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Tutto quello che non serve - Valerio Baselli [Comitato di lettura]

Post raccomandati

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Editore: Augh!

Collana: Tomahawk

Anno edizione: 2017

Pagine: 182 p., Rilegato

EAN: 9788893431590

Cartaceo 13€

 

Trama

 

Il romanzo, un noir finanziario, narra le vicende di due giovani men che trentenni, Daniele e Riccardo, che lavorano nella banca di investimenti Sterling.

Il primo è uno svagato e inelegante matematico precariamente impegnato nella ricerca accademica; il secondo un trader feroce, la cui visione del mondo non prevede mezze misure e si riduce, in definitiva, alla legge della giungla.

Nasce in breve, a onta delle differenze, un legame amichevole piuttosto solido.

Dopo aver condiviso per circa un anno spazi aziendali e tempo libero, prenderanno strade diverse.. La parte conclusiva della narrazione, che non anticipo, scioglierà i “nodi della vicenda.

 

Contenuti

 

Il sistema bancario e la sua disumanità speculativa. La solitudine, melanconica, o al contrario adrenalinica, dei giovani “in carriera”. La vacuità di un divertimento che prevede il consumo del lusso: si tratti di cibi e bevande o di donne. Ma porrei in primo piano l'amicizia tra i due, ne parlerò più avanti.

Il vissuto triste o banale dei protagonisti, che il lettore apprende poco a poco, talvolta mediante l'espediente narrativo del sogno.

Mentre la crisi greca fa sentire i suoi effetti sui mercati, Daniele ricerca algoritmi finanziari vantaggiosi e Riccardo si lancia in speculazioni sempre più ardite, indifferente al danno dei risparmiatori. Riuscirà a essere trasferito nella sede di Londra, trampolino indispensabile per la scalata ai vertici del grande trading. Anche la vita di Daniele cambierà, in meglio.

 

 

Ambientazione e personaggi

 

L'ambientazione è convincente, anche se per così dire ristretta; la vicenda infatti si svolge per la maggior parte a Milano e in interni: la sede della banca, abitazioni, locali pubblici.

I protagonisti, che narrano in prima persona la loro esperienza lavorativa e personale, sono presentati e seguiti con efficacia e coerenza.

Le mie preferenze sono andate alla figura del matematico, più originale e ricca di sfumature, mentre quella del finanziere, pur ben delineata, risulta un po' troppo iconica.

Peculiare, come anticipavo, la loro amicizia.

Quando Daniele, reduce dall'inspiegato abbandono della sua ragazza di sempre, si presenta nella banca, non fa meraviglia che Riccardo lo prenda sotto tutela. Non può essere un rivale, la totale inesperienza lo rende  maneggevole ed è uno spasso farlo muovere nell'ambiente disinibito delle sue serate. Il rapporto paternalistico in pratica non cambia, ma dopo qualche tempo nasce tra loro una reale empatia.

Nella storia si muovono diversi personaggi secondari, in genere ben delineati anche se fuggevoli. Occupano un po' più a lungo la scena Carlo, il divertente coinquilino di Daniele, e la tranquillizzante Matilde.

 

Stile e forma

 

Il romanzo ha una struttura per così dire “pendolare”. I protagonisti infatti espongono a turno le loro vicende e riflessioni. Pur avendo dei precedenti, la scelta narrativa non è molto praticata e provoca un iniziale disagio, presto tuttavia superato dal buon ritmo della scrittura. Il divario caratteriale dei protagonisti la rende in definitiva appropriata.

La rappresentazione delle angosce oniriche, che contribuisce a dar loro spessore, invece non sempre riesce gradevole e opportuna.

Lo stile è asciutto e scorrevole, con qualche punta di originalità caratterizzante. Corretta la forma; non ho notato refusi, buona la veste tipografica.

 

 

Giudizio finale

 

Sostanzialmente positivo. Il testo si legge con gradimento, malgrado la notorietà dello spunto: letteratura e cinema hanno reso familiare la crudeltà della finanza.

L'esperienza professionale dell'autore emerge in più punti, ma riesce quasi sempre a non appesantire la narrazione. Le spiegazioni sui meccanismi finanziari e le tecniche speculative si inseriscono infatti con naturalezza nei dialoghi e risultano interessanti per il lettore.

Meno le considerazioni “politiche”, talvolta un po' scontate.

«(…) La politica non dovrebbe essere certo al servizio della finanza» dice Daniele.

«(…) Mi fai tenerezza. Dani, è già così. È da parecchio tempo, forse da sempre, apri gli occhi».

Peraltro Riccardo rappresenta, come detto, uno stereotipo: i suoi giudizi sono in carattere con il personaggio.

 

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