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Yaxara

Avverbisti anonimi

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1 ora fa, nanoFatato ha detto:

Sto combattendo molto con gli avverbi temporali, nello specifico: "adesso" e "ora". Il testo è in prima persona con i verbi al passato e non so bene come sostituirli.

allora, in quel tempo, quella volta, in quell'istante, in quella circostanza...

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@nanoFatato Concordo con quanto detto da @JPK Dike, ma aggiungo anche di fare attenzione al modo in cui usi i gerundi. Esprimono contemporaneità, quindi scrivere mi alzai andando ad aprire la porta oppure Davide sollevò la cornetta chiamando sua madre è sbagliato. Questi sono assoluta-mente da evitare, mentre quelli usati corretta-mente vanno bene se non in numero eccessivo.

 

1 ora fa, nanoFatato ha detto:

Sto combattendo molto con gli avverbi temporali, nello specifico: "adesso" e "ora". Il testo è in prima persona con i verbi al passato e non so bene come sostituirli.

Aspetto il tuo post, ma intanto ti dico che spesso puoi farne a meno senza dover alterare nulla. ;)

 

 

On 2/12/2017 at 20:33, Luna ha detto:

anziché scrivere "afferrò lo shampoo con un gesto rapido", risparmio scrivendo "afferrò velocemente lo shampoo"

Qui prima mi porrei la domanda: è necessario specificare il modo? In base alla risposta decido se scrivere soltanto afferrò lo shampoo oppure no.

Spesso tendiamo a dare più informazioni del necessario; il lettore può ricavare tutto dalla scena anche se siamo impliciti. Come sempre, usiamo gli avverbi (o le costruzioni alternative) quando ne vale davvero la pena. :) 

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7 ore fa, Black ha detto:

Esprimono contemporaneità, quindi scrivere mi alzai andando ad aprire la porta oppure Davide sollevò la cornetta chiamando sua madre è sbagliato. Questi sono assoluta-mente da evitare, mentre quelli usati corretta-mente vanno bene se non in numero eccessivo.

Perfettamente d'accordo.

Mi permetto di aggiungere che i gerundi (come gli altri modi indefiniti del verbo, participio e infinito) in italiano richiedono obbligatoriamente lo stesso soggetto della principale, a differenza di altre lingue, latino compreso.  Per cui quando leggo – e purtroppo mi capita spesso – frasi di questo tipo:

Essendo gli amici in ritardo per la cena, Mario si avviò da solo verso il ristorante.

Il manoscritto finisce metaforicamente nel cestino.

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3 minuti fa, nanoFatato ha detto:

Essendoci tante regole che ignorava, nano portò il suo manoscritto da un editor.

 

Stesso soggetto, giusto? :flower:

No, diversi.  Le regole fanno l'azione di esserci e nano quella di portare il manoscritto :lol:

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1 ora fa, Marcello ha detto:

allora, in quel tempo, quella volta, in quell'istante, in quella circostanza...

 

temporibus illis  :D

 

 

56 minuti fa, Black ha detto:

Esprimono contemporaneità, quindi scrivere mi alzai andando ad aprire la porta oppure Davide sollevò la cornetta chiamando sua madre è sbagliato.

 

A meno che Davide non stia chiamando sua madre, magari a gran voce, nell'atto di alzare la cornetta... 

Ma Davide sarebbe un maleducato!

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6 ore fa, nanoFatato ha detto:

Facendo una figura da cioccolataio, nano si sotterrò nel primo campo che trovò.

Ora sento che riceverò le tue maledizioni eterne.

:rosa:

Questa è corretta dal punto di vista sintattico, ma dubito che esprima il concetto giusto.  

Significa alla lettera che nano si sotterra e in questo modo (cioè nel sotterrarsi) fa la sua figura da cioccolataio.  E questo accade proprio per il discorso della contemporaneità d'azione che sottolineava più sopra @Black.

Credo che tu invece intendessi dire che nano, poiché aveva fatto una figura da cioccolataio, decise di sotterrarsi.  In questo caso l'azione del sotterrarsi è conseguente alla figura; non c'è dunque contemporaneità d'azione e non si può usare il gerundio (per dare alla frase questo significato).

Facile da usare questo gerundio, vero? :sorrisoidiota: 

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2 ore fa, Marcello ha detto:

In questo caso l'azione del sotterrarsi è conseguente alla figura; non c'è dunque contemporaneità d'azione e non si può usare il gerundio (per dare alla frase questo significato).

 

Però allora: "Avendo fatto una figura da cioccolataio, nano si sotterrò nel primo campo che trovo" è corretta o no (anche dal punto di vista della consequenzialità)?

A me parrebbe di sì, però ora mi avete messo un po' di panico da gerundio.

Modificato da massimopud
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33 minuti fa, massimopud ha detto:

Però allora: "Avendo fatto una figura da cioccolataio, nano si sotterrò nel primo campo che trovo" è corretta o no (anche dal punto di vista della consequenzialità)?

 

Non si tratta solo di correttezza.

 

Fatta la figuraccia del cioccolataio

Dopo aver fatto la figura del cioccolataio

Da buon/solito/vero cioccolataio

Dopo la figuraccia da cioccolataio

 

E poi, a pensarci un po' su, si potrebbero trovare altre e migliori soluzioni...

 

 

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43 minuti fa, massimopud ha detto:

 

Però allora: "Avendo fatto una figura da cioccolataio, nano si sotterrò nel primo campo che trovo" è corretta o no (anche dal punto di vista della consequenzialità)?

A me parrebbe di sì, però ora mi avete messo un po' di panico da gerundio.

Certo che è corretta, ma tu hai usato un gerundio composto, non un gerundio semplice. 

Avendo fatto esprime la consequenzialità delle due azioni e può avere valore temporale (= dopo avere fatto), causale (= Siccome aveva fatto), ipotetico (= se avesse fatto) e forse anche modale.

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8 minuti fa, Stellina_90 ha detto:

La spiegazione del gerundio di @Marcello provocherà non pochi incubi a molti scrittori.

Già a me è salita la paranoia (sì, lo so, è un'espressione odiosa, ma rende l'idea).

Ma no, perché? :lol:

Sono cose risapute, che dovrebbero venire in automatico.  Poi magari quando ti fermi a rifletterci nascono i dubbi, ma è così un po' per tutte le regole.

E comunque per me il gerundio rimane il modo del verbo "più scomodo" e quello che favorisce il maggior numero di errori, se non si presta la necessaria attenzione.

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19 ore fa, Marcello ha detto:

Ora sento che riceverò le tue maledizioni eterne.

Le maledizioni le tiro a me stesso per non pensare bene prima di scrivere gli esempi!

Adesso credo di avere capito meglio l'uso del gerundio applicato alla scrittura, nel parlato si sottintende e si fa capire molto di più con l'intonazione sorvolando sulla la forma ma nello scritto sei costretto a essere più che chiaro nell'esposizione.

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8 minuti fa, nanoFatato ha detto:

Le maledizioni le tiro a me stesso per non pensare bene prima di scrivere gli esempi!

Adesso credo di avere capito meglio l'uso del gerundio applicato alla scrittura, nel parlato si sottintende e si fa capire molto di più con l'intonazione sorvolando sulla la forma ma nello scritto sei costretto a essere più che chiaro nell'esposizione.

(y)

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22 ore fa, Marcello ha detto:

E comunque per me il gerundio rimane il modo del verbo "più scomodo" e quello che favorisce il maggior numero di errori, se non si presta la necessaria attenzione.

Ecco perché tendenzialmente lo evito.

Non come la peste, ma ne limito l'utilizzo.

E poi boh, non è che ci siano molte occasioni contemporaneità nelle storie narrate, in genere...oppure ci sono espedienti per renderla senza impelagarsi in gerundi troppo virtuosi che fanno fare la figura del cioccolataio.

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Credo di potermi aggiungere alla lista degli avverbisti anonimi, dopo che in un mio testo di qualche anno fa ho trovato questo: "...lo fece calare delicatamente a terra e lo abbracciò; con le mani gli strofinò lievemente i bracci, mentre lo cullava dolcemente". :facepalm:

Adesso mi posso sotterrare.

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On 24/11/2017 at 14:40, Niko ha detto:

Alcune volte, un avverbio è esattamente quello che ci vuole

 

On 5/12/2017 at 01:18, Marcello ha detto:

E comunque per me il gerundio rimane il modo del verbo "più scomodo" e quello che favorisce il maggior numero di errori, se non si presta la necessaria attenzione.

 

Alcune volte dice @Niko.

Se esiste il gerundio, un motivo ci sarà... L'abuso del gerundio, quale errore o cacofonia, è da evitare.

Alcune volte, dice Niko per gli avverbi, meglio poche, direi io per il gerundio, e con molta attenzione.

 

 

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@Miss Ribston , io ho dovuto emendare una roba del genere "Capitava raramente, ma suo fratello era fra i pochi che riuscisse veramente a comprenderlo a fondo". In compenso mi sono accorta che quando scrivo a mano non mi capita di abusare di avverbi. Forse perché sono paroloni lunghi da scrivere e io sono pigra...

 

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32 minuti fa, Miss Ribston ha detto:

Credo di potermi aggiungere alla lista degli avverbisti anonimi,

Sì, evidentemente.

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15 minuti fa, Fraudolente ha detto:

Alcune volte dice @Niko.

Be', che c'è di male in "alcune volte"? :P 

Poco usato, ok... meglio talvolta?

16 minuti fa, Fraudolente ha detto:

Alcune volte, dice Niko per gli avverbi, meglio poche, direi io per il gerundio, e con molta attenzione.

Sono d'accordo. C'è anche da sottolineare che il gerundio quelle poche volte che è usato bene può far la differenza :) 

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3 minuti fa, Niko ha detto:
22 minuti fa, Fraudolente ha detto:

Alcune volte dice @Niko.

Be', che c'è di male in "alcune volte"? :P 

Poco usato, ok... meglio talvolta?

 Dipende dal tipo di volta. Ribassata, a vela, a crociera...  C'era una volta. :hihi:

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Sono avverbista anonima recidiva e non pentita. Perché in russo sono brevi. Alleggeriscono il testo anziché appesantirlo. xDxDxD

Esempi:

velocemente быстро

leggermente легко

dolcemente нежно

bruscamente резко

eccetera eccetera eccetera

Rapidi ed efficaci, sono il nerbo della letteratura russa.

Eh eh eh, non ve la aspettavate, vero? :asd:

 

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6 minuti fa, Elisabeta Gavrilina ha detto:

Sono avverbista anonima recidiva e non pentita. Perché in russo sono brevi. Alleggeriscono il testo anziché appesantirlo. xDxDxD

Esempi:

velocemente быстро

leggermente легко

dolcemente нежно

bruscamente резко

eccetera eccetera eccetera

Rapidi ed efficaci, sono il nerbo della letteratura russa.

Eh eh eh, non ve la aspettavate, vero? :asd:

 

 

Molto interessante. Lo potresti mostrare in una frase presa, che ne so, da Glukhovsky o da Pelevin? Sono gli unici due russi contemporanei che mi vengono in mente, chiedo scusa per l'ignoranza in materia.

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8 ore fa, Elisabeta Gavrilina ha detto:

Sono avverbista anonima recidiva e non pentita. Perché in russo sono brevi. Alleggeriscono il testo anziché appesantirlo. xDxDxD

Esempi:

velocemente быстро

leggermente легко

dolcemente нежно

bruscamente резко

eccetera eccetera eccetera

Rapidi ed efficaci, sono il nerbo della letteratura russa.

Eh eh eh, non ve la aspettavate, vero? :asd:

 

 

La domanda che mi viene in mente è: come sono resi in traduzione? In maniera letterale?

(Sono ignorantissima di letteratura russa, lo ammetto)

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Quando sento certe vostre perentorie affermazioni -per tempi verbali o avverbi che siano - prima mi si rizzano in testa i quattro peli rimasti e poi ogni volta mi domando: ma chi tra noi a pranzo e a cena mangia sempre le stesse cose? Nessuno! Eppure quando scriviamo ecco pagine e pagine intere di imperfetto, imperfetto composto (non sempre), passato remoto . E se metti caso uno fa notare che esistono Infinito, Participio presente, Gerundio, e vari tempi composti che all'uopo potrebbero e si dovrebbero usare per  alleggerire la pesantezza di una narrazione tutta costruita con tempi semplici al passato (e spesso non ben coordinati tra loro), ecco pronta la levata di scudi anti-gerundio o anti-participio presente (strano che dell'Infinito manco se ne parli).

Ora, la questione non è stabilire quale tempo verbale è più indicato di un altro, ma RIBADIRE che sarebbe sempre meglio  sfruttare al massimo tutta l'espressività delle forme verbali concesse dall'italiano. 

-Sentì la pioggia battere sul tetto di lamiera;

-Sentiva la pioggia battere sul tetto di lamiera;

-Aveva sentito la pioggia battere sul tetto di lamiera;

-Al sentire la pioggia battere sul tetto di lamiera...

-Sentendo la pioggia battere sul tetto di lamiera...;

-Avendo sentito la pioggia battere sul tetto di lamiera;

 

Ad ognuno di questi attacchi segue una narrazione nella quale il tassello iniziale non è orpello superfluo bensì indicatore di una certa tonalità espressiva prescelta e condizionante la narrazione seguente. Quello che è -dico io- insopportabile è ignorare le variazioni a disposizione per meglio indicare questa o quella suggestione, spezzando la monotonia di una prosa dove imperfetto e remoto la fanno da tiranni, rendendo ingiustamente superflue le variazioni verbali più nostre, più soggettive e meno ancorate al modello "C'era una volta...".  

 

Chi fa un uso martellante del remoto, p.e., spesso dimentica che le azioni non sono una uguale all'altra e che per dare spazio ed enfasi alla principale occorre mettere sullo sfondo quelle secondarie. Intuendolo agì di conseguenza, non è la stessa cosa di Lo intuii e agì di conseguenza e All'intuire ciò agì conseguenza non è pari pari a L'aveva intuito e aveva agito di conseguenza....

 

Rinunciare a certi tempi verbali perché ci sembrano strani, perché poco usati  o letti, impoverisce di fatto l'articolazione interna del pensiero scritto e ci castra la possibilità anche di rendere più sfumate e più suggestive le azioni descritte. Ci sono spazi e tempi della narrazione che obbligano a scelte dei tempi verbali precise, in altre invece le alternanze, le variazioni e anche le sovrapposizioni stanno a indicare una consapevole scelta stilistica -e non solo grammaticale. 

Non esistono tempi verbali che avvelenano la salute del testo,ma un testo rischia l'avvelenamento per un uso ossessivo ed espressivamente monotono di questo o di quel tempo verbale.  Dico io.    

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