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Silverwillow

Visioni nella nebbia

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      link al commento: Kaspar

 

Premetto che si tratta di un possibile prologo più che di un racconto, ad uno dei volumi del libro fantasy che sto scrivendo. Ma è una scena a sé stante e non un capitolo, quindi credo che si possa considerare come  racconto

 

Maryam si avvicinò con cautela all’orlo frastagliato della scogliera. I suoi piedi erano umidi di rugiada nelle scarpe troppo sottili. Si strinse bene addosso il mantello indossato in fretta sopra alla camicia da notte. Era certa che nessuno l’avesse seguita, ma si guardò intorno comunque, nella fredda caligine dell’alba, perché così le era stato chiesto. Sopra di lei, il cielo cominciava a rischiararsi e la luna piena a sbiadire nel suo lento viaggio verso occidente. Il silenzio era rotto solo dal fruscio delle onde, diversi metri più in basso.

Anche quella notte si era svegliata urlando, col sudore che le scendeva in rivoletti ghiacciati lungo la schiena. Di nuovo quel sogno spaventoso, stavolta però era stato diverso. Stavolta aveva intravisto un barlume di speranza oltre la tenebra incombente. Ed era per quella speranza che aveva lasciato il palazzo ancora addormentato, muovendosi di soppiatto nei corridoi di pietra deserti. E intanto pregava, contro ogni ragionevole aspettativa, che la voce che le aveva parlato in sogno, chiedendole di venire lì, in quel luogo e in quel momento, appartenesse ad un essere reale e non alla sua immaginazione inquieta. Nonostante l’angoscia che provava, osservò affascinata la luce nascente del sole espandersi nell’aria, facendo rilucere come perle i filamenti di nebbia che fluttuavano sul pelo dell’acqua.

Fu in quel momento che, come trasportata dai primi raggi del sole, la voce che aveva udito in sogno risuonò sopra l’oceano di fronte a lei. « Sei venuta, figlia » . Maryam deglutì e strinse forte le mani poggiate in grembo. Quella voce non poteva appartenere ad un essere mortale. La foschia luminosa che aleggiava sull’acqua parve addensarsi e prendere forma dinanzi ai suoi occhi spalancati, assumendo sembianze vagamente umane, anche se gigantesche. All’interno di quella forma cangiante di foschia in perpetuo movimento, l’unico tratto stabile e chiaramente visibile, che distingueva la figura da un casuale seppur bizzarro accumulo di nebbia, erano gli occhi: grandi, spaventosi, di un azzurro che non era di questo mondo. L’essenza stessa del mare, del cielo e di ogni altra cosa al mondo che avesse un colore simile. Quegli occhi terribili erano fissi su di lei, molto, molto più in basso. Non si era mai sentita tanto piccola e vulnerabile in vita sua. Pensò che il più lieve soffio di quell’essere sarebbe stato sufficiente per farla volare via. Si strinse le braccia con le mani, strofinandole per scacciare il gelo improvviso e per evitare che il suo tremito fosse visibile. Si schiarì la voce e disse: « Sono venuta, come mi è stato chiesto. Chi siete voi? » La presenza parve sorridere. Forse del suo patetico tentativo di mostrarsi coraggiosa.

« Tu chi pensi che io sia? »

La domanda la colse alla sprovvista. « Dovete essere una divinità. Siete Nettuno, il mio Signore? »

La presenza non confermò né smentì. Ciò che disse invece fu: « Conosco i sogni che ti angosciano, figlia. Per questo sono qui » .

« Siete Voi a mandarmi quei sogni? » chiese lei, sconcertata.

L’essere parve scuotere la testa. « Quei sogni ti vengono dal tuo grande dono di veggenza, che a sua volta è giunto a te attraverso innumerevoli generazioni umane, direttamente dalla prima donna nettuniana a possederlo, Alresha » Questo Maryam già lo sapeva, o almeno era quello che le aveva detto sua nonna, molto tempo prima. Tutti i nettuniani con doti di veggenza o guarigione discendevano da Alresha, anche se col tempo il sangue si era molto diluito. « Quel dono scorre particolarmente forte nella tua famiglia. In te e, soprattutto, nei discendenti che verranno »

Fu colpita da un pensiero. « Mia figlia, Tethis... o mio figlio Salix... Ce l’hanno anche loro?»

« No, però potranno trasmetterlo alle generazioni seguenti. Ma non è per questo che sei qui. Tu vuoi sapere come fermare gli eventi terribili che continui a vedere in sogno » .

Maryam annuì, seria. « Se voi siete una divinità.... Forse voi potete... » disse, una timida speranza che iniziava a palpitare dentro di lei.

La nebbia parve di nuovo fare un cenno negativo. « Ci sono altre forze in atto. Tu però hai il potere di fermare tutto questo. Insieme ad altri che ancora devono venire » .

« Io? Com’è possibile? Fino ad ora non ho mai trovato un modo per impedire che le mie visioni si avverassero » .

« Questo perché non puoi vedere abbastanza lontano. Io invece posso. E ho visto che tu, Regina Maryam, puoi fare qualcosa per cambiare il corso degli eventi » .

Maryam strinse saldamente le mani davanti a sé. « Mio Signore, farei qualsiasi cosa... »

« Bene. Tutto ciò che devi fare è morire » .

Rimase impietrita. « Non... sono sicura di aver capito bene... » gracchiò, con la gola improvvisamente asciutta.

« La tua morte innescherà una serie di eventi che porteranno al risultato voluto. Ma devi essere tu a farlo, qui in questo luogo, e in un momento che ti indicherò » .

« In che modo questo cambierà le cose? » chiese, sentendo tutto il colore scivolare via dal suo volto già pallido.

« Guarda tu stessa »

Il mare, la scogliera e tutto ciò che la circondava scomparvero e una visione si impadronì della sua mente. Vide se stessa saltare da quella stessa scogliera in un mattino tempestoso, e poi il tempo scorrere avanti veloce, le stagioni che si avvicendavano una dopo l’altra. Un ciclo, due, dieci... Suo figlio, il suo bellissimo bambino, ormai adulto... Una ragazza sconosciuta dall’espressione fiera... due neonati. Vide il mondo avviarsi inesorabilmente verso la propria distruzione, la tenebra che si stendeva su ogni cosa vivente, minacciando di soffocarla.

E infine, incredibilmente, la luce. Dapprima incerta, una fiammella tremante nell’occhio della tempesta. Ma poi più forte. Una luce dal cuore stesso della tenebra. Innumerevoli luoghi e persone, sfilavano nella sua mente ad una velocità inconcepibile, ma in qualche modo lei vide e comprese.

La visione si dissolse e i suoi occhi si rimisero a fuoco sul promontorio nebbioso e sulla presenza inquietante di fronte a lei. Le lacrime ormai fredde le rigavano le guance, ma non fece nulla per asciugarle. Impiegò diversi istanti prima di riuscire a parlare. « Questo... Come posso essere certa che accadrà tutto esattamente come l’ho visto? E se ci fosse un altro modo? »

« Tu hai già visto cosa accadrà se niente verrà cambiato. Le strade da percorrere potrebbero essere innumerevoli, e potrei anche mostrartele tutte, ma ognuna di quelle strade condurrebbe ad un risultato differente. Questa è la strada che porterà al risultato migliore per il vostro mondo e per tutti, alla fine » .

Maryam abbassò lo sguardo, mordendosi il labbro inferiore. Fermare la distruzione del suo mondo. E dipendeva solo da lei. Non avrebbe esitato un momento, se solo... Pensò ai suoi bambini: Tethis, così seria e piena di buon senso, che a 10 anni già assumeva un’aria da signora, facendola sorridere. E Salix.... Il suo cucciolo dagli occhi sognanti e dal sorriso disarmante. Le lacrime tornarono ad annebbiarle la vista, ma stavolta le asciugò con un gesto deciso.

Tornò a fissare quell’entità, che le permetteva finalmente di impedire il realizzarsi di una delle sue visioni, la più orribile, ma in cambio pretendeva da lei così tanto... Lei per prima si sorprese del fatto che la sua voce non vacillasse, quando disse: « Lo farò » .

 

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On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

I suoi piedi erano umidi di rugiada nelle scarpe troppo sottili.

Non mi suona bene. Forse è anche una questione di gusti personali, però invertirei l'ordine: Nelle scarpe troppo sottili i suoi piedi ecc.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Si strinse bene addosso il mantello indossato in fretta

Due ripetizioni ravvicinate e a mio avviso superflue: con l'aggettivo indossato già dici che ha addosso il mantello. Quindi potresti mettere semplicemente: Si strinse nel mantello indossato in fretta.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Era certa che nessuno l’avesse seguita, ma si guardò intorno comunque, nella fredda caligine dell’alba, perché così le era stato chiesto.

Capisco che si tratta di un prologo di una storia più ampia, però secondo me potresti fare a meno di questa informazione che sembra buttata lì a caso. Il lettore non sa chi gliel'aveva chiesto. O lo approfondisci con qualche dettaglio o lo elimini.

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

he la voce che le aveva parlato in sogno, chiedendole di venire lì,

Da questo passaggio presumo che prima parla della voce, che le aveva chiesto di andare in quel luogo. Quindi è meglio che cancelli la parte che ti ho indicato prima, che anticipa qualcosa al lettore che scoprirà solo in seguito. 

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Maryam deglutì e strinse forte le mani poggiate in grembo.

Le mani di Maryam sono poggiate in grembo, quindi presumo che è seduta anche se l'ho immaginata in piedi. La preposizione in non mi convince. Direi piuttosto su grembo. 

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

ad un essere mortale.

La d eufonica sbagliata, meglio mettere: a un essere mortale

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

di un azzurro che non era di questo mondo. L’essenza stessa del mare, del cielo e di ogni altra cosa al mondo che avesse un colore simile.

Due ripetizioni ravvicinate. Togliere quel "al mondo".

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

erano fissi su di lei, molto, molto più in basso

Non ho capito questa cosa degli occhi in basso. Volevi dire che la figura che Maryam vede è molto più alta rispetto a lei?

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

La presenza parve sorridere. Forse del suo patetico tentativo di mostrarsi coraggiosa.

Unirei le due frasi e sostituirei il punto con la virgola. Così è più scorrevole e ha un senso compiuto.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

« Siete Voi a mandarmi quei sogni? »

Visto che già prima parli di sogni, per evitare di ripetere potresti semplicemente mettere: siete voi a mandarmeli?

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

gli eventi terribili che continui a vedere in sogno » .

Visto che parli di un sogno che sappiamo, metterei: che continui a vedere nel sogno.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

disse, una timida speranza che iniziava a palpitare dentro di lei.

Toglierei quel "che".

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

ad una velocità inconcepibile

A una velocità, attenzione alle d eufoniche.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

ma ognuna di quelle strade

per evitare di ripetere strade, metterei: ma ognuna di esse

 

@Silverwillow ciao. È la prima volta che ti leggo. Ti ho segnalato alcune cose che secondo me potresti cambiare onde di rendere il testo più scorrevole. Cerca, quando puoi, di evitare le ripetizioni e fai attenzione alle d eufoniche. 

Per quanto sia solo un prologo, il racconto riesce a incuriosire e a invogliare alla lettura. La storia di Maryam, con le sue visioni, è abbastanza inquietante. Lavorerei un po' di più sul suo aspetto esteriore, per avvicinarla al lettore. Mi sono piaciute le descrizioni del luogo, alcune parti sono poetiche e rimangono impresse. Avrei voluto sapere qualcosa su questa entità divina che lei incontra, però va bene anche insinuare il dubbio. Non sapremo mai se si tratta o meno di Nettuno. Avrei anche approfondito il discorso dei sogni premonitori. Ci parli di questo dono di veggenza e di questa Alresha, che rimane una figura misteriosa sullo sfondo. Sarà che sono curiosa di natura, però mi è sembrato solo un accenno sbrigativo. Mi piacerebbe leggere una versione lunga di questa storia. Una storia piacevole comunque. p.s. Maryam si sacrificherà davvero? 

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Ciao

Ho letto molto volentieri il tuo racconto. Hai una buona capacità di descrivere luoghi e situazioni, anche se tendi a pompare il racconto infarcendolo di aggettivi spesso inutili. Ti scrive uno a cui viene mossa la stessa critica, per cui ti capisco e comprendo le tue difficoltà. Però ti invito seriamente a prendere in considerazione l'idea di limitarti un po' perché, anche se è piacevole leggere le prime due o tre descrizioni piene di aggettivi (anche un tantino poetiche), dopo un po' rallentanto il ritmo della narrazione e possono arrivare persino a dare noia.

Non ho trovato grandi difficoltà, ma ti ho segnato tante piccole sbavature che spero possano esserti utili. Alcune sono opinabili, vedi tu se utilizzarle, altre invece sono fondamentali e ti consiglio di rifletterci su un pochino prima di ignorarle.

Nel complesso bene, un po' più di accortezze (che sono certo ti verranno naturali maturando, man mano che proseguirai nella scrittura) e ne verrà fuori un ottimo lavoro.

 

L'incipit è interessante, hai gettato le basi per un buon racconto, perciò vai, continua il tuo romanzo che potrebbe uscirne qualcosa di buono.

In bocca al lupo

A.

 

PS Non prendere paura della quantità di segnalazioni, sono quasi tutti piccoli dettagli.

 

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Di nuovo quel sogno spaventoso, stavolta però era stato diverso. Stavolta aveva intravisto un barlume di speranza oltre la tenebra incombente

La narrazione è al passato (remoto) però l'avverbio "stavolta" sottintende un presente (il tuo di scrittore mentre immagini la scena). Avresti dovuto scrivere "quella volta" o qualcosa di simile, che indichi un tempo andato.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Ed era per quella speranza che aveva lasciato il palazzo ancora addormentato, muovendosi di soppiatto nei corridoi di pietra deserti.

Hai la tendenza a creare periodi lunghi e molto elaborati, ricchi di aggettivi e dettagli. Personalmente, lo trovo accettabile, mi piace anche, però bisogna cercare di limitarsi un po'. Può andar bene per due, tre, quattro periodi, poi basta. In questo caso specifico, direi che l'informazione che i corridoi sono "di pietra" non è utile al lettore. Trovo invece che "deserti" rafforzi l'idea del momento. Lasciarli entrambi appesantisce, secondo me, la lettura.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Ed era per quella speranza che aveva lasciato il palazzo ancora addormentato, muovendosi di soppiatto nei corridoi di pietra deserti. E intanto pregava, contro ogni ragionevole aspettativa, che la voce che le aveva parlato in sogno, chiedendole di venire lì, in quel luogo e in quel momento, appartenesse ad un essere reale e non alla sua immaginazione inquieta.

Se non ho capito male, la protagonista sta ricordando il motivo per cui si trova sulla scogliera (infatti ricorda di aver attraversato i corridoi di pietra). L'azione del "pregare", scritta così come l'hai messa, indica che pregava mentre si spostava tra i corridoi, non dopo aver finito il ricordo ed essere tornata al suo presente.

Se l'interpretazione è giusta, allora è sbagliato il seguente "venire lì" perché, ovviamente, lei sta andando là... non so se sono riuscito a spiegarmi.

Se invece l'interpretazione che ho dato è errata, e quindi significa che pregava da sopra la scogliera, allora hai sbagliato all'inizio, attaccando il periodo con quel "E intanto"

Insomma, le due cose sulla stessa frase non vanno, scegli quella giusta e mantieni la coerenza.

 

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Fu in quel momento che, come trasportata dai primi raggi del sole, la voce che aveva udito in sogno risuonò sopra l’oceano di fronte a lei.

Eviterei il "come", appesantisce e non serve.

Fu in quel momento che la voce che aveva udito => se togli l'inciso contenuto tra le due virgole ottieni questa frase. Vedi da te che così non va bene. Riformula in maniera diversa, ad esempio: "Fu in quel momento che la voce udita in sogno risuonò"

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

« Sei venuta, figlia » .

Problema di formattazione. Il testo racchiuso tra caporali non va mai spaziato, né all'inizio né alla fine. E anche lo spazio che hai messo tra il caporale di chiusura e il punto. Vedo che però sei coerente e l'hai ripetuto in tutto il racconto, però non va bene.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

strinse forte le mani poggiate in grembo.

Probabilmente è una paranoia mia, ma le mani poggiante in grembo mi danno l'idea di una persona seduta, non in piedi. Tra l'altro, non è utile alla storia sapere che aveva le mani in grembo, senza contare che qualche istante prima si era stretta il mantello addosso (e quindi immagino avesse le mani sulle spalle o sui bicipiti)

Però vedi tu...

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Quella voce non poteva appartenere ad un essere mortale

Eufonica. Ho visto che lo fai parecchie volte, eliminale tutte perché non sono tollerate

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

La foschia luminosa che aleggiava sull’acqua parve addensarsi e prendere forma dinanzi ai suoi occhi spalancati, assumendo sembianze vagamente umane, anche se gigantesche.

Ennesimo periodo un po' lunghino e farraginoso. Io accorcerei tagliando il superfluo e trasformerei l'ultima parte. Puoi dividere il periodo in due e trovare un modo alternativo per far capire che è gigantesco senza dirlo (non so, magari può avere un mano grande quanto la protagonista stessa). Ovviamente sempre che sia importante per il lettore sapere che era gigantesco

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

All’interno di quella forma cangiante di foschia in perpetuo movimento, l’unico tratto stabile e chiaramente visibile, che distingueva la figura da un casuale seppur bizzarro accumulo di nebbia, erano gli occhi: grandi, spaventosi, di un azzurro che non era di questo mondo. L’essenza stessa del mare, del cielo e di ogni altra cosa al mondo che avesse un colore simile.

Qui ti sei lasciata prendere un po' la mano. L'immagine si coglie, l'hai descritto bene, ma comincia a essere un tantino pomposo il discorso. Un po' troppi aggettivi, secondo me (e detto da uno che ne usa parecchi è tutto un programma). Te li ho segnalati in grassetto. Vedi da te che sono un po' troppi.

L'ultima frase rafforza la precedente ma non aggiunge nulla di nuovo, anzi peggiora il senso di pomposità della precedente. Io la toglierei. Oppure, se ti piace tanto, accorcia la prima e fa' in modo che non sia di troppo

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Quegli occhi terribili erano fissi su di lei, molto, molto più in basso.

Inutile ripeterlo due volte.

Inoltre, se mi posso permettere, occhi terribili e minacciosi avrebbero più effetto se la guardassero dall'alto, no? Una testa gigantesca che ti guarda dall'alto al basso di dà senso di oppressione e ti mette in soggezione. Una testa gigantesca che ti guarda dal basso invece no.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

per scacciare il gelo improvviso e per evitare che il suo tremito fosse visibile

Ripetizione che puoi benissimo evitare: per scacciare il gelo improvviso ed evitare che

Anche gli aggettivi possessivi è sempre meglio usarli con parsimonia, forse qui potresti farne a meno

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

« Tu chi pensi che io sia? »

Presumo sia un refuso. Fossei in te toglierei il secondo "chi", però => Tu chi pensi io sia?

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Si schiarì la voce e disse: « Sono venuta, come mi è stato chiesto. Chi siete voi? » La presenza parve sorridere. Forse del suo patetico tentativo di mostrarsi coraggiosa.

« Tu chi pensi che io sia? »

La domanda la colse alla sprovvista. « Dovete essere una divinità. Siete Nettuno, il mio Signore? »

La presenza non confermò né smentì. Ciò che disse invece fu: « Conosco i sogni che ti angosciano, figlia. Per questo sono qui » .

Ripetizione

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

« Conosco i sogni che ti angosciano, figlia. Per questo sono qui » .

« Siete Voi a mandarmi quei sogni? » chiese lei, sconcertata.

Ripetizione => Siete voi a mandarmeli?  o magari usa un sinonimo

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Quei sogni ti vengono dal tuo grande dono di veggenza, che a sua volta è giunto a te attraverso innumerevoli generazioni umane

ti / tuo / te

Troppi, non va bene, riformula togliendone almeno uno, meglio se due.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Questo Maryam già lo sapeva, o almeno era quello che le aveva detto sua nonna, molto tempo prima. Tutti i nettuniani con doti di veggenza o guarigione discendevano da Alresha, anche se col tempo il sangue si era molto diluito.

Questo è il classico intervento dell'autore che spicca come un papavero rosso in mezzo a un campo di grano.

Se ritieni che questa informazione sia NECESSARIA al lettore, devi trovarle una collocazione naturale, in un contesto adeguato, non con un pensiero estemporaneao inserito in mezzo a un dialogo di questo tipo.

Sarebbe stato più accettabile se l'avessi inserito nel discorso diretto, allora sì avrebbe avuto senso, ma così purtroppo è un punto a tuo sfavore.

Tipo:

<<Mia nonna mi raccontava sempre di questa storia. Diceva che... >>

e lì attacchi il tuo pensiero rendendolo naturale e spontaneo

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

continui a vedere in sogno »

Un'altra ripetizione di sogno, sinonimi!

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

disse, una timida speranza che iniziava a palpitare dentro di lei.

Disse è l'ennesima ripetizione del verbo. Poi però manca qualcosa. Messa così si passa dal soggetto umano al soggetto "speranza". Se metti anche solo un "con" il discorso cambia: disse, con una timida speranza che...

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Questo perché non puoi vedere abbastanza lontano. Io invece posso. E ho visto che tu, Regina Maryam

Puoi /posso

vedere / visto

Usa dei sinonimi oppure cambia un po':

Questo perché non puoi vedere abbastanza lontano. Io invece sì, e so per certo che tu, Regina Maryam...

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Maryam strinse saldamente le mani davanti a sé.

Gli avverbi in -mente è meglio usarli con parsimonia

Stringere le mani davanti a sé, dà l'idea che abbia steso le braccia dinnanzi a sé

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

improvvisamente

avverbio -mente

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

sentendo tutto il colore scivolare via dal suo volto già pallido.

Immagino che colore sia voluto e tu non intendessi CALORE.

Purtroppo però una persona non può SENTIRE un colore scivolare via

L'immagine è poetica, ma non è realistica

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Vide se stessa saltare da quella stessa scogliera in un mattino tempestoso, e poi il tempo scorrere avanti veloce, le stagioni che si avvicendavano una dopo l’altra.

La virgola prima della e sarebbe da evitare. A meno che tu non voglia enfatizzare ciò che viene dopo, ma non mi pare sia questo il caso.

Poi, quel "che" può essere tolto:

Vide se stessa saltare da quella stessa scogliera in un mattino tempestoso e poi il tempo scorrere avanti veloce, le stagioni avvicendarsi una dopo l’altra.

 

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

E infine, incredibilmente, la luce. Dapprima incerta, una fiammella tremante nell’occhio della tempesta. Ma poi più forte. Una luce dal cuore stesso della tenebra.

-mente

Al contrario di cià che fai di solito, qui hai spezzettato, anche troppo forse.

Diciamo che tutta la descrizione della visione non è proprio il massimo, potrebbe essere costruito meglio, vedi tu se e come fare

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Innumerevoli luoghi e persone, sfilavano nella sua mente ad una velocità inconcepibile,

Virgola tra soggetto e predicato NON va

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Impiegò diversi istanti prima di riuscire a parlare

Non mi suona bene quel "prima".

Di solto è "impiegare istanti per" non "impiegare istanti prima di".

Vedi tu...

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

condurrebbe ad un risultato

Eufonica

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

ad un risultato differente. Questa è la strada che porterà al risultato migliore

Ripetizione

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

ma stavolta le asciugò

COme sopra

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Fermare la distruzione del suo mondo. E dipendeva solo da lei.

Perché semplicemente non: Fermare la distruzione del mondo dipendeva solo da lei

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Non avrebbe esitato un momento, se solo... Pensò ai suoi bambini: Tethis, così seria e piena di buon senso, che a 10 anni già assumeva un’aria da signora, facendola sorridere. E Salix.... Il suo cucciolo dagli occhi sognanti e dal sorriso disarmante. Le lacrime tornarono ad annebbiarle la vista, ma stavolta le asciugò con un gesto deciso.

Qui, come la parte relativa alla visione, hai usato tantissimo i puntini di sospensione, che invece mancano del tutto nel resto del racconto.

E' un'anomalia del tutto evitabile e che renderebbe il discorso più coerente con la narrazione esterna che hai scelto.

ESEMPIO: Non avrebbe esitato un momento se solo non ci fossero andati di mezzo i suoi figli. Pensò a Tethis, così seria e di buon senso, e a Salix, il suo cucciolo dagli occhi sognanti.

 

La parte dell'aria da signora messa così come l'hai scritta non molto senso. L'assumeva sempre? No. Quindi al massimo puoi dire che "a 10 anni era in grado di assumere un'aria da signora"

E poi cosa vuol dire "aria da signora"? Che è seria? Che è altezzosa? Saccente?

Io non l' ho capito.

 

 

 

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@Emy  Ciao. Non è molto che scrivo ed è la prima volta che pubblico qualcosa qui perciò ero ansiosa di avere un parere. Sono d'accordo sulle troppe ripetizioni. Non ci avevo fatto caso finora. Alcune però erano volute e, nelle mie intenzioni, volevano rafforzare alcuni passaggi.

 

8 ore fa, Emy ha detto:
On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Era certa che nessuno l’avesse seguita, ma si guardò intorno comunque, nella fredda caligine dell’alba, perché così le era stato chiesto.

Capisco che si tratta di un prologo di una storia più ampia, però secondo me potresti fare a meno di questa informazione che sembra buttata lì a caso. Il lettore non sa chi gliel'aveva chiesto. O lo approfondisci con qualche dettaglio o lo elimini.

 

Qui volevo creare nel lettore curiosità, ma sono d'accordo che non è essenziale.

 

8 ore fa, Emy ha detto:
On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

erano fissi su di lei, molto, molto più in basso

Non ho capito questa cosa degli occhi in basso. Volevi dire che la figura che Maryam vede è molto più alta rispetto a lei?

Sì, esatto, volevo rendere di più l'idea delle dimensioni. Cioè: gli occhi sono fissi su di lei, che è molto più in basso.

 

8 ore fa, Emy ha detto:
On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Maryam deglutì e strinse forte le mani poggiate in grembo.

Le mani di Maryam sono poggiate in grembo, quindi presumo che è seduta anche se l'ho immaginata in piedi. La preposizione in non mi convince. Direi piuttosto su grembo. 

In effetti è in piedi, con le mani portate davanti, ma non sono riuscita a rendere l'idea, credo che lo toglierò del tutto.

 

La "d" eufonica ho sempre pensato che fosse obbligatoria quando ci sono due vocali. E in molti libri l'ho trovata. E' un errore?

 

Non è un prologo al primo libro, ma all'ultimo e serve a svelare il mistero della morte di lei e a introdurre il finale, dove appunto si scopre cos'è la "luce dal cuore della tenebra" che ha visto e anche chi era la divinità, che rimane misteriosa fino quasi alla fine. Non è Nettuno, per questo ho messo che non conferma né smentisce, ma nel contesto dei libri forse si capisce meglio. Maryam da per scontato che lo sia, perché è il dio che lei e la sua gente venerano. In realtà l'equivoco è voluto da parte del dio, che ha degli interessi personali. La nebbia e la luce sono degli indizi, per questo ho cercato di mostrare il collegamento della divinità con la nebbia e l'alba. Ma mi rendo conto che per chi non conosce la storia intera è più difficile. 

Grazie per i tuoi commenti! Dovrò rivedere molte cose, ma almeno ho un punto di partenza

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@afe Grazie per il commento. Sono d'accordo con alcune cose che hai detto come i troppi aggettivi o alcune ripetizioni. Dovrò stare più attenta.  Vorrei solo precisare che alcune di esse erano volute per sottolineare dei concetti (come quel "stavolta") oppure nel dialogo del dio perché parla in modo formale e un po' "ampolloso " . Dovrò pensarci su. Gli aggettivi in -mente cerco già di limitarli. In quel punto me ne sono sfuggiti forse troppi.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

E infine, incredibilmente, la luce

Qui ad esempio serviva, nelle mie intenzioni, a rallentare il tempo. Cioè: queste visioni le passano nella mente veloci, per poi rallentare e fermarsi su quell'unica immagine (che è importante per la trama). Dovrò riflettere anche su questo, se farlo capire in un altro modo.

 

On 11/11/2017 at 23:28, Silverwillow ha detto:

Quegli occhi terribili erano fissi su di lei, molto, molto più in basso.

11 ore fa, afe ha detto:

Inutile ripeterlo due volte.

Inoltre, se mi posso permettere, occhi terribili e minacciosi avrebbero più effetto se la guardassero dall'alto, no? Una testa gigantesca che ti guarda dall'alto al basso di dà senso di oppressione e ti mette in soggezione. Una testa gigantesca che ti guarda dal basso invece no.

 

quel "molto più in basso" è riferito al "lei". Cioè: erano fissi su di lei che era molto più in basso. Mi sembrava suonasse meglio così.

 

Lo spazio all'interno delle virgolette all'inizio non lo mettevo, ma ho letto da qualche parte che sarebbe corretto dopo ogni segno di punteggiatura, così ho cambiato tutti i dialoghi. In effetti, andando a vedere, in molti libri non c'è, ma alcune edizioni, soprattutto quelle vecchie, invece lo mettono. Qualche articolo online consigliava di fare una scelta e attenersi a quella, purché fosse coerente. Mi dovrò informare meglio.

 

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Ciao @Silverwillow

Ho letto le tue osservazioni e ne condivido alcune.

Vedo se riesco a darti qualche idea

 

On 19/11/2017 at 15:34, Silverwillow ha detto:

E infine, incredibilmente, la luce

Se devi rallentare potresti usare qualcosa tipo:

E infine, inattesa, ecco splendere la luce

 

On 19/11/2017 at 15:34, Silverwillow ha detto:

Quegli occhi terribili erano fissi su di lei, molto, molto più in basso.

Qui, purtroppo insisto un pochino (non odiarmi)

Non vorrei scrivere castronerie, ma quel "molto più in basso", essendo complemento, dovrebbe essere riferito al soggetto della frase, ossia "quegli occhi".

O la giri dicendo "fissi su di lei, che si trovava molto più in basso" (ma non mi piace neanche un po') oppure devi ribaltare aggettivo.
Io suggerisco comunque di riformulare

 

Riguardo alla punteggiatura, hai ragione, ogni CE fa quello che vuole. Però non ho mai trovato un testo (nemmeno recente) in cui si usasse come hai fatto tu.

Fai benissimo a informarti, però cerca di guardare le uscite recenti, non quelle vecchie. Così come per le eufoniche (un tempo accettate, ora assolutamente odiate) la nostra lingua si evolve, per cui controlla soprattutto i testi nuovi. (Se ti può consolare fino a un paio di anni fa non lo sapevo neanche io. Quando me l'hanno detto sono caduta dal pero)

 

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Ciao @afe , ho notato che hai già fatto due lunghi commenti, cosa encomiabile qui in Officina. Tuttavia noto anche che hai omesso di presentarti Ingresso, come consigliato dal Regolamento del WD ancor prima di postare in qualsiasi altra sezione. Potresti, per cortesia, presentarti al resto della comunità? Grazie. :)

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Ciao @ElleryQ

Sono iscritta da non so più quanto tempo, ma non ho mai partecipato all'officina, curiosavo solo tra i consigli sulle CE.

Ho commentato questo racconto perché richiesto dal MI olimpico, poi non sono riuscita a partecipare per via di certi impegni presi.

Non credo di avere il tempo materiale per partecipare alla vostra vita comunitaria, ma mi faceva piacere portare terminare questo intervento come meglio potevo.

Quindi, se non è un problema, eviterei di presentarmi per nulla.

Se poi un giorno deciderò di diventare membro attivo, magari ne riparliamo.

Grazie comunque per l'invito.

 

PS Chiedo scusa a @SilverWillow per aver intasato di commenti questa bacheca, non so come inviare messaggi privati.

 

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@Silverwillow Ciao, ho apprezzato il tuo racconto, sei brava. Per quanto riguarda la trama, direi che ci siamo. Si intuisce che avevi previsto una macrostoria ad inglobare questo frammento, come dici, ma l'episodio è comunque apprezzabile e chiaro in se stesso. Il finale ha la sua suspence e lascia aperti ad eventuali aggiunte, ma sarebbe abbastanza risolutivo anche nel caso di una breve storia autoconclusiva. 

In merito ai personaggi, si percepisce bene la complessità dell'atteggiamento della protagonista, a metà tra tenerezza di madre e coraggio di eroina. L'entità misteriosa ha una certa fermezza, ma ha anche capacità di guidare Maryam come una figura genitoriale. E' terribile e affidabile insieme. Sei stata bravissima a tratteggiare a dare un'immagine vivida dei figlioletti con pochi tratti.
Lo stile è buono e complesso al punto giusto, contribuisce a creare un'impressione sognante e un po' apocalittica. Non è né troppo da ragazzini né troppo serioso, mi piace.

Sulla sintassi, devo dire anche io come altri che a volte i periodi sono troppo lunghi. Ci si perde un po', in termini di scorrevolezza e di concordanze di aggettivi ecc. Gli altri sono già scesi in dettagli su questo punto, dunque mi limito a ribadire il concetto (che poi è anche una mia debolezza).

I contenuti sono intrecciati in modo adeguato. Ci sono il sogno, l'affinità con la nostra realtà (l'affetto materno ad esempio), la magia delle previsioni, echi mitologici, una visione cosmologica e genealogica, dei sentori fantascientifici, l'attenzione alle atmosfere naturalistiche e architettoniche... Perciò, anche se gli elementi di base in sé non sono del tutto inediti, la loro unione forma un quadro complessivo interessante. 
Insomma, mi è piaciuto e ti invito a continuare a sviluppare il tuo potenziale.

 

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@Anna Magic Grazie per il tuo commento e per l'incoraggiamento! E' proprio quest'atmosfera solenne e un po' sospesa che volevo rendere. La lunghezza dei periodi è una delle prime cose che cercherò di correggere, visto che me l'hanno fatto notare in molti. Sono comunque contenta di essere riuscita a rendere comprensibili gli elementi essenziali. Ciao

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Ciao @Silverwillow, anche se non ho letto molto fantasy oltre i fondamentali, ti faccio i complimenti per l'incipit. Mi piace lo stile e l'atmosfera. Ti faccio solo qualche appunto al volo. Trovo un po' inusuale la menzione dei sogni solo in vaghi termini di "distruzione", nel senso che non vengono descritti ma sono usati comunque per l'introduzione di una figura importante come quella del dio: a meno che non sia importante per la storia che siano svelati in seguito, direi che sarebbe bello un momento di riflessione in cui la protagonista, mentre si avvia alla scogliera, ripensa ai sogni e li descrive mentalmente, per poi arrivare all'apparizione del dio. Poi: "Tutti i nettuniani con doti di veggenza o guarigione discendevano da Alresha, anche se col tempo il sangue si era molto diluito. « Quel dono scorre particolarmente forte nella tua famiglia. In te e, soprattutto, nei discendenti che verranno »", mi sembra un po' una contraddizione. Ciao e alla prossima!

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