Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

MatRai

19 considerazioni sparse

Post raccomandati

@lapidus Perché infatti la presentazione non è nata per i piccoli autori, ma solo per coloro che hanno valanghe di lettori accaniti. Allora una CE importante ci investe dei soldi, e regala copie firmate, e si assicura una buona pubblicità per le vendite future.

 

Poi esistono presentazioni pre uscita, dove l'autore parla del prossimo libro e legge dei brani estrapolati da testo. Quella si avvicina già di più alla nostra concezione di presentazione. Ma lì si va a nutrire una voglia già presente nei lettori di un determinato autore. Si crea hype per fare il botto il giorno del rilascio del libro.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, lapidus ha detto:

E' un po' come se uno volesse giocare a calcio da professionista, però poi non ha voglia di sobbarcarsi ritiri, viaggi e trasferte. Purtroppo queste cose fanno parte del pacchetto.

E lo posso anche capire, ma io non vivo più in Italia. Prima di farmi 4 ore e mezzo di aereo ci devo pensare bene, perché se poi l'evento salta per un qualche motivo... se hai viaggiato in aereo, sai come funziona coi biglietti: se li fai con mesi di anticipo costano magari una miseria (anche 40/30 € per dire), ma se ti azzardi a chiedere un biglietto per il giorno successivo, son capaci di voler 200 e rotti €.
Non è che posso dire "ah vabbé famo domani, che oggi piove", tipo grigliata domenicale in campagna. A meno che i 200/300 € di aereo non me li pagano loro (e dubito fortemente che qualsiasi editore lo faccia. Se poi uno fa autopromozione perché ha pubblicato in self, "ciaone proprio").

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, JPK Dike ha detto:

@L'antipatico Non ti metto un +1 solo perché non c'è più il tasto :)

 

Pensa che non me n'ero neanche accorto! E adesso come si fa? Io ero tutto orgoglioso dei miei 197 punticini accumulati, con una media di uno a post. :) Amministratori vari, c'è una spiegazione? C'è un motivo? ;(

 

Per taggare un utente è sufficiente anteporre al nick la chiocciola? Boh, io ci provo.

@lapidus A me quello delle presentazioni sembra il classico cane che si morde la coda. Se sei un autore affermato, hai già un sacco di lettori desiderosi di ascoltarti e di fare la tua conoscenza. Il tuo libro l'avranno già comprato, o lo compreranno alla presentazione, o lo compreranno più tardi. Ma la presentazione non serve a vendere copie di per sé, in questo caso.

Se sei uno sconosciuto, alla presentazione ci verrà solo gente che il tuo libro lo compra per affetto (cioè i quattro gatti che più o meno tutti abbiamo), lo compra per una sorta di "obbligo morale" anche se non gliene importa un fico secco, oppure non lo compra per principio perché vuole vederselo consegnare in omaggio con dedica dell'autore. Ho l'impressione che quest'ultima categoria sia piuttosto frequentata. Breve inciso a questo proposito: sono convinto che chi non si occupa di editoria tenda a immaginarsi l'autore a casa con uno o due scatoloni ricolmi di copie omaggio del suo libro, da distribuire appunto ad amici e conoscenti. Solo pochi sanno che le copie omaggio che l'editore riconosce all'autore esordiente o semi sono al massimo un paio, quando va bene.

 

Anche quello dei contatti utili (librerie, stampa) mi sembra un aspetto molto, ma molto teorico. Giornalisti per un esordiente sconosciuto? A meno che non si tratti di un amico personale dell'autore o dell'editore, temo che stiamo parlando del praticante a cottimo di un giornaletto di provincia. Visibilità prossima allo zero. Librai? Certo, ma anche quelli fanno il loro mestiere, com'è ovvio che sia. Sempre il mio amico romano di prima era riuscito a convincere una libreria "amica", cioè quella della presentazione, a caricarsi (credo in conto vendita) addirittura una ventina di copie, con esposizione in vetrina in bella mostra. È pacifico che dopo un paio di settimane il libro è scomparso dalla vetrina e dopo un altro mesetto pure dagli scaffali. Copie vendute: credo zero, ma in ogni caso non più di due o tre. A Ponte Milvio, non al Corviale (per chi conosce Roma).

C'è poco da essere ottimisti, mi pare.

 

  • Triste 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 minuti fa, L'antipatico ha detto:

Sempre il mio amico romano di prima era riuscito a convincere una libreria "amica", cioè quella della presentazione, a caricarsi (credo in conto vendita) addirittura una ventina di copie, con esposizione in vetrina in bella mostra. È pacifico che dopo un paio di settimane il libro è scomparso dalla vetrina e dopo un altro mesetto pure dagli scaffali. Copie vendute: credo zero, ma in ogni caso non più di due o tre. A Ponte Milvio, non al Corviale (per chi conosce Roma).

 

C'è poco da essere ottimisti, mi pare.

 

 

Però in quel caso devi considerare anche i valori di vendita, inversamente proporzionali, esordiente/prezzo. Puoi anche stare in vetrina in centro a Roma per 6 mesi, ma se non sei nessuno, e vendi a 10/12 euro, non ti compra nessuno in ogni caso. Ed è il più grande problema della piccola e media editoria: avere autori esordienti e sconosciuti, e dover vendere a prezzi alti per tirare a campare con poche copie.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Alle 1/12/2017 at 14:20, MatRai ha detto:

Dunque perché per scrivere dovrebbe bastare aprire word e pigiare tasti, come moltissimi sembrano fare? E soprattutto perché se noi che facciamo scrittura (o che semplicemente ci proviamo con passione, studio e sacrificio) dovremmo accettare che scrivere sia una semplicissima moda alla portata di chiunque? 

Mi dispiace se sembra un discorso presuntuoso, ma forse ci sfugge che è il nostro scoglio più grande. Se la letteratura fosse rispettata per ciò che è, tutti noi avremmo molte più possibilità di riuscita.

@MatRai mi è sembrato di rileggere Paolo Mantegazza in toni moderni:

Cita

Oggi si fa un libro colla stessa facilità con cui si giuoca una partita a tresette, e gli autori nascono a centinaia, a migliaia, in una vera orgia di fecondità inesauribile. Versi e giornali e romanzi pullulano nelle aiuole dei giardini arcadici o nei campi dell'analfabetismo universale e i bollettini bibliografici fanno volumi e la critica non ha neppur la fatica di mandare tutti questi aborti e questi parti immaturi al cimitero, perché da se stessi si uccidono e da se stessi si seppelliscono. [Paolo Mantegazza, L'arte di prender marito, 1894]

e mi trovo del tutto d'accordo, anche se è molto triste.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bellissimo intervento Matrai! Bello al punto che comprerò il tuo libro appena tornato a Milano. Condivido in pieno ciò che dici, davvero. E anche il modo in cui lo dici. Per me scrivere è quasi una malattia. Ci penso in ogni momento. È un bisogno, uno sfogo, un piacere, un dovere. Ma non siamo isole. Per ogni cosa che facciamo abbiamo bisogno di un riscontro. C’è sempre, in qualche modo, il narcisistico bisogno di sentire che ciò che facciamo ha un valore. E questo non significa volersi per forza rapportare, nel nostro caso, ai grandi della letteratura. Ma è innegabile che si senta il bisogno di essere apprezzati. Dalla propria compagna, dagli amici fidati, da qualche “lettore forte”... Io sto provando, da qualche mese, a cercare queste... approvazioni? Non so se riuscirò mai a pubblicare. Di sicuro non smetterò di scrivere. Perché? Perché è una delle cose che mi fa sentire più vivo. E che più mi piace. Mi piace così tanto che, purtroppo, mina il mio amore per la lettura. Perché ormai non leggo più solo per il piacere di leggere. Ogni volta che leggo mi ritrovo ad analizzare lo stile dell’autore, a cercare di capire il perché di certe scelte. Insomma, sono davvero ammalato. 

Sono però contento per te. È una bella storia la tua. E non perché dà speranza a quelli come me ma perché è la realizzazione di un sogno. 

Per quanto mi riguarda, invece, ho iniziato da alcuni mesi a spedire ad agenzie letterarie non a pagamento il mio testo. Inizialmente solo a una, quella di Silvia Meucci. Mi ha risposto facendomi i complimenti per come scrivo, sarà vero?, ma dicendomi che non è un testo adatto alle grandi case editrici. Sono passato quindi ad altre agenzie e a due case editrici. A breve spedirò nuovamente, altre agenzie e altre case editrici. Nel frattempo ho ricominciato a scrivere.

Un’ultima cosa. È vero che gli agenti e le case editrici sono sommerse da testi scadenti. Ma è anche vero che il mercato editoriale è folle, perlomeno ai miei occhi. Gli scaffali delle librerie sono saturi di libri dai titoli simili e dalle trame quasi identiche. E i lettori sono un numero esiguo della popolazione. A questo proposito sono rimasto piacevolmente colpito da un’intervista di xxx, non mi ricordo il nome ma lavora per edizioni e/o. Mi piace pensare dicesse il vero. Anche perché le spedito il mio testo a settembre. 

Appena avrò letto il tuo libro ti farò sapere cosa ne penso. Grazie ancora per il tuo post.

 

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite clapetrux

Ciao, @MatRai! Posto che la tua è una storia bellissima, sono curiosa di sapere come vanno le cose adesso che il libro è uscito. Come procedono i rapporti con l’editore? Ho letto in un’altra discussione che forse ti sarebbe piaciuto essere accompagnato dalla figura di un agente per il tuo esordio: posso chiederti come mai? 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@pezza Grazie mille e in bocca al lupo per la tua strada, mi pare che gli ingredienti con cui stai condendo la zuppa siano quelli giusti. Insisti e prendi con le pinze tutto quello che ti dicono gli agenti. 

 

@clapetrux Vanno bene. Se intendi in termini di vendite non saprei rispondere; avrò il primo rendiconto a Marzo/Aprile. Posso solo dire che ho conosciuto molte persone, ho viaggiato in tante città italiane, ho partecipato come autore Mondadori al Salone internazionale del libro, sono stato in tv. Insomma, tutto molto bello. 
Il mio punto di vista sulle agenzie in realtà non è mai cambiato. Quando scrissi questo intervento tiravo un sospiro di sollievo per essermi liberato (o meglio non essere caduto nella trappola) degli agenti con cui ero entrato in contatto in quel periodo. Tuttavia ritenevo e ritengo ancora che un valido agente ad accompagnarmi nelle varie fasi contrattuali (fondamentale soprattutto a certi livelli) e post-contrattuali (promozionali e non solo) fosse indispensabile.
D'altra parte nel caso della mia attuale Agente ho trovato, o credo di aver trovato, una persona molto stimolante e che probabilmente potrà aiutarmi in tutte le fasi fin dalla progettazione del lavoro, quindi in questo senso sono molto felice.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite clapetrux
55 minuti fa, MatRai ha detto:

Se intendi in termini di vendite non saprei rispondere

No, non intendevo in termini di vendite, intendevo proprio a livello di cooperazione e "affiancamento" da parte della casa editrice nella fase successiva all'uscita del libro: è bello vedere che la tua esperienza si conferma positiva, credo sia di grande incoraggiamento per tutti. 

 

Quota

Tuttavia ritenevo e ritengo ancora che un valido agente ad accompagnarmi nelle varie fasi contrattuali (fondamentale soprattutto a certi livelli) e post-contrattuali (promozionali e non solo) fosse indispensabile.

Credi che se fossi stato affiancato da un agente prima di approdare a Mondadori sarebbe stato più semplice? Sinceramente non ho idea di come funzioni con gli uffici stampa, mi chiedevo se un esordiente accompagnato da un agente nella fase di sottoscrizione contrattuale fosse più avvantaggiato rispetto a un esordiente, per così dire, allo sbaraglio, soprattutto per quanto riguarda il lato promozionale.

 

E le presentazioni, come sono andate? Sono dei momenti spaventosi come sembrano o sono divertenti?

 

Poi la smetto di stressare, promesso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@clapetrux l'esperienza è stata assolutamente positiva. 
Credo che se avessi avuto un'agenzia a curare i miei interessi alcune cose sarebbero potute andare meglio, sicuramente dal punto di vista strettamente contrattuale (su tutti i diritti secondari) poi da un punto di vista d'investimento e marketing - quindi sì, anche promozionale. 

Per il resto è andato tutto bene. Presentare i libri mi piace molto, è emozionante all'inizio poi incredibilmente ci si abitua a tutto... tranne alla tv. Le telecamere mi fanno un brutto effetto.  :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite clapetrux
2 ore fa, MatRai ha detto:

Credo che se avessi avuto un'agenzia a curare i miei interessi alcune cose sarebbero potute andare meglio, sicuramente dal punto di vista strettamente contrattuale (su tutti i diritti secondari) poi da un punto di vista d'investimento e marketing - quindi sì, anche promozionale

Got it.

Grazie della pazienza e della gentilezza! Buon proseguimento d'avventura :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @MatRai

scrivo per sognare. Da quando, piccolo, lessi Pirandello.

I soldi non li ho mai avuti, dunque non li cerco. Assurdi. Assurdo.

Ho cercato piccoli editori per il mio esordio. Tra qualche mese dovrei avere notizie. I grandi, sono per i grandi.

Ma la scintilla non morirà mai.

Lunga vita e prosperità.

 

"Ubbidisco e riprendo, - rispose il gatto".

Luigi

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @MatRai, innanzitutto complimenti e grazie per il tuo post, così aperto e sincero. Nel corso delle discussione ho visto che citi 4 stesure. Volevo chiederti come le hai affrontate e quanto ci hai messo, in totale, ad arrivare alla versione che hai presentato con successo a Mondadori. Ti è capitato di riscrivere di sana pianta o le riscrittura sono state una sorta di affinamento progressivo con inserti e tagli su un lavoro di base che è rimasto lo stesso? Grazie! 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@stekko Ciao!
Mi è capitato di riscrivere da zero alcune parti, oppure di aggiungere ed eliminarne altre. Il grosso del lavoro è stato comunque di revisione e affinamento. :)

Grazie a te.

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi infilo in questa discussione per porre una domanda al gentilissimo @MatRai.

Cosa ti ha spinto a scegliere l'agenzia letteraria alla quale ti sei affidato? Perché proprio quella lì tra tante? Cosa non ti convinceva in generale delle altre?

 

Il bello è che volevo porre una sola domanda :facepalm:.

  • Mi piace 1
  • Divertente 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Ngannafoddi Senza dubbio: La loro volontà di avermi in gruppo.
Hanno letto il mio nuovo lavoro in 10 giorni, in pieno agosto. Il 20 mi hanno dato un appuntamento a Roma per discuterne a voce. Sono venute con tanto di analisi del testo alla mano e mio testo appuntato. Abbiamo discusso un'ora e mezza del romanzo, dei miei progetti, del passato, del futuro, in un clima del tutto rilassato e informale. Inoltre mi piace l'approccio anglosassone di B&G, che sembrano ben disposte ad aiutare i loro autori anche nella fase progettuale, d'impostazione del lavoro. Esattamente ciò che vorrei io da un'agenzia letteraria (trattare i contratti lo sanno fare più o meno tutti, credo). 
Questo ha fatto una netta differenza, senza contare la loro conoscenza approfondita del mercato editoriale Anglosassone e Tedesco, ai quali mi piacerebbe proporre il mio primo romanzo.
Insomma, io in passato ho avuto contatti con agenzie e agenti (alcuni dei quali bazzicano questo forum) dai quali sono stato ben contento di stare alla larga. 
Oggi posso dire che con un piede dentro l'editoria ho capito quali agenti sono veramente affidabili e perché. E soprattutto ho capito che non mi serviva un mero procuratore, ma qualcuno che con un occhio professionale sapesse "guidarmi" nel mio lavoro.

  • Mi piace 3
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, MatRai ha detto:

Hanno letto il mio nuovo lavoro in 10 giorni, in pieno agosto. Il 20 mi hanno dato un appuntamento a Roma per discuterne a voce. Sono venute con tanto di analisi del testo alla mano e mio testo appuntato. Abbiamo discusso un'ora e mezza del romanzo, dei miei progetti, del passato, del futuro, in un clima del tutto rilassato e informale

 

Wow, gente in gamba! E molto desiderosa di averti in scuderia, a quanto pare... :)

 

1 ora fa, MatRai ha detto:

Questo ha fatto una netta differenza, senza contare la loro conoscenza approfondita del mercato editoriale Anglosassone e Tedesco, ai quali mi piacerebbe proporre il mio primo romanzo.

 

Questa mi sembra un'ottima idea. Secondo me, il tuo primo romanzo è esportabilissimo su quei mercati. Il 10 ottobre comincia la Buchmesse a Francoforte... ;)

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 ore fa, L'antipatico ha detto:

 Il 10 ottobre comincia la Buchmesse a Francoforte... ;)

 

Eh, speriamo!

Vedremo. Intanto grazie! 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 6/9/2018 alle 19:12, MatRai ha detto:

 

Eh, speriamo!

Vedremo. Intanto grazie! 

Ieri ho iniziato a leggere il tuo libro. Per ora mi sta piacendo moltissimo, complimenti.

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 27/9/2018 alle 06:40, pezza ha detto:

Ieri ho iniziato a leggere il tuo libro. Per ora mi sta piacendo moltissimo, complimenti.

 

Grazie di cuore!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Libro finito. Complimenti, mi è piaciuto molto. Solo il finale non mi ha convinto, ma per motivi personali, non per altro. Cosa stai scrivendo ora?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 1/12/2017 alle 11:05, MatRai ha detto:

Vivere una vita piena. Curiosare. Sbagliare. Ubriacarsi di tanto in tanto. Disprezzare qualcosa e qualcuno, amare alla follia. Viaggiare da viaggiatore, non da turista. Non avere pregiudizi. Osservare gli altri. Ascoltare le storie del mondo (ce ne sono miliardi in giro), accettare l'idea che possa esistere Dio, che bene e male non sono fiabe ma energie reali che influenzano la vita da sempre. Studiare. Leggere (l'ho già detto?)

Fatto! Da una vita e per una vita. E, se tornassi indietro, rifarei lo stesso. E oggi, che non ho più vent'anni, né trenta, né quaranta, né... come recita un adagio tibetano, devo dirmi e mi dico: se so che morirò domani, posso ancora imparare qualcosa stanotte. Good luck :)

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 15/10/2018 alle 16:10, pezza ha detto:

Libro finito. Complimenti, mi è piaciuto molto. Solo il finale non mi ha convinto, ma per motivi personali, non per altro. Cosa stai scrivendo ora?

 

Ciao pezza. Leggo solo ora: grazie! Se ti va in privato puoi dirmi perché il finale non ti ha convinto. :)
 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @MatRai. Ne approfitto anch'io per chiederti una cosa.

Al di là delle questioni puramente economiche e contrattuali, quando dici che ti sei pentito di non avere un agente per il tuo primo romanzo, potresti dare un consiglio a chi magari ha trovato un editore ma NON ha ancora un'agenzia?

Perché se un editore ci contatta, ma non abbiamo avuto riscontri dalle agenzie, capirai anche tu che ormai è difficile dire di no ad un editore pronto magari a pubblicarci come è successo a te. A cosa ci consigli di stare attenti, o di puntare, durante le discussioni con un editore? Quali richieste pensi che avresti potuto avanzare con il tuo editore che un agente avrebbe fatto al tuo posto?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 3/5/2019 alle 22:27, Nestor Neroman ha detto:

Ciao @MatRai. Ne approfitto anch'io per chiederti una cosa.

Al di là delle questioni puramente economiche e contrattuali, quando dici che ti sei pentito di non avere un agente per il tuo primo romanzo, potresti dare un consiglio a chi magari ha trovato un editore ma NON ha ancora un'agenzia?

Perché se un editore ci contatta, ma non abbiamo avuto riscontri dalle agenzie, capirai anche tu che ormai è difficile dire di no ad un editore pronto magari a pubblicarci come è successo a te. A cosa ci consigli di stare attenti, o di puntare, durante le discussioni con un editore? Quali richieste pensi che avresti potuto avanzare con il tuo editore che un agente avrebbe fatto al tuo posto?

 

 

Ciao @Nestor Neroman

 

Leggo solo ora.

Non ho detto che mi sono pentito ma che avrei preferito avere un agente anche un anno e mezzo fa. Senza entrare nello specifico sarebbe stato meglio per gestire meglio tutta la fase di contrattazione preliminare e, magari, ottenere qualche cosina in più non solo a livello economico ma soprattutto di promozione/scelte di marketing. I grandi editori hanno strutture molto complesse e non è detto che tra area editoriale ed area commerciale parlino la stessa lingua.

 

 

  • Mi piace 2
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
7 ore fa, MatRai ha detto:

ottenere qualche cosina in più non solo a livello economico ma soprattutto di promozione/scelte di marketing. I grandi editori hanno strutture molto complesse e non è detto che tra area editoriale ed area commerciale parlino la stessa lingua.

Ciao Matteo, su questo - purtroppo - io ho avuto un'impressione diversa dalla tua.

Dalla mia esperienza personale di esordio (prossimo) con grande CE tramite agente posso dirti: ottimo contratto, sicuramente. Nulla da dire a proposito. Non tanto per l'anticipo (si tratta comunque di poca roba, ma a un esordiente sconosciuto senza agente avrebbero forse dato dal 25 al 50% in meno), quanto per tutta una serie di altri aspetti accessori.

Per quanto riguarda il discorso promozione/marketing, invece, la voce in capitolo dell'agente dopo la firma del contratto è davvero marginale. Chiaro che parlo sempre di esordienti: con loro la "grande promozione" non è preventivata.

A meno che non decidano di investire proprio sul libro dell'esordiente tra le decine e decine che escono ogni mese, quasi tutti di autori più famosi di lui.

Ma ho la sensazione che in quel caso la discriminante non sia tanto l'agenzia, quanto il DE della CE che si innamora talmente tanto del testo che convince chi di dovere a investire in marketing... ma questa è un po' fantascienza.

Insomma: agenzia sì per "essere presentati" alle grandi CE e per avere un buon contratto, agenzia no per avere un canale privilegiato nel discorso "promozione e marketing". Promozione e marketing li vorrebbero tutti, ma proprio tutti gli scrittori che escono. Molti di loro sono autori affermati e che vendicchiano pure, e che si lamentano perché ne vorrebbero di più. La grande CE con 50 o più titoli in uscita al mese difficilmente investe sull'esordiente di turno, tranne miracoli in cui l'agenzia c'entra poco o nulla.

Questa naturalmente, ripeto, è la mia impressione in merito.

Un saluto!

 

  • Mi piace 4

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 13/5/2019 alle 20:43, Bango Skank ha detto:

Ciao Matteo, su questo - purtroppo - io ho avuto un'impressione diversa dalla tua.

Dalla mia esperienza personale di esordio (prossimo) con grande CE tramite agente posso dirti: ottimo contratto, sicuramente. Nulla da dire a proposito. Non tanto per l'anticipo (si tratta comunque di poca roba, ma a un esordiente sconosciuto senza agente avrebbero forse dato dal 25 al 50% in meno), quanto per tutta una serie di altri aspetti accessori.

Per quanto riguarda il discorso promozione/marketing, invece, la voce in capitolo dell'agente dopo la firma del contratto è davvero marginale. Chiaro che parlo sempre di esordienti: con loro la "grande promozione" non è preventivata.

A meno che non decidano di investire proprio sul libro dell'esordiente tra le decine e decine che escono ogni mese, quasi tutti di autori più famosi di lui.

Ma ho la sensazione che in quel caso la discriminante non sia tanto l'agenzia, quanto il DE della CE che si innamora talmente tanto del testo che convince chi di dovere a investire in marketing... ma questa è un po' fantascienza.

Insomma: agenzia sì per "essere presentati" alle grandi CE e per avere un buon contratto, agenzia no per avere un canale privilegiato nel discorso "promozione e marketing". Promozione e marketing li vorrebbero tutti, ma proprio tutti gli scrittori che escono. Molti di loro sono autori affermati e che vendicchiano pure, e che si lamentano perché ne vorrebbero di più. La grande CE con 50 o più titoli in uscita al mese difficilmente investe sull'esordiente di turno, tranne miracoli in cui l'agenzia c'entra poco o nulla.

Questa naturalmente, ripeto, è la mia impressione in merito.

Un saluto!

 

 

Non saprei. Al momento la mia esperienza è simile alla tua, confinata allo status di "esordiente". Se cambierà qualcosa col secondo romanzo lo saprò - credo e spero - a breve. Vedremo, magari mi ritroverò a darti ragione al 100%. Sulla carta con le mie agenti i discorsi sono stati molto chiari, e so con certezza che gli stessi discorsi sono sul tavolo degli editori insieme al nuovo manoscritto. Mi riservo di riprendere il discorso tra qualche tempo, portando a supporto magari una diversa esperienza. 

Ti abbraccio e in bocca al lupo per l'imminente esordio. <3

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×