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ottoemezzo1073

Auto pubblicazione o pubblicazione con un un piccolo editore

Post raccomandati

@Jeky Imhof

Complimenti!

Io conto di finire in settimana il mio editing. Confezionare bene i titoli capitoli e iniziare a spedire.

Voglio anche rivedere la sinossi.

Con chi pubblichi te?

Io ho attualmente selezionato 4 o 5 case ma stò ancora cercando di capire bene a chi spedire

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@JPK Dike perfetto, allora vada per un caffé ;) 

@Flaterik ah la sinossi, che incubo! Si prenditi tutta la calma per finire l'editing e fare le cose come si deve ;) 

Ho firmato con la Genesis Publishing :D è una piccola CE e come tutte le piccole non hanno un marketing molto inferiori alle grandi per la pubblicità, ma da qualche parte bisogna iniziare visto che le grandi molto raramente  prendono in considerazione gli esordienti! In ogni caso mi hanno detto che loro lavorano molto bene nell'editing e preparazione del libro

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6 ore fa, Flaterik ha detto:

Io conto di finire in settimana il mio editing

 

6 ore fa, Flaterik ha detto:

ma stò ancora cercando

 

Senza offesa, ma se vuoi farti l'editing da solo, almeno sto dovresti sapere come si scrive (l'hai sbagliato anche in un post precedente). Non è un errore da poco... 

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Ma che offesa figurati. Ho scritto di corsa in ufficio e sto diavolo di sto non so perche' non mo entra in testa. Detto questo l'ortografia la correggo comunque in seguito e non ho mai avuto la presunzione di fare editing di livello, da solo, al primo tentativo. Per questo vado di CE o almeno provo. Poi penso che il valore della storia sia proporzionalmente piu' importante della perfetta ortografia, ovviamente pensiero personale. Cmq spero mi entri in testa . Grazie per la segnalazione!

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@Flaterik so che magari scrivendo dal cellulare il correttore automatico ti suggerisce le parole più utilizzate, però fa attenzione, non è consentito utilizzare le abbreviazioni da chat/sms sul forum (nemmeno in tag).
 

15 ore fa, Flaterik ha detto:

Cmq spero mi entri in testa


Buona fortuna per l'editing^^

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Ah ok. Devo istruire il mio cellulare a parlare meglio l'italiano. W il lupo ma non sto facendo un vero editing, piuttosto solo dare una certa decenza al testo per poi inviarlo alle CE. 

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Non vorrei essere polemica, ma è impensabile farsi l'editing da soli!  Soprattutto se si pubblicherà in self. Quando poi leggo che sicuramente nel self c'è molta robaccia, ci rimango male. Investo moltissimo in editing con professionisti freelance. Faccio editare persino i romanzi che mando alle ce. Non sto dicendo che le ce non debbano fare  l'editing e neanche che non sono sicura della mia scrittura, ma lo vedo come uno strumento per apprendere i ferri del mestiere e migliorare. Un editor ti aiuta a maturare  nel campo. Cavolo, persino S.King lo ha! Comunque leggetevi "on writing", l'ho trovato molto illuminante. Ps: sono ibrida, ho pubblicazioni con piccole ce e in self.

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@Monica Maratta Per me sfondi una porta aperta. Stephen King è il mio faro. Ho letto On Writing cono molto piacere e in parte ne ho utilizzato i consigli per scrivere. Purtroppo essendo una passione probabilmente non remunerata in alcun modo, al momento non sono in grado di potermi affidare ad un Editor professionale a pagamento. Tuttavia concordo pienamente con quello che dici. A me piace buttare giù il testo, raccontare una storia. Doverla curare stilisticamente e sintatticamente per me oltre che un lavoraccio (fatto di notte nei ritagli di tempo) è anche una grande fatica non essendo un "professorino". Magari dovessi mai guadagnare con un libro, sfrutterei certamente il ricavato per farne editare un altro.

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@Flaterik Ti capisco e non volevo essere dura, credimi. Non sai a quante cose rinuncio per pagarmi l'editing: una pizza, un vestito nuovo ecc. Sacrifici sacrosanti se voglio scrivere sul serio, poi che io debba ancora maturare lo stile ecc, fa parte del percorso di crescita, ma so di mettercela tutta. Condivido l'ammirazione per King, anche io ho preso spunto dai suoi consigli e sono rimasta sorpresa dalla gavetta che ha fatto. Racconta dei numerosi rifiuti ricevuti e delle disastrose condizioni economiche in cui si trovava. Leggerlo è stato una fonte di sostegno morale! Ti auguro un grande in bocca al lupo, e che la passione ti muova sempre.

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@Monica Maratta non sei stata affatto dura. Anzi, hai tutte le ragioni. Il fatto è che prima ancora di capire se "voglio scrivere sul serio" , devo capire "se sono in grado". Per questo il mio approccio è decisamente conservativo. Nel giorno in cui lo scoprirò, sicuramente mi ci dedicherò anima e corpo.

Il problema è capirlo. Mi piace quello che scrivo ed è piaciuto a qualcuno che lo ha letto ma piacerà al pubblico o alle case. Lo scoprirò a breve credo.

Superato questo passaggio iniziale vedrò poi che strada prendere.

La cosa che mi ha colpito maggiormente di OnWriting è tutto il passaggio relativo al "tagliare" tutto il superfluo e su quello ho lavorato molto.

Viva il lupo comunque e grazie del supporto. Ti auguro di scrivere il libro dei tuoi sogni, che per uno scrittore, credo sia l'augurio migliore.

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34 minuti fa, Flaterik ha detto:

Forse avrei dovuto scrivere Viva il lupo a questo punto. Ma c'e' possibilità di modificare i messaggi?

No. Solo i membri dello staff e i sostenitori (entro un'ora) possono modificare i messaggi. Stai tranquilla, W il lupo credo si possa scrivere così xD (però io ti avevo detto "buona fortuna", proprio per non scomodare i lupi).

Posso chiederti che genere hai scritto@Flaterik ? Penso che il fatto di fare una prima revisione da soli (o editing o come lo vogliamo chiamare), sia comunque importante. Però concordo con @Monica Maratta un occhio esterno e professionale, se si ha intenzione di presentare un testo maturo e privo di errori grossolani, è il passo successivo^^

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@Luna non so dove abbia letto in bocca al lupo... Per quanto riguarda il "Stai tranquilla" piuttosto "Sto tranquillo" ... non so se il tuo era un errore di scrittura o di valutazione :D.

Per quanto riguarda il genere, la "spaccio" come un'avventura di ragazzi per ragazzi e non. E' a suo modo un omaggio in veste moderna ai Goonies/Stand By Me e quel filone li.

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1 minuto fa, Flaterik ha detto:

Per quanto riguarda il "Stai tranquilla" piuttosto "Sto tranquillo" ... non so se il tuo era un errore di scrittura o di valutazione :D.

perdonami! Ho letto il tuo messaggio "Ma che offesa" (non contando il fatto che stessi rispondendo a "senza offesa") e pensavo fossi una lei, quindi errore mio, pardon :D '
 

3 minuti fa, Flaterik ha detto:

Per quanto riguarda il genere, la "spaccio" come un'avventura di ragazzi per ragazzi e non. E' a suo modo un omaggio in veste moderna ai Goonies/Stand By Me e quel filone li.

Meraviglia, adoro i Goonies^^
Senza dubbio, puntando a una CE potrai contare su un editing professionale (ammesso e concesso che lo facciano tutte).

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3 ore fa, Monica Maratta ha detto:

Non vorrei essere polemica, ma è impensabile farsi l'editing da soli! 

 

Impensabile, come impossibile, è solo uno stato mentale. La realtà è soggettiva e manleabile: se puoi sognare un mondo migliore, puoi creare un mondo migliore.

 

Ho rivisto Fringe xD

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ho un piccolo dubbio: quando una grande casa editrice "accalappia" un autore esordiente che ha già venduto il suo romanzo autopubblicato in e-book facendo grandi numeri, significa che quel romanzo glielo pubblica col cartaceo o è un rapporto che si intende per altre opere inedite?

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Anche io ho fatto da sola con l'editing. Probabilmente perché ho pubblicato in self. Autoproduzione? Che lo sia fino in fondo.

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1 ora fa, Robz ha detto:

ho un piccolo dubbio: quando una grande casa editrice "accalappia" un autore esordiente che ha già venduto il suo romanzo autopubblicato in e-book facendo grandi numeri, significa che quel romanzo glielo pubblica col cartaceo o è un rapporto che si intende per altre opere inedite?

 

Sono possibili entrambe le soluzioni. In linea di massima, l'editore è interessato a ripubblicare il libro già autopubblicato, facendone una seconda edizione, sicuramente anche in versione cartacea. In più, evidentemente, è interessato anche agli inediti dell'autore. Se lo ha contattato, significa che vede del potenziale. 

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On 13/11/2017 at 15:46, L'antipatico ha detto:

 

Cosa te lo fa pensare? Hai fonti a cui fare riferimento? Mi piacerebbe capire se c'è del vero e, se sì, come si spiega questa differenza. :?:

 

Dike ti ha già risposto postando i dovuti chiarimenti, dato che io non ho potuto farlo in tempo reale. Costretta a far capolino qui una volta ogni morte di papa per gli stessi motivi che oramai mi tengono lontana dallo scrivere (o meglio, me lo fanno fare mooolto a rilento -e infatti il mio terzo e-book molto probabilmente sarà pubblicato postumo-:gokulol:).

Comunque, in ulteriore aggiunta, posso postarti le risposte che aleggiavano quando vivevo nella "ridente" Padania (che riguardavano anche gli scritti di miei amici che però non andarono in pubblicazione):

1) non ho l'abitudine di leggere

2) il genere poetico non funziona (per non dire non piace) -riguardava un collega che scriveva poesie-

3) non hai la mamma/il papà/zio/zio ben strutturato nel mondo artistico (comunissimo,specie prima dell'avvento dell'era digitale) -amiche appassionate di scrittura e che parteciparono finanche a concorsi-

4) non ho soldi (leggere: c'è crisi, che peraltro non accenna ad allontanarsi, dunque finchè la congiuntura durerà -probabilmente vita natural durante- tutto quello che non è commestibile qui è classificato come completamente inutile)

5) questo non viene sempre affermato esplicitamente, ma il succo del discorso è che non hai un marchio di fabbrica da vendere (si ricollega sia ai figli d'arte che all'ottima spiegazione di Dike)

6) vogliamo mettere con il mito della "fabricheta"?:gokulol:

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Buon pomeriggio a tutti voi.

La scelta di optare per la pubblicazione con un piccolo/medio editore o tentare la sfida del self publishing, è una questione spinosa e quanto mai attuale. I vantaggi dell'autopubblicazione, pratica ormai sdoganata e finalmente scevra da accezioni negative (lo scrittore che si pubblica da solo perché snobbato dall'editoria ufficiale, è, per fortuna, uno stereotipo ampiamente superato), sono essenzialmente: la possibilità di controllare le vendite in maniera diretta e senza filtri, la massima libertà d'espressione, il rapporto più che diretto con i lettori. Se ci si rivolge, inoltre, verso l'uso delle piattaforme di self publishing in e-book, tutto è più immediato e meno dispendioso. Di contro, gli svantaggi di non avere un editore, per quanto piccolo, alle spalle, sono principalmente: la difficoltà di promuovere correttamente un testo e la mancanza di editing delle opere che, sovente, presentano errori e imperfezioni che ne pregiudicano la validità.

Per ovviare al primo problema (la diffusione di un'opera self), possiamo consigliarvi qualche strategia di marketing web di base: creare pagine sui principali Social Network dove convogliare i vostri contatti, raccontare la vostra opera e caricare contenuti multimediali accattivanti (booktrailer, contributi audio - anche letti da voi - , foto, selfie di vostri lettori che mostrano contenti una copia del vostro libro); approntare un sito personale (anche su piattaforme gratuite) dove inserire notizie su di voi e i vostri scritti, curare un blog è l'ideale per far conoscere la vostra scrittura inserendola in un contesto più vario rispetto alla narrativa, creando un meccanismo di pubblicità indiretta (i lettori giungono al vostro blog attraverso argomenti differenti dalla vostra produzione letteraria e scoprono i vostri scritti); inserire la pubblicità della vostra opera in calce alle e-mail; chiedere recensioni a lettori e giornalisti senza temere critiche e giudizi. 

Per quanto concerne la correzione di un testo, spesso erroneamente sottovalutata dagli autori, il consiglio è di far visionare i vostri manoscritti o da amici/conoscenti/parenti bravi con la penna che potranno correggere errori e mettere in luce i punti di forza e di debolezza di un testo, oppure, in mancanza di rapporti amicali utili, rivolgersi a agenzie specializzate nel settore. La corretta presentazione di un manoscritto decreta gran parte del successo di un'opera: scrivere è essenzialmente comunicare e per farlo correttamente è necessario che il lessico sia comprensibile e scorrevole, in modo che il lettore, giudice supremo, possa godere appieno della vostra storia.

Fatto questo, il self publishing non ha molto da invidiare alle realtà editoriali medio/piccole...

Sperando di essere stati di aiuto, vi salutiamo.

Babylon Café

 

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Il Self mi intriga moltissimo, ma la mia prima opera voglio passarla (ammesso che qualcuno se la fili) per CE perché devo capire anche che tipo di errori e miglioramenti mi necessitano. Riguardo al web, e' il mio lavoro , non avrei problemi di presentazione

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Non intedevamo glorificare il self, ma neanche demonizzarlo. E' una via di diffusione che può essere intrapresa con le giuste accortezze. Ovviamente questo non inficia, né annulla o mette in discussione, il ruolo fondamentale delle CE. 

Peace! ;)

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21 minuti fa, Babylon Café ha detto:

E' una via di diffusione che può essere intrapresa con le giuste accortezze.

Il problema è che di "accortezze ce ne sono poche", a me appare più una giungla. ;)

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In effetti l'universo Self è complesso. Però, anche attraverso l'esperienza di diversi autori che si sono rivolti a noi per revisionare/promuovere o tradurre le loro opere, possiamo dirti che usato al meglio è un buon strumento di diffusione, fermo restando che le case editrici serie sono, ovviamente, un'altra cosa.

;)

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Torno un attimo sulla questione dell'editing.
Che fare da soli l'editing sia arduo nessun dubbio. Ma il costo di un freelance talvolta è proibitivo. Nel mio caso si partiva da 3'000€ in su. Altro che saltare qualche pizza o qualche abito: sono i classici soldi che butti al vento, che non rientreranno mai a causa dei bassi volumi di vendita di un esordiente. E, per dirla tutta, due CE mi hanno scartato (almeno, così me l'hanno venduta) proprio per gli eccessivi costi che l'editing della mia opera avrebbe comportato. Se loro per prime non sono disposte a pagare un editor, figurarsi io che come mezzo di diffusione poi ho solo una piattaforma on-line. 

Self di fatto vuol dire per forza di cose fare auto-editing.

E chi acquista la mia opera deve mettere in conto che bene o male qualche errore ci sarà. Ma di contro paga un prezzo ridotto: a dispetto del contenuto, la cui validità è soggettiva, troverà 737 pagine a 17,99€. Mi sembra quindi che il romanzo sia value for money, come dicono negli States. Laddove con una CE probabilmente il costo sarebbe schizzato a 25-28€. Senza che i volumi di vendita ne traessero giovamento per un editing che si presume sarebbe stato ben fatto.

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Buongiorno a tutti. Sono ancora in bilico sulla mia decisione. Leggo giustamente dell'editing e concordo sulla sua importanza. Permettetemi di lanciare una provocazione. Dando per scontato che uno scrittore sia in grado di produrre da solo una storia ben scritta, altrimenti non può definirsi tale, siamo così sicuri che le persone apprezzeranno, si renderanno conto dell'editing, ne apprezzeranno il valore o sarebbe sufficiente la buona versione stesa dall'autore? 

Altra cosa è la correzione delle bozze perché di strafalcioni ed errori di battitura, nonostante l'uso del correttore automatico, possiamo farne tutti.

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@ottoemezzo1073 Un lettore non dirà mai "lediting di questo libro fa schifo", ma si limiterà a cose del tipo "non è leggibile, troppo lento, non ci capisco nulla". Quindi se ne rende conto indirettamente.

 

Ecco una cosa di cui è quasi impossibile fare a meno è un aiuto a levare refusi ed erroretti vari. Correggere un testo nel dettaglio dei refusi è molto più difficile di fare editing.

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