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darktianos

Oltre gli abissi della mente 4° ed Ultima parte

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Commento a il cacciatore

 

Il giorno seguente William era già in postazione, controllava meticolosamente tutta la strumentazione. Non aveva mai mostrato in tutta la sua vita un accenno di preoccupazione, ansia per le persone che stimava o voleva bene ma Julien notò subito l'attenzione in quei controlli. Non era dedizione al lavoro, anche lui era preoccupato per l'immersione.

Il Colonnello e il Sergente arrivarono in perfetto orario e presentandosi solamente con un saluto, si sistemarono ai propri posti. «Sei sicura Alice di volerti immergere.»

«William, ne ho parlato anche con Julien, lui mi farà da assistente in caso notasse qualcosa di inconsueto sui monitor, oltre a te, nessuno altro conosce meglio il mio encefalogramma.» Poi rise, sistemandosi sulla poltrona onirica.

L'immersione procedette come il giorno prima, solo che il sergente Harris su sedato, Alice non si sarebbe mai aspettata un mondo tanto violento nella psiche di quell'uomo. Con parte delle difese abbassate Harris mostrava un' universo formato dalla dualità della sua famiglia, contrapposta alla violenza che aveva vissuto o meglio, inflitto. Scene di indicibile sofferenza e freddo cinismo si susseguivano all'affetto per i figli e alle risate con la moglie. Oltre a questo la mente addestrata del Sergente non mostrava alcuna apertura e Alice iniziò ad immergersi più in profondità.

«Come mai il flusso di dati si sta abbassando ora?»

«Alice sta penetrando nei recessi della mente ,forse persino nel sistema limbico, qui le funzioni sono ordinate e scandite per il sostentamento del corpo, guardi, anche le onde celebrali di Alice si sono adattate: siamo a 3 hertz ,alla soglia del sonno profondo, con onde celebrali Delta.»

Julien era preoccupato, sullo schermo centrale si vedeva solo oscurità che raramente veniva spezzata da un bagliore, un immagine distorta o da ombre. «Alice, va tutto bene?»

«Si, pensiero lineare e lucido, è difficile orientarsi...Aspetta...Ecco! Vedo la barriera emotica del cervello rettile.»

Nello schermo centrale, si vedeva solo una sorta di disturbo, un'ombra densa come una nebbia in una notte d'inverno.

Poi nel momento in cui alice “tocco” la barriera emotica, il flusso di dati verso lei ebbe un picco. Il colonnello se ne interesso subito.

«Perché i dati ora aumentano, le funzioni celebrali a quelle profondità non dovrebbero essere ridotte al minimo?»

Il corpo di alice ebbe un sussulto una specie di spasmo e Julien si portò sul corpo della moglie.

William cercò di rispondere al colonnello, ma il suo interesse era su cosa stava succedendo ad Alice. «Non lo so esattamente, non ci siamo mai spinti cosi in profondità, forse è un sistema di difesa della mente, in un qualche modo la mente del sergente sta cercando di reagire all'intrusione, mi scusi...» e diresse tutta la sua attenzione su Julien «Cosa sta succedendo?»

«Alice ha avuto uno spasmo pre-sonno, ma le sue onde celebrali sono già oltre il livello Tetha e si stanno ulteriormente abbassando, non ha logica, ha una frequenza di solo 0.5 hertz.»

Poi Julien si porto al microfono. «Alice, non avanzare! Hai una frequenza celebrale troppo bassa, non dovresti neppure avere le facoltà per un qualsiasi ragionamento.»

Passarono diversi secondi, che sembrarono minuti al marito, tanto che stava per intimare a William il risveglio forzato della moglie.

«Va tutto bene. Se quel che dici è vero, neppure io so spiegarti il perché, ma riesco ad avere tutte le funzioni cognitive della mia mente...Forse le sto prendendo in prestito dal sergente. La barriera emotica oppone molta resistenza, ha la consistenza della gomma, eppure è come fosse liquida, è da un po' che sto cercando di trovarne un'uscita.»

«Alice, smettila di avanzare torna indietro, è pericoloso.»

Il flusso dei dati verso Alice inizio a provocare sistemi di allarme nei due computer principali, quello centrale ora mostrava varie sfumature di colori accesi, lampi e a volte sembrava di sentire dei suoni.

«Cosa sta capitando, dottor Steine?»

«È incredibile stiamo superando un flusso di quattro Terabite di dati, le cpu principali si stanno surriscaldando.»

Il monitor principale a cui William era seduto si spense.

«Merda! la cpu principale si è spenta in regime di auto raffreddamento.»

Julien ora quasi gridava. Vi fu un lampo sul monitor, William cercò di escludere parte dei sistemi della seconda cpu almeno per tenerla attiva, e fu costretto a spegnere quasi tutte le funzioni, tenendo attivo solo il canale audio.

«Alice torna indietro ti prego, Alice rispondi.»

Passarono altri diversi secondi, persino il colonnello ora pareva rigido e teso. Poi un segnale audio.

«Non potete immaginare: infiniti mondi, rocce e stelle, la conoscenza di tutto l'universo in una sola mente.»

Julien non credeva alle sue orecchie sia nel sentire la voce della moglie, sia per un rumore che provenne dal suo corpo, il rumore dei suoi polmoni che si sgonfiavano. L'uomo saltò sulla poltrona della moglie.

«Ha smosso di respirare, il cuore batte ma le sue funzioni celebrali sono cessate completamente.»

William guardo l'unico monitor ancora attivo e che segnava le funzioni celebrali di Alice e del sergente e quelle della donna erano ora completamente azzerate. Lui stesso non poté far altro di domandare«Alice, dove diavolo sei, ora?»

Julien ebbe un' illuminazione e tornò al microfono. «Alice ti prego, non hai passato la barriera emotica del cervello rettile! Hai passato quella della ghiandola pineale, Alice ti prego torna indietro, hai con te qualcosa di me, ti supplico.»

«Anffhh» I polmoni di alice tornarono a respirare il digramma delle onde celebrali torno a livelli normali, ma per quanto Julien provasse a svegliare la moglie non riuscì a farlo per ben tre giorni.

Nel lungo ricovero che ne seguì a detta di Alice, lei dovette re-imparare ad usare il suo corpo. Era come se fosse nata una seconda volta e per molti mesi a seguire ogni suo gesto fu impreciso e sgraziato.

L'esperimento “ufficialmente” finì lì, con un categorico fallimento. Nei rapporti stilati del Dottor Steine era presente l'ipotesi che il cervello non fosse un Hard disk, dove venivano registrate, organizzate e riprese le informazioni di tutta la vita, ma a fronte di quell'evento, che fosse una sorta di antenna, adibita alla ricezione di informazioni proveniente da “un'altro universo”. William non trovò altre parole per descriverlo, ma non ebbe importanza quali idee avesse, perché nessuno tranne i presenti ne poté parlare.

Qui finisce il mio diario sugli eventi di quel giorno, Alice per una sorta di istinto di sopravvivenza non riuscì mai più ad immergersi, e costrinse anche me, con suo marito, a lasciare il lavoro di analista onirico. Tenemmo lo studio ma tornammo ai vecchi metodi di un secolo prima, per curare il problemi psichici. Lei non aveva alcun ricordo di quell'immersione.

Non tutto fu perso, anzi forse fu solo un nuovo inizio, per la sua anima unita a quella del marito: un figlio. Di mio ho qualcosa di più prezioso: un bagliore, un'unica immagine salvata, di quasi un Terabite.

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