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darktianos

Zombi!

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Prefazione: spero di non terrorizzarvi davvero con questo racconto (sopratutto per gli errorixD). Per sorbire il massimo effetto empatico/emotivo, consiglio vivamente di guardare i video presenti nel testo(spoiler), solo al momento necessario. per il resto buon divertimento. Una citazione particolare per  @Pulsar é grazie ad una discussione su un suo racconto, che mi è venuta l'idea per spiegare in modo reale, la possibile esistenza degli zombi. Se usavate gli horror come lassativo, questo dovrebbe fare da astringente :sonofigo:.

 

 

Caspar Weber, è così che mi chiamo, quando ho ancora la lucidità per scriverlo alla tastiera. Tedesco, maschio, uno e settantacinque di altezza, ora pesante solo sessantun chili, uno dei primi contagiati.

Il parassita, forse per un innato istinto di sopravvivenza, quasi mi fa dimenticare il dato più importante: entomologo!

 

Basterebbero quarantun giorni da quando è iniziata l'epidemia per mandare a sfacelo l'umanità. Una mutazione aggressiva del Spinochordodes tellinii, un verme parassita degli insetti è riuscito a passare ai mammiferi.

La società moderna, come la conosciamo, crollerebbe in soli cinque cicli riproduttivi dall'inizio dell'infezione.

Dopo due settimane dal contagio del parassita, infatti, la saliva della vittima si riempie di larve dello stesso, ed entra in uno stato di furia con cui cerca di passare al prossimo ospite tramite il morso.

Il ciclo riproduttivo si ripete ogni tre giorni dopo la fase embrionale, un ciclo troppo corto per poter provare una qualsiasi cura sull'ospite.

La popolazione mondiale verrebbe decimata ...Letteralmente da un'orda di Zombi, persone che fino al momento prima dialogavano serenamente con te, l'attimo dopo ti salterebbero alla gola, o a qualsiasi altro lembo di carne dove poter mordere e passare le larve. Oltretutto il parassita nelle prime due settimane di incubazione secerne endorfine, creando uno stato di benessere ed euforia che cancella quasi del tutto l'insorgenza dei sintomi da infezione.

La Spinochordodes maiorem, risulta resistente a tutti gli antiparassitari usati, agli antibiotici, solo massicce dosi di aglio nell'alimentazione ha ridotto l'incidenza di infezione delle larve di un solo venti percento. Il focolaio si sta diffondendo velocemente all'insaputa della popolazione. L'esercito non vuol creare il panico...prima del tempo.

Sono disperato.

Sono stato rinchiuso, mio malgrado, in una baita attrezzata nella foresta nera, mi sono risvegliato nella stessa dopo aver subito gli effetti della furia ma non so se ritenermi fortunato del fatto che le mie pene avrebbero potuto finire con un proiettile in testa, anche se mi hanno lasciato una pistola nel caso lo desiderassi.

Tre giorni dopo mi sono risvegliato nel mezzo del bosco, soliti crampi da acido lattico in tutto il corpo, più un paio di costole incrinate e a fianco a me la carcassa di un cervo...Come diavolo ho fatto ad abbattere un cervo a mani nude? Il morso che gli ho inferto ha reciso un'arteria della zampa.

Controllo la mia bocca e ho ancora tutti i denti, non ho morso un osso o altra parte troppo dura.

L'orrore che più mi pervade è che alla consapevolezza dell'arrivo del periodo riproduttivo e conseguentemente, della furia, mi ero chiuso dentro. Come ho fatto ad aprire la porta?

Il sesto giorno fortunatamente devo aver cacciato un coniglio, ho alcuni ciuffi di peli ancora tra i denti, non credo potrei sopravvivere allo scontro con un cinghiale.

Ho avuto notizia dall'esercito che si sono già formate bande di infetti, ed è passata solo una settimana, la bastarda non attacca i suoi simili e gli infettati come ogni essere vivente non hanno intenzione di morire, neppure io del resto.

L'esercito mi intima continuamente di portare avanti le ricerche, in questa baita in cui mi ha rinchiuso, del resto ne va anche della mia vita. Ora che l'infezione si sta diffondendo, anche del mondo intero.

La Spinochordodes tellinii, una volta adulta e divorato in parte il proprio ospite, costringe lo stesso usandolo come una marionetta a cercare l'acqua dove si riproduce. La sorella maggiore invece infesta l'ospite e solo quando esso muore, se ne esce strappando parte degli organi interni per portarseli dietro come culla per le sue larve. È capace di percorre anche quindici chilometri per cercare un ruscello o una fonte d'acqua dove perpetrare un ultimo tentativo di infezione.

Cerco di concentrarmi sui particolari per non fare caso alla sensazione che sento nelle viscere fino in gola, al sentire quella maledetta che si agita e sogghigna dentro di me, almeno continuasse ad emettere endorfine, invece ora sento tutto il dolore che essa può provocarmi per ogni tentativo di ucciderla.

Oggi è Il settimo giorno, ne ho altri due prima della prossima furia.

Le larve possono diffondersi tramite morso o ingestione, ormai ogni tipo di cibo può essere contaminato, dai vegetali entrati in contatto con acqua infetta alle feci, o la carne degli animali. Le uova riescono a resistere fino a temperature di centoquaranta gradi, prima di morire, e anche solo prendere in considerazione di cuocere per lunghi periodi il cibo a temperature superiori , il decadimento dei nutrienti porterà il resto della popolazione sana ad ammalarsi. Paradossalmente, col tempo, gli infetti diventano più forti e veloci dei sani, anche senza essere in stato di furia.

Il parassita nello stato di uovo una volta entrato in circolo raggiunge i polmoni dove passa la prima fase della sua trasformazione, qui alimentandosi col flusso sanguigno si allunga raggiunge prima l'apparato digerente dove una sua parte, la più grande per inciso, si estende per tutta la sua lunghezza. L'apparato riproduttivo si allunga fino all'esofago dove poco prima della furia inizierà a depositare le uova nella bocca. La sensazione è disgustosa, la schiuma giallastra che poco prima si presenta, provoca un forte shock emotivo.

Altre protuberanze raggiungono vari organi: reni ,fegato e cuore, mentre un ultimo tentacolo raggiunge il cervello, tramite il tronco encefalico.

Tramite le surrenali durante la furia c'è una massiccia produzione di adrenalina, il resto non è ancora possibile spiegarlo, se non tramite un'autopsia in un soggetto morto a causa del decesso del proprio parassita.

 

Ho passato due giorni per recuperare cavie e fare esperimenti, ho provato ogni sorta di mix di medicinali, erbe aromatiche, ma il parassita sembra indistruttibile, mi informano che ne sono stati rinvenuti alcuni con una sezione di due cm e lunghi alcuni metri.

Prendo il mio ultimo esperimento, ho provato a infettare con la maiorem nuovamente un insetto, una mantide per la precisione trovata sul davanzale due giorni fa.

Forse allo stato embrionale si comporta come la sorella minore ma ho provato a iniettare alcuni fosfati all'insetto, ho rischiato di uccider la mantide ma non il parassita.

Forse ho ancora mezza dozzina di ore prima della prossima crisi, mi appresto ad uccidere la mantide per fare in modo che il parassita lasci l'ospite, effettuerò un'autopsia sulla Spinochordodes maiorem e un'analisi dei suoi tessuti dopo la crisi, se riuscirò a sopravvivere.

Accendo la telecamera.

Spoiler

 

Ma cosa... il parassita lascia l'ospite prima del decesso dello stesso, che abbia un comportamento simile? No, la spiegazione deve essere un'altra.

Ragiona Caspar, hai fatto altri esperimenti del genere, il parassita non usciva dall'ospite mammifero solo perché immerso.

Aspetta, forse è ipossia! L'apparto respiratorio degli insetti e fondamentalmente diverso dai vertebrati esso percorre tutta la superficie del corpo con stigmi e trachee, immergendo la mantide l'ho fatta soffocare. Con una cavia devo provare ad abbassare la saturazione di ossigeno.

Devo trovarne un'altra, rivolto ogni gabbia, ogni teca, di questo laboratorio, metto tutto a soqquadro ma non trovo nulla.

MERDA! Sono forse a un passo dalla soluzione e forse la prossima crisi mi ucciderà.

Pensa Caspar, potresti uscire e trovare un topo ma se fossi poi preda della furia?

In verità è rimasta una cavia; guardo la telecamera con terrore, infondo il mio destino è segnato.

Il mio sguardo cade sulla pistola, mentre preparo un catino d'acqua, fra un poco accenderò la telecamera e so che qualsiasi sia la mia scelta, per un solo attimo sentirò le mie urla mischiarsi alle vostre.

Vi scongiuro, fate che tutto questo non sia inutile.

Inizio esperimento finale.

Spoiler

video-rimosso-da-youtube-jpg-49a96b539fd

 

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Il racconto mi è piaciuto. E' un po' troppo lento, si potrebbe snellire in alcune sue parti, ma la cosa che mi ha fatto più piacere è che sia riuscito a inquietarmi, e credo sia successo raramente con un testo scritto. Forse parte del merito è da attribuirsi al video della mantide, ma se riuscissi a snellire la scrittura e a descrivere il video come se stesse davvero accadendo, piuttosto che inserirlo nel racconto, la storia ne guadagnerebbe. 

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On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

si riempie di larve dello stesso

"dello stesso"? Linguaggio burocratico

 

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

pinochordodes tellinii, una volta adulta e divorato in parte il proprio ospite, costringe lo stesso

idem

 

A parte il tema trito e ritrito, una buona scrittura

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@Komorebi grazie del commento. Credevo persino di averlo fatto troppo succinto (ho voluto rimanere negli 8000 caratteri), gran parte è dovuto dal mio piacere nel divagare sul contenuto (e sopratutto nel descrivere come si comportava il parassita.

@Roberto Stradiotti Si devo devo stare attento quando faccio un testo con protagonista che medita. Ho la brutta abitudine per avitare ripetizioni di usare tale linguaggio e non me ne accorgo.

Riguardo al tema ritrito (ah uno con la mia stessa avversione per i tormentonixD) l'ho preso apposta per cercare di dare una spiegazione razionale a qualcosa che non potrebbe averne (anche con la più alta sospensione di incredulità) quello era lo scopo del pezzo. In quel senso sono riuscito a essere originale? O avevi già letto spiegzioni simili da altre parti?

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Ciao Darktianos,

Premessa: sono iscritta da poco, quindi dai il giusto peso al mio commento.

la tua prefazione mi è rimasta simpatica e l'horror è uno dei miei generi preferiti, per questo provo a darti consigli utili per migliorare.

La trama i virus e le epidemie non sono una novità, comunque apprezzo la descrizione della malattia ed i dettagli che hai inventato. Quello che manca nel tuo racconto è un finale. Sembra più un frammento oppure il primo capitolo di qualcosa di più lungo e che deve ancora terminare e che leggerei con curiosità.

Il protagonista come la trama non è originale, ma è comunque abbastanza inquietante.

Lo stile secondo me c'è, manca invece una pianificazione nella struttura e la presenza di inizio, fine e svolgimento che diano "un senso" al racconto.

 

Saluti ed al prossimo racconto!

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La rivisitazione originale di un tema trito e ritrito, quello degli zombi, negli ultimi anni fin troppo abusato. Nel complesso mi è piaciuto, anche se ci sono alcune considerazioni da fare.

Innanzitutto, come fatto notare in altri commenti, ci sono alcuni piccoli refusi nel testo, soprattutto per quanto riguarda l'uso della punteggiatura, dettagli che possono sfuggire all'autore (parlo per esperienza personale) anche dopo numerose e attente riletture.
Riporto di seguito alcuni esempi.

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

Ho avuto notizia dall'esercito che si sono già formate bande di infetti, ed è passata solo una settimana. La bastarda non attacca i suoi simili (virgola) e gli infettati (virgola) come ogni essere vivente (virgola) non hanno intenzione di morire. Neppure io del resto.

 

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

La sorella maggiore invece infesta l'ospite (virgola) e solo quando esso muore (togliere virgola) se ne esce strappando parte degli organi interni (virgola) per portarseli dietro come culla per le sue larve.

 

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

Le uova riescono a resistere fino a temperature di centoquaranta gradi (togliere la virgola) prima di morire, ed è impensabile cuocere per lunghi periodi il cibo a temperature superiori (due punti) il decadimento dei nutrienti porterebbe (si parla ipoteticamente, no?) il resto della popolazione sana ad ammalarsi.

 

Ci sono anche alcune ripetizioni ravvicinate che finiscono per appesantire la lettura (lo so, sono pignolo in questo, ma la lingua italiana è ricca di sinonimi, quindi perché non usarli?):

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

L'apparato riproduttivo si allunga fino all'esofago dove poco prima della furia inizierà a depositare le uova nella bocca. La sensazione è disgustosa, la schiuma giallastra che poco prima si presenta, provoca un forte shock emotivo.

Io sostituirei il "poco prima si presenta" con "la accompagna".

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

Altre protuberanze raggiungono vari organi: reni ,fegato e cuore, mentre un ultimo tentacolo raggiunge il cervello, tramite il tronco encefalico.

Tramite le surrenali durante la furia c'è una massiccia produzione di adrenalina, il resto non è ancora possibile spiegarlo, se non tramite un'autopsia in un soggetto morto a causa del decesso del proprio parassita.

Qui, per ovviare alla tripla ripetizione di "tramite" modificherei il secondo paragrafo:
"Le surrenali durante la furia producono adrenalina in quantità massiccia, il resto non è ancora possibile spiegarlo, se non eseguendo un'autopsia su un soggetto morto a causa del decesso del proprio parassita."

 

In ogni caso si tratta semplici preferenze stilistiche, e queste sottigliezze non inficiano la qualità dell'opera.

Veniamo alle note positive: trovo particolarmente brillante l'idea di inserire video nel testo, così da rendere il tutto più realistico. Il lettore ha quasi l'impressione di trovarsi lì ad assistere alla fine della povera mantide, e la visione del parassita che esce dal corpo dell'insetto, nero e tentacolare, è di forte impatto.
La cosa più spaventosa infatti non è tanto la trasformazione in zombi, quanto la sua causa: un parassita mutato che prende lentamente il controllo dell'ospite dilagando nei suoi organi interni. Un espediente questo che aggiunge orrore all'orrore, oltre a fornire un motivo perfettamente plausibile, anche scientificamente, per spiegare l'imminente apocalisse zombi.

 

Un'altra cosa che ho apprezzato è la narrazione del protagonista, che, pur essendo a un passo dalla fine, nel raccontare la sua storia resta fedele alla sua formazione scientifica, soffermandosi sulla descrizione del parassita senza divagare sulle proprie sensazioni e riflessioni, teso fino all'ultimo alla ricerca della soluzione.

Intrigante anche la conclusione: si lascia intendere ma non si dice. L'esperimento avrà avuto successo? L'ipossia è la chiave per liberarsi del parassita? E quale indicibile orrore si cela nell'inaccessibile video finale?


In tutto ciò però c'è un elemento che mi sfugge: perché l'esercito avrebbe confinato il protagonista in una baita sperduta invece di tenerlo sotto sorveglianza in una struttura protetta, magari una base sotterranea dotata di un laboratorio attrezzato e con un team di specialisti che lo affiancassero? Capisco le esigenze letterarie (la solitudine aumenta il senso di straniamento e l'ambientazione della foresta è molto suggestiva), ma a mio avviso finisce per incrinare la sospensione dell'incredulità.
 

Detto questo non ho altro da aggiungere, ciao @darktianos, ci leggiamo alla prossima. ;)

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@lucamenca grazie del passaggio e della critica.

Nell'ultimo punto: inizialmente avevo pensato a una situazione caotica, ad un governo e ad un esercito che non avendo informazioni su cosa sarebbe successo entro pochissimo tempo (infatti il protagonista è uno dei primi contagiati) imposta diversi esperimenti e situazione per aver più informazioni possibili, l'entomologo finisce per essere una sorta di doppio ceco.

Non sono del tutto contento dell'immagine che mi ero fatto e sopratutto della scelta di tenere il racconto sotto gli 8000 caratteri (sono più portato,credo, verso i racconti lunghi e articolati), tanto che esiste un buco narrativo abbastanza grosso, o meglio non ho spiegato adeguatamente, curato in modo da togliere molte domande al lettore.

Nel finale infatti non spiego adeguatamente perchè prende quella decisione che potrebbe essere mortale.

Per il resto contentissimo di averti divertito^^.

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Ciao! Ti confesso che il racconto non mi ha entusiasmato, per due motivi: lo scienziato protagonista mi sembra poco credibile e ci sono troppe descrizioni che dilungano e rallentano la trama. 

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

Dopo due settimane dal contagio del parassita, infatti, la saliva della vittima si riempie di larve dello stesso, ed entra in uno stato di furia con cui cerca di passare al prossimo ospite tramite il morso.

Questa frase non mi sembra chiara: "entra in uno stato di furia" chi? Lo so che intendi la persona, però da come è scritto il soggetto sembra la saliva della vittima. Inoltre, ricordiamoci che sta parlando uno scienziato, quindi non mi piace "vittima", dovrebbe dire ospite/contagiato.

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

Oltretutto il parassita nelle prime due settimane di incubazione secerne endorfine, creando uno stato di benessere ed euforia che cancella quasi del tutto l'insorgenza dei sintomi da infezione.

Faccio queste considerazioni perche immagino sempre sia uno scienziato a parlare: benessere ed euforia sono due condizioni distinte, le endorfine vanno bene per il primo ma non per la seconda. Inoltre non cancellano "l'insorgenza dei sintomi dell'infezione" semmai possono attutire la percezione che l'individuo ha, ma l'infezione prosegue. Ti faccio un esempio sempliciotto: se ho un dito rotto e mi somministrano morfina io smetto di percepire dolore, ma tutti i "sintomi" permangono, tumefazione, infezione, ossa rotto, ecc.

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

Le larve possono diffondersi tramite morso o ingestione, ormai ogni tipo di cibo può essere contaminato, dai vegetali entrati in contatto con acqua infetta alle feci, o la carne degli animali.[tutto il paragrafo]

Cito questo paragrafo solo per dirti che siamo già a metà racconto ma, al posto di essere coinvolti nella storia, continuano le spiegazioni sulla biologia del parassita. Per quanto orribile non è coinvolgente.

 

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

Sono stato rinchiuso, mio malgrado, in una baita attrezzata nella foresta nera

Perché l'esercito dovrebbe chiuderlo in una baita e non in un laboratorio?

 

On 29/9/2017 at 21:43, darktianos ha detto:

non credo potrei sopravvivere allo scontro con un cinghiale.

Però ha abbattuto un cervo :D 

 

La storia non è scritta male, però la trama è debole. Pecca di credibilità e la narrazione si dilunga troppo in dettagli poco coinvolgenti. Chiaramente sono le mie considerazioni, prendile con le dovute cautele :) A rileggerti!

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