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Sissi77

Cosa scegliere

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Buongiorno a tutti! Approfitto di questa sezione varie ed eventuali, per chiedere un consiglio a chi abbia voglia di intervenire.

Faccio una premessa: più o meno un anno fa ho pubblicato un libro in self-publishing, esperienza non riuscita dal punto di vista delle vendite perché come ho avuto modo di scoprire poi, se non ci si promuove, sostanzialmente non si esiste. Ma io ero del tutto a digiuno di editoria e questa soluzione, all'inizio, mi era sembrata giusta per me. Detto ciò, agli inizi di quest'anno, ho poi deciso di tentare la strada dell'editoria tradizionale proponendo il manoscritto ad alcune case editrici. Ho fatto una selezione sulla base del genere e ho inviato a 9 case editrici. Anche qui, col senno del poi, mi sono resa conto che la mia scelta non fosse tanto promettente perché la maggior parte delle c.e. rientrava tra le big, tranne 3-4. Passano i mesi e ricevo la risposta di una di queste (non big) che mi propone la pubblicazione previo editing (ma a pagamento). Declino l'offerta e procedo ad ulteriori invii e qui già ci troviamo verso fine giugno. Tra agosto e settembre ricevo altre due proposte, una scartata perché avevo spedito a Castelvecchi e mi trovavo dirottata verso il Seme Bianco (che sinceramente non mi alletta), l'altra non scartata ma semplicemente accantonata perché mi veniva richiesto di procedere in autonomia ad una prima revisione del testo perché a quel momento non c'era nessun editor della casa disponibile. In ogni caso la pubblicazione non sarebbe avvenuta prima del 2019. Nel frattempo procedo ad altri invii a nuove c.e. Qualche giorno fa mi arriva la proposta di pubblicazione di una c.e. (non big) che in pochissimo tempo (grosso modo un mese) si dice interessata. Il contratto di per sé mi pare buono: 8% sul cartaceo, 35% sul digitale, 50% su eventuali trasposizioni cinematografiche ecc. La distribuzione avviene con Streetlib per il digitale, e Libro Co per il cartaceo. Tiratura iniziale del libro: 50 copie per non avere molto accumulo nel magazzino, ma l'editore dice di poterne stampare altre nel tempo di 10 giorni. Promozione ne fanno come altre piccole c.e., tramite social network, facebook, qualche fiera, presentazioni organizzate nel territorio di riferimento, firma copie, blog-tour... Pagamento delle royalities di 3 mesi in 3 mesi al raggiungimento della somma minima di 50 euro. Non so se si può nominare la c.e., ma in generale ne sento parlare bene come una piccola realtà ben organizzata. E qui veniamo al mio dubbio: le loro copertine non mi piacciono granché, ma l'autore non può metterci becco, e neppure sull'eventuale titolo del romanzo che potrebbe essere cambiato in base a loro scelte. A parte questo, io continuo a pensare che altre c.e. a cui ho spedito potrebbero ancora rispondere perché i mesi di attesa non sono terminati e parlo soprattutto di quelle che danno una risposte anche in caso di esito negativo. Tra queste ce n'è in particolar modo una che a me piace molto, ma la loro attesa per una risposta è di 12 mesi e io ho spedito a fine giugno... il che vorrebbe dire che prima di metà del prossimo anno non saprei nulla. Da una parte mi piacerebbe aspettare perché se mi dicesse sì, sarebbe un sogno (distribuiti tramite Messaggerie, belle copertine, vendite molto alte, editing serio). Dall'altra, realisticamente parlando, rischierei di rimanere con niente in mano. Se questa cosa non andasse in porto, avrei sprecato mesi di attesa per non avere nulla. Non penso, infatti, che l'editore che mi ha fatto la proposta mi attenda per sempre. Secondo voi quanto tempo è ragionevole far attendere un editore prima di restituire il contratto firmato? Parlando con la direttrice editoriale mi ha detto: non c'è scadenza, ma io rimango molto perplessa.

Non so veramente cosa scegliere. A posteriori penso che avrei dovuto giocarmi meglio la tempistica di invio. Ma ormai la situazione è questa... Suggerimenti? Opinioni? Grazie a chi risponde!

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Non posso risponderti sulla CE, però posso farti notare come l'assunto di partenza possa essere quantomeno deboluccio.

 

"Provo con una CE, perché in self, senza prmozione, è come se non si esistesse".

 

Questo discorso è valido anche per le CE, a maggior ragione quelle piccole e medie. Il discorso cambia con una grande CE perché i lettori comprano il marchio in cui hanno fiducia. Quindi le tue vendite saranno rapportare al bacino di affezionati della tua CE.

 

Quindi bene o male, qualsiasi cosa tu scelga e a meno di non riuscire a convincere i lettori a comprare te per te e non per la marca del libro, la minestra rimane la solita.

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In definitiva il tutto si riduce alla domanda che ho sentito porre qualche centinaio di volte su questo forum: che faccio, firmo o aspetto?

Purtroppo nessuno è in grado di risponderti, perché nessuno può prevedere cosa potrebbe accadere nell'attesa.  

E nessuno, credo, si vorrà accollare la responsabilità di averti indirizzato sulla pista sbagliata... :)

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Esatto. Il tutto si riduce al detto tolkeniano "Non rivolgerti agli Elfi per un consiglio, perché ti diranno sia no che sì."

 

 

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Già, credo che voi abbiate ragione, posta così la questione, nessuno può scegliere al posto mio. Allora chiedo, secondo voi, un editore piccolo che lancia tanti libri in un anno (e di conseguenza ha tanti autori), investe di meno in ciascuno di loro rispetto a chi ne seleziona un numero ridotto? Anche se questo non elimina i miei dubbi, aggiunge elementi per la valutazione finale...

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5 ore fa, Sissi77 ha detto:

le loro copertine non mi piacciono granché, ma l'autore non può metterci becco, e neppure sull'eventuale titolo del romanzo che potrebbe essere cambiato in base a loro scelte.

Ovviamente, per i motivi di cui sopra, non posso darti un consiglio. Riguardo ai tuoi dubbi ti posso dire che, normalmente, sulla copertina l'autore non dovrebbe avere titolo e sul titolo si fa il possibile per mantenere quello dell'autore ma fino a un certo punto.

 

4 ore fa, JPK Dike ha detto:

"Provo con una CE, perché in self, senza prmozione, è come se non si esistesse".

 

Questo discorso è valido anche per le CE, a maggior ragione quelle piccole e medie. Il discorso cambia con una grande CE perché i lettori comprano il marchio in cui hanno fiducia. Quindi le tue vendite saranno rapportare al bacino di affezionati della tua CE.

Riguardo quanto detto qui sopra è parzialmente vero perché comunque c'è un bacino di clienti della CE e si sfruttano comunque i suoi canali commerciali e organizzativi che per quanto possano essere piccoli sono sempre di più dell'autore sconosciuto che non si fa promozione.

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3 minuti fa, Spartako ha detto:

Ovviamente, per i motivi di cui sopra, non posso darti un consiglio. Riguardo ai tuoi dubbi ti posso dire che, normalmente, sulla copertina l'autore non dovrebbe avere titolo e sul titolo si fa il possibile per mantenere quello dell'autore ma fino a un certo punto.

 

Riguardo quanto detto qui sopra è parzialmente vero perché comunque c'è un bacino di clienti della CE e si sfruttano comunque i suoi canali commerciali e organizzativi che per quanto possano essere piccoli sono sempre di più dell'autore sconosciuto che non si fa promozione.

@Spartako sì, sul discorso della promozione sono concorde con te. Un po' per pigrizia, un po' per inesperienza, un po' per disperazione, un po' per sopraggiunta consapevolezza delle lacune nel mio testo (che per l'appunto non vedo l'ora di revisionare con un editor), ho lasciato perdere la promozione. Conto sul fatto che una c.e., per quanto piccola, faccia più di me... o forse io stessa mi lancerò di più, sicura del mio testo.

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4 ore fa, Sissi77 ha detto:

Allora chiedo, secondo voi, un editore piccolo che lancia tanti libri in un anno (e di conseguenza ha tanti autori), investe di meno in ciascuno di loro rispetto a chi ne seleziona un numero ridotto?

Anche qui non è possibile dare risposte certe, ma credo sia ovvio che un piccolo editore con pochissimi collaboratori che pubblica, che so, più di cinquanta novità in un anno, difficilmente potrà dare a quei libri la giusta cura: ci vuole tempo per passare da un manoscritto a un libro stampato e quindi ci vogliono persone che lo spendano quel tempo.

L'editore che invece pubblica, altro numero a caso, otto novità in un anno ha di certo più a tempo a disposizione per seguire con cura ognuno di quei progetti editoriali.  Se poi lo faccia... dipende dall'editore.:) 

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15 ore fa, Spartako ha detto:

Ovviamente, per i motivi di cui sopra, non posso darti un consiglio. Riguardo ai tuoi dubbi ti posso dire che, normalmente, sulla copertina l'autore non dovrebbe avere titolo e sul titolo si fa il possibile per mantenere quello dell'autore ma fino a un certo punto.

 

Riguardo quanto detto qui sopra è parzialmente vero perché comunque c'è un bacino di clienti della CE e si sfruttano comunque i suoi canali commerciali e organizzativi che per quanto possano essere piccoli sono sempre di più dell'autore sconosciuto che non si fa promozione.

Su questo punto avrei qualcosa da dire. La copertina è parte integrante dell'opera e ritengo debba essere in linea con essa. Per mia fortuna la mia CE mi ha dato carta bianca, intervenendo solo per suggerirmi accorgimenti cromatici e modifiche al font. Se mi avessero imposto una copertina brutta, o che non rispecchiava lo spirito dell'opera, non credo avrei dato il fatidico "visto, si stampi".

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1 ora fa, Mauro Barbarito ha detto:

Su questo punto avrei qualcosa da dire. La copertina è parte integrante dell'opera e ritengo debba essere in linea con essa. Per mia fortuna la mia CE mi ha dato carta bianca, intervenendo solo per suggerirmi accorgimenti cromatici e modifiche al font. Se mi avessero imposto una copertina brutta, o che non rispecchiava lo spirito dell'opera, non credo avrei dato il fatidico "visto, si stampi".

La copertina invece, per noi, fa parte integrante dell'immagine della ce. È ovvio che si cerca di contentare tutti, ma se l'autore non dà il si stampi si scioglie il contratto...

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9 minuti fa, Spartako ha detto:

La copertina invece, per noi, fa parte integrante dell'immagine della ce

Sposo completamente questa affermazione: ci sono molte case editrici, anche piccole, che ne fanno un "marchio di fabbrica".  L'autore non può pensare di snaturarlo in base alle proprie richieste.

Mi viene in mente subito la Augh! del Gruppo Alter Ego, marchio con cui parecchi autori del WD hanno già pubblicato.  Hanno una grafica stilizzata immediatamente riconoscibile, anche dopo aver visto una sola copertina. Un autore che la desiderasse piena di immagini e di colori credo che sarebbe costretto a dover rivedere le proprie scelte o a cambiare editore.

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Capisco questa posizione per una collana, o una serie di pubblicazioni particolari di una stessa CE, ma sinceramente non comprendo la scelta di uno stile unico per qualsiasi tipo di pubblicazione di una medesima CE. Ovviamente ogni editore ha la facoltà di scegliere la propria policy e ogni autore è libero di rivolgersi ad altri qualora non sia soddisfatto delle scelte grafiche.

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1 minuto fa, Mauro Barbarito ha detto:

ma sinceramente non comprendo la scelta di uno stile unico per qualsiasi tipo di pubblicazione di una medesima CE.

Si tratta di un modo per rendersi riconoscibili e per creare un proprio pubblico affezionato.

Pensa alle copertine delle "Farfalle", la collana più famosa della Marsilio.  Da anni e anni le disegna Fabio Visintin; uno dà uno sguardo al banco delle novità in libreria e immediatamente riconosce l'ultimo giallo di Marsilio tra le tante proposte.

Poi ci sono altri editori che fanno scelte diverse e sacrificano la riconoscibilità a vantaggio di una maggiore capacità espressiva e qui probabilmente l'autore ha più possibilità di far prevalere la propria idea, fermo restando che la scelta rimane dell'editore.  Poi come dici giustamente tu:

9 minuti fa, Mauro Barbarito ha detto:

Ovviamente ogni editore ha la facoltà di scegliere la propria policy e ogni autore è libero di rivolgersi ad altri qualora non sia soddisfatto delle scelte grafiche

E ci mancherebbe che non fosse così :)

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9 minuti fa, Mauro Barbarito ha detto:

Capisco questa posizione per una collana, o una serie di pubblicazioni particolari di una stessa CE, ma sinceramente non comprendo la scelta di uno stile unico per qualsiasi tipo di pubblicazione di una medesima CE. Ovviamente ogni editore ha la facoltà di scegliere la propria policy e ogni autore è libero di rivolgersi ad altri qualora non sia soddisfatto delle scelte grafiche.

Infatti per quanto ci riguarda abbiamo almeno tre filoni diversi che caratterizzano le sezioni più importanti della nostra produzione.

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Sia ben chiaro che non sto criticando nessuno, è solo un confronto ;)

Premesso questo, io sono dell'idea che debba necessariamente esserci un format, un'impostazione che caratterizza una produzione, ma ritengo che debba essere relativa alla produzione di un singolo autore o di una collana. Quando cercavo "Urania" trovavo immediatamente il volumetto bianco con l'immagine nel cerchio rosso, e sapevo immediatamente che mi trovavo davanti un volume della collana specifica di mio interesse. Probabilmente quella impostazione non sarebbe stata adatta ad altri tipi di pubblicazioni. Ripeto, è solo un mio punto di vista, e non voglio andare troppo OT rispetto alla discussione.

Anzi per tornare in tema, suggerisco a @Sissi77 di temporeggiare nell'attesa di più risposte possibili (salvo perdere occasioni che ritiene importanti) e di mettere in conto che, a prescindere dalla CE che sceglierà, una buona quota parte del lavoro di promozione sarà necessariamente a suo carico.

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Grazie a tutti coloro che sono intervenuti esprimendo la loro idea. Posto un aggiornamento: dopo varie informazioni raccolte, suggestioni e suggerimenti, ho deciso di accettare la proposta arrivata e di firmare il contratto. Questa occasione è qui, adesso; il futuro è un luogo incerto. Sono a tutti gli effetti autrice di Le mezzelane. Spero che la collaborazione proceda positivamente ed incrocio le dita per la copertina (anche se nel frattempo passeranno mesi) :grazie:

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@Sissi77 Anche io ho inviato un dattiloscritto a questa casa editrice!

Secondo me, hai fatto benissimo a firmare! Sui social sembrano molto attivi, così come nella promozione.

Se la copertina non dovesse piacerti, fallo presente. In generale, tra grafico e autore, è sempre possibile uno scambio di opinioni.

In bocca a lupo per la pubblicazione :) 

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@Mister Frank grazie mille! Ho firmato proprio perché, nell'insieme, ho raccolto tutte opinioni positive. Confermo l'impressione che si diano da fare con la promozione ed altre iniziative carine per fare conoscere l'autore. Mi è stato anche detto che fanno un buon editing. Io al momento sono in attesa di iniziarlo.

E per la copertina, speriamo che la grafica raccolga qualche mio suggerimento...

In bocca al lupo anche a te per il tuo manoscritto, e se ti fa piacere, fammi sapere come va!

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Ho inviato anch'io da qualche settimana. Il tuo post iniziale@Sissi77  potrei averlo scritto io. Stesso identico iter e oggi stessi identici dubbi. I tempi vergognosamente biblici (sarebbe ora che qualcuno avesse il coraggio di affermarlo con forza) per ottenere un responso dalle CE complica tantissimo le scelte. Insomma se prendo in mano un libro, leggo venti pagine e la sinossi io, che non sono neppure un esperto del settore, sono già in grado di dire se lo trovo piacevole. Sarei in grado di selezionarne almeno una trentina al giorno. Se fossimo in due a fare questo lavoro si potrebbero scremare almeno mille titoli al mese. Poi si potrebbe comunicare all'autore se si è superato il primo scoglio permettendogli di decidere serenamente. Smaltire a quel punto una ventina di romanzi interi al mese non sarebbe un'impresa e si arriverebbe a quel punto a dare un responso definitivo al massimo in un paio di mesi. Più di un anno per rispondere a un autore mi sembra ridicolo. Per le copertine concordo pienamente. Ci sono CE che hanno collane e mantengono una linea grafica bruttina a discapito dell'immagine allettante, al punto che anch'io sarei dispiaciuto che il mio romanzo si presentasse al mondo in modo così trasandato.

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1 ora fa, heightbox ha detto:

Sarei in grado di selezionarne almeno una trentina al giorno. Se fossimo in due a fare questo lavoro si potrebbero scremare almeno mille titoli al mese. Poi si potrebbe comunicare all'autore se si è superato il primo scoglio permettendogli di decidere

Certo se ci fosse uno o due impiegati stipendiati per fare questo sarebbe così. Ma di questi tempi, a parte la decina di ce più grosse, nessuna potrebbe permetterselo... Per cui bisogna far trovare dei ritagli di tempo a persone che hanno altre cose da fare.

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@heightbox hai centrato perfettamente il nocciolo del mio dilemma! Purtroppo ciò che si finisce per accettare è sempre, in una certa qual parte, a scatola chiusa. Non si ha tutto il ventaglio di possibilità sotto mano nel medesimo momento. Per quanto mi riguarda si è trattato di decidere se la proposta giunta fosse sufficientemente buona da fermarsi o passare oltre. E la decisione è stata di fermarsi e sperimentare fino in fondo questa esperienza... Ma certo, le cose sarebbero potute andare diversamente se le altre risposte fossero giunte in tempi ragionevoli... ma ho calcolato che (per la c.e. che tenevo sott'occhio) avrei dovuto aspettare fino a fine giugno per una prima fase positiva, nel caso ci fosse stata, ed altri mesi ancora per la risposta definitiva... Insomma, per farla breve, il mio romanzo non avrebbe visto la luce prima di due anni... e a conti fatti, di qui a due anni, quante infinite altre cose potrebbero capitare?

In bocca al lupo anche a te per il tuo manoscritto! (y)

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