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darktianos

Oltre gli abissi della mente parte 1

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Commento e bastò una quercia per...

N.d.a per chi ha letto negli abissi della mente: mi son chiesto se era possibile spremere ancora di più la fantasia;).

 

«Alice.»

Julien entrò nel laboratorio, mentre sua moglie stava redigendo il rapporto dell'ultima immersione. Avrebbe voluto essere severo ma appena la vide, come sempre, ritrovò la calma interiore. I suoi capelli castani incorniciavano il suo viso delicato che accennava alle prime rughe ma per Julien era sempre quella donna che lo aveva salvato. Forse era rimasto qualcosa di lei quando immergendosi dentro la sua mente lo aveva curato dal trauma che lo aveva colpito da piccolo, o forse era solo perché l'amava. Julien e Alice si erano sposati appena un anno dopo il conseguimento del titolo di analista onirico di lui, dopo i lunghi studi intrapresi per diventarlo.

«Dimmi caro.»

«Credi sia stata una buona idea quella di esserci messi in mano all'esercito?»

«Ne ho parlato anche con William e a parte l'apparecchiatura onirica all'avanguardia, il progetto di leggere nella mente in modo cosciente è davvero affascinante.»

«Non si può giocare con l'anima di una persona impunemente!»

«Julien ne abbiamo già parlato, quando ti immergi nella mente di una persona, la leggera sdoppiatura che sembra pervaderti non è che un deja vù della mente che si sincronizza con quella dell'ospite, non è l'indizio dell'esistenza dell'anima.» Alice conosceva bene le motivazioni che portavano suo marito a credere tanto fermamente in qualcosa dopo la morte, in parte era anche colpa sua, da quel primo incontro tanti anni fa e dal suo aiutarlo a sconfiggere ciò che lo terrorizzava. Per Julien le loro anime si erano mescolate. Lo sapeva perché per alcuni mesi anche lei, per contraccolpo, venne pervasa dal terrore verso ogni uomo e forse, proprio per questo, solo lui, ebbe gli strumenti e la conoscenza su come curarla a sua volta: ormai erano come un'unica cosa, per Julien un'unica anima.

«...E poi se non fossimo noi, l'esercito cercherebbe altri analisti. E chi meglio di noi per i nostri studi e scoperte, potremmo gestire tale cosa.»

«D'accordo speriamo solo il Colonnello non pretenda troppo da questi esperimenti.»

 

Il giorno successivo Alice e Julien entrarono nel laboratorio allestito dal Colonnello Ferguson, non più di una stanza anche se di ampia metratura. La brutta sorpresa e che quel giorno era presente anche un altro soldato. «Colonnello, non ci aveva avvertito che sarebbe stata presente un'altra persona agli esperimenti?»

«Dottor Corsi, il direttore dello studio è il dottor William Steine, lei non aveva nessun diritto di essere avvertito.»

Per Julien fu un colpo basso, quella che ormai sentiva casa sua, ora era profanata ma il discorso del Colonnello non faceva una piega. «Sarebbe stata cortesia. Facciamo almeno le presentazioni: io sono Julien Corsi, lei è mia moglie Alice Wilson siamo entrambi analisti onirici, quello in fine seduto ai monitor è il nostro navigatore di fiducia, William Steine che per la alopecia incipiente amiamo chiamare Xavier.»

Ne il muscoloso soldato di colore, ne William sorrisero.

Il Colonnello si fece avanti di un passo «Vi presento il sergente Edward Harris, è stato preparato come mio assistente a questi esperimenti.»

«Colonnello cosa intende per preparato?»

«Il sergente Harris farà da paziente o si immergerà a seconda dei casi che si presenteranno durante gli esperimenti.»

Julien fu preso dal panico. «Colonnello, non per mancarle di rispetto ma non prenda un'immersione come una passeggiata, io e mia moglie siamo più che adatti per portare avanti questi esperimenti, abbiamo una conoscenza decennale delle psicosi l'uno dell'altro, conosciamo i labirinti delle nostre menti a memoria. Credo che introdurre un elemento esterno potrebbe rivelarsi molto pericoloso, sopratutto poi, se è un soldato!»

«Signor Corsi, Non ha importanza ciò che lei crede, il sergente Harris è più che qualificato e farà parte di questo progetto.»

Il tono categorico del Colonnello lasciarono ammutolito Julien per qualche secondo e fu Alice a sviare lo sguardo allucinato del marito, dal Colonnello.

«Julien non sarà una immersione onirica, ci immergeremo sempre in modo razionale, non potrà esserci scambio di esperienze come con l'interazione da dormienti.»

Alice calmò subito suo marito con quelle parole, immergendosi durante il sogno i subconsci di analista e paziente in parte si mescolavano, ma se l'immersione fosse avvenuta in modo razionale non avrebbe potuto esserci interazione tra le coscienze e il Colonnello sembrò capire che il punto cruciale era proprio questo.

«Signor Corsi, forse si sente un po' tradito dalla possibilità che sua moglie possa essere violata dalla mente di un'altra persona? Intanto valiamo come avanzeranno gli esperimenti prima di fasciarci la testa, non crede?»

Julien, per le due pugnalate al cuore sentiva il suo animo ribollire e forse parte del suo trauma contro gli uomini troppo autoritari, ora tornava a galla come una schiuma rabbiosa, quindi si mise sopra la poltrona per l'immersione, fissando negli occhi il Colonnello. Trovava fastidioso che quella persona di mezza età, leggermente sovrappeso e dal viso quasi infantile avesse tanta invadenza, ma del resto erano loro ad aver accettato il contratto.

«Spero non vi dia fastidio se faro domande durante l'immersione.» chiese il Sergente ai presenti; a rispondergli fu William «Non si preoccupi, siamo qui per questo. Bene Alice, direi di iniziare con l'esperimento di immersione, con collegamento razionale.»

«Ho esperienze in immersioni oniriche, cosa cambierà a livello razionale.»

«Immersioni razionali si possono fare in modo tradizionale, questa volta pero l'analista Alice entrerà nella mente del paziente collegandosi alla sua rete neurale un grado alla volta e uni direzionalmente. È meglio ve lo mostri, un' immagine vale più di mille parole.»

Il Colonnello si fece avanti, sui monitor che William stava osservando, per la precisione erano presenti tre computer in linea: uno mostrava solo dei dati, quello centrale ciò che Alice vedeva, ed infine, l'ultimo, mostrava le onde celebrali dei due operatori.

«Trentasei picchi al secondo? È un po poco come connessione neurale.» William negò con la testa e indicò lo schermo di centro. «Quello che state vedendo e il passaggio di dati del solo nervo ottico, trentasei input al secondo per la precisione, ora guardate!» Sul monitor principale di William i numeri indicanti la connessione cominciarono a salire.

«Ci siamo! Alice e nel paese delle meraviglie...La testa di suo marito.»

«Ah ah toccato, bella battuta William.» Sul monitor di centro non si vedeva più Julien seduto sulla poltrona, ma Alice che gli era seduta di fronte.

«Julien in questo momento sta condividendo il suo corpo con la mente di sua moglie.»

Julien inizio a parlare, per il Sergente sembrava quasi una recita perché nulla era cambiato.

«Ora sto vedendo con gli occhi di mio marito e...» Julien mosse un braccio in modo sgraziato.

«Condivido i comandi del suo corpo.» Il Sergente si portò davanti al Viso di Julien «È la dottoressa Alice che sta parlando ora?»

«Si!» e nuovamente Julien ripetè «Si, o almeno un attimo fa.»

Ora fu William a rivolgersi al Colonnello e al sergente.

«Vorrei precisare che tutto questo è possibile solo con il consenso del paziente. Julien ha tutte le funzioni del controllo del suo corpo ma Alice può in ogni caso percepirne le sensazioni a mandare anche impulsi come fosse il suo. In questo momento ci sono letteralmente due menti in un unico soggetto.

 

 

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Davvero complimenti, sei migliorato tantissimo! Qua e là ci sono ancora refusi e imprecisioni, ma in misura molto minore rispetto ai tuoi primi scritti. Il tema del racconto è avvincente, mi intriga molto e sono curiosa di leggere il continuo... bravo, davvero! Magari quando ho un po' più di tempo ti faccio la correzione punto per punto, se vuoi.

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Ciao@darktianos :D

 

Alle 4/10/2017 at 19:59, darktianos ha detto:

«Alice.»

Julien entrò nel laboratorio, mentre sua moglie stava redigendo il rapporto dell'ultima immersione. Avrebbe voluto essere severo [virgola] ma appena la vide, come sempre, ritrovò la calma interiore. I suoi capelli castani incorniciavano il suo viso delicato che accennava alle prime rughe  [virgola] ma per Julien era sempre quella donna che lo aveva salvato. Forse era rimasto qualcosa di lei quando [virgola] immergendosi dentro la sua mente [virgola] lo aveva curato dal trauma che lo aveva colpito da piccolo, o forse era solo perché l'amava. Julien e Alice si erano sposati appena un anno dopo il conseguimento del titolo di analista onirico di lui, dopo i lunghi studi intrapresi per diventarlo.

«Dimmi caro.»

«Credi sia stata una buona idea quella di esserci messi in mano all'esercito?»

«Ne ho parlato anche con William e a parte l'apparecchiatura onirica all'avanguardia, il progetto di leggere nella mente in modo cosciente è davvero affascinante.»

«Non si può giocare con l'anima di una persona impunemente!»

«Julien ne abbiamo già parlato, quando ti immergi nella mente di una persona, la leggera sdoppiatura che sembra pervaderti non è che un deja vù della mente che si sincronizza con quella dell'ospite, non è l'indizio dell'esistenza dell'anima.» Alice conosceva bene le motivazioni che portavano suo marito a credere tanto fermamente in qualcosa dopo la morte, in parte era anche colpa sua, dal quel primo incontro di tanti anni fa e dal suo aiutarlo a sconfiggere ciò che lo terrorizzava. Per Julien le loro anime si erano mescolate. Lo sapeva perché per alcuni mesi anche lei, per contraccolpo, venne pervasa dal terrore verso ogni uomo e forse, proprio per questo, solo lui, ebbe gli strumenti e la conoscenza su come curarla a sua volta: ormai erano come un'unica cosa, per Julien un'unica anima.

«...E poi se non fossimo noi, l'esercito cercherebbe altri analisti. E chi meglio di noi [virgola] per i nostri studi e scoperte, potremmo potrebbe gestire tale cosa.»

«D'accordo speriamo solo il Colonnello non pretenda troppo da questi esperimenti.»

 

Il giorno successivo Alice e Julien entrarono nel laboratorio allestito dal Colonnello Ferguson, non più di una stanza anche se di ampia metratura. La brutta sorpresa e è che quel giorno era presente anche un altro soldato. «Colonnello, non ci aveva avvertito che sarebbe stata presente un'altra persona agli esperimenti?»

«Dottor Corsi, il direttore dello studio è il dottor William Steine, lei non aveva nessun diritto di essere avvertito.»

Per Julien fu un colpo basso, quella che ormai sentiva casa sua, ora era profanata [virgola] ma il discorso del Colonnello non faceva una piega. «Sarebbe stata cortesia. Facciamo almeno le presentazioni: io sono Julien Corsi, lei è mia moglie Alice Wilson siamo entrambi analisti onirici, quello in fine seduto ai monitor è il nostro navigatore di fiducia, William Steine che per l'alopecia incipiente amiamo chiamare Xavier.»

Né il muscoloso soldato di colore, né William sorrisero.

Il Colonnello si fece avanti di un passo «Vi presento il sergente Edward Harris, è stato preparato come mio assistente a questi esperimenti.»

«Colonnello cosa intende per preparato?»

«Il sergente Harris farà da paziente o si immergerà a seconda dei casi che si presenteranno durante gli esperimenti.»

Julien fu preso dal panico. «Colonnello, non per mancarle di rispetto  [virgola] ma non prenda un'immersione come una passeggiata, io e mia moglie siamo più che adatti per portare avanti questi esperimenti, abbiamo una conoscenza decennale delle psicosi l'uno dell'altro, conosciamo i labirinti delle nostre menti a memoria. Credo che introdurre un elemento esterno potrebbe rivelarsi molto pericoloso, sopratutto poi, se è un soldato!»

«Signor Corsi, Nnon ha importanza ciò che lei crede, il sergente Harris è più che qualificato e farà parte di questo progetto.»

Il tono categorico del Colonnello lasciarono ammutolito Julien per qualche secondo e fu Alice a sviare lo sguardo allucinato del marito, dal Colonnello.

«Julien non sarà una' immersione onirica, ci immergeremo sempre in modo razionale, non potrà esserci scambio di esperienze come con l'interazione da dormienti.»

Alice calmò subito suo marito con quelle parole, immergendosi [trova un sinonimo di immergersi, lo usi troppe volte] durante il sogno i subconsci di analista e paziente in parte si mescolavano, ma se l'immersione fosse avvenuta in modo razionale non avrebbe potuto esserci interazione tra le coscienze e il Colonnello sembrò capire che il punto cruciale era proprio questo.

«Signor Corsi, forse si sente un po' tradito dalla possibilità che sua moglie possa essere violata dalla mente di un'altra persona? Intanto valiamo [vediamo?] come avanzeranno gli esperimenti prima di fasciarci la testa, non crede?»

Julien, per le due pugnalate al cuore sentiva il suo animo ribollire e forse parte del suo trauma contro gli uomini troppo autoritari, ora tornava a galla come una schiuma rabbiosa, quindi si mise sopra la poltrona per l'immersione, fissando negli occhi il Colonnello. [periodo che va riscritto, risulta troppo contorto.] Trovava fastidioso che quella persona di mezza età, leggermente sovrappeso e dal viso quasi infantile avesse tanta invadenza, ma del resto erano loro ad aver accettato il contratto.

«Spero non vi dia fastidio se farò domande durante l'immersione. [via il punto]» chiese il Sergente ai presenti; a rispondergli fu William «Non si preoccupi, siamo qui per questo. Bene Alice, direi di iniziare con l'esperimento di immersione, [via la virgola] con collegamento razionale.»

«Ho esperienze in immersioni oniriche, cosa cambierà a livello razionale.?»

«Immersioni razionali si possono fare in modo tradizionale, questa volta peroò l'analista Alice entrerà nella mente del paziente collegandosi alla sua rete neurale un grado alla volta e uni direzionalmente in modo unidirezionale. È meglio che ve lo mostri, un' immagine vale più di mille parole.»

Il Colonnello si fece avanti, sui monitor che William stava osservando, per la precisione erano presenti tre computer in linea: uno mostrava solo dei dati, quello centrale ciò che Alice vedeva, ed infine, l'ultimo, mostrava le onde celebrali dei due operatori.

«Trentasei picchi al secondo? È un po po' poco come connessione neurale.» William negò con la testa e indicò lo schermo di centrale. «Quello che state vedendo e è il passaggio di dati del solo nervo ottico, trentasei input al secondo per la precisione, ora guardate!» Sul monitor principale di William i numeri indicanti la connessione cominciarono a salire.

«Ci siamo! Alice e è nel paese delle meraviglie... [spazio] la testa di suo marito.»

«Ah ah toccato, bella battuta William.» Sul monitor di centro non si vedeva più Julien seduto sulla poltrona, ma Alice che gli era seduta di fronte.

«Julien in questo momento sta condividendo il suo corpo con la mente di sua moglie.»

Julien inizioò a parlare, per il Sergente sembrava quasi una recita perché nulla era cambiato.

«Ora sto vedendo con gli occhi di mio marito e...» Julien mosse un braccio in modo sgraziato.

«Condivido i comandi del suo corpo.» Il Sergente si portò davanti al Vviso di Julien «È la dottoressa Alice che sta parlando ora?»

«Si!» e nuovamente Julien ripetè «Si, o almeno un attimo fa.»

Ora fu William a rivolgersi al Colonnello e al sergente.

«Vorrei precisare che tutto questo è possibile solo con il consenso del paziente. Julien ha tutte le funzioni del controllo del suo corpo [virgola]ma Alice può in ogni caso percepirne le sensazioni a mandare anche impulsi come fosse il suo. In questo momento ci sono letteralmente due menti in un unico soggetto.

 

L'idea mi piace, leggerò volentieri il resto dei capitoli, ma alcuni concetti sono vengono ripetuti spesso e a volte rendono la lettura pesante e piatta.

Inoltre, alcuni peridi come quello che ti ho segnalato vanno rivisiti per renderli più fluidi.

Dovresti fare più attenzione ai refusi, alcuni con un'attenta rilettura possono essere benissimo evitati, ma avendoti letto più volte noto che ce ne sono meno rispetto agli altri racconti :D

A rileggerti :D

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