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Yaxara

Avverbisti anonimi

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Potrebbe probabilmente essere una questione inerente alla lingua, ma finalmente ho concretamente optato per metterla fra gli incubi.

Perché? Perché qui si parla di abuso di avverbi, che sconfina anche nel maltrattamento.

Con 840 avverbi che finiscono in -mente per 205 pagine, credo di potermi iscrivere agli avverbisti anonimi. In realtà credo di potermi giustificare con la volontà di usare una sola parola e diminuire il conteggio totale. Intendo, anziché scrivere "afferrò lo shampoo con un gesto rapido", risparmio scrivendo "afferrò velocemente lo shampoo". Però temo di aver esagerato, in un pagina ne ho messi quattro in quattro righe, per citare la mia maestra delle elementari, "ho fatto filotto". :P

Mentre procedo allo sterminio di quanto sia ridondante, chi altro si aggiunge al gruppo di autocoscienza? ;)

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51 minuti fa, Yaxara ha detto:

in un pagina ne ho messi quattro in quattro righe, per citare la mia maestra delle elementari, "ho fatto filotto".

Da ex biliardista, che ha calcato i panni verdi per vent'anni, mi permetto di correggere la maestra; il filotto è questo:

 

filotto.jpg

 

:hihi:

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In genere nella scrittura informale ne faccio uso e abuso, ma nella scrittura narrativa cerco di evitarli il più possibile, senza ricorrere al totale sterminio. :)

Non sono concorde, però, sul fatto che l'avverbio faccia risparmiare il numero di battute, non sempre è così.

Solo è più breve di solamente, veloce o rapido richiedono meno caratteri di velocemente e producono lo stesso risultato (Afferrò rapido lo shampoo). ;)

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9 minuti fa, ElleryQ ha detto:

Non sono concorde, però, sul fatto che l'avverbio faccia risparmiare il numero di battute, non sempre è così.

Solo è più breve di solamente, veloce o rapido richiedono meno caratteri di velocemente e producono lo stesso risultato (Afferrò rapido lo shampoo). ;)

 

Giusto, colpa mia che ragiono in termini di parole e non di battute. Comunque ho un abuso di "esattamente", soprattutto in pezzi più riempitivi e quindi scritti con meno ispirazione, e credo che quelli possano subire la mannaia senza pietà.

 

@Marcello Ammetto la mia ignoranza! E credo anche quella della maestra, che usava in maniera generica "tris" per "tre in riga" e "filotto" a seguire...

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10 minuti fa, Yaxara ha detto:

Ammetto la mia ignoranza!

:lol: "Fare filotto" e un termine specifico del biliardo, che significa appunto abbattere i tre birilli centrali con il pallino o con la biglia avversaria, ma poi l'uso si è allargato nella lingua di tutti i giorni.  Credo che tu e la maestra possiate essere perdonati :asd:

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Non abusarne dovrebbe essere la regola, ma sterminarli tutti non è giusto, poverini.

Alcune volte, un avverbio è esattamente quello che ci vuole :asd: 

 

A parte gli scherzi, bisogna analizzare la frase per capire quando è necessario, quando può essere sostituito e quando è completamente inutile. È anche un buon esercizio per gli esordienti :) 

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1 ora fa, Niko ha detto:

Non abusarne dovrebbe essere la regola, ma sterminarli tutti non è giusto, poverini.

Alcune volte, un avverbio è esattamente quello che ci vuole :asd: 

 

A parte gli scherzi, bisogna analizzare la frase per capire quando è necessario, quando può essere sostituito e quando è completamente inutile. È anche un buon esercizio per gli esordienti :) 

 

Per quanto personalmente mi riguarda, ho fatto una rilettura velocissima e ho scoperto un sacco di sicuramente, certamente, ovviamente in posizioni rafforzative di cui onestamente posso fare a meno. Ovviamente non li sto sterminando tutti, ma ce ne sono un po' troppi. Li lascio solo se aggiungono veramente una qualità all'azione, altrimenti tolgo. In alcuni casi, come nei dialoghi, sostituisco con perifrasi. Ho l'impressione che il testo si alleggerisca, per altro.

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@Yaxara Sì, fai bene, di solito il testo risulta alleggerito, più fluido e musicale (sono due aggettivi che mi piacciono un sacco).

Altre volte invece trovo che ci stiano molto bene e che quindi vadano lasciati. Insomma, fai benissimo a fare quest'analisi sul tuo testo (y) 

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7 ore fa, Marcello ha detto:

Credo che tu e la maestra possiate essere perdonati

 

:nono: Perdonate, Marcello, perdonate: si tratta di due "femmine" (un tempo si sarebbe scritto senza le virgolette, ma al giorno d'oggi è meglio essere prudenti ;)).

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1 ora fa, L'antipatico ha detto:

 

:nono: Perdonate, Marcello, perdonate: si tratta di due "femmine" (un tempo si sarebbe scritto senza le virgolette, ma al giorno d'oggi è meglio essere prudenti ;)).

 

Credo che si possano togliere le virgolette, vai sul sicuro :D

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2 ore fa, L'antipatico ha detto:

 

:nono: Perdonate, Marcello, perdonate: si tratta di due "femmine" (un tempo si sarebbe scritto senza le virgolette, ma al giorno d'oggi è meglio essere prudenti ;)).

:hihi:

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@Yaxara Consolati. Uno dei più grandi AA della storia letteraria è Stephen King - per sua stessa ammissione (cfr. On Writing). Curioso come AA in questo caso valga anche come Alcolista Anonimo, ma questa è un'altra storia. (L'ultima frase va letta con la voce di Federico Buffa racconta...)

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Mi intrometto per fare un'osservazione, dalla parte del lettore.

Ci sono stili molto asciutti, questo è vero, soprattutto se si pesca fra le traduzioni dall'inglese. Però nella mia variopinta esperienza di lettura non ho mai fatto così caso all'economia degli avverbi in -mente, non mi metto a contare tutte le occorrenze. Forse dovrei farci caso di più, da ora in poi, anche alla luce di questi discorsi. Ci sono dei punti in cui fanno da "riempimento sonoro", e non è per forza un male, secondo me. Anche in musica si inseriscono dei passaggi solo di riempimento che sono molto utili ai fini dell'ascolto. Con la dovuta parsimonia.

È sicuramente uno spunto interessante. :lol:

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@Yaxara qui la mano cara! :asd: 

Sto effettuando anch'io una lotta estenuante "ho già riscritto sei volte una parte" contro gli avverbi!

Nel mio caso ci sono anche troppi gerundi, dettagli, "sono ragazzi" dai! xD 

 

:evvai: possiamo farcela, non arrenderti! 

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Gli avverbi sono in -mente li trovo utili in diverse occasioni, spesso come dice @AdStr se mi serve una parolona per incicciare una proposizione importante ma troppo corta. Allora quello giusto, al momento giusto, è una benedizione.

 

Per il resto, 9/10 ad essere buoni, sono inutili, e impediscono di andare un po' più a fondo ed inficiano sulla precisione di un testo.

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@MatRai  Mi consolo, allora! :D In verità mi chiedevo se in inglese la cosa non fosse meno flagrante. Mi viene in mente quello che diceva una mia conoscente traduttrice, "mannaggia agli scrittori che si prendono per inglesi e ripetono sua ogni piè sospito, come se si trattasse di his/her". Forse lo stesso discorso vale per gli avverbi.

 

@AdStr e @JPK Dike Non lo ho mai notato da lettrice, ora che mi ci fai pensare, ma forse perché i libri, sottoposti a edting, ne erano già stati epurati. Rillegendo il mio romanzetto mi sono trovata davanti a frasi come "Finalmente aveva veramente nelle sue mani quel potere che aveva lungamente desiderato" e mi sono detta "no, così non va!".

 

@Skorpiòs  Batti cinque! Dai che possiamo farcela! :super:

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19 ore fa, Yaxara ha detto:

@MatRai  Mi consolo, allora! :D In verità mi chiedevo se in inglese la cosa non fosse meno flagrante. Mi viene in mente quello che diceva una mia conoscente traduttrice, "mannaggia agli scrittori che si prendono per inglesi e ripetono sua ogni piè sospito, come se si trattasse di his/her". Forse lo stesso discorso vale per gli avverbi.

 

 

Anche gli inglesi odiano gli avverbi. ;)

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19 ore fa, Yaxara ha detto:

In verità mi chiedevo se in inglese la cosa non fosse meno flagrante. Mi viene in mente quello che diceva una mia conoscente traduttrice, "mannaggia agli scrittori che si prendono per inglesi e ripetono sua ogni piè sospito, come se si trattasse di his/her". Forse lo stesso discorso vale per gli avverbi.

Fu una delle prime cose che mi spiegarono all'università (in Inghilterra): attento agli avverbi e ai gerundi (desinenze -ly e -ing, rispettivamente). Anche loro non ne amano l'abuso, tanto quanto noi.

 

Quello dei possessivi è un discorso diverso; è insito nella loro grammatica. Noi abbiamo più libertà e possiamo farne spesso a meno, loro no. :) 

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1 minuto fa, camparino ha detto:

Pare li odino anche gli aborigeni australiani.


Assolutamente.

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On 24/11/2017 at 14:40, Niko ha detto:

Alcune volte, un avverbio è esattamente quello che ci vuole

 

Alcune volte, un avverbio è proprio quello che ci vuole

 

Il sogno dello scrittore Fraudolente: editare l'editor!  :evvai:

 

 

 

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On 24/11/2017 at 15:56, Yaxara ha detto:

 

Per quanto personalmente mi riguarda, ho fatto una rilettura velocissima e ho scoperto un sacco di sicuramente, certamente, ovviamente in posizioni rafforzative di cui onestamente posso fare a meno. Ovviamente non li sto sterminando tutti, ma ce ne sono un po' troppi. Li lascio solo se aggiungono veramente una qualità all'azione, altrimenti tolgo. In alcuni casi, come nei dialoghi, sostituisco con perifrasi. Ho l'impressione che il testo si alleggerisca, per altro.

 

Per quanto mi riguarda ho fatto una rapida rilettura (del tuo periodo) e ho scoperto un sacco di avverbi di cui si può fare a meno. Non si sterminano tutti ma ce ne sono (ancora) troppi. Li lascio se aggiungono qualità all'azione altrimenti li tolgo, oppure, come nei dialoghi, li sostituisco con perifrasi. Il testo si alleggerisce... 

Una riga in meno, qualche avverbio in meno... credo che gli avverbi si possano sempre elidere, senza alcun danno al testo.

Scusa se mi sono permesso... :rosa:

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Ho appena finito un romanzo di circa 300 pagine A5. Ne ho dato una prima rilettura e ho trovato ben 150 avverbi. 

Allora ho fatto una scommessa con me stesso, e ho provato a sostituirli tutti lasciando in vita solo quelli che cambiavano sul serio il senso di una frase.

 

Sapete quanti ne sono sopravvissuti? Tre. L‘effetto di questa operazione? Viagra letterario.

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On 28/11/2017 at 10:10, Dale ha detto:

Ho appena finito un romanzo di circa 300 pagine A5. Ne ho dato una prima rilettura e ho trovato ben 150 avverbi. 

Allora ho fatto una scommessa con me stesso, e ho provato a sostituirli tutti lasciando in vita solo quelli che cambiavano sul serio il senso di una frase.

 

Sapete quanti ne sono sopravvissuti? Tre. L‘effetto di questa operazione? Viagra letterario.

 

Esatto. L'abuso di avverbi è una di quelle cose non troppo difficili da correggere in revisione. Ci vuole del tempo ma dà soddisfazione. Detto questo, Houellebecq, Coe, Boll e molti altri dei miei scrittori preferiti (o per meglio dire, chi li traduce) usano gli avverbi in -mente e anche tutti gli altri tipi di avverbi a sentimento, o almeno questa è l'impressione che se ne ricava. Non esagerano, ma li mettono dove serve senza censurarsi. È un ambito in cui moderarsi è meglio che azzerarsi o almeno così mi pare. Resta il fatto che gli avverbi diventano, a mio modo di vedere, insostituibili in opere piene di riflessioni più che di azioni, quelle in cui in poche parole non vale più "show, don't tell".

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@Yaxara non ci ho mai fatto caso, però credo di utilizzarli anch'io in modo abbastanza eccessivo (mai quanto i puntini di sospensione). Forse e sicuramente ( :umh: ) in alcuni casi si possono evitare^^ ... per esempio:

On 24/11/2017 at 11:29, Yaxara ha detto:

anziché scrivere "afferrò lo shampoo con un gesto rapido", risparmio scrivendo "afferrò velocemente lo shampoo"

a me suona meglio la prima. Se poi due frasi dopo dovessi leggere "scese a fare colazione e mangiò eccessivamente" e così nelle frasi a seguire, certamente mi darebbe un po' "fastidio". Come dire: quando scrivo non mi accorgo, ma se lo leggo in testi altrui mi accorgo e mi stranisco xD
Ora mi metto a contare quanti avverbi ho usato in queste due righe.

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Anche io sono reduce dalla Grande Purga degli Avverbi. La settimana scorsa ne ho falciati circa 500 (che finivano in -mente) su 87000 parole, e ne ho lasciati un centinaio perchè effettivamente mi piacevano.

Anche i gerundi non sono sopravvissuti purtroppo, qualcuno sparuto che vaga per le pagine in solitudine c'è ancora, ma sono pochi e deboli.

 

Sto combattendo molto con gli avverbi temporali, nello specifico: "adesso" e "ora". Il testo è in prima persona con i verbi al passato e non so bene come sostituirli.

Aprirò un post in Lingua & Affini. :sss:

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@JPK Dike

Ahia. Farò più attenzione.

Domanda sciocca: dato un numero di parole, c'è un rapporto ottimale di presenza di avverbi -mente e gerundi?

Non voglio ridurre la scrittura a percentuali e numeri, sono solo curioso di sapere se, prendendo 4000-5000 parole di una prosa contemporanea, può saltare all'occhio un certo numero di occorrenze.

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@nanoFatato Per gli avverbi mi pare tu lo avessi detto: usarli dove non è possibile farne a meno. Direi che tu ce ne possa mettere anche 1 ogni 3 pagine e non si scandalizza nessuno.

 

Per i gerundi non esiste un numero preciso, sta a te come scrittore trovare il tuo equilibrio. Io ho due regole:

 

Non più di uno a paragrafo ( a meno che non sia un sommario, allora ce ne vanno anche due). E non inserirli in più di due paragrafi di fila (non più di un paragrafo alla volta nel caso di dialoghi).

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