Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Ospite

Perché sono ottimista

Post raccomandati

Ho cominciato a scrivere qualche anno fa, ma è stato solo negli ultimi mesi che ho virato sulla prosa classica. Piccoli racconti illustrati, prima di provare a completare un libro. Dopo tre romanzi mai terminati, un anno fa di questi tempi ho scritto e portato a termine il mio primo libro. La domanda successiva è stata: è ora? Che ci faccio? E' stato allora che ho scoperto il WD e più approfonditamente il mondo editoriale italiano, il bene e il male che esso comporta.

 

Dopo qualche mese di indecisione ho scelto di autopubblicarmi, ma credo sarebbe stato lo stesso se avessi scelto una CE. Così ad aprile ho rilasciato il libro, con gli scarsi risultati che potete immaginare. Ho provato di tutto: marketing, facebook ad, e smaniate più disparate. Niente è successo e ho venduto solo una manciata di libri.

 

Per la seconda volta mi son trovato a dover decidere cosa fare: il problema era la mia scrittura, o il fatto che non riuscivo a raggiungere i lettori? Ammetto che sono stato vicino ad abbandonare, o almeno riconsiderare il tutto. Scrivere per me, e continuare con la mia vita. Così ho deciso di darmi fino all'autunno, e nel mentre scrivere un secondo libro. Nel mentre però non ho risparmiato varie riletture e riscritture del primo.

 

Scritto il secondo, questa volta ho provato un approccio differente. Sebbene nei mesi qualche copietta l'ho venduta non mi bastava, e volevo di più. Volevo essere contattato dai lettori. Volevo cominciare a costruirmi dal nulla una community. Così ho diviso il secondo libro in tre volumi, ho standardizzato le copertine, e ne ho rilasciato uno ogni due mesi. L'ultimo sarà a fine gennaio. In più ho specializzato la mia pagina FB personale solo per il me stesso autore, mi sono allargato su goodreads. Inoltre dopo il rilascio del secondo volume, ho cominciato anche a portare avanti delle promozioni gratuite sul mio libro.

 

Ed è qui che è successo. Chi ha preso gratis il primo libro, ha poi comprato i volumi successivi, e rilasciato qualche commento, feedback su goodreads. Ultimamente poi ho venduto tutti e tre i volumi anche insieme a singoli lettori, e dal nulla sono stato contattato su fb, e mi sono fatto delle gratificanti chiacchierate con persone che hanno comprato i miei lavori, li hanno apprezzati e ne chiedono ancora.

 

A questo punto altro non ho potuto fare che continuare, pianificare il terzo libro, e ricominciare tutto da capo. E continuare questo lavoro social di fidelizzazione di un lettore alla volta.

 

Sfiancante, lento, irritante lavorare in questo modo, eppure da qualche tempo una lampadina si è accesa nel mio cervello: si può fare! Se un signor nessuno come me, dal nulla, ha scritto, venduto qual poco che chiaramente era nelle mie possibilità ed è stato contattato da una buona manciata di estranei, vuol dire non solo che c'è mercato, ma c'è anche fame di autori nazionali a cui affiliarsi.

 

Tutto questo solo con l'aiuto di un ragazzo per le copertine, e nei mesi di qualche lettore che è diventato lettore beta. Le percentuali tra vendite e contatti sono ridicolmente alte e questo mi porta a considerare sciocchezze tutte le dicerie che dicono che non ci sono lettori, che sono distratti o che comprano solo roba firmata. Mercato c'è. Tutto è nelle nostre mani. Sta a noi metterci in gioco, scrivendo. Fare della scrittura proprio un lavoro, e riuscire a completare anche due o tre libri l'anno di buona qualità, che un lettore possa finire e gustare.

 

Mi sento come se noi autori ci dovessimo staccare dal cordone ombellicare che ci fa pensare di potercela fare solo con una buona o grande CE alle spalle. Certo, con loro i nostri lavori sarebbero sicuramente migliori, e il percorso sarebbe più veloce, ma non credo più facile. Poiché nessuna CE, nemmeno la Mondadori, può sostituirsi a noi e alle nostre capacità dietro a una tastiera. Non è la CE che ti scrive il libro.

 

Quindi se ho rilasciato 1 libro e due terzi, e questi sono i risultati, magari ci vorranno anni, ma non vedo motivo di non arrivare da qualche parte al sole. Se piaccio a uno, è sicuro che posso piacere a due. Se piaccio a tre, è probabile che là fuori ce ne siano altri tre che aspettano solo libri come i miei.

 

Tutto sta nel continuare a scrivere, migliorarsi sempre più (e questo è una cosa che si dà per scontata, ma per tanti non lo è), raggiungere potenziali lettori, e costruirsi un pubblico sensibile alle proprie storie. Se la storia vale, e la scrittura è decente, non credo esista motivo al mondo per non riuscire. Basta solo non arrendersi, imparare dagli errori, e mettere fuori roba sempre migliore.

 

L'ho messo qua perché questo discorso vale anche per chi pubblica con le case editrici. Tanti si lamentano della poca promozione. Ma la promozione che si può fare, che anche grandi CE possono fare, è limitata. Alla fine sicuramente il marchio conta, ma cosa ancora più importante è cosa c'è dentro il libro, e quanto un autore è conosciuto. Se si è esordienti, anche una grande CE avrà difficoltà a fare grandi vendite. Però se quel libro vale, farà sicuramente meglio al secondo, e anche meglio al terzo.

 

La testardargine credo sia l'arma più potente a nostra disposizione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao :)

Il tuo discorso è molto interessante. Io mi trovo in una situazione diversa dalla tua per alcuni dettagli e, nello stesso tempo, uguale per altri.

Ho pubblicato sempre con piccole CE e con il primo romanzo ho venduto abbastanza bene. A distanza di due anni, continuo a vendere copie. Quando ho pubblicato il primo romanzo, mi sono detta:

"Nessuno mi conosce. Sarà il caso di darmi da fare per promuovere il romanzo." 

Ho cercato recensioni e segnalazioni, fatto promozione del romanzo su tanti canali ed è andata bene. 

Io ho un grosso problema: sono molto riservata e mi sto rendendo conto che questo è un ostacolo in questo "mestiere", perché, come scrivi tu, i lettori si "fidelizzano", ma non in senso negativo. Anch'io sono un'accanita lettrice e, quando trovo un autore che mi piace, tendo a leggere tutto ciò che questo autore ha scritto. In più, cerco informazioni su di lui/lei per capire chi è, cosa fa e che percorso ha seguito. Non faccio questo per gusto del pettegolezzo, ma per comprendere con chi ho a che fare. In fin dei conti, quando leggiamo un libro, apriamo un dialogo con lo scrittore. Ho avuto modo di parlare con chi ha letto il mio primo romanzo e ammetto che mi sono trovata in imbarazzo,  sia nel caso di critiche, sia in quello dei complimenti. Capisco che la mia timidezza e riservatezza però, vanno attenuare quando si sceglie di scrivere per gli altri, perché, come ho scritto prima, questo implica l'apertura di un dialogo che va sostenuto. Sono ottimista come te e, come te, penso che "essere autore" voglia dire anche non fermarsi al primo romanzo, al primo rifiuto, al primo complimento. Credo che significhi, per me, non fermarsi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Sissy Beh non credere che io sia molto più portato per farmi conoscere. Altrimenti non usavo uno pseudonimo. L'ho fatto sia per schermarmi da sconosciuti sia da conoscenti. E una volta fatto è stato facile cominciare a parlare con sconosciuti, anche di quelche faccio davvero nella vita. Solo non mi piaceva metterci nome e cognome.

 

Poi volevo aggiungere: comincio ora a non disdegnare l'Idea di avere una CE che sappia io fatto suoballe spalle. Mi permetterebbe di scrivere molte più cose molto più velocemente. Così invece mesi interi se ne vanno tra editing e menate varie. E' il solo neo di tutta la questione. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
40 minuti fa, Bango Skank ha detto:

solo in pochissimi ce la faranno.

 

Questo è il punto. Non è vero che solo pocchissimi ce la fanno. In Italia forse. Nel mondo non è poi molto imporbabile riuscire nella vita da artista. E dico artista perché ci metto anche ogni altro ambito.

 

Se i tuoi scritti valgono, i lettori li trovi. Ripeto, ci vorranno anni, ma da qualche parte si arriva. I lettori sono alla costante ricerca di autori piacevoli e di cui fidarsi per un buon libro. Te devi essere quell'autore.

 

Tu dici diventare autore da 1000 lettori non è nulla. Ma se ne trovi 1000, è probabile che ce ne siano molti di più in attesa di conoscerti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
9 ore fa, JPK Dike ha detto:

 

Poi volevo aggiungere: comincio ora a non disdegnare l'Idea di avere una CE che sappia io fatto suoballe spalle. Mi permetterebbe di scrivere molte più cose molto più velocemente. Così invece mesi interi se ne vanno tra editing e menate varie. E' il solo neo di tutta la questione. 

Rispondo a questo velocemente perché ho poco tempo ora, ma avrei altro da dire (spero di aggiungere il resto del mio pensiero presto).

Nella mia esperienza con le case editrici, il lavoro con un editor ti porta via mesi e mesi... oltre a tutte le volte che ho riletto e corretto da sola il testo prima di rimandare all'editor ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Mirtillasmile

@JPK Dikeammiro la tua determinazione e il tuo coraggio ma personalmente sono d’accordo con @Bango Skank

Cercare di diventare qualcuno muovendo un passettino la volta è un’impresa che richiede, oggettivamente, tantissimo tempo. Non può esistere il binomio: scrittore di professione/ un’eternita’ per raggiungere l’obiettivo. Nel frattempo come vivi? 

Un’altra questione molto importante, per me, è la crescita artistica. Un autodidatta può progredire fino ad un centro punto. 

Ma un artista, che sia scrittore, attore, cantante,  ha bisogno di tutte quelle figure professionali collaterali che l’aiutano a rendere il suo talento sia maturo sia un prodotto vendibile.

 

inoltre, senza ‘un adeguato e per certi versi troppo rigido controllo’ , non rischieremmo un abbassamento del livello culturale poiché tutti diventerebbero editori di loro stessi? 

P.s. 

Lo so che ci sono libri insulsi in giro ma ci sono anche ottime pubblicazioni. Concentriamoci su quest’ultime

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
14 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

@JPK Dikeammiro la tua determinazione e il tuo coraggio ma personalmente sono d’accordo con @Bango Skank

Cercare di diventare qualcuno muovendo un passettino la volta è un’impresa che richiede, oggettivamente, tantissimo tempo. Non può esistere il binomio: scrittore di professione/ un’eternita’ per raggiungere l’obiettivo. Nel frattempo come vivi? 

Un’altra questione molto importante, per me, è la crescita artistica. Un autodidatta può progredire fino ad un centro punto. 

Ma un artista, che sia scrittore, attore, cantante,  ha bisogno di tutte quelle figure professionali collaterali che l’aiutano a rendere il suo talento sia maturo sia un prodotto vendibile.

 

inoltre, senza ‘un adeguato e per certi versi troppo rigido controllo’ , non rischieremmo un abbassamento del livello culturale poiché tutti diventerebbero editori di loro stessi? 

P.s. 

Lo so che ci sono libri insulsi in giro ma ci sono anche ottime pubblicazioni. Concentriamoci su quest’ultime

 

Ci son un'infinità di scrittori che hanno cominciato a vendere bene anche a 30/40/50 anni. E prima facevano altro per campare, e scrivevano per migliorarsi. Questa teoria del tutto e subito mi sembra faccia parecchi danni.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Mirtillasmile

@JPK Dike non è una teoria del tutto e subito la mia è una risposta alla tua affermazione :  ‘Fare della scrittura proprio un lavoro, e riuscire a completare anche due o tre libri l'anno di buona qualità, 

Alle 29/12/2017 at 20:56, JPK Dike ha detto:

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
10 minuti fa, Mirtillasmile ha detto:

@JPK Dike non è una teoria del tutto e subito la mia è una risposta alla tua affermazione :  ‘Fare della scrittura proprio un lavoro, e riuscire a completare anche due o tre libri l'anno di buona qualità, 

 

 

Ci si può mettere anche 10 anni per riuscirci. Soprattutto in un paese lento e arretrato come il nostro.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Timidamente m'intrometto.

Alla tenera età di 50 anni ho scoperto di avere una certa vena creativa e così, per puro divertimento, o meglio, noia causata da tre anni di convalescenze forzate, ho scritto un po' di cose.

Ho al mio attivo due pubblicazioni con CE "gratuite" (comprati le copie e vendile). Ho recentemente scoperto che a poca distanza dal mio sperduto casale vive un notissimo scrittore. L'ho incrociato al bar del paese e con prontezza felina gli ho fatto omaggio di un mio lavoro.

-Molte grazie. Ma lei è uno scrittore?- domanda.

-No. Sono un falegname con la passione per la scrittura anche se non mi dispiacerebbe vivere anche di questo.- rispondo timidamente indicando il libro.

-Continui a fare il falegname. Quella dello scrittore è una vita di merda!- e con un sorriso si congeda.

Il noto letterato vive in una villa faraonica con tanto di servitù e piscina. Scrive un libro ogni due anni e saltuariamente pubblica qualche trafiletto su un noto quotidiano.

Onestamente invidio un po' la sua vita di merda!

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La teoria di "un lettore alla volta" non può portare a nulla di significativo finché l'incremento non diventa esponenziale.

Per spiegarmi:

a) il primo anno ho 100 lettori.

b) mi impegno di più e meglio il secondo anno. Diciamo che riesco a non perdere i miei primi 100 lettori e, visto che mi sono dato da fare, la mia capacità di guadagnare lettori stavolta è aumentata del 30%. Insomma, ne ho guadagnati 130, da aggiungere ai 100 che non ho perso, per un totale di 230

c) il terzo anno sarò capace di guadagnarne 150, dei 230 del passato qualcuno lo avrò perso per strada, ma facciamo finta di no, e in 3 anni sono a 380 lettori (e credo di conoscere una marea di lavori che, in tre anni di tentativi, danno molte più soddisfazioni di quelle che potrebbero darti i guadagni derivanti da 380 lettori)

d) continuando di questo passo magari arriverò anche a 3000 lettori, ma ci avrò messo tipo una dozzina di anni o anche più.

E, in 12 anni, l'editoria potrebbe essere anche talmente cambiata senza che io sia riuscito ad adeguarmici, da rimettere tutti quei numeri, di per sé non alti, in discussione.

 

La cosa sarebbe diversa se il guadagno dei lettori diventi "esponenziale". Tipo, raddoppiando o triplicando di anno in anno.

Tanto per fare un esempio: il primo anno 100 lettori, il secondo 200, il terzo 400, il quarto 800, poi 1600 ecc. 

A quel punto in sei o sette anni di tentativi, sì, avresti fatto il botto.

 

Credo che il primo caso (un guadagno percentuale di anno in anno) sia comunque alla portata di qualunque bravo scrittore motivato ad impegnarsi per la diffusione delle proprie opere.

Per il secondo caso (un guadagno di lettori che, a un certo punto, diventi "esponenziale") invece credo servano, notevoli capacità imprenditoriali e di marketing, prima ancora della bravura letteraria. Al limite, una massiccia dose di fortuna.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Eudes Credo sia inutile girarci intorno. Quel che serve ad un self come me sono libri degni di essere letti e ricordati, personaggi capaci di restare dentro ed emozionare. Serve qualcosa di nuovo e sorprendente. E questo mi è sempre stato chiaro, mai mi sono illuso che servisse qualcosa di meno. Ogni lettura deve essere ottimizzata e dovrebbe portare a qualcosa. Commento, voto, contatto e quant'altro: ci deve essere una reazione per ogni lettore preso.

 

Ciò che posso controllare è lo stile, la tecnica e la lingua. Per il resto riempirò i miei libri con i mondi e i personaggi che ho dentro, esattamente come li vedo e li sento. E ti dirò, lo scoglio più grosso è stato iniziare, imparare a mostrare una storia su carta e dargli forma. Il resto è fuori dal mio controllo. Se il contenuto piacerà o meno è ricade nell'insindacabile giudizio del lettore.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×