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@Roberto Ballardini

Ciao Bob :Pmi spieghi perché il protagonista all'inizio si chiama Nerio, poi Giuliano, e infine di nuovo Nerio?

È stata una svista o c'è qualcosa che mi sfugge?

A più tardi per il commento

 

Modificato da Sira

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44 minuti fa, Sira ha detto:

@Roberto Ballardini

Ciao Bob :Pmi spieghi perché il protagonista all'inizio si chiama Nerio, poi Giuliano, e infine di nuovo Nerio?

È stata una svista o c'è qualcosa che mi sfugge?

A più tardi per il commento

 

E' stata una svista :pirata2::bash::esplosione:Cioè, non proprio una svista. E' nato da un racconto che poi è diventato due racconti. Quindi per Neuro ho dovuto trovare degli altri nomi (da cui poi Nerio e da cui poi il titolo). Giuliano mi è scappato dalla versione originale ma stavo revisionandolo prima di postarlo, quando ho spinto invio per andare accapo e invece è partito il racconto per i cazzi suoi, cioè si è quasi postato da solo. Non avevo finito di riguardarlo.

E quindi Giuliano= Nerio. A dopo, Siretta.  

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@Roberto Ballardini sono passato qui perché ti sei conquistato un lettore (cagacazzi) entusiasta.

Valgono i commenti generali che ti ho già fatto sul tuo Allegro funebre, trovo il tuo stile grandioso. E questo racconto parla dritto alla parte inetta di noi. Molto significativo.

I soliti commenti per lavorare di fino, vedi se ti è utile rifletterci su.

 

17 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:

Per una sottile forma di masochismo non riesce a fare a meno di guardarsi. Vecchio, nudo, curvo. Brutto da vedere. Una pelle glabra dal colorito malsano, screziata da vene bluastre. In trasparenza uno scheletro aguzzo e meccanico, ansioso di mettersi in mostra.

E' un passaggio scritto molto bene. Mi fecero notare - a ragion veduta - che l'espediente dello specchio, però, è tanto efficace quanto inflazionato. Voglio solo invitarti a farci una pensata di carattere generale, non legata al caso specifico. A volte si tende inconsapevolmente a prendere una strada nota senza valutarne altre.

 

17 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:

Cazzochefreddo, cazzochefreddo, cazzochefreddo.

      La scena è sempre la stessa: mentre gocciola da tutte le parti e perde il controllo, cerca di spingere la manica verso il fuori, per raddrizzarla senza sfilare l’altra, ma immancabilmente riesce a intrappolarsi senza speranza. A quel punto intona la strofa successiva.

      Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo.

Genio.

 

17 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:

La prima gli è costata il televisore in cucina, la seconda lo specchio in camera da letto e la lampada che ci ha tirato contro. Non prende abbastanza di pensione per permettersi di rompere qualcos'altro.

Qui stiamo veramente lavorando di fino. C'è una piccola ridondanza in queste due frasi che potrebbe essere tolta e rendere il messaggio ancora più efficace e ironico. Con "la lampada che ci ha tirato contro" già dai la chiave di lettura, che poi ribadisci con "permettersi di rompere qualcos'altro". Se invece delegassi solo a quest'ultima il ruolo di chiarificatore, modificando leggermente la prima?

 

17 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:

La sirena è come una lama che gli affetta il cervello.

Valutala senza il "come", forse è più diretta.

 

17 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:

“Tu provati a chiamarmi ancora così e io ti stacco quella testa d’uovo del cazzo e te la rinfilo su per il culo da dove è uscita.”

Non è una frase un po' troppo articolata per uno che ha un buco in testa e nell'attimo dopo sviene?

 

17 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:

Non ricorda nulla, a parte la crisi di nervi nel bagno e la vaga impressione di non essere mai stato, in generale, una persona positiva.

Credo che quel "mai" da solo basta a disegnare esaustivamente il concetto, senza il "in generale". E scorre anche meglio.

 

17 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:

l’essere completamente nudo dentro la tuta sportiva in cui si è infilato prima di uscire, gli dà una piacevole sensazione di libertà

Sulle virgole stilistiche tendo a non esprimermi, ma questa temo sia proprio sbagliata.

 

17 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:

Prima di infilare le scale, scorge il quotidiano locale

Ok, forse è solo guidato dal mio gusto, ma questo "scorge" mi suona come una variazione di registro, un'intrusione del fantasy. xD

 

17 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:

dietro agli ossidati palazzi

Come sopra: invertirei l'ordine tra aggettivo e sostantivo. Altrimenti già ci vedo gli elfi.

 

Mi sono proprio amaramente divertito a leggerlo. Grande.

 

P.S. La scena al bagno mi ha ricordato una canzone dei Nobraino, Cesso di Vivere. :D

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2 ore fa, AdStr ha detto:

sono passato qui perché ti sei conquistato un lettore (cagacazzi) entusiasta

Non chiedo di meglio. Sono i miei commenti preferiti :D

3 ore fa, AdStr ha detto:

E' un passaggio scritto molto bene. Mi fecero notare - a ragion veduta - che l'espediente dello specchio, però, è tanto efficace quanto inflazionato. Voglio solo invitarti a farci una pensata di carattere generale, non legata al caso specifico. A volte si tende inconsapevolmente a prendere una strada nota senza valutarne altre.

Dello specchio non lo sapevo, ma posso capire. Potrei persino farne a meno, dato che ci rimetterei soltanto "la sottile forma di masochismo", non particolarmente importante. Però il tipo si trova in un bagno di un appartamento condominiale e quindi parliamo di 3\4 mq di spazio. Mi sembra abbastanza naturale menzionare lo specchio. Però hai fatto bene a dirmelo, così eviterò di usarlo in qualche altro racconto.

3 ore fa, AdStr ha detto:

C'è una piccola ridondanza in queste due frasi che potrebbe essere tolta e rendere il messaggio ancora più efficace e ironico. Con "la lampada che ci ha tirato contro" già dai la chiave di lettura, che poi ribadisci con "permettersi di rompere qualcos'altro". Se invece delegassi solo a quest'ultima il ruolo di chiarificatore, modificando leggermente la prima?

  Sono d'accordo. Mai ripetere lo stesso concetto.

3 ore fa, AdStr ha detto:

Valutala senza il "come", forse è più diretta.

Sì, meglio.

3 ore fa, AdStr ha detto:

Non è una frase un po' troppo articolata per uno che ha un buco in testa e nell'attimo dopo sviene?

E' vero, ma anche un racconto può avere qualcosa di simile alle licenze poetiche, secondo me. L'importante è rimanere coerenti alla cifra stilistica del racconto. A questo proposito mi viene in mente un episodio di Lupin III (sì, proprio l'anime) o forse era il film (Il castello di Cagliostro) in cui una locomotiva esce dai binari, cappotta più volte sul fianco di una collina e ritorna sui binari più in basso. Assurdo, ma lì ci stava alla grande. Con questo non voglio dire che nel mio racconto ci stia quell'esagerazione. Lo rileggerò a freddo, magari fra una settimana, e poi vediamo. Lo tengo presente.

3 ore fa, AdStr ha detto:

Credo che quel "mai" da solo basta a disegnare esaustivamente il concetto, senza il "in generale". E scorre anche meglio.

Giusto, un'altra inutile ripetizione

3 ore fa, AdStr ha detto:

Sulle virgole stilistiche tendo a non esprimermi, ma questa temo sia proprio sbagliata.

Hai ragione, la tolgo.

3 ore fa, AdStr ha detto:

Ok, forse è solo guidato dal mio gusto, ma questo "scorge" mi suona come una variazione di registro, un'intrusione del fantasy.

Non percepisco nessuna vibrazione negativa al riguardo. Non ho letto molti fantasy, a parte George Martin.

3 ore fa, AdStr ha detto:

Come sopra: invertirei l'ordine tra aggettivo e sostantivo. Altrimenti già ci vedo gli elfi.

Hai sicuramente ragione tu, ma non faccio molta attenzione a queste cose, per il momento.

3 ore fa, AdStr ha detto:

P.S. La scena al bagno mi ha ricordato una canzone dei Nobraino, Cesso di Vivere.

 Me la vado a cercare.

 

Grazie mille per il tuo tempo e per l'utilissimo commento. Ciao.

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Alle 13/12/2017 at 18:20, Roberto Ballardini ha detto:

della televisione

del televisore

 

Mi è piaciuto molto, comincio a conoscere la tua scrittura e l'apprezzo, è gradevole, scorrevole, attrae il lettore, lo incuriosisce. Mentre leggevo ho ricevuto una chiamata sul cellulare e mi ha dato fastidio interrompere il racconto, allora è davvero ok. Giusti i consigli di chi mi ha preceduto.  Del tuo personaggio sei riuscito a fare emergere tutto, la quotidianità, il carattere, l'ambiente in cui vive, i problemi pregressi, moglie/ figlio. Ottimo lavoro. 

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@Adelaide J. Pellitteri Grazie! Visto che anch'io apprezzo molto il tuo lavoro (te l'ho già detto, mi pare) per molti motivi tra cui la cura (ovvero l'impegno) la fantasia (ah, poterci vivere) e la coerenza stilistica del tuo linguaggio (immagino ti sia costata un bel po' di fatica ), i tuoi complimenti non possono che farmi un infinito piacere. A presto. :D   

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Molto apprezzato. Bella la caratterizzazione del personaggio. Sembra che ti passi davanti agli occhi:cinico e tenero nello stesso tempo. Eh si perché' mi ha fatto tenerezza, così' burbero e solo. 

Non ho appunti sulla scrittura. Scorrevole. C'è' il dentro e il fuori, l'esterno e l' interno e tutta una vita sbattuta in faccia. 

Se uno scrittore, non uno scriba. Credimi:) 

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@mcor Grazie infinite, troppo buona, comunque lo prendo come un incoraggiamento. Mi fa molto piacere che il personaggio ti abbia suscitato tenerezza perché, in effetti, mi ci sono affezionato e provo nei suoi confronti qualcosa di analogo. Ciao! Alla prossima :D

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