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Torba

La sera giusta

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Ammetto che non è il mio genere l'Horror, perciò mi scuso se dai miei commenti si noterà troppo; cercherò di non farlo.:)

 

L'ho letto due volte, forse non sufficienti per trovare refusi, ma volevo darti un commento.

Insisto perché è scritto in un modo quasi sublime, ma non parlo di bellezza in senso assoluto quanto nella forma che si fonde letteralmente nella sostanza. Praticamente il racconto è narrato con una fredda lucidità dal protagonista che dentro di sé porta quel desiderio di vendetta che alla fine compie: anche quest'ultimo punto, il finale lasciato immaginare proprio nel suo ultimo atto è un'ottima trovata.

La forma è unita in modo viscerale alla sostanza trasmettendo anch'essa questo desiderio folle di vendetta e questa ossessione dicotomica del protagonista di voler portare a termine il suo piano. Il "dicotomico" lo intendo nel carattere e nella narrazione fornita dallo stesso, tanto normale in apparenza quanto continuamente richiamato dall'idea della bambola e del voler vendicarsi.

 

Non so se sto delirando, ma cerco di tornare nel giusto ordine mentale.

Mi piace il protagonista, così normale quanto così freddo e lucido nella sua vendetta personale. Anche il modo di narrare è perfetto in quanto mescoli una narrazione in prima persona "oggettiva" con pensieri personali: praticamente io, lettore, mi sento quasi essere parte dell'anima di quel ragazzo che vuole così tanto la vendetta quasi che alla fine tifa per lui...

Ad ogni passo della narrazione, al compimento di una scena o di un capoverso di vita propria, il pensiero del protagonista che vuole vendicarsi è un collante formidabile che ci lega alla sua psiche e ci fa sentire parte attiva più che lettori di un evento. (quante volte l'ho detto?:D)

 

Gli altri non risaltano in particolare, sono normali anche nella descrizione che ne fa il loro amico. La scena complessiva è semplice quanto dipinta a colori reali.

 

Dopo aver ripetuto, credo, ottanta volte le stesse cose:lol:, aggiungo scene molto suggestive che voglio quotare

6 ore fa, Flavio Torba ha detto:

I miei problemi sono come la seconda. Fini, impalpabili. Neri. Probabilmente anche cancerogeni.

questa immagine dei problemi... non ho parole!

 

6 ore fa, Flavio Torba ha detto:

riesco a vedere un bellissimo ematoma con satelliti di escoriazioni tutt’intorno

La suspance nel sapere che questo incidente lo ha provocato il protagonista con la sua bambola che si è scheggiata? Particolari che si aggiungono piano piano fino alla fine.

 

6 ore fa, Flavio Torba ha detto:

La frase “non voglio rovinare la nostra amicizia” dovrebbe essere bandita da un qualche organo internazionale, perché fa più danni delle armi di distruzione di massa.

Rendi molto bene l'idea anche qui; ne ho lette a bizzeffe di "non rovinare la nostra amicizia" ma questo sentimento mi sembra descritto molto bene qui e nella frase sotto

6 ore fa, Flavio Torba ha detto:

Avrei voluto smembrare Ale alla stessa maniera, quando è venuto a confessarmi tutto in nome dell’amicizia e della lealtà. Per avere la coscienza a posto mentre continuava a pomiciare con Giulia. Avrei voluto vederlo sanguinare a mio piacimento, picchiandolo fino a quando non fossi svenuto per la stanchezza. E ancora non sarebbe stato abbastanza.

Descrivi i sentimenti con la stessa fredda lucidità vendicativa - non mi vengono parole migliori - del resto del racconto.

 

Di refusi o presunti tali trovo solamente questi due (sulla stessa frase, il secondo anche da altre parti)

6 ore fa, Flavio Torba ha detto:

“Ti chiedo scusa. Qui l’idiota sono io. Mi sono comportato come un bambino egoista che fa i capricci per un giocattolo. Io sono meglio di così, lo sai. E anche Giulia. Sono state settimane confuse per me, ma spero possiate perdonarmi.»

Apri il discorso con un doppio apice e lo chiudi con una » quindi immagino sia un errore di battitura. Inoltre vedo che i punti li metti prima delle virgolette di chiusura quando (almeno io so che) vanno dopo.:)

 

Ciao e alla prossima lettura... magari cose più tranquille per me, sono deboluccio d'animo.:P

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Grazie mille per aver letto e aver commentato in maniera così appassionata. Ancora un po' e crederanno che ti ho pagato! Comunque ho aggiunto le caporali nei dialoghi all'ultimo momento, quindi mi sarà scappato qualcosa. Però credo che se una frase di un dialogo è autoconclusiva il punto vada dentro le virgolette. Grazie mille!

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11 ore fa, Flavio Torba ha detto:

Però credo che se una frase di un dialogo è autoconclusiva il punto vada dentro le virgolette.

L'ho scritto perché ricordo il contrario, comunque non vale la pena disquisire, casomai qualcuno più autorevole di noi ci illuminerà a proposito.:)

 

11 ore fa, Flavio Torba ha detto:

Grazie mille per aver letto e aver commentato in maniera così appassionata.

Di nulla, evidentemente è una prova che il racconto mi ha preso molto e mi è piaciuto, nonostante non sia proprio il mio genere.:P

 

Alla prossima lettura e buon anno.

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@Flavio Torba

Complimenti: un bel racconto, ben scritto e godibile. Per lo più, posso fare apprezzamenti positivi in merito.

 

Quello che più mi è piaciuto è il “gioco” stilistico, l'alternanza narrativa tra la trama della storia e le riflessioni sul fumo, sull'amore o sulla vita. Questo è riuscito particolarmente bene e, secondo me, risulta coinvolgente.

 

L'incipit è molto buono e tutta la trama stessa dispiega in maniera originale un qualcosa (la “tragica” storia d'amore) che altrimenti potrebbe essere intesa (narrativamente parlando) come la più banale al mondo.

 

Spoiler

A metà della storia, leggendo, per un attimo ho avuto il timore che tutto finisse in maniera molto più scontata, perché era ormai chiaro chi fosse la vittima designata del rito voodoo e quali fossero le ragioni di tale vendetta... ma mi sono piacevolmente ricreduto sul finale.

 

Narrativamente parlando lo stile è ricco. Forse può risultare ogni tanto stonato nelle riflessioni definiamole “filosofiche” sul fumo o sulla vita. Queste nobilitano il racconto, ma in certi momenti il testo mi è parso poco scorrevole, in quanto cozza un po' con il modo d'esprimersi del personaggio e dei suoi amici nei dialoghi.

Intendiamoci: il modo di riflettere "filosofico" - ossia la maniera in cui sono costruite le frasi e i vocaboli usati al loro interno - si abbina perfettamente con l'età e il carattere del personaggio (grosso modo un adolescente), ma ogni tanto mi ha creato un po' di distacco nell'immersione del testo.

 

Termini e frasi come le seguenti, mi sono risultate un po' stonate, o di difficile visualizzazione (ovviamente come visione personale):

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

per avere una bandiera con cui sventolare il mio malessere

"Bandiera" non mi ha convinto...

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

con satelliti di escoriazioni

L'accostamento dei termini non mi ha convinto...

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

Ho fortunatamente afferrato il concetto prima di compromettermi del tutto esprimendo con parole chiare il mio bisogno di pietà.

Leggendola ho avuto la sensazione che qualcosa mi fosse sfuggita, dunque o non ho capito o non mi sei sembrato "chiaro" nello scrivere.

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

impedire alla dignità di calare via dagli occhi

Calare?

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

surrogati tranquillanti,

Un accostamento per me un po' stridente

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

giovin pulzella

Secondo me, stonato rispetto a tutta la storia.

 

 

Frasi invece come le seguenti, sono perfette all'interno dello stile e riuscite bene tanto che possono anche essere prese come aforismi di riferimento:

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

. I miei problemi sono come la seconda. Fini, impalpabili. Neri. Probabilmente anche cancerogeni.

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

Il livido sul mio orgoglio è molto più esteso di quello sulla gamba di Ale.

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

Giulia ha detto che il saluto non si toglie neanche ai cani, ma non me ne frega niente.

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

Anche il fatto stesso di soffrire per qualcuno, non frutta nessuna medaglia al valore.

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

Non mi è venuto in mente niente di letale da rispondere

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

La frase “non voglio rovinare la nostra amicizia” dovrebbe essere bandita da un qualche organo internazionale, perché fa più danni delle armi di distruzione di massa.

 

 

Spoiler

Tutto il testo è coinvolgente, tanto che mi sono parecchio preoccupato per il povero cane, ma anche qui te la sei giocata bene.

 

Siccome la lettura mi ha coinvolto, non ho fatto particolarmente caso a eventuali refusi o ripetizioni che, se anche ci sono, per quanto mi riguarda sono passati in secondo piano rispetto alla voglia di procedere nella lettura, il che è per me molto buono.

 

Le uniche cose:

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

ma non me ne frega niente.

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

, è che niente ci appartiene di diritto

I due "niente" molto vicini.

 

Forse, per quanto il margine di possibilità sia ridotto, si può poi provare a usare qualche sinonimo per i termini “fumo” e “fumare”.

 

Nella prima frase, poi, ciò che non mi convince sono i “due punti”. Quel “servono inanzitutto le giuste informazioni” fa pensare che non sia cosa semplice reperirle, o che (leggendola come prima frase) ci si possa aspettare qualcosa di straordinario dal resto della storia (come appunto la storia di uno stregone voodoo o sui segreti di tale magia). I due punti spiegano invece quanto sia facile ottenerle. Io metterei qualcosa più simile a un “, ma” o un "però". Perché mi sembra che il senso delle due frasi sia in contrapposizione.

 

Alle 28/12/2017 at 15:00, Flavio Torba ha detto:

Al giorno d’oggi, per costruire una bambola voodoo servono innanzitutto le giuste informazioni: basta una ricerca minima su Google.

"...giuste informazioni, ma basta una ricerca..." oppure: "...giuste informazioni: basta, però, una ricerca minima..."

 

@bwv582 Riguardo ai dubbi dei commenti precedenti di dove vada la punteggiatura nei dialoghi credo che su questo blog siano state fatte ampie discussioni in merito, poiché le possibilità sono tante. Ma serve qualcuno più autorevole di me per darvi le giuste segnalazioni. Comunque, salvo grossolani errori, è una scelta di stile.

Alle 29/12/2017 at 11:24, bwv582 ha detto:

casomai qualcuno più autorevole di noi ci illuminerà a proposito

 

Queste le mie impressioni, ovviamente personali. Un saluto.

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Grazie @AndC, mi fa piacere che il racconto ti sia piaciuto. Non ti nascondo che ho avuto parecchie difficoltà a impostare il punto di vista del narratore perché temevo non calzasse con il personaggio, ma mi rincuora sentire dei pareri così positivi. Alcuni dei punti che hai citato hanno rappresentato anche per me delle perplessità, quindi terrò conto dei tuoi suggerimenti in fase di correzione della bozza prima di pubblicarlo. Grazie e buon anno!

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Ciao @Flavio Torba

Stavo cercando un bel racconto da recensire per poter pubblicare il mio e dopo minuti di ricerca finalmente l'ho trovato. 

Parto facendoti i miei complimenti per lo stile di scrittura, descrittivo al punto giusto. Asciutto ma preciso in ogni singolo passaggio. 

La storia prende fin da subito e trasmette, frase dopo frase, una suspense che io ho trovato irresistibile. 

L'ho letto infatti tutto d'un fiato con la curiosità a mille, e mi capita rare volte.  

Il protagonista, rancoroso e vendicativo come tu l'hai descritto, rende bene l'idea e trasmette i suoi sentimenti negativi al lettore facendolo così appassionare al suo trascorso non proprio felice. 

Se posso darti un paio di piccoli consigli, partirei dicendoti di staccare i pezzi scritti sotto ogni frase che descrive la realizzazione della bambola. Come a dividerli in piccole fasi per non creare l'effetto del "tutto attaccato".

Sul dialogo finale leverei la parte in cui dice ad Ale di non nascondersi, visto che solo un minuto prima gli ha detto che si deve abituare all'idea di loro due. 

Cambiare il titolo, perché per una storia così serve qualcosa che attragga di più il lettore. 

 

Al contrario di quello che aveva scritto qualcuno qui sopra, a me è  dispiaciuto non poter leggere il finale vero e proprio, infatti dentro di me ho sentito una vocina che diceva : Lui adesso me lo deve dire cosa succederà quando ci sarà anche Giulia! 

Ma questo altro non è che un complimento, e spero che così lo interpreterai. 

 

A rileggerti Flavio! 

 

 

 

 

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Buonasera Flavio, 

ho davvero pochissimi suggerimenti, il racconto è ben scritto, coinvolgente e soprattutto lo stile narrativo che hai utilizzato non solo funziona, ma  anzi avvicina il lettore al protagonista sul piano empatico.

Ovvero: si parla di uno psicopatico stile Light Yagami*, cioè  lucido ed egocentrico, ma con un pizzico di vittimismo in più.

Chi mai potrebbe provare simpatia o anche solo tifare per lui?

Ma ovviamente noi tutti!

E questo credo sia perché in qualche modo lo hai reso reale. 

Lui è reale, l'incipit è una bomba e soprattutto  non ho trovato "frasi a caso": anzi, in poco hai raccontato tanto, e questo è un talento mica da poco. 
L'unica cosa, visto il livello del racconto, avrei sicuramente gradito che Diego, Ale, Bobo e Giulia fossero appena appena più delineati.

 

Grazie per aver postato questo racconto,

mi hai alleggerito un po' la giornata! 

A presto!

 

*Protagonista del fenomenale manga Death Note 

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Grazie @T.Chiara, nelle mie intenzioni dovevano essere focalizzati solo i due contendenti. Anche Giulia diventa una figura marginale, perché ormai per il protagonista il sentimento centrale non è più l'amore, bensì l'odio.

20 ore fa, T.Chiara ha detto:

*Protagonista del fenomenale manga Death Note 

Non ho letto il manga, ma l'anime è fantastico.

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44 minuti fa, Flavio Torba ha detto:

le mie intenzioni dovevano essere focalizzati solo i due contendenti. Anche Giulia diventa una figura marginale, perché ormai per il protagonista il sentimento centrale non è più l'amore, bensì l'odio.

 

Allora complimenti, obbiettivo centrato: la purezza dell'odio trasuda da ogni frase. 

45 minuti fa, Flavio Torba ha detto:

Non ho letto il manga, ma l'anime è fantastico.

Sono identici :)

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