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Bastet

Il Trampolino

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Il 8/9/2018 alle 16:45, ElleryQ ha detto:

Se non erro ciò può essere fatto se tali clausole non sono richiamate a riepilogo del contratto e confermate con firma apposita e distinta (rispetto alla firma di accettazione contrattuale generica).

Vado a memoria, ma mi pare ci sia una sentenza dove si afferma che le clausole vessatorie, cioè quelle in fondo da "rifirmare" perché vessano gravemente solo uno dei contraenti, siano nulle. La ratio sarebbe quella opposta agli intenti del "vessatore": se me la fai firmare è perché sei conscio delle condizioni inique che mi  proponi e, quindi, sai che mi stai "fregando". Credo sia una situazione evidente nel caso il contratto sia un modulo predisposto o prestampato dal "vessatore".

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@Fraudolente, vado anche io a memoria, ma se non erro sono tre le tipologie di clausole vessatorie considerate nulle di diritto, tra cui quelle che l'altra parte non ha avuto modo di verificare prima della stipula, ma di solito l'invio di una bozza preliminare di contratto (come avviene nell'editoria) serve proprio ad evitare ciò. Chi firma un contratto di edizione senza averlo adeguatamente visionato, o facendolo in maniera superficiale e in taluni casi ignorando persino le evidenze, perdonami, ma è in parte responsabile. Credo, invece, che la sentenza cui fai riferimento riguardi le telelevendite, le vendite tramite call center, con accettazione vocale e simili. 

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1 ora fa, ElleryQ ha detto:

Credo, invece, che la sentenza cui fai riferimento riguardi le telelevendite, le vendite tramite call center, con accettazione vocale e simili. 

Guarda, dovrei andare a vedere. Mi sembra che si trattasse di un immobile da locare dove la destinazione era diversa da quella che serviva al locatario, tipo negozio da adibire a ufficio o viceversa. Comunque sia, nulla la clausola e nullo il contratto, e proprio a causa della vessatoria...

 

Comunque sia, il principio era che, anche con una clausola vessatoria rifirmata, non puoi fare tutto ciò che vuoi. Anzi, qualora sia evidente che la clausola è stata apposta per aggirare una norma, a maggior ragione è nulla la clausola e, credo, annullabile il contratto. Nel caso dell’editoria, e dei rapporti e contratti con questa CE, non so se ci siano norme analoghe e applicabili per dichiarare nullo il contratto. Forse, consultando un legale esperto in materia di contratti editoriali…

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In questi termini sì, @Fraudolente, nel senso che un contratto non si può sempre annullare di diritto in presenza di una clausola vessatoria, ma va verificato caso per caso in base alla gravità della violazione dei diritti determinata dalla clausola. In questo articolo si parla nello specifico di contratti editoriali:

 

Quota

nonostante la firma apposta sotto il richiamo agli articoli del contratto che sono vessatori nei confronti dell'autore, le stesse clausole potrebbero essere inefficaci quando siano troppo a favore dell'editore e a svantaggio dell'autore, così come potrebbe verificarsi la nullità dell'intero contratto sottoscritto. Naturalmente bisogna verificare caso per caso quando tali clausole siano regolari o quando, perché evidentemente contrarie al buon senso, se non direttamente alla legge, siano da considerarsi come non apposte. Se non addirittura pericolose per l'autore.

 

Qui il link all'articolo completo. 

Per esempio... vado per assurdo ma verosimile: se l'editore richiedesse all'autore una penale di 10000 euro per non aver preso parte a una presentazione (ho letto qualcosa di simile in un contratto, in passato), la clausola è chiaramente vessatoria e nulla, perché contraria al buon senso, ma non credo vada a inficiare l'intero contratto. 

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In caso di una scrittura privata, non di un normale contratto, in cui non è presente la data si può ritenere non valido fin da subito? Ho letto su qualche sito che è necessaria. 

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10 ore fa, Albress ha detto:

In caso di una scrittura privata, non di un normale contratto, in cui non è presente la data si può ritenere non valido fin da subito?

 

Da quel che mi risulta no. La mancanza della data non inficia la scrittura privata come invece accade per la mancanza della firma. In tal caso, la data utile viene ritenuta quella della registrazione dell'atto:

 

Quota

Per analizzare la validità di una scrittura privata sottoscritta, ma priva di data, bisogna anzitutto verificare quali siano i requisiti essenziali del contratto.

Essi sono previsti dall’ art. 1325 c.c. e sono i seguenti:

– l’accordo delle parti;

– la causa;

– l’oggetto;

– la forma, quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

Tra i requisiti, quindi, non risulta menzionata la data.

La dichiarazione, per essere attribuita al soggetto che l’ha espressa deve essere da lui sottoscritta: risulta qualificabile, quindi, quale elemento essenziale della scrittura privata la sottoscrizione, in quanto, attraverso quest’ultima, il soggetto fa propria la dichiarazione.

 

Qui qualche informazione in più. 

Puoi chiarirci meglio l'accaduto? Magari può essere utile anche a qualcun altro. 

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Buon giorno,

scusate, ma se la privata scrittura si basa su un accordo di pubblicare un libro entro una termine di alcuni mesi, se non c'è la data di inizio, come si fa determinare quando non viene rispettato l'accordo? La registrazione di una privata scrittura avviene solo se una delle due parti ritiene che non siano stati rispettati gli accordi e serve per rendarla ufficiale ai fini legali.

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Se vengono fornite informazioni parziali e con il contagocce, purtroppo non è possibile dare risposte precise. Comprendo la riservatezza, d'altra parte non è semplice rispondere sulla base di informazioni generiche. 

La data cui l'articolo del c.c. citato fa evidente riferimento (e che non inficia la scrittura privata), è quella di stipula, per cui è chiaro, @Albress e @pial, che se quella in questione è relativa alla pubblicazione fa parte della prestazione e quindi dei requisiti essenziali dell'oggetto.

Se l'accordo prevede che la pubblicazione del libro avvenga entro tot mesi dalla firma della scrittura privata (contratto di edizione, in questo caso), può far comunque fede la data d'invio della medesima (timbro postale o data della mail, certificata o meno che sia), firmata dall'autore. 

Le tipologie di scrittura privata sono diverse, anche un assegno è una scrittura privata. Essere più dettagliati nel porre quesiti aiuta noi a fornirvi consigli più adeguati e sciogliere dubbi. 

Modificato da ElleryQ
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@Albress, perdonami, riporto questa frase corretta perché ho commesso una svista nella formulazione. Intendevo "pubblicazione del libro" e non "stipula" come avevo inizialmente scritto e che non c'entrava affatto:

 

Quota

 

Se l'accordo prevede che la pubblicazione del libro avvenga entro tot mesi dalla firma della scrittura privata (contratto di edizione, in questo caso)... 

 

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Sono nuovo del Forum e spero di non star violando il regolamento lasciando un messaggio "fuori argomento", ma ci tenevo a commentare a piè di discussione quanto ho letto. Come ho indicato fin dalla presentazione nel forum sono uno "scrittore" solo d'animo e per il momento sto studiando per potermi definire tale, in parte anche relativamente al discorso delle case editrici e trovo l'intera vicenda altamente educativa e la consiglio a tutti gli aspiranti scrittori. Credo mostri molto bene la complessità del mondo editoriale che al topos narrativo della casa editrice "buona" o "cattiva" intreccia notevoli elementi la cui definizione è sfumata. La scelta della casa editrice è importante, e me ne sto convincendo proprio leggendo tali discussioni, né più né meno  quanto quella di acquistare un'automobile o accendere un mutuo e con la stessa oculatezza va effettuata.

Con l'augurio che tutti possano trovare la loro strada.

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21 minuti fa, Tanator Tenabaun ha detto:

Come ho indicato fin dalla presentazione nel forum sono uno "scrittore" solo d'animo e per il momento sto studiando per potermi definire tale, in parte anche relativamente al discorso delle case editrici e trovo l'intera vicenda altamente educativa e la consiglio a tutti gli aspiranti scrittori.

Ciò che maggiormente stupisce è l'ingenuità di "noi" scrittori esordienti ed emergenti.

Di fronte ai falsi commenti entusiasti e alle conseguenti promesse roboanti, noi  persistiamo nell'abboccare all'amo dell'editore truffaldino, dell'agenzia editoriale a pagamento (e che non rappresenterà mai nessuno...),  dell'editor incompetente e che ha un'idea approssimativa persino della consecutio temporum,  e delle scuole di scrittura creativa improvvisate da pseudo docenti che sono solo scrittori falliti e ignoranti.

Il Trampolino prometteva la luna, cioè innovazioni moderne, indefinite e... indefinibili,  con pubblicità e promozione a iosa, e garantendo il successo a chiunque.

Ecco, ragazzi: non siamo "chiunque", cioè i grulli illusi di essere chissà chi e pronti a essere spennati.

Il Trampolino ha esordito con la promessa di un "affare" vantaggioso, fin troppo vantaggioso per essere vero e credibile.

Cerchiamo di non caderci più!

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2 ore fa, Fraudolente ha detto:

Ciò che maggiormente stupisce è l'ingenuità di "noi" scrittori esordienti ed emergenti.

Di fronte ai falsi commenti entusiasti e alle conseguenti promesse roboanti, noi  persistiamo nell'abboccare all'amo dell'editore truffaldino, dell'agenzia editoriale a pagamento (e che non rappresenterà mai nessuno...),  dell'editor incompetente e che ha un'idea approssimativa persino della consecutio temporum,  e delle scuole di scrittura creativa improvvisate da pseudo docenti che sono solo scrittori falliti e ignoranti.

Il Trampolino prometteva la luna, cioè innovazioni moderne, indefinite e... indefinibili,  con pubblicità e promozione a iosa, e garantendo il successo a chiunque.

Ecco, ragazzi: non siamo "chiunque", cioè i grulli illusi di essere chissà chi e pronti a essere spennati.

Il Trampolino ha esordito con la promessa di un "affare" vantaggioso, fin troppo vantaggioso per essere vero e credibile.

Cerchiamo di non caderci più!

 

considerato il numero di autori che continua a cadere nelle lusinghe del Filo (conosciuti a Più Libri Più Liberi. gli autori, intendo, non il Filo) temo che la strada verso la completa consapevolezza sia ancora piuttosto lunga.

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Salve a tutti. Desidero riportare anch'io la mia esperienza diretta con la Casa Editrice Il Trampolino. Ho firmato il contratto circa un anno fa, stanca delle lunghe attese e conquistata da una modalità di comunicazione molto diretta da parte della CE. All'inizio è andato tutto abbastanza bene. Poi, a un certo punto, il buio. La CE interrompe quasi del tutto le comunicazioni con gli autori, nel frattempo vengo a scoprire che il libro non ha codice ISBN, di deposito legale neanche a parlarne, qualche copia viene consegnata soltanto alla stazione Termini di Roma, non esiste una distribuzione. Le mie speranze si rianimano a settembre, quando viene diffusa la data di inaugurazione della nuova sede di Roma: confermo la mia presenza, prenoto un alloggio addirittura. Due giorni prima della data prevista, però, l'inaugurazione viene rimandata a data da destinarsi. Da lì la mia fiducia, già vacillante, collassa. Decido quindi di intraprendere la strada verso la risoluzione del contratto. Ora che sono libera, mi rendo conto di aver perso un anno intero e di dover ricominciare tutto daccapo, con alle spalle un'esperienza che mi ha lasciato addosso tanta amarezza e una sensazione di nausea verso il mio stesso libro. Credo non ci sia altro da aggiungere. 

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1 ora fa, Valeria79 ha detto:

Salve a tutti. Desidero riportare anch'io la mia esperienza diretta con la Casa Editrice Il Trampolino. Ho firmato il contratto circa un anno fa, stanca delle lunghe attese e conquistata da una modalità di comunicazione molto diretta da parte della CE. All'inizio è andato tutto abbastanza bene. Poi, a un certo punto, il buio. La CE interrompe quasi del tutto le comunicazioni con gli autori, nel frattempo vengo a scoprire che il libro non ha codice ISBN, di deposito legale neanche a parlarne, qualche copia viene consegnata soltanto alla stazione Termini di Roma, non esiste una distribuzione. Le mie speranze si rianimano a settembre, quando viene diffusa la data di inaugurazione della nuova sede di Roma: confermo la mia presenza, prenoto un alloggio addirittura. Due giorni prima della data prevista, però, l'inaugurazione viene rimandata a data da destinarsi. Da lì la mia fiducia, già vacillante, collassa. Decido quindi di intraprendere la strada verso la risoluzione del contratto. Ora che sono libera, mi rendo conto di aver perso un anno intero e di dover ricominciare tutto daccapo, con alle spalle un'esperienza che mi ha lasciato addosso tanta amarezza e una sensazione di nausea verso il mio stesso libro. Credo non ci sia altro da aggiungere. 

Ma hai quindi pubblicato il libro fisicamente e vuoi interrompere il contratto? Ormai che è uscito, ti conviene farlo? Visto che è edito, è difficile che altre CE te lo accettino.

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6 ore fa, bejelit82 ha detto:

Ma hai quindi pubblicato il libro fisicamente e vuoi interrompere il contratto? Ormai che è uscito, ti conviene farlo?

 

Un libro senza ISBN è come se non fosse mai stato pubblicato.

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Buon giorno a tutti,

sarebbe bene che chi è riuscito a svincolarsi dalla C.e. Il Trampolino, senza incorrere in richieste di denaro come già è successo, comunicasse come ha fatto, per aiutare tutti quelli che scontenti del comportamento del Trampolino, vorrebbero uscirne ma non sanno come fare.

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@Valeria79 sono capitato alla stazione Termini di Roma mentre attendevo amici in arrivo col treno e ho visto l'unico libro de Il Trampolino presente, al piano inferiore della libreria (quello delle metropolitane, per intenderci).

Volevo proprio scrivere di questo, pensando che fosse stata opera di un autore che conosceva la libreria, ma che in ogni caso non dimostrava alcun tipo di impegno della CE nel rispettare le tante promesse fatte. Poi invece ho letto il tuo post.

È evidente che si tratti di uno dei pochi, rari, momenti di vero entusiasmo del direttivo de Il Trampolino.

 

È altrettanto evidente che l'entusiasmo, per una CE, può solo essere l'inizio. Se non è seguito  dall'organizzazione, dal metodo e dalla volontà di far le cose per bene, diventa una grossa trappola.

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Penso che tutti gli autori siano andati in causa (in base a quello che ho letto nelle scorse pagine). Sarei però felice che qualcuno scrivesse la propria esperienza ( positiva o negativa) in modo da chiarire una volta per tutte come questa CE si comporti.

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Sembra che la sfortuna abbia colpito nuovamente il trampolino, dopo gli innumerevoli furti di libri che il sig. Murgia dice di aver subito da parte del personale delle PT, alcuni giorni fa il camion che trasportava copie di suoi volumi (?) dalla tipografia alla sede (?) ha avuto un incidente e il carico è andato distrutto dal fuoco. Sembra anche che una grave malattia di un parente lo costringa, temporaneamente (?), a stare lontano dell'editoria dal momento che se ne deve occupare lui.

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