Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

_Alba_Chiara_

Capitolo 1: Un matrimonio (Bozza)

Post raccomandati

Commento:

Premessa:

Sempre lo stesso capitolo, ho fatto dei tagli e aggiunto dei elementi importanti per la trama, sperando di non creare confusione.

Londra 1845

Il Marchese di Devonshire John Evans, controllò l’ora, ripose l’orologio nel taschino, si sistemò il cilindro e attese l’arrivo della sua futura consorte.

All’entrata del maestoso Hyde Park, il giovane uomo sospirò, con la mente tornò indietro a sei mesi prima, quando il padre l’aveva costretto a corteggiare Lady Margareth.

Il Duca Jack, infatti, desiderò mantenere il proprio status sociale, ma soprattutto le proprie entrate provenienti dalla società ferroviaria di cui fu a capo.

Non è altro che una questione di immagine... Strinse i pugni per la rabbia.

Finalmente arrivò la carrozza privata del ducato di Manchester, si fermò davanti al parco.

Il cocchiere aprì la porta e fece scendere dagli scalini Lady Margareth seguita dalla chaperon Rebecca la zia materna.

“Tornate qui per le cinque esatte” ordinò altezzosa al vetturino.

Oggi è particolarmente di buon umore zia Becky, pensò ironico John. Decise che era meglio concentrarsi sulla nipote:

“Buon pomeriggio signore” salutò galantemente

“Buon pomeriggio Marchese” ricambiarono le due donne, alla giovane le si illuminarono gli occhi, mentre la più anziana tentò di nascondere una smorfia.

“Lady Margareth, venite, oggi è una splendida giornata per passeggiare” disse e le tese la mano, che lei strinse senza esitazione; all'anulare portava un vistoso anello con un diamante al centro. Dato in dono al ricevimento organizzato dal padre della sposa, il Duca George Smith.

Lui, lei e la zia Becky, che li puntava come un cane segugio, si incamminarono per le viuzze del parco. Margareth si guardò intorno turbata:

“Dite che sia conveniente...Tenersi per mano” aggiunse imbarazzata.

“Non preoccupatevi, ormai è da una settimana che il fidanzamento è ufficiale” la rassicurò.

“Vi confesso che al ricevimento di mio padre, al momento del brindisi in nostro onore, quasi non ci credevo che fosse tutto vero e quei nobili erano presenti solo per noi” disse Margareth con aria sognate.

Lui la guardò e scosse il capo, troppo innocente per il mondo là fuori.

“Sentite, anche se ho già il vostro permesso, mi sembra comunque doveroso chiedervi, se siete d’accordo che ci sposiamo nella chiesa di San Frederick” Domandò sempre lei

“Certamente ma chérie, come desiderate” rispose neutrale John, ultimamente la chiamava con questo nomignolo.

“Sono contenta che vostra madre abbia invitato anche mio fratello per questa sera, a volte Diane parla un po’ troppo”disse sollevata.

In quei sei mesi gli confidò di tutto, si fidò abbastanza presto di John che non le rispose, assorto com’era nei suoi pensieri. Margareth lo guardò confusa, ma lui non se ne accorse, dopo i vari richiami di lei finalmente si ridestò:

“Vi sento distante, per caso avete ripensamenti sulla chiesa?” Chiese timorosa, le dispiaceva rinunciare a quel luogo sacro.

“Scusatemi, no...No, stavo solo pensando se era abbastanza capiente da contenere gli invitati” sparò la prima sciocchezza che gli venne in mente.

“State tranquillo, ci ho già pensato, è enorme” non devo farlo preoccupare, pensò Margareth ingenuamente.

Continuarono con la passeggiata, John guardò Margareth, i suoi capelli ondulati le incorniciavano il viso e quando incrociò i suoi occhi color ghiaccio, lei gli sorrise, lui diventò paonazzo:

“Siete stupenda” ammise, seppur con vergogna,

di risposta, le gote di lei si tinsero di rosso.

Tra i vari sguardi d’intesa e parole d’amore, il tempo passò in fretta e con il sollievo di Rebecca, alle cinque uscirono dal parco.

“Ci vediamo,a stasera Marchese” lo salutò con rammarico Margareth

“Non siate triste, l’attesa verrà ripagata” disse con un tono allusivo “A più tardi, ma chérie” la congedò.

In quella sera stessa, nella grande sfarzosa villa della famiglia Evans, c’era un gran fermento con un continuo viavai della servitù: le migliori cameriere, si occuparono di apparecchiare il tavolo nella sala da pranzo, mentre i cuochi erano già ai fornelli.

Il Duca Jack controllò la situazione, invece la Duchessa Henrietta finì di prepararsi con l’aiuto della sua personale cameriera.

Avevano organizzato una cena formale con i parenti più stretti, era giunto il momento di pianificare le nozze.

Il maggiordomo avvertì i padroni di casa che i genitori assieme alla futura nuora erano arrivati.

Henrietta si precipitò alla camera del figlio:

“John sono arrivati, affrettatevi” gli disse in tono sbrigativo, non volle far attendere i suoi ospiti più del dovuto.

“Scusatemi, eccomi madre” le rispose seccato.

Mentre si sistemò la giacca, ripensò al sorriso di lei.

Mi avete stregato alla fine, nonostante tutto pensò John.

L’uomo si rassegnò e scese assieme ai genitori, che accolsero il Duca di Manchester George, la Duchessa Edith e la figlia Lady Margareth.

Dopo i vari saluti, Henrietta li fece accomodare nell’apposita stanza per gli ospiti.

“A nome della famiglia, vi ringraziamo per l’invito” disse con gentilezza Edith.

“Figuratevi, per noi è un onore” Henrietta le sorrise educatamente.

“Avete una splendida casa, duchessa” si complimentò sinceramente Margareth.

“Oh grazie, sapete queste tende vengono dalla Francia” affermò lusingata, ci tenne a fare bella figura.

Mentre le tre donne conversarono sul arredamento, gli uomini parlarono di lavoro:

“Allora vecchio volpone come sfrecciano gli affari?” gli chiese in tono confidenziale George

“Tutto tranquillo, in rotaie sicure” rispose Jack, loro due erano amici di vecchia data, tanto da chiamarsi per nome “Anche grazie all’intervento della nuova entrata in azienda” dette una pacca sulla spalla al figlio, che sorrise forzato.

Lavorava assieme al padre da appena un mese, non volle che la notizia si sapesse in giro ma ormai era tardi.

“Duca, ho saputo che il nuovo progetto è andato in porto” John provò subito a cambiare discorso

“Si è stato rischioso ma alla fine, con il sollievo dei miei collaboratori, il prodotto importato ha avuto successo.” Affermò fiero George, che si occupava della gestione delle navi e delle merci provenienti dall’estero.

Continuarono a conversare, finché non arrivarono gli altri ospiti.

Il primo ad entrare fu il primogenito dei Manchester l’illustre Marchese Noah assieme alla marchesa Diane, in dolce attesa, che teneva per mano il loro figlioletto Luke. Seguiti dal secondo figlio Lord Andrew, celibe, si era ritirato dall’alta società per aprire un negozio di libri, uno dei pochi a cui non piaceva la vita mondana.

Alle sette di sera, il maggiordomo comunicò che la cena era pronta, tutti entrarono nella sala da pranzo.

I commensali si sedettero nei rispettivi posti, quando servirono la seconda portata, Margareth annunciò ai presenti che aveva intenzione di sposarsi entro giugno.

Jack fu soddisfatto, questo matrimonio gli avrebbe offerto la possibilità di conoscere eventuali finanziatori con cui intraprendere nuovi rapporti commerciali.

John si vide sfumare, in via definitiva, il sogno di diventare pittore, invece la futura moglie fu emozionata solo all’idea di indossare l’abito da sposa.

“Dove vorreste celebrare la cerimonia?” Diane pettegola com’era, non perse tempo a informarsi.

“Ci piacerebbe alla chiesa di San Frederick ” rispose prontamente John, entro domani lo saprà tutta Londra pensò irritato.

“Per le decorazioni penserei alle ortensie” affermò Edith

“Splendidi fiori si abbiano bene con le peonie” concordò Henrietta.

Continuarono a discutere sulla cerimonia, ricevimento sugli inviti e su chi, sommariamente, invitare.

Dei dettagli se ne occuparono le signore che decisero di confrontarsi nel salottino, Luke stanco si addormentò sul divanetto.

Nella stanza accanto, gli uomini preferirono fumare l’agognato sigaro, si accesero cinque toscani offerti dal padrone di casa.

“So che fremevi di sapere la data del matrimonio” disse George buttando fuori una nuvola grigia, lo conosceva fin troppo bene Jack che effettivamente non aspettava altro.

“Sai vecchio mio, da il mio unico erede mi aspetterei almeno un nipote oramai ha 24 anni” Cercò di giustificarsi, mentre al figlio gli andò di traverso il fumo a sentir quelle parole.

Jack non voleva che il suo amico capisse che dietro al matrimonio ci fosse la sua insistenza.

Per evitare che strane voci circolassero tra i vari nobili, con alcuni dei quali era anche in buoni rapporti commerciali.

“Avete ragione padre, è tempo che mi sistemi e comunque riuscirò ancora a venire a fare qualche partitina” il figlio cercò di essere convincente, anche se fu il primo a non crederci.

“Aspetto ancora la mia rivincita, Marchese” gli disse scherzosamente Noah che fece parte dello stesso club di John.

Povera Margareth, pensò invece Andrew preoccupato, altro che partitine, ci rimarrà in calzoni!

George sembrò abboccare:

“Non siete l’unico Marchese, Anche con Noah è stata necessaria una piccola spinta e ora Diane aspetta il secondo figlio, sperando sia un altro maschio”.

John fu un ottimo partito, alle volte si lasciava andare con l’alcool, ma nulla di così grave che Margareth non potesse sistemare.

I gentiluomini continuarono a dialogare, la serata si concluse con un brindisi alle imminenti nozze, in seguito gli ospiti si ritirarono presso le loro abitazioni.

Jack appena si stese sul comodo materasso, si addormentò rincuorato.

Domani l’attendeva una lunga giornata di lavoro, doveva solo pensare alle spese e data la sua ricchezza, non fu un gran problema.

La moglie nell’altra stanza padronale, invece era agitata, al sol pensiero di dover organizzare tutto, dopo una buona mezz’ora riuscì ad prendere sonno.

Per John, fu come riceve uno schiaffo in faccia, dalla dura realtà. Solo in quel momento comprese che il matrimonio si stava concretizzando.

Però alla fine la carriera di pittore non era un lavoro che garantiva grandi guadagni, dato che aveva terminato l’università, era effettivamente giunto il momento di essere utile per suo padre, e poi infondo non gli dispiaceva tenersi ma chérie per sé, senza avere zia Becky tra i piedi.

Con questi pensieri cercò di convincersi, in bocca sentì un retrogusto amaro, sarà il liquore pensò mentre le tenebre lo avvolsero.

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Cita

 

 

17 minuti fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“Aspetto ancora la mia rivincita, Marchese” gli disse scherzosamente Noah che fece parte dello stesso club di John.

 

Ho notato un po' di confusione nei tempi verbali qua è là, nel caso specifico un "che faceva parte..." sarebbe stato perfetto.

Su certe cose sono precisa in maniera irritante lo so, oltre alla cosa che ho fatto notare, all'epoca era improbabile che qualcuno si presentasse a una cena con figlioletto al seguito. A volte si scrive senza voler, e con tutte le ragioni, essere precisi ad ogni costo, nel caso mi scuso se sono stata inopportuna con questa mia precisazione ^_^

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

Il Duca Jack, infatti, desiderò mantenere il proprio status sociale, ma soprattutto le proprie entrate provenienti dalla società ferroviaria di cui fu a capo.

Cita

 

Desideroso di mantenere[...] società di cui era a capo

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

Finalmente arrivò la carrozza privata del ducato di Manchester, si fermò davanti al parco

Immagino sia del Duca di Manchester

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“Buon pomeriggio Marchese”

Se il figlio è marchese, difficilmente il padre sarà duca come scritto poco sopra (un titolo per altro di rango parecchio elevato)

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“Buon pomeriggio Marchese” ricambiarono le due donne, alla giovane le si illuminarono gli occhi, mentre la più anziana tentò di nascondere una smorfia.

Alla giovane si illuminarono

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“Certamente ma chérie, come desiderate” rispose neutrale John, ultimamente la chiamava con questo nomignolo.

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

 

"neutrale" non è un aggettivo che userei, ho capito quel che vuoi dire, forse un "rispose John, in tono neutro" o solo "neutro"

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

In quei sei mesi gli confidò di tutto, si fidò abbastanza presto di John che non le rispose, assorto com’era nei suoi pensieri

Gli aveva confidato di tutto, arrivando a fidarsi di John abbastanza presto, questi tuttavia non le rispose...così i tempi verbali sono a posto

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“State tranquillo, ci ho già pensato, è enorme” non devo farlo preoccupare, pensò Margareth ingenuamente.

perchè ingenuamente? Spiega meglio

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

Il Duca Jack controllò la situazione, invece la Duchessa Henrietta finì di prepararsi con l’aiuto della sua personale cameriera.

Nessun duca avrebbe mai messo nome all'erede Jack, troppo informale e più spesso un diminutivo che un nome vero e proprio

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“John sono arrivati, affrettatevi” gli disse in tono sbrigativo, non volle far attendere i suoi ospiti più del dovuto.

Non voleva

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“Scusatemi, eccomi madre” le rispose seccato.

perchè è seccato? per via del tono sbrigativo della madre?

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“Oh grazie, sapete queste tende vengono dalla Francia” affermò lusingata, ci tenne a fare bella figura.

ci teneva

 

2 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“Anche grazie all’intervento della nuova entrata in azienda” dette una pacca sulla spalla al figlio, che sorrise forzato

controllerei quanto sia realistico che un duca sia anche a capo di un'azienda. L'era dei latifondisti era tutt'altro che finita e la nobiltà era essenzialmente legata alla terra.

 

3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

Jack fu soddisfatto, questo matrimonio gli avrebbe offerto la possibilità di conoscere eventuali finanziatori con cui intraprendere nuovi rapporti commerciali.

John si vide sfumare, in via definitiva, il sogno di diventare pittore

io approfondirei e metterei "John vide..."

 

3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

Continuarono a discutere sulla cerimonia, ricevimento sugli inviti e su chi, sommariamente, invitare.

"....della cerimonia, del ricevimento, degli inviti e, chi..."

 

3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“So che fremevi di sapere la data del matrimonio” disse George buttando fuori una nuvola grigia, lo conosceva fin troppo bene Jack che effettivamente non aspettava altro.

"per sapere [...] conosceva fin troppo bene Jack che, effettivamente,..."

 

3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

“Sai vecchio mio, da il mio unico erede mi aspetterei almeno un nipote oramai ha 24 anni” Cercò di giustificarsi, mentre al figlio gli andò di traverso il fumo a sentir quelle parole

"...al figlio andò..."

 

3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

John fu un ottimo partito, alle volte si lasciava andare con l’alcool, ma nulla di così grave che Margareth non potesse sistemare.

"John era un ottimo partito..."

 

3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

Per John, fu come riceve uno schiaffo in faccia, dalla dura realtà.

perchè quella virgola?

 

3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

e poi infondo non gli dispiaceva tenersi ma chérie per sé, senza avere zia Becky tra i piedi.

in fondo, refuso

 

3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

Con questi pensieri cercò di convincersi, in bocca sentì un retrogusto amaro, sarà il liquore pensò mentre le tenebre lo avvolsero.

avvolgevano. Convincersi di cosa? Del matrimonio viene da pensare, forse due parole in più non guastano

 

Mi sono permessa di appuntare le cose che mi sono balzate all'occhio. Il Regno Unito era pieno di duchi e marchesi, forse potrebbe valer la pena attingere o ispirarsi a un titolo esistente per dare maggior verosimiglianza al titolo stesso

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
18 minuti fa, AnnaL. ha detto:
3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

Buon pomeriggio Marchese”

Se il figlio è marchese, difficilmente il padre sarà duca come scritto poco sopra (un titolo per altro di rango parecchio elevato)

 

Io su internet ho trovato che se è figlio di un Duca il primogenito, di solito, eredita il secondo titolo più importante. Mi conviene fare ricerche più approfondite :bandiera:

 

24 minuti fa, AnnaL. ha detto:
3 ore fa, _Alba_Chiara_ ha detto:

Il Duca Jack controllò la situazione, invece la Duchessa Henrietta finì di prepararsi con l’aiuto della sua personale cameriera.

Nessun duca avrebbe mai messo nome all'erede Jack, troppo informale e più spesso un diminutivo che un nome vero e proprio

Davvero? Quindi dovrei cambiare nome?O_O

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io sono una precisina rompipalle, se mai dovessi appioppare a un personaggio nobile un nome ne sceglierei uno più formale.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ah scusa, per i titoli dei figli. Quelli che tu citi sono i titoli di cortesia, quindi se il Duca di Bedford è anche Conte di Ormonde e Lord di Maltravers (sparo a caso) il figlio potrà usare come titolo di cortesia quello di Conte. Ora, uno può essere Duca e Marchese, io, che ripeto, sono una rompipalle, verificherei quanto questo fosse comune, io ho più spesso trovato Conti figli di Duchi, che Marchesi figli di Duchi. In più lo farei capire in un qualche modo che è corretto così, altrimenti sembra una svista. Poi, a gusto mio, troppi titoli fanno confusione, c'è un libro intero per spiegare tutto per bene. ^_^

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×