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JohnnyBazookaBic

Romanzo con due personaggi

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Sto meditando su una trama che comprende un solo personaggio per circa un terzo del romanzo e con un altro per la restante parte. Non riesco a trovare qualcosa di simile (probabilmente a causa mia). Qualcuno saprebbe indicarmi qualche romanzo simile? (concettualmente)

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Cosa intendi per un solo personaggio? Un solo protagonista che poi cambia a un terzo del romanzo o veramente un personaggio singolo?

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Sunset limited è un bel romanzo di Cormac Mccarthy. La storia si svolge attraverso la narrazione di due soli personaggi. 

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58 minuti fa, Plata ha detto:

Sunset limited è un bel romanzo di Cormac Mccarthy. La storia si svolge attraverso la narrazione di due soli personaggi. 

 

Se si parla di libri in cui la narrazione è portata avanti da due personaggi, ne conosco un sacco (il primo, i romanzi fantasy pseudo-giapponesi di Lian Hearn, in cui addirittura una narrazione è alla prima persona singolare e l'altra alla terza). Se invece in tutto il romanzo intervengono due soli personaggi, oserei dire che siamo quasi nello sperimentale...

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@JohnnyBazookaBic

Come libri non me ne vengono in mente, ma c'è un bel film tratto da un testo teatrale con Michael Caine e Jude Law, unici due a comparire sulla scena: Sleuth, gli insospettabili.

Te lo consiglio.

 

Per me è una cosa fattibile, anzi mi intriga molto e anche io ho in mente qualcosa del genere. Secondo me, ma credo sia una banalità, ti giochi tutto sulla qualità dei due personaggi e sul conflitto tra i due, oltre che su un'ambientazione (che dovrebbe essere un vero e proprio terzo personaggio) che riesca a riempire il vuoto causato dalla mancanza di altri personaggi.

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Anche io ho un esempio teatrale (forse abbastanza ovvio, ma ancora nessuno lo ha citato): Aspettando Godot di Samuel Beckett. I personaggi sono cinque ma tre rivestono un ruolo marginale. Stiamo parlando peró di un‘opera basata su una situazione e completamente destrutturata. :)

 

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Effettivamente sono entrambi ottimi esempi. Credo che sia una grande sfida sviluppare un romanzo (seppur, nella mia testa, di appena 100-120 pagine) in questo modo. Spero di essere in grado di farlo. Analizzare queste opere mi sarà sicuramente di grande aiuto.

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Ciao,

non ti consiglio di scrivere un romanzo in cui per grande parte c'è un protagonista e poi, alla fine, un altro personaggio di cui non conosciamo nulla. Il lettore quando inizia a leggere un romanzo simpatizza per il protagonista, toglierglielo e inserire un personaggio a casaccio non è funzionale alla storia. Puoi fare che sia un coprotagonista, semmai ;)

 

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L'idea è che ci siano per gran parte del tempo due personaggi (potrebbero essere anche co protagonisti) ma non che uno escluda l'altro necessariamente. Cioè devono lavorare in sinergia per costruire una buona trama e apparire insieme sulla scena

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@JohnnyBazookaBic, io ho provato qualcosa del genere, unendo, coraggiosamente e alla ricerca di un'unica trama, vicende separate e protagonisti diversi. Scrivo romanzi storici, e il mio gioco consiste nel trovare collegamenti inediti tra documenti di origine e provenienza differenti. Non è semplice, e non a tutti piace. Ho ricevuto una recensione non gradevole e giustificata proprio da questo motivo: tu ti affezioni a un protagonista che poi sparisce, o quasi, per lasciare la scena a un altro. Non tutti i lettori apprezzano e devi stare comunque attento a dare senso e continuità alla trama. 

Modificato da Fraudolente
Ripetizione cacofonica

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@JohnnyBazookaBic 

potresti fare così:

per tutta la prima parte del romanzo il secondo protagonista (B) narra in terza persona le vicende del primo protagonista (A).

Del sign. B (il narratore) non conosciamo nulla, in questo modo si stuzzica la curiosità del lettore e si presenta anche un personaggio.

B racconta di A, e lo fa come un narratore onnisciente. Mi viene in mente il film: Sulla ali della libertà dove M.Freeman in prigione, racconta ad un gruppo di detenuti del suo grande amico accusato ingiustamente e poi evaso dal carcere diventando così una legenda. Per tutto il tempo si è concentrati sull'amico, e solo da ultimo entra in scena Freeman.

 

Che ne dici?

 

 

 

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3 ore fa, fiamma ha detto:

@JohnnyBazookaBic 

potresti fare così:

per tutta la prima parte del romanzo il secondo protagonista (B) narra in terza persona le vicende del primo protagonista (A).

Del sign. B (il narratore) non conosciamo nulla, in questo modo si stuzzica la curiosità del lettore e si presenta anche un personaggio.

B racconta di A, e lo fa come un narratore onnisciente. Mi viene in mente il film: Sulla ali della libertà dove M.Freeman in prigione, racconta ad un gruppo di detenuti del suo grande amico accusato ingiustamente e poi evaso dal carcere diventando così una legenda. Per tutto il tempo si è concentrati sull'amico, e solo da ultimo entra in scena Freeman.

 

Che ne dici?

 

 

 

@fiamma devo ragionare le ultime cose della trama per capire che cosa valga la pena di fare. più che altro perché mi manca un pezzo importante della trama che può pregiudicare tutto. fortunatamente ora non ho più incombenze (tesi di laurea). mi sembra una buona idea. stavo valutando anche la narrazione in prima persona per sottolineare la solitudine del protagonista interrotta e sconvolta dall'altro 

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@JohnnyBazookaBic Esatto, infatti la narrazione del secondo personaggio dovrebbe essere in prima persona. Si crea un effetto 'immedesimazione' molto buono con il lettore che poi vede tutto con gli occhi e l'animo solitario del narratore. Questo alternarsi di punti di vista (e angolazioni)  crea movimento e ritmo nella storia. Potrebbe essere intrigante per chi legge. 

In bocca al lupo. E congratulazione per la laurea. 

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