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Plata

L'ultimo esorcismo di Mr. Wong

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I due uomini stavano seduti a terra: gambe incrociate, uno anche le braccia. Attorno delle candele spente formavano un cerchio tra le pareti della stanza. Gli sguardi erano spenti e occultati dietro le palpebre chiuse; l'espressione seria, preoccupata. Il più giovane sudava.

«Sta per arrivare» disse quello più anziano, forse avvertendo un rumore o una sensazione rivelatrice.

Il compagno annuì e strinse i pugni.

La porta si aprì.

Mr. Wong entrò nella stanza, chiuse la porta dietro di sé e si strinse nell'accappatoio: «Ehi, Wu, è tuo genero?»

«Sì» rispose l'uomo.

«Gli hai detto tutto?»

«Gli ho detto tutto, Wong. Il ragazzo è pronto.»

Lo sciamano si tolse gli occhiali e con un lembo dell'accappatoio cominciò a pulirli. Gli occhi scuri si poggiarono sui due uomini per scrutarli a turno: «È a digiuno? Ha recitato i sutra purificatori?» chiese al più anziano, come se prima di rivolgere la parola all'oggetto della discussione volesse essere sicuro che ne fosse degno, poi sputò sugli occhiali.

«Sì, fratello, ha fatto tutto quello che gli ho detto, che poi è quello che tu hai detto a me, ne sono testimone e garante. Possiamo procedere?»

Mr. Wong si rimise gli occhiali. «Come sai che è lei?» chiese a bruciapelo rivolto al giovane Xiang.

«Lo so. L'ho vista.»

«Quindi non è una mera presenza. L'hai vista in sogno?»

«Ultimamente la vedo da sveglio, mi appare all'improvviso così come scompare. La cosa comincia a farmi paura» concluse abbassando lo sguardo.

L'uomo con l'accappatoio, che testardamente continuava a usare a mo' di vestaglia, sollevò un sopracciglio: «Solitamente gli spiriti tendono a lasciarci in pace. Questo perché» si girò un attimo verso Wu per aggiungere «ma è solo una mia supposizione», quindi riprese «ci rendiamo davvero conto di quanto sia stupido e sgradevole l'essere umano quando finalmente non dobbiamo averci più niente a che fare. Quindi se lo spirito di questa giovane sfortunata è rimasto tra noi, o forse è meglio dire che è rimasto intrappolato in una sorta di limbo tra il nostro e il loro...» Si fermò per cercare una parola più adatta di quella che stava per dire, non la trovò e si accontentò «... mondo, potrebbe esserci qualcosa di irrisolto.»

Il vecchio Wu vacillò, Mr Wong allungò le braccia e in maniera teatrale le incrociò sul petto.

Il giovane vedovo rimase immobile. «È stata uccisa» aggiunse un paio di secondi dopo.

«Questo lo so» si affrettò a dire lo sciamano, «ma se un omicidio dovesse bastare a fare tornare indietro i morti ci sarebbe una bella confusione qui intorno, e il mondo sarebbe collassato da tempo.»

«Fratello Wong, aiuta mio genero» aggiunse l'anziano, rispettoso, chinando il capo.

«Certo» rispose l'esorcista, «se siete qua lo sto già facendo.» Poi, guardandosi attorno, aggiunse: «Accendete le candele. E da adesso in poi fate tutto quello che vi dico, se non vogliamo correre il rischio di farci fottere a dovere.»

 

La luce soffusa filtrava dalle tende dell'unica finestra della stanza, mentre l'odore dell'incenso si liberava dai bastoncini accesi e il silenzio donava alla scena qualcosa di mistico.

Wong era seduto in ginocchio, sui talloni. Aveva liberato le spalle dal pesante accappatoio e si trovava a petto nudo, coperto soltanto dai tatuaggi che gli rivestivano la pelle fino alle scapole: figure tremende, coloratissime, sembravano muoversi al respiro dell'uomo, guerrieri dalle facce feroci e armati di spade fronteggiavano demoni dalle sembianze mostruose e terribili; l'immobilità plastica della rappresentazione non permetteva di stabilire chi ne sarebbe risultato vincitore, chi annientato.

Aperti gli occhi, Mr Wong fissò un attimo i due interlocutori, poi da una delle tasche della morbida e umida veste tirò fuori una fiaschetta di ceramica unta e sbreccata e ne trasse un sorso. Dopo aver schioccato la lingua disse «Bevete», e l'allungò all'uomo più anziano, che bevve e la passò a sua volta al genero che aveva cominciato a tremare.

Lo sciamano aveva giunto le mani dando vita ai mudra, una lenta e complessa recita di pose e intrecci in cui le dita si muovevano senza incertezze, mentre la sua voce roca citava delle formule magiche.

«Ragazzo» disse a un certo punto con tono solenne, «lo spirito della tua giovane moglie ti perseguita, e per scacciarla dobbiamo entrare in contatto con lei. L'intruglio che abbiamo ingerito ci aiuterà per il passaggio in una realtà fittizia più consona all'incontro; il testimone qui presente, amico mio quanto tuo e padre della vittima, veglierà su quanto accade.» Chiuse gli occhi, venne imitato dagli altri, poi concluse: «In qualsiasi forma o entità voi mi percepiate da qui a poco rimanete, sempre, vicino a me.»

Poi non disse più nulla, e i pensieri fuggirono dal suo corpo come uccellini da una gabbia aperta.

 

La nuova dimensione avvolse i tre uomini con le sue tenebre e le loro menti vi si dissolsero simili a gocce d'anice in un bicchiere d'acqua. Il sogno lucido diventava sempre più distinto, fino a quando si udì la voce di Wong: «Non combattete... lasciatevi trasportare.»

Wu e Xiang avvertirono la presenza della loro guida e infine, sebbene tenessero gli occhi chiusi, lo videro. O meglio, videro una sua rappresentazione.

«Compagni, in questo luogo siamo ospiti indesiderati, ma finché rimaniamo all'interno del cerchio non corriamo troppi pericoli» annunciò la figura splendente indicando le fiammelle visibili anche in quel luogo.

«Ma, dove...» chiese Xiang senza riuscire a terminare.

«Nel regno dei defunti» rispose Wu.

«Non siate stupidi. Visiterete il regno dei morti solo da morti. Questo è qualcosa che non esiste, un limbo, una distorsione dove gli spiriti vagano senza sapere dove andare.» L'entità Wong cercò di spiegare qualcosa che, sapeva bene, non sarebbe stata compresa. «Proverò a mettermi in contatto con la morta. Non fatevi prendere dal panico.»

Lo sciamano chiamò la defunta per nome e le tenebre sembrarono scuotersi. Attese qualche secondo, poi ritentò: «... Io ti convoco.»

I tre uomini avvertirono una presenza, poi intravidero qualcosa nell'oscurità: il corpo diafano di una giovane donna che sembrava galleggiare nell'acqua, come lo fanno i cadaveri.

L'entità Wu non seppe che dire, l'entità Xiang si sentì trafitta da un vento gelido.

Lo spirito della ragazza emerse a fatica dall'abbraccio del buio, fino a che si trovò al cospetto dei tre.

«Amore mio» disse il fantasma, «perché lo hai fatto?»

Xiang trasalì, quindi rispose: «Non ho fatto nulla, lo giuro!» Il ragazzo sprofondò nel panico.

«Di cosa sta parlando?» chiese Wong, mentre il dubbio sbocciava nella sua testa come un fiore marcio.

«La mano che mi ha uccisa non era la tua, ma sei stato tu ad armarla. L'ho letto nel cuore del mio assassino mentre morivo... Perché?» La voce del fantasma echeggiò nei cuori dei tre uomini.

Lo spirito cominciò ad avvicinarsi all'amato, che indietreggiando uscì dal cerchio di fiammelle.

 

Wong spalancò gli occhi e cominciò a imprecare: «Brutto figlio di cagna! Sei stato tu a farla uccid...» Ma si bloccò subito.

Xiang tremava, scosso dai sussulti, gli occhi girati all'indietro rendevano visibile solo la sclera; i brividi pian piano divennero spasmi mentre le labbra boccheggiavano come quelle di un pesce fuori dall'acqua, in ciò che poteva essere una muta richiesta d'aiuto o una maledizione. D'improvviso le articolazioni del giovane cominciarono a muoversi in modo arbitrario, fuori da ogni logica, in quello che assomigliava sempre più alla lugubre danza di un'orribile marionetta.

Lo sciamano osservò Wu rattrappito in un angolo che piangendo batteva la testa sulla parete vicina, e capì che da lui non se ne sarebbe tratto un ragno dal buco. In fondo, pensò, è come se avesse perso la figlia due volte.

Prese una sigaretta, l'accese e ne trasse una lunga boccata, espirò il fumo e gettò la cicca a terra, ostentando una sicurezza che cominciava a scivolare via.

Il pensiero di non voler aver più niente a che fare con i suoi simili lo sfiorò per l'ennesima volta nella sua vita mentre un brivido gli saliva lungo la schiena fino al collo, come una lucertola.

 

Commento

Modificato da Plata

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@Plata ciao Platino :D
 

5 ore fa, Plata ha detto:

«... Io ti convoco.»

io avrei messo "Io ti invoco", ma è solo questione di gusti.

 

5 ore fa, Plata ha detto:

D'improvviso le articolazioni del giovane cominciarono a muoversi in modo arbitrario, fuori da ogni logica, in quello che assomigliava sempre più alla lugubre danza di un'orribile marionetta.

aiuto... (meraviglia di descrizione).

Molto bello Plata*___* belle le descrizioni di quando sono nel cerchio di fiammelle e riescono a mettersi in contatto con lo spirito della ragazza defunta e bello come hai sviluppato la storia. Il finale non me l'aspettavo, mi ha sorpreso. Mi ha un po' ricordato (non chiedermi perché) un anime giapponese (Natsume yuujinchou), non per la trama in sé, ma per la figura dell'esorcista e l'ultima frase sulla lucertola. Un bel racconto, scritto molto bene^^

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Bel racconto con un paio di descrizioni particolarmente azzeccate 

On 25/11/2017 at 14:45, Plata ha detto:

figure tremende, coloratissime, sembravano muoversi al respiro dell'uomo, guerrieri dalle facce feroci e armati di spade fronteggiavano demoni dalle sembianze mostruose e terribili; l'immobilità plastica della rappresentazione non permetteva di stabilire chi ne sarebbe risultato vincitore, chi annientato.

Però sono un po' perplesso sul perché il marito dovrebbe rivolgersi a Wong con il rischio di essere scoperto.

On 25/11/2017 at 14:45, Plata ha detto:

le articolazioni del giovane cominciarono a muoversi in modo arbitrario, fuori da ogni logica, in quello che assomigliava sempre più alla lugubre danza di un'orribile marionetta.

Io approfondirei di più questa parte, mi piace lo splatter :wtf:

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On 25/11/2017 at 20:24, Luna ha detto:

io avrei messo "Io ti invoco", ma è solo questione di gusti.

ci avevo pensato, ma si sa un po' di final fantasy... :P

 

On 25/11/2017 at 20:24, Luna ha detto:

aiuto...

credo sia un complimento per chi prova a scrivere horror :trollface:

grazie per il passaggio :love2: @Luna

 

 

3 ore fa, Flavio Torba ha detto:

Però sono un po' perplesso sul perché il marito dovrebbe rivolgersi a Wong con il rischio di essere scoperto.

sì, era qualcosa che mi aspettavo mi venisse contestato, però ci sono alcune tesi a mio (credo) favore:

il ragazzo è esasperato

On 25/11/2017 at 14:45, Plata ha detto:

«Ultimamente la vedo da sveglio, mi appare all'improvviso così come scompare. La cosa comincia a farmi paura»

 

poi ho cercato di ovviare col pretesto che Xiang fosse solo il mandante, non l'esecutore materiale.

Altra cosa: il contesto è la Cina con ciò che ne deriva: una visione compltetamente sfasata rispetto alla nostra; "obblighi" morali e sociali a volte persino speculari. 

 

Sullo splatter ti abbraccio, ma i caratteri stavano per finire e ho dovuto accontentarmi.

Grazie del passaggio.

:plata: 

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Ciao@Plata ,

premetto che è il tuo primo racconto che leggo, quindi ignoro se questo personaggio faccia parte di un particolare “universo”, perciò prendi il mio commento come quello di un lettore che apre una rivista antologica generica e ne legge un racconto.

E’ un bel racconto, il personaggio principale è caratterizzato bene e mette voglia di saperne di più.

Adesso alcune osservazioni:

 

«Quindi non è una mera presenza. L'hai vista in sogno?» Cambierei “mera”, troppo altisonante (giudizio personalissimo, sto provando ad ascoltare il dialogo nella mia testa).

“…ci rendiamo davvero conto di quanto sia stupido e sgradevole l'essere umano quando finalmente non dobbiamo averci più niente a che fare” Non è immediato da comprendere, ma non è neanche sbagliato, forse lo “svolgerei” quel tanto che basta per renderlo un poco più esplicito.

“L'intruglio che abbiamo ingerito…” è fuori personaggio, il Wong che abbiamo conosciuto fino adesso non definirebbe mai le sue pozioni con un termine così spregiativo.

 

“La nuova dimensione avvolse i tre uomini con le sue tenebre…” questa parte è molto bella, darei giusto qualche accenno visuale alla realtà in cui sono immersi: sono nelle tenebre? Ciascuno vede gli altri? Vedono delle ombre che si dissolvono?

Finora il lettore è calato bene nella storia e sarebbe bello che continuasse a farlo durante questa fase, che rappresenta il climax della storia; basterebbe solo una pennellata in più.

 

«Amore mio» disse il fantasma, «perché lo hai fatto?»Qui ci starebbe meglio una frase tipo “Io ti amavo, e tu…”. Lui l’ ha fatta ammazzare e lei continua a chiamarlo “amore” invece di essere leggermente in collera? ☺

 

“Prese una sigaretta, l'accese e ne trasse una lunga boccata…” Mi piace che il racconto volga brevemente verso la conclusione, però così non funziona. Vediamo Wong tra un assassino che ha una crisi epilettica ed un padre disperato e lui cosa fa? Si accende una sigaretta? No. Così è troppo un figlio di buona donna, contrasta col personaggio che abbiamo visto finora e non c’ è motivo che giustifichi un simile cambiamento. Va bene che sia distaccato dalla situazione, ma accendersi una paglia in un simile contesto è troppo. Dovrebbe accusare, gridare, cacciare via il reo e consolare il povero padre… ma la sigaretta no!

E poi “…Wu rattrappito in un angolo che piangendo batteva la testa sulla parete vicina, e capì che da lui non se ne sarebbe tratto un ragno dal buco.” Cosa vuoi cavare da un poveretto che ha appena scoperto che il genero ha assassinato sua figlia? Questo pezzo va migliorato.

 

Ripeto: bella storia e bel personaggio, con poche piccole modifiche si possono correggere alcune leggere “asperità” e rendere tutto più credibile ed “immersivo” per chi legge.

 

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Ciao @RicMan , grazie del passaggio. 

On 27/11/2017 at 10:12, RicMan ha detto:

prendi il mio commento come quello di un lettore che apre una rivista antologica generica e ne legge un racconto.

Va bene, il racconto è una storia a sé, anche se forse potrei approfondirlo in futuro. 

 

On 27/11/2017 at 10:12, RicMan ha detto:

Cambierei “mera”, troppo altisonante

Volevo rendere una personalità frastagliata, con le sue incongruenze,  quante c'è ne possono essere in un dialogo che contiene "vocaboli altisonanti" e 

On 25/11/2017 at 14:45, Plata ha detto:

farci fottere a dovere

La scarsità di caratteri e altre mie mancanze non me lo hanno permesso

 

On 27/11/2017 at 10:12, RicMan ha detto:

“L'intruglio che abbiamo ingerito…” è fuori personaggio

Sì, è vero 

 

On 27/11/2017 at 10:12, RicMan ha detto:

«Amore mio» disse il fantasma, «perché lo hai fatto?»Qui ci starebbe meglio una frase tipo “Io ti amavo, e tu…”. Lui l’ ha fatta ammazzare e lei continua a chiamarlo “amore” invece di essere leggermente in collera? ☺

Giusto, però gli fa fare una brutta fine :omicida:

 

On 27/11/2017 at 10:12, RicMan ha detto:

Prese una sigaretta, l'accese e ne trasse una lunga boccata…” Mi piace che il racconto volga brevemente verso la conclusione, però così non funziona. Vediamo Wong tra un assassino che ha una crisi epilettica ed un padre disperato e lui cosa fa? Si accende una sigaretta? No. Così è troppo un figlio di buona donna

In realtà era mia intenzione dipingere proprio un figlio di buona donna.

Sul finale ballerino però hai ragione, per quello ero dubbioso se postarlo o meno, mi servivano almeno altre due centinaia di caratteri che non avevo. 

Grazie per le segnalazioni. 

Modificato da Plata

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Però se volevi dipingerlo come un figlio di buona donna non si spiega come mai se la prenda tanto con l’ assassino. Intendo dire che le motivazioni sono fondamentali per i personaggi.

Le motivazioni del vecchio sono chiare, mentre il giovane è stato “tirato in mezzo” dal suocero e di lui dici solo “sudava”. Valuterei di caratterizzarlo come un giovane timido e nervoso, il fatto che sudasse non è di per sé indicativo. E’ stato tirato in mezzo e o pensa che lo stregone sia un fanfarone oppure sa che sta per essere scoperto.

Per Wang il discorso è più complesso. Cosa gli sta a cuore? Cosa lo muove? Degli umani abbiamo visto che non glie ne può importare di meno, dei fantasmi tutto sommato neanche perché non appena finita la breve requisitoria un po’ teatrale si accende una paglia e tanti saluti. Forse sono i soldi dell’ “onorario” a muoverlo? In tal caso il suo distacco da altre cose dovrebbe essere più marcato e la sua avidità accennata.

Forse ti sembrerà che mi prenda a cuore delle pagliuzze, ma a mio modesto parere questi dettagli andrebbero valutati, a maggior ragione per il fatto che Wang è un personaggio con molto potenziale.

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On 28/11/2017 at 11:38, RicMan ha detto:

Però se volevi dipingerlo come un figlio di buona donna non si spiega come mai se la prenda tanto con l’ assassino.

Provo a chiarire cosa intendevo per figlio di buona donna (effettivamente non è l'aggettivo con cui lo avrei descritto, ma ho usato le tue parole) in questo caso, cioè un cinico con molto pelo sullo stomaco, uno che ti guarda dall'alto in basso, altero e supponente se vuoi. Non estremamente simpatico. Uno stronzo più che un figlio di buona donna. Questo non vuol dire che lo volessi dipingere come uno dal cuore nero, anzi il contrario. 

 

On 28/11/2017 at 11:38, RicMan ha detto:

Per Wang il discorso è più complesso. Cosa gli sta a cuore? Cosa lo muove? Degli umani abbiamo visto che non glie ne può importare di meno, dei fantasmi tutto sommato neanche perché non appena finita la breve requisitoria un po’ teatrale si accende una paglia e tanti saluti. Forse sono i soldi dell’ “onorario” a muoverlo? In tal caso il suo distacco da altre cose dovrebbe essere più marcato e la sua avidità accennata.

Degli umani in generale magari è come dici tu, ma se si parla dello spirito di una ragazza le cose cambiano. E per l'amico Wu, e anche un certo senso del dovere, volendo. Tutte cose che ho avuto la presunzione di rendere percepibili in pochi caratteri.

 

On 28/11/2017 at 11:38, RicMan ha detto:

Forse ti sembrerà che mi prenda a cuore delle pagliuzze, ma a mio modesto parere questi dettagli andrebbero valutati, a maggior ragione per il fatto che Wang è un personaggio con molto potenziale.

Assolutamente no. I particolari sono fondamentali :)

Piace molto anche a me il protagonista, lo sento mio, ecco. Sicuramente cercherò di valorizzarlo allungando la storia. 

Grazie mille per il tuo tempo. 

:plata:

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Ciao Plata, il racconto mi è piaciuto, è evocativo e scorre bene. Lo svolgimento della trama è ben articolato con i tre atti della preparazione, dell’incontro e della conclusione. Buono anche il climax in cui compare la moglie e svela il mistero.

I personaggi di Wong e Wu sono ben caratterizzati, mentre Xiang è un po’ sfuggente, non facilmente identificabile. Forse con qualche particolare in più che ne tratteggi la personalità, puoi introdurre il lettore alla rivelazione finale e alla tragica fine.

Ho apprezzato anche lo stile che in vari punti ha degli ottimi tocchi narrativi (la descrizione dei tatuaggi ad esempio), anche se, a seguire, ti indico alcuni passaggi in cui mi sono broccato o che, almeno al mio orecchio, hanno stonato.

Come giudizio finale: ottimo lavoro.

 

“uno anche le braccia”. Da migliorare.

“forse avvertendo un rumore o una sensazione rivelatrice” forse si può togliere;

“«Ehi, Wu, è tuo genero?»”: non del tutto in sintonia con il tono più cupo del racconto;

“poi sputò sugli occhiali”: si collega poco alla frase precedente;

“aggiunse l'anziano, rispettoso, chinando il capo”: toglierei “rispettoso”;

“L'intruglio”: non del tutto in sintonia con il tono del racconto;

“Chiuse gli occhi, venne imitato dagli altri, poi concluse”: il “venne imitato dagli altri” va collegato meglio alle altre due frasi;

“e i pensieri fuggirono dal suo corpo come uccellini da una gabbia aperta”: non del tutto in sintonia con il tono del racconto. L’immagine degli uccellini che escono da una gabbia aperta ha qualcosa di liberatorio e bucolico che stride con l’argomento e l’atmosfera tetra che hai descritto;

“come lo fanno i cadaveri”: bella l’immagine ma la frase andrebbe riformulata meglio;

“come un fiore marcio”: non mi è piaciuta

“non se ne sarebbe tratto un ragno dal buco”: modo di dire che non si addice al momento carico di tensione della fine del racconto;

“Il pensiero di non voler aver più niente a che fare con i suoi simili lo sfiorò per l'ennesima volta nella sua vita”: il “nella sua vita” mi sembra che sia superfluo e che interrompa il ritmo della frase;

“mentre un brivido gli saliva lungo la schiena fino al collo, come una lucertola”: bella l’immagine del brivido che sale come una lucertola, ma la frase ha un ritmo che mi ha lasciato interdetto e forse può essere riformulata.

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Ciao @Plata!

 

Inizio, come mio solito, con qualche appunto sintattico:

 

Cita

come se prima di rivolgere la parola all'oggetto della discussione volesse essere sicuro che ne fosse degno

Ecco, qui avrei preferito mettere tra virgole " prima di rivolgere la parola all'oggetto della discussione"

Cita

sgradevole l'essere umano quando finalmente non dobbiamo averci più niente a che fare

Avrei aggiunto una virgola dopo "umano", per dare più risalto alla parte successiva.

Cita

ci aiuterà per il passaggio in una realtà fittizia più consona all'incontro

Ok che è un discorso diretto e che un personaggio può risultare sgrammaticato, ma avrei preferito "nel passaggio".

Cita

in ciò che poteva essere una muta richiesta d'aiuto o una maledizione.

Premesso che "maledizione" potrebbe essere anche superfluo, per staccare i due concetti avrei comunque usato una virgola dopo "d'aiuto".

Cita

Il pensiero di non voler aver più niente a che fare con i suoi simili lo sfiorò per l'ennesima volta nella sua vita mentre un brivido gli saliva lungo la schiena fino al collo, come una lucertola.

Chiusura meravigliosa, difetta solo della mancanza di una virgola dopo "vita", a parer mio.

 

Ora alcune considerazioni prettamente personali.

 

Cita

ma se un omicidio dovesse bastare a fare tornare indietro i morti ci sarebbe una bella confusione qui intorno,

Fantastica! :D

Cita

mentre il dubbio sbocciava nella sua testa come un fiore marcio

Capisco l'ambientazione, ma questa allegoria non la trovo comunque azzeccata.

 

Bene, la trama è il pezzo forte di questo racconto: si sviluppa bene, incuriosendo il lettore a proseguire per capire cosa succederà, e pure il finale è - imho - da applausi.

I contenuti sono molto validi, la scena in cui si svolge la storia è ben definita; mi piace anche il fatto che il limbo sia volutamente vago. 

Su grammatica e sintassi poco da dire: gli appunti fatti son più gusti miei, che errori veri e propri.

Belli pure i personaggi: mr. Wong e i suoi tatuaggi (nonché la sua riflessione finale) è un mito, Xiang è reso abbastanza bene come "fdbd" (ma ci sei andato piano), forse Wu è quello su cui avrei preferito un paio di parole, in più essendo la vera vittima.

Sullo stile nulla da dire: scorrevole ma non troppo, piacevole da leggere. E con alcune "genialate" piazzate qua e là.

 

Insommma @Plata... che dire? Il racconto mi è piaciuto, mi piace come scrivi... il mio destino nel contest è segnato! :P

 

Ciò vuol dire che un giorno o l'altro verrò a offrirti una birra, ma anche che ti rileggerò in futuro! ;)

 

 

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Ciao,

inizio subito col dire che ho apprezzato questo racconto, soprattutto per il modo in cui è scritto. Mi piace il fatto che tu abbia cercato di dare "movimento" ai dialoghi unendoci, insieme, delle azioni che li interrompono. Sono molto belle anche le metafore che hai utilizzato, come quella degli uccellini che escono dalla gabbia ( i pensieri) , mentre ho trovato un po' forzata quella dell'anice. Mi piace la prosa composta e il lessico ricercato, a livello di stile non posso che farti i complimenti.

Ho apprezzato anche la tripartizione in sezioni ( pre-incontro, incontro e finale ), danno un senso di ordine.

Quanto alla trama, il racconto non suscita paura, ma incuriosisce, affascina, provoca anche un lieve senso di straniamento. Concordo in parte con quanto ti hanno scritto sopra, ossia che ci sono alcune incongruenze tra i personaggi nel senso di atteggiamenti un po' caricati ( accendersi la sigaretta) ma penso che sia il limite di ogni racconto così breve...è difficile sviluppare una trama concisa, compiuta e con un'evoluzione dei personaggi che risulti credibile. Anche perché servono pagine.

Nel complesso mi è piaciuto molto, un po' sono di parte perché lo spiritismo mi affascina, però c'è anche da dire che, per lo meno in questo forum , non mi sembra un argomento molto spesso trattato e quindi vinci anche il punto originalità.

A rileggerti, magari in uno sviluppo più lungo con gli stessi personaggi.

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