma facciamo tutto.»

Prese un respiro profondo, tirò su col naso e sputò in terra, bagnandola per la prima volta dopo mesi.

Conficcò con un colpo secco la pala tra le labbra dure del campo e incrociò i polsi sopra la punta del manico. Sollevò la faccia verso il cielo, le falde del cappello fecero da sipario al sole che lo colpì con le sue lingue velenose. Silvestro guardò quel cielo sereno che stava lì sopra come un insulto immoto. Si asciugò il sudore col dorso della mano e riprese a scavare per dieci minuti, poi si fermò per un’altra pausa, bevve un sorso dalla bottiglia di acqua calda come piscio che così, chiusa nella plastica morbida, dava un senso di sicurezza. Da lì dentro l’acqua non poteva andarsene come sembrava aver fatto dal cielo.

Il corpo steso dietro di lui attendeva che finisse. Lui non aveva fretta, e in qualche modo non ne aveva nemmeno Silvestro. Doveva preparargli l’ultimo letto, per farlo aveva scelto il campo del vecchio Enzo, che a quell’ora era chiuso in casa a farsi un pisolino senza sapere se ne sarebbe uscito vivo. Si stava prendendo un rischio, ma lo affrontava con calma.

La pala grattò via altra terra spenta, la fossa cominciava a prendere forma, anche se dai bordi veniva giù piccole zolle sfaldate che moltiplicavano la fatica di Silvestro.

Si voltò a guardare il corpo chiuso nel sacco nero. Aveva stretto bene la pellicola di plastica usando parecchio nastro, e poteva riconoscere le onde ferme del seno di Marta, e il rigoglio dei suoi fianchi. Silvestro riusciva a percepirne anche la forma del volto, e gli occhi di Marta gli si riaprirono con violenza nel cervello. Occhi dalla grande pienezza perlacea con al centro due pianeti color nocciola, così brillanti e fecondi di vita. Si riaprirono in migliaia di riflessi nelle misteriose stanze della memoria tanto da spingere Silvestro a sedersi in terra con un unico movimento pesante, i gomiti poggiati sulle ginocchia.

«Da non credersi, vero?» si rivolse al silenzio chiuso nel sacco. «Stanotte stavi lì, nel letto, e mi guardavi con i tuoi occhi luminosi che dicevano tutto. Non riuscivi più a parlare eppure ti sentivo lo stesso… erano così espressivi i tuoi occhi. Secondo me c’era tutta te stessa lì dentro, e me ne fotto se eri arrivata alla fine e avevi bisogno solo di un’ultima spinta per andartene. C’era più vita nel tuo sguardo che in tutto questo merdoso paesetto essiccato. E non ti meritavi di morire qui, non lo meritavi affatto.»

Silvestro bevve un sorso, richiuse la bottiglia avvitando il tappo fino in fondo. Poi allungò una mano sul sacco, laddove c’era il braccio sinistro di Marta. Tenne la bocca socchiusa e lo sguardo fisso per un po’, assaporò il caldo e i pensieri.

«Meritavi di meglio. Una bellezza come la tua è andata così sprecata qui… Inutile illudersi, non scegliamo noi. Non scegliamo proprio un cazzo.»

Si rialzò, scese nella fossa e riprese a scavare.

«Se fossi stata libera di scegliere, tesoro mio, avresti creato la famiglia più felice del mondo e l’avresti guidata e fatta crescere nell’amore, piena di cose belle. Saresti stata una madre spettacolare, credimi. E se io fossi stato un uomo diverso, mi sarei spaccato la schiena per aiutarti a realizzare ognuno dei tuoi tanti sogni. Mi sto spaccando la schiena adesso, quando è troppo tardi. Ma ti ho protetta fino all’ultimo, questo almeno concedimelo, e ti sono rimasto vicino quando hai soffiato via l’ultimo respiro e quegli occhi stavano lì a parlarmi.»

Aveva la maglietta fradicia. Silvestro gettò di lato la pala, si tolse il cappello per versarsi sulla testa un po’ d’acqua. Scosse la testa e si passò una mano tra i capelli bagnati.

Poi allungò le braccia verso il sacco e iniziò a tirarlo verso di sé, dentro la fossa. Aveva un groppo alla gola secco e acido, una lacrima emerse dall’occhio destro, come una goccia che stilla sulla punta di una siringa. Sentì la plastica del sacco arricciarsi sotto la pressione delle dita.

«Te ne sei andata troppo presto, troppo… cos’altro potevo fare per te? Senza più il corpo a sorreggerti, in mezzo al dolore, con la vita che ti scivolava fuori a ogni secondo. Me l’hai chiesto tu, con tutta la forza rimasta negli occhi, e che potevo fare? Ridarti alla terra nel modo più lieve possibile.»

Tirò giù il sacco, lo abbracciò per non far male a Marta e lo adagiò con cura contro la parete sdrucciolevole della fossa.

«Mi è costato doverti spingerti nella vena quella roba. Eri così debole che nel toccarti aveva paura di darti altro dolore. Ma in realtà stavi tutta racchiusa nei tuoi bellissimi occhi, ti eri rifugiata tutta lì dentro, raggomitolata e pronta per andare. Credimi, vorrei continuare a tenerti la mano anche chiusa qui sotto, come ho fatto stanotte… Sono soltanto un uomo, Marta, soltanto un uomo.»

Silvestro uscì dalla fossa e iniziò a ricoprirla. La terra addormentata frusciò ritmica contro il sacco di plastica.

«Spero almeno che le ultime lacrime che racchiudevi negli occhi non vadano sprecate e diano vita a qualcosa in mezzo a questo nulla…»

Il cellulare gli vibrò in tasca e gli spezzò le parole. Puntellò di nuovo la pala e rispose.

«Sì, l’ho fatto. Le sto dicendo addio… sì, sì capisco, volevo solo celebrare la sua fine, tutti ne hanno diritto.»

Silvestro si asciugò con fastidio la lacrima che gli bruciava l’occhio destro. Doveva esserci finita dentro un po’ di polvere. Recuperò la pala e la bottiglia d’acqua mentre con la spalla teneva spinto il cellulare contro l’orecchio. Si girò un’ultima volta verso la tomba pagana di Marta, poi si cominciò ad allontanarsi, una smorfia per la fatica e il caldo.

«Sì, le ho spezzato tutte le ossa, gradualmente, non le ho risparmiato nemmeno una goccia di dolore. Ha strillato un po’, sì, ma il volume della musica copriva tutto. Poi le ho spaccato la mascella, quindi… No, il lavoro lo finisco sempre con l’iniezione, finché hanno ancora un po’ di coscienza… Capisce, alla fine si tratta solo di metodo. Già...»

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8 minuti fa, simone volponi ha detto:

l paese era scivolato fuori dall’estate bagnato solo dal sudore e dalle bestemmie,

 

Bell'inizio.

 

9 minuti fa, simone volponi ha detto:

a penetrare nell’autunno

 

entrare mi sarebbe suonato meglio, penetrare in questo caso specifico non mi è piaciuto. In altri casi lo adoro

 

13 minuti fa, simone volponi ha detto:

Da lì dentro l’acqua non poteva andarsene come sembrava aver fatto dal cielo.

 

Il paese deve essere molto vicino a quello del mio racconto :D 

 

14 minuti fa, simone volponi ha detto:

anche se dai bordi veniva giù piccole zolle sfaldate

 

o venivano giù (le zolle) o veniva giù A piccole zolle

 

26 minuti fa, simone volponi ha detto:

«Se fossi stata libera di scegliere, tesoro mio, avresti creato la famiglia più felice del mondo e l’avresti guidata e fatta crescere nell’amore, piena di cose belle. Saresti stata una madre spettacolare, credimi. E se io fossi stato un uomo diverso, mi sarei spaccato la schiena per aiutarti a realizzare ognuno dei tuoi tanti sogni. Mi sto spaccando la schiena adesso, quando è troppo tardi. Ma ti ho protetta fino all’ultimo, questo almeno concedimelo, e ti sono rimasto vicino quando hai soffiato via l’ultimo respiro e quegli occhi stavano lì a parlarmi.»

 

Questo passaggio inizia a essere un po' pesante... frasi un po' troppo retoriche.

 

27 minuti fa, simone volponi ha detto:

sulla testa un po’ d’acqua. Scosse la testa

 

troppo ravvicinate stridono

 

28 minuti fa, simone volponi ha detto:

una lacrima emerse dall’occhio destro, come una goccia che stilla sulla punta di una siringa.

 

Bella immagine e originale (con un bel doppio significato quando sai già il finale)

 

32 minuti fa, simone volponi ha detto:

Mi è costato doverti spingerti nella vena quella roba.

 

Qui si ha la sensazione che Silvestro parli al lettore e non alla ragazza

 

33 minuti fa, simone volponi ha detto:

aveva paura di darti altro dolore

 

avevo

 

34 minuti fa, simone volponi ha detto:

Il cellulare gli vibrò in tasca e gli spezzò le parole.

 

Ero convinto che non fosse ambientato ai giorni nostri

 

35 minuti fa, simone volponi ha detto:

«Sì, le ho spezzato tutte le ossa, gradualmente, non le ho risparmiato nemmeno una goccia di dolore. Ha strillato un po’, sì, ma il volume della musica copriva tutto. Poi le ho spaccato la mascella, quindi… No, il lavoro lo finisco sempre con l’iniezione, finché hanno ancora un po’ di coscienza… Capisce, alla fine si tratta solo di metodo. Già...»

 

mmm... colpo di scena un po' repentino e senza spiegazioni di sorta (e che va a cozzare un po' con alcune delle frasi che ti cito più in basso, a mio parere)

 

Se nella tornata precedente il tuo racconto era per me il migliore in assoluto, stavolta mi ha lasciato un po' perplesso. Sembra che hai messo caratteri nel mezzo per allungare il racconto e arrivare al finale che però arriva senza molte spiegazioni (chi l'ha voluta morta? perché? La conosceva anche prima?). La parte migliore, e che pensavo portasse a un altro tipo di racconto, è l'incipit (potrebbe essere alleggerito) che ti cala nella calura di quel luogo dimenticato da Dio. 

Ho notato che dai il meglio di te quando c'è meno introspezione, quando liberi la "bestia" delle idee assurde (l'acquario gigante con i morti e quella che se li spruzza in faccia, i fottimondo con le loro orge nei cimiteri, i vichinghi di Tule e i loro combattimenti, quella killer tarantiniana di cui non ricordo il nome ma era tipo cicci bomba ecc...) ma perfettamente credibili. 

 

46 minuti fa, simone volponi ha detto:

Ma ti ho protetta fino all’ultimo, questo almeno concedimelo, e ti sono rimasto vicino quando hai soffiato via l’ultimo respiro e quegli occhi stavano lì a parlarmi.»

 

In particolare questa frase mette fuori strada il lettore anche a una seconda lettura. Perché ti ho protetta fino all'ultimo, se è lui che l'ha uccisa in modo così sadico? L'ho riletto una seconda volta sapendo già il finale per vedere se tutto torna, ma se le ha rotto tutte le ossa come può anche averla protetta? Il resto era ben studiato con i doppi sensi ma alcune cose cozzano leggermente. Ma è il mio parere e basta.

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47 minuti fa, Ghigo ha detto:

(chi l'ha voluta morta? perché? La conosceva anche prima?)

codice fiscale? Gruppo sanguigno? Quanti denti sani ha?

 

48 minuti fa, Ghigo ha detto:

Perché ti ho protetta fino all'ultimo, se è lui che l'ha uccisa in modo così sadico? L'ho riletto una seconda volta sapendo già il finale per vedere se tutto torna, ma se le ha rotto tutte le ossa come può anche averla protetta?

Tutto voluto per motivi narrativi che, se funziona, dovrebbero venire colti...

 

49 minuti fa, Ghigo ha detto:

Ho notato che dai il meglio di te quando c'è meno introspezione

Su questo concordo, ma il manistream mi entra in opposizione con il Sagittario in trigono con il buco nero fisso lì da quando sono nato...

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2 minuti fa, simone volponi ha detto:

Quanti denti sani ha?

 

Ora mi sa più nemmeno uno

 

2 minuti fa, simone volponi ha detto:

Tutto voluto per motivi narrativi che, se funziona, dovrebbero venire colti...

 

Gli altri li ho colti tutti, alcuni proprio arguti, ma quel ti ho protetta non riesco a piazzarlo

 

3 minuti fa, simone volponi ha detto:

Su questo concordo, ma il manistream mi entra in opposizione con il Sagittario in trigono con il buco nero fisso lì da quando sono nato...

 

Tranne quando scende Lurch dal soffitto, allora anche il mainstream va bene :)

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8 minuti fa, Ghigo ha detto:

Tranne quando scende Lurch dal soffitto, allora anche il mainstream va bene :)

Anche lì però c'era la fr... lu pilu! L'autore-lettore mainstream storce sempre il naso se gli metti il pilu nudo e crudo :D

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1 minuto fa, simone volponi ha detto:

Anche lì però c'era la fr... lu pilu! L'autore-lettore mainstream storce sempre il naso se gli metti il pilu nudo e crudo :D

 

Sì, quello di mainstream sì. Ma io i mainstream li ho letti solo qui, mica me li scelgo come letture personali, fossi matto :P quindi ben venga la fr... pilu

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16 minuti fa, Kuno ha detto:

Il titolo fa cagare

Spoiler

Colpa di Niko... che mi ha imposto questo titolo invece del mio “I tuoi occhi sono vele che navigano nello sguardo di un bambino che sta per morire e non c’ha manco un cagnolino che gli si struscia per un addio”. Dice che fa più dramma e attira le donne come il miele...

 

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24 minuti fa, simone volponi ha detto:
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Per le colpe mi citi subito, per i meriti... Eh? :asd:

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1 minuto fa, Niko ha detto:

Per le colpe mi citi subito, per i meriti... Eh? :asd:

Lo sapevo! :D

Nemmeno lo spoiler mi salva dall'occhio vigile del boss <3

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12 ore fa, simone volponi ha detto:

fronti sudate puntavano verso il cielo nella speranza di vedere arrivare un bel grappolo di nuvole viola.

Bella immagine, molto descrittiva pur nella brevità.

 

12 ore fa, simone volponi ha detto:

A Silvestro dava l’idea di avere tra le mani un grosso cucchiaio che raccoglieva del caffè in polvere per poi farne un cumulo. Solo che lì in mezzo c’erano vermi e lumache morte che la terra non aveva avuto la forza di digerire. 

Come sopra.

 

12 ore fa, simone volponi ha detto:

Conficcò con un colpo secco la pala tra le labbra dure del campo

Con l'uso di "labbra" ci vedo un'allusione, conoscendoti... però cambierei termine.

 

12 ore fa, simone volponi ha detto:

Silvestro guardò quel cielo sereno che stava lì sopra come un insulto immoto. Si asciugò il sudore col dorso della mano e riprese a scavare per dieci minuti, poi si fermò per un’altra pausa, bevve un sorso dalla bottiglia di acqua calda come piscio che così, chiusa nella plastica morbida, dava un senso di sicurezza. Da lì dentro l’acqua non poteva andarsene come sembrava aver fatto dal cielo.

Molto bella questa descrizione. Però hai usato "cielo" tre volte in poche righe, unica stonatura visto che mi piace la varietà del registro che stai usando.

 

12 ore fa, simone volponi ha detto:

si rivolse al silenzio chiuso nel sacco.

Bella.

 

12 ore fa, simone volponi ha detto:

e me ne fotto se eri arrivata alla fine e avevi bisogno solo di un’ultima spinta per andartene. C’era più vita nel tuo sguardo che in tutto questo merdoso paesetto essiccato. E non ti meritavi di morire qui, non lo meritavi affatto.»

È una sciocchezza, un'impressione: finora lo stile della narrazione e la descrizione dei gesti del personaggio mi hanno creato nella mia testa un quadro di Silvestro come un uomo strafottente e quasi "distaccato" da ciò che sta facendo. Questa battuta invece fa trasparire rabbia e dolore, che un po' mi stona con l'impressione appunto che ho avuto finora.

 

12 ore fa, simone volponi ha detto:

una lacrima emerse dall’occhio destro, come una goccia che stilla sulla punta di una siringa.

In queste similitudini dai il meglio, questa è davvero azzeccata.

 

12 ore fa, simone volponi ha detto:

«Sì, le ho spezzato tutte le ossa, gradualmente, non le ho risparmiato nemmeno una goccia di dolore. Ha strillato un po’, sì, ma il volume della musica copriva tutto. Poi le ho spaccato la mascella, quindi… No, il lavoro lo finisco sempre con l’iniezione, finché hanno ancora un po’ di coscienza… Capisce, alla fine si tratta solo di metodo. Già...»

O_O

 

Niente, sociastro, scritto da Dio, anche a me è piaciuta molto la prima parte, mi sono sentito accanto a Silvestro, tutto muscoli e sudore...mmm... ottima la resa del personaggio, magistrale la lacrima che deve essere causata dalla polvere...

Però il finale... io credo che lui al telefono menta. Se ho capito bene (ma ho qualche dubbio) è una specie di killer, o qualcosa del genere, che non ha seguito il terribile protocollo dovuto quando ha dovuto operare sulla compagna. In questo l'avrebbe protetta? Però qualche risposta in più non avrebbe guastato.

Non lo so, anche sul tema ho qualche piccola perplessità, avrei forzato la mano sulla siccità. Certo, c'è tutta sia nel contesto che nel cuore di Silvestro, questo sì. Però boh.

Se non avessi parlato del seno di Marta, avrei pensato che non si trattasse di una donna, bensì di altro, puoi capire il perché.

Niente Simo, lo stile è il tuo solito, mi piace molto, però secondo me manca il guizzo che invece c'era tutto in WaterEnd.

 

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16 ore fa, simone volponi ha detto:

Il paese era scivolato fuori dall’estate bagnato solo dal sudore e dalle bestemmie, e si preparava a penetrare nell’autunno molle e fiacco come un pugile che le aveva prese per quindici round di fila.

Molle e fiacco come un pugile che le aveva prese per quindici round di fila è il paese o l'autunno? Direi il paese, scivolato fuori dall’estate bagnato solo dal sudore e dalle bestemmie, ma non ne sono sicuro. Se volevi esagerare con gli aggettivi e le similitudini, tanto valeva che scrivessi qualcosa del genere:

"Il paese solatio e polveroso era scivolato fuori dall’estate battente come un martello rugginoso bagnato solo dal sudore acre e dalle bestemmie smozzicate, e si preparava a penetrare nell’autunno molle e fiacco come un pugile suonato che le aveva prese di brutto per quindici round buoni di fila o come un coltello di porcellana che entrasse senza sforzo in un panetto di burro umido e soffice."

 

16 ore fa, simone volponi ha detto:

Ed era tra quelle zolle dure e secche che Silvestro aveva scelto di scavare.

Tanto per fare più fatica.

 

16 ore fa, simone volponi ha detto:

Sollevò la faccia verso il cielo, le falde del cappello fecero da sipario al sole che lo colpì con le sue lingue velenose.

O le falde del cappello fanno da sipario al sole, oppure il sole lo colpisce con le sue lingue velenose. O l'uno o l'altro, tutti e due, no. Scegli!

 

16 ore fa, simone volponi ha detto:

poteva riconoscere le onde ferme del seno di Marta, e il rigoglio dei suoi fianchi

Avrei detto "i suoi fianchi rigogliosi". "Rigòglio" l'ha usato per l'ultima volta Mosé.

 

Ma Simone, perché ti sei messo a scrivere in questo modo? Tarantino ti sputerebbe in un occhio.

 

E poi questi mezzucci per fare audience e stupire alla fine!

Purtroppo la sviolinata iniziale:

Meritavi di meglio. Una bellezza come la tua è andata così sprecata qui… Se fossi stata libera di scegliere, tesoro mio, avresti creato la famiglia più felice del mondo e l’avresti guidata e fatta crescere nell’amore, piena di cose belle. Saresti stata una madre spettacolare, credimi. E se io fossi stato un uomo diverso, mi sarei spaccato la schiena per aiutarti a realizzare ognuno dei tuoi tanti sogni... ti ho protetta fino all’ultimo, questo almeno concedimelo, e ti sono rimasto vicino quando hai soffiato via l’ultimo respiro e quegli occhi stavano lì a parlarmi

non può conciliarsi con il furbo balenare dell'eutanasia:

Non riuscivi più a parlare eppure ti sentivo lo stesso… erano così espressivi i tuoi occhi. Secondo me c’era tutta te stessa lì dentro, e me ne fotto se eri arrivata alla fine e avevi bisogno solo di un’ultima spinta per andartene. C’era più vita nel tuo sguardo che in tutto questo merdoso paesetto essiccato. E non ti meritavi di morire qui, non lo meritavi affatto... Te ne sei andata troppo presto, troppo… cos’altro potevo fare per te? Senza più il corpo a sorreggerti, in mezzo al dolore, con la vita che ti scivolava fuori a ogni secondo. Me l’hai chiesto tu, con tutta la forza rimasta negli occhi, e che potevo fare? Ridarti alla terra nel modo più lieve possibile... Mi è costato doverti spingerti nella vena quella roba. Eri così debole che nel toccarti aveva paura di darti altro dolore. Ma in realtà stavi tutta racchiusa nei tuoi bellissimi occhi, ti eri rifugiata tutta lì dentro, raggomitolata e pronta per andare. Credimi, vorrei continuare a tenerti la mano anche chiusa qui sotto, come ho fatto stanotte… Sono soltanto un uomo, Marta, soltanto un uomo...

e in nessun modo con il finale:

Sì, le ho spezzato tutte le ossa, gradualmente, non le ho risparmiato nemmeno una goccia di dolore. Ha strillato un po’, sì, ma il volume della musica copriva tutto. Poi le ho spaccato la mascella, quindi… No, il lavoro lo finisco sempre con l’iniezione, finché hanno ancora un po’ di coscienza… Capisce, alla fine si tratta solo di metodo. Già...

 

Ma Simone, cosa ci combini?

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49 minuti fa, Macleo ha detto:

O le falde del cappello fanno da sipario al sole, oppure il sole lo colpisce con le sue lingue velenose. O l'uno o l'altro, tutti e due, no. Scegli!

 

Il sipario si solleva...

 

49 minuti fa, Macleo ha detto:

non può conciliarsi con il furbo balenare dell'eutanasia:

 

Almeno hai vinto una banana d'oro, dai...

 

50 minuti fa, Macleo ha detto:

Ma Simone, cosa ci combini?

Niente, ho evidentemente cannato... ma ti giuro che nella mia testa mi sembrava un sacco figo.

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22 ore fa, simone volponi ha detto:

Il paese era scivolato fuori dall’estate bagnato solo dal sudore e dalle bestemmie, e si preparava a penetrare nell’autunno molle e fiacco come un pugile che le aveva prese per quindici round di fila. L’attesa della pioggia era diventata febbrile, fronti sudate puntavano verso il cielo nella speranza di vedere arrivare un bel grappolo di nuvole viola.

 

Già parli di sudore, quindi diventa superflua l'immagine di fronti sudate. Potevi mettere degli occhi che puntano verso il cielo, anche perché è impossibile che una fronte possa vedere quel grappolo di nuvole. Penetrare nell'autunno non mi piace come immagine. 

 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

Il campo di Enzo era uno dei più aridi della zona, dove i raccolti nelle fattorie avevano subito una batosta.

 

Se arrido non ci può essere alcun raccolto. Superfluo, toglierei. 

 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

«Va bene, con calma facciamo tutto.»

Perché facciamo quando, per il momento almeno, c'è solo lui? 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

, le falde del cappello fecero da sipario al sole che lo colpì con le sue lingue velenose.

Messa così sembra che a colpirlo sia il sole, però se capello lo copre come diavolo può vederlo?

 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

bevve un sorso dalla bottiglia di acqua calda come piscio che così, chiusa nella plastica morbida, dava un senso di sicurezza. Da lì dentro l’acqua non poteva andarsene come sembrava aver fatto dal cielo.

Qui qualcosa non mi convince. Secondo me quella parte sulla plastica che gli dà la sicurezza potresti togliere, già che poi spieghi nella frase successiva. 

 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

per farlo aveva scelto il campo del vecchio Enzo, che a quell’ora era chiuso in casa a farsi un pisolino senza sapere se ne sarebbe uscito vivo. Si stava prendendo un rischio, ma lo affrontava con calma.

Non ho capito questa parte. Allora, procedo con l'ordine prima che tu mi faccia diventare matta. Silvestro ha deciso di sotterrare un corpo e ha scelto il campo di Enzo. E fin lì tutto ok. Poi però sposti l'attenzione del lettore dal corpo ignoto al vecchio Enzo chiuso a casa per una siesta senza sapere se ne sarebbe uscito vivo. Uscito vivo da cosa? Poi non è nemmeno chiaro di cosa o chi parli. In un primo momento ho pensato a Enzo. Ma perché mai avrebbe corso il rischio? Poi ho pensato a Silvestro, però anche qui, non mi dai nessun appiglio per capire perché poteva non uscirne vivo, e nemmeno che cosa rischia. E anche se fosse Enzo il soggetto, non capisco di cosa avrebbe dovuto avere paura. A meno che non temesse Silvestro stesso. Tu, scrittore, lo saprai di sicuro. Ma dovresti anche spiegarlo a me, lettrice. 

 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

anche se dai bordi veniva giù piccole zolle sfaldate che moltiplicavano la fatica di Silvestro.

venivano giù, refuso.

 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

per versarsi sulla testa un po’ d’acqua. Scosse la testa e si passò una mano tra i capelli bagnati.

Ripetizione. Potresti mettere: versarsi sul capo. Oppure, semplicemente, la scosse. 

 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

Aveva un groppo alla gola secco e acido

Non mi piace, messa così sembra che gli aggettivi si riferiscono alla gola, non al groppo. Non ho mai sentito un groppo secco. La gola sì. 

 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

che nel toccarti aveva paura di darti

refuso: avevo paura

 

23 ore fa, simone volponi ha detto:

poi si cominciò ad allontanars

Refuso. 

 

Che dirti gemelloh, non ci siamo. A parte i refusi, la stanchezza si sente, la storia è talmente strampalata, senza capo né coda, che si fatica a leggerla. In alcune parti è talmente pesante che ho dovuto tornare indietro in più riprese. Il finale, poi, così slegato dalla parte che lo precede. E non si capisce nemmeno dove volevi andare a parare. Mi spiace, ma non mi hai convinto per niente. Sorry. :sss:

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L'inizio mi piace, ma poi secondo me ti perdi. È come se la narrazione si stoppasse fino alle battute finali dove stravolgi tutto.

Non so, non mi hai convinto. Avrei dedicato meno caratteri alla tiritera, fornendo più particolari sull'omicidio di Marta.

Tu mi dirai "e l'effetto sorpresa?"... beh secondo me qui l'effetto sorpresa non rende.

 

Ci si legge!

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1 minuto fa, Bango Skank ha detto:

Me lo dici cosa voleva dire il racconto? xD

Sì, aspettavo che commentassero tutti :D

Era un'idea subdola, far crede al lettore che lui fosse il marito di lei, una lei malata e che Silvestro (nome di m) fosse ricorso all'eutanasia. Quindi giocare un po su questo, per poi farlo apparire per quello che è: un killer psicopatico.

I suoi ragionamenti, la sua poetica (evidentemente scarsa) fanno parte della sua psicopatia. Tutto qua. Chi fosse lei (nella mia testa una prostituta al soldo di chi ne ha commissionato la morte) ha poca importanza, e ognuno la poteva immaginare come voleva.

Non mi sembrava così ostico :(

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Ciao Simone, appare evidente che qualcosina non abbia funzionato nell'esecuzione dell'idea che avevi in testa. Idea che probabilmente avrebbe avuto bisogno di maggiori caratteri per rendere al meglio.

Ne è uscito un racconto piuttosto confuso e che non è riuscito a cogliere nel segno. Anche il tema della siccità risulta piuttosto marginale.

Sicuramente la stanchezza, comprensibile in questa fase del contest, ha inciso.

Un saluto. 

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2 minuti fa, Bango Skank ha detto:

Una trama del genere è già difficilissima da risolvere in un 8mila, se ci metti lo psico, la vittima e pure un committente misterioso non ne esci, sopratutto se la prima parte deve essere dedicata alla presentazione scenica di un tema come quello della siccità...

 

Allora devo sacrificare @massimopud sull'altare di @Criptico visto che l'aveva capito al primo colpo :D

 

Però che le falde del cappello facciano da sipario al sole, nel senso che si sollevano, si capiva?

Oppure (e cito a titolo di esempio, nulla contro il Sconcerti qui):

Alle 9/1/2018 at 22:41, Ghigo ha detto:

finale che però arriva senza molte spiegazioni (chi l'ha voluta morta? perché? La conosceva anche prima?).

Bisogna dare tutte le risposte in 8000 caratteri? O è scritto male e il lettore non riesce a immaginare delle risposte, a farsi un'idea, oppure bisogna spiattellare tutto, e allora:

18 ore fa, crazycat ha detto:

beh secondo me qui l'effetto sorpresa non rende.

?

 

Se uno mette dei cadaveri liofilizzati dentro delle vasche è tutto chiaro e accettato... appena la butti sul truffaldino con un po' di psicologia (sbagliata, per carità) e qualche similitudine (vedi le fronti sudate) allora si mette il francobollo del "non c'ho capito una mazza", seguendo il primo commento postato.

Queste le mie sensazioni.

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Bah, Simone io ti ho detto soltanto la mia e cioè che l'effetto sorpresa non rende. Perché? Perché secondo me non c'è cuore nella narrazione fino a quel punto. A parte l'inizio, tutto il resto sembra messo lì solo per far caratteri, è tutto teso verso il finale.

Comunque di incomprensibile io ci ho trovato ben poco, ma detto questo, secondo me le critiche andrebbero accettate, alla fine postiamo sul forum non solo per farci apprezzare, ma anche per imparare ad andare incontro al lettore.

Tu scrivi bene e mi pare che ti sia stato riconosciuto più volte, quindi non te la prendere così.

 

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1 minuto fa, crazycat ha detto:

tutto il resto sembra messo lì solo per far caratteri, è tutto teso verso il finale.

O_O

Non me la prendo, posto qui da ormai non ricordo più quanto, e accetto le critiche costruttive, dove venga lasciato qualcosa di più per capire.

Non è questo il caso perché ho trovato solo critiche superficiali e accodate (a parte una striminzita eccezione).

Rivedrò tutto a mente fredda.

 

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34 minuti fa, simone volponi ha detto:

 ho trovato solo critiche superficiali e accodate (a parte una striminzita eccezione).

Rivedrò tutto a mente fredda.

 

Sarà il caso di farlo. Intervengo poco e di solito do un'occhiata ai commenti  solo dopo aver scritto il mio  ma prima di pubblicarlo, allo scopo di  evitare troppe ripetizioni.

Questa volta l'ho cancellato perché  avrei appunto finito con l'accodarmi: il racconto ha pecche  evidenti, rimarcate un po' da tutti. Che poi l'autore, invece di fornire qualche spiegazione ai volenterosi  che gli hanno dedicato tempo e attenzione, ne spregi gli interventi,  mi sembra una gran  cafonaggine.

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*** intervento staff ***

 

Per tutti: siamo un po' nervosi, ma vediamo di calmarci.

 

Ricordo a @simone volponi che è tenuto ad accettare le critiche e a tutti gli altri che sono tenuti ad accettare che l'autore non sia d'accordo con le stesse. Quindi, per favore, diamoci tutti una calmata.

 

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Io accetto le critiche, le vorrei costruttive, solo questo. E non tutti sono capaci, molti commenti sono inutili e fatti ad minchiam.

E cafone lo si dice in casa propria, altrimenti ci metto due nani secondi a diventarlo.

Prego, mi si dia il punto di rimprovero che torno a meno uno.

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Non essere d'accordo con le critiche richiede delle spiegazioni ed è diverso dallo stigmatizzarle.

Non ho dato del cafone a Volponi (giudizio di valore, non mi permetterei mai) ma alle sue aggettivazioni (giudizio di merito, del tutto lecito).

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Allora, ho dovuto dare due richiami. DUE, in coda a un racconto. Credo che a memoria di WD non si sia mai vista una cosa del genere.

 

Questo contest era andato benissimo fin qui. Spero di non dover insistere e che possiamo tornare tutti ad essere persone civili. Ve ne sarei veramente veramente grata.

 

 

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Richiamo meritato. Mi scuso fino a terra:(, nella mia distrazione abissale ritenevo di rispondere a Volponi, non all'intervento di moderazione.

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Quindi, ammesso che abbia capito le intenzioni dell'autore:

a) nella prima parte il lettore doveva equivocare le parole del protagonista, convincendolo si trattasse della scena conclusiva di un caso di eutanasia;

b) nella seconda, l'equivoco avrebbe dovuto essere svelato, e il lettore avrebbe dovuto capire che, invece, quello che era avvenuto davvero era l'esecuzione di un omicidio da parte di un serial killer psicopatico.

 

Almeno per quando mi riguarda, a non essermi arrivato è stato proprio il concetto di eutanasia: la buca, il sacco, ma anche la frase "per farlo aveva scelto il campo del vecchio Enzo, che a quell’ora era chiuso in casa a farsi un pisolino senza sapere se ne sarebbe uscito vivo. Si stava prendendo un rischio, ma lo affrontava con calma." mi han fatto pensare da subito alla possibilità di mafia, omicidi, serial killer o cose del genere. Di cui ho trovato conferma solo nel finale. Però, appunto, non mi ha "sorpreso". Persino il caldo e le zolle di terra dure e secche mi han fatto pensare al meridione e ai delitti su commissione della criminalità organizzata.

 

Io, leggendo le parole di Silvestro rivolte all'amata ho pensato semplicemente "ok, forse l'amava, intanto l'ha fatta fuori lo stesso".

Quindi arriva la telefonata con il mandante, ho solo avuto conferma di qualcosa su cui in realtà non avevo tanti dubbi. Quello che invece non potevo sapere, né la telefonata rivela, sono le cause di quell'omicidio. Non che le pretenda, però se non avverto quella telefonata come il colpo di scena che avrebbe dovuto sorprendermi, va un po' a monte l'impianto del racconto.

 

Almeno a me, è stato questo a lasciarmi la sensazione che al racconto manchi qualcosa. Anche in WaterEnd c'erano tante domande senza risposta, tuttavia non davano alla storia la sensazione di "incompletezza".

 

A mio avviso, sarebbe stato più facile (e forse anche inaspettato) fare il contrario: tutto che lasci pensare a un delitto su commissione, per poi scoprire che la morte della ragazza sarebbe avvenuta per esplicita richiesta di lei, e quello di cui abbiamo letto era davvero un caso di eutanasia. 

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@Eudes grazie, questo è un commento utile. (e so quanto ti costa in termini di pigrizia :D)

 

15 ore fa, Eudes ha detto:

"per farlo aveva scelto il campo del vecchio Enzo, che a quell’ora era chiuso in casa a farsi un pisolino senza sapere se ne sarebbe uscito vivo. Si stava prendendo un rischio, ma lo affrontava con calma."

Ma pensa che questa era solo la mia classica riflessione sulla morte  (Enzo è vecchio, magari non si risveglia per cause naturali), e invece è passato tutt'altro... peccato :(

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