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darktianos

Oltre gli abissi della mente parte 3

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commento a mara parte 3

 

Il Sergente Harris si accomodò sulla poltrona, quella che veniva chiamata maschera, una struttura semicircolare con molteplici sensori venne calata sulla sua fronte, anche con tale nome però essa non copriva il volto. La dottoressa iniziò l'immersione e anche se con qualche difficoltà, passò la barriera emotica fino ad arrivare al sub-conscio.

«Bene dottoressa, faccia pure delle domande e cerchi di far emergere delle informazioni.»

«Se non le dispiace vorrei fare io le domande.» disse Julien « Nulla in contrario.»

Julien si avvicinò al sergente Harris, prese una sedia e ne rivolto lo schienale per potervi appoggiare le braccia, in modo da accomodarsi con il mento sulle stesse incrociate sopra, mentre poteva guardare la sua vittima negli occhi.

«La prima volta che hai ucciso.»

Ma sullo schermo le immagini che passavano erano di tutt'altro riferimento: vita familiare, il percorso con l'auto fino alla base dove risiedeva, un natale passato in caserma.

Julien rimase confuso per un attimo, poi cercò di far leva sul senso di rivalsa. «Pettegolezzi sul Colonnello Ferguson.»

Ma anche stavolta il risultato fu lo stesso.

«Un ottimo tentativo dottor Corsi quello di utilizzare gli impulsi più bassi ma il sergente Harris antepone la sua lealtà al suo stesso ego. Come immaginavo una persona addestrata può tenere nascoste le informazioni sensibili e forse persino crearne di false. La situazione in cui ci troviamo non è molto differente dalla tortura fatta ad un civile ed una fatta a un militare. Dottoressa riemerga. L'esperimento è un fallimento, domani potrete tornare alle vostre attività giornaliere, vi ricordo che avete firmato un giuramento di segretezza sulla faccenda.»

La dottoressa riprese in pochi attimi le funzioni del proprio corpo, quasi saltò dalla poltrona. «Ma come, dopo una sola giornata di esperimenti? Ci sono innumerevoli modi per ingannare la mente umana: il paziente potrebbe essere in stato onirico, potrei immergermi ancora più in profondità nella sua coscienza, potrei persino arrivare al cervello rettile e influire sugli stimoli basilari della sua coscienza, per inibire la sua volontà.»

Julien aggredì la moglie a male parole «Ti si è fuso il cervello, sai quali danni potresti provocare, e poi non abbiamo mai passato la barriera emotica del cervello rettile, non sappiamo neppure cosa possa esserci di là, è troppo pericoloso.»

«Julien, potremmo vedere che aspetto ha la fame, l'istinto di sopravvivenza e tutti gli stimoli basilari della mente, potrebbe essere una rivoluzione nell'analisi, un salto di almeno cinquantanni e lo possiamo fare solo con questi macchinari.»

Il Colonnello si intromise «D'accordo, l'opzione è interessante, domani vi preparerete per l'immersione.»

Julien capì al volo che la sua rimostranza aveva ottenuto il risultato contrario che si sarebbe aspettato.

«E non chiede neppure cosa ne pensi il suo sottoposto?»

«La sua lealtà è indiscussa!»

Così si concluse la giornata: lo staff di analisi del dottor Steine iniziò a controllare i dati, gli encefalo-grammi e le registrazioni per farsi un'idea di cosa avrebbero potuto affrontare l'indomani. Julien non criticò la moglie dell'idea pericolosa che aveva avuto...Almeno fino a che, non giunsero a casa.

 

La cena a casa dei Corsi venne consumata in silenzio. La casa piccola, anche se le finanze della famiglia non erano certo esigue, pareva quasi rimbombare al tintinnio delle posate tanto era tesa l'atmosfera. Fu Alice a cercare di allacciare un discorso, in cuor suo sapeva per quale motivo il marito non parlava: non trovava le parole.

«Caro, so che hai paura ma vorrei ricordarti che in modo razionale vedrò la psiche del Sergente Harris come uno spettatore, non potrà influenzarmi.»

«È una scusa che usi troppo spesso Alice, dimentichi che sono le tue onde celebrali ad abbassarsi al livello Tetha quando gli entri nel sub-conscio? Come verranno influenzate entrando nel cervello rettile, quali saranno le conseguenze?»

«Julien sai che anche a livello di sub-coscio si riesce a ragionare perfettamente, anzi come dice il detto il sonno porta consiglio, la mente lavora in modo più efficiente. Caro... Potrò vedere che aspetto avranno fame, istinto di sopravvivenza, lussuria.» Con occhi da cerbiatto e sguardo remissivo Alice guardò il marito. «Potrei capire come potenziarne il desiderio.» Poi sorrise, Julien sbuffando si gratto la testa «Allora mi sa che dovrai subire parecchie sedute, finita questa tortura.» Alice sapeva dove stuzzicare il marito, tra le risate si ritirarono in intimità.

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