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Yaxara

Avverbisti anonimi

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Una vocina mi dice, per consolarmi e consolarci, che un editor abbia fatto qualche giretto anche nei libri della Fallaci.

4 minuti fa, Elisabeta Gavrilina ha detto:

la Fallaci lo faceva per lavoro

 e noi, invece, per diletto!

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Discorsi interessanti e istruttivi, opinioni di esperti, goliardia a palate, pubblicità occulta, riflessioni sulla caducità della vita e tanto altro ancora...

Direi che c'è tutto in questo topic. Continuate così. Vi seguo con passione :D .

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2 ore fa, Fraudolente ha detto:

Sarei curioso di sapere se la Fallaci scrive di istinto o se la relazione, ribadita e ripetuta, è anche studiata e voluta.

@Fraudolente, caro amico, AL LETTORE non importa un fico secco della volontà, dello studio, della preparazione o meno dell'Autore di predisporre il materiale narrativo in questo o quel modo. 

Sai cos'è un brevetto di volo? Generalmente è una "patente" che tu ottieni solo se hai accumulato diciamo qualche migliaio e migliaio di ore di volo. Questo per dire che una certa dimestichezza o eccelsa proprietà di linguaggio scritto tu (talento o non talento) la puoi acquisire solo dopo migliaia e migliaia  di ore di lettura e dopo altre migliaia di ore di scrittura. Poi, è ovvio che anche il  grande Autore butta giù d'istinto e quando si rilegge toglie, elimina, cancella per giungere alla frase e al fraseggio essenziale. E se non è soddisfatto del lavoro finale si affida a un bravo editor per la correzione e revisione generale. Nel grande laboratorio della scrittura se all'ispirazione non segue questo scrupoloso lavoro di limatura e di pulizia si finisce per pubblicare un lavoro, uno o due libri, della simpaticissima e brava Anna Marchesini dove l'Autrice si sbrodola addosso, incasinandosi da sola.

 

L'istinto che guida l'Autore è frutto di un lavoro tecnico-concettuale severissimo sulla parola e sul fraseggio (purtroppo non sempre!). 

Quello che spesso viene meno è la competenza del lettore, sempre troppo scarsa, per valutare correttamente la riuscita o l'insuccesso di certe scritture (e anche in questo caso...dimmi quanto hai letto e ti dirò che consapevolezza tu hai della tua lettura.  E qui per "consapevolezza" spesso si intende riconoscimento dei limiti o delle lacune da superare. Per me lettore senza memoria è faticoso seguire opere con decine e decine di nomi di personaggi, è un mio grave limite, ma ne sono consapevole). 

 

Poi, come tu già sai, l'argomento Scrittura può essere e deve essere affrontato partendo da una pluralità di punti di vista, da coordinare tra loro per offrire a chi ci legge spunti e stimoli interessanti. Se io ti invito ad evitare la forma passiva, p.e., per te potrebbe essere l'ennesima rottura di co...niglio del saccente di turno e per me invece . il ricordo dell'ennesima lezione di volo che torna utile nel contesto della consapevolezza acquisita in materia. Ma si tratta solo un semplice segmento bisognoso d'essere inserito in una tematica più ampia sulle modalità di scrittura.

 

Grazie per l'attenzione. . 

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@Andrea28 Gentile Sognatore, ma davvero le fiammelle vacillano? Dove?

No, me lo chiedo così, giusto per trascinarti nella discussione. Il tuo punto di vista potrebbe essere interessante per tutti. 

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@Renato Bruno Il pezzo originale è questo "The desert was always there, a patient white animal, waiting for men to die, for civilizations to flicker and pass into the darkness. Then men seemed brave to me, and I was proud to be numbered among them"

 

 

Quel "come fiammelle" credo sia una licenza del traduttore posto che "Flicker" sta per tremolare ma anche per sfavillare.

A me non è dispiaciuta come immagine. Tu che ne pensi? 

Modificato da Andrea28

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Il fatto è che un giornalista deve per lavoro scrivere frasi semplici, corrette, scorrevoli e soprattutto immediatamente comprensibili.

Quelli bravi (di Corriere, Repubblica, Sole 24 ore...) ci mettono anche un po' di raffinatezza.

Se scrivono un libro, ci trasportano quello stile. Qui l'editing serge giusto a mettere a posto qualche cosa.

Uno scrittore non giornalista parte da basi diverse e meno "schematiche/caratteristiche".

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@Andrea28 Non farmi aprire il varco spaventoso delle traduzioni...

 Alla lettera sarebbe: Il deserto era sempre là, un bianco e paziente animale, che aspettava che gli uomini muoiano, (che aspettava) le civiltà che sfarfallano e si dileguano nell'oscurità. Gli uomini mi sembrarono coraggiosi e fui orgoglioso di essere incluso tra essi.  

Proviamo a dargli un senso narrativo italiano: Il deserto era sempre lì, un animale bianco e paziente, in attesa della morte degli uomini, dello sfarfallio delle civiltà che si dileguano nell'oscurità/nelle tenebre. Gli uomini mi sembrarono coraggiosi e mi sentii orgoglioso di farne parte.

 

Vedi, carissimo, c'è una cosa che mi fa andare in bestia: Gli Autori dei testi urlano allo scandalo se io come editor introduco una virgola o cambio un verbo nei testi da loro scritti, ma poi gli stessi Autori (incluso me) si pappano traduzioni scandalose senza batter ciglio, anzi, su queste pessime traduzioni essi si nutrono, se ne cibano, le assimilano, confondendo poi nella scrittura lo stile del traduttore "allo inglese" con quello indigeno della propria lingua madre. Questo è insopportabile, è uno scimmiottamento così diffuso che nessuno ci fa più caso (vedi l'abbondanza di "come" che dal traduttore infedele passa agli Autori senza colpo ferire). 

 

Grazie a te per lo spunto. 

 

:   

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Non lo so @Renato Bruno. Io di "scandaloso", al limite, trovo solo la similitudine con le fiammelle.

Avrebbe potuto (avrebbe dovuto dici tu) mettere "che le civiltà vacillassero prima di sprofondare nell'oscurità" (o qualcosa del genere)

Però se cerchi quel "to flicker" nel dizionario online come prima traduzione esce: (di luci o fiamme) tremolare, guizzare, sfarfallare.

E se, invece, la traduttrice avesse, a suo modo, (riuscendoci o meno non saprei. Sarebbe da chiedere ad un madrelingua o riesumare lo stesso Fante :asd: ) cercato di ricreare l'originario spirito e significato della frase? 

Io di Inglese ne so poco e non posso certo espormi però, dal mio punto di vista, non mi sembra una traduzione così strana o assurda. Sicuramente non letterale, ma non necessariamente sbagliata o irrispettosa dell'opera di Fante.


L' "intuii allora il coraggio dell'umanità e fui lieto di farne parte", invece,  come traduzione ci sta. Anche perché per come l'hai messa tu non suona tanto: "fui orgoglioso di farne parte (degli uomini)". Sarebbe più giusto "del genere umano" ergo "dell'umanità" va bene

 

Mi rendo conto che tu ne sappia molto più di me sull'argomento ma volevo solo dire la mia.

 

(La traduttrice è la Castagnone che si è rifatta a Vittorini, comunque)

 

27 minuti fa, Renato Bruno ha detto:

Vedi, carissimo, c'è una cosa che mi fa andare in bestia: Gli Autori dei testi urlano allo scandalo se io come editor introduco una virgola o cambio un verbo nei testi da loro scritti, ma poi gli stessi Autori (incluso me) si pappano traduzioni scandalose senza batter ciglio, anzi, su queste pessime traduzioni essi si nutrono, se ne cibano, le assimilano, confondendo poi nella scrittura lo stile del traduttore "allo inglese" con quello indigeno della propria lingua madre. Questo è insopportabile, è uno scimmiottamento così diffuso che nessuno ci fa più caso (vedi l'abbondanza di "come" che dal traduttore infedele passa agli Autori senza colpo ferire)

Su questo discorso, invece, mi trovi invece d'accordissimo, Credo solo che l'esempio fatto non sia perfettamente calzante. 

 

 

E, comunque, credo stiamo andando piuttosto off-topic :asd: . 

Modificato da Andrea28

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Mitico Ionesco!

Il corso monografico sul teatro dell'assurdo è stato in assoluto uno degli argomenti più affascinanti dei miei studi universitari.

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16 minuti fa, Marcello ha scritto:

Mitico Ionesco!

 

Ho iniziato a leggere (lentamente) le opere complete e quella mitragliata di avverbi in -mente mi ha ricordato subito questa nostra vecchia discussione. 

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9 minuti fa, massimopud ha scritto:

 

Ho iniziato a leggere (lentamente) le opere complete e quella mitragliata di avverbi in -mente mi ha ricordato subito questa nostra vecchia discussione. 

(y)

E poi non scordare Beckett, se non lo hai già letto. ;)

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Il 8/12/2017 alle 20:48, Andrea28 ha scritto:

"The desert was always there, a patient white animal, waiting for men to die, for civilizations to flicker and pass into the darkness. Then men seemed brave to me, and I was proud to be numbered among them"

 

Il 8/12/2017 alle 21:39, Renato Bruno ha scritto:

Il deserto era sempre lì, un animale bianco e paziente, in attesa della morte degli uomini, dello sfarfallio delle civiltà che si dileguano nell'oscurità/nelle tenebre. Gli uomini mi sembrarono coraggiosi e mi sentii orgoglioso di farne parte.


:aka: che cosa ho letto.

Giusto per dare la mia (superflua) opinione: quando ho iniziato a scrivere ero terrorizzato dagli avverbi, soprattutto quelli in -mente (corrispettivi dei -ly inglese). Una volta "scoperti" li vedevo dovunque e ogni volta che ne incontravo uno, la lettura era un po' più guastata di prima.

Dopo ho capito che ci sono avverbi utili e avverbi superflui. Quelli che danno fastidio, sono gli ultimi: quelli che si possono eliminare o sostituire con un'altra parola, un'altra frase o addirittura un'intera scena (perché è sempre meglio "spacchettare" il contenuto, espandere ed esplorare). Ma alcune volte, se utilizzati con cognizione di causa, gli avverbi sono utili e non uccidono nessuno. Basta usarli con intelligenza, semplicemente :D 

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5 ore fa, Ton ha scritto:

alcune volte, se utilizzati con cognizione di causa, gli avverbi sono utili e non uccidono nessuno. Basta usarli con intelligenza, semplicemente :D

 

Condivido il tuo pensiero, con entusiasmo. Giusto bacchettare le dita di chi ne abusa, al tempo stesso, almeno per il mio senso estetico, a volte non c'è niente di meglio di un avverbio. Lo sanno tutti, a cominciare da chi da anni ha mosso guerra agli avverbi, specie quelli in-mente. Non voglio fare nomi, anzi sì: Stephen King [e non è il solo]. Ora voi provate a mettete mano al primo romanzo di King che trovate in casa, mettetelo a testa in giù e scrollatelo ben bene; ditemi poi se per raccogliere tutti gli avverbi finiti in terra non vi serviranno scopa e paletta.

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Il 24/11/2017 alle 15:56, Yaxara ha scritto:

 

Per quanto personalmente mi riguarda, ho fatto una rilettura velocissima e ho scoperto un sacco di sicuramente, certamente, ovviamente in posizioni rafforzative di cui onestamente posso fare a meno. 

Io sono d'accordo con te. Dosare gli avverbi consente di lasciare spazio alla fantasia del lettore. Si tratta del mio gusto personale...ovviamente. ;)

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