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Lemmy Caution

L'ansia dell'invio

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Come gestite l'ansia da invio dei propri manoscritti? Io  vado a periodi, a volte mi prende la furia e comincio a selezionare case editrici che potrebbero in via teorica essere interessate. Io ho una scrittura mutevole, quindi potrei posizionarmi in maniera diversa.

Di buono, ma molto buono  c'è che adesso si fa tutto comodamente da casa per mail. Chi ha vissuto come me i tempi eroici dell'invio su carta sa di cosa parlo: lavoro lunghissimo e dispendioso.

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Io combatto quel minimo di ansia post-invio cercando di rimettermi a scrivere un nuovo romanzo prima possibile. Poi riguardo al "comodo invio via email"... be', a me non é andata proprio così. Un terzo dei miei invii era cartaceo, per espressa richiesta delle case editrici. 

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Personalmente ritengo che l'invio "email" sia magari comodo per chi lo fa ma dannoso per tutti gli altri: la possibilità di inviare manoscritti di un milione di pagine senza pagare un centesimo è deleterio per diverse ragioni. Innanzitutto le CE sono inondate di manoscritti, quindi i tempi si allungano infinitamente, ma soprattutto questo determina la logica conseguenza che per smaltire la "pila" di manoscritti che prima erano fisici (e quindi venivano assegnati ai vari lettori del gruppo) ora sono accessibili solo con computer e tablet (che personalmente trovo molto meno pratici della carta), stancano facilmente la vista ed è facile la distrazione (mentre leggo un manoscritto mi arriva l'email, il video su youtube, o devo fare una ricerca su google urgentissima. E così si rompe il pathos e il manoscritto perde molto). Credo che la prima lettura che inizialmente davano al manoscritto (incipit, primo capitolo e poi qualche brano a caso qua e là) ora sia data sul pdf, con le distrazioni di cui ho detto, e solo se supera questa fase viene preso in considerazione per le ulteriori letture. Questo determina un possibile cestinamento per manoscritti magari buoni, che se fossero stati stampati e rilegati avrebbero avuto una sorte migliore. E poi, detto tra di noi, se devo spenderci dei soldi tra stampa e rilegatura, spedizione ecc., probabilmente tendo a curare molto di più ciò che scrivo, mentre se mi basta un click per inviare, magari sono più portato a mandare qualcosa di imperfetto. Queste ovviamente sono opinioni personali, perché detto tra noi fa comodo pure a me cavarmela con un click... Ma sono consapevole che il click dall'altra parte, quello sul cestino, potrebbe essere grazie a questo ancora più rapido.

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Io non ho sentito quest'ansia... finito il libro, l'ho inviato nel giro di poche ore alle poche CE che mi sembra potessero andar bene per compatibilità e serietà. Ora vivo nel timore del rifiuto,questo sì:perchè:

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On 10/11/2017 at 09:42, Lemmy Caution ha detto:

Come gestite l'ansia da invio dei propri manoscritti? Io  vado a periodi, a volte mi prende la furia e comincio a selezionare case editrici che potrebbero in via teorica essere interessate. Io ho una scrittura mutevole, quindi potrei posizionarmi in maniera diversa.

Di buono, ma molto buono  c'è che adesso si fa tutto comodamente da casa per mail. Chi ha vissuto come me i tempi eroici dell'invio su carta sa di cosa parlo: lavoro lunghissimo e dispendioso.

 Uguale a te. Scrivo parecchio, e alcuni romanzi nascono già con una collocazione. Poi ci sono quelli che fanno la differenza: per genere, o magari perché li ritengo sufficientemente discreti da provare altre strade. E via, lì parte la selezione a scaglioni, e soprattutto l'attesa: che non è fiduciosa, per niente, non sono un'illusa... però ammetto candidamente che quando il cellulare mi avvisa che è arrivata una email, mi precipito a guardarla sempre con il cuore in gola. Poi alla fine è sempre spam... ma per mezzo secondo è bello sognare :sonofigo:

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22 minuti fa, Lemmy Caution ha detto:

@Artemisia Winter vero, bello crogiolarsi nell'attesa. Io addirittura di un romanzo (per la verità incompleto, mi ero pure dimenticato). Però poi può essere carino riprenderli e metterci mano.

Anche io cerco di stare sempre in attività. Così, mentre aspetto scrivo altro o riprendo in mano cose già finite per editarle o anche migliorarle. È positivo, perché mi sono davvero accorta che con la pratica sto davvero crescendo come autrice. E a prescindere dal risultato finale è una bella soddisfazione.

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